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Parco naturale regionale delle Alpi Liguri
Il Magazine del turismo in Italia - Visit Italy
Pubblicato da Italy FOR Tourist in Liguria · 10 Novembre 2022
Il Parco delle Alpi Liguri, l’area protetta posta più a occidente della Liguria, si trova in Provincia di Imperia, incuneato fra il confine francese e il Basso Piemonte.



I suoi circa 6.000 ettari di territorio sono distribuiti su tre valli: il comprensorio del torrente Nervia, con i Comuni di Rocchetta Nervina e Pigna raggiungibili dalla zona di Ventimiglia–Bordighera, è il più vicino al mare e si estende fra coltivazioni floricole, oliveti e vigneti che più a nord lasciano il posto a boschi di castagni, conifere e faggi.
L’Alta Valle Argentina, con il Comune di Triora gravitante su Arma di Taggia, presenta più ripidi dislivelli, selvaggi panorami naturalistici e centri abitati sorti su crinali o speroni rocciosi. Più interna di tutte le altre, l’Alta Valle Arroscia, con i Comuni di Rezzo, Montegrosso Pian Latte, Mendatica e Cosio d’Arroscia, orbita su Imperia ed è la zona a più spiccata vocazione montana, contraddistinta da ampi pascoli ed estese superfici boscate.



Attraverso sentieri, strade secondarie e sterrate è possibile spostarsi da una valle all’altra del Parco utilizzando antichi percorsi di crinale, che offrono magnifici panorami a 360° sulle Alpi Liguri e il mare. Si tratta del “Sentiero del Parco delle Alpi Liguri”: una rete di itinerari di media-lunga percorrenza che attraversa l’area protetta da ovest a est, consentendo di esplorare il Parco di valle in valle, lungo crinali panoramici e versanti, mulattiere e nuclei storici.



Il “Sentiero del Parco” si compone di 12 tappe per un totale di circa 130 km, con partenza dal borgo di Rocchetta Nervina in Val Nervia e arrivo al Colle di Nava in Valle Arroscia (fuori area Parco): le tappe più suggestive coinvolgono parte dell’Alta Via dei Monti Liguri e del Sentiero degli Alpini, il Monte Toraggio, i borghi di Triora e Realdo, il Monte Saccarello, la faggeta di Rezzo e i Forti di Nava, oltre a punti privilegiati di osservazione delle fioriture e di avvistamento della fauna.

Il parco è diviso in quattro distinte zone non contigue che comprendono, andando da sud a nord:
1) Foresta Demaniale di Testa d'Alpe, con l'alta valle dello Sgorea nel comune di Rocchetta Nervina con il Monte Alto (1.269 m) e il Monte Morgi (819 m). Questa parte contiene al suo interno l'intera foresta demaniale regionale di Testa d'Alpe (che prosegue oltre il confine italo-francese nell'omonima riserva), che è un esempio di bosco tipicamente alpino a meno di 15 km in linea d'aria dal mare.
2) Comprensorio del Monte Gerbonte - M. Toraggio/Pietravecchia: comprende l'alta val Nervia e alta valle Argentina nei comuni di Pigna e Triora con il Monte Grai (2.014), il monte Pietravecchia (2.038 m), il monte Toraggio (1.971 m), il monte Gerbonte (1.728 m), la Cima di Marta (2.138 m).
3) Dorsale Monte del Monte Saccarello - Monte Frontè - Monte Monega: si tratta delle pendici liguri del monte Saccarello (2.203 m) in valle Argentina e parte dello spartiacque tra valle Argentina e valle Arroscia nei comuni di Triora, Mendatica, Montegrosso Pian Latte e Rezzo. Sono compresi i monti Monega (1.882 m), Frontè (2.133 m), oltre che Saccarello e i monti minori compresi nella costiera tra Frontè e Saccarello. Il territorio è compreso circa tra il Passo della Teglia (1.387 m), interessando una parte del Bosco di Rezzo, passando il Passo della Mezzaluna, Carmo di Brocchi, proteggendo la parte in Valle Arroscia sottostante il crinale divisorio tra valle Argentina e valle Arroscia, per arrivare al passo del Garezzo, ove il parco protegge la parte sopra la strada militare tra San Bernardino di Mendatica e Colle Melosa, nel tratto compreso tra il passo di Collardente e Case Penna, mettendo sotto protezione le pendici dei Monti Saccarello e Fronte nelle valli Argentina, Arroscia e Tanarello, fino ad arrivare al confine con la Francia sul Monte Saccarello.
4) Zona di Pian Cavallo: comprende le valli del Tanarello e del Negrone al confine con il Piemonte tra il Passo della Colletta (1.623 m) e la formazione del Tanaro nel comune di Cosio di Arroscia e in piccola parte di Mendatica e, più in generale, le sorgenti del Negrone.
Parte del territorio che collega tra loro queste è tutelato con una forma di protezione meno rigida di quella delle vere e proprie aree a parco definita paesaggio protetto.



La fauna
Le montagne e le valli del parco, anche grazie alla loro vicinanza al mare, sono l'habitat di una grande varietà di fauna selvatica. Tra i mammiferi rari presenti nel parco si possono citare l'ermellino (Mustela erminea), la lepre variabile (Lepus timidus), la martora (Martes martes) e l'arvicola delle nevi (Microtus nivalis) oltre che il lupo - arrivato nel parco dalla vicina Val Roia - e il gatto selvatico.
Tra gli uccelli notevole è la presenza del picchio nero (Dryocopus martius) e del gufo reale (Bubo bubo), il più grande rapace notturno europeo. Nei boschi nidifica il gallo forcello (Tetrao tetrix) mentre l'aquila (Aquila chrysaetos) vive tra i dirupi della zona, nonostante si trovi ai confini del proprio areale.



Le grotte che si trovano nel parco favoriscono una presenza differenziata di pipistrelli; tra gli insetti importanti di un punto di vista conservazionistico si possono citare i coleotteri Haptoderus nicaeensis, Percus villai e Pterostichus morio.




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