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		<title><![CDATA[News dall'ITALIA: Località, Borghi, Strutture Ricettive, Laghi e Monti, Parchi, Archeologia, ecc.ecc.]]></title>
		<link>https://www.italyfortourist.com/blog/</link>
		<description><![CDATA[Il Magazine sul turismo e i Viaggi in Italia]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Fri, 19 Sep 2025 07:56:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Pompei: Nuovo itinerario delle scoperte archeologiche borboniche]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006C"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Parco Archeologico di Pompei partecipa all’iniziativa “Il Sogno Reale”, nell’ambito del “Campania Teatro Festival” dedicato alle meraviglie dell’epoca borbonica a Napoli e nel resto della regione, e alla scoperta dei luoghi che furono oggetto di interesse e di scavi da parte dei Borbone.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/itinerarioborboniocpompei2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell’ottica di omaggiare l’importante contributo dato dai Borbone a Pompei, Il Parco Archeologico offre un itinerario tematico dedicato alla scoperta del sito, nell’ambito del quale si segnalano i principali luoghi e gli edifici che hanno fatto la sua storia di archeologia romantica, a partire dalle prime scoperte casuali – rimaste inascoltate – e dagli scavi avviati nel 1748 che aprirono alla “rivelazione pompeiana”.</span><br></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/itinerarioborboniocpompei3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quale fu il primo scavo che rivelò l'antica Pompei? La scoperta del sito archeologico che attira ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo viene raccontata in un un itinerario tematico dedicato alla scoperta del sito, nell'ambito del quale si segnalano i principali luoghi e gli edifici che hanno fatto la sua storia di archeologia romantica, a partire dalle prime scoperte casuali - rimaste inascoltate - e dagli scavi avviati nel 1748 che aprirono alla ''rivelazione pompeiana''. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/itinerarioborboniocpompei.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il tour dei primi scavi, si pone nell'ottica di omaggiare l'importante contributo dato dai Borbone a Pompei. Pertanto, Il Parco Archeologico propone dal 12 giugno al 12 luglio i luoghi delle prime esplorazioni del sottosuolo con i reperti che, emergendo da lavori avviati per scopi di varia natura, rivelarono quello che il Vesuvio aveva tenuto nascosto per quasi 1500 anni. Il Parco Archeologico di Pompei contribuisce così all'iniziativa ''Il Sogno Reale'', nell'ambito del ''Campania Teatro Festival'' dedicato alle meraviglie dell'epoca borbonica a Napoli e nel resto della regione, e alla scoperta dei luoghi che furono oggetto di interesse e di scavi da parte dei Borbone, primi artefici delle ricerche della città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/itinerarioborboniocpompei1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La dinastia borbonica si lega indissolubilmente alla storia del ritrovamento dell'antica Pompei e al suo successo di ''meraviglia'' culturale in Europa. Dopo la sua scoperta, l'entusiasmo per i rinvenimenti archeologici nel territorio vesuviano attirò per molto tempo l'interesse di uomini di cultura, viaggiatori e sovrani, nell'ambito del Grand tour straniero. Con i Borbone fu riportata alla luce una parte significativa della città antica, grazie a scavi organizzati sempre più in estensione, i reperti dissepolti vennero raccolti prima al Museo della Reggia di Portici e poi al Real Museo di Napoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 09:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Veneti sul mare: Eraclea Mare ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000077"><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">Posto ideale per le Famiglie che vogliono trascorrere una vacanza all'insegna del relax tra sole, mare e natura nel </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/veneto/" target="_blank" class="imCssLink">Veneto</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, i</span></span><span class="fs14lh1-5 ff1">l </span><span class="fs14lh1-5 ff1">territorio di Eraclea Mare nasce dall’acqua. L'attuale territorio, infatti, era ricoperto dalla laguna da cui affioravano molti isolotti. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/eracleamare1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra questi primeggiava per importanza e grandezza, l'isola di Melidissa dove a seguito di invasioni barbariche i nobili di “Opitergium” (Oderzo), guidati dal vescovo San Magno , furono costretti a trasferirsi, cambiandone il nome in “Heraclia”, in onore dell’imperatore bizantino Eraclio. Nell'XI sec. divenne zona desolata, infestata dalla malaria, da pestilenze e carestie, abitata da poche persone dedite all'agricoltura e alla pesca. Nel ventennio 1920 - 1940, la grande opera di Bonifica diede un nuovo volto al paesaggio: la palude venne trasformata in una vasta e fertile pianura e in questo periodo la popolazione aumentò in modo considerevole spinta anche dalla fiorente attività agricola. Ora, grazie ad Eraclea Mare è divenuta un luogo anche a vocazione turistica, riportandola al suo passato di "Regina delle Lagune" oggi nota anche come Perla verde dell’Adriatico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/eracleamare2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma quali sono le caratteristiche che la rendono tanto interessante?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le acque del mare, tra le più pulite dell'Adriatico. Dal 2007 ricevono ininterrottamente il riconoscimento della bandiera Blu dalla FEE. Le dune sono spesso suddivise in più cordoni, tutti paralleli al mare. La spiaggia è lunga oltre quattro chilometri e si estende dalla battigia al limite della pineta. Eraclea Mare sorge sulle riva del Mar Adriatico, affacciata sul golfo di Venezia al confine con Jesolo, dal quale è separata dal fiume Piave, ed è fornita di un porticciolo turistico (Mariclea). Laguna del Mort che, nel 2003, è stata dichiarata da Legambiente una della 11 più belle spiagge d'Italia, e la retrostante pineta marittima di Eraclea Mare sono un sito di interesse comunitario. Oltre il fiume, di fronte alla laguna ed in territorio Jesolano, si trova il centro peschereccio di Cortellazzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/eracleamare3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La pineta. Costituita da circa 3500 pini adulti a "ombrello aperto" (pinus pinea), quest'ultima è appunto la principale peculiarità della località e al suo interno si dipanano sentieri e percorsi per passeggiare e per giungere al mare, ma anche da percorrere in bici. Dopo una mattinata di mare, passeggiare in pineta è una rilassante soluzione per concludere la giornata in totale relax.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A circa un’ora d’auto da Venezia, confinante con i più noti Caorle, Jesolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Torre di Mosto, è un sicuro punto di partenza per scoprire la costa veneta e perché no raggiungere </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?venezia" target="_blank" class="imCssLink">Venezia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 05:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: LA LIGURIA]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Liguria (</span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><span class="cf1">in fondo alla pagina c'è il bellissimo video guardalo!</span></i></span><span class="fs12lh1-5 ff1">) è una delle regioni più piccole d'Italia, dopo <b><a href="http://www.italyfortourist.com/blog/index.php?regioni-italiane--valle-d-aosta" target="_blank" class="imCssLink">Valle d'Aosta</a></b> e Molise, ma è una delle più densamente popolate. Per indicare questa area il termine in uso fino a tutto il '700 e buona parte dell '800 era “genovesato” mentre il termine "Liguria" si affermò più tardi, e fino a quel tempo era una parola del linguaggio erudito, usata per indicare una regione dell'epoca romana, più estesa dell'attuale Liguria, di cui l'odierna regione con capoluogo Genova costituiva solo una parte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/liguria1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Liguria gode di un clima mediterraneo ma non uniformemente dato che risente della morfologia accidentata del suo territorio per gran parte montuoso, aperto su un mare decisamente caldo in rapporto alla sua latitudine relativamente elevata. I fattori morfologici principali sono infatti due: la forma ad arco aperto verso mezzogiorno della regione e la dorsale montuosa che fanno sì che d'inverno si verifichi pioggia e neve a quote basse mentre l'estate è moderatamente calda ma piuttosto afosa. Caratteristico è il fenomeno della macaia che forma un compatto strato di nuvolosità medio-bassa che può interessare senza soluzioni di continuità gran parte della riviera e dei versanti costieri della regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/liguria2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Parchi nazionali e regionali</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Liguria è una terra ricca di bellezze naturali in cui convivono un parco nazionale, nove parchi regionali, tre riserve naturali e una nazionale per una superficie complessiva di circa sessantamila ettari. A queste istituzioni si deve aggiungere la celebre e antica Alta Via dei Monti Liguri (AVML), un itinerario escursionistico lungo circa 440 km che percorre tutta la linea dorsale dell'Appennino ligure. La tutela del mare è affidata a due aree marine protette e al celebre Santuario per i mammiferi marini, quest'ultimo a salvaguardia di un tratto di mare compreso tra il territorio francese-monegasco (Costa Azzurra, Corsica e Principato di Monaco) e il tratto italiano (Liguria e Toscana).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco nazionale delle Cinque Terre</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale delle Alpi Liguri</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale dell'Antola</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale dell'Aveto</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale del Beigua</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale di Bric Tana</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale di Piana Crixia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale di Portofino</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Parco naturale regionale di Porto Venere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Riserve naturali</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Riserva naturale regionale di Bergeggi, 8 ettari, costituita da una piccola isola di roccia calcarea, l'Isola di Bergeggi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara, 11 ettari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Riserva naturale regionale di Rio Torsero, 4 ettari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Riserva naturale Agoraie di sopra e Moggetto, 16 ettari è caratterizzata da quattro laghetti perenni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/liguriaareamarina1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Aree marine protette</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Area marina protetta Cinque Terre, costituita da complessivi 4.591 ettari di estensione, si articola tra Punta Mesco e Riomaggiore. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'Area naturale marina protetta e riserva di Portofino è estesa per 372 ettari nel tratto di mare protetto è compreso tra Camogli e la baia di Paraggi, unendo così le due aree geografiche del Golfo Paradiso e del Golfo del Tigullio. Il mar Ligure è anche parte del Santuario per i mammiferi marini.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Flora</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Liguria ha una superficie boschiva pari al 69% del proprio territorio, la più alta tra tutte le regioni italiane in percentuale e al tredicesimo posto in termini assoluti, la cui media è del 35%.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I più grandi patrimoni forestali sono ubicati nell'entroterra ligure. Imponenti sono le faggete che coprono i versanti appenninici più umidi. Le foreste alpine nell'alta val Tanarello, nella zona dell'imperiese, vede associare nelle quote inferiori il pino silvestre con il faggio e il larice alle pendici del monte Saccarello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Molte specie sono state introdotte nei secoli dall'uomo come l'olivo, il castagno e il pino domestico; nella zona collinare prospiciente il mare le colture comprendono vite, olivo e alberi da frutta; nella fascia litoranea sono sporadicamente coltivati anche gli agrumi, soprattutto il limone. Nella Riviera dei Fiori sono celebri e conosciute le coltivazioni floricole all'aperto o in serra, attività che alimenta l'economia della zona.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/floraliguria1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lungo la costa, la macchia mediterranea comprende specie quali la ginestra, l'alaterno, il lentisco, il mirto, il corbezzolo e il leccio, e tra gli arbusti aromatici presenti nella regione vi sono il timo, l'alloro e il rosmarino. Nelle zone più ventose, su suoli poco evoluti è presente la gariga formata da arbusti bassi e legnosi. Nella fascia marittima e in quella collinare sono prevalenti pinete di pino marittimo e, più raramente, di pino d'Aleppo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nelle località turistiche della costa - a partire dal XIX secolo - furono piantati alberi decorativi, per lo più originarie del nord Africa e delle regioni subtropicali dell'America del Nord, dell'Asia orientale e dell'Oceania, come molte specie di palme, diventate poi il "simbolo" della Riviera specie nel ponente ligure (Riviera delle Palme). Dalla regione asiatica provengono invece le piante di magnolia, anch'essa presente nei giardini della fascia costiera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il clima ligure ha favorito l'acclimatazione di tali specie, sostituendo a volte le piante mediterranee autoctone. Uno dei luoghi più esemplificativi sono i giardini di Villa Hanbury vicino a Ventimiglia, creati da una famiglia originaria dell'Inghilterra nell'Ottocento. Furono introdotte originariamente quasi 5 800 specie, ridotte negli anni a circa 2 000. </span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Fauna</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nell'estrema Riviera di Ponente sono presenti alcuni endemiti quali il colubro lacertino, il più grande serpente europeo, diffuso nell'Imperiese e nel Nizzardo, e della lucertola ocellata, un sauro dalla caratteristica livrea verde picchiettata a strie nere e con macchie rotonde azzurre sui fianchi detti ocelli. Nell'entroterra vi è la presenza del gallo forcello e vi sono popolazioni di camosci. Sul monte Saccarello - tra Liguria e Francia - è presente la marmotta, in seguito ad un intervento negli anni settanta del Novecento da parte dei cacciatori (nonostante la specie non sia cacciabile).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/faunaliguria1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra gli uccelli si segnalano il passero solitario, l'occhiocotto, la sterpazzolina, il picchio rosso maggiore, il torcicollo, il cuculo e il codirossone; massiccia la presenza del merlo, del fringuello, dello zigolo e del pettirosso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Folta la presenza dei rapaci notturni e diurni quali l'assiolo, la civetta, il barbagianni, l'allocco, il gufo comune e quello reale; della famiglia dei rapaci diurni si segnalano il biancone, la poiana, il gheppio, il nibbio bruno, il falco pecchiaiolo. Nelle zone tipicamente rocciose nidifica qualche rara coppia di aquila reale e del falco pellegrino (specie nelle coste del levante ligure), mentre nei fitti boschi cacciano l'astore e lo sparviero. Tra i rettili vi è possibile ammirare il biacco, la coronella girondica e la vipera. Tra gli anfibi la salamandra nera sostituisce, dopo la quota di 1800 m, la salamandra pezzata; alcuni di questi anfibi urodeli popolano diverse grotte della regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anticamente vi era presso i boschi dell'Appennino ligure una massiccia presenza del lupo appenninico, specie animale che ha subito nel corso degli ultimi secoli moderni una quasi scomparsa fino ad una ripresa della specie in seguito a progetti di ripopolamento avviati verso la fine del XX secolo. Numerose sono invece le famiglie di cinghiali che talvolta si spingono, per la ricerca di cibo, nei centri abitati. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Storia</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il periodo storico più importante per la regione è il basso medioevo, con apice dalla metà del XIII secolo alla metà del XIV secolo. Ma la storia ligure in età medioevale va ricercata pure al di fuori degli odierni confini amministrativi della Liguria a partire dalla prima crociata, attorno alle attività - esplorative prima e commerciali poi - delle famiglie e degli alberghi per lo più genovesi, interessando comunque la vita delle persone di tutto il territorio regionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La forza economica della Repubblica marinara si manifesta con un impero coloniale ante litteram in senso fortemente e strettamente economico, con basi politiche fatte da una fitta rete di accordi politico-commerciali in tutto il Mar Mediterraneo ed il Mar Nero; dense sono le presenze mercantili liguri da Gibilterra sino all'Asia centrale, con testimonianze documentate in una miriade di porti e crocevia commerciali: da Southampton alla Corsica, come possedimento diretto della Repubblica di Genova per oltre sei secoli, e la Sardegna; dalla costa nordafricana, a Cipro, sino all'Armenia. E ancora l'Anatolia, la costa romena, le foci del Don e la Mesopotamia, con mercanti e costruttori navali a Baghdad.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Inoltre gli albori delle marine reali inglese, spagnola e soprattutto francese hanno radici nella scuola ligure, con la chiamata di maestranze dalle Riviere atte a formare maestri d'ascia e arsenali indipendenti. La Liguria si distinse storicamente anche in epoca mercantile e tardo medioevale per i suoi esploratori e ammiragli da Cristoforo Colombo sino ad Andrea Doria per citare i più noti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Seicento inoltrato iniziò una nuova e lunga decadenza che si protrarrà per tutto il Settecento, sino al periodo napoleonico e alla Rivoluzione industriale, momento della rinascita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La caduta di Napoleone Bonaparte coincise con la fine dell'indipendenza della regione: dopo l'effimera e breve ricostituzione della repubblica genovese, nel 1814, il Congresso di Vienna decretò l'annessione al Regno di Sardegna. L'annessione della regione ligure al Regno d'Italia portò ad un nuovo inquadramento amministrativo del suo territorio; alle storiche province di Genova e di Porto Maurizio (quest'ultima assumerà, nel 1923, l'attuale denominazione "di Imperia" dopo la creazione dell'omonimo capoluogo imperiese) seguì l'istituzione della Provincia della Spezia (1923) nella zona più levantina della regione e nel corso del 1927 dell'ente provinciale savonese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Economia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'economia della Liguria è basata su aspetti particolari dei tre settori produttivi, generalmente correlati tra loro. Il settore primario si basa sostanzialmente su un'agricoltura di qualità, con produzioni specifiche e con garanzie di controllo particolari. La morfologia territoriale ligure condiziona pesantemente la natura delle produzioni agricole e quindi l'utilizzo stesso della terra, limitato alla costa e poche regioni dell'entroterra.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un caso tipico è quello delle Cinque Terre, dove si è sviluppata l'arte di costruzione dei muri a secco, grazie ai quali si è costituito il tipico terrazzamento ligure, base delle coltivazioni rivierasche. Si producono frutta, olive, e soprattutto fiori. La coltivazione floreale (più sviluppata nella Riviera di Ponente) corrisponde a circa metà dell'intera produzione nazionale; a questo si deve il fatto che l'A10 sia stata battezzata "Autostrada dei fiori".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/economia-liguria1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La maggior parte di produzione vinicola si concentra nella provincia spezzina dove i principali vitigni sono sangiovese, ciliegiolo e canaiolo per le uve nere, bosco, albarola, trebbiano e vermentino per le uve bianche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Significativo è l'esempio che fornisce il distretto della Val di Vara, in cui si è potenziata la pratica di agricoltura biologica, fino a divenire la quasi totalità della produzione locale, tanto da conferire l'appellativo di "Valle del Biologico". </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Fiorenti anche le attività di allevamento (nell'entroterra) e di pesca lungo le coste.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'industria ligure è generalmente associata ai grandi poli produttivi che sorgono nelle periferie dei maggiori centri urbani come i capoluoghi di provincia. Questo aspetto ha senz'altro contribuito allo sviluppo dall'attività degli importanti porti di Genova, La Spezia e Savona, che hanno dato impulso al commercio marittimo, all'attività cantieristica navale e anche al turismo. L'importazione di materie prime attraverso i porti ha sviluppato quindi l'industria siderurgica, petrolchimica, chimica e metalmeccanica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In Liguria hanno sede alcuni tra i più importanti centri produttivi industriali nazionali soprattutto nel settore della meccanica e della cantieristica. Tra i principali vi sono: Leonardo-Finmeccanica: Ansaldo a Genova e Oto Melara (dal 2016 Divisione Sistemi di Difesa Leonardo-Finmeccanica) a La Spezia, Fincantieri: Cantiere navale del Muggiano (SP), Cantiere navale di Riva Trigoso e Cantiere navale di Sestri Ponente (GE), Termomeccanica a La Spezia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner2.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nei comuni montani, maggiormente in Val Fontanabuona, è molto fiorente e redditizia l'estrazione e la lavorazione dell'ardesia, chiamata la pietra nera. Altre attività presenti nelle vallate genovesi sono dedite alle lavorazioni della plastica, del legno e della carta. Ad Albissola Marina e Albisola Superiore, caratteristica e tipica è la lavorazione della ceramica, dove piccole e medie attività locali adempiono alla produzione e alla vendita diretta di tali oggetti. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il turismo è una delle attività economicamente più rilevanti per la Liguria. Tuttavia in Liguria è possibile trovare, oltre al classico turismo stagionale, proposte tra le più disparate, come il pescaturismo o l'agriturismo, ovvero forme di soggiorno in cui è possibile contribuire all'attività di pesca o agricola insieme a gente del mestiere. Il turismo in Liguria offre molte possibilità culturali, sia estemporanee (mostre, convegni, festival e feste), sia la visita dei borghi e dei luoghi storici della regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per quanto riguarda il turismo invernale sull'Appennino Ligure, nonostante la vicinanza di altre stazioni climatiche montane piemontesi (es. Limone Piemonte) è possibile sciare sulle piste di Monesi e di Santo Stefano d'Aveto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono Patrimoni dell'umanità UNESCO il Centro storico di Genova, le Cinque Terre, Tino, Tinetto, Palmaria e Porto Venere. Sono Zone a Protezione Speciale (ZPS): Piancavallo, Monte Saccarello - Garlenda, Sciorella, Monte Toraggio - Gerbonte, Testa d'Alpe-Alto, Ceppo-Tomena, Parco del Beigua - Passo del Turchino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Eventi e manifestazioni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Liguria ha mantenuto nei secoli molte manifestazioni folcloristiche della cultura locale, dalle ricorrenze religiose - talvolta ereditate da antiche tradizioni pagane - alle feste profane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La vigilia di Natale nei comuni di Genova, Savona e Pietra Ligure si celebra la tradizionale cerimonia medievale del Confuoco - detto in lingua ligure O Confeugo. Nello Spezzino, alla veglia del ceppo natalizio segue la conservazione dei resti del pasto, quale rimedio per le malattie degli animali durante il periodo invernale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La notte di Natale nei borghi storici di Pigna, Carpasio e Montalto Ligure sopravvive la tradizionale offerta dell'agnello da parte dei pastori locali. Tipici e famosi sono i presepi (celebre il Presepe genovese) con i classici costumi liguri allestiti a Genova, Bargone (Casarza Ligure), Lavagna, Rapallo e Zoagli. La domenica più vicina al 20 gennaio - ricorrenza di san Sebastiano - a Dolceacqua e a Camporosso in val Nervia, la processione viene aperta da un grande albero di alloro - dove secondo la tradizione il santo fu legato - decorato con ostie colorate, i cui rami vengono inseguito tagliati e distribuiti ai presenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Taggia la notte precedente la festa di san Benedetto - prima metà di febbraio - viene celebrata con un gran falò derivante il lancio di piccoli razzi, detti i fùrgari; in tale ricorrenza si celebra inoltre il ricordo dello scampato pericolo nel 1625 durante la guerra tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Savoia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il periodo pasquale, specie il Venerdì santo, viene ricordato solennemente con le tradizionali processioni delle confraternite dette anche Casacce. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/liguriaregione2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Curioso il venerdì santo che si celebra a Ceriana dove le quattro confraternite locali animano con le loro processioni la notte e il giorno seguente, cantando durante la lunga cerimonia antichi miserere. A Savona, invece, tale ricorrenza pasquale si tiene durante gli anni pari nella quale le confraternite, in abiti caratteristici, portano in processione preziose casse di legno scolpite dal celebre scultore Anton Maria Maragliano e conservate nelle chiese cittadine, oltre alla reliquia della croce di Gesù.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Bajardo nel giorno di Pentecoste si celebra la storica Festa della Barca, per ricordare la tragica fine della figlia del conte locale, mandata a morte dal padre insieme all'amato, un capitano della flotta navale di Pisa giunto nel comune per tagliare un albero per la propria nave. Ogni anno nella piazza principale viene innalzato un grande albero, attorno al quale la popolazione danza in circolo tenendosi per mano e cantando una celebre ballata rievocando così la storia della giovane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Sassello nelle manifestazione de il Cantu de ove alcune uova dal guscio dipinto vengono scambiate con un ramoscello fiorito di pesco o di mandorlo; stessa tradizione si svolge nell'alta val Bormida dove la ricorrenza prevede una schermaglia fra il gruppo dei cantori locali e gli ospiti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Varazze il 30 aprile si festeggia Santa Caterina da Siena, in onore dell'omonima Santa che si fermò a Varazze e la guarì dalla peste. Durante la festa è possibile ammirare la processione di Cristi tra le più famose in Italia. Assieme alla processione viene figurato un corteo storico che ripercorre la vita della Santa (il corteo negli ultimi viene fatto la domenica precedente alla festa).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel borgo marinaro di Camogli la seconda domenica di maggio si festeggia san Fortunato, patrono dei pescatori. La processione avviene il sabato sera dove la cassa con la statua del santo, pesante circa quattro quintali, viene portata a braccia da otto volontari lungo le vie cittadine. Al rientro del santo nella Basilica di Santa Maria Assunta inizia lo spettacolo pirotecnico culminate con l'incendio del campanile. Il giorno seguente viene allestita la celebre Sagra del pesce dove un grosso padellone permette la cottura nell'olio di quintali di pesce, serviti poi ai partecipanti alla sagra.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Corpus Domini viene celebrato a Diano Marina, Civezza, Sassello e a Brugnato con spettacolari infiorate, ossia grandi decorazioni delle principali strade cittadine con petali di fiori che raffigurano personaggi e scene sacre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella notte del 24 giugno, solennità di san Giovanni Battista, a Triora si accendono falò sulle alture per segnalare la salita all'alpeggio delle greggi transumanti. Il 22 luglio si svolge a Taggia la Festa della Maddalena, festività culminante con l'originale Danza della morte, eseguita da due uomini travestiti accompagnati dalla banda musicale cittadina che alterna una tarantella a una danza funebre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Dolceacqua, durante la Festa della Michetta, la mattina del 15 agosto un semplice dolce locale viene offerto dai giovani alle ragazze del borgo; la ricorrenza trae ricordo dalla ribellione popolare del 1364 contro il jus primae noctis. In luglio e agosto si svolgono palii e rievocazioni storiche. A Giustenice, in luglio, si assiste alla rievocazione dell'assalto al castello, episodio che fa riferimento ad un fatto realmente accaduto tra il 1448 e il 1452 tra il Marchesato di Finale e la Repubblica di Genova; la domenica successiva ricorre il Palio dei Carri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/liguriaregione1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Camogli, la prima domenica d'agosto, si svolge la processione di barche della Stella Maris; a Ventimiglia, la domenica precedente il Ferragosto, si organizza un corteo storico in costume e una gara di tiro alla balestra. A Lavagna, il 14 agosto, vi si celebra la Torta dei Fieschi, una festa in costume che rievoca il fastoso matrimonio del conte Opizzo Fieschi con Bianca dei Bianchi nel 1230; per l'occasione viene preparata una gigantesca torta. Verso settembre celebre è la Sagra del Fuoco di Recco, festa patronale della cittadina recchese in onore alla sua santa patrona.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra le maggiori manifestazioni si ricordano: il Salone Nautico Internazionale di Genova, il Festival della canzone italiana di Sanremo, il VideoFestival Città di Imperia Festival Internazionale d'Arte Cinematografica Digitale, la Battaglia di Fiori di Ventimiglia, le Vele d'epoca di Imperia, l'esposizione floreale dell'Euroflora di Genova, e sempre a Genova il Salone ittico di Slow Food, l'Expo di Savona, il Festival teatrale di Borgio Verezzi, il Festival di poesia di Genova, il Festival della Mente, Sarzana Dantesca, La Mostra Nazionale dell'Antiquariato e la contemporanea "Soffitta nella strada" a Sarzana, la Festa dell'inquietudine e il Salone dell'Agroalimentare Ligure a Finale Ligure, il Palio del Golfo alla Spezia ed il Mondomare Festival, una rassegna legata al mare organizzata in quattro località del territorio regionale in rappresentanza della Città Metropolitana e delle restanti 3 Province.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Enogastronomia</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra i prodotti locali di grande pregio c'è sicuramente l'olio di oliva, base e condimento dei principali piatti della gastronomia ligure. Ma ricordiamo anche, solo per citarne alcuni, Il famoso Pesto, Linguine al Pesto, Trofie al Pesto, Focaccia genovese, La farinata, Torta pasqualina, Canestrelli</span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Sport</b></span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/vincitore-milano-sanremo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il territorio regionale è sede di importanti manifestazioni sportive, quali la classica del ciclismo Milano-Sanremo nata nel 1907 e inserita nel circuito UCI World Tour e il torneo di tennis Genoa Open Challenger facente parte della serie internazionale ATP Challenger Tour. Altro importante evento sportivo a cadenza annuale è il Rally di Sanremo, che tra il 1973 e il 2003 fece parte del Campionato del mondo rally. La Liguria vanta inoltre una forte tradizione in due degli sport di squadra più popolari in Italia: il calcio e la pallanuoto. Le compagini liguri hanno infatti ottenuto diverse affermazioni nei tornei nazionali ed europei.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=X-EHRP--Ftk&feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=X-EHRP--Ftk&feature=youtu.be</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 05:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Da Visitare: Giardino di Ninfa]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il giardino, della grandezza di otto ettari, è un giardino all'inglese che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d'irrigazione oltre che dal fiume Ninfa: il fiume prende origine dall'omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell'agro pontino nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina ed il Circeo; a partire dagli anni '30 le acque risorgive sono state tuttavia deviate, poco a sud del giardino, nel corso del Collettore delle Acque Medie, separandole quindi dal corso del Ninfa/Sisto. Nelle acque dell'alto corso del Ninfa vive la Trota macrostigma, localmente conosciuta anche con il nome di Trota di Ninfa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Giardino_di_Ninfa.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nei pressi della chiesa di San Giovanni è possibile osservare un noce americano, diversi meli ornamentali, un acero giapponese a foglia rosa, un faggio rosso, un acero a foglie bianche e un pino a foglie di color argento[7]. Alla spalle della chiesa di Santa Maria Maggiore una bignonia gialla, un gruppo di yucca e diversi roseti, mentre presso la facciata principale si trova un cotinus coggygria, chiamato anche albero della nebbia, con delle infiorescenze a piumino rosa, simili a zucchero filato ed un cedro sul cui tronco è poggiata una tillandsia, pianta senza radici che ricava il nutrimento dall'umidità dell'aria. Lungo il viale dei cipressi delle erythrina crista-galli, fiori di colore scarlatto simili ad uccelli tropicali, mentre lungo il viale delle lavande dei ciliegi penduli, un pino dell'Himalaya, dei banani, un pino messicano ed un'acacia sudamericana. Nella zona dedicata al giardino roccioso si trovano iberis, eschscholzia, veronica, alyssum, aquilegia, dianthus e melograni nani. Vicino al ponte del macello si trovano clematis armandii a fiori viola, ortensie rampicanti, aceri, un pioppo; proseguendo lungo il fiume si incontra un boschetto di noccioli, un acer saccharinum e un liriodendron tulipifera, chiamato anche albero dei tulipano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/giardinoninfa2.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Gunnera manicata presso il ponte di legno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nei pressi del ponte romano una photinia serrulata, gelsomini, glicini e prima di arrivare al ponte di legno un gruppo di bambù provenienti dalla Cina. Al ponte di legno è posta una gunnera manicata, tipica degli ambienti fluviali brasiliani, dei papiri, un cedro ed una casuarina tenuissima, proveniente dall'Australia. Sul municipio una lonicera involucrata, mentre davanti al castello una magnolia stellata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A partire dal 1976, su un'area di circa 1.800 ettari intorno al giardino, è nata un'oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa: è stato realizzato un impianto boschivo ed un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell'avifauna ed allo stesso tempo si è cercato di ricreare, su un'area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni trenta, prima che la zona pontina venisse del tutto bonificata. L'area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell'Europa. Dopo la creazione dell'oasi, nella zona si sono registrati arrivi di alzavole, germani reali, canapiglie, aironi, pavoncelle e alcune specie di rapaci.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/giardinoninfa3.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle <b><b>Ninfe Naiadi</b></b>, divinità delle acque sorgive, situato nell’attuale giardino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel XIV secolo, la città di Ninfa fu distrutta e dal XVI secolo diversi esponenti della famiglia <b><b>Caetani</b></b> presente nel territorio pontino e lepino, da molti secoli decise di creare un giardino con pregiate varietà botaniche, polle d’acqua e fontane. Tuttavia, solo nell’Ottocento Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caetani e i suoi figli, realizzarono un vero e proprio giardino in stile anglosassone, bonificando le paludi, piantando cipressi, lecci, faggi, e restaurando alcune rovine, fra cui il palazzo baronale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La cura del giardino fu continuata dai discendenti della famiglia Caetani, fino all’ultima erede, Lelia, che ha aggiunto diverse specie botaniche e ha istituito la <b><b>Fondazione Roffredo Caetani</b></b> che tutt’oggi si occupa della tutela del giardino di Ninfa e del castello di Sermoneta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/giardinoninfa5.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Flora</span></b></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Negli otto ettari di giardino s’incontrano 1300 specie botaniche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si possono ammirare ben diciannove varietà di magnolia decidua, betulle, iris acquatici e diversi aceri giapponesi. Spettacolari anche i ciliegi ornamentali che fioriscono in primavera, i meli e l’albero dei tulipani.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tantissime le varietà di rose che si arrampicano sugli alberi e sulle rovine, lungo il fiume e i ruscelli, rendendo particolarmente romantico questo luogo. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Da ammirare anche le piante tropicali come l’avocado, la gunnera manicata del Sud America e i banani.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/giardinoninfa4.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Il fiume e l’oasi</span></b></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il <b><b>fiume Ninfa</b></b> sorge presso la città e scorre per 30 Km verso la pianura pontina, formando l’omonimo laghetto nelle cui acque è ospitata una particolare specie di trota, importata migliaia di anni fa dall’Africa dai Romani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Attorno al nucleo di Ninfa nel 1976 è stata istituita un’oasi di circa 1800 ettari per proteggere la fauna del luogo che comprende 152 specie ornitologiche, tra cui alcuni rapaci come il Falco Pellegrino e il Barbagianni e diverse specie di trampolieri come l’Airone cenerino.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/uoVN_vevumo">https://youtu.be/uoVN_vevumo</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 07:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città da Visitare - PESCARA, Abruzzo]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Abruzzo"><![CDATA[Abruzzo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D3"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pescara è il capoluogo dell’omonima provincia, nonché capoluogo della regione Abruzzo. È posizionata indicativamente a metà della regione, sul suo lato orientale. La città si affaccia sulla costa Adriatica ed è dotata di 6,8 chilometri di spiaggia, bassa e sabbiosa. Tutto il centro di Pescara è pianeggiante e raggiunge i circa 4 metri sul livello del mare. Non sono presenti grosse alture, essendo il centro storico costruito nella vallata scavata dal fiume Pescara che proprio qui sfocia nel mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E' uno dei comuni affacciati sul mare più popolosi d'Abruzzo. Nonostante l'aspetto abbastanza moderno, la città sembrerebbe essere conosciuta e frequentata almeno dal I millennio a.C. (data in cui risalirebbero i primi insediamenti dell'area): questo rende Pescara un importantissimo centro storico-culturale, a cui si sono legate nel corso del tempo personalità del calibro di Gabriele D'Annunzio (originario proprio di Pescara).</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa vedere pescara</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cattedrale di San Cetteo</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Pescara_-San_Cetteo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Cattedrale di Pescara o Cattedrale di San Cetteo fu edificata nel 1949, in parte anche grazie alle continue insistenze dello scrittore decadentista Gabriele D'Annunzio (tanto che le spoglie della madre di D'Annunzio riposano ancora oggi all'interno dell'edificio). La struttura presenta una pianta rettangolare a tre navate, e all'interno vi sono custodite alcune opere di pregio tra cui il San Francesco del Guercino. La particolarità della Cattedrale, tuttavia, è la sua facciata esterna che racchiude i tratti architettonici tipici del periodo fascista: la facciata, in pietra bianca, è squadrata e molto semplice, con tre rosoni, tre portoni e la statua del santo in posizione centrale. Lateralmente, inoltre, svetta un piccolo campanile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Chiesa del Sacro Cuore </b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/chiesa-del-Sacro-Cuore.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Costruita in pieno centro cittadino, si tratta di una chiesa realizzata in stile neoromanico con un bel rivestimento di mattoni a vista sulla facciata, oltre che un grande rosone collocato al di sopra dell'ingresso principale (un portale a tutto sesto, riccamente decorato con pietruzze di mosaico dorato). Ai lati del portone, due finestre oblunghe ricordano più lo stile gotico per il richiamo a forme/linee lunghe e strette, sebbene l'interno sia indubbiamente neoromanico: le tre navate infatti presentano delle volte a crociera, mentre le vetrate sono realizzate con vetri policromi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Basilica della Madonna dei Sette Dolori</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Basilica della Madonna dei Sette Dolori è dedicata a una leggenda del XVI secolo, secondo la quale la Madonna apparve ad alcuni pastori che pascolavano le greggi per poi risolvere poco dopo il problema della siccità che aveva colpito duramente la regione. L'unicità di questo edificio religioso sta nel fatto di amalgamare due stili architettonici completamente diversi, il barocco con il neoclassico: questo è dovuto al fatto che la costruzione della basilica, iniziata nel Seicento, si concluse solamente a Settecento inoltrato, quando ormai lo stile architettonico in voga era diventato il neoclassico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Piazza della Rinascita</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche chiamata Piazza Salotto, Piazza della Rinascita è sicuramente il cuore del centro storico pescarese. Da sempre fulcro della vita cittadina e delle sue principali manifestazioni, è forse il miglior punto da cui partire per scoprire Pescara e le sue maggiori attrazioni, ma è anche un ottimo posticino in cui fermarsi per una pausa, osservando la gente che passa mangiando un gelato o sorseggiando un caffè. Costruita in anni precedenti, la piazza è stata in realtà ridisegnata da architetti locali agli inizi degli anni 2000, che hanno cercato di migliorarne ancora di più la vivibilità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In questo edificio realizzato sul finire del Settecento, vi nacque lo scrittore Gabriele D'Annunzio in un giorno di primavera del 1863. Situata in Corso Manthoné, questa abitazione pare piuttosto riconoscibile per lo stile borghese che traspare già dall'esterno. All'interno, invece, Casa D'Annunzio ospita dal 1993 una raccolta piuttosto variegata di documenti, abiti, opere d'arte, fotografie legate al primo periodo della vita dello scrittore (principalmente quello trascorso a Pescara). </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Se vi trovate in città e siete amanti della letteratura, ma anche se non lo siete nonostante questo personaggio vi abbia sempre incuriosito, si tratta di una chicca molto interessante che vi consigliamo di non perdervi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Ponte del Mare</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i principali monumenti-simbolo della Pescara più moderna, il Ponte del Mare è uno dei più significativi: dalla parte opposta rispetto al Lungomare Giacomo Matteotti, il Ponte del Mare (percorribile anche dalle biciclette) ha una forma sinuosa, progettata dall'architetto tirolese Pichler, che permette il collegamento tra le due riviere di Pescara. Dall'alto della sua struttura si possono osservare il Fiume Pescara che sfocia nel mare, la spiaggia cittadina ma anche la zona dei Trabocchi e la vicina ruota panoramica. Se cercate un buon punto dove realizzare qualche scatto originale, vi suggeriamo di tenere in considerazione questo ponte durante un vostro possibile itinerario.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Museo del Mare</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Poco distante dallo scenografico Ponte, si trova un interessantissimo Museo del Mare, adatto sia ai grandi che ai più piccoli. Come si intuisce già dal nome, il museo è dedicato al mare e a tutti i suoi abitanti, ma anche al ruolo fondamentale che il mare ha avuto nello sviluppo della vita umana nella zona circostante Pescara. Al suo interno, potrete infatti trovare foto d'epoca e attrezzature utilizzate dai primissimi pescatori, oltre che resti di tartarughe marine, conchiglie di diversa grandezza e scheletri di grossi cetacei, come la balenottera comune e il capodoglio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Nave di Cascella</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Commissionata dal Comune cittadino all'artista Pietro Cascella con lo scopo di abbellire il lungomare e la zona limitrofa, considerata la più moderna e movimentata della città, la Nave di Cascella è una bella scultura realizzata in marmo travertino che è stata inaugurata nel luglio del 1987. Esposta per qualche mese presso Piazza Santa Croce a Firenze, la scultura si trova oggi presso Largo Mediterraneo ed è facilmente riconoscibile: la forma, piuttosto semplice ma d'effetto, ricorda una barca a remi in richiamo allo stretto rapporto con il mare che da sempre ha caratterizzato la città di Pescara, ma anche i prigionieri pescaresi del Bagno Borbonico che furono costretti a remare navi fino al 1860.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Trabocchi</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo il Porto Canale di Pescara, si possono scorgere alcune costruzioni in legno di aspetto bizzarro: sono i Trabocchi, ovvero vecchie costruzioni in legno simili a palafitte, costruite per pescare in mare aperto senza dover ricorrere all'utilizzo di imbarcazioni di alcun genere. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Ovviamente i Trabocchi pescaresi oggi hanno perso il proprio ruolo primario, tuttavia si tratta di un'importante testimonianza del passato che vale la pena ammirare da vicino (non si trovano solo a Pescara, ma ne esistono di diversi esempi sparsi per tutta la costa abruzzese).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Spiaggia di Pescara</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo aver parlato così a lungo di mare, barche e pescatori, non possiamo proprio non consigliarvi di dedicare un po' di tempo del vostro soggiorno a Pescara anche alla vita da spiaggia. Certo, la spiaggia cittadina è sempre abbastanza affollata dal momento che Pescara è una delle località d'Abruzzo più amate dai turisti, però qualche ora a mollo nell'acqua o a rilassarsi sotto all'ombrellone ve la potete concedere! Buon divertimento!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa fare la sera: </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/pescacop2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Pescara, di sera sicuramente non ci si annoia... anzi! La città, un po' perché sede di un importante polo universitario e un po' perché ricca di locali e discoteche (molte delle quali nelle vicinanze della spiaggia), offre una scelta piuttosto variegata di attività serali, dai semplici ma vivacissimi pub ai più sofisticati wine bar, per non parlare dei club e dei discopub in cui ballare fino a notte fonda. </span></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Come arrivare a Pescara</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Arrivare a Pescara è piuttosto semplice. La città è infatti servita da innumerevoli mezzi. Di certo l’aiuta essere il capoluogo di regione.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>in automobile</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">: percorrendo l’autostrada adriatica A14 e uscendo ad una delle uscite cittadine, seguendo poi le indicazioni per il centro;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>in treno</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">: sempre sulla linea adriatica, servita anche dai treni ad alta velocità. La stazione cittadina è in centro, a pochissimi passi dalla celebre piazza Salotto;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">in autobus: tutte le linee che passano per queste zone fermano a Pescara, essendo questo il centro principale;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>in aereo</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">: attraverso l’aeroporto internazionale d’Abruzzo Pasquale Liberi. Questo dista nemmeno 7 chilometri dal centro;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>via mare</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">: infatti Pescara è dotata anche di un porto turistico situato molto vicino al centro storico.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/QRNrxcqheXk">https://youtu.be/QRNrxcqheXk</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 May 2025 12:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Posti Incantevoli nel Lazio - LA RIVIERA DI UILSSE]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D2"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Riviera d'Ulisse è quella striscia di costa del Lazio Meridionale in provincia di Latina. Il suo "cuore" è il Golfo di Gaeta, un luogo forse unico al mondo, con oltre cinquanta chilometri di spiagge di fine rena, caratterizzate da promontori costieri rocciosi e montagnosi con i rilievi Aurunci che si innalzano oltre i 1.000 metri a strapiombo sul mare. La Riviera di Ulisse è un stupendo susseguirsi &nbsp;di spiagge di sabbia fine, mare cristallino e promontori rocciosi sulla costa di Latina, che comprende San Felice Circeo, Terracina, Gaeta e Sperlonga.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/rivodisseo1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Riviera di Ulisse, così chiamata per sottolinearne l’origine mitologica, conserva angoli di meraviglia: rocce a strapiombo sotto cui si aprono calette, insenature sabbiose e baie di spiagge di dune e acque cristalline. Il tutto permeato di semplicità, autenticità e da un ritmo di vita disteso, lo stesso che nel I secolo d.C. aveva sedotto l’imperatore Tiberio che a Sperlonga fece costruire una villa i cui resti sono ancora visitabili. Perché se il mito vuole che vi sbarcò Ulisse, sicuramente fu luogo di villeggiatura prediletto dagli antichi romani. E infatti il patrimonio archeologico è notevole, con centri abitati che sono eredi di città latine sorte lungo la via Appia e la via Flacca, come Gaeta, Sperlonga, Formia, Terracina. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/rivodisseo2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La ricerca dei luoghi toccati dagli eroi viaggiatori, il greco Ulisse ed il troiano Enea, ha affascinato i lettori di Omero e Virgilio fin dalle epoche antiche. Ed è così che si è affermata la tradizione che vede gli eroi ​“venuti dal mare” approdare sulle coste del Lazio Meridionale e vivere qui alcune delle loro avventure più avvincenti: l’incontro con i Lestrigoni giganti antropofagi a Formia, il lungo soggiorno di Ulisse dalla maga Circe presso il monte ​“Circeo” (da lontano si scorge ancora il profilo della maga che trasformava gli uomini in animali, oggi inserito nel Parco Nazionale), la morte dell’amata nutrice di Enea a Gaeta, che ne ha preso il nome. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel mito, per Ulisse ed Enea ogni approdo nascondeva insidie e pericoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/rivodisseo3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella realtà, invece, dagli antichi imperatori romani ai vip della ​“dolce vita” degli anni ​‘60, questo tratto di costa del Lazio Meridionale, con le sue lunge spiagge sabbiose e gli alti promontori rocciosi, rappresenta la bellezza e una meta elitaria e privilegiata di svago e villeggiatura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un fascino antico e misterioso promana da questi luoghi ancora poco turistici, la cui bellezza paesaggistica e la cui carica evocativa erano molto apprezzate nei tempi antichi dai personaggi più importanti di Roma: Cicerone aveva villa a Formia, dove fu costretto al suicidio, l’imperatore Tiberio scelse invece la più appartata e scoscesa Sperlonga, mentre l’imperatore Domiziano prediligeva le placide acque del lago di Paola (Sabaudia). E per decorare la grotta-triclinio della sua straordinaria villa, Tiberio scelse proprio il mito di Ulisse, fissando per sempre nel marmo la terribile impresa di Polifemo e quella di Scilla.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Testimonianze incredibili dell’antichità classica sono anche i scenografici templi e i monumentali mausolei che svettano dall’alto del promontorio di Terracina. Poi vennero buio e le devastazioni barbariche. Dopo l’anno mille la vita rifiorì e l’arte medievale produsse autentici capolavori nella straordinaria Cattedrale di Terracina dal pavimento di marmi intarsiati e nel borgo marinaro di Sperlonga, con le sue case bianche arroccate e strette le une alle altre contro il pericolo saraceno.</span></div></div><a href="https://youtu.be/4EkLgH3z-C4">https://youtu.be/4EkLgH3z-C4</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 May 2025 05:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli da Visitare - IL CASTELLO DI GRADARA. il Castello di Paolo e Francesca]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Marche"><![CDATA[Marche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D1"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Castello di Gradara si trova in provincia di Pesaro e Urbino proprio al confine tra le Marche e l’Emilia Romagna, in cima ad un colle, a pochi chilometri dal mare. Si tratta di una delle costruzioni medioevali meglio conservate e più imponenti d’Italia. E' costituito da un castello-fortezza medievale (la rocca) e dall'adiacente borgo storico, protetto da una cinta muraria esterna che si estende per quasi 800 metri, rendendo l'intera struttura imponente. Il Castello sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare. Il mastio, il torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/castlegrad1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello di Gradara è un magnifico esempio di architettura militare del XIV secolo. Attorno al fortilizio primitivo, costruito probabilmente dalla famiglia de Grifo nel XII secolo, quando erano signori di Gradara, il castello fu poi ingrandito e abbellito dai diversi feudatari che si succedettero nel dominio della zona. I Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere non si limitarono però ad accrescerne la potenza militare e difensiva, ma ne abbellirono anche le sale interne, raccogliendo diverse opere d’arte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/castlegrad2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel castello di Gradara, oggi museo statale, si visitano ben 14 stanze tutte arredate con mobili antichi e opere d’arte, tra cui la pala di Santa Sofia di Giovanni Santi e una terracotta di Andrea Della Robbia. Tra i vari ambienti i più significativi vanno menzionati quelli decorati con affreschi alcuni attribuiti al pittore bolognese Amico Aspertini come il camerino di Lucrezia Borgia, la sala della Passione e la sala del Consiglio, la camera dei Putti &nbsp;al pittore Girolamo Marchesi ma la stanza più &nbsp;suggestiva è senza dubbio la camera da letto di Francesca, in cui si racconta la famosa tragedia dei due amanti che Dante ha immortalato nel V Canto dell’Inferno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castlegrad5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per entrare si passa dal ponte levatoio e si arriva nel cortile interno, il Cortile d’Onore, dove si affaccia il grande torrione con altri ambienti, le Prigioni e la Sala delle Torture. Le molte sale che si trovano al piano nobile, restaurate e allestite accuratamente, sono arredate con mobili antichi e arricchite da opere d’arte di gran pregio. Tra le tante stanze vi segnalo la Sala della Passione, il Camerino di Lucrezia Borgia, la Sala del Consiglio, la Sala della Giustizia e naturalmente la Stanza di Francesca. Molto belle sono le pitture nel Camerino di Lucrezia Borgia. Nella Sala della Giustizia potrete ammirare la Pala di Giovanni Santi, padre di Raffaello, della “Madonna in Trono con Bambino e Santi”. Al piano terra, dietro l’altare della Cappella, si trova la straordinaria opera di Andrea della Robbia, la Pala della Madonna con Bambino in “terracotta invetriata”, risalente agli anni ’80 del Quattrocento.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/castlegrad4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La storia del Castello di Gradara deve la sua fortuna all’invidiabile posizione che lo rende, fin dai tempi antichi, un crocevia di traffici e genti. Durante il medioevo la fortezza è uno dei principali teatri degli scontri tra il Papato e le Casate marchigiane e romagnole.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fu costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Grifo: successivamente caduta in disgrazia presso il papato, venne sottratta loro l'investitura della Curte Cretarie e affidata al condottiero dei guelfi di Romagna, Malatesta da Verucchio (detto Mastin Vecchio), capostipite e fondatore della dinastia dei Malatesta, signori di Rimini, Cesena e Pesaro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Furono i Malatesta a decidere l'edificazione delle due cinte di mura, erette tra il XIII e il XIV secolo. Nel 1445 Galeazzo Malatesta decise di vendere Gradara a Francesco Sforza per 20.000 fiorini d'oro; quando però Francesco arrivò a Gradara per entrarne in possesso, Sigismondo Pandolfo Malatesta, uomo d'arme e mecenate, si rifiutò di consegnargliela e anche di restituire il denaro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A seguito di ciò nel 1446 Francesco Sforza, alleato del Conte Federico da Montefeltro, mosse verso Gradara per prendersela con le armi: il suo esercito, ben fornito di cannoni, bombarde e schioppi, cinse d'assedio ed attaccò duramente per 40 giorni la fortezza, la quale sembrava destinata a cadere. Grazie alle intemperie e all'imminente arrivo dei rinforzi del Malatesta, Francesco Sforza fu tuttavia costretto a ritirarsi, lasciando Gradara nelle mani di Sigismondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il dominio del casato su Gradara finì nel 1463 quando Sigismondo Pandolfo Malatesta, scomunicato da papa Pio II, si scontrò direttamente con Federico da Montefeltro, che assediò Gradara per conto della Chiesa. La fortezza, che aveva resistito a numerosi assedi in passato, in quella circostanza dovette arrendersi, per poi essere consegnata in vicariato dal Papa agli Sforza di Pesaro, fedeli alleati della Chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/castlegrad6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante la signoria di Giovanni Sforza il castello fu oggetto di importanti trasformazioni atte a renderlo un protetto e sicuro luogo di soggiorno e rappresentanza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel corso degli secoli Gradara passerà di mano diverse volte e alcune tra le più importanti casate della penisola si contenderanno il suo possesso: oltre ai Malatesta ed agli Sforza, essa diverrà dominio dei Borgia e dei Della Rovere, seguendo le sorti di queste famiglie nel complicato e tumultuoso scacchiere politico dei territori pontifici situati nelle attuali Marche e Romagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 1641 Gradara passò sotto il diretto controllo dello Stato della Chiesa tramite i legati pontifici, iniziando la sua lunga agonia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando, nel 1920, la famiglia Zanvettori acquistò la Rocca di Gradara, il castello e la cinta muraria erano ridotti allo stato di rudere. Umberto Zanvettori finanziò il restauro del castello e della cinta muraria del borgo e, pur intervenendo con un restauro più interpretativo che filologico,riportò il borgo fortificato all'originario splendore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1928 la rocca fu venduta allo Stato italiano, con diritto di usufrutto da parte della vedova di Zanvettori, Alberta Porta Natale, fino al 1983.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/castlegrad7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Leggenda di Paolo e Francesca</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Secondo la leggenda, la rocca ha fatto da sfondo al tragico amore tra Paolo e Francesca, cantato da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Intorno al 1275 Guido da Polenta, signore di Ravenna, diede in sposa la figlia Francesca al suo fedele alleato Giovanni Malatesta, signore di Rimini, chiamato Gianciotto perché "ciotto", sciancato, valoroso uomo d'arme ma brutto nella persona. Al momento di presentarsi a Francesca, inviò al suo posto il suo fratello Paolo, cavaliere nobile, bello e cortese, già sposato con Beatrice Orabile di Ghiaggiuolo, con la quale aveva due figli. I due s'innamorarono ma Gianciotto, messo in allarme da un servitore, li colse in flagrante tradimento e li uccise. </span><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il castello di Gradara, ospita la stanza dove dice sia avvenuto l’ultimo incontro tra Paolo e Francesca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Castello</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/powUfGSnIFM">https://youtu.be/powUfGSnIFM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 May 2025 06:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali da non perdere - SPELLO, Perugia]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D0"><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">Il borgo medievale di Spello si trova in Umbria, in provincia di Perugia, non lontano da Foligno e Assisi. È conosciuto soprattutto per l’Infiorata e per i suoi vicoli sempre colorati di fiori. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Spello è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Inserito tra i borghi più belli d'Italia, rappresenta una tappa imperdibile se vi trovate in Umbria. Si tratta di una Borgo Medievale che colpisce i visitatori per i suoi scorci meravigliosi, le mura romane fortificate, i vicoli acciottolati, le chiese affrescate da artisti come il Pinturicchio, le antiche porte d’ingresso. La sua bellezza raggiunge il culmine con l’Infiorata, manifestazione che si tiene in occasione del Corpus Domini, quando si colorano le vie e le piazze di Spello di fiori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/spe1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">I vicoli acciottolati e decorati di fiori, le chiese affrescate e la villa romana: ai piedi del Monte Subasio, Spello fa parte dei borghi più belli d’Italia per il suo splendido patrimonio artistico. La città è conosciuta soprattutto per l’Infiorata, un evento che in primavera trasforma le viuzze del centro in un palcoscenico di fiori colorati.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le sue origini risalgono all’antica Roma, quando “Hispellum” fu dichiarata da Cesare “colonia Julia”. Da qui deriva il soprannome di “splendidissima colonia Julia”, riportato in una delle tre porte di ingresso al borgo, che ospita le mura fortificate romane meglio conservate d’Italia. Il passaggio del pittore Pinturicchio ha lasciato a Spello numerosi capolavori, dalla Cappella Baglioni alla pala nella Chiesa di Sant’Andrea. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/portespel1l.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa vedere a Spello</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/portespell.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Le porte di Spello</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i resti più importanti della storia di Spello ci sono le sue mura, ricordo di un passato in cui la città era conosciuta come Splendidissima Colonia Julia. La sua cinta muraria, di origine romana, è tra le meglio conservate d’Italia: nel corso del tracciato s’incontrano le porte monumentali che permettevano di entrare in città.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra queste, la Porta Consolare con i suoi tre ingressi, le tre statue funerarie e una torre con in cima un ulivo, il prodotto locale più famoso, Porta Venere con le Torri di Properzio, che un tempo era la porta di accesso principale e Porta Urbica.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La chiesa di Santa Maria Maggiore</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/chispel1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Edificata nell’XI-XII secolo, la chiesa di Santa Maria Maggiore (detta anche Collegiata), ha una facciata che risale al 1644, realizzata quando fu ampliato l’edificio. La chiesa è a croce latina e ha un’unica navata con copertura a crociera. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">L’interno è barocco e ospita un vero gioiello: la cappella Baglioni, affrescata con un ciclo di dipinti realizzato tra il 1500 e il 1501 dal Pinturicchio, che raffigura l’Annunciazione, l’Adorazione dei pastori e l’arrivo dei Magi e la Disputa tra i dottori nel Tempio. Il pavimento è decorato con maioliche di Deruta del 1566.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Ai pilastri del presbiterio si trovano due affreschi di Pietro Vannucci detto il Perugino. Il primo è Pietà, San Giovanni Evangelista e la Maddalena, il secondo Madonna con Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e San Biagio, entrambi datati 1521.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La Chiesa di Sant’Andrea</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/portespel3l.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Una chiesa francescana che risale al Duecento: al suo interno, conserva un Crocifisso su tavola della scuola di Giotto e una grande pala d’altare del Pinturicchio con la Madonna col bambino in trono e vari santi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cappella Tega</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/portespel2l.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">È una piccola cappella nel centro storico decorata con affreschi del Quattrocento, realizzati da Nicolò Alunno e Pietro di Mezzaforte. Ha una storia affascinante: un tempo sede della confraternita dei Disciplinati di Sant’Anna, divenne poi la bottega di un sarto, Pietro Tega, che nel 1921 scoprì le pitture, fino a quel momento coperte dall’intonaco. I dipinti vennero portati alla luce con i successivi restauri.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La Pinacoteca Comunale</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/portespel4l.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel cinquecentesco Palazzo dei Canonici, la Pinacoteca Civica accoglie dipinti, oggetti sacri, opere di oreficeria, sculture e affreschi. L’opera più importante è la Madonna col Bambino attribuita a Pinturicchio dell’inizio del Cinquecento, che proviene dalla vicina Chiesa di Santa Maria Maggiore. Fu trafugata nel 1970 e tornò a Spello nel 2004, dopo 34 anni dal furto. Nella Pinacoteca è esposta anche l’urna con le reliquie del Santo patrono di Spello, San Felice.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La villa dei mosaici</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/spelmosa.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La villa dei Mosaici è tra le attrazioni più famose di Spello, una scoperta archeologica straordinaria nel cuore dell’Umbria. Fuori dalle mura del centro storico, a pochi passi da Porta Consolare, è una tappa da non mancare nella visita al borgo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">È una residenza romana di età imperiale, riportata alla luce durante gli scavi nel 2005. Deve il suo nome al meraviglioso pavimento di mosaico di oltre 500 metri quadri: alcuni con decorazioni geometriche, altri con animali selvatici e fantastici, altri ancora con figure umane e scene di vita quotidiana.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Si possono ammirare da vicino attraverso un percorso di passerelle: tra i più belli, ci sono quelli della Stanza degli Uccelli, sul tema della caccia, e della Stanza delle Anfore, riferita alla produzione di vino. La sala da pranzo è invece decorata con mosaici dedicati a Bacco e alla vendemmia e figure fantastiche e umane. Alle pareti ci sono tracce di affreschi e stucchi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cosa fare a Spello</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/spelmosa1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La città ha una grande tradizione nell’uso dei fiori per abbellire i suoi vicoli: non si può andarsene da Spello senza aver fatto una passeggiata tra le sue viuzze decorate.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Merita una visita l’evento più famoso in città, l’Infiorata del Corpus Domini, che si tiene tra maggio e giugno. Questa manifestazione religiosa ha reso Spello la “capitale dei fiori”: le strade del borgo medievale si trasformano in un tappeto di fiori di oltre un chilometro e mezzo e sono decorate con opere d’arte realizzate con petali e corolle, in vista della processione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per l’occasione si organizzano anche spettacoli di musica e mostre mercato. Nei mesi di giugn</span><span class="fs14lh1-5 ff1">o e luglio, poi, gli abitanti del borgo si sfidano in una competizione ad abbellire con i fiori i loro balconi, i vicoli e ogni angolo di Spello, rendendola così ancora più profumata e colorata.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Borgo</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/hImMxo7tnF0">https://youtu.be/hImMxo7tnF0</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 May 2025 06:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Località Estive in Italia - LA VERSILIA, Toscana]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CF"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Versilia, terra colta e divertente, è nota a molti per le cronache mondane. Ma questo braccio di terra in provincia di Lucca, che si estende tra le pendici delle Alpi Apuane e il Parco di San Rossore, è famoso per le spiagge che ospita. Tra Forte dei Marmi e Viareggio, tipiche del litorale versiliese sono infatti le lunghe spiagge di sabbia finissima e le peculiari dune costiere, soprattutto tra Viareggio e Torre del Lago. Note sono anche le località di villeggiatura che la punteggiano: l’esclusiva Forte dei Marmi, la ridente Viareggio, Marina di Pietrasanta e il Lido di Camaiore. La Versilia si estende per circa 20 km partendo da Torre del Lago Puccini fino a Marina di Massa. Fin dagli anni '60, le sue lunghe spiagge, il mare e la presenza di numerosi VIP ne hanno consolidato la fama, la cultura e la tradizione in quanto luogo di mondanità e divertimento.<br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/versilia1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un unico, grande e splendido arenile delimita la Versilia sul mare Tirreno. L'interessante entroterra è protetto alle sue spalle dalle vicine Alpi Apuane, montagne possenti ma a misura d'uomo. Se tutta la costa offre agi e divertimenti ai suoi svariati ospiti, l'interno non mancherà di stupirvi per le sue ricchezze d'arte, cultura, storia e tradizioni. E' infatti possibile abbinare serate di divertimento sfrenato con altre all'insegna del pieno relax. Ogni visitatore si troverà a dover scegliere tra passeggiate romantiche, escursioni, serate di gala, prime nazionali, discoteche, cene in raffinati locali o in caratteristiche trattorie e altro ancora.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/versilia4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'origine del nome "Versilia" risale all'idronimo Ves(s)idia (l'antico germanico Wesser/Wasser = acqua), da cui, nell'alto Medioevo derivò per dissimilazione consonantica la forma "Versilia". Il nome alla regione fu dato principalmente dal canale di Ruosina che storicamente corrispondeva al fluvius Vesidia della "Tabula Peutingeriana", il quale nei pressi di Seravezza, si congiunge con il Riomagno, proveniente dal versante sud del Monte Altissimo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/versilia2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il corso del fiume non era in antico quello che vediamo attualmente. Esso scendeva da Seravezza, si spingeva nella valle passando poco a sud-ovest del sito ove poi sorse la città di Pietrasanta, prendendo in quel tratto il nome di "Sala", dall'omonimo colle sovrastante; e continuava per la pianura fino a sboccare nella foce di Motrone. Si può quindi dire che il suo corso sottolineasse in modo perfetto il cuore della Versilia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/versilia3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E' ormai certo che i primi stanziamenti umani si siano verificati in questa regione durante il Pliocene. Gli individui della stirpe "Ligure" abitarono nelle grotte naturali montane o in quelle scavate dal mare (allora il livello marino era molto più elevato di quello attuale). </span><span class="fs14lh1-5 ff1">I reperti rinvenuti nelle numerose caverne dimostrano che si trattava di tribù molto primitive ed arretrate, che hanno ignorato i metalli lavorati e sono rimaste per secoli in eccezionale stato di isolamento. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Dapprima poco o nulla conobbero della coltivazione dei campi, e, praticarono principalmente la caccia, la pesca e la pastorizia transumante. Poi, la progredita civiltà etrusca, che si estese fino a queste terre, cominciò a far sentire un certo influsso che portò all'arte della lavorazione dei metalli. In età susseguente al secolo IV a.C., i Liguri Apuani, premuti dall'invasione gallica, si spostarono verso il mare e respinsero il debole sbarramento etrusco a nord di Pisa oltre l'Arno, mantenendo un atteggiamento ostile avverso le tribù barbare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/versiliastoria1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 193 a.C. ebbe inizio un conflitto che terminò nell'anno 180 a.C., quando i consoli romani Marco Bebio e Publio Cornelio, forti di quattro legioni, costrinsero i Liguri Apuani all'abbandono delle loro terre. (Quarantamila donne e bambini vennero deportati nella campagna di Taurasi, nel Sannio e vennero aiutate con centocinquantamila libbre d'argento.) Furono poi sostituiti in Versilia da coloni romani provenienti da Luni e da Lucca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel I secolo a.C., iniziò la bonifica della zona litoranea, con l'esecuzione di alcune opere come la costruzione di importanti opere pubbliche come le &lt;Fossae Papirianae&gt;, parallele alla medioevale &lt;Via Regia&gt;. Poco distante, vicino al lago, sorsero anche alcune ville romane. Presso tali ville, passava la via consolare Aurelia, costruita nel 109 nel tratto Pisa-fiume Magra, utilizzando alcuni tratti della via etrusco-ligure che univa Pisa a Luni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel I e II secolo d.C., in seguito allo sfruttamento delle miniere di ferro e di piombo argentifero, aumentarono le possibilità di vita. Nello stesso periodo furono messe in servizio anche alcune cave di marmo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo il V secolo, S. Frediano, vescovo di Lucca, debellò il paganesimo. Non appena venivano abbattuti i simulacri degli Dei, sui ruderi degli stessi templi, fu edificata la prima chiesa, detta chiesa madre o Plebana (da Plebs da cui &lt;Pieve&gt;), la quale, per avere il fonte battesimale fu dedicata a S. Giovanni Battista, in unione a qualche altro martire, di cui vi era il segno della reliquia nella pietra sacrale dell'altare. E' questo il caso di S. Giovanni e S. Felicita di Valdicastello, di S. Giovanni e S. Stefano di Vallecchia, come pure di S. Stefano di Camaiore, di S. Ambrogio e S. Pantaleone di Elici e di S. Lorenzo di Massaciuccoli, chiese che costituiscono le cinque pievi paleocristiane della Versilia. Nel 560 e 570, furono costruite dai bizantini due chiese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/versiliastoria2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si tratta della chiesetta di S. Apollinare sul Monte Quiesa, (Giesa nel dialetto tosco-ligure significa &lt;chiesa&gt;) e di un'altra chiesa che sorgeva presso Porta Beltrame e che, più tardi, fu fatta demolire da Napoleone per allargare il piano stradale. (Probabilmente apparteneva a quest'ultima il frammento di bassorilievo raffigurante la Cervia attualmente collocato a Seravezza nella chiesa SS. Annunziata).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo il mille, la dominazione romana cominciò a sgretolarsi, la situazione peggiorò quando, nel 570, i Longobardi occuparono il territorio lucchese fino al fiume Versilia e successivamente si resero padroni dei “fundi” di origine romana e li raggrupparono in “massariciae” o “Masse”, al cui centro v’era la “Sala” (corrispondente alla latina “villa” o “fattoria”), che furono poi trasformate in castelli fortificati. Sorsero così “Massa Grausi”</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/versilia5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pensando alla Versilia viene subito in mente la vita notturna, il mare e le vacanze che grazie ad un clima mite ed alla vicinanza a importantissime città d'arte toscane quali Lucca, Pisa, Firenze, Siena, San Gimignano e Volterra, offre la possibilità di svago, cultura e soggiorno lungo tutto il corso dell'anno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le spiagge libere e gli stabilimenti balneari attrezzatissimi, molti dei quali dotati di bar, piscina, ristorante, unitamente a strutture alberghiere ospitali, consentono un soggiorno piacevole a tutti i turisti anche con diverse esigenze. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La vita notturna è di prim'ordine ed ogni anno che passa attrae sempre più turisti di ogni età e di ogni paese. Numerosi sono i pub, i ristoranti anche caratteristici, le feste sulle spiagge, le discoteche, tra le quali la storica Bussola di Focette a Marina di Pietrasanta e la Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/versilia6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per completare l'offerta culturale, musicale e di spettacolo, corre l'obbligo citare il nuovo Gran Teatro all'aperto nel parco della musica di Giacomo Puccini a Torre del Lago, il Parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta, la Cittadella del Carnevale di Viareggio che talvolta si trasforma anche in un centro di cultura e di spettacolo ed i molteplici spazi aperti utilizzabili tutto l'anno dove si programmano spettacoli e concerti con cantanti ed artisti di richiamo.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Versilia</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/lGLNrMj2WFE">https://youtu.be/lGLNrMj2WFE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 May 2025 06:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Estate al Mare in Italia - RICCIONE - Emilia Romagna]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CE"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Riccione &nbsp;è una Cittadina della provincia di Rimini in Emilia-Romagna. Nota località balneare della Riviera romagnola, dal 1990 può fregiarsi del titolo onorifico di città. È il secondo comune più abitato della provincia dopo il capoluogo Rimini. Riccione è, insieme a Rimini, una delle città balneari italiane più conosciute e tra i principali punti di riferimento della Riviera romagnola. Il turismo della città rientra tra quelli definibili come di massa ed è costituito soprattutto da giovani attratti dalla quantità e varietà di locali e discoteche presenti sul lungomare e sulle colline adiacenti. Questi hanno contribuito nel tempo a rendere la città tra le capitali del divertimento in Italia e in Europa dagli anni sessanta in poi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Riccione è una meta turistica gradevole in ogni periodo dell’anno, con un’offerta turistica ampia e variegata, strutture ricettive di ottimo livello e aperte alle nuove domande di vacanza. È anche conosciuta come Perla verde dell’Adriatico, per i viali alberati e le strutture architettoniche circondate da spazi verdi ben curati. Annoverata fra le più rinomate località balneari dell’Adriatico, Riccione è una città di tendenza dove moda, eleganza, atmosfera frizzante e piacere della vita conquistano i visitatori.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">Riccione ha una storia relativamente “giovane”, pur con tracce di primi insediamenti datate al II secolo a.C., e si identifica con la nascita del turismo verso la metà dell’800: da borgata di mare rurale, dedita all'agricoltura e poco popolata (circa 1800 abitanti) in pochi decenni diviene una località turistica conosciuta in Italia ed Europa. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il toponimo “Riccione” (anticamente "Arcione" e "Arriccione") per alcuni storici deriverebbe dalle parole greche arkeion (in riferimento all'asteracea Arctium lappa,una pianta spinosa tipica delle dune sabbiose dell'Adriatico) o arktos (orso), anche se la prima sembra più probabile. I più antichi ritrovamenti archeologici nel territorio sono esposti nel museo cittadino e risalgono presumibilmente al II secolo a.C. Importante è la posizione della città lungo la via Flaminia, una strada di collegamento che a Rimini si raccorda con le direttrici verso il porto di Classe e verso la pedemontana per Piacenza e Milano, che i romani a più riprese avevano trasformato in Via Emilia. Durante la Repubblica romana, il primo aggregato abitativo aveva il nome di Vicus Popilius e si trovava nel quartiere San Lorenzo, il cui sito archeologico, localizzato ed aperto sotto la farmacia comunale, è oggi visitabile. A poca distanza dal sito, lungo la via Emilia, è presente sul rio Melo un ponte romano. I resti di una villa romana sono stati individuati sulla collina dell'attuate Castello degli Agolanti. Risulta attualmente difficile ricostruire dai resti archeologici il periodo delle invasioni barbariche. Tra i principali ritrovamenti del periodo troviamo una salita posta sulla Flaminia, che pare costringesse a richiedere aiuto per mezzo di forze animali, da aggiungere ai carri particolarmente carichi di merci. Nei pressi si sono ritrovati i resti di un primitivo "impianto di salita".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il cuore della città è Viale Ceccarini, noto per essere un crocevia di mode e tendenze da scoprire tra boutique e locali. Il lungomare pedonale è un luogo imperdibile da vivere di giorno e di sera, a piedi o in bicicletta. La spiaggia è attrezzata per rispondere alle esigenze di ogni turista; i parchi tematici la rendono una delle mete preferite per il divertimento. Al tramonto, la movida riccionese prende vita nei locali sulla spiaggia e alla foce del Marano, nelle discoteche in collina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La passeggiata alla scoperta della città comincia da Viale Ceccarini all’insegna dello shopping e della moda e arriva in piazzale Roma, dove i colori del Bosco della pioggia, la fontana di Tonino Guerra, si confondono con l’azzurro del mare. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell’area del centro si apprezzano pregiati esempi dell’architettura balneare fra ‘800 e ‘900 nelle belle ville in stile Liberty, tra cui Villa Mussolini, che ospita mostre di respiro nazionale e internazionale in ogni periodo dell’anno, lo chalet di Villa Franceschi, sede della Galleria d’arte moderna e contemporanea, Villa Lodi Fé, altro edificio di pregio di quel periodo con un importante giardino storico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nei pressi di Viale Ceccarini, nell’omonimo Piazzale, si trova il Palazzo del Turismo, datato 1938, la prima struttura sull’Adriatico pensata per la promozione turistica e l’intrattenimento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell’antico borgo della città, Riccione Paese, il Museo del Territorio invita alla scoperta di un passato antico, tra materiali archeologici e ricostruzioni ambientali dalla preistoria all’età romana, resti scheletrici di un imponente bisonte preistorico e di elefanti, orsi, rinoceronti, megaceri vissuti nella zona migliaia di anni fa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se si sale in collina, il luogo panoramico per eccellenza è il Castello degli Agolanti, costruito tra il 1324 e il 1343 dalla famiglia degli Agolanti, vassalli dei Malatesta, signori di Rimini. Recentemente restaurato, ospita mostre e manifestazioni culturali. Di recente costruzione, l’avveniristico Palazzo dei Congressi è sede ideale per convegni e manifestazioni.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Per divertirsi</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tanti i locali del divertimento dove incontrare amici o conoscere gente nuova, per trascorrere divertenti serate al ritmo della musica più varia. In particolare, le famose discoteche sulle colline accolgono giovani tutto l’anno mentre un’ampia concentrazione di locali notturni sulla spiaggia nella zona del Marano sono il fulcro della movida estiva.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Per tenersi in forma</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo stabilimento di Riccione Terme è collocato in un lussureggiante parco a pochi passi dal mare e offre terapie e trattamenti che si avvalgono di tecnologie mediche all’avanguardia. Il segreto è nelle quattro fonti, sulfuree-salso-bromo-iodiche-magnesiache, che con la loro unica e armoniosa alchimia di preziosi elementi sono una risorsa straordinaria per la cura e il benessere del corpo e dello spirito. Lo stabilimento ospita anche un centro estetico e del benessere. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">A Riccione lo sport è più di un gioco: l’Italo Nicoletti è un centro sportivo d’eccellenza dove praticare ogni tipo di attività. Allo Stadio del nuoto si svolgono manifestazioni prestigiose a livello nazionale e internazionale, grazie alle due piscine olimpioniche. Il Playhall è un palazzetto multifunzionale, attrezzato per ospitare gare di vario genere.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/riccop6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Il lungomare </b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Riccione è la meta ideale per chi desidera unire la vacanza con il wellness e le attività all’aria aperta. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Da sempre nota per le sue caratteristiche di località elegante e attenta alla qualità della vita e al benessere dei suoi cittadini e dei suoi ospiti, può vantare una peculiarità che la distingue da altre destinazioni turistiche e che è ormai diventata il suo biglietto da visita: un’oasi verde e totalmente pedonale che si affaccia sul mare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il restyling del lungomare di Riccione ha infatti eliminato le auto dal waterfront scegliendo di dare la precedenza ai pedoni e alle bici, creando un percorso di 3 chilometri con aree dedicate alla sosta e al passeggio ma anche al fitness, grazie ad una pista ciclabile che lo accompagna per tutta la sua lunghezza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Non c’è periodo dell’anno in cui il lungomare non sia vivo e frequentato per una semplice passeggiata o per un allenamento più impegnativo, con orari che cambiano con il mutare delle stagioni: in primavera, autunno e inverno ogni momento è buono per goderselo, da soli o in compagnia, mentre con le temperature estive si anima soprattutto al mattino e per la passeggiata serale o per un aperitivo o una cena nei tanti locali che vi si affacciano</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/YyRoC8aS_DE">https://youtu.be/YyRoC8aS_DE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 May 2025 06:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Area Marina Protetta ISOLA DI BERGEGGI - Liguria]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CD"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Isola di Bergeggi, cuore dell’Area Marina Protetta, definita dai romani “antica insula liguriae”, è un piccolo cono di roccia calcarea che dista dalla costa solo 250 metri in corrispondenza della scoscesa Punta del Maiolo alla quale probabilmente un tempo era legata. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">L'isolotto emerge per un’altezza di circa 60 metri, ha forma triangolare e vi si possono trovare le più svariate erbe della flora terrestre-marittima con alcune specie esclusive della Liguria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con atto del 27.02.1985 la Regione Liguria istituiva la Riserva Naturale Regionale di Bergeggi, con l’evidente intenzione di conservare intatto questo angolo di Mediterraneo che presenta importantissime testimonianze storiche e archeologiche. La Riserva Naturale comprende anche il tratto di costa prospiciente e le grotte marine di eccezionale importanza non solo paesaggistica ma anche paleo-etnologica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/berge1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Qui la natura regna circondata dal blu, tra antiche testimonianze, dai resti della cappella dedicata a Sant'Eugenio, risalente al V secolo, fino quel che rimane dell’abside del Convento dei Benedettini, vera potenza dell’isola che usavano come base inespugnabile. In cima la torre che risale agli antichi romani, tutti siti di interesse archeologico</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/berge2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulla vetta dell’isola, all’interno di una struttura triangolare, i romani eressero un torrione circolare che probabilmente veniva utilizzato come faro o avamposto di segnalazione per il porto di “Vada Sabatia”, diventato nell’età imperiale un riferimento fondamentale nei traffici terrestri e marittimi della Liguria occidentale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sopra il torrione romano, in epoca a noi più vicina (Medio Evo) e in posizione centrale, è stata elevata, utilizzando anche materiale di reimpiego, una torre quadrata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Né sulla torre, né tra i resti del recinto che l’attorniano, si possono scorgere tracce di aperture. Per quanto riguarda l’accesso alla torre, si suppone avvenisse per mezzo di scale di legno o corda applicate all’esterno dell’edificio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/berge3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A partire dal IV-V secolo d. C. l’isola, abbandonata dalla guarnigione romana, divenne rifugio monastico. Presso i ruderi del torrione romano, nel pendio rivolto verso la costa, si trovano i resti di una chiesa paleocristiana, insieme a un più ampio edificio romanico a due navate dell’ XI secolo, confermando una continuità d’uso religioso, forse mai disgiunta da quel ruolo militare strategico che la presenza di torri e fortificazioni medievali di vario periodo chiaramente sembra attribuirle.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Secondo una leggenda Sant’Eugenio, vescovo di Cartagine, si sarebbe rifugiato sull’isola nell’Alto Medioevo. Le sue spoglie sarebbero state ospitate proprio nella chiesa paleocristiana sopra citata ed in sua venerazione fu eretto il monastero a due absidi, fatto costruire nel 992 dal Vescovo di Savona, sul versante occidentale, e diretto dai Monaci delle Isole di Lérins fino al 1346. Dopo un lungo periodo di ricchezza si passò ad un’inesorabile declino e già nel 1700 gli edifici presenti sull’isola mostravano un evidente stato di abbandono e rovina. In seguito, l’isola cambiò diversi proprietari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1865 Il Vescovo Ottaviano Riccardi la vendette per 800 lire al conte Brassier de Saint-Simon, Ministro di Germania in Italia. Egli, entusiasta di Bergeggi e della sua isola, trascorreva qui ogni anno le vacanze estive con la famiglia. Gli eredi la vendettero per 5000 lire a Leonardo Gastaldi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Successivamente venne acquistata dall’avvocato Alessandro Millelire-Albini che vi eseguì importanti lavori: la cinse con muri, rese più agevole la strada che conduce ai ruderi delle torri e ai resti del monastero e della chiesa, costruì un piccolo molo nello stesso luogo ove esisteva quello costruito dai romani, di cui rimangono tracce.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/berge4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i proprietari successivi ci fu il banchiere Serventi che fece erigere la cappelleta visibile dalla Via Aurelia ed ancora il comm. Tizzoni, ideatore e costruttore del villaggio turistico di Torre del Mare, che nella parte dell’isola rivolta verso Noli fece installare un’opera in ferro raffigurante un uomo che suona il clarino (opera dell’artista Giuseppe Consoli).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video dal Drone</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/VjLZUhlwLEo">https://youtu.be/VjLZUhlwLEo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 May 2025 06:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città d' Arte da Visitare - PADOVA Veneto]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CC"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Padova è collocata ad est nella Pianura Padana, circa 10 km a nord dei Colli Euganei e circa 20 km a ovest della Laguna di Venezia. Il territorio comunale si sviluppa su spazi interamente pianeggianti e solcati da vari corsi d'acqua, che hanno dato nei secoli la forma e la protezione alla città. È attraversata dai fiumi Brenta e Bacchiglione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Padova è una città moderna e vitale, con un'offerta turistica di primo piano in cui si mescolano un grande patrimonio storico-culturale, tradizioni secolari, fede e benessere. Padova può essere visitata in qualsiasi periodo dell'anno. Il clima è caratterizzato dall'alto tasso di umidità che causa frequenti nebbie nei mesi autunnali-invernali e giornate afose nei mesi estivi, di conseguenza i periodi migliori per visitarla potrebbero essere la primavera o l'inizio dell'autunno. Città ricca di arte e cultura, Padova deve la sua fama anche ad alcuni luoghi di particolare interesse storico ed artistico, dall'antica Università alla Basilica del Santo, senza dimenticare la Cappella degli Scrovegni e i numerosi musei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un po di Storia</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'Eneide racconta che Padova sia stata fondata da Antenore, principe troiano giunto in Veneto nel 1183 a.C. In seguito, la città si sviluppò nel periodo dell'Impero Romano come un importante centro culturale e commerciale con il nome Patavium.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo alcuni secoli di pace e prosperità vissuti sotto l'ala protettrice dell'Impero, Padova fu travolta dalle invasioni dei barbari: nel 452 la città fu devastata dagli Unni di Attila, nel 568 fu occupata dal Re longobardo Alboino e nel 602 fu completamente rasa al suolo dai longobardi di Agilulfo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella seconda metà del 700 i Franchi subentrarono ai longobardi nel dominio della città, che fu nuovamente sconvolta dall'invasione degli Ungari nell'anno 899. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Sede di un importante Vescovado, nei primi decenni del 1200 la città fu scelta come sede da un religioso portoghese, Fernando Martins de Bulhões, che ne avrebbe segnato per sempre la storia, diventando famoso in tutto il mondo come Sant'Antonio di Padova.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 1222 la città è sede di una tra le più antiche e prestigiose Università del mondo. La presenza in città di Giotto e del Petrarca ne fece una delle capitali artistiche e culturali del Trecento sotto la dominazione Carrarese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1405, dopo una lunga e cruenta lotta, Padova dovette piegarsi definitivamente all'esercito veneziano, per diventare una provincia della Repubblica Veneta, diventando comunque uno dei principali centri del preumanesimo e quindi del Rinascimento, grazie all’apporto di altri grandi maestri come Donatello e Mantegna e di un giovane Tiziano. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Negli anni della Serenissima anche l'Università prosperò e richiamò studenti ed insegnanti da tutta Europa, tra i quali Galileo Galilei, che, arrivato in città nel 1592, insegnò per 18 anni come professore di Matematica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il periodo della Serenissima rinvigorì la vocazione commerciale della città e donò al territorio una moltitudine di Ville Venete, eleganti dimore patrizie, tra cui spiccano, tra tutte, quelle progettate dall’architetto padovano Andrea Palladio.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oggi la vita cittadina è forse l’attrazione di maggiore appeal. Mescolatevi ai padovani nel loro andirivieni quotidiano e scoprirete l’anima popolare della città nei suoi mercati e nell’irrinunciabile rito serale dello spritz (il vero aperitivo veneto), quella goliardica degli studenti nelle chiassose feste di laurea che sfociano in riti a dir poco bizzarri, quella snob delle boutique grandi firme e del Caffè Pedrocchi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da visitare assolutamente</span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Giotto e il ciclo di affreschi del Trecento padovano</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La famosa Padova Urbs Picta, patrimonio mondiale Unesco dall’estate 2021, rappresenta il vanto più prestigioso e importante di Padova per quanto riguarda il Trecento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">8 siti differenti, suddivisi in quattro componenti: Scrovegni ed Eremitani (1), Palazzo della Ragione, Reggia, Battistero e le loro piazze (2), Cittadella antoniana (3) e Oratorio di San Michele (4).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Giotto, Guariento, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona sono i protagonisti di questa impresa: cosa aspetti? Scarica la mappa!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Orto botanico dell’Università di Padova</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Orto botanico di Padova (1545) è il più antico orto botanico universitario al mondo. Nei secoli ha conservato la propria collocazione originaria e gran parte delle caratteristiche dell’impianto cinquecentesco. Da sempre luogo di ricerca scientifica, scambio culturale e didattica, dal 1997 è inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 2014 l’Orto botanico ha ampliato il proprio patrimonio botanico, inaugurando il Giardino della biodiversità: cinque grandi serre che propongono un viaggio attraverso cinque biomi diversi. In un intreccio tra botanica e antropologia, il Giardino della biodiversità illustra la storia delle relazioni tra uomo e piante e accompagna il visitatore alla scoperta delle piante della foresta tropicale pluviale, delle aree temperate, mediterranee e aride. Tra Orto antico e Giardino della biodiversità, oggi conta oltre 3500 specie e numerosi alberi storici: prima fra tutti la Palma di San Pietro, messa a dimora nel 1585.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Basilica di Sant’Antonio e l’”Ultimo Cammino”</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un “Santo senza nome”, patrono della città: Antonio di Padova è venerato in tutto il mondo da pellegrini che ogni anno giungono a Padova per una preghiera presso l’Arca del Santo o all’ombra dei chiostri del convento. Ma è possibile ripercorrere il cosiddetto “Ultimo Cammino”, quel tragitto compiuto da Sant’Antonio nel giugno del 1231 dai Santuari Antoniani di Camposampiero alla Basilica del Santo a Padova, passando per il luogo dove morì il 13 giugno, il Santuario Antoniano dell’Arcella. Il Cammino prosegue anche dopo la Basilica del Santo: il “Lungo Cammino” va da Bologna fino al Santuario de La Verna. Scopri tutti i luoghi del Santo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Palazzo della Ragione e il Sotto Salone</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fulcro della vita economica cittadina, oggi come il passato, il Palazzo della Ragione è uno dei simboli di Padova, datato 1218. Un grande salone pensile ospita un ciclo astrologico medievale, ma anche la pietra del Vituperio, su cui i debitori insolventi erano obbligati a battere per tre volte le natiche, dopo essersi spogliati (la pratica è all’origine dell’espressione restare in braghe di tela), e il grande cavallo ligneo, realizzato da Annibale Capodilista per una giostra e in seguito donato dalla famiglia alla città. Dal 2006 è presente la ricostruzione del pendolo di Foucault.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Al piano terra, il mercato coperto più antico d’Europa, cosiddetto Sotto Salone: due corridoi che ospitano botteghe storiche e negozi di alimentari, salumifici, bar e macellerie dove potete trovare prodotti genuini in un ambiente d’eccezione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Caffè Pedrocchi</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con il “Prato senza erba” e il “Santo senza nome”, a Padova c’è anche il “Caffè senza porte”: stiamo parlando dello storico Caffè Pedrocchi, che dalla data di apertura, il 1831, fino al 1916, era aperto giorno e notte. Luogo di ritrovo per studenti, artisti, letterati e patrioti, è opera dell’architetto Giuseppe Jappelli. Venne poi affiancato, nel 1836, dal Pedrocchino, elegante costruzione neogotica riservata alla pasticceria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorso lungo le mura</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua11.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In bici, a piedi o in barca: il giro delle mura di Padova ti accompagna in 500 anni di storia. Sono le mura rinascimentali e le mura medievali: passando per 19 bastioni e 6 porte ancora esistenti, è possibile visitare il patrimonio che un tempo ha protetto il centro cittadino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Osservatorio Astronomico La Specola<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/padua12.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Osservatorio Astronomico di Padova è conosciuto da molti come la torre della Specola o la Torre di Galileo, dove, secondo una falsa tradizione, il celebre scienziato pisano eseguì le sue straordinarie scoperte astronomiche. In realtà l’edificazione della Torre, disposta lungo 200 gradini, è posteriore, ma conserva oggi in esposizione gli antichi strumenti utilizzati per la ricerca nell’ambito della “scienza del cielo”. &nbsp;Il percorso di visita al museo astronomico si snoda ora attraverso tutta la torre (200 gradini, senza ascensore), toccando tutte le sale utilizzate dagli astronomi padovani dei secoli scorsi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div></div><a href="https://youtu.be/5JAE_7IRFWE">https://youtu.be/5JAE_7IRFWE</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 May 2025 06:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Itinerari Naturalistici - RISERVA NATURALE VALLE CAVANATA - Grado]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CB"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La riserva naturale della Valle Cavanata è un'area naturale protetta situata nel comune di Grado, in provincia di Gorizia. Si trova in località di Fossalon e si articola su 341 ettari, di cui 67 a mare. E' posta a ridosso di una delle zone balneari più famose d'Italia, la Città di Grado. Sul perimetro sono stati creati tre percorsi per garantire, comunque, liberamente una buona vista dei contenuti naturalistici della riserva e salvaguardare la tranquillità dell'avifauna e la conservazione degli ambienti. La valle offre aree di sosta e nidificazione a molte specie tra cui la sterna comune (Sterna hirundo), l’airone rosso (Ardea purpurea) ed il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus); in tale sito nidifica anche l’oca selvatica (Anser anser) reintrodotta nel 1984 e qui riprodottasi dal 1987 dando vita alla prima colonia sedentaria della Regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/valcava1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si tratta di una ex valle da pesca da molti decenni ormai abbandonata e che ha pertanto assunto l'aspetto di una tipica zona lagunare. È protetta come zona "Ramsar". La gestione naturalistica è rivolta principalmente verso la salvaguardia delle specie vegetali ed animali presenti con particolare riguardo all'avifauna. Nel corso dell'anno si osservano oltre 260 specie di uccelli diversi (molti i migratori) che qui trovano l'ambiente idoneo per nidificare, svernare e alimentarsi. Nel rispetto dell'ambiente sono stati realizzati alcuni brevi percorsi, alcuni sempre percorribili liberamente, altri percorribili con accompagnamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/valcava4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Flora</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella riserva è presente un alto grado di biodiversità (alto numero di specie), dovuto alla presenza di ambienti anche molto diversi tra loro e caratterizzati ognuno dalla propria vegetazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Spostandosi dalla linea di costa verso l'interno si incontrano i fondali sabbiosi marini che ospitano le praterie di fanerogame e la riva del mare, caratterizzata dalla vegetazione psammofila (adatta a vivere sulla sabbia); a ridosso delle dune sabbiose troviamo un giovane bosco di pioppi e salici, mentre all'interno delle vasche, in prossimità delle barene prevale la vegetazione alofila (capace di crescere in ambiente salato) tra cui spicca il Limonium con le sue infiorescenze viola a partire dal mese di luglio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/valcava6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella parte nord-occidentale della riserva sono presenti anche i prati che vengono sfalciati all'inizio di luglio per non disturbare la fauna presente. L'apporto di acqua dolce da parte di alcuni pozzi artesiani crea situazioni adatte all'insediamento della cannuccia di palude, in particolare attorno ad alcuni bacini interni ed al Canale Averto. Proprio lungo questo corso d'acqua si sviluppa anche un fitto bosco di olmo siberiano, il cui impianto risale al 1946.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fauna</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/valcava5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La forte diversità ambientale e il ridotto disturbo umano, limitato al margine della riserva, favoriscono la permanenza di un alto numero di specie animali, con esigenze ecologiche molto diverse tra loro. Tra i gruppi animali, i più rappresentati sono senz'altro gli uccelli (circa 240 specie), in particolare quelli acquatici, tra i quali prevalgono nei mesi invernali diverse specie di anatidi (germani, canapiglie, codoni, mestoloni, moriglioni, morette grigie ecc) e svassi; nei mesi primaverili ed estivi gli aironi (bianco maggiore, cinerino, rosso e garzette) ed i limicoli. Non mancano anche i rapaci come il falco di palude e diverse famiglie di cigni reali e oche grigie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il numero più alto di specie è stato rilevato in aprile, mentre il maggior numero di individui è presente nei mesi invernali. Notevole è anche la presenza dei mammiferi (capriolo, lepre, tasso, volpe e faina) come di anfibi, rettili (testuggine palustre, biscia d'acqua dal collare) e pesci. Tra le particolarità di questi ultimi anni, che vanno ad aumentare il valore naturalistico dell'area protetta ricordiamo: la nidificazione di cavaliere d'Italia, rondine di mare, beccaccia e volpoca e la presenza di un gruppo di fenicotteri rosa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Riserva</span></div></div><a href="https://youtu.be/k11jy98V3z0">https://youtu.be/k11jy98V3z0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 May 2025 06:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Laghi da Visitare - LAGO RESIA Bolzano]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C8"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quasi non si crede ai propri occhi quando si vede per la prima volta il campanile solitario che sorge dalle acque del lago di Resia! È questa l’immagine simbolo dell’area vacanze Passo Resia, punto di confine tra Italia, Svizzera e Austria, lungo l’antica strada romana Via Claudia Augusta, che collega i paesini di Resia, San Valentino alla Muta e Curon. Il lago di Resia offre eccellenti condizioni per gli sport acquatici e a vela, in ogni stagione: fare snowkite sulle acque ghiacciate è un’esperienza indimenticabile! Le valli laterali - Vallelunga e Valle Roia -, sono mete meno frequentate, perfette per rilassanti escursioni nella quiete della natura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lgres1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Raggiungendo la Val Venosta dal Passo Resia e giungendo all’omonimo lago dalla forma allungata, lo sguardo viene catturato da un campanile circondato dall’acqua. È un testimone silenzioso: la torre campanaria della chiesa di quello che un tempo fu il paese di Curon Vecchia. Il ricordo risale al 1950, anno in cui un centinaio di famiglie dei villaggi di Curon e Resia persero le loro case.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/lgres2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il progetto di erigere una diga per l’approvvigionamento di energia per le industrie del nord Italia risale al periodo antecedente il fascismo. I lavori di costruzione, però, iniziarono solo nel 1940 e terminarono dopo 10 anni. Nell’estate del 1950 si iniziò finalmente a riempire di acqua l’intero bacino. Gli abitanti di Curon e di una parte del villaggio di Resia dovettero lasciare i loro masi perché situati proprio nel perimetro del bacino. Le case furono fatte saltare in aria. L’unico superstite fu, su indicazione dell’Ufficio Beni Culturali, il campanile. Panorama unico al mondo, dal lago di Resia spunta tuttora la cima del campanile di Curon Venosta, datato 1357. D’inverno è possibile raggiungere il campanile a piedi, e una leggenda narra che il suono delle campane ancora riecheggi per la vallata. Il campanile è stato sottoposto a ristrutturazione nel luglio 2009, e per i lavori il livello del lago fu abbassato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lgres4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oggi il lago di Resia è un’apprezzata meta turistica durante tutto l’arco dell’anno. Se in passato l’attività più diffusa a Curon e Resia era la zootecnia, oggi molte persone hanno trovato lavoro nel settore del turismo. Il lago di Resia conquista gli ospiti con un ambiente tranquillo e rilassato e con il clima gradevole dell’Alta Val Venosta. I panorami montani che lo circondano, tra cui l’Ortles, la vetta più alta dell’Alto Adige, non mancano mai di affascinare. Il lago di Resia è l’ambiente ideale per innumerevoli attività. Si può iniziare con una bella passeggiata attorno alle sue sponde. Il sentiero panoramico a monte del lago offre invece scorci meravigliosi e invita a fare una sosta nelle diverse malghe e nei rifugi che popolano quelle alture. Da San Valentino alla Muta una cabinovia porta a Malga San Valentino a quota 2.120 metri dove parte la vecchia Alta Via, lungo la quale si raggiunge la località di Belpiano, passando accanto a imponenti esemplari di pini cembri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/lgres5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo sport sul lago di Resia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Agli amanti delle attività sportive il lago di Resia offre quanto di meglio in ogni stagione. Le condizioni di vento ottimali attirano gli appassionati di kitesurf e di vela su ghiaccio. Chi preferisce fare affidamento sulle proprie forze anziché seguire il vento può noleggiare un pedalò o cimentarsi con la pagaia. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/lgres6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando in inverno la superficie del lago si ghiaccia, è il momento di tirare fuori i pattini e lo snowkite. Senza dimenticare che non lontano dal lago gli amanti della neve trovano l’area sciistica Belpiano al Passo Resia, con sette impianti di risalita e neve sicura fino a primavera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Lago dal drone</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/SDwZSBpFZ9o">https://youtu.be/SDwZSBpFZ9o</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 May 2025 06:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città d'Arte in Italia - MANTOVA - Lombardia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C7"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova, una delle più importanti città d'arte d'Italia circondata dall'acqua e segnata da una prestigiosa storia. E' un gioiello d’arte e di architettura italiana che impreziosisce la Lombardia. Costruita intorno a tre laghi alimentati dal fiume Mincio, è la città di Virgilio e dei Gonzaga caratterizzata da un fascino che travolge e arriva dritta al cuore di chi la visita e non la dimentica più. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, Mantova vanta monumenti spettacolari, piazze pittoresche e palazzi di grande bellezza. Se stai pianificando una visita e ti stai chiedendo cosa vedere a Mantova, questa guida ti accompagnerà alla scoperta delle meraviglie della città, sia che tu abbia un solo giorno, un weekend o più tempo a disposizione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova si trova in Lombardia ma tra il clima, l’accento e la cucina tipica, tra cui spiccano i tortelli di zucca e il lambrusco, sembra di essere ancora in Emilia. Il centro storico è molto raccolto e questo vi dà la possibilità di visitarne i monumenti principali anche solo in una giornata. Certo, per una visita approfondita sarebbe l’ideale un week end ma accontentiamoci del tempo a nostra disposizione e cerchiamo di sfruttarlo al meglio. &nbsp;Mantova sorge sulla sponda del fiume Mincio e si estende su una penisola abbracciata da tre piccoli laghi: Superiore, di Mezzo e Inferiore. Proprio per questa sua immersione nell’elemento acqua, è stata definita dal filosofo Montesquieu come la “seconda Venezia”. E se capitate fra luglio e agosto non potete perdere la splendida fioritura di fiori di loto che riempie i suoi laghi.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chi arriva a Mantova resta colpito dal suo fascino immutato nel tempo, dall'atmosfera unica e accogliente che si respira. Una città che toglie il fiato quando la si ammira dalle sponde dei laghi. Da qui appare come sospesa sull'acqua, protagonista di un paesaggio quasi surreale, fatto di storia, di arte, di natura. Mantova non è fatta per essere visitata velocemente. Le piazze, i vicoli, i ciottoli invitano il visitatore ad ammirare lentamente ogni monumento e ogni palazzo storico di questa città dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO. A Mantova, storia, arte, cultura si intrecciano inesorabilmente in ogni dove. E tutt'intorno un ambiente di inestimabile valore naturalistico. Luoghi singolari e magici che fanno di Mantova una città semplicemente meravigliosa.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>“…Manto fu, che cercò per terre molte;</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>poscia si puose là dove nacqu’io;</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>onde un poco mi piace che m’ascolte…”</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Così racconta Dante per bocca di Virgilio nella sua “Divina Commedia” la storia della fondazione della città da parte dell’indovina Manto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova fondata da una strega dunque, Mantova come Camelot, Mantova magica e misteriosa… Ma cosa ha a che fare Mantova con Camelot? A questa domanda una sola è la risposta…venire a Mantova e viverla, entrare nei suoi palazzi e perdersi nei suoi vicoli e vicoletti, fermarsi in un’osteria ed assaporare la raffinata cucina suo ricco passato. Dagli Etruschi ad un Rinascimento fastoso ascoltare la sua storia ricca di misticismo e magia. Piccola e ben disegnata Mantova è innanzitutto un’originale miscellanea di storia ed arte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La città s’impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d’arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime; Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, Fancelli, Leonardo da Vinci, Tiziano, l’Ariosto il Tasso, l’Aretino. Questi sono solo alcuni dei personaggi passati da Mantova – che accrebbero la sua indiscussa dignità culturale – ma la lista è ancora lunga e lascerà stupiti anche i più scettici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova, città antichissima affonda le sue origini ancor prima del periodo etrusco (tracce di insediamenti etruschi sono presenti presso gli scavi del “Forcello” all’uscita del casello di Mantova sud), fu però in epoca comunale che acquisì la sua connotazione di città fortificata con importanti palazzi di epoca medievale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La città s’impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d’arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime; Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, Fancelli, Leonardo da Vinci, Tiziano, l’Ariosto il Tasso, l’Aretino. Questi sono solo alcuni dei personaggi passati da Mantova – che accrebbero la sua indiscussa dignità culturale – ma la lista è ancora lunga e lascerà stupiti anche i più scettici.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova, città antichissima affonda le sue origini ancor prima del periodo etrusco (tracce di insediamenti etruschi sono presenti presso gli scavi del “Forcello” all’uscita del casello di Mantova sud), fu però in epoca comunale che acquisì la sua connotazione di città fortificata con importanti palazzi di epoca medievale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Al periodo Comunale e al breve periodo della dominazione dei Bonacolsi risalgono il palazzo del Podestà, il palazzo della Ragione, il palazzo Bonaccolsi con la sua torre, oltre a varie altre torri che facevano parte delle case-torri delle famiglie più potenti della città, come quella della Gabbia, dei Gambulini, degli Zuccaro. Nella sua prima periferia la chiesa del Gradaro, ricorda il luogo dove secoli prima venne martirizzato, tramite decapitazione, il centurione romano Longino, mentre la Rotonda di San Lorenzo, di epoca Matildica venne edificata attorno all’anno 1000 (sui resti di un antico tempio romano dedicato a Diana) per ricordare il miracolo del ritrovamento del Sacro Sangue di Gesù, perduto da tempo. Mantova raggiunge però il suo massimo splendore sotto la lunga dominazione dei Gonzaga (1328-1707).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Simbolo del passaggio, da comune a signoria è il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d’Italia che racchiude in se circa 950 tra sale e stanze con numerose piazze, corti giardini e giardini pensili. Da non perdere lo splendido “Giardino dei Semplici” con le sue erbe antiche e le sue piante disposte seguendo specifiche simbologie magiche e alchemiche.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova che cosa vedere nella terra dei Gonzaga e Patrimonio dell’Umanità. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">L’era dei Gonzaga iniziò nel 1328 e durò per quattro secoli, fino alla dominazione austriaca. Sotto questa signoria Mantova divenne uno dei massimi centri d’arte in Italia e conobbe un periodo di fioritura culturale e artistica senza pari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Palazzo Ducale e Castello di San Giorgio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Potete cominciare la vostra visita dal Castello di San Giorgio, struttura aggiuntasi al complesso di Palazzo Ducale solo nel Cinquecento. Se all’apparenza la struttura non vi sembrerà degna di nota, al suo interno troverete l’opera d’arte più importante di tutta Mantova: la Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna, ristrutturata e riaperta al pubblico dopo il terremoto del 2012. Questa splendida stanza rappresenta una sintesi degli studi sul colore e sulla prospettiva rinascimentali, celebrando la dinastia dei Gonzaga sulle sue pareti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se di arte non siete mai sazi, vi potrete avventurare poi tra le 500 stanze che costituiscono oggi il complesso di Palazzo Ducale, reggia dei Bonacolsi prima e dei Gonzaga poi. Al suo interno potrete trovare uno splendido ciclo di affreschi dipinto dal Pisanello, capolavori del Barocco di artisti come Pieter Paul Rubens e molti altri, fino all’Appartamento degli Arazzi, realizzati partendo dai disegni utilizzati da Raffaello per quelli conservati in Vaticano. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Uscendo da Palazzo Ducale vi ritroverete in piazza Sordello, dove potrete ammirare le sagome di alcuni dei palazzi storici più importanti della città e il Duomo dedicato a San Pietro, dove riposano molti membri della famiglia Gonzaga.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Piazza delle Erbe e Rotonda di San Lorenzo</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pochi metri a piedi sotto i porticati, una volta sede delle botteghe storiche di Mantova, ci ritroviamo in piazza delle Erbe, eredità medievale e fulcro commerciale della città antica, come per molte città venete e lombarde. Sulla piazza si affacciano la Casa del Mercante, la Torre dell’Orologio Astronomico e, accanto ad esso, il Palazzo della Ragione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre al Palazzo del Podestà, però, la nostra attenzione viene attirata dalla Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica della città. Risalente all’XI secolo, la tradizione vuole che sia stata voluta da Matilde di Canossa a immagine della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Vicissitudini nei secoli l’hanno trasformata prima in magazzino e poi in cortile privato, fino a ritornare nel Novecento al suo antico splendore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La Basilica di Sant’Andrea</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Molti studenti appena la vedranno esclameranno: questa l’ho già vista sul libro di storia dell’arte! La Basilica di Sant’Andrea, la più importante di Mantova, è infatti uno dei capolavori dell’architettura del Rinascimento. Progettata da Leon Battista Alberti, ospita la tomba di Andrea Mantegna, fu decorata da Correggio e da Giulio Romano. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma la reliquia più importante, custodita nella cripta chiusa con 12 chiavi e portata in processione per la città solo il venerdì santo, è la terra con il sangue di Cristo che il centurione romano Longino, che trafisse il costato di Gesù, raccolse ai piedi della Croce. La leggenda dice che fu proprio Sant’Andrea ad indicare dove fosse nascosta la preziosa urna andata dispersa dopo la morte di Longino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Il teatro scientifico del Bibiena</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il teatro scientifico del Bibiena che prende il nome dal suo costruttore Antonio Galli Bibiena, fu inaugurato il 3 dicembre 1769. Fu denominato anche Teatro Scientifico, a disposizione dell’Accademia Virgiliana, destinato a spettacoli ma anche a sperimentazioni scientifiche ed esposizioni dottrinali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una piccola curiosità: il 16 gennaio 1770 il Teatro Bibiena ospitò un concerto pianistico del giovane Mozart. Pare che l’edificio abbia colpito talmente tanto il padre di Mozart da fargli scrivere da Mantova alla moglie: “Oggi ho visto il teatro più bello del mondo“.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Palazzo Te e la Loggia delle Pescherie</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La costruzione di Palazzo Te, un altro dei capolavori della città di Mantova, si deve all’ego da artista dell’architetto Giulio Romano. Affidatogli nel 1524 da Federico II Gonzaga l’incarico di sistemare le vecchie scuderie dell’isola del Teieto per farne una residenza estiva dove riposarsi o dilettarsi. Ma davanti all’imponenza del progetto del Romano, Francesco II Gonzaga diede subito avvio ai lavori, trasformando Palazzo Te nel luogo adibito ad accogliere gli ospiti più illustri in visita in città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Perdersi tra i giardini, le facciate e le sale del palazzo non è difficile, immersi tra tanta bellezza. Da segnalare, però, di particolare fascino la Sala dei Giganti, interamente affrescata con la Gigantomachia narrata da Ovidio. Al centro della sala, il visitatore si sentirà come catapultato in mezzo alla battaglia, grazie a un raffinato uso della tecnica prospettica di Romano.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Crociera in battello sui laghi mantovani e il Parco del fiume Mincio.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/manto9.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Vedere Mantova dall’acqua è un’emozione imperdibile. Svariate sono le crociere in battello che vi porteranno alla scoperta dei suoi laghi, del Parco del fiume Mincio, del suo entroterra fino alle chiuse del Po. In alternativa, potete fare una bella passeggiata sul lungolago, ideale anche per fare jogging.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare a Mantova.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In Auto:</b> per chi arriva a Mantova in auto tramite l’autostrada A22 (Autostrada del Brennero), le uscite possibili sono Mantova Nord (per chi viene da Brennero/Verona) e Mantova Sud (per chi viene da Modena/Bologna).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In Treno:</b> la stazione ferroviaria di Mantova si trova in Piazza Don Leoni, a pochi minuti dal centro storico di Mantova. La stazione FS di Mantova si trova sulle linee ferroviarie: Verona – Mantova – Modena – Bologna Mantova – Cremona – Milano Mantova – Monselice – Padova Mantova – Suzzara – Ferrara.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In Aereo:</b> per chi vuole arrivare a Mantova in aereo, gli aeroporti più vicini a Mantova sono: Aeroporto di Verona “Valerio Catullo”, situato a Villafranca di Verona – Aeroporto di Parma “Giuseppe Verdi” – Aeroporto di Bergamo “Orio al Serio” – Aeroporto di Montichiari (Brescia) “Gabriele D’Annunzio”.</span></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 May 2025 11:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Luoghi di Culto da visitare - BASILICA DI SUPERGA - Torino]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C6"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La basilica di Superga, nota anche come Real basilica di Superga, sorge sull'omonimo colle, a 672 metri sul livello del mare, a nord-est di </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/blog/?copoluoghi-di-regione--torino" target="_blank" class="imCssLink">Torino</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Fu fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria, dopo aver sconfitto i francesi. Per questo motivo è considerato un "monumento celebrativo".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/supercop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La costruzione della Basilica si deve a Filippo Juvarra, architetto messinese di Casa Savoia. Il complesso barocco, inaugurato nel 1731, è alto 75 metri, lungo 51 e si trova a 672 metri sul livello del mare. Il suo interno è arricchito da sei cappelle e da quattro altari, oltre l’Altare Maggiore, con statue e monumenti in marmo di Carrara.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di particolare interesse sono le numerose tele d’altare e la cupola, ispirata alle opere romane di Francesco Borromini. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella Cappella del Voto, all’interno della Basilica, è conservata la Statua in legno della Madonna delle Grazie del Seicento, la stessa a cui si rivolse Vittorio Amedeo II per vincere la battaglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/supercop1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come detto, nel 1731 venne inaugurata la basilica. Le dimensioni della chiesa risultano imponenti: la lunghezza è di 51 m. mentre con la cupola risulta alta 75 m. Queste caratteristiche, combinate all'altezza del colle (672 m), la rendono visibile anche da grandi distanze ed in primo luogo da Torino. Allo stesso modo dal colle si ha un vasto panorama della città e delle Alpi. La basilica si articola attorno a una chiesa dalla pianta circolare, sormontata da una grande cupola di gusto barocco, preceduta da un pronao sorretto da otto colonne corinzie di ispirazione classica (Pantheon di Roma). Tale influenza si nota anche nell'impostazione a pianta centrale. Ai lati del corpo centrale si elevano due campanili, nei quali è possibile riscontrare l'influenza del Borromini. Ma è la cupola il capolavoro di tecnica d'avanguardia: è costituita da due calotte, una interna e una esterna, divise da un'ampia intercapedine. Scrive Nino Carboneri: «Numerosi i vantaggi figurativi e pratici della doppia calotta adottata in extremis a Superga. Ne era convinto assertore il Fontana che esortava "li Direttori di simili nuovi Edificii ha disporli in modo habili a sostenere le due Cupole, che sogliono concedere non solo il migliore garbo, ma la difesa magiore d'essi contro l’ingiurie de' tempi"».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Storia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torino 1706. La città viene invasa dall’esercito Franco-Spagnolo di Luigi XIV e le milizie piemontesi, insieme alle truppe alleate austriache, si trovano in difficoltà. Il Duca Vittorio Amedeo II e il Principe Eugenio di Savoia-Soisson, che guidano l’esercito locale, salgono sul colle di Superga per osservare dall’alto il campo di battaglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In una piccola chiesa sul colle, davanti alla Statua della Madonna delle Grazie, il Duca fa un voto: se avesse vinto, avrebbe fatto costruire in quello stesso posto una grande chiesa in onore della Vergine. Dopo una dura battaglia l’esercito nemico viene sconfitto e la città liberata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Vittorio Amedeo II fa fede al suo impegno, affidando la costruzione del Santuario all’architetto di Corte, Filippo Juvarra. Per realizzare il complesso sarà demolita la chiesa preesistente e abbassato il colle di quaranta metri. Nel 1717 è posta la prima pietra del Santuario, mentre l’ inaugurazione avviene quattordici anni dopo, nel 1731.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/supercop2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'interno, di pianta a croce greca, è decorato da sculture eseguite da Agostino Cornacchini e Bernardino Cametti e da due quadri, rappresentanti San Luigi e San Maurizio, di Sebastiano Ricci. Alcuni lavori residui si protraggono oltre il 1731; nel 1735 il Juvarra è a Madrid fin dal mese di aprile, poi scompare da Superga dopo ben vent'anni di presenza quasi ininterrotta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Appartamento Reale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/supercop3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Appartamento Reale faceva parte del progetto originario voluto da Vittorio Amedeo II, che desiderava un vero e proprio luogo in cui ritirarsi negli ultimi anni di vita. Il progetto prevedeva la costruzione di un intero edificio a tre piani, accanto al convento già esistente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il sovrano decide di commissionare i lavori a Filippo Juvarra, che però non riuscirà a concluderli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Accantonato il progetto di un’altra residenza, alcune stanze del primo piano del Convento vengono quindi destinate ai Reali come residenza d’appoggio, per ospitarli durante le loro brevi visite a Superga. Anche il Salone del Re, posto al piano inferiore e destinato alle cerimonie, faceva parte delle stanze reali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Tombe Reali</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/supercop4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il progetto per la costruzione delle Tombe Reali viene affidato – nel 1774 – all’architetto Francesco Martinez dal Re Vittorio Amedeo II. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Formato da una croce latina allungata, il mausoleo ospita al centro il Sarcofago dei Re, monumento funebre riservato alle spoglie dell’ultimo Re di Sardegna, mentre nei due bracci laterali si possono ammirare la Sala degli Infanti e la Sala delle Regine. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo le pareti della Cripta sono presenti importanti monumenti funebri in memoria di celebri personaggi di Casa Savoia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel braccio sinistro osserviamo il monumento Funebre dedicato a Vittorio Amedeo II, fondatore della Basilica di Superga e Duca di Savoia, che otterrà il titolo di “Re di Sardegna”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Poco distante troviamo il Monumento Funebre del principe Ferdinando di Savoia, Duca di Genova e padre della Prima Regina d’Italia, Margherita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo il braccio destro possiamo notare la scultura commemorativa dedicata a Carlo Emanuele III, secondo Re di Sardegna, con il bassorilievo che rappresenta la battaglia di Guastalla del 1734.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Salita alla Cupola</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/supercop5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’ingresso della Salita alla Cupola si trova all’interno della Basilica di Superga.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una scala a chiocciola di 131 scalini vi porterà sulla balconata esterna della cupola, da dove potrete affacciarvi e ammirare il panorama della città con le sue valli e montagne. In particolare, nelle giornate limpide, noterete alcuni dei principali monti della catena delle Alpi, come il Monviso, il Gruppo dell’Orsiera, il Rocciamelone, il Gran paradiso, il Gruppo degli Apostoli, la Torre di Lavina, e il Monte Rosa con la punta Doufour.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">AVVISI: Il sito non è accessibile alle persone con disabilità fisica (in carrozzina). Per specifiche contattare la biglietteria. L’ingresso non è consentito agli animali perché si entra in un luogo di culto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Basilica</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/-hBQdiehMoU">https://youtu.be/-hBQdiehMoU</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 May 2025 05:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Escursioni e Trekking  - LAGO BLU e la sua Leggenda - Cervinia Val d'Aosta]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago Blu di Cervinia è un meraviglioso lago alpino ai piedi delle imponenti cime della Valle d’Aosta. Il nome del lago deriva dal colore blu intenso delle sue acque, che diventano, quando non sono ghiacciate o ricoperte di neve, lo specchio del monte Cervino. Il Lago Blu è facile da raggiungere, sia in auto che a piedi. E’ un’escursione che con pochi passi porta ad un paesaggio naturale da cartolina. Il Lago Blu, il cui vero nome è Lago Layet, si trova ad un’altitudine di 1980 metri s.l.m.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagob1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’acqua del lago ha origine sorgiva e la sua superficie, calma e trasparente, è ideale per rispecchiare la natura che lo circonda. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il colore dell’acqua deriva dalle alghe che popolano il fondale e creano sfumature cangianti dal blu intenso al verde smeraldo. I momenti in cui il sole splende alto nel cielo sono i migliori per osservare le incredibili tonalità del lago.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagob3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La leggenda del Lago Blu di Cervinia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come ogni lago di montagna che si rispetti, anche il Lago Blu di Cervinia ha la sua leggenda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si narra che una volta, al posto del lago, ci fosse una casa abitata da una famiglia di pastori. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Un giorno, un viandante bussò alla porta e chiese acqua e cibo. La padrona di casa, senza indugio, si rifiutò di aiutarlo, nonostante il figlio, che aveva assistito alla scena, volesse regalargli il proprio latte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per questo gesto caritatevole ritenuto uno spreco di viveri, il figlio fu punito: i genitori lo mandarono a raccogliere la legna nel bosco a notte fonda. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando fu il momento di tornare a casa, il ragazzo non trovò più la propria dimora, al suo posto si era formato il lago. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo avere pianto per la perdita della propria famiglia, il ragazzo costruì una nuova casa sui bordi del lago. Da allora, il pastore e i suoi discendenti che abitano vicino al lago, ricordandosi questa storia, cercano di essere sempre ospitali verso chi bussa alla loro porta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobescur1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago Blu è un’escursione speciale in ogni stagione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In estate i pendii intorno al lago sono ricoperti da prati e boschi verdi, all’orizzonte le Alpi sono uno sfondo mozzafiato, l’acqua limpida riflette perfettamente le montagne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In autunno i larici cambiano colore, si tingono di sfumature gialle e regalano una nuova ed inedita cornice al Lago Blu. Questa è anche una delle zone migliori per ammirare il foliage in Valle d’Aosta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con l’arrivo dei primi freddi il lago si ghiaccia, poi viene ricoperto di neve.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In inverno il paesaggio cambia in modo deciso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli abeti innevati, i ghiaccioli che pendono dai rami, il silenzio, la pace, il lago che pare voglia nascondersi: sembra di essere catapultati in una fiaba invernale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In inverno la luce è particolare, è chiara, e il cielo, al tramonto, sembra dipinto con pennellate d’oro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobescur2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lago Blu Cervinia: come arrivare</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago Blu si trova lungo la strada che conduce a Breuil-Cervinia, in comune di Valtournenche, in Valle d’Aosta. Il lago dista meno di 2 km da Cervinia ed è posto sul lato destro della strada prima del paese, provenendo da valle.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare al Lago Blu in auto e dove parcheggiare</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per raggiungere il Lago Blu si percorre l’autostrada E25 della valle d’Aosta fino all’uscita Chatillon-Saint-Vincent. Da qui si segue la strada regionale 46 della Valtournenche in direzione Breuil-Cervinia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago Blu si trova a pochi passi dalla strada. Davanti all’ingresso che porta al lago c’è un parcheggio dove lasciare l’auto. Il parcheggio è gratuito.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se non si vuole camminare il Lago Blu è una meta perfetta, è uno dei pochi laghi alpini che si possono raggiungere direttamente in auto, per vederlo bastano pochi passi.</span></div></div><a href="https://youtu.be/QRQNdhOvb64">https://youtu.be/QRQNdhOvb64</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 06:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Località Balneari - ROCCELLA JONICA - Reggio Calabria]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Calabria"><![CDATA[Calabria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C4"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">ROCCELLA JONICA si trova in Calabria e, precisamente, sulla costa orientale, davanti allo splendido mare Jonio, a 115 km da Reggio Calabria ed a 70 km da Catanzaro. Fa parte della provincia di Reggio Calabria.ROCCELLA Si affaccia direttamente sul mare. Il paese è dominato da una roccia che ospita l'antico castello medievale. E' un borgo turistico della Costa dei Gelsomini, noto per le caratteristiche spiagge di finissima sabbia bianca. È tra le principali mete estive della costa ionica calabrese, premiata in più occasioni con la Bandiera Verde Spiagge, la Bandiera Blu Spiagge e Approdi Turistici e le Vele della Guida Blu. Roccella Ionica è dotata di spiagge attrezzate, locali di ricezione, svago, ristorazione e porto turistico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccjon1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Affacciata su una dolce curva della Costa dei Gelsomini, Roccella Ionica si specchia su una fascia dello Ionio così pulita e cristallina da vincere diverse bandiere blu e altri importanti riconoscimenti naturalistici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cinta da una spiaggia di sottile sabbia bianca e da dolci colline verdi, la cittadina ha origini molto antiche che risalgono alla colonizzazione greca della città di Amphisya e ha preso il nome di Aracella (e poi Roccella) in tempi medievali per la sua localizzazione su una rupe che si getta a precipizio nello Ionio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ricca di tradizioni arcaiche, come la processione marina di SS. Maria delle Grazie e la ‘ncrinata ‘i Pasca, una vera e propria pantomima processionale che coinvolge le statue di Maria, Gesù e S. Giovanni, Roccella Jonica è una meta interessante in ogni periodo dell’anno ma dà il suo meglio in estate grazie alla spiaggia da sogno, servita da un porticciolo turistico elegante e ben organizzato e allo storico Roccella Jazz Festival - Rumori Mediterranei, che può contare su ben trentanove edizioni, ospiti di rilievo e una consolidata fama internazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccjon2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa vedere a Roccella</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Della mitica città di Amphisya, splendidamente richiamata da Ovidio nei suoi poemi, non è rimasto molto, ma sulle alture alle spalle del paese, in località Sant’Onofrio, sono stati ritrovati numerosi reperti collegati a una metropoli dell’età del ferro, conservati nel Museo Nazionale di Reggio Calabria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’antico centro abitato si sviluppa intorno alla rocca che si staglia sul mare, da cui la cittadina ha preso il nome. Qui svetta il castello in cui dimorarono i principi Carafa; l’antica cittadella medievale che si snoda intorno al castello è delimitata dal torrente Zirgone e dalla Torre di Pizzo Falcone.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il centro storico è costellato di interessanti palazzi nobiliari, ville e chiese che sussurrano storie di un antico passato. I principi Carafa abitarono nel castello fino al 1806 e tra i resti delle antiche mura di cinta e le decorazioni dei palazzi storici si scorgono le tracce dei fasti della loro corte e di quella, ancora precedente, dei Ruffo. Anche il Convento dei Minimi, costruito nel 1590 e ora sede di alcuni servizi universitari, dell’infopoint turistico e di manifestazioni ed eventi culturali di respiro internazionale, è degno di una visita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccjon3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Spiaggia di Roccella Ionica è un tratto della Costa dei Gelsomini composto da sottilissima sabbia bianca, premiato in più occasioni con la Bandiera Verde Spiagge, la Bandiera Blu Spiagge e Approdi Turistici e le Vele della Guida Blu.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Inizia, sul versante meridionale, a breve distanza dalla foce del Torrente Barruca, dove si fonde con quella della vicina Gioiosa Marina; termina, sul lato nord, poco dopo il Porto Turistico. È dotata di stabilimenti balneari, locali di ricezione, svago, ristorazione e porto turistico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lungomare di Sen. Sinnio Zito di Roccella Ionica costeggia la spiaggia in prossimità del centro abitato, adiacente a via Marina. È adornato con alberi di varie specie e alte palme, sedute e sculture.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Borgo</span></div><div class="imTACenter"><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/CYPEM_H_njk">https://youtu.be/CYPEM_H_njk</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 07:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città d'Arte in Italia - AVELLINO]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C3"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Avellino, un gioiello nascosto della Campania tutto da scoprire. Una città affascinante in cui perdersi tra i vicoli del centro storico, assaporando la vita lenta dell’Irpinia più autentica. Una meta ideale per chi cerca un viaggio alla scoperta delle tradizioni e della cultura campana, da conoscere visitando le chiese e i luoghi più belli di questa cittadina pittoresca. Avellino è una delle perle nascoste della Campania, spesso trascurata dai percorsi turistici più noti, ma offre ai visitatori un'esperienza unica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Situata nel cuore della Campania, è una meta imperdibile per gli amanti del vino e della cultura. Questa città incanta con le sue tradizioni enogastronomiche, che riflettono la ricca storia e il paesaggio mozzafiato dell’Irpinia. Oltre ai celebri vini come il Fiano di Avellino e il Taurasi, Avellino offre un ventaglio di esperienze uniche: dai monumenti storici alle passeggiate nei parchi naturali, fino alle degustazioni di vini nelle cantine locali.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il centro storico di Avellino è un affascinante labirinto di vicoli e piazze che raccontano la storia della città attraverso i secoli. Passeggiando per queste strade, si possono scoprire angoli nascosti e architetture che testimoniano il ricco passato della città. Le antiche botteghe artigiane, ancora operanti, offrono un tuffo nelle tradizioni locali, mentre i piccoli caffè invitano a una sosta rigenerante. L’atmosfera autentica del centro storico permette di immergersi nella vita quotidiana degli avellinesi, osservando da vicino usi e costumi del luogo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">È il cuore pulsante di Avellino, dove storia e modernità si intrecciano in un contesto unico. Non mancano le opportunità per ammirare edifici storici, come chiese e palazzi, che impreziosiscono il paesaggio urbano. Girovagare nel centro storico di Avellino è un’esperienza che arricchisce il viaggio con autenticità e fascino, rendendo indimenticabile la visita a questa città campana.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5 ff1">Cosa vedere ad Avellino</i></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Museo Irpino</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo Irpino, ad Avellino, custodisce la storia e le tradizioni di questa affascinante regione. All’interno del complesso monumentale dell’ex Carcere Borbonico è possibile immergersi in un percorso espositivo che porta alla scoperta di reperti archeologici, opere d’arte e testimonianze del passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Duomo di Avellino</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Cattedrale dell’Assunta, maestosa e millenaria, si trova nel punto più alto della città. Costruita nel X secolo e nota anche come Duomo di Avellino, è un mix affascinante di stili, dal romanico al neoclassico. La facciata, capolavoro di Pasquale Cardola, è arricchita dalle statue raffiguranti i santi patroni di Avellino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cripta dell’Addolorata</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un tesoro nascosto del Duomo di Avellino è la Cripta dell’Addolorata, situata sotto il transetto della Cattedrale. Un vero e proprio gioiello architettonico: costruita nel VI secolo, conserva intatte le caratteristiche dello stile romanico. Le colonne massicce, gli archi a tutto sesto e gli affreschi completano il quadro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Torre dell’Orologio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Torre dell’Orologio, icona di Avellino, si innalza su Piazza Amendola: una maestosa torre barocca diventata un punto di riferimento inconfondibile. Con i suoi 36 metri d’altezza, domina la città e offre uno spettacolo indimenticabile, soprattutto al tramonto. Realizzata su progetto di Cosimo Fanzago e Giovan Battista Nauclerio, verso la metà del XVII secolo, la torre è un simbolo dell’ingegno e dell’arte dell’epoca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Fontana di Bellerofonte</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel cuore di Avellino, lungo il Corso Umberto I, c’è un gioiello barocco: la Fontana di Bellerofonte. Ammirevole per la sua maestosa struttura, con le cinque nicchie che un tempo ospitavano sculture, è caratterizzata da due busti romani e da lapidi che raccontano dei tempi che furono. Curiosità: l’acqua che sgorga dai tre cannuóli arriva dal Monte Partenio ed è freschissima.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Fontana Tecta</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nascosta nel borgo di Sant’Antonio Abate, un tempo quartiere popolare della città, si trova la Fontana Tecta, opera di grande valore storico e artistico. Realizzata nel XII secolo per volere di Grimoaldo, un nobile longobardo, è stata per secoli punto di riferimento per viandanti e pellegrini. Dopo un attento restauro, oggi possiamo ammirarne l’indiscussa bellezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cunicoli longobardi</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sotto le strade della città si snoda un labirinto di gallerie che cela secoli di storia. I Cunicoli Longobardi, scavati nel tufo della Collina della Terra, sono un’affascinante testimonianza del passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Antichi camminamenti, un tempo utilizzati per scopi strategici e di difesa, molto più di semplici gallerie. Si trattava, infatti, di un sistema difensivo che collegava la Rocca di Avellino alla cerchia muraria e che, in caso di assedio, avrebbe permesso di spostare rapidamente truppe e rifornimenti senza incontrare i nemici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Casino del Principe</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo Corso Umberto I, questo elegante palazzo è un testimone del passato glorioso della città. Realizzato alla fine del Cinquecento per volontà del principe Camillo Caracciolo, il Casino era il fulcro di un vasto parco e un luogo di svago per la nobiltà napoletana. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Oggi, con la sua architettura rinascimentale e la corte interna, ci offre un affascinante viaggio nel tempo. Notevole la sala ipogea che, con la sua piscina e le sue decorazioni raffinate, è un vero e proprio gioiello nascosto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa fare ad Avellino</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/avelli11.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le tante cose da fare ad Avellino, c’è senza dubbio la possibilità di partecipare alle sagre paesane. Tra le più famose si annoverano la sagra della castagna di Montella, sempre in calendario a inizio novembre. Protagonista indiscussa della festa è appunto la castagna, da assaporare accompagnata da vini locali e da caciocavallo, tartufo e altre deliziose specialità irpine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Spazio poi alla Sagra del fusillo e del Pezzente a Montefredane, solitamente in calendario a fine agosto. In questo caso, la star è il fusillo condito col sugo del pezzente con pomodoro e salsiccia. Tre giorni di festa, musica e, ovviamente, cose buonissime da mangiare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare ad Avellino</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’ideale per raggiungere Avellino è quello di affidarsi alla propria auto, così da riuscire a visitare i dintorni in modo agile e comodo. In alternativa la citta dell’Irpinia è raggiungibile anche in treno scendendo a Napoli Centrale e poi facendo un cambio verso Avellino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">C’è anche la possibilità di atterrare a Napoli, usufruendo del servizio di autobus per raggiungere Avellino oppure noleggiando un’auto in loco.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 07:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Estate dove andare - IL SALENTO Puglia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Puglia"><![CDATA[Puglia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C2"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ormai da molti anni il Salento è una delle mete di riferimento per i turisti in vacanza. Una terra splendida, fatta di mare da favola, spiagge variegate, scogliere, cultura, ottimo cibo e movida notturna. Un singolo luogo adatto ad ogni esigenza vacanziera. Nonostante tanto successo, questa terra è riuscita a rimanere anche una destinazione economica. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Negli ultimi anni, è cresciuto tantissimo il numero di turisti che sceglie di trascorrere le proprie ferie in Salento, diventando, infatti, una delle mete turistiche più ambite d’Italia, grazie alle sue innumerevoli sfaccettature. Effettivamente, le cose da vedere in Salento sono numerose, in qualunque periodo dell’anno. Che tu scelga di fare le vacanze estive nel Salento, visitarlo in inverno o viaggiare in altri periodi, troverai sempre qualcosa di interessante da fare e vedere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Salento è una zona della Puglia sud orientale baciata da due mari: il Mar Ionio a Ovest e il Mar Adriatico a Est, infatti, il nome significa proprio “terra circondata dal mare”. Ma da dove inizia e dove finisce il Salento? La penisola salentina comprende la provincia di Lecce e la parte orientale delle province di Taranto e Brindisi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nonostante faccia parte della meravigliosa Puglia, spesso il Salento è considerato una regione a parte, con numerose diversità che riguardano la storia, la lingua (dialetto), le tradizioni e la cucina. Il Salento è davvero una meravigliosa scoperta: non solo mare e splendide spiagge, ma anche borghi, paesi, chiese, opere artistiche e molto altro ancora.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le bellezze del Salento sono davvero tante, dalle spiagge caraibiche a quelle più intime, nascoste e selvagge; dalle chiese alle splendide torri costiere; dai borghi ai sentieri di trekking; dai musei ai castelli; insomma, ce n’è per tutti i gusti!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Visita il Salento e lasciati conquistare dalle sue innumerevoli bellezze, noi ti guideremo affinché tu possa vivere al meglio la tua vacanza in Salento. Tra le tante cose da fare nel Salento ce ne sono alcune che sono davvero imperdibili, ecco i nostri consigli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Spiagge, baie e calette</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le spiagge più belle del Salento ci sono Torre dell’Orso, Roca e Grotta della Poesia, Torre Sant’Andrea, Alimini, Porto Badisco, Castro Marina, Porto Miggiano, Cala dell’Acquaviva, Marina Serra, Ponte Ciolo, Punta della Suina, Santa Maria al Bagno, Porto Selvaggio, Sant’Isidoro, Porto Cesareo, Torre Lapillo, Punta Prosciutto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Borghi, paesi e città</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i luoghi da visitare nel Salento non possono mancare i piccoli comuni della provincia di Lecce, e non solo, custodi di storia, cultura, arte e tradizioni. Tra tutti i posti da visitare in Salento consigliamo: Lecce, Brindisi, Otranto, Ostuni, Castro, Galatina, Nardò, Copertino, Leverano, Specchia, Presicce, Giurdignano, Maglie, Martano, Matino, Ruffano e Parabita. Ma se ami scovare posticini poco noti allora la lista è davvero infinita!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Castelli</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le cose da vedere in Salento ti suggeriamo i manieri più belli situati, alcuni, nelle località balneari, altri sul mare. Quali vedere assolutamente durante la tua vacanza in Salento? Il Castello De’ Monti di Corigliano d’Otranto, il Castello di Acaya, il Castello Aragonese di Castro, il Castello Angioino di Gallipoli, il Castello Carlo V di Lecce, il Castello Normanno Svevo di Copertino, il Castello Aragonese di Otranto e il Castello di Ugento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiese</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le chiese più belle del Salento, ti consigliamo di non perdere la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, la Basilica di Santa Croce a Lecce, il Santuario di Sant’Antonio a Fulgenzio a Lecce, la Chiesa di San Matteo a Lecce, la Cattedrale di Maria Santissima Assunta a Lecce, la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli, Santa Maria della Croce a Casaranello, la Cattedrale di Otranto, la Chiesa di San Domenico a Nardò, il Santuario di Santa Maria di Leuca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torri costiere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante le tue vacanze in Salento, sicuramente ti capiterà di vedere qualche torre costiera lungo la litoranea. Queste antiche costruzioni, che servivano come luoghi di avvistamento in caso di invasioni, sono monumenti davvero affascinanti che regalano pittoreschi panorami sul mare. Ecco alcune delle torri più suggestive del Salento: Torre Santa Maria dell’Alto, Torre Uluzzu, Torre Squillace, Torre Cesarea, Torre Lapillo e Torre Colimena, Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, Torre Suda e Torre dell’Orso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Trekking in Salento</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fare trekking sul sentiero delle Cipolliane, uno dei sentieri escursionistici sul mare più belli del Salento situato nei pressi del Ponte Ciolo. Fare trekking o andare a cavallo alla Cava di Bauxite: un luogo di incantevole bellezza dove il rosso della terra si sposa con il verde della natura, che riflettendosi nel laghetto smeraldino, crea uno scenario così pittoresco da togliere il fiato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Albe e Tramonti in Saento</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guardare l’alba dal faro della Palascia, uno dei luoghi da vedere assolutamente in Salento. È il punto più a est d’Italia e regala panorami di straordinaria bellezza: la rigogliosa vegetazione abbraccia il faro bianco che si tuffa nelle acque blu di mediterraneo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Guardare il tramonto sul mare: non puoi dire di aver fatto una vacanza in Salento senza aver guardato almeno un tramonto sul mare, in particolare sullo Ionio. Perciò concediti questa meravigliosa magia, in particolare sulle spiagge ioniche del Salento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/ESTATE-IN-SALEN9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E poi... assistere all’incontro tra i due mari a Santa Maria di Leuca: recati presso la Basilica Santuario Santa Maria De Finibus Terrae, adiacente al Faro di Leuca, posa il tuo sguardo verso l’orizzonte, a sinistra del porto. Se sarai fortunato, potrai ammirare un fenomeno incantevole e sbalorditivo, un’esperienza unica da vivere in Salento!</span></div><div><br></div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/8u1DAQdxEe4">https://youtu.be/8u1DAQdxEe4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 06:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mare e Spiagge da non perdere - GOLFO DI OROSEI, Sardegna]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Sardegna"><![CDATA[Sardegna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C0"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra mare e montagna, nella costa centro orientale della Sardegna, si trova uno dei complessi naturalistici più suggestivi che la bellissima Italia può vantare: parliamo del Golfo di Orosei, un’estensione costiera di oltre 40 km nella quale si alternano spiagge di finissima sabbia e insenature rocciose, dominate da imponenti bastioni calcarei rivestiti dalla rigogliosa macchia mediterranea e da boschi secolari. Un panorama mozzafiato, nel quale il verde della vegetazione fa da contrasto all’azzurro cristallino delle acque sottostanti, in un quadro di rara bellezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Divenuto Parco Nazionale nel 1998, il golfo si snoda tra i comuni di Baunei, Dorgali e Orosei ed è una meta ideale per gli amanti delle escursioni e di specialità come il trekking, la mountain bike, il free climbing e le arrampicate, ed ovviamente per le immersioni e lo snorkeling. Da segnalare le numerose specie faunistiche che popolano questo territorio selvaggio: non è difficile incontrare nelle vicinanze gli splendidi mufloni, i cervi e i daini che si aggirano tra ginepri e lentischi, ma anche alcuni rapaci come l’aquila reale, il falco pellegrino e l’astore, che volano dalle cime più alte degli altopiani rocciosi ed impenetrabili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Golfo è morfologicamente diviso in due parti diverse: una a nord che arriva sino a Capo Comino, bassa sul mare e composta da pinete, lunghi arenili e dune costiere, e una meridionale, costituita dalla parte finale dell'altopiano del Supramonte che si estende sino a Capo Monte Santu. Sul Golfo si affacciano vari comuni e località costiere della provincia di Nuoro, come Arbatax, Cala Gonone e Santa Maria Navarrese da dove è possibile imbarcarsi per visitare queste perle incastonate nei bastioni calcarei, dove il turchese del mare permette ai fortunati visitatori di specchiarsi nelle acque cristalline di una bellezza senza eguali.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il litorale è composto da rinomati gioielli naturali come Cala Goloritzè, Cala Luna e Cala Mariolu, ma anche da luoghi meno conosciuti e totalmente incontaminati, come Cala Gabbiani e Cala Biriola, rimasti per secoli inaccessibili via terra. Un mosaico di paesaggi stupendi nel quale si inseriscono anche le Grotte del Fico e del Bue Marino, dove un tempo si rifugiavano le simpaticissime foche monache. Alcuni fiumi scorrono lungo imponenti formazioni rocciose per poi sfociare nel mare, come a Cala Luna, una delle spiagge simbolo dell’isola. Per raggiungere queste spiagge è sempre necessario percorrere dei lunghi sentieri o fare delle arrampicate. Per questo motivo il golfo di Orosei è particolarmente ambito dagli escursionisti e da chi pratica il turismo outdoor.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ecco le spiagge da sogno nel golfo di Orosei</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b>Cala Goloritzè</b></i></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Probabilmente una delle spiagge più belle d’Europa: Cala Goloritzè è una baia selvaggia e idilliaca, con una sabbia chiara e bianca, acqua cristallina, incorniciata da imponenti formazioni rocciose. Il simbolo della cala è la guglia di Punta Caroddi, alta 100 metri, che come una piramide si erge dalla spiaggia verso il cielo azzurro. Un bellissimo arco calcareo chiude la spiaggia, che potrete raggiungere facilmente a piedi partendo dall’altopiano Su Golgo e seguendo alcuni sentieri ben segnalati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una zona protetta, arrivando dal mare, salva Cala Goloritzè dall’invasione dei turisti che vogliono raggiungere la spiaggia in barca.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i>Cala Luna</i></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questa striscia di sabbia a forma di mezzaluna è un piccolo gioiello: una spiaggia che degrada lentamente nel mare, con la sua sabbia bianchissima e fina, grotte stupende per il diving e lo snorkeling, in più oleandri profumati, tutto questo fa di Cala Luna un luogo unico e quasi surreale. Nell’hinterland si trovano un piccolo bar e un punto di ristoro. Anche questa spiaggia è raggiungibile attraverso un sentiero o facendo una gita in barca, per esempio partendo da Cala Gonone o da Arbatax. Il sentiero si snoda lungo il torrente Codula di Luna, attraversando un paesaggio paradisiaco per poi sfociare nel mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b>Cala Mariolu</b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/oroseigulf7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche questa meravigliosa spiaggia la potrete raggiungere a piedi e godere un paesaggio veramente suggestivo: partendo da Cala Gonone, il sentiero si snoda attraverso boschi di contorti sugheri e querce secolari, lungo lo spettacolare torrente Codula di Sisine. Una volta arrivati nella baia, rimarrete piacevolmente abbagliati dal biancore di una sabbia chiara e fina e da un mare turchese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i>Su Barone</i></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un sogno non soltanto per le famiglie: la spiaggia di sabbia Su Barone, lunga 7 chilometri, ci appare quasi infinita – con il suo fondale basso e un’acqua azzurra, alle sue spalle troneggiano le montagne maestose del Gennargentu.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b>Cala Osalla</b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un piccolo gioiello nascosto a sud di Marina di Orosei è Cala Osalla: questa spiaggia, accogliente e ideale per famiglie con bambini, è un paradiso per gli amanti del diving e dello snorkeling. Ci si può arrivare direttamente in macchina, nell’hinterland, a circa 100 metri di distanza dalla spiaggia, si trova un piccolo bar che ha sempre pronte delle buone bevande rinfrescanti. In alternativa potete raggiungere Cala Osalla camminando dalla spiaggia Su Petrosu.</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/YVZB3tg7_0Y">https://youtu.be/YVZB3tg7_0Y</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 06:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Itinerari e Trekking - I LAGHI DI MONTICCHIO - Basilicata]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Basilicata"><![CDATA[Basilicata]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BF"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nati dalle profondità del Vulcano Vulture, a valle dell’abbazia di San Michele, si estendono i verdeggianti laghi di Monticchio. Un capolavoro naturalistico ricco di storia da vivere e conoscere, con tutta la famiglia. Attrezzato con area pic nic per i bambini, dove mangiare le prelibatezze del posto e trascorrere un weekend o una giornata in completo riposo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Sarà come arrivare in un oasi fuori dal mondo. Non c’è bisogno di una mappa per muoversi o capire cosa fare, il territorio è piccolo e facilmente percorribile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/laghimonticchi1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I Laghi di Monticchio sono situati nel nord est della Basilicata alle pendici del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell'Appennino meridionale. Tutto intorno si estende il Parco del Vulture, un’area protetta di 57.496 ettari caratterizzata de una ricchissima biodiversità, dovuta alla varietà degli ecosistemi e dei climi legati alle diverse quote altimetriche concentrati in un territorio di dimensioni contenute. Allo stesso modo il paesaggio presenta una notevole diversificazione e vede alternarsi montagne, colline, prati in fiore e fiumi, laghi e fitti boschi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/laghimonticchi2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I due bacini sembrano quasi appollaiati su quella che, un tempo, era la bocca di un’antico cratere vulcanico: il Vulture. E’ un sito di interesse archeologico e ambientale, meta di visitatori provenienti dalle province di Basilicata e Puglia, o dai paesi campani avellinesi, (Calitri, Aquilonia, Monteverde). Attratti sia dalla lussureggiante vegetazione che dalla famosa Badia di San Michele Arcangelo, un tempo sito di enorme importanza religiosa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal cratere dell’antico vulcano si sono originati i due laghi, il Lago Grande e il Lago Piccolo, entrambi circondati da un meraviglioso patrimonio ambientale, compreso tra i comuni di Rionero in Vulture e Atella. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Questi specchi d’acqua differiscono tra loro in quanto a dimensioni e colore, il primo è verdastro, mentre quello più grande è di una tinta che si avvicina molto al verde oliva</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/laghimonticchi4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i>Il Lago Grande</i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;è caratterizzato da una depressione a forma di imbuto a pareti molto ripide, che si apre nella metà settentrionale, mentre in quella meridionale presenta un basso fondale che degrada dolcemente verso la depressione. Oltre i 10 metri di profondità la sua temperatura rimane pressoché costante sotto gli 8°C. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago Grande presenta poi un emissario che confluisce nel fiume Ofanto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b>Il Lago Piccolo</b></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> ha una superficie di 16 ha, un perimetro di 1800m e una profondità di 38m, il Lago Grande &nbsp;una superficie di 38 ha, un perimetro di 2700m e una profondità fino a 36m. A causa della differenza di quota esistente tra i due bacini, attraverso un canale tra i due laghi, l’acqua del Piccolo defluisce nell'altro, che ha un livello più basso di circa 2 metri. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa fare ai Laghi di Monticchio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/laghimonticchi3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I boschi di Monticchio e le attività da svolgere intorno ai laghi . <span class="imTALeft">Ancora oggi il bosco di Monticchio è considerato uno dei più belli d’Italia.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se siete degli appassionati della natura, vi consigliamo una passeggiata nell’area boschiva che circonda i laghi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorrendo il sentiero adiacente al Lago Piccolo, troverete diverse specie di piante (faggi, aceri, carpini e frassini) e di animali selvatici (rettili, anfibi, pesci ed uccelli come i corvi reali, i nibbi e gli sparvieri).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella riserva naturale che si sviluppa intorno al Lago Grande, poi, se sarete fortunati potrete ammirare una varietà molto rara di farfalla notturna: la Bramea di Harting, scoperta nel 1963 dall’entomologo altoatesino Federico Hartig.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un esemplare di Brahmaea europaea. Unica specie in Europa della famiglia delle Brahmaeidae, è presente solo nella zona del Vulture.Un’altra attività piacevole da svolgere è quella di osservare gli scenari naturali della zona direttamente dal lago, noleggiando un pedalò.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per farlo dovrete recarvi sulle rive del Lago Grande: sarà una piacevole esperienza da fare da soli o in compagnia. Un’occasione unica per ammirare la meravigliosa Ninfea Alba, i cui fiori galleggiano solo in queste acque.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non mancano infine le possibilità di passeggiate in bicicletta oppure a cavallo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video dei Laghi</span></div></div><a href="https://youtu.be/2UALhmxodpI">https://youtu.be/2UALhmxodpI</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 06:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sicilia - La magia di Stromboli con le guide sul vulcano]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Sicilia"><![CDATA[Sicilia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BE"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><a href="https://www.sicilytourist.com/blog/index.php?isole-eolie--isola-di-stromboli" target="_blank" class="imCssLink"><i><span class="cf1">STROMBOLI</span></i><span class="cf1"> </span></a><span class="cf1">nelle</span><span class="cf1"> </span><i><span class="cf1"><a href="https://www.sicilytourist.com/isole-eolie.html" target="_blank" class="imCssLink">Eolie</a></span></i><span class="cf1">, la sabbia nera, il mare che incanta, l'odore di fiori che non ti lascia mai e ti entra nella testa, le 3 piccole chiese, la gente verace del posto (dalle signore che vendono i capperi appena raccolti ai pochi ma gagliardi pescatori locali).</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/strombolicopitaly4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">E poi il ricordo di una delle storie d'amore più intense e chiacchierate di sempre (quella tra Ingrid Bergman e Roberto Rossellini) mentre si sorseggia un bicchiere di vino al bar ritrovo dedicato alla grande attrice svedese appunto. Basterebbe questo per innamorarsi definitivamente di Stromboli ma non è finita. Alle spalle maestoso e per niente &nbsp;silenzioso c'è Iddu, il grande e affascinante vulcano star delle notti ma degno del rispetto e dell'attenzione di tutti. Perché Stromboli è vivo e scatenato e ti rimane nel cuore per sempre se visitato in siurezza ma può fare paura e davvero male se si fanno sciocchezze.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/strombolicopitaly3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Per questo nasce il Centro Coordinamento per dare il via alle escursioni fino a quota 400 metri e favorire immediate attività di soccorso in caso di rischio. Con una nuova ordinanza, il sindaco di Lipari autorizza le Guide Alpine e Vulcanologiche siciliane ad accompagnare i visitatori alla scoperta di uno dei vulcani più affascinanti del mondo e a gestire temporaneamente il flusso degli escursionisti. Oltre i 290 metri, infatti, sarà tassativamente vietato muoversi in libertà, lungo sentieri non privi di pericolo che solo chi è qualificato è in grado di percorrere in sicurezza.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/strombolicopitaly2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Coordinamento Escursioni, alla realizzazione della rete di comunicazione radio con copertura totale di Stromboli e alla collaborazione al fine di realizzare la rete di soccorso".</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">I visitatori escursionisti, dunque, potranno al momento superare la quota di 290 metri solo se da loro accompagnati sul tratto dei sentieri di "Punta Labronzo" e nel versante di Ginostra sul sentiero di Punta Corvi a partire da quota 130 e sino a quota 400 metri s.l.m, con un massimo di 20 persone, dalle ore 11 alle ore 24.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Dopo l’ordinanza, servono informazioni adeguate e una corretta segnaletica. "L’ordinanza è sicuramente un buon punto di partenza soprattutto per la programmazione del 2021, ma servono immediati interventi per risistemare i sentieri, per creare piazzole per l’osservazione dell’attività e, soprattutto, è urgente una corretta informazione per i visitatori. – ribadisce Mario Pruiti, Delegato delle Guide Alpine e Vulcanologiche a Stromboli - Noi lavoriamo con il 90% di turismo straniero, se manca una segnaletica chiara e precisa, rischiamo di vedere escursionisti sulla zona sommitale ignari del pericolo. La pandemia non ha aiutato e ha di fatto fermato i lavori della Forestale; adesso, dobbiamo fare tesoro degli insegnamenti passati e ricordarci che siamo di fronte a un vulcano esplosivo e il pericolo maggiore, in questi casi, sono gli incendi che si generano".</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1">Guarda il Video del Vulcano in Eruzione</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CIESGVrep6g">https://www.youtube.com/watch?v=CIESGVrep6g</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 07:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meravigliosa Costa Italiana - LA COSTA DEI TRABOCCHI - Abruzzo]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Abruzzo"><![CDATA[Abruzzo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BD"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiunque sia mai stato in Abruzzo e abbia visto il suo bellissimo litorale, non potrà dimenticare lo splendido panorama dei trabocchi, insoliti giganti che emergono dalle acque. Le loro origini non sono ancora chiare, ma è certo che la loro presenza rende decisamente molto più suggestivo un paesaggio già di suo a dir poco fantastico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/costatraboc1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Costa dei Trabocchi è rigogliosa dal punto di vista della vegetazione: siamo sicuri che rimarrete incantati dalla meraviglia della Lecceta di Torino di Sangro, una riserva protetta a ridosso della foce del fiume Sangro, che si affaccia proprio sul litorale abruzzese. E che dire della Riserva Naturale di Punta Aderci? Splendide distese verdi che alternano vigneti a campi di grano, magnifici colori e odori che lasceranno un segno indelebile tra i vostri ricordi. L’area si estende sino al promontorio di Punta Aderci, un balcone sul mare che domina la bellissima spiaggia di Punta Penna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/costatraboc2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">È questo il luogo perfetto se volete concedervi un’esplorazione del territorio su due ruote. A Francavilla a Mare da qualche anno c’è la Ciclovia dei Trabocchi, proprio in riva al mare, lungo la quale si è corsa la prima tappa del Giro d’Italia 2023, che chiunque può percorrere 12 mesi all’anno. Questa pista ciclabile è un omaggio ai Trabocchi, le antiche strutture da pesca saldate alla scogliera in parte ancora oggi utilizzate. Si celebra così, nel più sostenibile dei modi, il lavoro dei pescatori abruzzesi che sono ancora il motore di un comparto economico di notevole rilevanza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/costatraboc3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quiu si possono noleggiare bici da strada, mountain bike o e-bike per partire poi alla scoperta dell’affascinante paesaggio della costa abruzzese. E, perché no, potrete ammirare qualche delizioso paesino come il borgo medievale di Rocca San Giovanni o la splendida Ortona, la perla dell’Adriatico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I trabocchi fanno parte di quelle “architetture senza architetti” la cui storia inizia con la risposta ai bisogni primari dell’uomo: sono palafitte trasformate in macchine per la pesca, un’economia di sussistenza e sostenibile generata dal “genius loci”. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Antichi strumenti per la pesca che raccontano la storia di un popolo, i trabocchi caratterizzano la costa chietina, la più meridionale dell’Abruzzo, e sono parte del patrimonio tradizionale della regione. Costruiti lungo le spiagge e ancorati a rocce o scogli, i trabocchi (o trabucchi) sono delle ingegnose costruzioni in legno che venivano utilizzate per pescare. Difficile ricostruire le loro origini, che secondo alcuni sarebbero da ricondurre ai Fenici. L’ipotesi più accreditata è che i trabocchi siano nati dall’esigenza di pescare senza uscire in mare: una soluzione decisamente molto più comoda, specie considerando i pericoli a cui erano soggetti i pescatori nell’antichità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/costatraboc4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il trabocco è composto da una piattaforma di legno che si allunga verso mare con due (o più) lunghi bracci, chiamati antenne, a cui viene legata una rete a maglie strette, nota come trabocchetto. Un articolato sistema di argani permetteva di immergere la rete in acqua e poi di tirarla su con il pescato. Considerati uno dei mezzi per la pesca più antichi del mondo sembra che l’origine dei trabocchi risalga ai tempi dei fenici. Tuttavia, uno dei primi documenti che accerta la presenza dei trabocchi in questo tratto di costa risale al XV secolo e si tratta di un’opera religiosa che racconta la vita di Fra Pietro da Morrone, colui che poi diventò Papa Celestino V. Sembra che il nome trabocco derivi dal latino “trabs”, che significa “trave, legno” per indicare le numerose travi in legno che venivano usate nella loro costruzione. I trabocchi, infatti, venivano costruiti con il legno di pino d’Aleppo, un tipo di legno che oltre ad essere molto comune in questo tratto di costa è anche un materiale molto resistente. I trabocchi permettevano di pescare senza dover uscire in mare con una barca e per alcuni pescatori erano anche una casa in cui abitare. Descritti nell’opera “Il Trionfo della Morte” di Gabriele D’Annunzio come “macchine che parevano vivere di vita propria”, i trabocchi sono ora uno dei simboli dell’Abruzzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Costa dei &nbsp;Trabocchi</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/tUUhIgz9v9w">https://youtu.be/tUUhIgz9v9w</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 06:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli da visitare - Rocca Roveresca di Mondavio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Marche"><![CDATA[Marche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BB"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo la vallata del Cesano nelle Marche, si trova l'imponente Rocca di Mondavio, sorta su una precedente costruzione per volere di Giovanni della Rovere. La Rocca Roveresca è il principale monumento e simbolo di Mondavio. Fu progettata e costruita tra il 1482 e il 1492 dall'architetto militare senese Francesco Di Giorgio Martini, per Giovanni Della Rovere per difendere il vicariato in un periodo di gravi minacce.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Attorno al cassero malatestiano del '300 il Martini ideò, ampliandola notevolmente, la nuova fortificazione, composta da un "mastio" di 5 piani e da un "torrione" semicircolare. Il primo era accessibile solo dopo aver superato una serie di difese passive: il fossato, le alte mura, i ponti levatoi a monte e a valle, poggianti su rivellini, la porta sotto il torrione, il torrioncino-avamposto sulla rampa e il ponte levatoio all'entrata del mastio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tre piani sono attrezzati con postazioni di artiglieria e feritoie: al piano terra per il tiro radente, al terzo per il tiro a mezza altezza e al quinto, merlato, per il tiro lungo e controllo a vista del territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La forma del mastio è ottagonale a larga base con pareti esterne trapezoidali inclinate che si elevano elicoidalmente per sfuggire all'impatto dei proiettili; nella parte alta sporgono a strapiombo, sorrette da beccatelli, per terminare nei merli del quinto piano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulla destra della rampa risulta solo in progetto una costruzione pentagonale per l'alloggio delle truppe, il rivellino a valle è stato trasformato in arcata mentre il fossato a monte è stato parzialmente coperto a volta nel '600 per costruire Piazza Della Rovere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">All'interno vi sono passaggi stretti e ambienti con coperture a volta, nei quali sono allestiti il Museo delle Armi e il Museo di Rievocazione riproducente scene di vita rinascimentale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal rilievo che raffigura la Rocca Roveresca in sezione, risulta che i resti d'una torre medioevale sono stati inglobati dalla nuova costruzione. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Martini interviene modificando il percorso primitivo del camminamento [come testimoniano i tre archi visibili all'ingresso], facendolo deviare verso il ricetto esterno adattandolo per la difesa della fortificazione; egli attua un nuovo camminamento tra il torrione e il mastio, tutt'oggi esistente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop64.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Martini ha ideato un sistema difensivo, a guardia del centro storico, integrando la fortificazione preesistente, ampliandola e adattandola, affinchè risultasse adeguata al suo progetto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La rocca, nel suo complesso, era in grado di attuare una difesa progressiva e l'eventuale offesa a discapito di una torre o di una postazione trovava risposta in una immediata capacità difensiva, attuata dall'insieme delle controffese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per soddisfare le esigenze difensive, ogni elemento era collocato al posto più conveniente, in modo che la difesa risultasse efficace.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A differenza di molte altre rocche del Martini, la rocca di Mondavio è giunta fino ai nostri giorni in ottimo stato di conservazione (sebbene più volte ristrutturata), non avendo mai subito attacchi o assedi. La maestosa fortezza si presenta come una vera e propria macchina da guerra, in cui ogni forma e struttura è stata studiata per resistere agli attacchi sferrati con le armi dell'epoca: sia con le armi a getto (catapulte, trabucchi) sia con le armi da fuoco, che cominciavano a diffondersi in quegli anni. La presenza del mastio domina l'intera struttura sia per le sue dimensioni che per la particolare forma. Le sue otto facce dalla figuratività complessa ed irregolare, i suoi prospetti sfuggenti e spigoli affilati creano un effetto di avvitamento elicoidale dal basso verso l'alto dell'intero mastio. Al mastio si allaccia un camminamento, protetto da un torrioncino, che porta ad una massiccia torre semi-circolare, unita con un ponte a due rivellini d'ingresso (uno di questi è ancora visibile). </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il camminamento e la torre semi-circolare formano se visti dall'alto la figura di una balestra. Tale stravaganza architettonica può essere considerata la firma stessa di Francesco di Giorgio Martini. La complessità dell'intera fortificazione si sarebbe ulteriormente accresciuta se fosse stato edificato, come riportato nei Trattati dell'architetto, un'ulteriore torrione rotondeggiante, previsto sul versante occidentale e mai realizzato. Tale torrione avrebbe compreso le stanze da utilizzare come abitazione, non presenti all'interno della rocca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>Musei</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli ambienti interni corrispondono in gran parte alle strutture originarie. Attualmente tali spazi sono destinati a spazi espositivi e museali, tra cui un'importante armeria (collezione di armature, artiglierie e strumenti di uso militare). Il museo di rievocazione storica, ricostruzione di scene vita rinascimentale, si articola su quattro dei cinque piani del Mastio. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 2000, nel fossato della fortificazione è stato allestito un Parco di "Macchine da guerra" di Francesco di Giorgio Martini. Unica nel suo genere il parco comprende fedeli ricostruzioni in dimensione reale di catapulte, trabucchi, bombarde e altre macchine da assedio, tutte tratte ed elaborate dai disegni originali dell'architetto senese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/roccamondaviocop11.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una curiosità : Nel 1980, le Poste Italiane dedicarono alla Rocca un francobollo da 250 lire, facente parte della raccolta nota come "Castelli d’Italia".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video dellla Rocca Roveresca</span></div><div><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/iJwuCOllkYc">https://youtu.be/iJwuCOllkYc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 06:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Santa Pasqua in Italia - LA SETTIMANA SANTA IN ABRUZZO]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Abruzzo"><![CDATA[Abruzzo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BC"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oggi non siamo più contadini e non vediamo più dal vivo gli effetti e i cambiamenti naturali delle campagne: le feste che ancora resistono e le manifestazioni che vengono portate avanti da tanti giovani e coraggiose Pro Loco servono per aiutarci a ricordare chi eravamo e cosa potremo ancora essere. La Pasqua è quella festa che ci fa tornare a vivere con il rigoglio primaverile della natura. È infatti la primavera ad aprire il nuovo ciclo del sole, perché dopo il solstizio d’inverno la luce e il calore prendono, a poco a poco, il sopravvento sulla stagione del freddo e della morte. Ma perché Pasqua viene festeggiata proprio in questo periodo primaverile? Il parallelo simbolico tra il ciclo della natura e gli eventi della vita di Gesù non poteva essere più calzante: come Gesù (ri)nasce con il sole a dicembre, così viene messo a morte in vista della risurrezione in coincidenza con la rinascita del cosmo. E anche noi ci ricordiamo, quando eravamo piccoli, di una bella tradizione di aderenza al rinnovamento della natura: il giorno di Pasqua alla messa bisognava indossare qualcosa di nuovo, un po’ come gli alberi e le piante rifioriscono e rinnovano il loro aspetto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/abruzzopas1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Prima della Pasqua c’è l’ultimo lembo della Quaresima, la Settimana Santa, una settimana di Passione dove l’Abruzzo dà il meglio di sé tra riti e folklore. Una passione che è liturgia cosmica, perché il mistero di Cristo ingloba tutto il destino del mondo, tutta la natura che sospira nell’attesa della rinascita. Vestigia di tradizioni stratificate lungo i secoli, manifestazioni sceniche messe in atto negli scenari fantastici dei nostri borghi, il laico e il religioso che diventano inestricabili. La Settimana Santa, tempo di lacrime e di dolore, prende avvio con la Domenica delle Palme per arrivare agli eventi che culminano con la morte di croce, fino alla trionfale uscita dal sepolcro nella resurrezione. In questa grande Settimana il teatro del sacro, oggi recuperato con passione e consapevolezza, si dispiega in tutta la sua forza drammatica: il sangue è quel filo rosso che attraversa e lega i riti, dove vita e morte – questo binomio inscindibile – duellano in una coreografia che rievoca il lutto per la passione e la morte del Figlio di Dio. Molti forse non sanno che l’Abruzzo è la regione che nei secoli ha mantenuto la più alta diffusione di rappresentazioni teatralizzate che, a partire dal Medioevo, troviamo in tutta l’Italia del centro-sud: presepi viventi, Sant’Antonio Abate, le processioni della Settimana Santa, è tutto un pullulare di sacre rappresentazioni durante l’anno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Pasqua-abruzzo5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Domenica delle Palme, dopo la messa, i rami vengono benedetti e distribuiti. Nelle campagne c’è ancora la tradizione di venire ognuno con il suo ramo d’olivo, adornato con fiori veri o di carta, per poi regalarli a parenti o amici. Alla fine della messa il sacerdote capeggia la sfilata di uomini e donne e bambini, muniti di fronde colorate delle dimensioni più varie, sino ad arrivare alle croci della passione. Sono croci che si trovano in alcuni punti simbolici del paese, come le porte di accesso, che hanno i simboli della passione: la lancia con la spugna, la corona di spine, la tunica, i dadi, il gallo. Nei paesi i simboli della passione diventano strumenti di protezione dalle calamità. Dopo la benedizione, le palme vengono riportate nelle case, oppure vengono messe in campagna, infilate tra i campi in mezzo al grano oppure tra i vitigni. Le palme benedette servono appunto a benedire i raccolti e ad allontanare grandine, tempeste e tutto quello che potrebbe danneggiare il futuro raccolto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Pasqua-abruzzo4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Mercoledì Santo iniziano i canti nelle zone rurali: gruppi di cantori devoti, muniti di fisarmonica, girano nelle case contrada per contrada per cantare la passione di Gesù e il pianto della Madonna. Più spesso, per far assistere un maggior numero di persone, si eseguono nelle scuole o nelle sale delle parrocchie, ma così viene a perdersi quel bussare casa per casa. E in cambio, come per Sant’Antonio, i cantori ricevono delle uova e salsicce; ora anche soldi, ma il denaro non ha quel simbolismo particolare di rigenerazione che ha l’uovo; ed era bello vedere questi cantori andare in giro con il cestino pieno di uova. Alla sera del Mercoledì Santo il borgo intero di Gessopalena si trasforma in un magnifico palcoscenico, grazie alla presenza della Maiella e della roccia lucente del gesso, ad ospitare la sacra rappresentazione della passione di Cristo con i quadri viventi: tantissimi figuranti che riievocano gli episodi principali della vita di Gesù.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Pasqua-abruzzo2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Giovedì e il Venerdì Santo sono le due giornate dedicate alle processioni più caratteristiche e plateali d’Abruzzo. Già nel Medioevo durante la Settimana Santa avvenivano sacre rappresentazioni delle varie scene della Passione, dove attori in carne e ossa interpretavano i vari personaggi; man mano a questi si sostituirono le statue. A Lanciano il giovedì sera domina la figura senza volto e senza nome del Cireneo che, scalzo e carico della pesante croce di legno, guida la processione degli Incappucciati. Giovedì è anche il giorno dell’Ultima Cena e dell’allestimento dei sepolcri. Molto particolari sono le composizioni tradizionali per i sepolcri: sono fatte con i germogli dei semi di grano, di lenticchie o anche di altri cereali, fatti nascere immersi in una ciotola nel cotone umido e coltivati al buio, in modo da ottenere dei colori quasi irreali, bianco o verde acqua. Si tratta anche in questo caso del linguaggio della natura, a indicare il passaggio dalle tenebre della morte di Gesù alla sua resurrezione. Tradizionalmente si dice di andare a far visita ai sepolcri, ossia agli altari della reposizione addobbati: in realtà il Giovedì Santo Gesù è ancora vivo, ma il riferimento è a quanto avverrà nelle prossime ore, nella liturgia del Venerdì.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Pasqua-abruzzo6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Moltissime sono le processioni del Venerdì Santo in tutto l’Abruzzo: in ogni città i simulacri vengono portati a spalla dalle Confraternite che da secoli organizzano i riti. A Teramo, nelle prime ore della mattina ha luogo la processione della Desolata, perché ricorda il dolore della Madonna per la morte del Figlio: in una città buia e silenziosa, la statua della Vergine viene portata a spalla al canto delle melodie struggenti dei pianti della Madonna, che per le vie della città vaga desolata alla ricerca del Figlio. L’uscita della statua della Madonna, vestita con il nero del lutto, è sempre il momento più commovente: è una madre, una donna sofferente che cerca il figlio; la sensibilità popolare si identifica più facilmente con questa donna lacerata dal dolore che con Gesù. Il Venerdì a Sulmona la seconda processione, quella della sera, assume i tratti di un funerale, caratterizzata dal suggestivo struscio, il passo che i confratelli tengono durante il percorso. Si tratta di passi lenti e cadenzati, a imitare una persona che procede in catene o in un incedere penitenziale; così il fiume dei sai di color porpora sembra quasi ondeggiare insieme alle statue del Cristo morto e dell’Addolorata. Il tutto scandito dalle note meste e struggenti del Miserere. Un’altra processione eccezionale è quella di Chieti, tra le più imponenti ed antiche in Italia, essendo già attestata tra Duecento e Trecento. L’orchestra e il coro eseguono il Miserere composto da Saverio Selecchy, nel XVIII secolo maestro di cappella della Cattedrale di San Giustino e le cui note risuonano in molte processioni del Venerdì Santo in Abruzzo. Anche a L’Aquila, con ancora i segni tangibili del terremoto, la città si ritrova per la partecipatissima processione del Cristo Morto. Dal 1954 il Venerdì Santo la solenne processione parte dalla Basilica di San Bernardino: da qui escono i simulacri di Remo Brindisi, che simboleggiano la Passione di Cristo; poi il corteo si snoda lungo le vie del centro, rischiarato alla fioca luce dei ceri portati dai partecipanti, in un silenzio rotto solo dai cori che intonano il Miserere. Da allora si è tenuta tutti gli anni, tranne che nel 2009: il Venerdì Santo di quell’anno coincise con il giorno dei funerali delle vittime del terribile terremoto, che aveva colpito la città nella notte fra la Domenica delle Palme ed il Lunedì Santo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Pasqua-abruzzo7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Sabato Santo è giorno di silenzio e di preparazione alla Pasqua, ma a Barrea è ormai tradizione dal 1987 rappresentare la Passione Vivente sullo splendido scenario del lago: vengono messi in scena gli ultimi momenti dell’esistenza terrena di Gesù, mentre le luci del tramonto tingono di rosso le acque del lago. Ogni edizione è diversa e rivisitata, perché si aggiungono sempre scene e costumi nuovi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Pasqua-abruzzo8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel giorno di Pasqua il rituale abruzzese più significativo è la Madonna che scappa di Sulmona. La Madonna viene chiamata tre volte dagli apostoli e solo alla terza volta decide di credere all’annuncio della resurrezione del Figlio; così la statua viene fatta uscire. Mentre incede verso la metà della piazza, l’atmosfera è surreale: un silenzio di tomba tiene tutti col fiato sospeso. Appena la Vergine scorge il Figlio in lontananza, i portantini sfilano una corsa, ma guai se la madonna cade! Ci sarà da aspettarsi qualche sventura. L’anno scorso la Madonna ha vacillato, ma è intervenuto immediatamente un altro portantino, scavalcando quello che era a terra, e la statua non è caduta. Mentra la Madonna “scappa”, un portantino fa scivolare il mantello nero, si alzano in volo le colombe, le cade il fazzoletto del lutto e spunta una rosa rossa. È la Madre che ritrova suo Figlio, è la Madonna che resuscita dal nero al verde, è il momento in cui si sente un solo respiro corale da tutta la piazza. E poi è tutto un battito di mani, di spari e mortaretti. Sono sei i paesi che hanno un rito simile: oltre Sulmona, anche Spoltore, Lanciano, Introdacqua, Pratola Peligna e Corropoli.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 05:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Basiliche Papali  - San Giovanni in Laterano, Roma]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BA"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Papale arcibasilica maggiore cattedrale arcipretale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, meglio nota come Basilica di San Giovanni in Laterano è, per definizione, la “madre di tutte le chiese del mondo”, e rappresenta l’ideale trait d’union tra epoca pagana ed epoca cristiana. Nata, infatti, come edificio per riunioni pubbliche e per l’amministrazione della giustizia, con la diffusione del nuovo credo si trasforma in maestosa struttura ecclesiastica, adatta ad accogliere un gran numero di fedeli. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Basilica, che sorge nelle vicinanze del monte Celio, è stata edificata sullo stesso luogo della basilica eretta da Costantino, intorno al 314, su terreni già di proprietà della nobile famiglia dei Laterani, dalla quale prende nome tutta l’area. Nei suoi Annali, Tacito racconta che le case e i terreni di proprietà dei Laterani furono loro confiscati da &nbsp;dall’Imperatore Nerone dopo la congiura dei “Pisoni”: il console Plauzio Laterano cospirò, fallendo, contro l’imperatore Nerone che lo condannò a morte e lo privò di beni e terreni, in favore dell’Erario Imperiale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’imperatore Settimio Severo utilizzò una parte di quei &nbsp;terreni per l’edificazione di un grande complesso militare chiamato Castra nova equitum singularium, ovvero Nuova Caserma delle guardie scelte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 312, l’imperatore Costantino sconfisse Massenzio nella Battaglia di Ponte Milvio (312), grazie a un sogno fatto la notte prima dello scontro: un angelo portava una croce su cui era vergato il famoso detto In hoc signo vinces - sotto questo segno vincerai. L’imperatore fece dipingere sugli scudi dei propri soldati proprio quella frase. Nel 313, quindi, Costantino riconobbe al Cristianesimo libertà di culto, preoccupandosi di offrire alla chiesa nascente un luogo adatto per svolgere pienamente il proprio ministero spirituale e donando a Papa Melchiade i terreni per edificare una domus ecclesia. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La Basilica venne consacrata nel 324 (o 318) da Papa Silvestro I che la dedicò al Santissimo Salvatore. Nel IX secolo, papa Sergio III la dedicò anche a San Giovanni Battista, e nel XII secolo, papa Lucio II aggiunse anche San Giovanni Evangelista.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ripetutamente danneggiata e restaurata, la basilica fu protagonista di alterne vicende che ne hanno segnato la storia fino ai nostri giorni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 455, i vandali di Genserico depredarono la Chiesa di tutti i suoi tesori. All’inizio del IX secolo, Leone III ricostruì i soffitti della basilica e decorò le finestre dell’abside con vetrate policrome. Alla fine del XIII secolo, Bonifacio VIII fece edificare una nuova loggia delle benedizioni, decorata con &nbsp;affreschi di Giotto e Cimabue, oggi andati perduti. Nel 1378, con l’elezione di Gregorio XI e il ritorno del papato a Roma dopo la parentesi avignonese, il Laterano, in pessime condizioni, venne abbandonato per il Vaticano. Per il Giubileo del 1600 Clemente VIII rinnovò il transetto e l’altare del Santissimo Sacramento su progetto di Giacomo Della Porta. Tra il 1426 e il 1431, Papa Martino V provvide a un rifacimento del pavimento e delle pitture che commissionò a Gentile da Fabriano e a Pisanello. Tra il 1431 e il 1447, papa Eugenio IV fece apportare importanti modifiche architettoniche e strutturali su cui Borromini si poggiò, nel 1650, per ricostruire completamente la navata centrale e quelle laterali. Nel 1660, papa Alessandro VII fece trasferire dalla Chiesa di Sant’Adriano al Foro Romano i battenti di bronzo dell’antica Curia romana che oggi costituiscono il grande portone centrale della Basilica. Nel XVIII secolo, venne finalmente completata la facciata della Basilica con il nuovo prospetto di Alessandro Galilei e vennero collocate nei nicchioni di Borromini le statue dei 12 Apostoli. Nel XX secolo, durante il restauro dello splendido pavimento cosmatesco, furono rinvenuti i resti dell’antica caserma degli equites singulares.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In occasione del grande Giubileo del 2000, venne inaugurata la nuova Porta Santa, opera dello scultore Floriano Bodini (1933-2005).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un legame forte tra San Giovanni in Laterano e </span><span class="fs14lh1-5 ff1">la cosiddetta </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>Donazione di Costantino </i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Costruita sulle grandi proprietà fondiarie dei Laterani, pervenne attraverso la seconda moglie Fausta a Costantino. L’imperatore ne fece dono a Milziade, vescovo di Roma, in segno di gratitudine, subito dopo la vittoria su Massenzio al Ponte Milvio, quando ebbe la visione della Croce, e l’editto di Milano del 313 che sanciva la libertà di culto dei cristiani. La domus ecclesia divenne sede papale. Nel 324 fu consacrata e dedicata al Santissimo Redentore. Soltanto nel IX secolo la dedica fu estesa a san Giovanni Battista e nel XII secolo anche a san Giovanni Evangelista.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/iscriziolaterano1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Lorenzo Valla è noto per aver dimostrato che la cosiddetta Donazione di Costantino non era un documento di età imperiale, bensì un testo altomedioevale. Valla non era assolutamente un umanista anti-clericale, tanto è vero che morì proprio a San Giovanni in Laterano, come canonico della basilica, reso tale dal papa: oggi la sua lapide sepolcrale è stata ricollocata nella cappella del Crocifisso nel transetto destro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Appare evidente che la Donazione di Costantino non è un falso costruito per giustificare un potere temporale estorto con la frode o la violenza, bensì è un a leggenda che abbellisce, alla metà dell’VIII secolo, il dato di fatto del potere civile che il vescovo di Roma aveva necessariamente assunto, poiché l’imperatore da Costantinopoli non aveva più le forze per venire in soccorso di Roma, perché assediato a più riprese da avari, arabi, e barbari.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando nel 751 cadde in mano ai Longobardi Ravenna, che era la città dove risiedeva il rappresentante del potere imperiale, Roma divenne di fatto una città indipendente dall’antico impero romano. Ma tale processo non ha né una data identificabile storicamente, né quella nuova entità territoriale un nome nuovo che la caratterizzi, poiché l’autorità temporale crebbe negli anni come una necessità storica che si impose nell’urbe. In Roma non ci fu più alcuno che potesse non solo difendere la città, ma ancor più essere punto di riferimento per la popolazione, ad eccezione del pontefice: la Donazione di Costantino trasforma in leggenda tale dato di fatto.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La stessa esigenza emerse nei terribili mesi dell’occupazione nazista di Roma, quando fu solo il pontefice a ritrovarsi a difendere la popolazione della città ed anzi l’intero paese. </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sede del Vescovo di Roma</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal IV fino al XIV secolo fu sede unica dei Papi, eccetto il periodo avignonese, dal 1309 al 1377. La Papale arcibasilica maggiore cattedrale arcipretale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, questo il suo nome completo, è oggi la cattedrale della diocesi di Roma, la sede del vescovo di Roma Papa Francesco, retta dal suo vicario generale, il cardinale Angelo de Donatis.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le fasi edilizie</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La pianta attuale ricalca quella costantiniana ed è divisa in cinque navate. Fu sempre, attraverso il tempo, impreziosita da opere d’arte di grande valore, anche grazie alle donazioni molto ben testimoniate dalle fonti, come il Liber Pontificalis. Nel tempo ha subito distruzioni e saccheggi. Nel 1300, con Bonifacio VIII, furono intrapresi nuovi lavori in occasione del primo giubileo della storia, forse anche con affreschi eseguiti da Giotto, e di nuovo Papa Innocenzo X ne commissionò un totale riassetto, per il Giubileo del 1650. Architetto incaricato fu il Borromini, che trovò soluzioni ardite e stupefacenti. La navata centrale fu caratterizzata dal gigantismo delle proporzioni, mentre nelle bianche navate laterali l’artista giocò con i rapporti tra fughe prospettiche, vuoti e pieni, lasciando penetrare la luce naturale esterna in un modo caldo e diffuso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Papa Clemente XII aggiunse la bianca e grandiosa facciata, coronata da quindici enormi statue, progettata da Alessandro Galilei, completata nel 1734. Dalla fine del 1702 nelle nicchie borrominiane dei pilastri a forma di tabernacolo presero posto &nbsp;le statue dei dodici apostoli, ispirate per la maggior parte a disegni del grande pittore Carlo Maratta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/iscriziolaterano.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">L'iscrizione </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput</i></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> (madre e capo di tutte le Chiese dell’Urbe e dell’Orbe) riassume in poche parole non soltanto la natura straordinaria dell’arcibasilica, ma ci induce anche a capire quanta storia, quanti nomi, quante fasi costruttive siano concentrate tutte qui, in uno dei luoghi più sacri del cristianesimo.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate7.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli ultimi grandi interventi si ebbero con Pio IX, nel XIX secolo, che restaurò il tabernacolo e la confessione, poi con Leone XIII, che tra gli anni 1876 e 1886 incaricò l’architetto Francesco Vespignani di abbattere l’abside e di ricostruirla più indietro, con esiti non molto felici. Nell’occasione, il mosaico di Jacopo Torriti, un capolavoro del Duecento, fu smontato e rimontato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel XX secolo, con &nbsp;Pio XI, furono restaurati i pavimenti cosmateschi e in seguito a questi lavori, attraverso indagini archeologiche, furono rintracciate le strutture dell’antica caserma degli equites singulares.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il 27 luglio 1993 anche questa basilica fu ferita dall’attentato che danneggiò San Giorgio al Velabro e altre zone di Roma.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiolate8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se vi trovate qui, meritano senz’altro una visita il museo, che raccoglie preziosi arredi liturgici, e il chiostro, capolavoro dell’arte cosmatesca di Pietro Vassalletto, membro della celebre famiglia di marmorari romani autori anche di quello della Basilica di San Paolo fuori le mura. Qui si conservano elementi architettonici, sculture e ornati dell’antica basilica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Basilica</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/pm9CXMA4xRU">https://youtu.be/pm9CXMA4xRU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alla scoperta dei Borghi dell'Umbria - CITTA' DELLA PIEVE - Perugia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B9"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Città della Pieve è un suggestivo Borgo medievale, adagiata su una collina a forma di altopiano tra i fiumi Nestore e Chiani, Città della Pieve domina la Valdichiana ed il Lago Trasimeno. Località di confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, Città della Pieve ha saputo sfruttare a suo vantaggio questa posizione strategica. C’è chi vede nella sua pianta urbana, già definita nella seconda metà del Duecento, la forma di aquila in volo verso Roma, in omaggio all’imperatore Federico II di Svevia, sotto la cui protezione la città sfidò le nemiche guelfe Orvieto e Perugia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieve1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La conformazione del suo centro storico riflette anche una lotta di classe: le strade larghe e curve erano appannaggio della classe dei cavalieri, che potevano permettersi di lottare a cavallo, mentre i vicoli sono da ricondurre a quella dei pedoni, che si difendevano a piedi con archi e balestre. Nelle strade curve i cavalieri potevano sfuggire ai tiri dei pedoni, mentre questi ultimi si rifugiavano tra i vicoli stretti dove i cavalli non riuscivano a entrare. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/baciadonne.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Città della Pieve si trova uno dei vicoli più stretti d’Italia, denominato Baciadonne. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il “Vicolo Baciadonne” è considerato il più stretto d’Italia la sua larghezza varia da 50 a 60 cm. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">è poco più di un pertugio tra due palazzi. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i vicoli si aprono grandi piazze sulle quali si affacciano alcuni maestosi palazzi, il maggiore dei quali è il Palazzo della Corgna, di fronte alla Cattedrale, fatto costruire da Ascanio della Corgna quando fu nominato dallo zio Papa Giulio III Governatore Perpetuo della città. Simbolo del potere papale sulla città, oggi è uno dei monumenti di maggior interesse da visitare a Città della Pieve, insieme alla Rocca fatta innalzare dai perugini nel 1326 per meglio controllare questo centro dall’anima ribelle.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieve3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Protetti dalla torre civica e circondate dalle rosse mura erette all’inizio del XII secolo per proteggersi dai nemici, sorgono numerosi edifici civili e religiosi. Il più antico è certamente la Rocca: un bellissimo esempio di architettura medievale voluta dalla città di Perugia alla metà del ‘300 quando conquistò Città della Pieve.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questa aveva la funzione di fortilizio per difendere la guarnigione perugina lì insediata e per poter osservare da vicino la città sottomessa. Inoltre, le 5 torri di avvistamento, di cui oggi se no conservano solo 2, permettevano di comunicare con Perugia tramite specchi e fuochi in caso di emergenza. Sulla facciata della Rocca è possibile bere dalla fontana comunale che riporta la celebre frase sibillina Sic Vos, non Vobis.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-13" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieve5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel periodo etrusco-romano, l’attuale territorio di Città della Pieve apparteneva a Chiusi, ed è nel settimo secolo che si costituiva il primo centro urbano, costruito attorno alla chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell’XI secolo si forma Castel della Pieve, un villaggio intorno alla chiesa parrocchiale, installata all’interno di un muro. &nbsp;Nel XII secolo il borgo assume il piano urbano rimasto intatto fino ad oggi. La struttura urbana esprime l’antica rivalità della classe di cavalieri e della classe contadina, la prima caratterizzata da una struttura urbana da ampie strade, la seconda rappresentata da strade più strette e frammentate. Nello scontro tra le due classi, infatti, i cavalieri potevano sfuggire a cavallo grazie alla &nbsp;curvatura della strada, mentre i contadini si difendevano grazie alla struttura dei vicoli stretti, impenetrabili a cavallo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1250 Castel della Pieve ritorna nel dominio di Perugia fino al 1600 quando divenne un importante centro amministrativo e religioso parte dello Stato Pontificio. Rimase sotto il dominio della Chiesa fino al 1860.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieve2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella seconda metà del Settecento, Città della Pieve divenne il centro nevralgico dei lavori per la bonifica definitiva della Valdichiana, in virtù di un accordo, il cosiddetto Concordato idraulico, tra Papa Pio VI e Pietro Leopoldo I di Toscana. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Fu l’avvio di una della maggiori opere pubbliche del tempo e per la città iniziò un periodo di grande fermento e vitalità grazie non solo all’arrivo di maestranze e capitali, ma soprattutto all’apporto di idee e stili da Roma e Firenze. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Città della Pieve si arricchì di nuovi palazzi (Baglioni) e di un teatro (l’Accademia degli Avvaloranti), che bene si inseriscono nel tessuto urbano medievale.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-12" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieve4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La struttura urbana di Città della Pieve si basa sulla forma di aquila, simbolo dell’imperatore. Tre sono i quartieri che identificano le parti di aquila e che rappresentano tre classi sociali: la testa dell’aquila corrisponde al Terziere Castello, i cavalieri; la pancia corrisponde al Terziere Borgo Dentro, che rappresenta la borghesia e infine la coda d’ala, che corrisponde a Terziere Casalino, la classe contadina. Il centro storico è caratterizzato da numerosi vicoli tra cui Via Vannucci, </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-14" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieve6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Città della Pieve è poco più di un piccolo borgo medioevale. Eppure, nonostante le sue dimensioni ridotte le cose da fare non mancano mai. Qui di seguito puoi trovare alcuni consigli sui percorsi che puoi svolgere durante la tua vacanza:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Percorso dei Vicoli:</b> Percorrendo questo itinerario potrete trovare ben 19 luoghi dove è possibile apprezzare suggestivi scorci o punti pittoreschi della città. Comincia l’esplorazione della città perdendoti nei vicoli e girando un po’ a caso, per poi soffermarti sulle indicazioni di questo percorso e scoprire alcuni angoli che forse ti sono sfuggiti!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Percorso del Paesaggio:</b> questo itinerario valorizza un’altra peculiarità di Città della Pieve, ovvero la sua posizione, con a sud il monte Cimino, a sud-est il monte Peglia e i monti Sibillini, a est il Montarale, la valle del Nestore e il monte Subasio, a nord i colli sul Trasimeno e a ovest il monte Cetona e il monte Amiata. Sono ben 8 i belvedere che potrete cercare e da cui potrete ammirare il paesaggio circostante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Romatic Tour:</b> Questo itinerario ,dedicato specialmente alle coppie, si focalizza sul borgo storico cittadino: scoprine i vicoli, gli angoli più particolari, la fitta rete di strade e vie che si snodano nel centro, tra scorci romantici e vedute mozzafiato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Zafferano:</b> ebbene si, uno dei prodotti tipici di questa cittadina è lo zafferano. Prepara il tuo palato ad essere deliziato da numerosi piatti a base di questo preziosissima polvere rossa che dona un colore giallastro alle pietanza e scoprine tutti i segreti!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tanti sono gli stili architettonici riconoscibili nel centro storico di Città della Pieve che comunque mantiene la struttura urbana medievale caratterizzata da rinascimentale architettonico, barocco, rococò e neoclassico.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b><br></b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b>Cosa vedere a Città della Pieve:</b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b><br></b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La Chiesa e Oratorio di Santa Maria dei Bianchi</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpieveoratorio.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Già oratorio dei Disciplinati, questa chiesa conserva uno dei maggiori capolavori di Pietro Vannucci detto “il Perugino”, l’affresco raffigurante “L’adorazione dei Magi”. La chiesa è parte del Circuito Museale aperto cittadino, di cui fanno parte anche la cattedrale, il palazzo della Corgna, il Museo Civico Diocesano di Santa Maria dei Servi, la chiesa di San Pietro e l’oratorio di San Bartolomeo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/cattedralepiececitta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Costruita nell’VIII secolo d.C., la cattedrale venne ricostruita in stile gotico nel XIII secolo ma subì continue e numerose trasformazioni, fino a diventare prima Collegiata e infine Cattedrale nel 1600. La facciata presenta due materiali costruttivi, la pietra arenaria e il laterizio, che indicano diverse fasi d’intervento. L’interno è costituito da un’unica navata a croce latina in cui sono custodite numerose opere attribuite a grandi artisti quali Ubertis, Tedesco, Alfani, Savieni e lo stesso Perugino. Nel 1738 venne accostato alla chiesa un elegante campanile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Palazzo della Corgna</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpievecorgna.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E’ la più importante tra le dimore signorili di Città della Pieve e deve la sua edificazione alla volontà di Ascanio della Corgna di dare lustro al Governatorato. Edificato al centro del paese, di fronte alla Cattedrale, l’edificio rispecchia le fortune politiche ed economiche legate alla famiglia. I lavori di costruzione del palazzo iniziarono intorno agli anni cinquanta – sessanta del XVI secolo diretti dallarchitetto perugino Galeazzo Alessi. All’interno del palazzo ha sede la biblioteca comunale Francesco Melosio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Il Museo Civico Diocesano</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpievecivico.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il museo civico-diocesano di Città della Pieve è ospitato nell’ex chiesa di Santa Maria dei Servi, costruita nella seconda nel 1343 e rinnovata in stile barocco tra XVII e XVIII secolo. L’edificio conserva la frammentaria Deposizione della croce realizzata dal Perugino nel 1517 e dipinti del XVI e XVIII secolo che ornano gli altari barocchi delle cappelle laterali. In un vano sottostante, a crociera gotica, sono ospitate tele di proprietà ecclesiastica che documentano la pittura a Città della Pieve tra il XVI e il XVII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Chiesa di San Pietro</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpievepietro.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La chiesa di San Pietro, risalente al XIII secolo, è posta sul limite delle mura e in relazione all’antica Porta del Castello. Al suo interno conserva un affresco del 1508 realizzato dal Perugino, riportato su tela dopo un terremoto, raffigurante Sant’Antonio abate e i Santi Marcello e Paolo. L’oratorio di San Bartolomeo contiene un affresco raffigurante La Crocifissione, ma popolarmente noto come Il Pianto degli Angeli, dipinto dal senese Jacopo di Mino del Pellicciaio, uno tra i più importanti divulgatori dei modi figurativi di Ambrogio Lorenzetti e di Simone Martini. Di particolare eleganza la stilizzazione delle figure degli angeli, alla maniera del gotico senese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Palazzo Bandini</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpievevandi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altro grande edificio della città questo grande complesso in laterizio del XIV secolo, rinnovato nel 1531 (finestre del primo piano) e nel 1560 (portale principale). Nel Palazzo della Fargna, di misurato stile barocco del XVIII sec., ha sede il comune. Al suo interno sono visibili pregevoli stucchi nelle sale del piano nobile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Torre del Vescovo e cinta muraria &nbsp;</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/cittpievevescovoi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Delle antiche mura del XIII secolo rimangono oggi solo poche tracce tra Porta Romana e la Rocca e tra Porta Fiorentina e la Torre del Vescovo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il torrione è successivo alla cinta muraria, che è della metà del 1200; risale, infatti, al 1326, quando Perugia decise di costruire la Rocca e di rinforzare le difese nelle mura. L’arco, ogivale, è dunque inerente al 1300 e non al secolo precedente. All’interno c’erano dei piani in legno, dove si poggiavano le macchine belliche. Il vicolo, che conduce alla Torre, si chiama Via del Barbacane: è questo un termine militare, che sta ad indicare la scarpata posta obliquamente verso l’esterno, nella parte inferiore delle mura, allo scopo di impedire ai nemici di scalarle.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><div><br></div><div> </div><div><br></div><div> </div><div><br></div><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/Yed__SyONXo">https://youtu.be/Yed__SyONXo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 06:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Rinascimento da Visitare - CORRIDOIO VASARIANO - Firenze]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B8"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Corridoio Vasariano è un percorso sopraelevato che, a Firenze, collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti passando per gli Uffizi e sopra il Ponte Vecchio. La passeggiata aerea che unisce gli Uffizi a Palazzo Pitti è un percorso emozionante, che conduce alla scoperta della città da punti di vista sorprendenti e inattesi. Realizzato da Giorgio Vasari per Cosimo I de’ Medici, il Corridoio corre per circa un chilometro sopra la città e il fiume, entra nei palazzi, accerchia la Torre de' Mannelli, si affaccia nella Chiesa di Santa Felicita e approda a Pitti e a Boboli. Dal 21 Dicembre 2024 è nuovamente visitabile dal pubblico il nuovo allestimento del Corridoio Vasariano permette a tutti di percorrere questa strepitosa passeggiata affacciata sul cuore di Firenze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/vasarianocorr1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Progettato da Giorgio Vasari per consentire ai Granduchi di muoversi in sicurezza dalla loro residenza privata di Palazzo Pitti alla sede del governo in Palazzo Vecchio, questa straordinaria via aerea fu realizzata per iniziativa del Duca Cosimo I de’ Medici nel 1565 in occasione del matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d'Austria. Grazie alla stupefacente organizzazione del cantiere, i lavori per la sua costruzione durarono appena cinque mesi: un percorso di 760 metri dal corridoio di Ponente degli Uffizi, dove inizia, fino all’uscita accanto alla Grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli, dove termina. In questo tratto il Corridoio sorpassa le vie, costeggia l’Arno e lo attraversa, entra nei palazzi, accerchia la Torre de' Mannelli, si affaccia nella Chiesa di Santa Felicita, in un susseguirsi di affacci sulla città che permetteva agli sguardi dei Duchi di catturarne la bellezza e di esercitarne il controllo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/mappavasariano.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il passaggio dall'inizio in palazzo Vecchio alla fine in palazzo Pitti misura circa 760 metri. La matrice tipologica dell'opera è di derivazione romana ed è da mettere in relazione con i ripetuti soggiorni di Vasari a Roma: l'altezza dei piloni e la serrata concatenazione delle arcate a tutto sesto (nel tratto del lungarno degli Archibusieri) trova in particolare riferimento agli acquedotti antichi, come pure lo trova l'assenza di ordini e la ricercata semplicità, peraltro propria di una architettura decisamente rivolta all'utile e al funzionale, oltre che confacente alla tradizione fiorentina. "A questa volontaria semplificazione linguistica corrisponde una obbligata povertà dei materiali: i risalti delle fasce orizzontali e verticali sono realizzati in comune laterizio, con le mezzane montate a piccoli aggetti progressivi: la pietra è riservata alle cornici delle finestre, tonde come oculi verso la città, rettangolari verso il fiume.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/vasarianocorr3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I materiali sono tutti di reimpiego o reperiti nella piana fiorentina, in un ridotto raggio dal capoluogo, dove vige il feudale sistema delle 'comandate', cioè prestazioni d'opera obbligate. I laterizi, mezzane rotte e arrotate, mezzane campigiane e pianelle, vengono dalle fornaci di Campi, Sesto e Lastra a Signa; i ciottoli, largamente usati nell'apparecchio murario che si innalza sulle botteghe del ponte Vecchio, sono estratti dall'Arno; la pietra serena delle finestre da Fiesole; le pietre e le colonne della loggia del Pesce, costruita lungo il fiume appena sei anni prima e demolita per far posto al Corridoio, sono reimpiegate nel nuovo edificio".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/vasarianocorr4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il corridoio ha origine negli appartamenti di Eleonora di Toledo, vicino alla cappella del Bronzino, al secondo piano di palazzo Vecchio; supera con un cavalcavia via della Ninna, passa sopra il tetto della chiesa di San Pier Scheraggio e si immette all'ultimo piano della galleria degli Uffizi; il passaggio prosegue internamente al museo, nelle gallerie che originariamente erano un loggiato aperto; giunto nel corridoio di ponente una scalinata scende fino al livello del cavalcavia sul lungarno degli Archibusieri. Corre quindi lungo l'Arno, sostenuto da un porticato ad archi sostenuto da robusti pilastri in muratura. Sul piano della strada le diverse campate del portico sono messe in comunicazione tra loro per mezzo di archetti, tanto da costituire una galleria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sulla cantonata che guarda al Ponte Vecchio c'è uno scudo con l'arme ducale medicea di Cosimo I col collare del Toson d'Oro, riproduzione moderna dell'originario distrutto dalle intemperie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/vasarianocorr6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il corridoio prosegue attraversando l'Arno sopra le botteghe del Ponte Vecchio, con al centro del ponte una serie di grandi finestre panoramiche sull'Arno in direzione del Ponte Santa Trinita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il corridoio poi scarta la torre dei Mannelli con un aggetto su beccatelli, scavalca con un arco via de' Bardi e passa sopra il loggiato della facciata di Santa Felicita e con un balcone, protetto dagli sguardi da una pesante cancellata, si affaccia direttamente dentro la chiesa, per far sì che i componenti della famiglia granducale potessero assistere alla messa senza scendere tra il popolo. Lungo via Guicciardini passa dietro ai palazzi e lungo l'orto dei Guicciardini, approda nel Giardino di Boboli presso la Grotta del Buontalenti ed infine entra in palazzo Pitti in corrispondenza dell'attuale rondò di Bacco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/vasarianocorr7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Seppure aperto solo a visite guidate di piccoli gruppi, il corridoio è stato visitabile fino al 2016, conservando la vasta collezione di autoritratti che nel suo genere è la più ricca al mondo. In quell'anno si è deciso di avviare un completo restauro del passaggio, nell'ottica di renderlo in futuro maggiormente fruibile. Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha deciso lo spostamento degli autoritratti nelle nuove sale del primo piano degli Uffizi, dove sono più facilmente controllabili dal personale di custodia, e destinare all'arredo del passaggio una parte delle collezioni di scultura ed epigrafia antica. Rimandata più volte la riapertura (anche per l'insorgere di nuove sfide, come il rinvenimento di ampie porzioni della pavimentazione originaria, e per contingenze generali , è visitabile al pubblico dal 21 dicembre 2024. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/vasarianocorr8.jpg"  title="" alt=""/><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1">Il progetto del nuovo allestimento adegua la struttura alle normative vigenti in materia di sicurezza, accessibilità e climatizzazione con un’attenzione speciale alle pratiche di risparmio energetico e al ripristino di strutture e spazi storici. Vengono valorizzate le 73 finestre da cui si può godere la vista del centro storico come faceva il Granduca Cosimo nella seconda metà del Cinquecento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><b>INFORMAZIONI PER I VISITATORI</b></span></div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">TITOLI DI ACCESSO</span></strong></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 ff2">Per accedere al Corridoio Vasariano è necessario essere in possesso di un titolo di accesso alle Gallerie delle Statue e delle Pitture.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 ff2">Le tipologie di biglietti singoli di seguito dettagliate, che includono il supplemento per l’accesso al Corridoio Vasariano, permettono <strong><span class="cf1">agli interessati di entrare 2 ore prima alla Galleria delle Statue e delle Pitture</span></strong> per consentirne la visita prima di accedere al Vasariano; non sarà infatti possibile rientrare agli Uffizi una volta iniziato il percorso nel Corridoio (il percorso si svolge in un unico senso dagli Uffizi a Palazzo Pitti):</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Galleria delle Statue e delle Pitture con supplemento Corridoio Vasariano: Intero € 43,00, ridotto € 2,00, gratuito;</span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Passepartout 5 days con supplemento Corridoio Vasariano: Intero € 56,00 fino al 31/12/2024; Intero € 58,00 dal 1/1/2025, gratuito.</span></div></li></ul></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 ff2">“Supplemento Corridoio Vasariano”: Per i possessori di Passepartout “Cumulativo” e “Family” e per coloro che siano già in possesso di un titolo di accesso alla Galleria delle Statue e delle Pitture sarà possibile accedere al Corridoio Vasariano prenotando il supplemento valido per un singolo accesso - nei limiti degli slot disponibili -; la prenotazione è obbligatoria, senza costi aggiuntivi:</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Intero € 20,00, gratuito</span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Solo per coloro che sono in possesso di un biglietto singolo di accesso a tariffa ridotta alla Galleria delle Statue e delle Pitture il supplemento sarà di € 2,00 (per i soli possessori di biglietto singolo).</span></div></li></ul></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 ff2"> </span></div><div style="text-align: start;"><strong><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">MODALITÀ DI ACQUISTO</span></strong></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 ff2">Per tutte le transazioni relative all’acquisto di biglietti che prevedono l’ingresso al Corridoio Vasariano:</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">non sarà possibile prenotare più di 5 biglietti contemporaneamente, anche per date diverse;</span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">la regola di cui al punto precedente è valida per tutte le tipologie di biglietti comprensivi del supplemento Vasariano, inclusi quelli relativi alle prenotazioni dei gruppi scolastici di cui al D.M. 507-1997 (art. 4, c. 3, lettera f);</span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">non sarà possibile acquistare con un’unica transazione biglietti per il Giardino di Boboli che prevedano l’ingresso al Giardino dopo la visita al Corridoio Vasariano qualora l’orario di uscita prevista dal Vasariano non sia antecedente di un’ora e trenta minuti all’orario di chiusura del Giardino.</span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">il supplemento al Corridoio Vasariano è acquistabile, nei limiti degli slot disponibili, da coloro che siano già in possesso di:</span></div><ul><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Passepartout annuale “Cumulativo” o “Family”;</span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff2">Biglietti singoli che consentono l’ingresso agli Uffizi: Galleria delle Statue e delle Pitture; Prima mattina; Passepartout 5 days;</span></div></li></ul></li></ul></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 ff2">Per i possessori di un biglietto singolo della Galleria delle Statue e delle Pitture:</span></div><div style="text-align: start;"><ul><li><div><span class="fs11lh1-5 ff2"><span class="cf2">La prenotazione del supplemento per l’ingresso al Corridoio Vasariano dovrà essere successiva di almeno 2 ore rispetto all’orario previsto per l’ingresso</span><span class="cf2"> </span><strong><span class="cf1">Galleria delle Statue e delle Pitture</span><span class="cf1"> </span></strong><span class="cf2">per consentire la visita dello stesso; diversamente i visitatori dovranno firmare una dichiarazione, disponibile all’ingresso del Museo, con la quale gli stessi daranno atto di essere consapevoli del tempo ridotto a disposizione per la visita della</span><span class="cf2"> </span><strong><span class="cf1">Galleria delle Statue e delle Pitture</span></strong><span class="cf2"> </span><span class="cf2">e di non poter rientrare al</span><span class="cf2"> </span><strong><span class="cf1">Galleria delle Statue e delle Pitture</span></strong><span class="cf2"> </span><span class="cf2">una volta finita la visita al Corridoio Vasariano, atteso che tutti i biglietti delle Gallerie degli Uffizi, ove non espressamente indicato, valgono per un solo accesso.</span></span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 ff2"><strong><span class="cf1">Non sarà possibile acquistare il “Supplemento Corridoio Vasariano” in uno slot orario antecedente a quello risultante nel biglietto posseduto per l’ingresso alla Galleria delle Statue e delle Pitture</span></strong><span class="cf2">.</span></span></div></li><li><div><span class="fs11lh1-5 ff2"><strong><span class="cf1">Prima di confermare l’acquisto, dovrà essere verificato che il “Supplemento Corridoio Vasariano” sia in uno slot orario successivo</span></strong><span class="cf2"> </span><span class="cf2">di almeno 30 minuti</span><span class="cf2"> </span><strong><span class="cf1">di quello risultante nel biglietto posseduto per l’ingresso alla Galleria delle Statue e delle Pitture</span><span class="cf1"> </span></strong><span class="cf2">(considerati i tempi tecnici per raggiungere la sala</span></span></div></li></ul></div></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video del Corridoio Vasariano</span></div></div><a href="https://youtu.be/VEiHNB72ma0">https://youtu.be/VEiHNB72ma0</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 06:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medioevali da Visitare - GUALTIERI, Reggio Emilia]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B7"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono paesaggi d’acqua e di terra, quelli che circondano Gualtieri, una delle piccole capitali padane, disegnata come una minuscola corte ben attrezzata dai marchesi Bentivoglio, signori delle acque e delle bonifiche. Il largo respiro monumentale del palazzo nobiliare nella bellissima piazza quasi perfettamente quadrata, poco oltre la quale respira il Po, dà il segno di un raffinato gioco prospettico e di un’ambizione teatrale. I progettisti, esperti d’arte teatrale a Ferrara, hanno voluto coinvolgere lo spettatore in una messinscena simbolica e spettacolare del potere. Oggi noi li ringraziamo per le atmosfere dechirichiane evocate dall’ombra lunga dei portici, sotto le cui arcate ci ripariamo dalla calura estiva. E dalle nebbie invernali, nei boschi a ridosso delle golene del Po, esce il fantasma di Ligabue, che qui viveva selvaggio con i leopardi della sua immaginazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/gualt1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Centro della pianura padana a ridosso del fiume Po, nacque all'epoca delle Signorie. Le date storiche fondamentali sono il 1479, anno in cui la località entra definitivamente in possesso della famiglia Este da Ferrara e il 24 luglio 1567, quando Alfonso D’Este conferì l’investitura al fedele Cornelio Bentivoglio, luogotenente generale dello Stato Ferrarese. Grazie ai Bentivoglio, iniziò quella grandios</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Posta a 25 km da Reggio (raggiungibile lungo la strada statale 63), a ridosso dell'argine del Po che segna il confine con la Lombardia, Gualtieri è una cittadina di origine medievale che ha subito più volte nei secoli la piaga delle alluvioni (l'ultima, catastrofica, nel 1951, dove l'acqua raggiunse le chiavi di volta delle arcate di Piazza Bentivoglio a metri 3,80 di altezza).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il paese ha conservato il notevole spazio rinascimentale di Piazza Bentivoglio, quadrato perfetto di 100 metri di lato, con portico su tre lati. Nelle vicinanze del paese, vicino all'argine del Po, si trova una oasi naturalistica, l'Isola degli Internati, che deve il suo nome ad una misura intrapresa dal Comune subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, quando tale lembo di territorio venne destinato al reinserimento lavorativo dei prigionieri di guerra e degli internati nei campi di concentramento. Attualmente, in seguito a modifiche orografiche, tale territorio non rappresenta più una isola.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/gualt2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Narrano gli storici che il nome “Gualtieri” &nbsp;apparve per la prima volta durante la dominazione longobarda come “Castrum Vultureno” poi diventato “Castrum Walterii”, ovvero residenza del longobardo Gualtiero vissuto nel VII secolo. Ma è dalla seconda metà del 1400 che inizia la storia di Gualtieri per come la possiamo vedere ancora oggi; appartenuto alla famiglia Sforza infatti, nel 1476, il feudo passa &nbsp;sotto i dominii della famiglia d’Este di Ferrara, a cui apparterrà continuativamente fino al 1860.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dal 1560 al 1635 fu marchesato della ricca famiglia dei Bentivoglio, che realizzarono la “città nuova”, secondo schemi di un raffinato tardo manierismo e sotto uno stretto controllo delle leggi prospettiche, creando così una gigantesca scena teatrale al fine di magnificare il potere del Marchese. Nel 1635 Enzo Bentivoglio, su richiesta del duca Francesco I d’Este, permutò Gualtieri con Scandiano. Da allora fino all’Unità d’Italia, Gualtieri fu possesso diretto degli Este.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Gualtieri è tristemente noto anche per due grandi alluvioni che qui si sono succedute, una nel 1765, che in piazza superò 3,50 metri, mentre l’altra, del 1951, raggiunse 3,80 metri e di cui i monumenti della Piazza portano ancora memoria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/gualt3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Cosa vedere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Piazza Bentivoglio, cuore pulsante del piccolo borgo di pianura ed in cui si affacciano i monumenti principali della città: il Palazzo Bentivoglio, la Torre Civica, la Casa della Comunità e la Collegiata di Santa Maria della Neve. La piazza, un perfetto quadrato di 96 metri di lato, fu costruita con una ambiguità di fondo, doveva servire infatti sia come luogo pubblico per la comunità, sia come cortile d’onore del Palazzo Bentivoglio che qui si affaccia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/gualt4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A fondale orientale della piazza si erge poi Palazzo Bentivoglio (di cui oggi rimane solamente il fronte principale), che fu eretto da Ippolito Bentivoglio tra il 1594 ed il 1608 su progetto di Gian Battista Aleotti, detto l’Argenta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per tutti coloro che vogliono addentrarsi all’interno del Palazzo dei Bentivoglio segnaliamo: La Cappella Gentilizia, la Sala dell’Eneide, la Sala di Giove, la Sala di Icaro, il Salone dei Giganti e la Sala dei Falegnami che conservano ancora opere ed affreschi di estremo valore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il secondo luogo che consigliamo di vedere a Gualtieri è il suo particolare Teatro Sociale. Costruito all’interno dell’ala nord di Palazzo Bentivoglio, il “Teatro Principe” fu costruito nel 1775 in stile barocco e demolito e ricostruito tra il 1905 ed il 1912.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/gualt5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Situata al termine di un viale ortogonale sorge la bellissima Villa Torello – Malaspina – Guarienti, costruzione che porta i segni dell’architettura neo-classica. Qui consigliamo una visita al giardino, progettato secondo i canoni romantici, e che rappresenta ancora oggi uno degli esempi più interessanti di giardino pittoresco all’inglese nel reggiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una storia curiosa riguarda anche le opere di Bonifica che furono effettuate nelle campagna intorno il borgo di Gualtieri. Il primo progetto di Bonifica dell’Area fu presentato infatti dalla famiglia Gonzaga, ma attuato da Cornelio Bentivoglio, il quale riuscì a coinvolgere nelle opere tutte le casate confinanti e con il fine di regolare la precaria situazione idrica delle zone paludose circostanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tali lavori furono la causa dell’investitura a Marchese di Gualtieri di Cornelio Bentivoglio, che collaudò di persona le opere di bonifica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi le opere ed i Paesaggi della Bonifica di Gualtieri possono essere visitati comodamente in bicicletta attraverso i vari itinerari ciclabili che si snodano lungo la provincia del piccolo borgo e dei paesi confinanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Cosa fare</b></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Pesca e canoa sul fiume Po, passeggiate a piedi nell’area protetta del bosco del Caldarèn e in bici sulle piste ciclabili della zona golenale. La ciclopedonale Po-fiume d’Europa collega i sei comuni della fascia costiera del Po.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Cascine, poderi, pioppeti, fossi, ponti, canali, argini, strade, disegnano un paesaggio in cui è protagonista l’acqua: Gualtieri si trova a ridosso della riva destra del Po e della sponda sinistra del torrente Crostolo. Basta percorrere il viale Po, dall’argine maestro al fiume, per cogliere il fascino di un ambiente costruito bonificando i terreni che ristagnavano d’acqua. Intorno a questa strada c’è la golena, cioè la zona di esondazione nella quale si smorzano le acque di piena. Con i suoi pioppeti e i boschi di salice bianco, le vecchie cave di sabbia, le lanche e le grandi pozze d’acqua dei bugni, la golena è un ambiente affascinante. Nella parte alta conserva terreni coltivati a vite e prati. Dietro l’argine maestro, che si alza quasi alle spalle di piazza Bentivoglio, tra due strade aperte nel Cinquecento è stata creata un’area protetta, il Caldarèn, dove tra i recessi ombrosi e i chiaroscuri resistono la flora e la fauna (carpe, tinche, cavedani, uccelli acquatici) della pianura.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Primavera: Il territorio pianeggiante e le fioriture primaverili sono il contesto ideale per un giro in bicicletta lungo gli itinerari della bonifica del Po.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Estate: Visitare i musei dedicati al pittore Antonio Ligabue: la Fondazione Museo Antonio Ligabue, che contiene gran parte della produzione artistica e la Casa-Museo Antonio Ligabue, situata appunto in una della case appartenute al pittore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Autunno: La tradizionale Sagra di Ottobre offre a tutti i visitatori un assaggio dei prodotti tipici locali, un evento per gli amanti del cibo, del buon vino e del Parmigiano Reggiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Inverno: Gualtieri è un classico esempio di piccola capitale padana del Rinascimento. Il percorso invernale che vi suggeriamo è quindi una visita ai palazzi e piazze storiche, un itinerario interno ai grandi saloni e degli ambienti dei Marchesi Bentivoglio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Enogastronomia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella pianura reggiana le bontà della tradizione gastronomica sono tante e tutte di grande prestigio: piatti a base di pesce di fiume, la tradizionale lavorazione del maiale o dalla zucca che qui si coltiva; ci sono poi l’aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, il Lambrusco ed il Parmigiano Reggiano, il “Re dei formaggi”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/gualtenogas.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Se volete invece un consiglio su una specialità un po’ più particolare vi consigliamo “il gnocco fritto”, autentica prelibatezza di queste zone che può essere gustato con salumi e formaggi locali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Personaggi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Antonio Ligabue, tra le figure più importanti della pittura italiana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Umberto Tirelli, stilista e proprietario dell’omonima sartoria, famosa per aver confezionato abiti per i più grandi successi cinematografici nazionali ed internazionali.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video del Borgo</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/HPIyG6Z0GvY">https://youtu.be/HPIyG6Z0GvY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 06:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città d'arte da Visitare - GENOVA]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B6"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Genova è meravigliosa, e rappresenta un fulcro del turismo e una delle città simbolo del nord Italia. Dietro ogni angolo di strada, in mezzo ad ogni vicoletto, ti basta alzare gli occhi al cielo per notare facciate di palazzi sontuosi invisibili all’occhio distratto e, se hai la giusta curiosità, troverai ovunque cose che attireranno la tua attenzione e ti lasceranno a bocca aperta. Genova da vedere, Genova da scoprire, Genova da vivere. Da solo, in famiglia o in dolce compagnia tra mare, parchi e colline ecco alcune pillole per stuzzicare la tua passione per la città Superba.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una città per tutte le stagioni. Uguale eppure diversa in ogni giorno dell’anno. E che in ogni stagione &nbsp;si esprime al meglio in una palette di colori diversi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il verde della Primavera, per esempio. Impreziosito da tulle le sfumature di rosso e di rosa del suo roseto nei Parchi di Nervi e della fioritura delle camelie del Parco di villa Pallavicini. &nbsp;E’ senza &nbsp;dubbio la stagione privilegiata per l’outdoor e per godere in tutte le sfumature delle attività en plein air &nbsp;che la Città offre. Come le escursioni che partono dal centro città e arrampicandosi sulle creuse - le caratteristiche stradine mattonate in salita .- conducono al Parco delle Mura, un balcone verde affacciato sulla città che ospita la possente cintura delle sue fortificazioni settecentesche. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nei secoli baluardo a protezione della città, i Forti Castellaccio, Sperone, Begato, Diamante &nbsp;&nbsp;sono oggi monumenti e punti panoramici raggiungibili in percorsi a piedi, running e in Mountain bike. Ma la &nbsp;dimensione outdoor si declina anche nelle gradazioni del blu del mare della &nbsp;passeggiata &nbsp;del nuovo Waterfront che consentirà di camminare, senza incontrare un solo attraversamento pedonale, &nbsp;lungo tutta la costa genovese dal Porto Antico al caratteristico borgo di pescatori di Boccadasse con le sue casette colorate aggrappate agli scogli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutte le gradazioni del blu del mare e dell’azzurro del cielo sono la cifra dell’Estate, quando Genova si offre anche nella sua veste di località di mare, che &nbsp;da sola la privilegerebbe &nbsp;come scelta di destinazione turistica. A una manciata di minuti dal centro, Genova è una collana &nbsp;di tesori preziosi e di angoli di bellezza. Oasi silenziose da raggiungere comodamente coi mezzi pubblici: il treno, il battello o, per chi preferisce, anche in bicicletta. &nbsp;Vernazzola e Boccadasse, incastonata tra le case color pastello e le barche a ridosso della piccola spiaggia, Nervi, incorniciata dalla passeggiata che si snoda lungo la scogliera, Quinto, Quarto, Pegli e Voltri. E durante la bella stagione è un piacevole break &nbsp;concedersi un tuffo o un bagno di sole approfittando delle spiagge libere attrezzate o degli stabilimenti balneari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una pausa rinfrescante dalle temperature dell’estate mediterranea è sempre a portata di mano nei boschi che ricoprono le sue colline, in un immediato retroterra che può essere esplorato anche con lo storico impianto a scartamento ridotto &nbsp;della &nbsp;Ferrovia Genova-Casella, che connette il Parco delle mura con il centro città. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I suoi vagoncini bianchi e rossi &nbsp;compongono un &nbsp;trenino colorato che sembra un giocattolo ma che è la ferrovia storica, ancora funzionante, meglio conservata d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Autunno. Le giornate si accorciano e sfumano nel grigio dei venti umidi di mare che portano pioggia. &nbsp;Ma è sempre un guscio caldo e colorato il centro storico, un labirinto di caruggi e piazzette dove perdersi e ritrovarsi, dove la luce del sole entra sempre di sbieco. E dove le tante botteghe storiche sono &nbsp;oasi di luce dove concedersi un caffè con biscotti e pasticcini o &nbsp;un semifreddo di panera. Entra nel vivo la stagione culturale della Città con le mostre e le conferenze di Palazzo Ducale e le esposizioni nel sistema dei Musei di Genova. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Che con le loro collezioni permanenti, &nbsp;a partire dai Musei di Strada Nuova ospitati negli storici Palazzi dei Rolli, incantano di splendore il visitatore fino all’orario di chiusura che giunge sempre troppo presto. Il Museo di Arte Orientale Chiossone e Il Museo delle Culture del Mondo di Castello d’Albertis sono fiori all’occhiello le cui ricche collezioni, uniche in Italia, &nbsp;si devono all’irrequietezza cosmopolita dei due genovesi viaggiatori cui sono intitolati. &nbsp;&nbsp;E tutto il resto è rosso. Quello delle foglie dei suoi parchi e quello dei tramonti che incendiano di rosso i tetti di ardesia della Città vecchia visti da Spianata Castelletto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guance arrossate dalla tramontana, l’allegria delle luci di tutti i colori dei mercatini di Natale che fa argine al buio delle giornate più corte dell’anno. Anche in inverno Genova è un valido antidoto agli svantaggi di una stagione che nell’immaginario comune sembra la meno adatta alle vacanze e al tempo libero passato fuori casa. La consueta offerta culturale &nbsp;ci accompagna anche i questi giorni corti, mentre l’atmosfera in città comincia, giorno dopo giorno, a cambiare e a farsi attesa delle Feste in &nbsp;cui ci si stringe a familiari e amici e che culmineranno negli eventi del Capodanno genovese, che ci traghetta &nbsp;nel tempo nuovo dell’anno al suo inizio. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/genovacop8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le giornate sono spesso spazzate da un vento che porta via tutte le nuvole e regala &nbsp;l’azzurro cristallino del cielo e del mare. &nbsp;E che riporta a sorpresa &nbsp;il clima mite del Mar ligure, concedendo ai più audaci il brivido di un tuffo fuori stagione, unendosi ai coraggiosi genovesi che praticano il cosiddetto cimento invernale. &nbsp;&nbsp;Scampoli di una bella stagione che qui non finisce veramente mai. E che &nbsp;comunque torna presto, anzi prestissimo. Fra un mese, una settimana, anzi, un giorno. Domani è già primavera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video di Genova</span></div></div><a href="https://youtu.be/AvwxJUBMwNw">https://youtu.be/AvwxJUBMwNw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 06:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Monasteri e Abbazie da visitare - ABBAZIA AGOSTINIANA DI NOVACELLA - Bolzano]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L’Abbazia dei Canonici Regolari di S. Agostino a Novacella fu fondata nel 1142 da Hartmann, vescovo di Bressanone. Nei secoli divenne uno dei centri spirituali più significativi del Tirolo storico. Il suo valore storico si riflette anche negli edifici di epoche diverse che la compongono. Spiccano vere e proprie perle architettoniche come il Castello dell’Angelo, che vedi all’ingresso del complesso conventuale, o la chiesa barocca. Visitando il museo e la biblioteca, puoi apprezzare dipinti tardomedievali su tavola e codici miniati, splendide testimonianze di arte amanuense. La biblioteca dell’Abbazia di Novacella è ritenuta una delle più considerevoli dell’area germanofona meridionale. Se osservi il mulino, le opere idrauliche e la cantina, puoi trovare traccia del ruolo economico e produttivo svolto da sempre dall’Abbazia a fianco di quello spirituale. Attorno all’Abbazia di Novacella trovi i vigneti più settentrionali d'Italia che producono rinomati vini bianchi, come il Sylvaner, il Müller Thurgau e il Kerner.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/abbnoca1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il convento di Novacella è stato fondato nel 1142 dal vescovo della diocesi di Bressanone beato Artmanno, già preposito dell'abbazia di Klosterneuburg, con il supporto del burgravio di Sabiona Reginbert e della sua consorte Christina. Il 9 aprile 1143 il convento e i suoi possedimenti furono riconosciuti giuricidicamente da papa Innocenzo II. L'abbazia appartiene alla Congregazione Lateranense Austriaca dei Canonici Regolari di San Agostino. Il convento fece parte dell'ambizioso programma di riforma ecclesiastica avviato da Corrado I di Abenberg all'interno dell'arcidiocesi di Salisburgo, della cui area metropolitana la diocesi di Bressanone fece parte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'edificio è stato diverse volte ricostruito e ampliato fino a tutto il Settecento. L'Abbazia, fin dalla sua fondazione, è stata un luogo di ricovero per i pellegrini provenienti dal Nord Europa e diretti verso Roma e la Terrasanta, dopo la dura prova dell'attraversamento dei valichi alpini.Nel 1445 vi fu sepolto il noto poeta tardomedievale Oswald von Wolkenstein.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/abbnoca3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A seguito della soppressione degli ordini religiosi, voluta dalla rivoluzione francese e attuata da Napoleone, molte abbazie vennero soppresse in Europa. L'Abbazia di Novacella fu soppressa dal governo bavarese, allora regnante nel Tirolo, nel 1807.</span><span class="fs12lh1-5 ff1">Con la riunificazione del Tirolo all'Austria l'Abbazia fu ripristinata e reinvestita dei suoi diritti e beni con l'editto dell'Imperatore Francesco I (1816).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Da quasi mille anni i Canonici Regolari di Sant'Agostino si occupano dell'educazione dei ragazzi. Infatti l'Abbazia è tuttora sede di un collegio con scuola media frequentato da studenti provenienti da Bressanone e da varie parti della provincia di Bolzano. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Da ormai più di trent'anni la vocazione educativa si rivolge anche alle persone più adulte, infatti dal 1970 nell'abbazia esiste un Centro Convegni. È inoltre stato istituito un centro per la pastorale del turismo e per l'apostolato biblico, oltre ad un centro ecologico (ÖZN - Ökozentrum Neustift) fondato nel 1988.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi si visitano la grande chiesa barocca dedicata alla Madonna, ricca di opere d'arte, e gli stupendi saloni della Prelatura. Dal 2004 anche il giardino storico è stato riaperto al pubblico dopo lavori di restauro e valorizzazione (nel triennio 2000-2003). Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/1996.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/abbnoca4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'interno della basilica di Santa Maria Assunta</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il "Pozzo delle Meraviglie"</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il complesso fortificato, al quale si accede tramite un piccolo ponte coperto, è costituito da diversi edifici di diverse epoche e stili differenti (campanile in stile romanico, coro e presbiterio della chiesa e chiostro in stile gotico, chiesa e biblioteca in forme barocche e rococò) coesistono armoniosamente in uno spazio ben definito. Ancora oggi Novacella mostra l'impianto originario del XII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La chiesa di Santa Maria Assunta è stata interamente rifatta nel Settecento in stile barocco da Giuseppe Delai, mantenendo il presbiterio gotico. La chiesa conserva numerosi pregevoli dipinti e affreschi, alcuni di Matthäus Günther. Costituisce un tipico esempio del Barocco Alpino e Bavarese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Al centro del cortile principale dell'abbazia si trova il pozzo rinascimentale, detto “pozzo delle meraviglie” (Wunderbrunnen) perché sovrastato da un'edicola ottagonale sui cui lati sono raffigurate le sette meraviglie dell'antichità e sull'ottavo lato, orgogliosamente, l'abbazia stessa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/abbnoca5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Biblioteca</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una sala della biblioteca</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'importante biblioteca occupa due piani del monastero, dove sono conservati circa 65.000 volumi a stampa, soprattutto opere scientifiche e teologiche, divisi in 43 argomenti, oltre a manoscritti e codici miniati[6]. La biblioteca possiede il più piccolo manoscritto del mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La sala principale della biblioteca, capolavoro del Rococò altoatesino, è stata realizzata da Antonio Giuseppe Sartori nel 1773. Quest'ultimo aveva iniziato la sua collaborazione con gli agostiniani di Novacella già nel 1744. Opera sua sono anche gli altari di Sant'Agostino e Sant'Anna nel presbiterio della basilica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con la soppressione dell'Abbazia decisa dal governo bavarese nel 1807 molte opere furono confiscate e andarono disperse o trasferite in Baviera. Parte di esse furono riscattate dal governo italiano dopo la prima guerra mondiale e restituite all'Abbazia, un'altra cospicua parte viene conservata alla Biblioteca Universitaria di Innsbruck</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/abbnoca6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello dell'Angelo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Castello dell'Angelo a Novacella</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il più notevole edificio è la cappella di San Michele, detta "Castello dell'Angelo" (Engelsburg), una rotonda di epoca romanica, rimaneggiata nel coronamento ma sostanzialmente ben conservata. Edifici di questo tipo erano frequenti sulle rotte dei pellegrinaggi, richiamandosi sia ai grandi edifici romani sia alla rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme. In questo caso è probabile anche una identificazione col celebre e quasi omonimo importante monumento romano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Produzione vinicola</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/abbnoca2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'abbazia produce e commercializza vini bianchi secondo la tradizione enologica altoatesina, in particolare della Valle Isarco, e questo contribuisce a garantire l'indipendenza economica del complesso. L'uva proviene dai vigneti vicini e la vinificazione permette di ottenere pregiati vini DOC. Tra i più rinomati vi sono il Sylvaner e il Gewürztraminer.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video dell'Abbazia</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Riserve Naturali e Trekking in Italia - Riserva Naturale VAL DI MELLO - Lombardia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B4"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Val di Mello è caratterizzata dall’ambiente tipico delle Alpi Retiche occidentali; il paesaggio è alpino, profondamente segnato da fenomeni di modellamento glaciale, che hanno dato luogo alla formazione di ampi circhi e di caratteristiche valli dal profilo ad U, separate da ampie creste granitiche, tra cui la Val del Ferro, la Val Qualido, la Val di Zocca, la Val Torrone e la Val Cameraccio, che confluiscono nella valle principale e dalle quali discendono numerosi torrenti con suggestive cascate. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Le quote vanno dai 1.000 m del fondovalle ai 3.400 m del Monte Pioda; questa grande escursione altitudinale determina la presenza di ambienti eterogenei di grande valenza paesistica e naturalistica, impreziositi da notevoli esempi di paesaggio antropizzato tradizionale, costituiti dalla combinazione tra aggregati rurali, prati, pascoli ed alpeggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdimello1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La storia umana di questa vallata è davvero singolare: pascolo in prevalenza appartenente agli agricoltori della borgata di Mello, paese posto a mezzacosta sul versante retico della Valtellina, è stata per anni attraversata dagli alpinisti diretti verso le alte cime che la sovrastano e il cui accesso è reso più comodo dalla presenza del Rifugio Allievi-Bonacossa e del Bivacco Manzi, senza che, fino agli anni ’70 del XX secolo, degnassero di uno sguardo, che non fosse semplicemente contemplativo, le pareti che si innalzano anche per 500 metri dal fondovalle. La sua scoperta avvenne per merito di giovani arrampicatori, che, complice il vento di novità che aveva preso in quegli anni a soffiare sulle rocce, si avventurarono su per quelle placche dall’apparenza quasi inscalabili. Per merito del gruppo milanese che aveva il suo leader in Ivan Guerini e dei sassisti di Sondrio nacquero le prime vie di settimo grado delle Alpi Centrali, quasi tutte caratterizzate da nomi evocativi e affascinanti che all’epoca fecero gridare allo scandalo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdimello2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma insieme al desiderio di scalare, anzi proprio da quello, nacque la consapevolezza che per la sua natura fragile, per il rischio sovraffollamento, per il desiderio di arrivare con le auto fin dove si può, per un malinteso desiderio di sicurezza che porta alla costruzione di opere di protezione più invasive dell’eventuale danno a cui vogliono porre rimedio, oltre che per la necessità atavica di sfruttare le risorse naturali del luogo, la Val di Mello era esposta a troppi attacchi diversi per potersi difendere da sola.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdimello3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Intanto la notorietà della Valle superava i confini italiani e alcune delle sue vie diventavano mete di pellegrinaggio di scalatori prima italiani e poi provenienti da tutto il mondo, molti dei quali diedero nuovo impulso alla ricerca di nuovi percorsi, creando vie sempre più difficili e sempre più belle, in una sfida che riamane aperta a nuovi contributi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">LA RISERVA</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono stati gli scalatori a spendersi in prima fila e con lungimiranza perché il loro “terreno di gioco” venisse preservato. Erano gli anni in cui si cominciavano a raccogliere i frutti della predicazione di Antonio Cederna, il vero pioniere della difesa del territorio italiano, ma la strada da percorrere era ancora lunga e piena di mediazioni. La più complessa delle quali aveva come oggetto il diritto di quanti (agricoltori “melat” e cavatori di granito) traevano il loro sostentamento dalla valle e vedevano un intervento legislativo volto alla sua difesa come l’ennesima complicazione in una lotta secolare per strappare il loro sostentamento a una natura avara. La mediazione è stata lunga e complessa, ma si è rivelata fruttuosa. Così, quando nel gennaio del 2009 la Regione Lombardia ha posto sotto tutela questo paradiso, la storia della Valle ha imboccato un percorso in cui quanti amano questo lembo di territorio hanno davvero visto il compiersi di un cammino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdimello4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La valle è da allora un’unica riserva naturale che la ingloba completamente, spingendosi fino alle vette che la circondano. Al suo interno è protetta da una Riserva Naturale Orientata, mentre un’area del suo versante idrografico sinistro, nei pressi del suo sbocco, è tutelata come Riserva Naturale Integrale, il massimo della tutela: in quell’area è perfino inibito l’accesso alle persone. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma la Valle il cui fragile equilibrio è affidato, oltre alla opportuna tutela della legge, alla grazia e all’intelligenza di quanti la frequentano, è soprattutto un luogo magico. La potete apprezzare in ogni stagione: provate a visitarla con le ciaspole in inverno, in un giorno infrasettimanale di autunno, o quando all’inizio della primavera le pareti si scrollano di dosso la neve e riporterete delle sensazioni indimenticabili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdimello6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Fauna</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Riserva Naturale della Val di Mello ospita numerose specie tipiche dell’ambiente alpino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra gli ungulati selvatici la specie più rappresentata è il camoscio; meno frequenti, seppur presenti, cervo e capriolo. Lo stambecco, a rischio estinzione dalle Alpi Centrali all’inizio del XX secolo, è stato reintrodotto dall’ex A.R.F. negli anni 80 del secolo scorso ed è oggi una presenza stabile nella Riserva.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra le specie tipiche della fauna alpina di origine boreale sono presenti il fagiano di monte, la pernice bianca, il francolino di monte, la civetta nana, la civetta capogrosso, la lepre variabile e la coturnice alpina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra i volatili maggiormente presenti si trovano l’astore, lo sparviero, la poiana, il picchio nero, il picchio rosso maggiore, il picchio muraiolo ed il picchio verde. Nelle vallate principali si possono osservare anche piccole colonie di marmotta, che insieme ad altre specie presenti (quali gli sciuridi) costituiscono una delle basi trofiche per l’aquila reale presente nel territorio della Riserva. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono inoltre presenti la faina, la martora, la volpe ed il tasso.</span><span class="fs12lh1-5 ff1">La fauna ittica autoctona è ridotta alla trota fario. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Nelle faggete del versante esposto a sud è stata riscontrata la presenza del coleottero Rosalia Alpina, cerambicide indicato come specie prioritaria nell’allegato II della Direttiva Habitat 92/43/CEE.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdimello5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Flora</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Riserva Naturale della Val di Mello è un luogo singolare per la ricchezza paesaggistica e di biodiversità presenti al suo interno. Il 90% del territorio è occupato da habitat di interesse comunitario, e non mancano quelli prioritari, a forte rischio di scomparsa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel fondovalle sono presenti macchie di ontano bianco lungo il corso del torrente Mello, settori freschi ad acero-frassineto, pascoli a larice, prati da fieno ed alcuni prati umidi. Risalendo sul versante solatìo si incontra un’estesa fascia di faggio a cui succedono popolamenti di conifere, costituite da peccete e lariceti, rododeti e pascoli alpini in parte ancora utilizzati. Sul versante ombroso si trovano popolamenti di conifere miste con abete bianco, a cui succedono lariceti, estesi cespuglieti ad ontano verde, rododeti e pascoli magri in abbandono. Complessivamente circa un quarto della Riserva Naturale è coperto da boschi. Di notevole interesse è il Pianone di Zocca, piana alluvionale interna ad un circo glaciale della valle omonima, a circa 2.170 m di quota, e le stazioni di Drosera rotundifolia che si trovano in piccole torbiere intermedie presso l’Alpe Pioda a circa 1.530 m s.l.m. ed in Val Qualido a circa 1.650 m s.l.m. . Nel fondovalle si trovano alcuni alberi ‘monumentali’ di faggio, larice e abete bianco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Come arrivare</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In auto: l’accesso alla strada “Via Val di Mello” che conduce alla Riserva è consentito ad un massimo di 40 veicoli/giorno, previo acquisto pass da 12 euro rilasciato dall’apposito parcometro posizionato nel parcheggio di San Martino Val Masino antistante l’InfoPoint.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In treno o pullman: Provenendo da Milano, prendere la linea ferroviaria Milano-Lecco-Sondrio-Tirano e scendere alla stazione di Morbegno (SO); da qui parte la linea di trasporto pubblico per la Val Masino (info orari e biglietteria: Società Trasporti Pubblici Sondrio STPS – tratta Morbegno – Val Masino</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La strada che proseguendo da San Martino conduce fino alla Val di Mello è percorribile a piedi, mentre l’accesso ai veicoli motorizzati &nbsp;deve essere autorizzato dall’Ente Gestore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Norme di Comportamento</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per preservare le &nbsp;caratteristiche della Riserva, sono previsti una serie di divieti ed obblighi di comportamento:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Rispettare la natura;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Non abbandonare rifiuti;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Obbligo di portare i cani a guinzaglio;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Divieto di caccia;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Divieto di raccolta della flora protetta;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Divieto di accensione fuochi;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Divieto di ingresso con biciclette;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Divieto di campeggio (su tutto il territorio comunale).</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video della Riserva</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/DBSVhg88pyA">https://youtu.be/DBSVhg88pyA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 06:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Itinerari e Trekking  in Italia - Cascata del Fontanon di Goriuda - Udine]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B3"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel cuore della Val Raccolana, in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><a href="https://www.italyfortourist.com/friuli/" target="_blank" class="imCssLink">Friuli Venezia Giulia</a></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> in Provincia di </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/blog/?citta-da-visitare--udine" target="_blank" class="imCssLink">Udine</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, &nbsp;il Fontanone di Goriuda emerge come una gemma nascosta tra le imponenti montagne del Canin. Questa spettacolare cascata ha origine da grotte sotterranee, dove le nevi e le piogge si aprono all'aria aperta dopo un lungo viaggio tra le viscere della terra. Un flusso d'acqua cristallina si getta con impeto nella valle, creando uno scenario di rara bellezza. Un sentiero panoramico conduce i visitatori lungo il percorso della cascata, offrendo vedute mozzafiato sulla valle, il monte Montasio e il monte Cimone.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/FONTANON-DI-GORIUDA1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E' una delle cascate più grandi e imponenti del Friuli. Parte dell’acqua proveniente dal massiccio del Canin, dopo numerosi canyon sotterranei, prorompe dalla roccia con uno spettacolare salto di 80 metri. Avrete la possibilità di sentire sulla vostra pelle la forza dell’acqua che, spostando la massa d’aria, genera delle raffiche di acqua nebulizzata. In primavera, con lo scioglimento delle nevi, la portata è massiccia e se ne può sentire il rimbombo in tutta la vallata; viceversa, in estate e nei periodi più torridi, la portata si riduce nettamente. Un breve sentiero permette di camminare anche dietro alla cascata, sotto un riparo di roccia, da dove si possono osservare le forme che assume l’acqua nebulizzata; secondo le leggende popolari, si tratta dell’incontro fortuito con i folletti che vivono nella cascata. Un flusso di acqua gelida che dalla grotta superiore spicca il salto sulla valle, gettandosi poi nello specchio d’acqua limpidissima che si incontra alla base della cascata, nell’atmosfera vaporosa del rigoglioso bosco di faggi. Nei pressi del laghetto un simpatico sentiero svela i segreti di Goriuda da un punto di vista inedito, quello che permette la visuale della valle, del monte Montasio e del monte Cimone dal ventre stesso della cascata, transitando in prossimità del getto lungo un misterioso antro roccioso riparato.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/FONTANON-DI-GORIUDA2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La passeggiata è fattibile anche da persone non allenate e da famiglie con bambini; il tempo di percorrenza con passo normale è inferiore a 15 minuti. A seconda del periodo possiamo trovare la cascata ghiacciata, con un filo d'acqua oppure per le piogge travolgentemente intensa, in questo caso è impressionante. </span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Seguendo il sentiero che parte dalla staccionata possiamo andare fino nella conca (caverna) dietro alla cascata, e lo spettacolo è assicurato. Da li possiamo fare il giro di tutto il laghetto facendo molta attenzione alle rocce scivolose. Possiamo ammirare le acque incanalarsi tra le rocce e creare altre cascatelle intervallate da tratti piani che portano il torrente che da qui si forma fino a lato della strada dove abbiamo parcheggiato.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/FONTANON-DI-GORIUDA3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La pendenza si fa dolce e a un certo punto vi è anche una lieve discesa, per poi risalire ancora un po' e in un batter d'occhio giungiamo in prossimità della cascata. Sulla sinistra una piccola cascatella molto bella preannuncia che siamo quasi a destinazione e l'aprirsi del sipario verso la grande cascata, ce ne accorgiamo per il parapetto in legno. Giunti al parapetto si può godere della selvaggia bellezza che appare quasi improvvisa. I colori e i giochi di luce creati dai raggi di sole nello specchio d'acqua verde smeraldo e nella fresca euforia di piccole gocce d'acqua che s'innalzano dopo la rombante caduta nella pozza danno sensazioni che solo questa valle sa dare.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/FONTANON-DI-GORIUDA4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dettagli itinerario:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Risalita, da Chiusaforte, la valle Raccolana in direzione Sella Nevea, poco oltre l’abitato di Piani, è possibile parcheggiare nei pressi della trattoria “Al Fontanon” da dove la cascata è già visibile. Seguita la strada provinciale per una ventina di metri, in corrispondenza del monumento al ciclista, le indicazioni guidano lungo un comodo sentiero che si addentra nel bosco fino alla base del Fontanone che si raggiunge, su terreno escursionistico adatto a tutti, in circa 5 minuti.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/FONTANON-DI-GORIUDA6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parcheggio e percorso</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>PARCHEGGIO</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Chiusaforte, seguire le indicazioni per Sella Nevea fino a raggiungere la Val Raccolana. Il parcheggio migliore è quello della Trattoria al Fontanon, che è anche un’ideale sosta di ristoro per il prima o il dopo escursione. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>PERCORSO</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal parcheggio, dopo aver attraversato la strada a piedi, si gira a sinistra sempre sulla strada asfaltata fino ad intravedere un sentiero a destra. Il percorso è in leggera salita ed in circa 5 minuti di camminata porta al Fontanon. Da qui, si può camminare attorno e dietro alla cascata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se vi fa piacere, potete proseguire la visita scendendo lungo il torrente per avere ulteriori scorci di cascatelle secondarie che si addentrano nel bosco.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Cascata</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/o280q247pG0">https://youtu.be/o280q247pG0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 06:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Residenze reali sabaude Piemonte - Complesso monumentale del Castello di Racconigi]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B2"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il castello reale di Racconigi (in piemontese ël castel ëd Racunìs) è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo, 34 chilometri a sud del Palazzo Reale di </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><b><a href="https://www.italyfortourist.com/blog/?copoluoghi-di-regione--torino" target="_blank" class="imCssLink">Torino</a></b></i></span><span class="fs12lh1-5 ff1">. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» &nbsp;della famiglia reale dei re di Sardegna (e poi d'Italia) nei mesi estivi e autunnali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO. Il Castello di Racconigi, con la sua imponente architettura e il parco all’inglese di quasi 200 ettari, è stato il luogo di villeggiatura prediletto dal sovrano Carlo Alberto di Savoia e dalla sua famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il castello era stato destinato allo svago e alla caccia già dalla metà del Seicento, quando divenne proprietà del ramo cadetto dei Savoia-Carignano. Su incarico del principe Emanuele Filiberto, dal 1676 il celebre architetto Guarino Guarini modificò l’antico edificio medievale rendendolo una moderna residenza di delizie. Di questa prima fase resta ancora oggi visibile la facciata settentrionale, che si apre sul parco. Il progetto venne poi completato alla metà del Settecento da Giovanni Battista Borra, a cui si devono la monumentale facciata d’ingresso sul lato meridionale in stile neoclassico e le Sale di Ercole e di Diana, i cui ricchi apparati di stucchi celebrano le virtù dei principi e delle principesse di Casa Savoia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In virtù della sua appartenenza al ramo dei Savoia-Carignano, Carlo Alberto era legato da vincoli affettivi alla residenza di Racconigi. Nel 1832, a seguito della sua ascesa al trono di Sardegna, incaricò l’architetto regio Ernesto Melano di rimodernare l’edificio, a cui vennero aggiunte due ali laterali. Per il riallestimento interno fu chiamato Pelagio Palagi, che più di ogni altro artista seppe interpretare il clima culturale promosso dal re. È a Palagi che si devono i progetti di ridecorazione delle sale secondo un gusto nuovo ed eclettico. Il fascino per l’esotismo e per i mondi lontani, affermatosi con la moda dei gabinetti cinesi, venne aggiornato sui modelli etruschi, greci e romani, sulla spinta anche delle riscoperte di Pompei ed Ercolano e delle necropoli dell’antica Etruria. Per le serre e la cascina nel parco Palagi ricorse invece allo stile neogotico che meglio si adattava al giardino romantico disegnato dal paesaggista prussiano Xavier Kurten.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo il trasferimento della capitale del regno d’Italia da Torino a Roma (1871), la presenza dei sovrani si diradò fino agli inizi del Novecento, quando il re Vittorio Emanuele III scelse nuovamente Racconigi come meta di villeggiatura, promuovendo nuove campagne di ammodernamento tecnologico e decorativo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Frequentata regolarmente da Umberto II fino agli anni del secondo conflitto mondiale, la residenza venne acquistata dallo Stato italiano nel 1980, entrando a far parte della lista del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO nel 1997, insieme alle altre Residenze Sabaude.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi gli interni offrono ai visitatori uno sguardo intimo e ravvicinato sulla vita quotidiana e privata della famiglia reale: dalle camere da letto, alle cucine e ai gabinetti di toeletta, dalla sala del biliardo e da quella da pranzo allo straordinario gabinetto etrusco, dove il re riceveva ministri e ambasciatori. Oltre alla meraviglia degli interni il vasto parco è esempio tra i più significativi in Europa della sensibilità verso la natura e il paesaggio propria del Romanticismo, con alberi centenari che compongono aree boschive, celando sentieri e zone d’acqua.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La visita al Castello Reale di Racconigi non è mai un'esperienza banale. L'attaccamento della Famiglia Savoia a questa residenza fu tale che ancora oggi se ne respira la presenza. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">La ricchezza degli ambienti e la maestosità del parco rendono la scoperta sempre diversa e piena di sorprese. Tra le Residenze Sabaude, quella di Racconigi è di certo una delle più amate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L’originaria struttura fortificata con torri angolari fu trasformata nel corso del XVII secolo: nel 1670, in concomitanza con l’elevazione del castello a residenza dei Savoia-Carignano, André Le Nôtre progettò il giardino; nel 1676 Guarino Guarini intraprese una globale ristrutturazione dell’edificio, mai portata a termine. A partire dal 1755 i lavori furono ripresi dall’architetto Giambattista Borra per volontà del principe Luigi di Savoia-Carignano: a questa fase risalgono i padiglioni sul prospetto principale, il grande pronao di accesso, il salone caratterizzato dalla cosiddetta “loggia dei musici”, la sala di Diana e i gabinetti cinesi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma è con l’ascesa al trono di Carlo Alberto, principe di Carignano, che la residenza assunse il suo aspetto odierno: nel 1820 il giardiniere tedesco Xavier Kurten ridisegnò gli spazi verdi, mentre la decorazione e il riallestimento degli interni furono affidati all’architetto Pelagio Palagi, il cui gusto tra neoclassico ed eclettico è ben rappresentato da un ambiente di singolare fascino come il Gabinetto Etrusco. Contemporaneamente furono costruiti, ai margini del parco, gli edifici di servizio in stile neogotico delle Serre e della Margaria, destinata alla gestione agricola del territorio di pertinenza del castello. Col trasferimento della capitale da Torino a Firenze (1865) e poi a Roma (1871), i reali persero progressivamente interesse per il castello, almeno sino ai primi anni del XX secolo, quando il re Vittorio Emanuele III la elesse di nuovo a sede di villeggiatura. Il castello fu acquistato nel 1980 dallo Stato italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/racconigicastle5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I sontuosi appartamenti sono testimonianza delle più significative fasi di trasformazione che il castello subì a partire dal XVII secolo e sino all’inizio del XX: stucchi, affreschi e arredi costituiscono un rilevante panorama del mutare del gusto della corte nel corso di circa quattrocento anni. I giardini e il parco mantengono intatto l’assetto ottocentesco, caratterizzato da un impianto di matrice romantica con corsi d’acqua, laghetti, grotte e monumenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Orari Castello fino al 5 aprile 2025</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">mercoledì</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L’accesso avviene con visite in gruppo accompagnate dal personale del Castello, con partenza alle ore 10.30, 12.00, 14.00, 15.30, 17.00.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il percorso di visita comprende:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 10.30, 14.00 e 17.00: primo piano, l’itinerario tematico Storie dal mondo in Castello e cucine ottocentesche;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 12.00 e 15:30: itinerario tematico Vita privata di un re.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">giovedì e sabato</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L’accesso avviene con visite in gruppo accompagnate dal personale del Castello, con partenza alle ore 9.00, 10.30, 12.00, 14.00, 15.30, 17.00, 18.00.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il percorso di visita comprende:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 9.00, 10.30, 14.00, 17.00 e 18.00: secondo piano, l’itinerario tematico Storie dal mondo in Castello e cucine ottocentesche;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 12.00 e 15:30: itinerario tematico Vita privata di un re.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">venerdì, domenica e festivi</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L’accesso avviene con visite in gruppo accompagnate dal personale del Castello, con partenza alle ore 9.00, 10.30, 12.00, 14.00, 15.30, 17.00, 18.00.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il percorso di visita comprende:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 9.00, 10.30, 14.00, 17.00 e 18.00: primo piano, l’itinerario tematico Storie dal mondo in Castello e cucine ottocentesche;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 12.00 e 15:30: itinerario tematico Vita privata di un re.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">lunedì e martedì</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">chiuso</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Orari Castello dal 6 aprile 2025</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">mercoledì e venerdì</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L’accesso avviene con visite in gruppo accompagnate dal personale del Castello, con partenza alle ore 9.00, 10.30, 12.00, 14.00, 15.30, 17.00, 18.00.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il percorso di visita comprende:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 9.00, 10.30, 14.00, 17.00 e 18.00: secondo piano, Appartamento dei principini, l’itinerario tematico Storie dal mondo in Castello e le cucine ottocentesche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 12.00 e 15:30: itinerario tematico Vita privata di un re.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">giovedì</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L’accesso avviene con visite in gruppo accompagnate dal personale del Castello, con partenza alle ore 9.00, 10.30, 12.00, 14.00, 15.30, 17.00, 18.00.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il percorso di visita comprende:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 9.00, 10.30, 14.00, 17.00 e 18.00: primo piano, l’itinerario tematico Storie dal mondo in Castello e le cucine ottocentesche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">– 12.00 e 15:30: itinerario tematico Vita privata di un re.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">sabato, domenica e festivi</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L’accesso avviene con visita libera a ingresso contingentato dalle 9.20 alle 13.00 (ultimo ingresso 12.00) e dalle 14.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il percorso di visita comprende il primo piano, l’itinerario tematico Storie dal mondo in Castello e le cucine ottocentesche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Alle 9.00 visita accompagnata dal personale del Castello all’itinerario tematico Vita privata di un re.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">lunedì e martedì</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">chiuso</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli ambienti del percorso di visita non sono riscaldati. Oltre ai cani guida, sono ammessi animali da compagnia di piccola taglia nel trasportino.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Per i visitatori singoli l’acquisto del biglietto Castello va effettuato prioritariamente online su www.museiitaliani.it oppure tramite l’app Musei Italiani. Si ricorda che in mancanza dell’avvenuto acquisto del biglietto online tramite sito o app Musei Italiani l’accesso al Castello non è garantito.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Per informazioni contattare il numero 0172 84005.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Si invitano i visitatori che hanno acquistato il biglietto tramite Musei Italiani a presentarsi con puntualità rispetto all’orario scelto; in caso contrario non si garantisce l’ingresso. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Nelle domeniche a ingresso gratuito in caso di ritardo oltre i 10 minuti decade il diritto di accesso in Castello.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/7iAdWyquZK4">https://youtu.be/7iAdWyquZK4</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 09:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Da Visitare: Complesso Templare di Ormelle (Veneto)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il complesso Templare di trova a </span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5 ff1">Tempio</span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5 ff1"> che </span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5 ff1">è una</span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5 ff1"> </span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5 ff1">frazione</span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5 ff1"> del </span><span class="fs14lh1-5 ff1">comune di Ormelle, in provincia di Treviso in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/veneto/" target="_blank" class="imCssLink">Veneto</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Trae il nome dalla sua chiesa parrocchiale, già beneficio dei Cavalieri templari.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L' edificio </span><span class="fs14lh1-5 ff1">fu costruito probabilmente nel XII secolo dall'Ordine monastico-militare dei Cavalieri del Tempio, con successivi ampliamenti e nuove costruzioni tra il XIV e il XVIII secolo, allorché ai Templari subentrò l'Ordine dei Giovanniti, attualmente noto come Sovrano Ordine Militare di Malta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/ormelleveduta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anticamente inserita in una ben delineata unità architettonica e amministrativa chiamata Masòn, concepita come luogo di sosta per i pellegrini diretti in Terra Santa, la Chiesa racchiude in sè il fascino equilibrato dell'architettura romanica, essenziale e semplice, a cui il tempo e la storia hanno da un lato sottratto, ma dall'altro concesso e aggiunto, in una successione di fasi più o meno felici, interventi edilizi e testimonianze pittoriche diverse.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La denominazione "Tempio" (Templo de Campanea) appare in documenti del 1178 e del 1304, mentre il topònimo "Masòn" (Mansionis Templi) nel 1184, ad indicare questo tipico insediamento religioso posto lungo la via terrestre dei pellegrinaggi verso Gerusalemme.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/bassorilievotemplareormelle.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I Templari si insediarono in questo luogo dove si snodava uno degli antichi percorsi romani: la Via Opitergium-Tridentum (Oderzo-Trento), vicinissima alla Via Postumia che collegava Genova ad Aquileia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Molto si è scritto e si continua a scrivere riguardo a questo Ordine religioso-militare, nato a Gerusalemme nel 1119 e riconosciuto dal Papa nel 1128, durante Concilio di Troyes in Francia: nonostante tutto, però, la sua scomparsa è una delle vicende più oscure nella vita della Chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando l'Ordine dei Templari fu soppresso nel 1312, con false accuse e persecuzioni, a Tempio arrivarono i Cavalieri di Malta, che vi rimasero per circa 400 anni, trasformando il complesso da ospizio per i pellegrini ad azienda agricola. Essa era costituita da un borgo recintato posto al centro di un'estesissima proprietà terriera (dotata di case e mulini) e dall'attuale paese.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In questo periodo, la località nota come "Villa del Tempio" forse già dal 1600, cambiò denominazione divenendo "San Giovanni del Tempio di Oderzo".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quanto all'intitolazione della chiesa, la più antica è "Santa Maria" (mansionis Sanctae Marie de Templo de Campanea), documentata nel 1293 e nel 1304, mentre l'intitolazione attuale di "San Giovanni Battista" appare solo nel 1777.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/esternoormelle.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1797 Napoleone Bonaparte confiscò tutte le proprietà del Priorato di Malta poste a Tempio, vendendole poi nel 1810 a Gasparro Moro di Oderzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di tutto il complesso architettonico templare-giovannita, posto entro il borgo recintato, rimase solamente la chiesa; gli altri edifici documentati tra il XVII e XVIII secolo (il torricino dell'ingresso ovest, il muro di cinta, la casa del parroco, la stalla e l'ingresso principale ad est) furono sistematicamente demoliti poco dopo il 1810. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'edificio odierno</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'edificio odierno presenta molti connotati dell'architettura romanica, sia nel sistema costruttivo che negli elementi decorativi utilizzati: esso è infatti caratterizzato da un'unica navata, (orientata con asse longitudinale est-ovest) e da un portico, sviluppato nei lati sud e ovest.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La facciata laterale a nord evidenzia le numerose trasformazioni avvenute nel tempo, ed in particolare è possibile notare il segno della porta che immetteva nel cimitero. L'aspetto del tessuto murario fino a circa 3 metri d'altezza e le maggiori dimensioni dei mattoni impiegati, confermano l'appartenenza dell'impianto dell'edificio al XII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'interno, semplice e severo, riporta alla memoria le proporzioni dello spazio architettonico antico: essenziale, avaro di luce, solenne e a navata unica. Tale navata si concludeva con tre absidiole, di cui la centrale più ampia, secondo una tipologia architettonica che ricorda modelli antichi ed è presente nell'Italia settentrionale a partire dal VII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/internoormelle.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La torre campanaria appartiene ad un'altra fase costruttiva, dal momento che si addossa alla facciata senza connessione strutturale con quest'ultima. Nel 1700 era intonacata a marmorino e cocciopesto, mentre l'attuale aspetto a facciavista risulta dagli interventi edilizi operati negli anni '60 del secolo scorso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il portico, pure aggiunto successivamente, sorregge arcate con capitelli di varie forme e materiali, quali pietra di Aurisina e di Cugnàn, "masegno", "trachite".</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/chistroormelle.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra il 1723 e il 1731 venne realizzato un ampliamento sul lato sud-est, in corrispondenza della porta laterale ora murata: tale intervento fu motivato al fine di proteggere l'ingresso dalle intemperie, permettendo quindi che il percorso delle processioni fosse interamente al coperto. Ciò sembra confermato dalla maggiore lunghezza della luce dell'ultimo arco rispetto agli altri sullo stesso lato, nonchè da altri particolari costruttivi. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le formelle, gli affreschi, l'abside</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sempre nel '700 furono poste, tra i pilastri del lato sud, 7 formelle tonde in pietra con la croce giovannita a bracci eguali, bianca su sfondo rosso (nella foto, cerchio rosso al centro).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le croci templari, affrescate in colore rosso, sono invece visibili più in alto, sempre sullo stesso lato, tra gli archetti pènsili del muro dell'aula (nella foto, cerchio rosso in alto).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/affreschiormelle.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli affreschi presenti nel sottoportico risalgono ad almeno 3 distinte fasi esecutive.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La prima occupava tutta la superficie muraria e riportava alcune iscrizioni, presumibilmente del XII-XIII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La seconda è costituita da una decorazione di aspetto sinopiale, divisa in riquadri, rappresentante episodi del Nuovo Testamento databili tra il XIII e il XIV secolo: questi affreschi appartengono alla vera e propria fase templare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Risalgono invece al periodo successivo, e quindi giovannita, le decorazioni del terzo strato rappresentanti San Cristoforo (XIV-XV sec.), la Madonna con Bambino in trono (XVI sec.) e la Crocifissione: quest'ultima realizzata sul tamponamento dell'antica porta laterale d'ingresso alla chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/affreschiormelle2.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1923 venne costruita l'abside centrale; nel 1953 furono demolite due cappelle sei-settecentesche poste sui lati della navata e venne inoltre distrutto il coro secentesco che conservava una volta a botte; al 1955 risalgono poi l'allargamento del transetto, le attuali absidi laterali e la sagrestia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A lato della chiesa è visibile un grande edificio attualmente adibito a Canonica, già residenza fino al 1797 dell'agente o procuratore del Priorato di Malta. Esso fu costruito forse nel XVI-XVII secolo sui resti di un imponente edificio (XIII-XIV sec.), rinvenuti nel 1993. Nella stessa occasione, sono stati localizzati sotto l'odierno lastricato davanti alla facciata della chiesa, l'abitazione del parroco, il torricino ovest e altri edifici. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PhkTXb8wO4E">https://www.youtube.com/watch?v=PhkTXb8wO4E</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 06:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali della Valle d’Aosta: ARNAD]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B0"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Arnad, un bellissimo borgo situato nella Valle d’Aosta, è una destinazione affascinante che combina storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Conosciuto per i suoi prodotti gastronomici, in particolare il famoso Lard d’Arnad, questo borgo offre ai visitatori un’esperienza autentica e unica. Circondato da montagne maestose e immerso in una natura incontaminata, Arnad è il luogo ideale per chi desidera scoprire le bellezze della Valle d’Aosta. In questo piccolo Borgo di montagna, i segreti degli antichi mestieri si tramandano di generazione in generazione: le conoscenze degli avi vengono preservate e valorizzate per dare la giusta continuità al patrimonio del passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/arnad2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2">Molti conoscono Arnad per il suo saporitissimo lardo Dop, frutto di secoli di tradizione enogastronomica, ma questo borgo valdostano è anche una meta imperdibile per appassionati di storia e architettura alpina. La parrocchiale di epoca romanica intitolata a S. Martino, ad esempio, conserva affreschi medievali e preziose opere d’arte sacra. Imperdibile è anche il santuario cattolico di Machaby, che domina Arnad dall’alto dei suoi 696 metri di altitudine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2">Arnad è anche una destinazione conosciuta da escursionisti e scalatori: lungo le pareti di roccia che circondano il borgo si sfidano e allenano arrampicatori principianti ed esperti, mentre i camminatori risalgono a piedi i crinali montuosi in cerca di spettacolari punti panoramici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><i>Cosa vedere a Arnad</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/arnad3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Chiesa di San Martino</b></span><span class="fs14lh1-5">: Questo gioiello romanico del XII secolo è uno dei principali punti di interesse del borgo. La chiesa è rinomata per i suoi affreschi e la splendida architettura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/pontearna.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Il Ponte di Echallod</b></span><span class="fs14lh1-5">: Un antico ponte in pietra che attraversa il fiume Dora Baltea, offrendo una vista panoramica spettacolare e rappresentando un importante pezzo della storia locale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/arnad4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Caseforte di Ville</b></span><span class="fs14lh1-5">: Un esempio di architettura medievale, questa struttura fortificata racconta la storia delle famiglie nobili che un tempo abitavano la regione.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/arnad5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Il Santuario di Machaby</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il Santuario di Notre-Dame-des-Neiges di Machaby è il monumento più significativo di Arnad. Situato su un promontorio che domina la valle, il santuario risale al XVII secolo e rappresenta un importante luogo di pellegrinaggio. La sua costruzione iniziò nel 1622, e nel corso dei secoli è stato ampliato e restaurato, diventando un simbolo della devozione locale. </span><span class="fs14lh1-5">Il santuario è circondato da un bosco secolare che crea un’atmosfera di pace e spiritualità. La chiesa principale è decorata con affreschi e contiene numerose opere d’arte sacra.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ogni anno, il 5 agosto, si celebra la festa di Notre-Dame-des-Neiges, attirando numerosi pellegrini e visitatori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>NATURA E SPORT</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ad Arnad si possono fare escursioni di varia lunghezza e difficoltà, ma lo sport per cui questo comune è particolarmente vocato è l’arrampicata sportiva: il Paretone e la Gruviera sono ricche di “vie” a disposizione degli appassionati. </span><span class="fs14lh1-5">Arnad è circondato da numerosi sentieri che offrono percorsi escursionistici per tutti i livelli, permettendo di esplorare la natura circostante e godere di viste panoramiche incredibili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel comune si trova anche un laghetto dove si può praticare la pesca sportiva, nei pressi del quale si può partire per un divertente percorso di rafting lungo la Dora Baltea fino a raggiungere il Forte di Bard.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/arnad6.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>FESTE E TRADIZIONI</b></span></div><div><ul><li class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Festa del lardo di Arnad: l’ultimo fine settimana di agosto si tiene ad Arnad la Féhta dou lar, la festa dedicata al Vallée d'Aoste Lard d'Arnad DOP, una tradizione che si ripete da più di cinquant’anni e richiama migliaia di turisti.<br></span></li><li class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Festa della Madonna delle Nevi al Santuario di Machaby: in occasione della celebrazione di Nostra Signora della Neve, il Santuario viene aperto per accogliere i numerosi pellegrini.</span></li></ul><div class="imTAJustify"><br></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Come arrivare a Arnad in auto da nord e da Sud</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Da Nord (Aosta): Prendete l’autostrada A5 in direzione Torino e uscite a Verrès. Seguite le indicazioni per la SS26 fino a raggiungere Arnad.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Da Sud (Torino): Prendete l’autostrada A5 in direzione Aosta e uscite a Verrès. Da lì, seguite le indicazioni per la SS26 fino ad Arnad.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Guarda il Video del Borgo</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/tGKzWdj3fJ8">https://youtu.be/tGKzWdj3fJ8</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 12:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Itinerari in Lombardia: LA FRANCIACORTA]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Franciacorta si estende per circa 200 km e abbraccia ben 19 comuni bresciani: da Iseo a Ome, da Adro a Cellatica, da Rovato a Rodengo Saiano, ogni centro vanta ricchezze proprie e un doppio filo conduttore comune, quello del buon vino e della natura.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le sue dolci colline, delimitate ad ovest dal fiume Oglio e a nordest dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche, devono le loro antichissime origini ai ghiacciai che, ritirandosi oltre 10.000 anni fa, hanno creato l’anfiteatro all’interno del quale ha preso vita la Franciacorta.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lafranciacorta1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L’origine morenica dona ai terreni di quest’area una straordinaria ricchezza minerale, che unita all’eterogeneità che compone i suoli, costituisce l’elemento distintivo di una viticoltura di qualità, pienamente apprezzabile nelle caratteristiche sensoriali di ogni Franciacorta. </span><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1">La Franciacorta è un giardino vitato che si estende per 250 chilometri quadrati e comprende 19 comuni. Gli ettari destinati alla viticoltura sono 2900, di cui l’80 per cento coltivato a Chardonnay e il restante 20 per cento suddiviso tra Pinot Nero e Pinot Bianco: due nobili varietà che aggiungono rispettivamente eleganza e personalità ai loro vini.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lafranciacorta3.jpg"  title="" alt=""/><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il paesaggio è caratterizzato da suggestive colline cosparse di vigneti, che col tempo hanno sostituito l’originario bosco. Le prime tracce di vigneti risalgono all’epoca preistorica; la coltivazione della vite crebbe ininterrottamente dal periodo dei Romani sino al pieno Medioevo, grazie alle favorevoli condizioni climatiche e del suolo.</span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">In epoca medievale, le terre che si estendevano a Sud del lago d’Iseo erano “francae curtes”, libere dal dazio. In cambio del privilegio, gli abitanti si occupavano della manutenzione e della sicurezza della strada che collega lo specchio d’acqua alla città di Brescia, sulla quale transitavano preziose merci arrivate per via d’acqua a Iseo dalla Valle Camonica.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/lafranciacorta2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli studiosi di etimologia tendono a credere che, il nome “Franciacorta”, derivi dal fatto che, durante il Medioevo, questa terra, assegnata ai monaci benedettini, era zona Franca, “francae curtes”, ossia libera da dazi, tributi o tasse imposte dall’impero, con in cambio il compito di bonificare e lavorare la terra. Un dato certo è che nel 1277, per la prima volta, il temine Franciacorta viene utilizzato negli annali del Comune di Brescia per identificare l’area compresa tra i fiumi Oglio e Mella a sud del lago d’Iseo, un lago di origine morenica glaciale, opera dello scavo e del ritiro dei ghiacciai che lasciò attorno anche dolci colline ed un unico rilievo prealpino, il più antico di tutta la pianura padana, il Monte Orfano con i suoi 452 metri di altezza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">I monaci svolsero un duro lavoro in vigna, dedicandosi alla conservazione di queste terre diventate di proprietà vitivinicola ecclesiastica. Risale al 1429 il primo documento che fissa i confini della Franciacorta. Il doge Francesco Foscari stabilisce con uno “Statuto” la suddivisione della città di Brescia in quattro circoscrizioni amministrative, governate ciascuna da un Vicario. Ogni quadra comprendeva più comuni. Alle quadre di Rovato e di Gussago era stato aggiunto il nome di "Franciacorta". </span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nacque così il toponimo Franciacorta, felice fazzoletto di terra della cui vocazione enologica si trovano già tracce in epoca longobarda (VIII secolo d.C.): il suolo morenico, il microclima reso mite dalla vicinanza del lago e le brezze fresche della Valle Camonica creano infatti condizioni ideali per la viticoltura.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Cosa fare e vedere in Franciacorta:</b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/cantinefranciacorta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">dando spazio al principale punto di forza di questa terra: la cultura del vino. È proprio qui, tra le colline moreniche ricche di minerali che viene realizzato il Franciacorta DOCG, prodotto secondo il metodo classico della rifermentazione in bottiglia nelle varianti Franciacorta, Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosè.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le cantine dedite alla produzione del Franciacorta DOCG aprono le porte al pubblico per un’esperienza davvero indimenticabile: visitare una cantina significa avvicinarsi alle logiche della produzione del vino, scoprirne i segreti e ovviamente degustare.</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>ATTIVITÀ ALL’ARIA APERTA: GOLF, BICI, TREKKING, NORDIC WALKING</b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/sport-nordic-walking-franciacorta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La Franciacorta si apre sempre più nella sua dimensione naturalistica e di luogo ideale all’attività sportiva. Tra le proposte segnaliamo:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Itinerari cicloturistici tra i magnifici paesaggi delle colline e dei vigneti della Franciacorta; Trekking, percorsi a piedi e nordic walking sulla direttrice Brescia – Iseo, sul Monte Orfano, a Erbusco, Borgonato e verso altre mete; </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Campi e scuole da golf.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><b>come arrivare e come muoversi</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><i>IN AEREO</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2">La Franciacorta dista solo 38 chilometri dall’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, 75 dall’aeroporto di Verona-Villafranca-Catullo, 80 da Milano-Linate e 110 da Milano-Malpensa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><i>IN AUTO</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2">Raggiungere la Franciacorta in auto è molto semplice. &nbsp;La zona è ben servita dall’Autostrada A4 uscita Rovato sulla direttrice Milano – Venezia. Per chi arriva dalla Valle Camonica e dalle altre valli bresciane, si consiglia di seguire le indicazioni in direzione Iseo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><i>IN TRENO</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2">Un’altra possibilità è quella del treno Trenord Brescia – Iseo – Edolo: molti paesi della Franciacorta sono serviti da stazioni ferroviarie, e si può trasportare la propria bici o noleggiarla in loco.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff2"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff2">Guarda il Video</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/-1r3w_9QMDs">https://youtu.be/-1r3w_9QMDs</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 07:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Montagne Italiane: TRE CIME DI LAVAREDO - Dolomiti]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Tre Cime di Lavaredo in Alto Adige sono il simbolo delle Dolomiti e un vero Highlight paesaggistico nella zona delle 3 Cime nelle Dolomiti. Le 3 Cime di Lavaredo si trovano nel Parco Naturale Tre Cime e, insieme ad altre cime dolomitiche, nel 2009 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/3cime_Panorama.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La vista delle Tre Cime di Lavaredo nelle Dolomiti è meravigliosa da tutti i lati. Per ammirare da vicino questi tre massicci si può seguire d'estate un percorso attraverso Misurina per giungere fino al Rifugio Auronzo. Il comprensorio intorno alle Tre Cime di Lavaredo in Alto Adige offre innumerevoli possibilità per fare escursioni sia per alpinisti esperti, sia per quelli meno esperti. Tutti gli amanti della montagna avranno la possibilità di affrontare numerose vie di arrampicata su queste imponenti rocce, connotate da diversi livelli di difficoltà</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/3cime_Panorama2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I colori e la forma caratteristica delle Tre Cime di Lavaredo sono un'icona. Le "tre dita di dolomia" che si ergono verso il cielo sono infatti uno spettacolo unico nel suo genere. Sono composte da tre massicci, la Grande, che è quella centrale di 2.999 metri; la Cima Ovest di 2.973 metri; e la Piccola di 2.857 metri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/3cime_Panorama4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Flora e fauna delle Tre Cime</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo i sentieri che circondano le vette più famose delle Dolomiti, si possono ammirare numerose specie di fiori e animali. Tra i fiori si notano il cardo alpino, la campanula soldanella dal colore azzurro, il millefoglio del Clavena, il papavero alpino con petali giallo intenso, l’erba storna con petali rosa-violetti, il dente di leone montano, la silene delle fonti con fiori bianchi a cinque petali, la sassifraga stellare che cresce vicino all’acqua, il ranuncolo ibrido, l’appariscente vedovina alpestre, il rododendro nano, la genzianella germanica,… sui cui si posano diverse specie di farfalle, come la vanessa delle ortiche, l’erebia alpina dalle ali brune con cerchi bianchi, la vanessa occhio di pavone dai colori intensi, la zigenide comune e il più raro Apollo delle Alpi con ali bianche e ocelli rossi e neri. Tra gli animali fanno capolino il fringuello alpino, la marmotta, il gracchio alpino, il raro corvo imperiale, il camoscio, la volpe rossa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/3cimeinverno.png"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In inverno sulle Tre Cime</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche in inverno si possono ammirare questi tre famosi picchi: chi è allenato e gode di una buona forma fisica può salire alle Tre Cime con le ciaspole. Un giro impegnativo di 6 ore e 13 km che ha come punto di inizio la Val Fiscalina presso Sesto. Da qui si arriva al Rifugio Fondo Valle a 1.548 metri, si svolta a destra per la Val Sassovecchio, passando davanti a Cima Una. Si prosegue fino al Rifugio Locatelli (chiuso d’inverno). Altra bella escursione con le ciaspole è quella che parte dal Lago Antorno: si arriva al casello per le Tre Cime, si continua fino alla Malga Rinbianco e poi si sale fino al Rifugio Auronzo. Dal lago inoltre si può partire anche con gli sci d’alpinismo o arrivare al trittico su comode motoslitte con possibilità di rientro in slittino.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/3cime_Panorama3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In estate sulle Tre Cime di Lavaredo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Numerosi sono i sentieri che si possono intraprendere con partenza dai tre rifugi - Locatelli, Auronzo, Lavaredo - adatti ad ogni tipo di camminatore, diversi i laghetti che si possono ammirare. Per quelli più allenati, c'è l'escursione che dal Rifugio Auronzo porta al Rifugio Locatelli con una ferrata in vetta al Monte Paterno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Tre Cime sono inoltre solcate dall'Alta Via n. 4. Possono essere raggiunte anche in mountain bike: diversi sono gli itinerari che permettono di avvicinarsi o raggiungerle. Uno di questi è ad esempio il giro dei tre laghi, un percorso ad anello di 60 km con partenza e arrivo a Dobbiaco passando per i laghi di Dobbiaco, Landro e Misurina e salendo poi ai rifugi Auronzo e Lavaredo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi ama le grandi sfide troverà pane per i suoi denti nell’affrontare la salita che porta alle Tre Cime di Lavaredo, tappa più volte del Giro d’Italia: breve e spietata, con inizio poco dopo il lago di Misurina e arrivo al Rifugio Auronzo. Si deve imboccare la strada privata che devia dalla statale 48bis e salire per 7 km. La salita vera e proprio inizia dopo il casello: 4 km e 700 metri con una pendenza media maggiore del 10% e dislivello di 473 metri. Importante corsa estiva è la Südtirol Corsa Tre Cime Alpin con partenza da Sesto e arrivo alle Tre Cime.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Giro delle Tre Cime</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una volta raggiunta la base di questo trittico, è possibile intraprendere una bella escursione, il Giro delle Tre Cime di Lavaredo, un percorso ad anello lungo 9,5 km percorribile in poco più di 3 ore non troppo faticoso e con pochissimo dislivello. Parcheggiata l’auto al Rifugio Auronzo inizia l’escursione lungo la strada sterrata pianeggiante n. 101 che porta al lato opposto della montagna. Un bel tratto soleggiato da mattina a sera lungo i ghiaioni. Dopo circa 15 minuti si raggiunge la chiesetta dedicata a Maria Ausiliatrice e la stele dedicata a Paul Grohmann, e da lì il Rifugio Lavaredo. Da qui si può scegliere se seguire il sentiero alla base della Torre Piccola fino alla Malga Lunga o se imboccare la strada sterrata fino alla Forcella Lavaredo (45 minuti di percorso). Raggiunta la forcella si nota in lontananza il Rifugio Locatelli. Lo spettacolo è disarmante: si vedono in tutta la loro imponenza le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Rondoni, il Monte Mattina, il Teston Rudo, il Sasso di Sesto, la Croda Passaporto e il Monte Paterno. Da qui scendono alcuni sentieri che portano al lato nord del trittico per arrivare alla parte opposta, dove si trovano dei laghetti alpini. Proseguendo si raggiunge il Col Forcellina, quindi dopo i ghiaioni, la Forcella di Mezzo e infine il parcheggio dove si trova l’auto.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Tre Cime sono facilmente accessibili sia dalla provincia di Belluno, da Auronzo e dal lago di Misurina, sia dalla Valle di Sesto e da Dobbiaco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In auto/camper/pullman:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">DA AURONZO/MISURINA. In estate, possono essere raggiunte facilmente in macchina su strada panoramica asfaltata a doppia corsia con pedaggio: da Misurina si imbocca la strada SS48 e si sale per 7 km, si arriva alla sbarra, si paga e si prosegue fino al parcheggio del Rifugio Auronzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per arrivare a Auronzo e poi a Misurina:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">AUTOSTRADA A 27: uscita Pian di Vedoia, seguire la SS 51, in località Tai di Cadore seguire le indicazioni per Auronzo, poi SR48/ SP49 fino a Misurina, oppure da Cortina prendere la SS48 delle Dolomiti o la SS51 direzione Venezia, arrivati a Tai di Cadore prendere la SS51bis per Auronzo-Misurina</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">DA SESTO/DOBBIACO</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">AUTOSTRADA A 22: uscita Bressanone, imboccare SS 49 della Pusteria direzione Dobbiaco. Superato il paese prendere la SS 51 e in località Carbonin seguire per Misurina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In treno/autobus:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalla Provincia di Belluno: partenze da Venezia, Padova, Udine e arrivo alla stazione di Calalzo-Pieve di Cadore-Cortina. Dalla stazione si trovano gli autobus della Dolomitibus che portano ad Auronzo. Auronzo e Misurina sono collegate tra loro da servizio pubblico attivo in estate e nel periodo di Natale. La Dolomitibus nel periodo estivo prevede delle corse giornaliere dal Cadore, destinazione Tre Cime di Lavaredo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalla zona delle Tre Cime nelle Dolomiti: collegamenti ferroviari di Trenitalia e del Treno Alto Adige con arrivo a Fortezza, dove si effettua il cambio per San Candido, fermata a Dobbiaco. Da qui servizio autobus ogni tre ore.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=dzu9m70pOLw">https://www.youtube.com/watch?v=dzu9m70pOLw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 06:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Località Toscane sul Mare: Castiglione della Pescaia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AC"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Castiglione della Pescaia è un caratteristico borgo marinaro arroccato su un promontorio della costa maremmana. Sulla sua sommità il castello aragonese, le mura, le torri e lo splendido panorama donano a questo luogo una bellezza disarmante. Castiglione della Pescaia è anche un'esclusiva meta turistica apprezzata per la qualità dell'ambiente e del mare. </span><span class="fs14lh1-5">Un antico borgo di pescatori, nel cui pittoresco porto-canale ogni sera ancor oggi attraccano i pescherecci col loro carico guizzante, facendosi spazio tra le tante imbarcazioni da diporto ormeggiate. Il borgo è immerso in un esteso “polmone verde” in cui convivono diversi animali, interessante in particolare l’avifauna e una flora ricca e variegata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionepescaia1B.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Le origini del Borgo si collocano nel periodo romano, come testimoniano oggi alcuni importanti ritrovamenti rinvenuti presso lungo le rive del fiume Bruna, in particolar modo i ruderi dell'antica Villa Romana delle Paduline, la cittadina appartenne alla famiglia degli Aldobrandeschi, per passare poi sotto il controllo dei Monaci dell'Abbazia di San Salvatore, alla famiglia dei Lambardi, la città di Pisa, la Repubblica di Siena e per finire, il Granducato di Toscana, con la nobile famiglia De'Medici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionepescaia2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Numerose sono le costruzioni ed i monumenti che si trovano nella cittadina toscana, simboli e testimonianze del passato e della storia di questo territorio, fra i principali ricordiamo sicuramente la Casa Rossa Ximenes, di origine rinascimentale, il Palazzo del Pretorio, la Chiesa di Santa Maria del Giglio e la Chiesa di San Giovanni Battista.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionepescaia3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel centro storico è possibile vedere la Rocca (o Castello) risalente al XV secolo da cui si gode uno straordinario panorama sul Monte Argentario e su alcune isole dell'Arcipelago Toscano. All'interno del borgo medievale è da non perdere la Chiesa di San Giovanni Battista con il suo caratteristico campanile, ospitata in uno edificio che, un tempo, serviva come deposito di munizioni. Anticamente a est del paese c’era il lago Prile che, col passare dei secoli, andò prosciugandosi e la vasta palude che si formò fu sanata da un’imponente opera di bonifica dei Granduchi di Lorena, per la quale fu edificata anche la nota Casa Rossa Ximenes. Al posto del lago oggi c’è la riserva naturale della Diaccia Botrona, considerata la più significativa area umida d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/MAREMMA-castiglione.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il territorio di Castiglione della Pescaia è perfetto per lunghe passeggiate a piedi, a cavallo o in bicicletta, tutte praticabili lungo strade asfaltate o sentieri che si addentrano tra muschio e aghi di pino. L’acqua del mare è piacevole e le lunghissime spiagge di sabbia fine e chiara si estendono sino ai margini delle pinete. Qui gli amanti dell’estate troveranno tutto ciò che desiderano per praticare sport velici o godersi una rinfrancante vita balneare. </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionepescaiaspiaggia.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Le spiagge di Castiglione della Pescaia</b></span><span class="fs14lh1-5"> si possono suddividere tra spiaggia di ponente, che dal porto canale corre verso Punta Ala, e la spiaggia di levante, che dal canale corre in direzione sud verso Marina di Grosseto. </span><span class="fs14lh1-5">Le spiagge di Ponente e Levante hanno caratteristiche simili: sabbia soffice e chiara, mare azzurro, cristallino e limpido, con fondali sabbiosi e digradanti, perfetto anche per i bambini o per gli amanti del nuoto, attrezzate con stabilimenti balneari ma anche dotate di ampi spazi di spiagge di libero accesso. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ognuna della due presenta però anche peculiarità specifiche:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castiglione-della-Pescaia-sul-mareponente.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>La spiaggia di ponente</b></span><span class="fs14lh1-5">, dalla quale è possibile godere di una splendida vista sul Castello che dal borgo medievale sovrasta il paese, alterna alle spiagge di sabbia anche promontori rocciosi sul mare e scogli affioranti, come nella zona del Capezzolo o, ancora più a nord, di Rocchette. &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5">La spiaggia di ponente è facilmente raggiungibile a piedi dal centro del paese, o grazie alla pista ciclabile che corre verso nord. Il versante di ponente termina a Punta Ala, con il suo famoso porto turistico, teatro di numerose regate veliche, ma anche di spiagge spaziose che regalano tramonti mozzafiato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggialevante-castiglione-pescaia.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>La spiaggia di levante</b></span><span class="fs14lh1-5"> ha arenili più spaziosi, alle spalle dei quali si alternano dune e una ricca ed estesa pineta. Pur essendo presenti spiagge attrezzate (tra cui anche la Green Beach, allestita con strutture idonee alla balneazione delle persone disabili), la spiagge di levante vanta lunghi tratti di litorale completamente libero, ed è pertanto la zona prediletta dagli amanti del surf e del kitesurf. Le spiagge di levate sono facilmente raggiungibili anche con la pista ciclabile che corre dal centro di Castiglione della Pescaia fino a Marina di Grosseto.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Piatti e prodotti tipici</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Castiglione della Pescaia è una delle migliori località per vacanze in Toscana anche dal punto di vista enogastronomico. In questo territorio si producono infatti ottimi vini, per non parlare di formaggi e salumi; ma il re della tavola è il cinghiale, che viene preparato come secondo o come condimento per tortelli maremmani. Da provare anche i piatti a base di pesce, come il risotto alla Femminelle, l’anguilla sfumata e il baccalà alla maremmana.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Guarda il Video</span></div><div><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/usZKLdThD9Y">https://youtu.be/usZKLdThD9Y</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 07:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Spiaggie lacustri in Lombardia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000063"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/lombardia/" target="_blank" class="imCssLink">Lombardia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> è disseminata di laghi e laghetti, che in estate ospitano lidi attrezzati, comodi per trascorrere una giornata in costume in Lombardia. I lidi attrezzati hanno tutte le comodità necessarie se si hanno bambini molto piccoli. Se, invece, siete alla ricerca di spiagge libere dove fare il bagno con i bambini in Lombardia, non preoccupatevi: ci sono anche tanti luoghi dove stendere il telo il libertà! Scoprite quali sono le nostre spiagge preferite sui laghi di Lombardia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggelombardia8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dove fare il bagno in Lombardia: le spiagge </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le spiagge più comode da raggiungere per fare il bagno vicino a <a href="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?milano" target="_blank" class="imCssLink">Milano</a> sono sicuramente quelle del lago di Como. Raggiungibili dalla ss36 in un’ora da Milano (senza traffico), offrono panoramici unici, grazie allo spettacolo delle montagne che si tuffano nelle acque. Il lago di Como è disseminato di spiagge e sono tantissimi anche i lidi attrezzati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggelombardia6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Abbadia Lariana</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La spiaggia più vicina a Milano è quella di Abbadia Lariana. Ad Abbadia trovate una passeggiata lungolago di circa un km che collega i due lidi attrezzati presenti: quello di Chiesa Rotta e il Parco Ulisse Guzzi. Potete noleggiare i lettini e trovate giochi per bambini, bar, servizi. Inoltre, è presente un campeggio, con bar/pizzeria sulla spiaggia e noleggio canoe. La spiaggia nei pressi del campeggio è libera. Se amate anche camminare in montagna, potete abbinare un percorso di trekking ad un tuffo in acqua! Da Abbadia parte il Sentiero del Viandante e potete anche raggiungere la Cascata del Cenghen.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggelombardia7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Mandello del Lario</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mandello del Lario è il paese sulle rive del lago di Como che ospita la Moto Guzzi. A Mandello, trovate un lido comunale attrezzato grande e molto amato dai bambini, dotato di tutte le comodità: noleggio lettini, bar, servizi. Il lido offre anche alcune zone ombreggiate ed è accessibile liberamente. Dal lido di Mandello parte una bella passeggiata che costeggia il lago, passando da un bel parco giochi, cortili e viuzze in pietra e ottime gelaterie. Mandello in estate è animata e ricca di eventi!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Bellano</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Bellano è famosa per l’Orrido di Bellano, le profonde gole dove il torrente Pioverna si getta nel lago dopo aver percorso la Valsassina. A Bellano si trova il bellissimo Lido di Bellano: un lido attrezzato, dotato perfino di una piscina, per chi non ama fare il bagno nel lago. Il lido di Bellano fa parte di un complesso che comprende hotel e ristorante. Sicuramente è uno dei lidi attrezzati più belli sul Lario. Se, invece, siete alla ricerca di una spiaggia libera, potete recarvi alla Spiaggia Oro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggelombardiacop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Lierna</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lierna, elegantissimo borgo sul lago di Como, racchiude un piccolo gioiello nel gioiello: Riva Bianca! La spiaggetta libera di Riva Bianca, in sassi e erba, sorge accanto al Castello di Lierna. Oltre alla bellezza del lago, al fascino della leggenda legata al Castello e alle posizione panoramica del piccolo bar, trovate alcuni amici: i cigni Giorgio e Petronilla, che ogni anno nidificano nei pressi del piccolo porticciolo e le oche bianche, regine incontrastate della spiaggia. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggelombardia3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Dervio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dervio vi accoglie con un’ampia spiaggia in erba, un bar e un bel lungolago. Dalla spiaggia di Dervio potrete ammirare gli sportivi che praticano sport d’acqua, oppure cimentarvi grazie alle lezioni di alcune scuole che offrono corsi di windsurf anche per bambini. Dalla spiaggia di Dervio, potete addentrarvi nel paese e imboccare il Sentiero del Viandante, in uno dei tratti più belli. Passerete da Corenno Plinio, spettacolare borgo medievale e raggiungerete a piedi Colico.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggelombardia2.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Desenzano</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Desenzano, oltre all’elegante centro, ai bellissimi negozi e allo scenografico faro sul porto, vi offre deliziose spiagge, dove trascorrere giornate di relax sul lago di Garda. Alcune sono dislocate lungo la ciclabile che collega Desenzano a Sirmione, come la spiaggia Rivoltella o la spiaggia d’Oro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sirmione</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sirmione, una delle mete più attrattive del lago di Garda, vanta moltissime spiagge adatte al divertimento dei bambini e dalla bellezza incomparabile. La spiaggia più famosa è indubbiamente il Lido delle Bionde, dotata di ogni comfort. Oltre alle diverse spiaggette che costeggiano la penisola di Sirmione, famosissime sono le terme sul lago. Qui possono entrare anche i bambini dai due anni compiuti, anche se sicuramente sono un posto da prediligere per un weekend romantico sul lago di Garda.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 06:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sicilia: Riserva Naturale Orientata dello ZINGARO]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Sicilia"><![CDATA[Sicilia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AF"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Riserva dello Zingaro, prima in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><a href="https://www.sicilytourist.com" target="_blank" class="imCssLink">Sicilia</a></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, è stata istituita nel 1981 dalla Regione Siciliana. Non sappiamo perchè questa zona si chiami "zingaro", infatti non c'è alcuna notizia nelle fonti storiche di nomadi che hanno vissuto in questi luoghi, mentre viene indicata la presenza di una colonia di Lombardi nel XIII secolo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/riszingitaly1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Doveva diventare una strada litorale, invece la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è oggi una delle mete trekking più famose d’Italia. In questa riserva naturale tra il golfo di Castellammare e </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><a href="https://www.sicilytourist.com/blog/?borghi-marinari-siciliani--san-vito-lo-capo" target="_blank" class="imCssLink">San Vito Lo Capo</a></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> mari e monti si incontrano creando un paesaggio di aspra e rara bellezza che è un autentico paradiso per gli amanti delle camminate. Grazie alle sue incantevoli calette, bagnate da acque trasparentissime dalle mille sfumature di blu, verde o azzurro, lo Zingaro attira anche turisti più propensi a un tuffo in mare che a una scalata in montagna. Una passeggiata nella Riserva dello Zingaro è un viaggio indimenticabile fatto di natura e storia, tra scogliere a picco sul mare, spiaggette intime, rocce bianche o rosse, alberi di olivastri, mandorli, carrubi e palme nane, ma anche tra un antico agglomerato rurale, vecchie case coloniche restaurate, rade ciottolose, anfiteatri di roccia, reperti archeologici e testimonianze di vita contadina. &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli antichi greci e i latini la chiamavano Cetaria per l'abbondanza dei tonni che si incontravano nelle sue acque. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La Riserva copre un territorio da nord a sud della piccola penisola di San Vito Lo Capo e partendo dal piccolo borgo marinaro si giunge, in soli 20 minuti d'auto, proprio al suo ingresso Nord.</span></div><br><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/riszingitaly3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Raccontare la bellezza della Riserva naturale dello Zingaro, non è facile. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Piccole baie pavimentate da candidi ciottoli, mare che durante il giorno si tinge di inattesi toni di verde e di azzurro, scogli appuntiti che separano le diverse spiaggette, macchia mediterranea che sembra tuffarsi nel mare e antiche case coloniche costruite sulla roccia. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Un mix di natura e discreta presenza dell’uomo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Le calette si susseguono mischiandosi a profumi e a colori ineguagliabili, sfoderando tutto il loro fascino.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/riszingitaly2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le sette spiagge della Riserva dello Zingaro</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La prima spiaggia che si incontra entrando dal lato Nord è la più grande della Riserva dello Zingaro ed anche la più frequentata, in estate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tonnarella dell’Uzzo, premiata in passato dai turisti, in un sondaggio fatto da Skyscanner, si raggiunge in pochi minuti a piedi partendo dalla biglietteria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se, invece, avete voglia di camminare o volete trovare una caletta meno affollata e godervi i gli angoli più nascosti di questa meravigliosa costa, non dovete fare altro che raggiungere le altre calette: Cala Torre dell'Uzzo , Cala Marinella, Cala Beretta, Cala della Disa, Cala del Varo, raggiungibile mare, e Cala della Capreria, vicinissima a Scopello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/riszingitaly4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La vegetazione della Riserva dello Zingaro<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La vegetazione è un’esplosione di colori specialmente in primavera; gli olivastri, i mandorli, i carrubbi si mescolano alle rigogliose distese di palme nane e alle numerose ed eleganti orchidee, mentre i frassini e gli alberi da sughero si alternano all'euforbia e al lentisco. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La palma nana, presente in tutta la zona, è il simbolo indiscusso della Riserva dello Zingaro; con le sue foglie, i contadini creavano oggetti di uso quotidiano, molti dei quali sono oggi custoditi nel piccoli Musei della Riserva.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La riserva si visita solo a piedi, nulla deve disturbare la quarantina di specie di uccelli che qui nidificano, tra cui l'Aquila del Bonelli, la Poiana, il Nibbio, il Gheppio e la fauna endemica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/riszingitaly5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Flora della Riserva dello Zingaro </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ammirare la Riserva dello Zingaro dal mare è un'esperienza entusiasmante perchè fa cogliere con un'unico sguardo la maestosità del luogo. Le alte cime dello Zingaro degradano fino al mare, il verde della macchia mediterranea si mescola al rosso delle rocce e si tuffa nel blu delle sue splendide acque.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ottima l'idea di un'escursione in barca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si può noleggiare un gommone e godersi la giornata in autonomia, oppure partecipare ad un’escursione in barca prenotandone una con partenza giornaliera da San Vito Lo Capo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/riszingitaly6.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche se Lo Zingaro è particolarmente famoso per le spiagge, per i fondali limpidi e ricchi di pesce e per le grotte sottomarine, è bene sapere che la riserva offre molto di più.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel suo territorio si trovano molte realtà antropologicamente rilevanti come il Borgo Cusenza, un piccolo gruppo di case abbandonate nei primi anni '50 e oggi sapientemente recuperato dalla Riserva, mentre, a ridosso della costa, si trovano le testimonianze della vita di ottomila anni fa, nella Grotta dell'Uzzo , al cui interno sono visibili ancora oggi i resti di una civiltà contadina molto più recente, che merita di essere ricordata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/sentierizing1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Riserva dello Zingaro: i sentieri</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La riserva dello Zingaro è perfettamente fruibile da tutti, tre sono i percorsi classici: il primo corre lungo la costa da un limite all'altro della riserva, è il più frequentato e anche il meno impegnativo, il secondo, un po’ più faticoso, procede a zig zag sul territorio, incrociando la costa e le vette, mentre il terzo è riservato ai più sportivi, e praticamente attraversa tutto lo Zingaro dall'alto al basso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lungo i sentieri ci si può riposare o addirittura pernottare nei Rifugi, chiedendo anticipatamente il permesso alla Riserva. Imperativo categorico è: non sporcare, non inquinare, rispettare mare, terra e cielo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Per quanto riguarda il mare, l'unico divieto è quello di rimanere oltre i 300 metri dalla riva con barche a motore acceso.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video della Riserva</span></div></div><a href="https://youtu.be/Gmqng0poFWY">https://youtu.be/Gmqng0poFWY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 06:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli Italiani: CASTELLO DI BARDI (provincia di Parma)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A8"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello di Bardi, detto anche castello Landi, è un'imponente fortificazione che sorge su uno "scoglio" di diaspro rosso nell'omonimo paese in provincia di Parma.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellobardi1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Posto al centro della valle del Ceno, l'edificio sovrasta il punto in cui il torrente Noveglia confluisce proprio nel Ceno. Anche se oggi la posizione geografica del paesino sembra defilata e fuori dalle rotte commerciali e turistiche, nel medioevo, quando differenti erano i percorsi e le necessità di controllo del territorio, si trattava di un'importante tappa sul percorso di una delle tante varianti della via Francigena.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Esempio straordinario del Medioevo italiano ed europeo, oggi il castello custodisce 5 sorprese che arricchiscono il percorso di visita:<br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello-bardi-cop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo Archeologico con reperti risalenti all’età del bronzo (1600-1200 a.C.). promosso dal Centro Studi della Valle del Ceno Cardinale Antonio Samorè in sinergia con il Comune di Bardi ed il sostegno di Fondazione Cariparma. Dà valore ad una ricca documentazione archeologica sul popolamento pre-protostorico, testimonianze principali dell’era preistorica, il successivo sfruttamento del diaspro proveniente dal Monte Lama. Attualmente le sale ospitano opere dell’artista e collezionista Vittorio Ferrarini, ispirate alle antiche incisioni rupestri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello_di_bardi_2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La mostra permanente dedicata all’arte del XX secolo dal titolo “Arte e mestieri dell’Est Europeo”. Sono esposti 60 dipinti e 16 opere plastiche della raccolta Ferrarini-Nicoli che ha avuto avvio dalla permanenza decennale di Vittorio Ferrarini a Praga, a partire dal 1992.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tematica: il lavoro. Una scelta in parte dettata a livello autobiografico dall’origine modesta del collezionista il quale, in qualità di figlio di contadini, ricorda di essere stato impegnato da giovane nei campi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mostra permanente “Un saluto d’epoca: vecchie cartoline della Valceno”, caratterizzata da cento esemplari provenienti dal collezionista Filippo Antoniazzi, raffiguranti Bardi, frazioni limitrofe e il Castello, di cui la maggior parte viaggiate e testimonianti lo stile di vita a cavallo tra ‘800 e ‘900.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello_di_bardi_4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Museo della Civiltà Valligiana della Val Ceno, nell’ala sud del Castello di Bardi, all’interno di locali originariamente destinati agli alloggi dei cortigiani. con assetto decorativo semplificato, volte a padiglione con cornici in stucco modanate all’innesto. La raccolta di materiale, oggetti domestici, manufatti della vita contadina, dei mestieri e delle arti o di lavoro quotidiano è stata promossa dal Centro Studi della Val Ceno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I più antichi risalgono addirittura al XVIII secolo. E' visibile una ricostruzione con elementi originali delle stanze – cucina e camera da letto – che componevano l’abitazione rurale.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il primo documento ufficiale, datato 898, è l’atto di acquisto da parte di Everardo, vescovo di Piacenza, che lo trasforma in luogo di ritiro e rifugio contro le possibili invasioni degli Ungari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1257 Ubertino (Albertino) Landi acquista dal Comune Piacentino le Valli del Taro e del Ceno e si impossessa della struttura. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Da questo momento la famiglia, originaria di Bobbio (Piacenza), trasformerà, nell’arco di quattro secoli, l’antica fortezza in lussuosa residenza principesca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello_di_bardi_5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Grazie a un’astuta diplomazia e a un’attenta politica di matrimoni i Landi ottengono l’autonomia dalla giurisdizione comunale piacentina: la signoria di Milano rappresentata dai Visconti e dagli Sforza riconosce loro ampia autonomia di governo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Inoltre, a seguito della posizione ghibellina della dinastia, nel 1551 l’imperatore Carlo V nomina Agostino Landi principe di Borgotaro, Marchese di Bardi, Conte e Barone di Compiano, a capo di ciò che passerà alla storia come “Stato o Principato Landi”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con il medesimo decreto conferisce alla casata piacentina l’importante privilegio di battere moneta, con propria zecca, pratica che sarà portata avanti da Federico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’assenza di eredi maschi porterà Maria Polissena a essere l’ultima discendente del casato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A seguito del suo matrimonio con Gian Andrea Doria il castello viene venduto, nel 1862, dal figlio a Ranuccio II Farnese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello_di_bardi_6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il duca di Parma e Piacenza rovescia le insegne dei Landi e sostituisce il proprio stemma ma né lui, né i successori apportano alcuna modifica sostanziale alla struttura castellana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da questo momento in poi quello che era stato un florido stato di montagna diviene sempre più periferico; estintasi la famiglia Farnese nel 1731, Bardi e il suo castello seguono le sorti del Ducato, passando ai Barbone, ai Francesi, nuovamente ai Borbone, fino all’annessione al Piemonte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con l’unità d’Italia la fortezza diventa carcere militare fino a quando, nel 1868, viene ceduta all’amministrazione comunale che la trasforma in sede di uffici pubblici fino agli anni ’80.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Negli ultimi decenni, una serie di interventi volti al restauro, alla conservazione e valorizzazione del bene lo hanno riportato ad antico splendore aprendolo fortunatamente al pubblico.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellobardifantasma.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La leggenda di Moroello il fantasma</b></span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Castello di Bardi è noto per la leggenda di Moroello il fantasma che vive al suo interno. La sua è una storia che riporta indietro nei secoli, in un tempo molto lontano.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Esso è collocabile fra il XV e il XVI secolo epoca in cui, tra le mura della fortezza, crebbe e si consumò tragicamente una romantica storia d’amore. Soleste era la figlia del castellano, innamorata perdutamente di Moroello, comandante delle truppe, il quale ricambiava i medesimi sentimenti. La giovane donna era però stata promessa in sposa a un feudatario dal padre, con l’auspicio di ampliare i propri possedimenti terrieri e avviare una solida alleanza diplomatica.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La giovane coppia soleva però incontrarsi in gran segreto, grazie anche all’aiuto della balia della giovane fanciulla. Ma come nei popolari canti dell’amor cortese e ancor più nelle note tragedie shakespeariane, la malasorte si accanì sui clandestini amanti. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Venne il tempo in cui Moroello partì con i suoi soldati per difendere i confini dello stato; mentre Soleste era solita raggiungere il punto più alto del mastio per avvistare, con lo sguardo, il ritorno del suo amato. Un giorno scorse alcuni cavalieri alla confluenza fra i torrenti Ceno e Noveglia diretti verso il castello e recanti armature e insegne dei nemici. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Vedendo ciò pensò al peggio: alla sconfitta e all’uccisione del suo innamorato e all’assedio che presto avrebbe vissuto. Non attendendo oltre, decise di togliersi la vita gettandosi dalla torre. Se avesse atteso qualche instante avrebbe riconosciuto il volto a lei caro del comandante dei cavalieri: era Moroello che sfoggiava vessillo e colori nemici in segno di ultimo spregio e di vittoria! </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il gruppo di cavalieri oltrepassò il ponte levatoio e una volta appresa la notizia del suicidio dell’amata, Moroello decise di compiere il medesimo insano gesto.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Da quel giorno l’anima del cavaliere vaga per la fortezza arroccata sullo sperone di diaspro rosso.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il bellissimo video della Fortezza di Bardi</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div><div></div></div></div><a href="https://youtu.be/5z67ubNt8vc">https://youtu.be/5z67ubNt8vc</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 07:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cilento: Grotte di Castelcivita]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le <b>grotte di Castelcivita</b> sono un complesso di cavità carsiche situate nel comune campano di Castelcivita, in provincia di Salerno. Sono particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme. Si estendono per svariati chilometri nel massiccio degli Alburni, principalmente nei comuni di Castelcivita e Controne, ma solo 1 700 m sono accessibili ai visitatori. Le grotte sono situate sulla sponda destra del fiume Calore, a trecento metri circa dal Ponte Paestum. Si trovano a metà strada fra Castelcivita e Controne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/grottacastelcivita1.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono conosciute anche come "grotte di Spartaco", per via di una narrazione popolare (plausibile ma non appurata) che vide il gladiatore romano sostare in queste cavità, mentre muoveva la rivolta degli schiavi verso Roma.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La prima esplorazione delle grotte avvenne il 7 febbraio 1889, condotta da due giovani fratellidi Controne, Giovanni e Francesco Ferrara, che vi rimasero intrappolati e vennero soccorsi dopo sei giorni al buio. Nel 1920, il farmacista di Castelcivita, Nicola Zonzi, tornò nelle grotte per un'esplorazione preliminare. Fu poi a seguito del suo rapporto che negli anni '20 e '30 del XX secolo le grotte furono mappate in modo sistematico dagli speleologi. In quegli stessi anni le grotte accolsero i loro primi visitatori: per questo venne allargato e adattato l'ingresso principali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nelle grotte sono stati rinvenute tracce di occupazione da parte dell'uomo di Neandertal, la cui scomparsa in questa regione è stata datata a 40 mila anni fa. A seguito di questi rinvenimenti, avvenuti nel 1972, campagne archeologiche di scavo sono state condotte da Paolo Gambassini dell’Università di Siena dal 1975 al 1988 e in seguito riprese nel 2016, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Campania.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/grottacastelcivita3.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le Grotte di Castelcivita sono costituite da un ramo principale e da numerose diramazioni e cunicoli laterali che individuano un livello superiore ed uno inferiore rispetto al ramo centrale. In base ai caratteri morfologici l’intero percorso può essere suddiviso in tre settori. Il tratto turistico è il primo dei tre percorsi, è lungo 1200 metri e si sviluppa dall’ingresso fino alla Caverna Bertarelli. Percorrendo il suo sentiero si attraversa la bellissima Sala del Castello, ricchissima di concrezioni; la Sala del Coccodrillo, ornata da fantasiose formazioni calcaree che descrivono un ambiente fiabesco; la Cascata di Colori, caratterizzata da colate di colore bianco, verde, giallo e grigio; la Sala del Trono, stupenda stalagmite a forma di trono situata in una caverna del primo livello; la Sala degli Ortaggi, un insieme di piccole concrezioni a forma di vari tipi di ortaggio; la Sala dei Funghetti, piccole concrezioni bianchissime di calcite pura ed una stupenda cascata ricca di ossido di ferro che assume la forma di bizzarre fette di prosciutto appese alla parete; infine la Caverna Bertarelli, un vastissimo ambiente a pianta sub circolare con un diametro di oltre quaranta metri. Al centro del salone una colonna di colore giallognolo si leva dal pavimento per accordarsi elegantemente alla volta, formando una sorta di splendido pilastro, la volta è invece completamente addobbata da una miriade di appuntite stalagmiti. Sulla destra della sala si staglia un bellissimo paesaggio denominato il presepe, mentre sulla sinistra si apre un grande ramo parallelo adornato da una stalagmite a forma di tempio orientale detta “La Pagoda”, simbolo turistico delle grotte. Il ramo conduce in un ricchissimo salone che si affaccia sulla galleria principale da un’altezza di una decina di metri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/grottacastelcivita4.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Visita guidata</b></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Le G</span><span class="fs12lh1-5 ff1">rotte di Castelcivita costituiscono, con un totale di circa 4800 m di lunghezza, uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale. Il sistema di cavità sotterranee, si apre a 94 m di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie scavati dall’azione millenaria dell’erosione carsica. Le Grotte di Castelcivita si sviluppano lungo un unico ramo principale da cui, in più punti, si disserrano brevi diramazioni secondarie. Questa suddivisione consente di passare da un percorso turistico ad un percorso fuori sentiero che, attraverso spettacolari ambienti concrezionati, adorni di imponenti ed eccentriche formazioni calcaree, conduce fino ad un ampio bacino idrico definito “lago Sifone” per poi dare spazio al terzo percorso dedicato ai soli speleologi dove la grotta termina con un altro lago definito “Lago Terminale”.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vi sono tre percorsi alle grotte di Castelcivita: </span></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Percorso Turistico lungo 1200 m</b></span><span class="fs12lh1-5">. che si percorre in circa un'ora ed è accessibile tutto l'anno</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Percorso speleologico Amatoriale lungo 3000 m</b></span><span class="fs12lh1-5 ff1">. percorribile in circa 4 ore ed è accessibile solo da giugno ad ottobre con prenotazione obbligatoria ;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Percorso Speleologico accessibile solo da speleologi per cui occorre obbligatoriamente la prenotazione</b></span><span class="fs12lh1-5 ff1">. &nbsp;Di recente si svolge anche il famosissimo spettacolo dell'Inferno di Dante che richiama migliaia di turisti nelle grotte. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1">Dopo numerose esplorazioni speleologiche, documentate già a partire dalla fine dell’Ottocento, nel 1972 le Grotte di Castelcivita hanno acquisito una notevole rilevanza paleontologica grazie alla localizzazione di interessanti depositi archeologici all’ingresso della cavità. Dall’analisi dei reperti recuperati (strumenti in pietra e resti fossili) si è potuto accertare una frequentazione umana del sito risalente a circa quarantamila anni fa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/grottacastelcivita2.png"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il fascino delle testimonianze relative alle abitudini di vita dell’uomo preistorico e la suggestione di straordinari fenomeni naturalistici e geomorfologici, realizzano all’interno delle Grotte di Castelcivita l’incanto di un surreale paesaggio sotterraneo ancora attivo, in cui l’interessante stillare delle volte continua a formare stalattiti e stalagmiti, accompagnando il cammino di numerosi visitatori durante tutto l’anno.</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 ff1"><i><b>Guarda il Video <span class="imTALeft">ufficiale delle Grotte di Castelcivita </span></b></i></span></div></div><a href="https://youtu.be/081Amy8egOM">https://youtu.be/081Amy8egOM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 06:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Umbri: Castiglione del Lago]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A9"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorrendo 50 km da Perugia, (raccordo Bettolle Perugia e SS 599) si trova Castiglione del Lago. Castiglione del Lago è il centro principale del Trasimeno, definibile come una ‘Città Castello’ di borghi Medievali e palazzi signorili, edificata su una rocca calcarea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fu un antico borgo etrusco, poi abitato dai Romani, rappresentò nel VII sec. d. C. per la Tuscia Longobarda un importante confine difensivo contro la Perugia bizantina. Nel 1550 Papa Giulio III donò il paese a sua sorella Jacomaed e ai nipoti Ascanio e Fulvio della Corgna, che vi regnarono fino al 1647 come Duchi di Castiglione del Lago.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionelago1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il centro storico di Castiglione del Lago si snoda su uno sperone calcareo, una piccola altura ben riconoscibile circondata da dolci colline, che un tempo altro non era che la quarta isola del Lago Trasimeno.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E' un Borgo molto rinomato sotto il profilo turistico, per la sua posizione strategica che la vede vicina a Roma, raggiungibile in sole due ore, e per la presenza del lago Trasimeno facente parte del Parco Naturale, che richiama i curiosi della natura quanto gli amanti e gli esperti dello sport. Coloro che sono appassionati d’arte troveranno in loco interessanti spunti giacché il territorio è marcato dalla presenza di artisti del calibro del Perugino e del Pinturicchio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionelago2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tanti sono, poi, i piatti tipici che attraggono turisti da ogni dove e che rispecchiano la geografia del luogo: in primis, infatti, parliamo di piatti a base di pesce di lago, ma anche di verdure e legumi data la grande distesa pianeggiante che contraddistingue la zona. Sotto il profilo enologico, poi, nulla da eccepire: i vini del Chianti non hanno bisogno di presentazioni: Montepulciano con il suo Nobile, Montalcino con il suo Brunello sono presenti nella classifica relativa ai migliori vini italiani oltre ad essere conosciuti in tutto il mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli appassionati del Medioevo, poi, troveranno pane per i loro denti grazie alla presenza di castelli e paesi fortificati. Tra i siti da visitare, menzioniamo, nelle vicinanze, Assisi, a circa un’ora d’auto da Castiglione del Lago, con in primis la sua Basilica di San Francesco, itinerario tanto culturale quanto religioso. L’edificio, diviso in Chiesa Inferiore e Chiesa Superiore, ospita, tra le svariate opere d’arte, quattro grandi affreschi di Giotto dove al centro di tutto vi sono le tre virtù fondamentali relative alla vita ed alla Regola francescana: povertà, obbedienza e castità. Nella cripta sono conservate le spoglie di San Francesco d’Assisi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionelago4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Coloro che amano il relax potranno raggiungere una delle tante spa presenti in zona dove rilassarsi completamente immersi nella natura circostante. Da non dimenticare, poi, è l’Isola Polvese, la più grande del Trasimeno, compresa nel territorio di Castiglione legata ai signori della Corgna, proprietari del Lago nel '500. A tal proposito, se vi recate a Castiglione, non dimenticate di visitare il Palazzo Ducale, definito anche Palazzo della Corgna, famiglia i cui sepolcri si trovano nella Chiesa di San Domenico di Guzman. Proprio qui sostarono personaggi di spicco quali Niccolò Macchiavelli e Leonardo da Vinci, mentre oggi vi ha sede il comune.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionelago3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un passaggio molto particolare collega il palazzo della Corgna con la Rocca e il Castello del Leone eretto nel 1247 e voluto da Federico II di Svevia. Da qui, dal peculiare castello di forma pentagonale, che ricorda la costellazione del leone, la vista superba dona ai turisti un valido motivo per visitare Castiglione del Lago. Non a caso, infatti, la denominazione di Castiglione deriva dal latino Castellum Leonis divenuto poi Castellioni.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castiglionelago5.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli amanti della natura e dello sport, di certo a Castiglione del Lago non si annoieranno. Particolare è l’Isola Polvese, la più grande delle tre isole del Lago Trasimeno, ricca di leccio, alloro, roverella, dichiarata Parco scientifico-didattico dal 1995 dove la Provincia di Perugia realizza attività volte alla ricerca, alla sperimentazione e a fini didattici. In particolare, in merito all’osservazione ornitologica, segnaliamo l'Oasi La Valle che presenta al suo interno una base per l'inanellamento degli uccelli migratori. Ancora, gli appassionati di bird-watching potranno praticarne in maniera assistita. Le pratiche sportive sono essenzialmente quelle legate al lago Trasimeno nei pressi del quale è possibile praticare surf, windsurf, canottaggio, nuoto e kitesurf. Nella zona del Trasimeno Wake Park, troverete un piccolo lago di origine artificiale con un impianto a fune di natura elettrica grazie al quale, agganciati ad una corda, si potrà scivolare su di una tavola sull’acqua muniti di apposita attrezzatura costituita oltre che dalla tavola, da scarpe adeguate, giubbotto salvagente e caschetto. Istruttori autorizzati e competenti vi guideranno nel vostro percorso di skilift.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Come Arrivare:</b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per giungere a Castiglione del Lago non avrete problemi poiché il territorio è ben collegato sia sotto il profilo stradale che sotto quello ferroviario. Giungendo in auto, potrete imboccare l’A1: provenendo da sud dovrete prendere l’uscita Fabro, da Nord l’uscita Bettolle, seguendo poi le indicazioni stradali per la città di Perugia. Venendo in treno, invece, potrete usufruire della stazione di Castiglione del Lago, oppure Terontola o Chiusi e poi raggiungere la località in auto. Da Passignano potrete arrivare a Castiglione del Lago via traghetto oppure potrete prendere l'autobus dal terminale Partigiani. L’aeroporto più vicino è quello di Sant'Egidio di Perugia ubicato a meno di 60 km da Castiglione.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs16lh1-5 ff1">Guarda il Video del Bellissimo BORGO-CASTELLO</span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/cdYHHR-2bIE">https://youtu.be/cdYHHR-2bIE</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 07:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: IL PIEMONTE]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Inizialmente il termine Piemonte significa "al piede del monte" e identificava i possedimenti dei Savoia, limitati ai tratti compresi in prossimità del Sangone, della Dora Riparia e del Po. Successivamente il termine si estese ad indicare una parte sempre più ampia della pianura al di qua delle Alpi, elevata nel 1418 a Principato, in concomitanza con le conquiste sabaude. Il legame con il paesaggio alpino è evidente tanto da costituire un confine naturale su tre lati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/piemonte5blog.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le catene montuose che interessano il Piemonte sono le Alpi e gli Appennini, che circondano la regione a ovest e a nord. In particolare, i settori alpini che attraversano la regione sono le Alpi Marittime, le Alpi Cozie, le Alpi Graie (Alpi Occidentali, a confine con la Francia e la Valle d'Aosta), le Alpi Pennine e le Alpi Lepontine (Alpi Centrali, a confine con la Svizzera). Il settore appenninico che interessa il Piemonte è invece l'Appennino ligure (Appennino Settentrionale), situato al confine con Liguria ed Emilia-Romagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un territorio diviso piuttosto equamente tra monti, colline e pianure dove si estendono boschi di conifere (il Piemonte è la prima regione italiana per superficie forestale, con circa un milione di ettari di boschi), che scendendo di quota lasciano presto il posto a faggeti e castagneti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/piemonte4blog.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le principali zone collinari sono il Canavese a nord-ovest, le Langhe e il Roero a sud, il Monferrato al centro, le Colline Novaresi e del Vergante a nord ed i Colli Tortonesi a sud-est. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti, mentre l'allevamento, un tempo molto diffuso, è ora concentrato nelle pianure meridionali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale e morenica presenti nella regione. Il lago Maggiore, che segna il confine a est con la Lombardia, insieme al suo emissario, il fiume Ticino, è uno dei laghi più grandi d'Italia. Lago d'Orta è il secondo lago della regione per estensione, tra le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, la cui peculiarità è di avere al centro l'Isola di San Giulio e poi Lago di Viverone, il terzo lago per estensione, tra le province di Torino e di Biella. Tra i laghi naturali di dimensioni decisamente più ridotte si citano il Lago di Mergozzo, il Lago Sirio, il Lago di Candia ed i Laghi di Avigliana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella regione ci sono numerose aree protette, estese per più di 193.000 ettari, pari a circa il 10% della superficie regionale; tra queste troviamo due parchi nazionali, il Gran Paradiso e la Val Grande, 56 tra parchi e riserve regionali e numerose aree protette provinciali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/piemonte3blog.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Abitato fin dal paleolitico nei primi anni successivi alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente il Piemonte passò sotto il controllo delle popolazioni germaniche e a metà del VI secolo l'Italia venne riconquistata dai romani, per poi cadere nelle mani dei Longobardi nel 568, di Carlo Magno nel 774, dei saraceni nel IX e X secolo di cui subì nuove incursioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Rispetto a quando avvenne nel resto dell'Italia settentrionale, in Piemonte si svilupparono in modo preponderante le signorie territoriali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Ducato di Savoia nacque nel 1416 dall'elevazione a rango ducale della Contea di Savoia, Stato tenuto dalla dinastia dei Savoia, e dall'unione della contea di Savoia con il principato di Piemonte. A seguito della fusione del 1847, con l'incorporazione nel Regno di Sardegna ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello Stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale. Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-1861), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Molto sviluppate sono anche le industrie, soprattutto quella automobilistica con il gruppo FIAT e le aziende collegate. Di rilievo sono anche i settori chimico, alimentare (la regione è la prima d'Italia per produzione di cioccolato, sono molto conosciuti i Gianduiotti), tessile e dell'abbigliamento. Tra le regioni italiane, il Piemonte è quella che più investe nell'industria elettronica, storicamente legata alla Olivetti di Ivrea. Nel settore terziario, assumono importanza le attività bancarie e assicurative, il commercio, l'editoria e il turismo alpino e lacustre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/piemonte1blog.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto 342 prodotti piemontesi come "tradizionali" nella sua Ventesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali. Il Piemonte è sesta regione d'Italia per numero di prodotti dietro a Campania, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna e Veneto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Inoltre è terra di numerose specialità culinarie per le quali si può effettivamente parlare di cucina piemontese. Anche il settore enologico è di notevole rilevanza. Barolo, Barbaresco, Barbera, Asti spumante, Grignolino, Dolcetto, Erbaluce di Caluso, Gattinara sono tra i più noti vini tipici, ormai presenti nelle maggiori aste internazionali. I vini piemontesi si possono degustare direttamente dai produttori (nelle 13 Enoteche Regionali, nelle oltre 30 Botteghe e Cantine del Vino), nelle cantine o nelle vinerie e “wine bar” disseminati su tutto il territorio. Di particolare rilevanza sono inoltre le Cattedrali sotterranee, veri e propri esempi di ingegneria enologica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il turismo in Piemonte offre svariate possibilità di intrattenimento. Un posto di rilievo è occupato dal patrimonio artistico-culturale condiviso da città e paesi ricchi di testimonianze di differenti periodi storici: palazzi barocchi, le Residenze Reali, le chiese, i castelli, le città termali (Vinadio, Acqui Terme, Lurisia o Agliano Terme per citarne alcune) e le mete del turismo religioso (tra cui spicca il Santuario di Oropa) sono parte di una molteplicità di itinerari di carattere storico e ambientale, tra paesaggi collinari, montani e di pianura. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Dove alloggiare in Piemonte - Dove angiare in Piemonte - Tutto per il tuo Viaggio in Piemonte... <a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/in-piemonte.html" target="_blank" class="imCssLink">CLICCA QUI</a></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner1.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli innumerevoli beni architettonici, testimoni dell'epoca romana, romanica, barocca, liberty, art nouveau e contemporanea, si alternano a oltre 150 musei di rilevanza spesso internazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Torino presenta un'offerta culturale in continua crescita e basata su musei di rilevanza internazionale: Museo Egizio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, Museo nazionale dell'automobile, i Musei Reali (comprendenti Palazzo Reale di Torino, Armeria Reale, Biblioteca Reale, Galleria Sabauda, Museo di antichità), Museo civico d'arte antica, Museo delle arti decorative - Fondazione Pietro Accorsi, Museo nazionale del Risorgimento italiano e molti altri. Se Torino è riconosciuta come la capitale del Liberty, molto apprezzata dai turisti è anche la sua veste architettonica barocca, punto di congiunzione tra l'architettura italiana e quella francese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Iscritti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità sono le Residenze Sabaude: Palazzo Reale di Torino, Palazzo Carignano, Castello del Valentino, Palazzina di caccia di Stupinigi, Reggia di Venaria Reale, Palazzo Madama, Villa della Regina, Castello di Racconigi, Castello di Pollenzo, mentre gli itinerari delle quindici Residenze Sabaude del Piemonte sono denominati "Corona di Delizie", con Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Castello del Valentino, Villa della Regina, Reggia di Venaria Reale, Borgo Castello nel parco de La Mandria, Castello di Rivoli, Palazzina di caccia di Stupinigi, Castello di Moncalieri, Castello Reale di Racconigi, Castello di Pollenzo, Castello ducale di Agliè, Castello di Govone, Reggia di Valcasotto. Altri itinerari caratteristici sono i tredici Borghi Storici del Piemonte (Bergolo, Candelo, Chianale, Cortemilia, Garessio, Levice, Macugnaga, Mombaldone, Neive, Orta San Giulio, Ostana, Saluzzo, Usseaux).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>SCOPRI TUTTI I SERVIZI TURISTICI IN PIEMONTE... <a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/in-piemonte.html" target="_blank" class="imCssLink">CLICCA QUI</a></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Di grande fascino i Luoghi della Spiritualità, come l'Abbazia di Vezzolano o la Via Francigena che percorre la Val di Susa (lungo la quale si collocano numerosi castelli e monumenti di arte sacra come la Sacra di San Michele - monumento simbolo della Regione Piemonte -, le Abbazie della Novalesa, di San Giusto di Susa, di Sant'Antonio di Ranverso, le antiche certose come Montebenedetto e un patrimonio diffuso di cappelle affrescate) o ancora i sette Sacri Monti piemontesi, patrimonio dell'umanità UNESCO: Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa con il suo maestoso santuario, Orta e Varallo). L'esteso territorio collinare dell'alto e basso Monferrato è punteggiato da castelli medievali che si ergono tra i vigneti, mentre le Langhe, tra vini pregiati e specialità eno-gastronomiche, richiamano i grandi scrittori del Novecento (Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, Beppe Fenoglio tra Alba, Murazzano e Bossolasco, Giovanni Arpino a Bra). Un itinerario romanico non può prescindere da una visita alle abbazie di Staffarda, di Santa Giustina, dei Santi Nazario e Celso e alla basilica di Sant'Andrea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dal 1967, ogni terza domenica di luglio, si celebra la Festa del Piemonte, facendola coincidere con la commemorazione della storica Battaglia dell'Assietta. In questo giorno, migliaia di persone, oltre ai sindaci di Val di Susa e Val Chisone, salgono fino ai 2566 metri del colle dell'Assietta, dandosi appuntamento per celebrare la "Festa dël Piemont".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Festa solitamente si svolge con due giorni di rievocazione storica, della quale sono parte essenziale i figuranti del Gruppo storico Pietro Micca di Torino con le loro divise di soldati sabaudi del XVIII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Di particolare interesse il paesaggio coltivato a vigneto di Langhe, Roero e Monferrato anch’esso iscritto dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/6piemonte5blog.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Diffusissimi sono gli agriturismi e le strutture che offrono specialità casalinghe della tradizione piemontese tra cui la Robiola di Roccaverano, Castelmagno e Raschera, per citarne alcuni, i salumi, gli insaccati ed i risi. Immancabile nel menù turistico, il famoso Tartufo d'Alba, oggetto dell'annuale Fiera e Asta Mondiale tra ottobre e novembre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 ff1">SCOPRI TUTTI I SERVIZI TURISTICI IN PIEMONTE...</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/in-piemonte.html" target="_blank" class="imCssLink">CLICCA QUI</a></span></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Piemonte ha un'importante tradizione per quanto riguarda il folklore popolare talvolta trattasi di veri intrecci enogastronomici e culturali, come, per citarne alcuni, il Carnevale di Ivrea, il Palio di Asti, il Festival delle sagre astigiane, la Sagra dell'Uva di Caluso, l'Assedio di Canelli e tanti altri della medesima rilevanza a livello nazionale ed internazionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dal punto di vista del turismo alpino, la Regione Piemonte si distingue per grandi numeri: 53 stazioni sciistiche, 14 snowpark, 300 impianti di risalita, per un totale di oltre 1.300 km di piste, conosciute a livello internazionale ma non meno diffuso, è il turismo incentrato sulla valorizzazione dei laghi piemontesi, primo fra tutti il Lago Maggiore, destinazione ambita per la ricca vegetazione dei giardini botanici, per i tesori artistici e naturali delle montagne circostanti e per un vero gioiello naturale costituito dalle Isole Borromee, visitate annualmente da migliaia di turisti. Da non dimenticare anche il lago d'Orta con l'isola di San Giulio, il lago di Mergozzo e i laghi di Avigliana, per chi è in cerca di luoghi insoliti e affascinanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Guarda il Bellissimo Video</b></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/A7vvhPB_z7s">https://youtu.be/A7vvhPB_z7s</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 06:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli Italiani e i loro Fantasmi: Castello di Montebello e la Leggenda di Azzurrina]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AE"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Rimini. Entroterra. Su una collina che domina le verdi vallate del fiume Marecchia e del torrente Uso, sorge la <strong>Rocca di Montebello di Torriana</strong>. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Considerata </span><strong class="fs14lh1-5 ff1">uno delle fortificazioni più interessanti di tutta la Romagna</strong><span class="fs14lh1-5 ff1">, dai suoi 436 mt di altezza osserva il territorio circostante dell’Emilia-Romagna e delle Marche.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrina9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dall’alto dei suoi 436 metri, Montebello (frazione di Torriana, Rimini) domina la valle del Marecchia e dell'Uso, offrendo al proprio visitatore un affascinante panorama. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La sua poderosa Rocca ha ben mille anni di storia da narrare: fu non a caso posta a guardia di una via, quella che risale la Valmarecchia di grande valore strategico poiché rappresentava il collegamento principale con il Montefeltro e con la Toscana, e rappresenta senza dubbio uno degli edifici storici più interessanti della Signoria malatestiana di tutto il territorio romagnolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrina2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello ha la particolarità di poggiare le sue fondamenta proprio sul picco del un monte. È un complesso in cui è possibile leggere ancora con chiarezza gli interventi subiti nel corso di secoli, da quelli più strettamente militari a quelli finalizzati all'adattamento in dimora nobiliare. Il mastio e parte della fortezza sono ancora quelli risalenti all’originale struttura, databile intorno all'anno 1000.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrina5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">​</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In realtà la primissima costruzione in muratura della Rocca è di epoca romana (III secolo): una torre a pianta quadrata ora inserita nella struttura del castello. L'insediamento altomedievale successivo portò in eredità il nome latino “Mons belli” (Monte della guerra). La residenza signorile risale invece alla seconda metà del 1400, quando ai Malatesta subentrarono i Conti Guidi di Bagno, tuttora legittimi proprietari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrina7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ai saloni dei pranzi e delle feste contenuti al suo interno, si affiancano dunque ancora oggi la torre difensiva e le celle militari. La visita alla Rocca riserva molte sorprese per i tesori e i segreti che vi sono custoditi. Vi si trovano mobili di gran pregio che vanno dal 1300 al 1700, panoramica unica su circa 500 anni di storia del mobile italiano. Tra la collezione di forzieri e cassapanche tra cui spicca una cassa dipinta risalente, si dice, alle crociate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrina3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cunicoli misteriosi &nbsp;e antichi passaggi sono stati il teatro della leggenda di Azzurrina, una bimba di circa 5 anni, figlia del feudatario, scomparsa nei sotterranei del castello nel 1375. La Rocca negli anni '70 è stata oggetto di un ampio intervento di rifacimento.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sapete come nasce una leggenda? Da una storia vera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Montebello-di-Torriana-_azzurrina.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La storia di Azzurrina è la storia di Guendalina, bimba dagli occhi color cielo, figlia di un certo Ugolinuccio o Uguccione, feudatario di Montebello, la quale nel 1375 fu la protagonista di un triste fatto di cronaca. Era il 21 giugno quando, nel nevaio della vecchia Fortezza, la bimba scomparve e non venne mai più ritrovata. Questa in breve è la sua storia che, tramandandosi oralmente per circa 3 secoli, si arricchì di elementi di fantasia. Ma perché se ne parlò tanto? </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il motivo lo apprendiamo da una Miscellanea di racconti della Bassa Val Marecchia, frutto di un gusto seicentesco per le fabulae popolari. La penna di un raccoglitore di storie del XVII secolo fermò così, su carta, il lungo volo di quella che, ormai, era già una leggenda: Azzurrina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>“… aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini …”</i></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrina8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da qui, dunque, deriva il soprannome di Guendalina e la sua suggestione, da un ‘vero’ fenomeno che, se visto più da vicino, si scopre risultato di una tinta venuta male, perché la bambina nacque, in realtà, con capelli bianchi: albina. La diversità dell’altro è una cosa che non di raro spaventa l’uomo, oggi come un tempo. Il sospetto poi, portato all’estremo, conduce a volte, a credere in estremi rimedi. Eliminare il diverso e con esso ciò che rappresenta, può essere visto come una soluzione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fu allora, per difendere (o nascondere) la figlia che i genitori le tinsero i capelli, ma il bianco dell’albinismo non trattiene il colore, reagisce al pigmento diventando azzurro. Ecco spiegato lo ‘strano’ caso e l’appellativo ad esso legato. Eppure, il fascino che ancora esercita sui molti visitatori del Castello, sui produttori di trasmissioni televisive, sui semplici curiosi, rimane riposto nell’arcano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa spinge tanta gente a percorrere le tortuose strade della millenaria rupe, per giungere in fine alla Rocca di Mons Belli? Per scoprirlo riprendiamo il manoscritto seicentesco e continuiamo a leggere:</span></div><div class="imTACenter"><i><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></i></div><div class="imTACenter"><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“… e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire.”</span><br></i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/castleofazzurrinacop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ai turisti in visita alla Rocca vengono fatte ascoltare tutte le registrazioni. Le reazioni rimangono tuttora le più diverse, se non addirittura contrastanti. Ad alcuni sembra un pianto di bambina, ad altri una risata, molti dicono di sentirci una voce, di distinguerci una parola, tanti altri sostengono di non sentirci né più né meno che vento e pioggia nel temporale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fra le mura del leggendario Castello è stato girato </span><strong class="fs14lh1-5 ff1">il film Azzurrina</strong><span class="fs14lh1-5 ff1">, un lungometraggio horror del regista Giacomo Francios, la cui lavorazione è stata sospesa diverse volte ed in circostanze misteriose.</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 May 2023 07:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani Marinari : Santa Maria di Leuca]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Puglia"><![CDATA[Puglia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000066"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Santa Maria di Leuca (in fondo a questa pagina trovi uno spettaccolare video) è ormai nell’immaginario collettivo il punto di confine fisico fra i due mari, Mar Ionio e Mar Adriatico. Questa particolarità ha dato origine nel corso del tempo a tante leggende e storie che hanno aumentato l’indiscusso fascino della località salentina. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Splendide spiagge e mare azzurro la rendono un’ottima meta per le vacanze estive ma Santa Maria di Leuca offre tantissimi altri spunti per una vacanza lunga o breve di sicuro interesse.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa_Maria_di_Leuca5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dall'ottobre 2006 il territorio di Santa Maria di Leuca rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un fondale ricco di meraviglie accoglierà i sub che vogliono godere dei colori delle gorgonie, dei coralli rossi e di incontri inaspettati con tartarughe e altri splendidi esemplari marini. Ma i fondali di Leuca nascondono anche, fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, lo scafo del sommergibile oceanico italiano Pietro Micca, affondato durante la seconda guerra mondiale col suo equipaggio di 58 marinai, e la Madonnina sommersa. La statua pesante circa 4 tonnellate e alta circa 3 metri è posta a 15 metri di profondità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa_Maria_di_Leuca7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma torniamo in superficie! Una famosa leggenda narra che Santa Maria di Leuca (o forse Porto Badisco, ma più probabilmente Castro) sarebbe stata il primo approdo di Enea e anche di San Pietro, il quale, arrivato dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione. L’arrivo di San Pietro è peraltro celebrato dalla presenza della colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica. Una scalinata di 296 gradini collega la Basilica al sottostante porto facendo da cornice alla cascata monumentale dell'Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa_Maria_di_Leuca12.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Leuca è una località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche, costruite secondo vari stili per la maggior parte dagli architetti Ruggieri e Rossi. Verso la fine del XIX secolo si contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le ville meglio conservate e che più caratterizzano il luogo si ricordano: Villa Daniele, Villa Gioacchino Fuortes oggi Antonio Fuortes (sede della locale Pro Loco Leuca), Villa Mellacqua, Villa La Meridiana (già Villa Ruggieri), Villa Tamborino-Cezzi, Villa Loreta Stefanachi, Villa Episcopo, Villa Colosso, Villa Arditi, Villa De Francesco, Villa Seracca, Villa Ramirez-De Castro, Villa Felicita, Villa Maruccia (già Villa Sangiovanni). </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa_Maria_di_Leuca8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante la II guerra mondiale, a molte ville furono sottratti gli elementi decorativi metallici (balaustre, ringhiere, ecc.) necessari per la produzione di armi; inoltre nello stesso periodo quasi tutte le ville furono requisite ai proprietari e utilizzate per l'accoglienza agli sfollati. Alcune subirono gravi danni e, alla fine della guerra, furono ristrutturate in maniera tanto radicale da essere spesso rovinate. Altre ville sono andate in disuso, mentre solo alcune conservano ancora l'aspetto originario, sia esterno sia interno. Per celebrare le sue meraviglie architettoniche, Santa Maria di Leuca organizza ogni anno “Ville In Festa” un’occasione imperdibile per poter visitare alcuni angoli incantevoli della cittadina e i giardini delle più belle ville ottocentesche che impreziosiscono il lungomare. Altra testimonianza di questo passato di nobiltà sono le bagnarole in pietra, tipiche strutture realizzate in prossimità del mare e riservate alle donne dell’aristocrazia salentina, le quali potevano così accedere al mare al riparo da occhi indiscreti e dal sole.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/torre_omo_morto_leuca.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altro elemento architettonico che non può mancare durante una visita a Leuca è la Torre dell'Uomo Morto o Torre dell'Omomorto, una delle centinaia di torri che si trovano con cadenza regolare lungo tutta la fascia costiera salentina. Oltre che come elementi di difesa, tali torri servivano soprattutto ad avvistare l'eventuale presenza e avvicinamento delle navi dei Turchi e a dare l'allarme verso l'entroterra attraverso segnali luminosi che venivano immediatamente trasmessi da una torre a quella successiva. La denominazione Uomo Morto è dovuta ad alcune ossa umane ritrovate al suo interno. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E poi il faro! Da sempre in tutto il mondo elemento di grande fascino per qualsiasi località marinara, il faro di Santa Maria di Leuca è situato sulla Punta Meliso. Fu progettato dall'ingegner Achille Rossi e attivato per la prima volta il 6 settembre 1866. E’ alto 48,60 m dalla base e si trova a 102 m sul livello del mare. Emette tre fasci di luce che, in particolari condizioni meteorologiche, sono visibili a oltre 40 km. Con una scala a chiocciola di 254 gradini si può salire alla gabbia dell'apparato di proiezione. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/faro-di-leuca.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1937 l'alimentazione del faro, che fino a quel momento era a petrolio, fu trasformata a energia elettrica. La lanterna originale venne costruita a Parigi e sostituita più volte (1941 e 1954) insieme all'apparato rotatorio. Il posto migliore per osservare l’abbraccio dei due mari potrebbe essere il belvedere di Punta Meliso ai piedi del Faro dove si trova la grande piazza ed il colonnato della Basilica de Finibus Terrae. Da qui si ha anche un bella vista su tutto il panorama di Leuca, il porto turistico, la splendida baia costeggiata dal lungomare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma l’elemento più affascinante che circonda questi luoghi sono sicuramente le molte leggende che nel corso del tempo hanno arricchito la cultura di Leuca. Dai miti pagani a quelli cristiani il passaggio era inevitabile e si dice che fu San Pietro a ‘metterci una croce sopra’ (quindi dimentichiamo tutto e ricominciamo daccapo), frase che anticamente stabiliva che gli antichi tempi dovessero essere sostituiti dalle mura di una chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa_Maria_di_Leuca11.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da sempre il santuario di Santa Maria di Leuca o De Finibus Terrae è luogo di pellegrinaggio redentivo. Ma non solo per i peccatori vivi, bensì anche per le anime di chi è già trapassato che secondo la credenza vengono qui in pellegrinaggio per arrivare prima in paradiso o quanto meno per liberarsi della terra dei vivi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche l’incontro dei due mari ha prodotto miti e leggende che si tramandano da secoli. Una leggenda vuole che nelle notti di tempesta, delle streghe ballino e urlino nelle cavità rocciose e che non esitino a portare via chiunque si avvicini agli scogli. Altra leggenda legata all’urlo dei due mari che si incontrano, è quella del pianto di un bambino. La leggende nasce nel periodo delle invasioni saracene, quando una donna, innamoratasi di un saccheggiatore, diede alla luce un figlio ma impazzi è lo gettò dalla scogliera. Leggenda o realtà, nessuno lo sa ma di certo le donne che subivano gli assalti degli invasori saraceni, partorendo i loro figli erano destinate all’emarginazione e alla conseguente pazzia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa_Maria_di_Leuca1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alloggiare in paese quasi sempre permette con una piccola passeggiata a piedi di raggiungere il lungomare e le calette di sabbia di Leuca, i lidi e gli stabilimenti balneari a ridosso del lungomare. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Leuca è una ridente cittadina che offre tantissime occasioni di svago tra eventi, sagre e feste patronali e locali sul mare. Il lungomare è una vera passeggiata nel blu del cielo e del mare, nonché il percorso dello shopping più esclusivo, sede dei locali più glamour di Leuca e degli eventi più importanti. Il toponimo Leuca deriverebbe dal Greco leukos, bianco, un nome con il quale gli antichi naviganti in transito da e per l’antica Grecia, volevano indicare questo approdo tra le scogliere. Ancora oggi, a colpire lo sguardo di chi arriva a Leuca, è senz’altro la sensazione di spazio, di luce, del bianco di cui si accendono le case e le pietre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 May 2023 05:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli d' Italia: Il Castello SVEVO DI Trani e la leggenda del Fantasma di Armida]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Puglia"><![CDATA[Puglia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il castello svevo di Trani è un castello edificato nella città di Trani nel 1233 sotto il regno di Federico II. Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas.</span></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs16lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/9cnse6abet2z9ynbo14zwzm77v78vuap"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">LA STORIA DEL CASTELLO<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Importante caposaldo sulla costa pugliese del sistema castellare Federiciano, nel XIII secolo il più moderno d'Europa, sorge a breve distanza dalla celebre cattedrale, strategicamente collocato al centro di una rada, i cui bassi fondali si sarebbero sempre rivelati un'ottima difesa naturale, sia dalla furia delle onde che da eventuali attacchi sul fronte settentrionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Su modello dei castelli crociati di Terra Santa, a loro volta debitori dei Castra Romani, ebbe semplice e funzionale impianto quadrangolare, rinforzato ai vertici da quattro torri quadrate di uguale altezza, paramento esterno a bugnato, un antemurale-muro di cinta percorribile, munito di frecciere e merlato-che delimita tre cortili sui fronti est, sud e ovest, fossato acqueo inondato dal mare.</span><br></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ioyyg1aytls75stmj3fg46u9pgkiy1fk"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Passato, col succedersi delle dinastie, prima agli Angioini, poi agli Aragonesi, fu sempre, fino ai nostri giorni, di pertinenza &nbsp;demaniale, tranne un breve periodo (1385-1419), allorché fu assegnato al capitano di ventura Alberico da Barbiano, in grazia dei servigi resi a Carlo III di Durazzo in lotta per la successione con Luigi D'Angiò.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/ichl0punr65b7e1f1lpseukbuo8zgr0r"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Conservando inalterata la valenza strategica della posizione, nel XVI secolo, con l'avvento delle armi da fuoco, il castello venne adeguato alle nuove tecniche difensive, rispondendo alla diffusa esigenza di rifortificazione delle coste mediterranee dell'Imero doi Carlo V di Asburgo, minacciate dall'avanzata turca. L'operazione comportò l'ispessimento del frone meridionale, meno protetto dalla natura e prospiciente l'aperta campagna, e la realizzazione di due bastioni agli spigoli opposti di sud-ovest (a punta di lancia) e nord-est (a pianta quadrata), assicurando la copertura a fuoco radente dell'intero perimetro della fortezza. Il Castello coprì ininterrottamente il suo ruolo di presidio militare, ad eccezione degli anni 1586-1677, quando fu sede della Sacra Regia Udienza della provincia di Terra di bari, finchè, nel XIX secolo, fu adibito a carcere centrale provinciale, destinazione cessata soltanto nel 1974. Restaurato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Puglia, dal 1979, è stato aperto al pubblico il 5 giugno 1998.</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/57osb8lt8spy0j2ae5gccn6or5rcgu6z"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>LA LEGGENDA DEL FANTASMA DI ARMIDA:</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">All'interno dell'antico maniero dimorerebbe lo spettro di Armida. Questa era una ragazza giovane e bella, tanto bella da essere causa di invidia di tutte le donne dell'antica Trani. Armida si sposò con il signore del castello, un uomo buono e nobile; la ragazza però non lo amava e questa convivenza forzata era per lei causa di tristezza e dolore. Secondo alcuni forse la ragazza fu costretta al matrimonio dalla sua famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Come in tutte le storie simili, Armida si innamorò di un giovane cavaliere che risiedeva e prestava servizio a corte; i due divennero presto amanti ma i loro incontri segreti, seppur rapidi e fugaci, non passarono inosservati. Il signore del castello venne a sapere dell'amore proibito, pugnalò a morte il giovane cavaliere ed imprigionò Armida in una cella del castello, dove la ragazza si lasciò morire in preda a dolore e sconforto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il fantasma di Armida apparirebbe con indosso un vestito grigio scuro, con i lineamenti del viso ben delineati ed i capelli lunghi e nerissimi; i suoi occhi sarebbero di un azzurro penetrante, brillanti a &nbsp;a detta di alcuni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sarebbe uno spettro buono, non avrebbe mai spaventato qualcuno di proposito, anche se son certo che un incontro ravvicinato desterebbe paura e stupore in chiunque: alcuni dicono che sarebbe avvezza al contatto e che, prima di scomparire, si lascerebbe quasi sfiorare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Trani sembra molto legata al suo fantasma nel castello e non mancherebbero le testimonianze di chi giurerebbe di aver intravisto lo spettro aggirarsi tranquillamente tra le sale del vecchio maniero. Una leggenda molto interessante ed affascinante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video del Castello</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/aYiFomqs4jw">https://youtu.be/aYiFomqs4jw</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 May 2023 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lazio: Tempio di Giove Anxur a Terracina]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005A"><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">Il tempio di Giove Anxur </span><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">o Santuario romano di Monte Sant'Angelo </span><span class="imTALeft fs12lh1-5 cf1 ff1">(in fondo alla pagina trovi il bellissimo video)</span><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">, </span><span class="imTALeft"><span class="ff1"><span class="fs14lh1-5">è un tempio romano costruito su un'imponente sostruzione del I secolo a.C. sul monte Sant'Angelo, a Terracina, in provincia di Latina nel </span><span class="fs14lh1-5"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a></b></span><span class="fs14lh1-5">. </span></span></span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il monte Sant'Angelo, noto anche come monte Giove (per i Romani mons Neptunius, 227 m s.l.m.) costituisce l'ultima propaggine dei monti Ausoni, che giunge fino al mar Tirreno, chiudendo a sud la pianura pontina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulle sue pendici meridionali era sorto il centro ausonio di Tarracina, poi volsco con il nome di Anxur e conquistato definitivamente dai Romani alla fine del V secolo a.C.. Nel 329 a.C. la città divenne colonia romana e nel 312 a.C. il monte fu aggirato alle spalle dal tracciato della nuova via Appia, tra Roma e Capua. A quest'epoca risalgono i primi terrazzamenti in opera poligonale, per l'erezione di un primo santuario, probabilmente legato al culto oracolare e forse non comprendente un tempio. Alla seconda metà del II secolo a.C. si deve un rifacimento con una serie di ambienti addossati alla roccia a monte (cosiddetto "piccolo tempio").</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur-particolare3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La facciata della grande costruzione a terrazza: i</span><span class="fs14lh1-5 ff1">n epoca sillana, agli inizi del I secolo a.C., si data una monumentale ricostruzione, con una cinta muraria e un campo militare per il controllo del passaggio della via Appia e il nuovo grande tempio, edificato su una scenografica terrazza di fondazione in opera incerta, con portico retrostante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo l'epoca romana il santuario fu distrutto e incendiato e i resti furono noti in epoca medioevale con il nome di "palazzo di Teodorico". Nell'alto Medioevo nella zona del cosiddetto "piccolo tempio" si insediò un monastero benedettino dedicato a San Michele Arcangelo, dal quale l'intero colle prese il nome attuale. In particolare un corridoio interno di sostruzione fu trasformato in chiesa, con affreschi del IX secolo. Altre strutture medioevali (resti di una torre quadrata e di mura di recinzione e tracce di frequentazione del XIII secolo) testimoniano la continuazione dell'uso militare della sommità del colle.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'area venne definitivamente abbandonata alla fine del XVI secolo, con lo spopolamento della città di Terracina. Al 1894 risalgono i primi scavi, condotti dallo studioso locale Pio Capponi, seguiti da altri scavi di Luigi Borsari nel 1896.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur5.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La tradizionale identificazione della divinità del tempio con Iuppiter Anxur, divinità protettrice della città e probabilmente oggetto di culto urbano, è messa in dubbio sia dal ritrovamento di un'iscrizione recante il nome della dea Venere che dalla presenza di alcuni oggetti votivi (tra cui colombe in pasta vitrea) che recavano incisioni con dedica a Venus Obsequens.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il santuario minore (probabilmente il più antico) doveva essere invece dedicato al culto della dea Feronia, forse introdotto nella regione già all'epoca dell'occupazione volsca nel V secolo a.C. Tale culto è infatti attestato anche in altri punti della città e, le fonti antiche, ricordano la presenza di un fanum Feroniae (bosco sacro) presso monte Leano. Alla dea Feronia poteva essere stato dedicato il più antico edificio templare, costruito sulla terrazza detta del "piccolo tempio" (del terzo quarto del II secolo a.C.), che dominava direttamente la città e la sua pianura agricola, mentre la terrazza adiacente, trasformata in seguito per l'erezione del tempio successivo, doveva essere in un primo momento riservata all'oracolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxurcop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cinta muraria costruita a nord del santuario come sbarramento della via Appia, fu forse dovuta al pericolo determinato dal risalire di Silla verso Roma (83 a.C.) durante la sua lotta con Mario. La successiva vittoria di Silla determinò forse il progetto edilizio che doveva rivoluzionare la struttura dell'antico santuario, aggiungendovi il grandioso tempio dedicato a Venere, protettrice della fortuna del dittatore e un nuovo culto destinato a mettere in ombra la più antica divinità, rivolto verso il porto e le attività commerciali e non più verso la città e le attività agricole del territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il santuario, giunto fino a noi nel rifacimento di epoca sillana, comprende una terrazza superiore ("campo trincerato") con uso prevalentemente militare, e una terrazza inferiore, che ospita il grande tempio e il santuario oracolare. Verso ovest una terza terrazza ("piccolo tempio") presentava una serie di camere a volta, ornate da affreschi e fu in parte rimaneggiata per l'inserimento del convento di San Michele Arcangelo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il "campo trincerato"</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La parte alta del santuario corrispondeva alla zona militare, dotata di una cinta di mura con nove torri circolari che proteggeva il santuario e lo collegava all'acropoli della città. Il campo era costituito da un portico su tre lati di un piazzale aperto verso sud: alle spalle del braccio di fondo era un camminamento di ronda e una serie di cisterne collegate tra loro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">All'angolo sud-ovest del piazzale si trova un piccolo tempio in antis (con cella preceduta da due colonne tra i prolungamenti del muro della cella stessa).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-12" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur-particolare.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il tempio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulla grande costruzione inferiore sorgeva il "grande tempio" (18,70 x 32,58 m), con orientamento divergente da quello della terrazza e con la facciata volta quasi esattamente verso sud.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'edificio sorgeva su un alto podio, a cui si accedeva con una scalinata frontale di dodici scalini, che forse ospitava al centro l'altare. Il pronao, profondo quasi quanto la cella, aveva sei colonne corinzie in calcare sulla fronte e quattro sui lati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cella, a pianta quasi quadrata (14,10 x 13,60 m), era decorata all'esterno da sei semicolonne sui fianchi e sei sul retro, in muratura stuccata, addossate alle pareti. All'interno era un mosaico in tessere bianche, bordato da una semplice fascia nera, e sul fondo era il podio per la statua della divinità. In un primo momento la cella era più ampia all'interno, ma venne in seguito foderata da un muro interno di rinforzo, forse in seguito ad un incendio. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il corridoio esterno con le arcate che mettono in comunicazione gli ambienti</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/tempio-di-giove-anxurinterni1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il corridoio interno</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alle spalle del tempio la terrazza, ricavata in parte nella roccia, era chiusa verso nord da un portico con lo stesso orientamento dell'edificio sacro. Questo, costruito contro la roccia della collina, era sopraelevato con tre gradini e dotato in origine di un colonnato, forse corinzio. L'interno doveva essere dipinto e costituiva luogo di sosta per i pellegrini.</span><span class="fs14lh1-5 ff1">Sul fianco occidentale del tempio si trovava il santuario oracolare: una roccia naturale isolata, con cavità all'interno collegate tra loro, che permettevano di far arrivare il soffio di aria all'esterno. La roccia fu rivestita da un basamento quadrangolare in opera incerta, che sosteneva un'edicola con quattro colonnine in laterizio con capitelli ionici in travertino. Ai piedi della roccia era stata scavata una fossa, dove negli scavi del 1894 si rinvennero numerose offerte votive in piombo. Il santuario oracolare era chiuso da un muro e accessibile solo dall'estremità del portico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalla terrazza sul lato est una scala permette di raggiungere i tre ambienti coperti a volta al livello inferiore, i quali danno accesso alla facciata del basamento di sostruzione della terrazza. Questo, poggiato su un'ulteriore terrazza di fondazione e costruito in opera incerta, si presenta in facciata con dodici arcate che danno accesso ad altrettanti ambienti coperti da volte a botte e collegati da alti passaggi arcuati nei muri tra un ambiente e l'altro. Sul fondo alternativamente porte e finestre danno verso un lungo corridoio (largo circa 3,50 m) anch'esso coperto a volta e rivestito da intonaco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alle spalle del corridoio si apre una grotta naturale, a un livello inferiore, successivamente regolarizzata, probabilmente collegata con il santuario oracolare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella parte più alta della terrazza, verso ovest, resta traccia di un più antico muro di sostruzione in opera poligonale, che apparteneva alla più antica fase del santuario, costituita da due terrazzamenti a livelli diversi, poi sostituiti dalla grandiosa sostruzione sillana per l'erezione del tempio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il "piccolo tempio"</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Verso ovest un terrazzamento si pone all'arrivo dell'antica strada proveniente dalla città, che vi passava davanti. Vi si trovano nove ambienti voltati, costruiti in un'opera incerta, più irregolare e probabilmente più antica di quella del terrazzamento del tempio e aperti con arcate allungate, fiancheggiati da avancorpi più sporgenti. Anche questi ambienti comunicano tra loro per mezzo di passaggi arcuati e si aprono verso l'esterno con ampie arcate come le successive sostruzioni della terrazza del tempio. Gli ambienti conservano tracce di affreschi in primo stile pompeiano (stucchi e dipinti imitanti un rivestimento marmoreo), attribuibili al terzo quarto del II secolo a.C.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Allo stesso modo alle spalle di questi ambienti si apre un corridoio coperto a volta, attualmente in parte crollato. Alle spalle si aprono tre cisterne, la principale formata da due ambienti intercomunicanti. Nella parte superiore della terrazza resta traccia di un ambiente con pavimento in mosaico bianco e nero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">All'estremità orientale del corridoio interno si insediò la chiesa del convento di San Michele Arcangelo: di questa fase restano tracce di affreschi del IX secolo (Madonna con Bambino tra i santi Michele e Gabriele sulla parete di fondo, dove era posto l'altare). Resti di altri ambienti pertinenti al monastero, con basamenti per torchi e vasche, sono stati riportati in luce nel 1988 nella parte più alta della terrazza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'interpretazione di queste strutture è incerta: si possono riferire a una prima fase del santuario, con l'erezione di un primo tempio, oggi scomparso per i successivi interventi altomedioevali, ovvero a ambienti di alloggio e di servizio.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/Tempio-di-Giove-Anxur3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'architettura</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il santuario di Terracina si inserisce nel quadro dei grandi santuari repubblicani del Lazio, costruiti tra la metà del II e la metà del I secolo a.C. in posizioni scenografiche e dominanti, su imponenti sostruzioni a terrazze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Viene utilizzata la nuova tecnica edilizia del cementizio, recentemente elaborata a Roma, con le forme degli ordini architettonici, derivate dalla tradizione ellenistica. Il modello per la disposizione scenografica su terrazze digradanti può riferirsi ai grandi santuari della città di Pergamo, in Asia Minore, mentre i templi sorgono su alti podi e privi del colonnato sul retro (sine postico, inutile per la prevalente visione frontale). Le terrazze sono spesso circondate da portici su tre lati e spesso le arcate e le volte si affiancano o vengono nascosti dai colonnati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 2000 il Tempio di Giove Anxur viene tutelato come monumento naturale, ed è affidato in gestione dal Comune di Terracina.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/bMmh-eWR5do">https://youtu.be/bMmh-eWR5do</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 May 2023 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bandiere Blu: l’Italia per il 2023 ne conquista 16 in più]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AD"><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Bandiere Blu sono assegnate dalla ong internazionale per l'educazione alla sostenibilità Fee (Foundation for Environmental Education), con sede in Danimarca e presente in 81 paesi. Il riconoscimento è assegnato a località marine e lacustri sulla base della pulizia delle acque, la gestione dei rifiuti, le aree verdi e le piste ciclabili, i servizi sulle spiagge e nel comune, le strutture alberghiere e altro.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/bandiere-blu.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In Italia, sono 226 le località marine e lacustri che hanno ottenuto le Bandiera Blu nel 2023, 16 in più rispetto allo scorso anno: 17 i nuovi ingressi, 1 il Comune non confermato. Le new entry sono Catanzaro (Calabria); Rocca Imperiale (Calabria); San Mauro Cilento (Campania); Gatteo (Emilia Romagna); Laigueglia (Liguria); Sori (Liguria); Sirmione (Lombardia); Toscano Maderno (Lombardia); Porto San Giorgio (Marche); Termoli (Molise); San Maurizio D’Opaglio (Piemonte); Verbania (Piemonte); Gallipoli (Puglia); Isole Tremiti (Puglia); Leporano (Puglia); Vieste (Puglia); Orbetello (Toscana). Non è stata confermata Cattolica (Emilia Romagna).</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/bandiere-blu-2023.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sul podio Puglia, Campania e Toscana</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Liguria segna 2 nuovi ingressi e raggiunge 34 località, la Puglia sale a 22 riconoscimenti con 4 nuovi Comuni. Seguono con 19 Bandiere: la Campania e la Toscana, entrambe con un nuovo ingresso; la Calabria con due nuove Bandiere Blu. Le Marche salgono a 18, con un nuovo ingresso. La Sardegna conferma le sue 15 località, l’Abruzzo resta a 14, la Sicilia a 11, il Lazio a 10. Rimangono invariate anche le 10 bandiere del Trentino Alto Adige.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/1bandiere-blu-2023.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ministro Santanché: "siamo quarti in Europa per Bandiere Blu"</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">«Sono molto soddisfatta» delle Bandiere Blu ai comuni italiani rivieraschi e lacustri, «perché abbiamo scalato una posizione» quest’anno in Europa, «da quinti siamo passati a quarti». Lo ha detto la ministra del Turismo, Daniela Santanché, a margine della presentazione delle Bandiere Blu a Roma. «Ci sono tantissimi nuovi ingressi - ha aggiunto Santanché -. Questo è l’impegno dei sindaci, delle amministrazioni e delle comunità, che sono molto attenti, perché sanno che avere la Bandiera Blu vuol dire avere un turismo di qualità. Faccio un appello perché ci siano altri sindaci che partecipino il prossimo anno»</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 May 2023 10:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Luoghi da visitare in Estate in Val d'Aosta: Santuario di Notre-Dame de la Guérison]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000061"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Santuario di Notre-Dame de Guérison sorge all'inizio della Val Veny, sullo sfondo del maestoso ghiacciaio della Brenva, ed è uno dei santuari più importanti di tutta la regione della </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/valleaosta/" target="_blank" class="imCssLink">Valle d'Aosta</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Nel periodo invernale la chiesa è irraggiungibile, quindi potete visitarla solo se organizzate la vostra visita a Courmayeur in estate. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/copertina1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Situato in località Berrier, è tra i santuari più conosciuti e frequentati della Valle d'Aosta. Sin dagli inizi del Settecento era venerata nella zona una statua della Madonna, dapprima esposta in una semplice nicchia, poi trasferita in un oratorio, demolito nel 1767 in seguito a controversie sorte tra il parroco e il proprietario, Michel-Joseph Lanier. La statua fu trasferita in una cappella intitolata alla Visitazione della Vergine, fondata nel 1782 da Jean-Michel Truchet poco a monte dell'attuale santuario e distrutta nel 1919 dall'avanzamento del ghiacciaio. Nel 1821 si deliberò di costruire un nuovo edificio su cui, nel 1867, venne elevata la chiesa attuale, ulteriormente ingrandita nel tempo anche grazie a pie do­nazioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/copertina6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Consacrato dal vescovo Jans nel 1868, il santuario ha la pianta a forma di croce latina, Gli altari, e­seguiti dallo scultore Fumasoli, di Lugano, conservano dipinti di Giuseppe Stornone. A testimonianza della secolare devozione rivolta verso la Vergine qui venerata, le pareti della chiesa sono tappezzate di quadri, tavolette e oggetti ex-voto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulla strada per la Val Veny, sullo sfondo del maestoso ghiacciaio della Brenva, sorge questo caratteristico santuario, in un luogo che fin dal Seicento è stato teatro di numerose guarigioni miracolose. Già in epoca antica infatti, nella zona era venerata una statua dedicata alla Vierge du Berrier, dapprima esposta in una semplice nicchia, poi trasferita all’interno di un vicino oratorio, costruito sulla roccia (“berrier”in patois, il dialetto locale); seguì un nuovo spostamento in una cappella intitolata alla Visitazione della Vergine, poco a monte dell’attuale tempio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1816 la piccola costruzione fu abbattuta dall‘inesorabile avanzata del ghiacciaio; rimase intatta solo la statua della Madonna. In seguito a tale avvenimento, ritenuto miracoloso, si deliberò di innalzare un nuovo luogo di culto, cosa che fu realizzata nel 1867, quando fu eretto l’attuale edificio, ingrandito nel tempo grazie a pie donazioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Consacrata dal vescovo Jans nel 1868, la chiesa presenta una pianta a forma di croce latina. Gli altari, eseguiti dallo scultore Fumasoli di Lugano, conservano dipinti di Giuseppe Stornone, testimonianza della secolare devozione rivolta alla Madonna qui venerata. La fama taumaturgica della Vergine ha fatto di questo santuario un frequentatissimo luogo di culto; all’interno le pareti sono interamente tappezzate di stampelle, ex voto e doni portati dai fedeli miracolati. Le guide alpine della valle vi fanno celebrare periodicamente una messa propiziatrice. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel periodo invernale la chiesa è irraggiungibile, quindi potete visitarla solo se organizzate il vostro viaggio a Courmayeur in estate. Il panorama da qui è da lasciare senza fiato, è un punto strategico per poter infatti ammirare tutto il massiccio del Monte Bianco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/copertina8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Santuario di Notre-Dame de la Guérison, costruito nel 1792 attorno ad una statua considerata miracolosa. Quella al santuario è una delle visite più suggestive che si possono intraprendere con escursioni e passeggiate tra gli spettacolari scenari della vallata valdostana. Alle pareti si possono vedere numerosi ex-voto, a simboleggiare le richieste di aiuto e protezione degli alpinisti del posto e ogni anno il 2 luglio si celebra la messa dedicata alle Guide di Courmayeur.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/copertina7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre al Santuario, meritano una visita anche le cappelle di Regina Pacis sul Mont Chétif, San Benedetto a Dolonne, San Germano a Larzey, Madonna dei Sette Dolori all’Ermitage e San Leonardo a La Saxe.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 May 2023 06:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi d'Italia: Maratea]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Basilicata"><![CDATA[Basilicata]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000057"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una costa alta e frastagliata, piena di cale, scogli, grotte, insenature, spiagge e promontori ricchi vegetazione, insieme a fondali marini profondi e incontaminati, particolarmente apprezzati dai subacquei, rendono questa porzione di Basilicata molto gettonata come scelta turistica peraltro spesso insignita di prestigiosi riconoscimenti ambientali come la “Bandiera Blu” e le “4 Vele”. Se a questo si aggiunge l’interessante entroterra e il mondano porto turistico saremo pronti per un viaggio emozionante a tutto tondo, in quel di Maratea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/maratea-cop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E’ letteralmente abbracciata da tre dei più bei parchi del meridione: il Parco Nazionale del Pollino, a sud, i Parchi nazionali dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese e del Cilento e Valle di Diano, a nord. E ancora, lungo la costa di Maratea, a circa 500 m dalla costa, si affaccia la piccola isola di Santo Janni. Poco più grande di uno scoglio, prende il nome da un'antica cappella dedicata a San Giovanni, e ospita nei suoi fondali, un'area archeologica sottomarina tra le più importanti del Mediterraneo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/maratea-6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Maratea è ricca di storia che affonda le radici in epoca preistorica per arrivare sino ai giorni nostri. Nel centro storico ci si perde tra stradine, portali e settecenteschi edifici nobiliari ma non possono passare inosservate le 44 chiese presenti sul territorio di Maratea. Tutte bellissime ma segnaliamo: la più antica, la chiesa di San Vito (XI-XII sec), nel centro storico, al cui interno si possono apprezzare alcuni affreschi, il campanile e la cupola decorata da maioliche verdi e gialle della chiesa dell’Annunziata, che ha anche il portale d’ingresso con due leoni stilofori in pietra di epoca medioevale provenienti da una chiesa del “castello”, nome della parte vecchia di Maratea, e la maestosa Basilica di San Biagio che custodisce le reliquie del Santo Patrono. La chiesa di san Biagio è inoltre in cima all’omonimo monte, e per raggiungerla si devono percorrere tornanti panoramici assolutamente imperdibili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/tornanti-maratea.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ecco perché il territorio di Maratea è perfetto anche per gli appassionati di trekking! In particolare parliamo delle pendici dei monti Crivo e Coccovello, entrambi siti di interesse comunitario (SIC), mentre più adatto ai meno esperti è l’itinerario che dal centro storico di Maratea porta fin sotto alla statua del Redentore, sul Monte San Biagio. Alta 22 metri, la statua del Cristo Redentore è il simbolo di Maratea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/GrottaMeraviglieMaratea.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altro percorso, è quello che porta alla Grotta delle Meraviglie. Durante i lavori di realizzazione della Strada Statale 18 nella frazione Marina di Maratea furono scoperte per caso nel 1929.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il suo ingresso è posto a 76 metri di quota sul livello del mare. Assolutamente da visitare la Grotta delle Meraviglie è una vera cattedrale di stalagmiti e stalattiti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/maratea-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In fine, il Porto, nel corso del tempo ha richia</span><span class="fs14lh1-5 ff1">mato molta attenzione non solo per la posizione scenografica ma anche per aver saputo attrarre una notevole presenza turistica. Molti sono infatti i locali e i ristoranti che rendono il Porto non soltanto un attracco per barche ma anche una location elegante per la movida di Maratea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una perfetta fusione quindi, quella di Maratea, tra terra e mare, cultura, tradizione e modernità, che permette di scegliere se concentrarsi su un solo aspetto dell’offerta turistica o se abbracciarli tutti. Qualunque cosa scegliate, sono tutti ottimi punti di partenza per organizzare le prossime vacanze in Basilicata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video di Maratea</span></div><br></div><a href="https://youtu.be/1MFvnDk6htY">https://youtu.be/1MFvnDk6htY</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 May 2023 05:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La cultura religiosa del presepe di Natale]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Cultura_e_Tradizioni"><![CDATA[Cultura e Tradizioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L'origine del presepe è da ricercarsi nelle pagine del Vangelo, o meglio nella loro interpretazione. San Luca riferisce, che Maria diede alla luce suo figlio e che, dopo averlo fasciato, lo pose in una mangiatoia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/christmas-3758445_1280.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L'origine del presepe è da ricercarsi nelle pagine del Vangelo, o meglio nella loro interpretazione. San Luca riferisce, che Maria diede alla luce suo figlio e che, dopo averlo fasciato, lo pose in una mangiatoia. Da qui si dedusse che Gesù fosse nato in una "mangiatoia", e poiché in Oriente le grotte naturali servivano da rifugio ai viandanti e da stalla agli animali, si iniziò a formare l'idea che Gesù fosse nato in una grotta. Già dal 300, inoltre, Sant'Ambrogio, riferisce che, nella grotta, un bue ed un asinello avessero riscaldato col proprio alito il corpo del Salvatore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La prima descrizione, vera e propria, del luogo dove nacque Gesù, la diede comunque san Girolamo, il quale, nel 404, descrisse la grotta del Salvatore con la famosa mangiatoia, scavata nella roccia e supportata da piedi di legno. Nella grotta di Betlemme, che è ancora oggi possibile visitare, la mangiatoia di pietra venne rivestita di lastre di metallo prezioso forate, affinché i fedeli potessero vederla e toccarla, ma non portarla via. Le reliquie, presunte, della mangiatoia sono oggi conservate a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La rappresentazione del presepe, ossia la riproduzione a tre dimensioni della nascita di Cristo, che si fa nella case e nelle chiese tra Natale e l'Epifania, ha invece un'origine più tarda. Il primo presepe sarebbe stato rappresentato da San Francesco, con persone vive, a Greccio, vicino Rieti, nel Natale del 1223. Dopo questo primo evento, i frati francescani e domenicani, promossero la costruzione di presepi, non solo in tutta l'Italia, ma anche nel resto dell'Europa centrale. Questi presepi erano talvolta permanenti, oppure costituiti da figurine mobili, in legno, terracotta o altri materiali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/presepiosantamaria.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il più antico presepe italiano, tutt'oggi conservato, è quello dell'oratorio del Presepio sotto la Cappella Sistina, in Santa Maria Maggiore, a Roma. Risale al 1280, fu scolpito da Arnolfo di Cambio, ed è quasi intatto. A questo, successero molti illustri presepi scolpiti dai più grandi artisti di tutti tempi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma fu soprattutto a Genova ed a Napoli, tra il Seicento ed il Settecento, che il presepe divenne una vera e propria forma d'arte. Ed oltre alle figure della Madonna, di san Giuseppe, di Gesù bambino e del bue e l'asinello, si arricchì di innumerevoli elementi decorativi: angeli, pastori e agnelli, i re Magi a cavallo, e poi anche gente comune, mandriani, botteghe, taverne, mercati, serenate e mille altre statuine, dalle pose ed espressioni più varie.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">I presepi viventi esistono ancora, e vengono realizzati in molte località con presonaggi reali in costume. Tra i più famosi, quello di Rivisondoli, in Abruzzo, e quello di Revine, in Veneto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ogni anno a Natale, l'Angelicum di Milano tiene un'esposizione dei presepi provenienti da tutto il mondo, ed esistono numerose associazioni di amici del presepio.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il presepe è una grande tradizione del Natale. Il Papa, &nbsp;da Greccio (dove San Francesco ideò il 25 dicembre 1223 il primo presepe vivente), ha chiesto di riscoprirlo perchè "Rappresentare l'evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia". Ha affermato il Pontefice: &nbsp;il presepe "è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santuario_GRECCIO_01_Isa.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il presepe è molto più di una tradizione ripetuta senza ormai comprenderla. È un esercizio di bellezza, di ingegno, di creatività e di tradizione al tempo stesso. Ma è soprattutto la scena della più grande sorpresa di Dio al mondo ed è uno specchio onesto dell’umanità, di allora e di oggi. Ci sono i poveri e i ricchi, i credenti e gli indifferenti. C’è il buio e c’è la luce. C’è l’uomo e c’è Dio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/nativity-1.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il presepe ha tante storie locali da riscoprire. Si può allestire in molti modi senza perderne lo spirito originario che è quello ricordato da Papa Bergoglio ma certamente in Italia quello d'elezione, il più famoso è quello napoletano. Via San Gregorio Armeno è una strada del centro storico di Napoli, celebre per le botteghe artigiane di presepi. In epoca classica nella strada esisteva un tempio dedicato a Cerere, alla quale i cittadini offrivano come ex voto delle piccole statuine di terracotta fabbricate nelle botteghe vicine. Ma la nascita del presepe napoletano è molto più antica. La consuetudine di allestire presepi nelle chiese iniziò a diffondersi nel Regno di Napoli verso la fine del 1200.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/nativity2.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1600 gli artisti napoletani diedero alla rappresentazione della Natività una nuova connotazione, introducendo anche scene di vita quotidiana e nuovi personaggi; ecco, quindi, apparire le statuette delle popolane, dei venditori di frutta, dei mendicanti, insieme a figure di vario tipo, fino a raggiungere l’apice dell’ideazione creativa nel 1700, periodo in cui è ambientato il presepe napoletano che viene realizzato per le feste natalizie. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Presepe_napoletano_.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">In questa rappresentazione Paradiso e Inferno, Bene e Male, Pagano e Cristiano coesistono. Ogni singolo elemento ha una collocazione precisa e un significato particolare. Oggi via San Gregorio Armeno è nota in tutto il mondo come il centro espositivo delle botteghe artigianali che tutto l’anno realizzano statuine per i presepi, sia canoniche che originali.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 06:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città da Visitare: UDINE]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AB"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Coronata da un torreggiante castello, la città provinciale di Udine in Friuli, nell'Italia nord-orientale, è famosa per le sue bellezze architettoniche. Tra i luoghi degni di nota ci sono la gotica Loggia del Lionello, la cattedrale barocca e la grandiosa Piazza Libertà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/UDINECOP.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Facilmente visitabile a piedi, la mappa di Udine restituisce una città tutto sommato piccola, che con i suoi oltre 100.000 abitanti si offre a misura d’uomo ma senza attitudini provinciali, anzi, con ambizioni da grande città europea. Visitare Udine permette di scoprire non solo gli affreschi del Tiepolo, ma anche una delle gallerie di arte moderna più importanti d’Italia. Nel weekend la movida udinese può essere instancabile e attorno a Piazza San Giacomo faticherete a trovare un posto a sedere nei locali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa vedere a Udine</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Udine,_castello.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Castello</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Castello è uno dei monumenti più significativi e della città di Udine. Venne edificato nella prima metà del '500 in stile rinascimentale sui ruderi di una fortezza precedente. In estate il piazzale del castello ospita eventi come concerti, esposizioni e spettacoli teatrali. Oggi è sede del Museo del Risorgimento e del Museo Archeologico al primo piano, nel piano nobile si trova la Galleria d'Arte, al terzo piano il Museo della Fotografia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il contenuto storico e culturale risulta quindi essere molto prezioso ed è uno dei siti storici più visitati del Friuli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Piazza_Liberta_Udine.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Piazza della Libertà</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ai piedi del colle dove sorge il Castello di Udine, questa meravigliosa piazza si apre al turista ricca di elementi storici di enorme valore. Da sempre centro vitale della città, qui si svolgeva il mercato del vino già nel '300, divenne piazza Comunale nel 1441 unitamente alla costruzione della bellissima Loggia Lionello e abbellita nel corso dei secoli con la Loggia di San Giovanni, la Torre dell'Orologio, la fontana cinquecentesca e statue del '600. Gli stili architettonici pur essendo vari e di epoche differenti, risentono delle influenze gotico-veneziane e rendono tutto il contesto di una bellezza straordinaria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/UDINE2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b> Via Mercatovecchio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1223 il Patriarca Bertoldo di Andechs concesse la possibilità di fare mercato in questa via, unitamente alla possibilità di non pagare le tasse. Questo attirò molti mercanti che si stabilirono a Udine e che contribuirono allo sviluppo urbano della zona facendo costruire palazzi e portici. A circa metà via si erge l'imponente Palazzo del Monte di Pietà e poco più avanti la Casa Sabbadini.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/DUOMOUDINE.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Il Duomo</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Cattedrale Santa Maria Annunziata è il Duomo di Udine, simbolo della vita religiosa della città edificato nel 1236 in stile romanico e consacrato nel 1335. Belli il Portale della Redenzione e il Portale dell'Incoronazione con altorilievi e archi a sesto acuto. Internamente troviamo varie cappelle finemente affrescate e due organi del 1500. Suggestivo il Presbiterio con la statua del Patriarca Bertrando e la cripta. Possibile visitare anche il piccolo museo che si sviluppa nelle sale attigue.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Piazza_Giacomo_Mateotti_Udine.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Piazza Matteotti</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Piazza Matteotti è da sempre uno dei luoghi più frequentati della città. Al centro si trova la Fontana di Giovanni da Udine del 1543 e la colonna con la statua della Madonna con Bambino del 1487.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Circondata da file di portici, che s'interrompono dove si erge la trecentesca chiesa di San Giacomo. Accanto alla chiesa si trova la Cappella delle Anime, con le statue delle quattro virtù cardinali, su via delle Erbe il Palazzo Comunale e su via Cavour troviamo Casa Cavazzini, sede del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Palazzo Patriarcale Museo Diocesiano</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Edificato nel XVI secolo per volere dei patriarchi di Aquileia, oltre alla bellezza dei suoi esterni è sede del Museo Diocesiano e Gallerie del Tiepolo. Il museo comprende una ricca raccolta di arte sacra, la visita alle sale affrescate dal Tiepolo e la biblioteca arcivescovile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Casa Cavazzini</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Edificio privato del 1540 di nobile famiglia, oggi è sede del Museo di Arte Moderna della città. Il museo con la sua collezione permanente è disposto sul primo e sul secondo piano, mentre Il piano terra è dedicato all'allestimento di mostre temporanee e avvenimenti collaterali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Parco del Cormor</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Parco Botanico del Cormor è il parco dove gli udinesi passano giornate, il polmone verde della città dove poter passeggiare e fare attività fisica. Spesso è sede di iniziative come concerti ed eventi culturali, specialmente in estate. All'interno si trovano punti di ristoro e un mercato periodico di frutta e verdura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Museo Etnografico Friulano</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo Etnografico del Friuli, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Giacomelli, presenta una ricca collezione relativa ai diversi ambiti della cultura tradizionale friulana in un arco di tempo che va dal XVIII e il XX secolo. Scopo del museo è la divulgazione delle tradizioni rituali, linguistiche e popolari della zona</span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Santa Maria di Castello</b><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questa chiesa è il più antico luogo sacro della città, databile 1200 d.C. ma costruita su resti presistenti di epoca longobarda. lo stile è romanico, internamente divisa in tre navate divise da archi e pilastri, con affreschi tra cui spiccano un'Incoronazione della Vergine, e il Martirio di San Lorenzo. Del '500 la torre campanaria eretta a fianco della chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video Turistico di UDINE</span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OLhH8m1_0a4">https://www.youtube.com/watch?v=OLhH8m1_0a4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 08:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Laghi d'Italia: Lago di Pusiano ]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AA"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Adagiato fra le Province di Lecco e Como, ad appena 20 chilometri da Milano, comodamente raggiungibile dagli scali aeroportuali di Milano Malpensa, Milano Linate e Bergamo Orio al Serio, il Lago Pusiano è un incantevole specchio d’acqua custodito sulle rive dai Comuni di Pusiano, Eupilio, Erba, Merone, Cesana Brianza, Bosisio, Erba. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con un’estensione pari a 5,2 milioni di metri quadrati ed un perimetro di circa 11 chilometri, il Lago di Pusiano è il più suggestivo fra i Laghi minori della Lombardia. Attualmente, il Lago di Pusiano è fra i pochi ad avere acque totalmente balneabili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagopusiano1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago di Pusiano rappresenta inoltre un’eccellenza europea nel settore della pesca: le acque ospitano un’abbondante quantità di pesce con ampia diffusione di carpe, lucci e pesce persico. Come censito dal Parco regionale della Valle del Lambro, sono 25 le specie ittiofauniche attualmente presenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una caratteristica evidente del lago di Pusiano è il suo canneto che incornicia lo specchio d’acqua quasi per tutto il suo perimetro, creando suggestivi panorami al tramonto e nei periodi autunnali.</span><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Particolarità unica di questo lago, che lo differenzia dagli altri laghi briantei, è la presenza di un’isola: l’isola dei Cipressi, che deve il suo nome alla presenza di circa 130 cipressi, alcuni dei quali secolari. L’isola è una piccola collina naturale, fortificata in epoca medievale. All’interno dell’isola vi è un’unica abitazione: una villa di proprietà privata attualmente abitata. Sull’isola è presenta una ricca fauna, grazie anche al contributo del proprietario, amante degli animali. Il lago è navigabile e ci sono crociere che portano all’Isola dei Cipressi per una visita.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/logopusiano-isola-dei-cipressi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> il lago ha suggestionato in passato artisti e personaggi storici tra cui Giuseppe Parini, Giovanni Segantini e Stendhal. Geografia - Il lago di Pusiano ha una lunghezza massima di 2.700 m, una larghezza di 2.400 m, un perimetro di circa 11 km e una superficie di 5.250.000 m^2. Il volume dell'acqua è di 81 milioni di m^3. Alimentato dal fiume Lambro, dal 1811 il lago è regolato allo sbocco verso la valle del Lambro dal Cavo Diotti, la diga in attività più antica d’Italia, ora gestita dal Parco regionale della Valle del Lambro. Turismo - Nel lago è situata la piccola Isola dei Cipressi, di proprietà privata, tuttavia visitabile grazie a una motonave elettrica in partenza dal comune di Bosisio Parini. La “Festa della Madonna della Neve” si svolge annualmente nel territorio del Comune di Pusiano nei giorni 4 e 5 agosto. La sera del 4 agosto ha luogo il noto spettacolo pirotecnico e di lanterne sul lago. Durante i festeggiamenti, il santuario della Madonna della Neve, facilmente raggiungibile a piedi da via Montandon, propone funzioni religiose e il rituale della nevicata. A Pusiano è anche possibile visitare la casa di Segantini, uno dei massimi esponenti del Divisionismo italiano. Se ci si trova sulla sponda di Bosisio, è possibile visitare la Casa-Museo di Giuseppe Parini e percorrere il “percorso pariniano”. Sport - Per gli appassionati di pesca sportiva, l’Eupili offre innumerevoli siti per il carpfishing. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagopusianosport.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago viene utilizzato inoltre dalle squadre nazionali di kayak di diversi Paesi, Svezia e Russia soprattutto, per periodiche sessioni di allenamento. Pusiano ospita dal 1996 l’associazione sportiva dilettantistica Centro Kayak Canoa Pusiano (CKC). Dal 1998 l’associazione è affiliata alla Federazione Italiana Canoa Kayak ed è regolarmente iscritta al CONI. Storia - Il primo a parlare del lago è, nel 70 d.C., Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis historia”. Del lago di Pusiano si scrive per la prima volta in via ufficiale in un documento risalente al 1314, nel quale si regolarizza la spartizione del bacino mediante rogito: 2/3 divengono competenza dell'arcivescovo di Milano, 1/3 rimane alla collegiata di San Giovanni Battista di Monza. Nel 1483 l'arcivescovo di Milano concesse l'affitto del lago ad una famiglia privata, chiedendo un canone in denaro. Dal 1588 al 1765 la famiglia Carpani ne fu proprietaria. Il bacino divenne poi patrimonio napoleonico. Qui soleva trascorrere le proprie vacanze Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d’Italia Napoleonico, da cui l'attuale denominazione del palazzo situato a Pusiano. Risale al 1870 il nuovo passaggio di proprietà del lago al Comune di Bosisio, fino alla rilevazione da parte della società “Proprietari Lago Pusiano e annessi”. Nel 1922 divenne di proprietà demaniale come da decreto governativo emanato da Benito Mussolini. Curiosità - Nel 1820, il lago di Pusiano ospitò il primo battello a vapore d'Italia.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il bellissimo video del Lago</span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iSKuEl2jCZc">https://www.youtube.com/watch?v=iSKuEl2jCZc</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 06:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Parco naturale regionale delle Alpi Liguri]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Parco delle Alpi Liguri, l’area protetta posta più a occidente della Liguria, si trova in <strong><b>Provincia di Imperia</b></strong>, incuneato fra il confine francese e il Basso Piemonte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/alpiliguri2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I suoi circa <strong><b>6.000 ettari</b></strong> di territorio sono distribuiti su tre valli: il comprensorio del torrente Nervia, con i <strong><b>Comuni di Rocchetta Nervina e Pigna</b></strong> raggiungibili dalla zona di Ventimiglia–Bordighera, è il più vicino al mare e si estende fra coltivazioni floricole, oliveti e vigneti che più a nord lasciano il posto a boschi di castagni, conifere e faggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Alta Valle Argentina, con il <strong><b>Comune di Triora</b></strong> gravitante su Arma di Taggia, presenta più ripidi dislivelli, selvaggi panorami naturalistici e centri abitati sorti su crinali o speroni rocciosi. Più interna di tutte le altre, l’Alta Valle Arroscia, con i <strong><b>Comuni di Rezzo</b></strong>, <strong><b>Montegrosso Pian Latte</b></strong>,<strong><b> Mendatica</b></strong> e<strong><b> Cosio d’Arroscia</b></strong>, orbita su Imperia ed è la zona a più spiccata vocazione montana, contraddistinta da ampi pascoli ed estese superfici boscate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/sentierialpiliguri.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Attraverso sentieri, strade secondarie e sterrate è possibile spostarsi da una valle all’altra del Parco utilizzando antichi percorsi di crinale, che offrono magnifici panorami a 360° sulle Alpi Liguri e il mare. Si tratta del “Sentiero del Parco delle Alpi Liguri”: una rete di itinerari di media-lunga percorrenza che attraversa l’area protetta da ovest a est, consentendo di esplorare il Parco di valle in valle, lungo crinali panoramici e versanti, mulattiere e nuclei storici.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/alpiliguriflora.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il “Sentiero del Parco” si compone di 12 tappe per un totale di circa 130 km, con partenza dal borgo di Rocchetta Nervina in Val Nervia e arrivo al Colle di Nava in Valle Arroscia (fuori area Parco): le tappe più suggestive coinvolgono parte dell’Alta Via dei Monti Liguri e del Sentiero degli Alpini, il Monte Toraggio, i borghi di Triora e Realdo, il Monte Saccarello, la faggeta di Rezzo e i Forti di Nava, oltre a punti privilegiati di osservazione delle fioriture e di avvistamento della fauna.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il parco è diviso in quattro distinte zone non contigue che comprendono, andando da sud a nord:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>1) Foresta Demaniale di Testa d'Alpe</b>, con l'alta valle dello Sgorea nel comune di Rocchetta Nervina con il Monte Alto (1.269 m) e il Monte Morgi (819 m). Questa parte contiene al suo interno l'intera foresta demaniale regionale di Testa d'Alpe (che prosegue oltre il confine italo-francese nell'omonima riserva), che è un esempio di bosco tipicamente alpino a meno di 15 km in linea d'aria dal mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>2) Comprensorio del Monte Gerbonte - M. Toraggio/Pietravecchia: </b>comprende l'alta val Nervia e alta valle Argentina nei comuni di Pigna e Triora con il Monte Grai (2.014), il monte Pietravecchia (2.038 m), il monte Toraggio (1.971 m), il monte Gerbonte (1.728 m), la Cima di Marta (2.138 m).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>3) Dorsale Monte del Monte Saccarello - Monte Frontè - Monte Monega: </b>si tratta delle pendici liguri del monte Saccarello (2.203 m) in valle Argentina e parte dello spartiacque tra valle Argentina e valle Arroscia nei comuni di Triora, Mendatica, Montegrosso Pian Latte e Rezzo. Sono compresi i monti Monega (1.882 m), Frontè (2.133 m), oltre che Saccarello e i monti minori compresi nella costiera tra Frontè e Saccarello. Il territorio è compreso circa tra il Passo della Teglia (1.387 m), interessando una parte del Bosco di Rezzo, passando il Passo della Mezzaluna, Carmo di Brocchi, proteggendo la parte in Valle Arroscia sottostante il crinale divisorio tra valle Argentina e valle Arroscia, per arrivare al passo del Garezzo, ove il parco protegge la parte sopra la strada militare tra San Bernardino di Mendatica e Colle Melosa, nel tratto compreso tra il passo di Collardente e Case Penna, mettendo sotto protezione le pendici dei Monti Saccarello e Fronte nelle valli Argentina, Arroscia e Tanarello, fino ad arrivare al confine con la Francia sul Monte Saccarello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>4) Zona di Pian Cavallo: </b>comprende le valli del Tanarello e del Negrone al confine con il Piemonte tra il Passo della Colletta (1.623 m) e la formazione del Tanaro nel comune di Cosio di Arroscia e in piccola parte di Mendatica e, più in generale, le sorgenti del Negrone.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parte del territorio che collega tra loro queste è tutelato con una forma di protezione meno rigida di quella delle vere e proprie aree a parco definita paesaggio protetto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/alpiligurifauna.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La fauna</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le montagne e le valli del parco, anche grazie alla loro vicinanza al mare, sono l'habitat di una grande varietà di fauna selvatica. Tra i mammiferi rari presenti nel parco si possono citare l'ermellino (Mustela erminea), la lepre variabile (Lepus timidus), la martora (Martes martes) e l'arvicola delle nevi (Microtus nivalis) oltre che il lupo - arrivato nel parco dalla vicina Val Roia - e il gatto selvatico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra gli uccelli notevole è la presenza del picchio nero (Dryocopus martius) e del gufo reale (Bubo bubo), il più grande rapace notturno europeo. Nei boschi nidifica il gallo forcello (Tetrao tetrix) mentre l'aquila (Aquila chrysaetos) vive tra i dirupi della zona, nonostante si trovi ai confini del proprio areale.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/vallone_dei_camosci.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le grotte che si trovano nel parco favoriscono una presenza differenziata di pipistrelli; tra gli insetti importanti di un punto di vista conservazionistico si possono citare i coleotteri Haptoderus nicaeensis, Percus villai e Pterostichus morio.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 06:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: Trentino Alto Adige]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/trentinoaltoadige1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Regione d’Italia ricca di laghi, anche di origine glaciale. Il lago di Garda, maggiore lago della regione e d'Italia, suddiviso tra Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia. Il lago di Caldonazzo, maggior lago naturale che si trova interamente nella regione, e poi il lago di Molveno, il lago di Ledro e il lago d'Idro anch’essi naturali, e i laghi artificiali tra cui il lago di Resia e il lago di Santa Giustina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I fiumi si ramificano per tutta la regione ma il principale è l'Adige con gli affluenti Passirio, Isarco, Noce e Avisio. Il Brenta nasce in Trentino-Alto Adige e sfocia nel mare Adriatico, il Sarca immissario del lago di Garda e il Chiese affluente del Po. La Drava nasce in Alto Adige e rappresenta il fiume più lungo che bagna, almeno parzialmente, il territorio italiano dove scorre per pochi chilometri entrando successivamente in territorio austriaco e diventando affluente del Danubio. </span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/trentinoaltoaige3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Immagina il piacere di vivere la natura a ritmo lento. Immagina di dare nuovo valore al tuo tempo, tra boschi, vallate, fiumi e laghetti alpini. Immagina di ritrovare benessere ed equilibrio, tra una passeggiata in montagna, momenti di relax sulla neve o seduto a tavola, di fronte a un frizzante bicchiere di Trentodoc. <span class="imTACenter">È questa la ricchezza del Trentino Alto Adige: un mix di natura, cultura e tradizioni, nel cuore delle Alpi italiane, tra l’azzurro del cielo e l’imponenza delle Dolomiti, patrimonio UNESCO.</span></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tantissimi i passi interni al Trentino Alto-Adige così come quelli tra regioni, come il passo dello Stelvio fra Trentino-Alto Adige e Lombardia, valico automobilistico più alto d'Italia o il passo del Tonale. Il passo più importante che unisce due stati è il passo del Brennero, principale valico di frontiera fra l'Italia e l'Austria. </span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/trentinoaltoadige2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Paesaggi bellissimi caratterizzati da flora e fauna spesso molto differenti. Nella parte settentrionale prevalgono i carpini, i faggi e gli aceri fino ad arrivare più a nord dove si trovano pascoli Alpini e una vegetazione tipica della tundra a causa della rigidità del clima. Le vallate del Trentino (Val di Non e Valsugana) e dell'Alto Adige sono adatte alla coltivazione degli alberi da frutto, in particolare delle mele. In quella meridionale, prossima al lago di Garda la vegetazione naturale è costituita da querce, castagni, ornielli e alcune specie tipiche del Mediterraneo come lecci e allori ma vi si coltivano anche la vite, il limone e l'Ulivo. </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel cuore dell'Europa, immerso nelle Dolomiti - patrimonio naturale dell'umanità - con i suoi laghi, le sue valli, le sue città ricche di storia e cultura, i suoi musei che ogni anno attirano numerosi turisti e visitatori, il Trentino si presenta al mondo in questo breve filmato che parla di una terra dove si investe in ricerca e sviluppo, dove la sostenibilità è al primo posto, dove la qualità delle produzioni è al vertice delle classifiche; insomma una terra dove è bello soggiornare.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/faunatrentino.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La fauna alpina del Trentino-Alto Adige permette di ammirare camosci, caprioli, stambecchi, e anche cervi, marmotte e lepri grigie. Ma tra gli animali che attirano l’interesse mediatico vi sono sicuramente orsi, lupi e linci che dopo anni di assenza sul territorio sono tornati a ripopolare la regione. Nel territorio è presente il parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, che si estende anche in Lombardia. &nbsp;Il Trentino-Alto Adige conta anche dieci parchi provinciali, di cui due in Trentino (tra cui il Parco naturale provinciale dell'Adamello-Brenta, che è il più esteso parco provinciale della regione) e otto in Alto Adige: tra quelli altoatesini il più grande è il Parco naturale Gruppo di Tessa, mentre il Parco naturale dello Sciliar è il primo parco istituito in provincia di Bolzano (1974). Il primo parco provinciale a essere istituito in regione è stato il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino in Trentino, nel 1967. Diverse sono poi le riserve regionali (tra cui la Riserva naturale integrale delle Tre Cime del Monte Bondone), le zone di protezione speciale e le altre aree protette (biotopi, tra cui il Biotopo Laghetto di Gargazzone) presenti in Trentino-Alto Adige. Il lago di Tovel viene annoverato tra le zone umide italiane della lista di Ramsar.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel corso dei secoli il Trentino Alto Adige ha visto la propria storia essere influenzata dalle diverse dominazioni che inevitabilmente hanno lasciato testimonianze del loro passaggio. A tal proposito il Trentino Alto Adige è ricco di castelli. Eccone un elenco diviso per province. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Fontana, diventato nel 1974 il museo agricolo Brunnenburg (Landwirtschaftsmuseum Brunnenburg), illustra usanze e modi di lavoro dei contadini della zona.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella tabella seguente sono elencati alcuni dei più importanti castelli, suddivisi tra le due province.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellitrentino1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><b>Castelli in Provincia di Bolzano</b></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Tirolo</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Tures</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Greifenstein	</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Badia	</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Roncolo</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Monteleone</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Tor</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Foresta	 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Wolfsthurn </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel del Gatto</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Trauttmansdorff</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Verruca</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Rubein	 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Coira	</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Tasso	</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Boymont</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Giovo	</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castelfeder</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Trostburg	</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><b>Castelli in Provincia di Trento </b></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello del Buonconsiglio</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Castellano</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Rovereto</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello della Torre Franca</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Sabbionara</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Toblino</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Beseno</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Arco</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Pietra (Calliano)</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Monreale</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Thun</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Pergine</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Telvana</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castellalto</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castelfondo</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Corno</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castello di Tenno</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Ivano</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Castel Selva</span></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante l'impero austro-ungarico furono costruite diverse fortificazioni, tra cui il forte di Fortezza (dove secondo la leggenda i nazisti avrebbero nascosto un'ingente quantità di oro, mai ritrovato). In Trentino-Alto Adige si trovano diverse chiese, abbazie e monasteri, tra cui l'abbazia di Monte Maria, l'abbazia di Novacella e il monastero di Sabiona.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5 ff1">Grande importanza riveste il turismo, in particolare invernale, che caratterizza le località sciistiche del Trentino-Alto Adige (tra di esse Plan de Corones e Madonna di Campiglio). Merano e Lèvico Terme sono legate invece al turismo termale. L'offerta museale comprende tra l'altro il museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART), MUSE - Museo delle Scienze di Trento e il Museo archeologico dell'Alto Adige.</span><br></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/museoarcheologicoalo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Trentino-Alto Adige è inoltre una delle regioni italiane più all'avanguardia per quanto riguarda l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili. La regione infatti, è una delle maggiori detentrici di impianti idroelettrici d'Italia e uno dei maggiori produttori di energia idroelettrica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Molti piatti, come i canederli, lo strudel, i crauti, denotano la vicinanza della cucina del Trentino-Alto Adige con quella austriaca. Prodotto agroalimentare tipico del Trentino-Alto Adige è lo speck ma anche i vini sono un punto forte insieme a tutta la grande varietà di prodotti tipici caseari derivanti dall’allevamento di bovini da latte tra cui il Trentingrana. Anche molti prodotti da forno come la “spaccata” sono considerati prodotti tipici.</span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Parco_Naturale_Regionale_delle_dolomiti_d-Ampezzo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Nel cuore dell'Europa, immerso nelle Dolomiti - patrimonio naturale dell'umanità - con i suoi laghi, le sue valli, le sue città ricche di storia e cultura, i suoi musei che ogni anno attirano numerosi turisti e visitatori, il Trentino si presenta al mondo in questo breve filmato che parla di una terra dove si investe in ricerca e sviluppo, dove la sostenibilità è al primo posto, dove la qualità delle produzioni è al vertice delle classifiche; insomma una terra dove è bello investire e vivere.</span><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Clicca per vedere il video</span></span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/uXGqeg8z-wg">https://youtu.be/uXGqeg8z-wg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 07:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi nel Lazio: Sperlonga]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A7"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sperlonga è una vera scoperta! In ogni angolo di spiaggia, in ogni punto bianco del centro storico ed in ogni stanza del Museo Archeologico c’è sempre qualcosa di entusiasmante e piacevole da scoprire. Il bellissimo centro storico arroccato sul mare, tra vicoli pieni di scorci mozzafiato e profumi di fiori e salsedine. Coste dorate, con acqua cristallina e piccole grotte tutte da esplorare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlonga1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sperlonga arroccata sulla lingua di terra di Monte San Magno, vanta origini mitiche. Secondo alcuni studiosi, infatti, non lontana dalla sue coste sorgeva Amyclae, la misteriosa città fondata dai Laconi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma furono i romani a scoprirla alla fine dell’età repubblicana, realizzando magnifiche residenze, epicentri produttivi e di otium, attratti dalla bellezza del luogo e della mitidezza del clima. All’Imperatore Tiberio va il merito di aver fatto costruire una villa imponente, che inglobava anche un’ampia grotta, nella quale furono collocate pregevoli opere marmoriche che celebravano le gesta di Odisseo.Saranno proprio le numerose cavità naturali, in latino speluncae, tra cui quella utilizzata dall’Imperatore a determinare il nome del futuro paese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlonga4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo la caduta di Roma, i ruderi della residenza imperiale, verso il VI secolo, servirono da rifugio a comunità e popolazioni locali. Da queste popolazioni vengono i primi abitanti di Sperlonga, che cominciava lentamente ad arroccarsi sulla collina di San Magno. Una necessità determinata non solo dalle malattie delle paludi, ma dai continui attacchi dei pirati che infestavano il Tirreno. Per proteggersi dalle incursioni che a ondate continue predavano quei lidi, vennero costruite alcune torri di avvistamento. Ma tutto fu inutile e il piccolo centro venne raso al suolo nell’agosto del 1534 dalle orde di Kaireddin Barbarossa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlonga2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel Settecento e nell’Ottocento, Sperlonga assunse l’attuale caratteristica struttura a forma di testuggine e venne arricchita con chiese e palazzi signorili.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’agricoltura rifiorì, ma non riuscì a far decollare l’economia. Il grande sviluppo verrà solo dopo la costruzione della litoranea Terracina-Gaeta, aperta nel 1957. La nuova arteria fece conoscere l’antico borgo marinaro e la preziosa collezione di marmi di Villa Tiberio, lanciando Sperlonga come una delle mete turistiche e culturali più apprezzate del Lazio</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il centro storico del paese è rimasto praticamente intatto e conserva il suo aspetto tipicamente mediterraneo con abitazioni bianche, fughe di piccoli archi tra i ristretti vicoli e di tanto in tanto uno squarcio di mare e di cielo. Il paese si ritrova nella piazzetta da cui partono viuzze e scalette che portano al mare più incontaminato del Lazio e dove l’atmosfera i turisti ritrovano l'atmosfera di un salotto ospitale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Luoghi da visitare: </span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs14lh1-5">Una delle testimonianze più affascinanti per la conoscenza del mito di Ulisse nell'arte antica </span><span class="fs14lh1-5"><b>Il museo archeologico di Sperlonga</b></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/museo-nazionale-archeologicosperlonga.jpg"  title="" alt=""/><span class="ff1"><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="ff1"><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo Archeologico di Sperlonga, annesso all'area della Villa, è stato realizzato agli inizi degli anni Sessanta per ospitare i pregevoli reperti scultorei rinvenuti negli scavi condotti nel sito a partire dal 1957. La raccolta comprende i celebri gruppi marmorei in cui sono state finora identificati quattro episodi dell'epos omerico: l'assalto di Scilla alla nave di Ulisse, l'accecamento del ciclope Polifemo, il ratto del Palladio e Ulisse che solleva il cadavere di Achille. Dunque, una vera Odissea di marmo cho costituisce una delle testimonianze più affascinanti per la conoscenza del mito di Ulisse nell'arte antica. Le sculture rinvenute in migliaia di frammenti, sono frutto di un lungo lavoro di restauro non ancora compiuto. E' probabile che tutti i gruppi siano opera di tre famosi scultori rodii, Atenodoro, Agesandro, e Polidero, autori anche del celebre Laooconte oggi in Vaticano, cui Tiberio commissionò la decorazione dell'antro. Nel Museo sono esposti altri pregevoli reperti, in gran parte scultorei, riferibili all'apparato ornamentale della villa (immagini di divinità, ritratti, soggetti mitologici) oltre che suppellettili e manufatti che documentano l'ininterrotta continuità di vita del complesso fino all'età tardo-antica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlonga-chiesa-di-santa-maria.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La chiesa più antica del paese</b></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La chiesa di Sperlonga Sanctae Mariae de Sperlonche, la chiesa più antica del paese, oggi chiusa al pubblico, è da anni oggetto di un impegnativo restauro, che ne sta riportando alla luce i notevoli pregi artistici e architettonici. Edificata al centro di Sperlonga nei primi anni del XII secolo, è già menzionata in un documento del 1135 del Codex Caietanus come un importante luogo di culto del Sud Lazio. Costruita su due navate, alle quali si sono aggiunte nel corso del tempo altri ambienti, conserva un altare maggiore impreziosito da una grande tela della Madonna Assunta un coro a volta. Ai primi del settecento, con la proclamazione di San Leone Magno a patrono del paese, gli fu dedicata l’antica cappella del “Presepe”, in fondo a destra della navata centrale, e una splendida statua di scuola napoletana. Nella navata laterale si aprono numerose cappelle di cui la meglio conservata, con un altare del settecento e volta affrescata, è dedicata a San Domenico. Sono proprio i preziosi affreschi, alcuni risalenti al XII secolo, a costituire la straordinaria novità dei restauri in corso e che fanno presagire nuove e più entusiasmanti scoperte.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlongavillatiberio.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La villa di Tiberio</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La residenza imperiale - di cui rimangono a Sperlonga ancora cospicui resti - si sviluppava per oltre trecento metri di lunghezza lungo la spiaggia di levante e comprendeva, oltre ai quartieri di servizio e quelli più propriamente abitativi, un impianto termale, manufatti per le riserve d'acqua e un attracco privato. In epoca augustea, in occasione di un grande intervento di ristrutturazione, la cavità, in parte lasciata naturale in parte rettificata - accolse una piscina circolare collegata ad altre esterne di varia forma, destinate all'itticoltura pregiata. Al centro della vasca rettangolare esterna doveva sorgere il triclinio imperiale. L'interno dell'antro venne decorato con grande profuzione di marmi e di mosaici in tessere di vetro, e arredato con i monumentali gruppi scultorei ispirati alle imprese di Ulisse. Tiberio, succeduto ad augusto nel 14 d. C., utilizzò la residenza fino al 26 d.C. quando una frana che mise a repentaglio la sua vita lo indusse a scegliere l'isola di Capri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlonga0asiblu.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'</span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Oasi Blu</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, è uno specchio di mare e di arenile di circa 11 ettari, nei pressi della prestigiosa e storica "Villa di Tiberio", gestita dal W.W.F. Italia. L'area protetta è formata da un promontorio a macchia mediterranea adagiato sul fondale di un lembo sabbioso ricco di piccole insenature. Le strutture presenti sono: un laboratorio didattico, il percorso seawatching, il percorso natura. Le attività previste sono: escursioni lungo la costa, campi di studio e di ricerca, campi scuola, soggioni didattici. Per informazioni: WWF Oasi Blu "Villa di Tiberio" tel. 0771/768.38.50</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlongatorri.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Le torri</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La costa del Tirreno è punteggiata da numerose torri costruite per avvistare e per difendersi dagli attacchi via mare. Le torri di Sperlonga risalgono al 1500. La Torre centrale, di cui sopravvive solo una parte nell'attuale via Giosa, dominava il paese e il suo profilo è disegnato nello stemma attuale del Comune. La Torre Truglia, sorge su di uno scoglio di pietra viva sull' estrema punta del promontorio di Sperlonga. Edificata nel 1532 sulle fondamenta di una preesistente torre romana di avvistamento, solo due anni dopo fu devastata dalle orde di Kaireddin Barbarossa. Ricostruita nel 1611, epoca in cui ospitava un sergente e un solo soldato, già nel 1623 venne di nuovo devestata dai Turchi. Rifiorì solo nel secolo successivo, quando costituì una vedetta sicura per tutto il litorale. Dal 1870 al 1969 è stata utilizzata dalla Guardia di Finanza. Attualmente è il Centro Educazione dell'ambiente Marino del Parco Naturale Regionale "Riviera d'Ulisse". Il sitema di difesa costiera di Sperlonga era completato dalla Torre del Nibbio e dalla Torre di Capovento, che sorge a circa 3 km a sud del paese. Edificata su di uno sperone di roccia a picco sul mare nel 1532, dopo alterne vicende, servì dal 1820 come posto di dogana. Dopo la quasi completa distruzione, solo di recente è stata nuovamente ricostruita.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Spiagge di Sabbia dorata su un mare incontaminato</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/sperlonga-spiagge.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sperlonga è famosa in tutto il mondo non solo per il suo mare cristallino, ma soprattutto per le sue lunghissime e chiare spiagge.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sul pluripremiato mare si poggiano le splendide spiagge sabbiose: da nord a sud l'ultimo tratto dell'arco costiero lungo circa 10 Km. che parte da Terracina e che qui assume nomi singolari: Fontana, Canzatora, Salette, Bonifica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Al di là del paese si stende la spiaggia di Angolo, con la grotta di Tiberio e, superato il promontorio del Ciannito, che si sporge fino a mare, l'altra spiaggia, di Bazzano, circondata da una rigogliosa e profumata flora mediterranea nonchè l'ultima spiaggia, ovvero quella delle Bambole, sulla quale si apre l'omonima grotta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il meraviglioso video di Sperlonga</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/O_9kwcPeL3Q">https://youtu.be/O_9kwcPeL3Q</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sicilia: Fenicotteri rosa ecco dove ammirarli]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Sicilia"><![CDATA[Sicilia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A5"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di Fenicotteri Rosa, in Italia se ne contano diversi, soprattutto nelle regioni di l’<a href="https://www.italyfortourist.com/emiliaromagna/" target="_blank" class="imCssLink">Emilia Romagna</a>, <a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a>, Puglia, Sardegna, <a href="https://www.italyfortourist.com/TOSCANA/" target="_blank" class="imCssLink">Toscana</a>, <a href="https://www.italyfortourist.com/veneto/" target="_blank" class="imCssLink">Veneto</a> ma sopratutto in <b><a href="https://www.sicilytourist.com/" target="_blank" class="imCssLink">Sicilia</a></b>, dove nell’ultimo anno sono stati presenti in numeri da record, soprattutto nelle province di Trapani e Siracusa., e proprio in queste 2 province siciliane <span class="imTALeft">Fotografi, instagrammer o semplici appassionati, rimangono senza fiato alla vista dei fenicotteri rosa che prendono il sole e socializzano.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/fenicottero-italy1.jpg"  title="" alt=""/><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La Sicilia è meta turistica non soltanto per i turisti curiosi che giungono in massa da varie parti del mondo per scoprire le bellezze del territorio, ma anche luogo di sosta dei fenicotteri rosa.</span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">I fenicotteri sono uccelli migratori che difficilmente rimangono stanziati per troppo tempo in un luogo: in Sicilia è possibile osservarli, in particolare, nei periodi autunnali e primaverili, ma grazie alle temperature invernali non troppo rigide, anche in inverno. Questi uccelli, spesso di grosse dimensioni, giungono dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa meridionale per trovare un calmo riparo tra le temperature miti della regione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/fenicotteri-in-italia2.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il motivo per cui i fenicotteri rosa fanno tutta questa strada è perché scelgono le coste siciliane per la nidificazione. Questi uccelli sono molto accurati nella scelta del luogo dove deporre le loro uova, richiedono precisi fattori climatici e ambientali. Il tratto costiero che va da Trapani a Marsala presenta diverse zone umide di diverse ampiezze e, date le caratteristiche naturali dei luoghi, ad oggi attirano molte specie di volatili, tra cui ovviamente i fenicotteri. Osservarli non è però un evento così prevedibile, questi uccelli rimangono fermi in un luogo per poco tempo e soprattutto nei periodi autunnali e primaverili.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/fenicottero-italy3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra gli scenari più famosi, ricordiamo le riserve naturali di Priolo e Vendicari, in provincia di Siracusa, luoghi attrezzati dov’è possibile fare birdwatching. Anche le Isole Eolie sono state testimone del ritorno dei fenicotteri rosa, nel laghetto di Lingua, frazione del comune di Santa Marina Salina </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><b><a href="https://www.sicilytourist.com/blog/?arcipelago-eoliano--isola-di-salina" target="_blank" class="imCssLink">(Visita la splendida Isola di Salina nelle Eolie cliccando qui)</a></b></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, ma la spettacolarità di questi eventi risiede proprio nel loro carattere unico ed inaspettato.</span></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Una notizia positiva per la domanda turistica siciliana, ma che al tempo stesso promuove un tipo di turismo più responsabile, legato alla difesa della natura e della biodiversità.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video dei Fenicotteri Rosa in Sicilia</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/phuaHQ24gs0">https://youtu.be/phuaHQ24gs0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 07:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Luoghi di interesse ed attrazioni nelle Marche]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Marche"><![CDATA[Marche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A4"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><a href="https://www.italyfortourist.com/marche/" target="_blank" class="imCssLink">Le Marche</a> è una delle Regioni Italiane più interessanti sotto il profilo naturalistico e paesaggistico ed il suo meraviglioso territorio è costellato da caratteristici borghi medievali che possono essere visitati tranquillamente in un solo giorno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghi_msrche.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I borghi medievali delle Marche, talvolta anche poco conosciuti, sono delle vere meraviglie tutte italiane, sono ricchi di attrazioni storiche ed artistiche ed alcuni di questi sono celebri per aver dato i natali a grandi “personaggi” come Leopardi, Rossini e Raffaello.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Riviera del Conero, Urbino e Raffaello, Recanati e Giacomo Leopardi, le colline... scopri il tuo itinerario tra i luoghi più belli delle Marche</span></div><div><main role="main"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Unica regione italiana ad aver conservato il nome plurale, le Marche sono espressione di una pluralità d’identità che si esprime anche dal punto di vista paesaggistico, tra cime innevate (quelle della dorsale appenninica, su cui è possibile praticare sci alpino e sci di fondo) d’inverno e spiagge di sabbia finissima (Riviera del Conero e Riviera delle Colline) d’estate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/conero.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Sono quindici le Bandiere Blu che certificano la qualità delle acque, dei servizi e della gestione ambientale di altrettante località di mare della regione adriatica. </span><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ma le Marche sono anche un museo diffuso, a cielo aperto, tra borghi e città d’arte (Urbino, Ancona e Senigallia), che rievocano i fasti rinascimentali della regione.</span></div></main></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il territorio delle Marche è popolato da una miriade di piccoli e grandi borghi dal fascino senza tempo,</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> borghi o paesi medievali forse poco conosciuti che, senza omb</span><span class="fs14lh1-5 ff1">ra di dubbio, meritano di essere visitati almeno una volta nella vita.</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2">Nelle Marche vengono tramandati, ancora oggi, antichi mestieri. È in queste</span><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2"> &nbsp;</span><strong class="fs8lh1-5"><b><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2">tradizioni </span></b></strong><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2">che risiede la forza del modello economico regionale, incentrato proprio sullo sviluppo della piccola e media impresa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/marche_citta_da_vivere.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs15lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div style="text-align: start;"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cf1">Anche i piatti tipici della cucina marchigiana si differenziano in base al territorio. Lungo la costa, i ristoranti che rispettano la tradizione non faranno mai mancare nel menù un</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><strong><b><span class="cf1">brodetto di pesce </span></b></strong><span class="cf1">, simbolo della cucina marinara locale, nato come piatto povero dei pescatori.</span></span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 05:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[8mila ettari foreste italiane patrimonio umanità]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Comitato del patrimonio mondiale ha accolto "la raccomandazione favorevole espressa dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn)" per l'estensione ai nuovi complessi forestali di Pavari-Sfilzi, Pollinello e Valle Infernale. "L'Unesco estende oggi il più grande e articolato sito e network forestale sul piano continentale di cui l'Italia è assoluta protagonista, a dimostrazione delle eccellenze del nostro patrimonio naturalistico e delle conoscenze diffuse dei nostri manager e dei nostri forestali", commenta il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. L'Italia "è tra i pochi Paesi che hanno ottenuto, dall'organismo di valutazione prima e dal comitato Unesco oggi, un giudizio pienamente favorevole su tutte le estensioni proposte, senza raccomandazioni specifiche sulla relativa gestione o sullo stato di conservazione".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo rende noto il Ministero della Transizione ecologica spiegando che lo ha deciso oggi la 44/a sessione del Comitato del patrimonio mondiale che, in occasione dei lavori tenuti a Fuzhou in Cina, ha riconosciuto "i caratteri ecologici peculiari di ulteriori faggete vetuste mediterranee nei parchi nazionali di Aspromonte, Gargano e Pollino</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/foresteunesco1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si tratta di un riconoscimento "che suggella l'iniziativa internazionale seguita dal ministero della Transizione ecologica, con il coordinamento operativo del Parco nazionale Lazio, Abruzzo e Molise, in cooperazione con altri Paesi europei (Bosnia-Erzegovina, Francia, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Repubblica ceca, Serbia, Slovacchia, Svizzera), per l'estensione del sito transnazionale naturale delle Antiche faggete d'Europa - spiega il dicastero - L'estensione, infatti, ha permesso l'inclusione nel sito seriale Unesco di ecosistemi forestali mediterranei dominati dal faggio collocati nei settori più meridionali (Aspromonte), oro mediterranei /subalpini (Pollino) e di più a bassa quota (Sfilzi) della rete delle 'Faggete vetuste d'Europa'". Grazie all'azione di tutela "garantita dalle riserve integrali dei parchi nazionali in stretta sinergia con i Carabinieri forestali - spiega ancora il ministero - in queste faggete si conservano inalterati i cicli naturali della vita degli alberi che rendono la foresta vetusta più resistente ai cambiamenti globali: queste foreste rappresentano, infatti, veri e propri laboratori naturali dove vivono alberi adattati a superare estati calde siccitose contribuendo così alla mitigazione del cambiamento climatico".</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 09:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Volterra (Pisa)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.madeinitalyshopclub.com//magazinemadeinitaly/blog/?artigianato-toscano--alabastro-di-volterra" target="_blank" class="imCssLink">Volterra</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> ti aspetta, nobile e superba, misteriosa e magica, vivace e divertente per incantarti a prima vista. Capitale etrusca, romana, perla dell’arte medievale, crocevia di genti, scrigno di opere d’arte, la città domina il bellissimo territorio, intatto e struggente, della Valdicecina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/volterra1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La città, celebre per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro, è stata una delle principali città-stato della Toscana antica (Etruria), fu sede nel medioevo di un'importante signoria vescovile avente giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane. Conserva un centro storico di origine etrusca (di quest'epoca rimangono la ben conservata porta all'Arco; la porta Diana, che conserva i blocchi degli stipiti; gran parte della cinta muraria, costruita con ciclopici blocchi di pietra locale; l'acropoli, dove sono presenti le fondamenta di due templi, vari edifici ed alcune cisterne; diversi ipogei utilizzati per la sepoltura dei defunti), con rovine romane (fra tutte il Teatro ad emiciclo) ed edifici medievali come la cattedrale, la Fortezza Medicea e il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, nel centro città. Volterra è candidata per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022 ed è stata designata tra le dieci città finaliste.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/volterracop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il colpo d’occhio, nel susseguirsi di piazze e case torri, chiese e volte, salite e giardini, spazia fino al mare, dove l’azzurro del Tirreno si salda, sorprendente, con il verde di campi, balze d’ulivi e viti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Edificata su un dorsale collinoso del pliocene, fra le valli dell’Era e del Cecina, cinta da una doppia cortina di mura, l’etrusca e la medioevale, Volterra, in provincia di Pisa, (m. 545 l. m.) è uno dei centri più importanti della Toscana, sia per la presenza di monumenti che attestano le civiltà che si sono succedute nel corso di trenta secoli, sia per la lavorazione dell’alabastro toscano i cui manufatti costituiscono oggi uno dei più tipici e tradizionali prodotti dell’artigianato italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/volterraalabastro.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Abitata fin dal neolitico, la città conosce il periodo della cultura villanoviana sulla quale fiorisce nel sec. VIII la civiltà degli Etruschi. Divenuta una delle dodici lucumonie della nazione etrusca, alla metà del III sec. a. C. è assoggettata da Roma di cui diventa un ragguardevole municipio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/volterra2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sorto il Cristianesimo, Volterra segue ben presto la nuova fede e alla caduta dell’Impero Romano (479 d. C.) si trova già sede di vescovado a capo di una vastissima diocesi. Dopo la dominazione barbarica e la signoria vescovile si afferma il libero comune, il quale formula i propri statuti fin dalla prima metà del sec. XII. Ma la sua autonomia non fu di lunga durata. Libera della potenza del vescovo-conte e della signoria dei Belforti (1361) essa dovette lottare contro la politica egemonica di Firenze. Aperti tentativi di ribellione (1429), accorgimenti di sopportazione, di compromesso e di apparente amicizia servirono solo a ritardare la definitiva soggezione a Firenze, che avvenne nel 1472 per la questione delle cave di allume del territorio volterrano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/volterracop1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Volterra, oggi, è una cittadina non ancora contaminata dal ritmo vertiginoso della vita contemporanea e chi giunge sul colle volterrano ha subito l’impressione di trovarsi davanti ad una città particolare, dove si ha la sensazione di vivere nell’antico, fra le strette viuzze di un borgo medioevale, fra mestieri che affondano le radici in un passato etrusco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con il suo aspetto prevalentemente medioevale, essa conserva abbondanti reperti del periodo etrusco, come la Porta all’Arco del sec. IV, l’Acropoli, la cinta muraria ancora visibile in alcune zone della città. La presenza romana a Volterra è documentata dagli importanti resti del Teatro di Vallebona, di età augustea, da edifici termali, da una grande cisterna d’acqua. L’aspetto medioevale della città non solo è evidente nel tracciato urbano, ma emerge soprattutto nei palazzi, nelle case-torri e nelle chiese: il Palazzo dei Priori del sec. XIII, il Palazzo Pretorio, con la torre merlata detta del Porcellino, i due gruppi di Torri dei Buomparenti e dei Bonaguidi, le case-torri Toscano, la Cattedrale del sec. XII, che conserva nel suo interno opere del periodo medioevale e rinascimentale, il Battistero, antica costruzione del sec. XIII a filari di pietra volterrana, la conventuale chiesa di San Francesco con l’attigua cappella della Croce di giorno, affrescata da Cenni di Francesco nel 1410, la chiesa di San Michele “in foro” dalla facciata pisana nonché la chiesa di S. Alessandro.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/volterra3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La civiltà Rinascimentale interessa Volterra in maniera notevole, ma senza alterarne l’atmosfera medioevale. Basti far cenno al Palazzo Minucci-Solaini, meravigliosamente inserito tra le case-torri medioevali, al Palazzo Incontri Viti, che ospita nel suo cortile l’elegante teatro ottocentesco Persio Flacco, al Palazzo Inghirami, al Palazzo Ruggieri, al complesso conventuale di San Girolamo con le terracotte robbiane, nonché alla Fortezza Medicea che, emergente sull’aggregato medioevale, è inizio e conclusione del contesto urbano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre ai monumenti e alle numerose testimonianze di arte e di storia, Volterra offre la visione del dolce paesaggio collinare che la circonda, interrotto ad ovest bruscamente dallo spettacolo selvaggio e impressionante delle Balze. Il fenomeno erosivo ha determinato, la distruzione delle più antiche necropoli etrusche e italiche, delle più antiche chiese cristiane e la rovina della Badia Camaldolese del sec. XI. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Volterra, infine, possiede tre musei di notevole interesse storico-artistico:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo Guarnacci è uno dei più importanti musei d’Italia per l’abbondante patrimonio etrusco-romano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Pinacoteca e il Museo Civico conserva pregevoli tavole di scuola senese e fiorentina, tra cui la “Deposizione dalla Croce” del Rosso Fiorentino. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo dell’Opera del Duomo, di notevole importanza non solo per l’abbondanza e la varietà del materiale tessile, ma soprattutto per le oreficerie, gli antifonari miniati e per le sculture trecentesche di scuola senese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/OQ6c5sgVv44">https://youtu.be/OQ6c5sgVv44</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 05:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Una curiosità di Venezia: La Toponomastica]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chi si avventura per viuzze e canali veneziani avrà sicuramente notato le belle scritte sui muri. Queste sono i nizioleti, termine veneziano per indicare la tipica indicazione stradale veneziana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/TOPONOMASTICAVENEZIA1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La sua peculiarità consiste nel fatto che non si tratta di un cartello, ma di un pittura parietale: infatti i nomi delle strade o dei canali e le indicazioni verso i punti cruciali della città sono dipinti a mano direttamente sugli intonaci e sui muri delle case, entro un rettangolo di colore bianco circondato da un riquadro (da cui il nome). Le scritte vengono realizzate usando apposite forme a stampo metallico per lettere, numeri e frecce. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quelli che quindi rappresentano solo in apparenza le indicazioni stradali, sono in realtà vere e proprie testimonianze di un passato di attività artigianali, commerciali e industriali e raccontano usi, costumi di un tempo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/TOPONOMASTICAVENEZIA3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sotoportego del Banco Giro</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Rialto, indicava il luogo dove operava la banca di Stato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle delle Ballotte</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di san Marco, era la via in cui operavano gli artigiani che confezionavano le ballotte o palline impiegate nelle votazioni per le magistrature della Serenissima. Da queste deriva il termine ‘ballottaggio’ diffusosi poi in tutte le lingue. Si dice che, anticamente realizzate in cera, furono poi sostituite da altre in panno di lino perché non si attaccassero alle pareti delle urne. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle dei Cerchieri</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di Dorsoduro era il luogo in cui si forgiavano i cerchi di ferro necessari alla confezione delle botti, che, visto il fruttuoso commercio del vino e il largo uso nell'alimentazione quotidiana, erano un importante articolo della produzione artigiana. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/TOPONOMASTICAVENEZIA4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle, Sotoportego e Corte de l’Indorador</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Toponimo distribuito in varie zone della città, indicava il mestiere degli artigiani abili a rivestire con foglia d’oro mobili e cornici. Godevano di altissima reputazione anche all'estero e spesso operavano anche all'estero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/TOPONOMASTICAVENEZIA5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fondamenta dei Felzi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di Castello, indicava il luogo in cui i Felzeri confezionavano i Felzi, le cabine che anticamente riparavano i passeggeri delle gondole. Attualmente le gondole sono imbarcazioni aperte ma, sino ai primi anni del Novecento, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze. Quando Venezia era una città con un numero di abitanti molto più elevato dell'attuale e non erano stati realizzati i cospicui interramenti dei rii (avvenuti in epoca ottocentesca) la gondola costituiva il mezzo di trasporto per eccellenza. Le permanenze a bordo potevano quindi essere piuttosto lunghe e, con il clima invernale veneziano, la copertura del fèlze consentiva una certa confortevolezza e intimità. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/TOPONOMASTICAVENEZIA6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Campo Mosca o delle Mosche</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di Santa Croce, indicava il luogo in cui erano fabbricati i falsi nei con cui le dame veneziane si abbellivano il volto. Erano pezzetti di stoffa di taffetà nero gommato la cui posizione era normata da un complicato codice per cui la posizione della mosca sul viso assumeva diverso significato ma questa spiegazione deve dare spazio anche a quella meno simpatica secondo cui si faccia riferimento ai nugoli di insetti attirati dalla colla di un ‘calegher’ che qui lavorava.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Calle dei Nomboli</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di san Polo, l'attribuzione è divisa tra due teorie. La prima si riferisce alla presenza di macellerie che esponevano tagli di carne, detti appunto nomboli. La seconda attribuisce il significato alle fabbriche che confezionavano i ‘cai di corda’ detti anche nomboli da cui si ricavavano le micce per i cannoni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Calle dei Ormesini</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di Cannaregio, si fabbricavano e vendevano drappi di seta provenienti in origine da Ormus, città dell’Asia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle del Pistor</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ce ne sono molte, distribuite nei vari sestieri della città. Indicava il luogo in cui era la bottega di un panettiere, dal latino pistorius.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle del Pestrin</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Toponimo che si riferisce alle botteghe in cui si vendeva il latte a cui era annessa la stalla per le vacche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle delle Rasse</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di san Marco la 'rascia' o rassa era un panno di lana con il quale si coprivano le gondole, così chiamato dal regno di Rascia (Serbia) da cui proveniva. La stoffa era utilizzata anche per la confezione dei Felzi, le cabine delle gondole.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Calle del Scaleter</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Scaleter significa ciambellaio, o più genericamente pasticcere. Le scalette erano infatti dolci che portavano impressi alcuni segni somiglianti ad una scala e venivano consumati specialmente durante i matrimoni. Si dice anche che la funzione di questo dolce fosse quella di deridere gli Scaligeri, i signori di Verona, con cui i Veneziani non avevano buoni rapporti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Barbaria_delle_Tole.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Barbaria delle Tole</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel sestiere di Castello è una lunga via dove, fino a tutto l’Ottocento, esistevano vari magazzini di tavole (tole) per le opere di carpenteria. A Barbaria si attribuisce un doppio significato. Il primo fa riferimento ad alcune botteghe di barbiere, il secondo, al carattere burbero e selvatico dei montanari che lavoravano il legno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma la lista e lunghissima e racconta anche delle donne veneziane, impreditrici e prostitute, raccontano storie e leggende di bambini uccisi con cui si facevano le zuppe come nel caso dell’oste Biagio Furlan, insomma, la storia di Venezia divertitevi a scoprirla metro dopo metro.</span></div></div><a href="https://youtu.be/nQaH57aqW_0">https://youtu.be/nQaH57aqW_0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I fantasmi del castello di Santa Severa]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Presso il comune di Santa Marinella, a nord di Roma, si trova il castello di Santa Severa. Edificato nel XII secolo è uno degli edifici monumentali più splendidi che si siano mai visti, ma come alcuni luoghi magnetici che esprimono fascino ha anche un lato oscuro. Voci, rumori, oggetti che si spostano: chi è il fantasma che si aggira nel castello?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/fantasmacastellosantasevera1.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello sorge sul sito di <strong>Pyrgi</strong>, la città portuale collegata all’antica <em>Caere</em>, attuale Cerveteri fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C.. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La <strong>città etrusca di Pyrgi</strong> si sviluppavava tutto intorno al porto per una estensione di circa 10 ettari, comprendente oltre all’area oggi occupata dal borgo castellano anche l’area del santuario situato all’estremità meridionale, oggetto di scavo da parte dell’Istituto di Etruscologia dell’Università la Sapienza di Roma ormai da più di cinquant’anni.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si racconta di voci misteriose, mobili spostati da una forza invisibile e di frequenti apparizioni.</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma non finisce qui. Sembra infatti che all’interno dell’antico maniero si manifestino oscure presenze anche visivamente sotto forma di misteriose sagome azzurre nella piazzetta del Castello o di strane luci in movimento da una stanza all’altra del grande edificio. Ad alimentare la leggenda del fantasma della fortezza di Santa Severa è stata la scoperta di un grande cimitero medievale (IX – XIV secolo) che in diverse aree del Castello (Casa del Nostromo, Piazza della Rocca) ha restituito i resti scheletrici di oltre 400 persone. Si tratta in gran parte di sepolture realizzate nella nuda terra, con l’unica accortezza di porre alcune pietre o tegole in prossimità della testa dei defunti, anche se non mancano quelle realizzate all’interno di sarcofagi costruiti in lastre di pietra (tufo, travertino o marmo). </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/fantasmacastellosantasevera2.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra queste ultime, a destare maggiormente la curiosità degli archeologi, è stata, in particolare, quella di un individuo adulto rinvenuto in una posizione insolita all’interno di un sarcofago con coperchio monolitico a croce scolpita. Lo scheletro, infatti, non si trovava supino, ma girato sul ventre in maniera scomposta e questo, a detta degli specialisti, può essere spiegato attraverso diversi ipotesi: un caso di immediata depredazione, di morte apparente, di un condannato sepolto vivo o appositamente inumato in tale posizione per sfregio e dannazione. Non mancano altri casi di sepolture inusuali come quella di un giovane individuo rinvenuto con le braccia piegate e le mani appoggiate sul volto a protezione degli occhi interpretabile come il caso di una persona sepolta viva o in fase di rigor mortis.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Strani fenomeni accadono in questo castello che si presume sorga su un cimitero del XIV secolo. Sono stati gli scavi a testimoniare l’esistenza di oltre <strong>un centinaio di tombe</strong> sotto le mura del castello. Secondo altre ipotesi si tratterebbe dell’infestazione da parte del <strong>fantasma di un cavaliere</strong> seppellito all’interno della corte.<br></span></div><div style="text-align: start;"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La storia più inquietante riguarda uno scheletro trovato in ginocchio, che fa supporre che il cadavere fosse in realtà vivo e quindi si sia svegliato dopo la sepoltura. Potrebbe essere il di lui fantasma che si aggira per i meandri del maniero?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/fantasmacastellosantasevera3.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Potrebbe trattarsi del cavaliere, che essendo stato sepolto vivo non è mai riuscito ad abbandonare questo luogo. Eppure le manifestazioni sembrano non riguardare un singolo spettro ma più fantasmi che si troverebbero ancora nel castello.</span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Chi è stato nel <strong>castello di Santa Severa</strong> afferma di aver udito colpi sulle porte e passi, di essersi sentito strattonare e di aver visto oggetti spostarsi. E poi voci all’interno dei corridoi. Qualcuno afferma di aver visto delle sagome azzurre e qualcun altro di aver visto delle luci muoversi da una stanza all’altra.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Non è tutto perché gli archeologi che vi hanno lavorato hanno assistito a fenomeni inquietanti: <strong>scaffali che si spostavano, rubinetti che si aprivano da soli</strong>, scatoloni che rotolavano da soli e ancora voci sulle scale che cessavano misteriosamente quando le si cercava, rumori di oggetti pesanti e porte chiuse dall’interno ma con dentro sale vuote.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>Alessandra Squaglia</i>, archeologa del museo civico, che si trova all’interno del castello, ha raccontato al Corriere della Sera:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>"Più volte ho sentito bussare alle porte. Poi sono andata e vedere e non c’era nessuno. Una volta mi sono sentita tirare i capelli mentre uscivo. Ho pensato ad uno scherzo ma ero sola."</i><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alessandra racconta anche di aver sentito delle voci nelle scale, che sparivano ogni volta che apriva la porta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non solo l’archeologa, ma anche il giardiniere racconta di strani eventi paranormali, l’uomo dice di aver visto “sagome azzurre” nella piazzetta del castello. Un’operaio addetto alla manutenzione racconta di aver sentito tante voci insieme “Come una festa nell’ala del castello”, per poi scoprire che la sala era vuota.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Molti affermano che il <strong>fantasma che infesta il Castello di Santa Severa, </strong>sia quello di un cavaliere sepolto nel cortile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In effetti, durante degli scavi, per dei lavori di manutenzione, nel cortile del castello è stato scoperto un cimitero con circa 400 corpi seppelliti tra il IX ed il XIV secolo. Molto inquietante è il ritrovamento di uno dei corpi in ginocchio, gli operai raccontano, “sembrava quasi che si fosse mosso dopo la sepoltura” questo potrebbe far pensare che l’uomo sia stato seppellito ancora vivo. Forse è proprio quello il corpo del povero cavaliere, che adesso infesta le mura del <strong>Castello di Santa Severa</strong></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><strong><br></strong></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><strong>Guarda il Video:</strong></span></div><br></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/dNIMup7tHVw">https://youtu.be/dNIMup7tHVw</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 05:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi d'Italia: Étroubles (Valle d'Aosta) un Museo a Cielo Aperto]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Etroubles è un piccolo comune di appena 500 abitanti in Valle del Gran San Bernardo. Paesino antichissimo, con il nome di Restapolis (o Stipulae) esisteva già in epoca romana. Si sviluppò in epoca medievale sfruttando la sua posizione lungo la Via Francigena.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Etroubles1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Il piccolo </span><span class="cf1"><strong><b>borgo medievale</b></strong></span><span class="cf1"> di </span><span class="cf1"><strong><b>Étroubles</b></strong></span><span class="cf1"> si trova a 1270 metri di altitudine nello splendido contesto alpino della valle del Gran San Bernardo, circondato da ampi boschi e verdi pascoli. La località era già nota all’epoca dei romani con il nome di Restopolis, poiché si trova sull’antica </span><span class="cf1"><strong><b>Via delle Gallie</b></strong></span><span class="cf1">, via di transito per l’Alpis Poenina, l’attuale Colle del Gran San Bernardo. Lungo questo percorso, in epoca successiva, si sviluppò anche la Via Francigena, l’importante strada che nel Medioevo collegava le isole britanniche a Roma e Gerusalemme, percorribile ancora oggi e frequentata da molti pellegrini.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Etroubles3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La storia</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">23 a.C., con la vittoria sui Salassi da parte dell’esercito romano, interessato a controllare il valico del Gran San Bernardo che porta in Svizzera, l’antica Via delle Gallie, ancora oggi visibile in alcuni tratti, diventa un’importante arteria di comunicazione: su questa strada si trova Eudracinum, l’odierna Étroubles, probabile residenza invernale della guarnigione militare romana.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">994, il vescovo Sigerico durante il suo ritorno da Roma a Canterbury transita per la Via delle Gallie, che diventerà poi la Via Francigena; passano il valico della montagna, per tutta l’età antica e il Medioevo, armate, mercanti, personaggi illustri, pellegrini.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1050, San Bernardo, canonico e arcidiacono di Aosta, fonda nei pressi del valico l’ospizio, che da lui prende nome, del Gran San Bernardo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1273, i Savoia autorizzano gli abitanti di Étroubles e Saint-Rhémy-en-Bosses ad accompagnare sul colle del Gran San Bernardo i viaggiatori e i mercanti diretti da Aosta in Svizzera; svolgono questo lavoro i marroniers, portatori e guide alpine ante litteram che, fino a tutto l’Ottocento, contribuiscono in modo decisivo allo sviluppo dell’economia locale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1317, è fondato a Étroubles un ospizio per dare ricovero ai pellegrini romei di passaggio; ancora nel 1699 si contano due camere e due letti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1783, decade il privilegio della Viérie ou Marronnage che in 510 anni ha fatto la fortuna degli abitanti di Etroubles e Saint-Rémy.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1800, Napoleone passa il Gran San Bernardo con oltre 40 mila uomini; la sera del 20 maggio arriva a Étroubles, dove si ferma per la notte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1853, nasce qui la prima latteria sociale, o turnaria, della Valle d’Aosta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1880, Étroubles comincia a diventare luogo di villeggiatura; nel 1893 esistono già due alberghi.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>COSA FARE:</b></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">“<i><b>À Etroubles, avant toi sont passés …</b></i>”<span class="cf2"> – </span><span class="cf1">s’intitola il percorso artistico nel vecchio borgo, dove in continuazione lo sguardo si posa su sculture, installazioni, opere pittoriche contemporanee. Prima di noi, a Étroubles, sono passati Salassi, Romani, Burgundi, Ostrogoti, Bizantini, Merovingi, Carolingi, Saraceni, re e imperatori, santi, papi e vescovi, generali con i loro soldati, mercanti, viaggiatori, pellegrini: tutti diretti al valico del Gran San Bernardo o in arrivo dalla Svizzera. Era naturale, dopo questo via vai durato secoli, che Étroubles, smantellati gli skilift e con la crisi del turismo alle porte, cercasse un modo per sopravvivere. </span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Etroubles2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’ha trovato tornando alla sua antica vocazione di luogo di passaggio: qui circolano idee, s’incrociano opere e correnti artistiche, si mettono in piedi grandi mostre. Così, la piccola stazione sulla Via Francigena è diventata un centro culturale di prim’ordine in Valle d’Aosta, senza disperdere le sue tradizioni, come l’emozionante Veillà che fa risorgere per una sera i vecchi mestieri della montagna, e il carnevale della Comba Frèide con le sue maschere e i chiassosi costumi ispirati alle uniformi napoleoniche... e poi...</span></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sci alpino e nordico, snowboard, alpinismo e tutte le attività legate alla montagna, sia d’inverno sia d’estate: il comprensorio sciistico del Gran San Bernardo si sviluppa da 1640 a 2450 m. di altitudine, con 22 km di piste da sci di discesa. Le piste per lo sci di fondo partono da Etroubles e proseguono (18 km. in tutto) nei comuni di Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses. In estate, nella valle del Gran San Bernardo i bivacchi alpini, come il Molline a 2415 m., favoriscono l’escursionismo in alta quota, ma esistono anche numerosi percorsi accessibili a tutti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/etroubles-4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></div><div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 cf1 ff1">COSA VEDERE:</b></strong></div><div class="cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b>Il borgo medievale</b></strong> con il suo museo a cielo aperto: Étroubles è una <strong><b>galleria d’arte contemporanea permanente</b></strong> allestita in collaborazione con la prestigiosa Fondation Gianadda di Martigny. Lungo le stradine in ciottolato, oltre alle particolari opere d’arte, si possono scoprire angoli pittoreschi con splendidi fontanili e antiche abitazioni in pietra con tetti in lose.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">- La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta: l’edificio, riedificato attorno al 1815 sui resti di un’antica chiesa preesistente, conserva un piccolo museo di reperti liturgici del XV secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>- </b>Le cappelle: cinque cappelle rurali sorgono a testimonianza della devozione e della religiosità degli abitanti dei villaggi, tra cui quella di Echevennoz, la più antica della parrocchia, dedicata alla Madonna delle Nevi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 cf1 ff1">NATURA E SPORT</b></strong></div><div class="cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Étroubles non è solo arte e storia, ma anche <strong><b>sport e attività all’aria aperta</b></strong>. La zona è delimitata da un anfiteatro costituito da magnifiche montagne, tra cui il Mont Vélan e il Mont Fallère, ed è ideale per i soggiorni in ogni periodo dell’anno: in estate gli <strong><b>amanti del trekking</b></strong> possono scegliere tra facili escursioni, lunghe traversate in valloni incontaminati, tratti della Via Francigena, oppure possono partire per itinerari su più giorni, come lo spettacolare Tour du Mont Fallère, giro ad anello che offre una vista spettacolare sui principali 4000. In inverno, per gli amanti degli sci stretti, da Étroubles parte una pista di fondo lunga 18 km che risale la vallata e, sfiorando diversi graziosi villaggi, raggiunge i 1521 metri di Saint-Rhémy-en-Bosses.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 cf1 ff1">FESTE E TRADIZIONI</b></strong></div><div class="cf1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">- Tradizionale veillà: questa manifestazione simboleggia un momento particolarmente suggestivo nell’estate di Étroubles, poiché rappresenta l’occasione di recuperare le <strong><b>antiche radici culturali del paese</b></strong>. Nel borgo sono riproposti i <strong><b>vecchi mestieri di un tempo</b></strong> e non mancano punti ristoro con diverse specialità locali e tanta musica tradizionale dal vivo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">- Carnevale della Coumba Freida: si tratta di un carnevale decisamente particolare, carico di <strong><b>mistero, storia e stravaganza</b></strong>. Ogni anno si rievoca infatti un evento che ha profondamente colpito la vallata, ovvero il passaggio al colle del Gran San Bernardo delle truppe napoleoniche nel 1800. Le <em>landzette</em>, bizzarre e inquietanti maschere di questo carnevale, indossano costumi colorati e cappelli che ricordano proprio le uniformi dei militari.</span></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 cf1 ff1">PER I PIÙ PICCOLI</b></strong></div><div class="imTAJustify cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il paese di Étroubles è adatto anche alle vacanze con i bambini, perché è una località poco caotica e immersa nella natura. Le famiglie possono fare lunghe <strong><b>passeggiate nel verde</b></strong> e godere di <strong><b>incantevoli panorami</b></strong>. Per i figli che ancora non camminano, è possibile percorrere con il passeggino il sentiero pianeggiante che si snoda da Étroubles a Saint-Oyen lungo il torrente Artanavaz. Il comune dispone inoltre di tre <strong><b>aree giochi attrezzate</b></strong> per far divertire tutti i bimbi tra scivoli, altalene e dondoli.</span></div><div class="imTAJustify cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>PRODOTTI TIPICI DEL BORGO:</b></span></div><div class="imTACenter cf1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/fontinadi--troubles.png"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="cf1"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1">La fontina d’alpeggio Dop di Étroubles, ricca di gusto e profumi, è prodotta con latte intero di mucca di razza valdostana. è celebrata come una delle migliori della regione, grazie ai pascoli incontaminati e alla perizia dei casari.</span></div><div class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>I PIATTI DEL BORGO:</b></span></div><div class="cf1"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter cf1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Zuppaon-fontina-e-pane-nero.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="cf1"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La zuppa con fontina e pane nero, fatto con segala e frumento, richiama uno degli appuntamenti più importanti per la comunità. Ancora oggi, il pane si cuoce nel forno a legna comunitario una volta l’anno, a novembre, e si conserva a lungo sul ratelì (rastrelliere) mediante essicazione.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Guarda il Video !</span></div></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/yes3P7iuuMc">https://youtu.be/yes3P7iuuMc</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 04:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Passeggiata sul lago d'Iseo]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il <strong><b>lago d’Iseo</b><b> &nbsp;</b></strong>è uno dei tre maggiori laghi bresciani assieme al lago d’Idro ed al più rinomato e conosciuto lago di Garda. Tre laghi completamente diversi tra loro, ognuno con le proprie caratteristiche ma tutti e tre estremamente affascinanti.</span></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Iseo_passeggiata15.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il lago d'Iseo, situato tra le città di Bergamo e Brescia, è un incanto con il primo foliage autunnale e gli appuntamenti enogastronomici del generoso territorio che lo circonda. E’ questo il momento migliore per conoscere il lago, da dove si diramano tracciati ciclabili, percorsi pedonali, vie ferrate e sentieri che attraversano i suoi paesaggi naturali, i parchi, le riserve, le grotte e le cime boscose. Sono tante le passeggiate alla scoperta del territorio; tra queste, imperdibile, è quella fino a Corna Trentapassi, balcone panoramico a picco sul lago con un incredibile panorama sulle montagne circostanti: è un po’ impegnativo raggiungerlo, ma la bellezza della cima ripaga della fatica; si percorre una stretta mulattiera che poi diventa un sentiero nel bosco, usato dagli abitanti di Marone, borgo sul versante orientale, in cerca di castagne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagoiseo3passeggiata.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli appassionati di trekking hanno a disposizione anche la bellissima e panoramica via Valeriana, 130 chilometri di strada tra Pilzone d’Iseo e Passo del Tonale: percorrendola ci si immerge nei colori dell’autunno, tra boschi colorati di rosso e giallo, antichi borghi e improvvise aperture sul lago e sulla Valcamonica. In prossimità della sponda meridionale del lago, le torbiere del Sebino, ex cave ora protette come sito di interesse comunitario, regalano spettacolari panorami autunnali. In queste settimane Monte Isola, la più grande isola lacustre naturale d’Italia, si trasforma in una macchia di colori rossa e gialla in mezzo al lago. Per meglio apprezzarlo, si sale fino al santuario della Madonna della Ceriola, da dove la vista spazia a 360 gradi sul lago, sulle montagne e sulle colline della Franciacorta. Quest’ultimo è un territorio da scoprire a piedi o in bicicletta su un’infinità di itinerari, percorsi soprattutto dagli appassionati di vino. La Franciacorta è ricoperta di colline coltivate a vite e punteggiate da cantine che in autunno vivono il loro momento migliore. In particolare il territorio mette a disposizione 6 diverse passeggiate ad anello, da percorrere in mezza giornata: ci si incammina verso la balconata del monte Alto; i conventi e le vigne del monte Orfano; la suggestiva campagna tra Ome e Monticelli Brusati, Borgonato con i suoi antichi borghi e i filari geometrici di viti; le ville e i cascinali di Erbusco e le scroscianti cascate del torrente Gaina presso Monticelli Brusati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagoiseo2passeggiata.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un settimo percorso, più lungo e percorribile in 2 giorni da Brescia a Iseo fino alle sponde del lago, è destinato agli appassionati di trekking che vogliono visitare <a href="https://www.italyfortourist.com/blog/?da-visitare--la-francicorta-" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.italyfortourist.com/blog/?da-visitare--la-francicorta-', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">la Franciacorta</a> attraversandola in tutta la sua lunghezza e pernottando nelle sue numerose strutture. La storica strada del Franciacorta è un tragitto di 90 chilometri che attraversa vigneti, torri medievali, antichi palazzi, castelli e piccoli borghi. Le cantine disseminate lungo l’itinerario raccontano le diverse vicende delle famiglie locali che rappresentano la tradizione di un vino a denominazione di origine controllata e garantita, famoso in tutto il mondo. Tra le tante cantine meritano una visita il Domaine Bersi Serlini, con radici addirittura nel Medioevo, e il museo agricolo e del vino Ricci Curbastro: inaugurato nel 1986 e ampliato negli anni, conserva migliaia di oggetti testimoni del lavoro della terra d’altri tempi. Aperto tutto l’anno, il museo si sviluppa in quattro sale divise per temi e visitabili su prenotazione; tra le proposte più interessanti c’è, per un minimo di quattro partecipanti al prezzo di 25 euro a persona, la visita guidata che porta dal museo alle cantine dell’azienda agricola con l’illustrazione dei processi di produzione e una degustazione dei vini più famosi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagoiseo1passeggiatavigneti.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vigneti e vini ottimi sono presenti anche in Valcamonica, area famosa per le incisioni rupestri su 400 rocce, tutelate dall’Unesco nella riserva naturale di Ceto, Cimbergo e Paspardo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Qui le vigne di montagna permettono di scoprire meglio il territorio: il percorso didattico “Tra vigne e vini” punta i riflettori sugli splendidi paesaggi della campagna della Concarena, sulla casa museo di Cerveno e sulle cantine vitivinicole più interessanti, come Rocche dei Vignali, Monchieri, Flonno e Cascina Casola. Cinque bacheche informative illustrano la storia della viticoltura in Valcamonica e offrono anche numerosi spunti per dare alle passeggiate un respiro più ampio, deviando verso le incisioni rupestri di Capo di Ponte, le Calchere di Ono San Pietro, il centro storico di Cerveno e la parrocchiale vecchia di san Maurizio a Losine. Oltre al vino nella valle è possibile avvicinarsi anche all’artigianato locale: nella bottega di Braone i maestri dell’intaglio e della scultura del legno, guidati dall’artista Franca Ghitti, raccontano la loro arte con dimostrazioni pratiche a chiunque voglia partecipare ai laboratori didattici.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><br></div></div><a href="https://youtu.be/My-ujit3MiY">https://youtu.be/My-ujit3MiY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 05:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali: Dozza Il Borgo degli Affreschi e dei Murales]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A metà tra Toscana ed Emilia Romagna svetta questo splendido borgo medievale, città dei "murales" , tra le verdeggianti colline dell’appennino tosco-romagnolo che tratteggiano il versante occidentale dell’Emilia Romagna, ci si imbatte nel piccolo comune di Dozza </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>(in fondo a questa pagina potete vedere il video del Borgo)</i></span><span class="fs12lh1-5 ff1"> , un borgo medievale di rara bellezza sito sul crinale di un colle. Da qui, la collina svetta fiera sulla valle del fiume Sellustra e riscende dolcemente verso la via Emilia, a una manciata di chilometri da Imola e a meno di un’ora da Bologna.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozza1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A Dozza, l’arte si fa paesaggio urbano ed arreda i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi ogni angolo ed aprendosi a squarci di colori improvvisi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si possono ammirare oltre un centinaio di opere realizzate da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea. All’interno della Rocca sono conservati gli affreschi e i bozzetti delle opere su muro esposti nel Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un borgo incorniciato da vigneti che si estendono a perdita d’occhio, i cui filari si rincorrono attraverso pendii dai profili morbidi quasi a delimitare con le loro geometrie perfette il confine occidentale tra la Romagna e l’Emilia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozza3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un paesaggio idilliaco dominato da una maestosa Rocca Sforzesca – la Rocca di Caterina – perfettamente conservata, così come le mura e i tetti delle case che compongono questa borgata, un tempo conosciuta con il nome di ‘Ducia’ che significa letteralmente ‘Doccia’. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">A guardarla bene, viene da chiedersi cosa c’entri Dozza con l’acqua, la grande assente – e al tempo stesso assoluta protagonista – della storia di questo luogo entrato a buon diritto nel novero dei 295 Borghi più belli d’Italia. &nbsp;L’acqua dovrebbe essere, per Dozza, quasi un paradosso considerando che da secoli essa ha fatto del buon vino una delle sue più raffinate eccellenze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzamurales2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Eppure tutto parla di lei: lo stemma del Comune con il grifone araldico che si abbevera da una conduttura da cui sgorga dell’acqua; i resti di un antico acquedotto costruito per raccogliere l’acqua da Monte del Re e far fronte ai periodi più siccitosi; i toponimi delle chiese, delle stradine e dello stesso borgo: “Duza” o “Ducia” in latino non vuol dire semplicemente “doccia”, ma come suggerisce l’etimologia del termine, “canale” in cui scorre l’acqua.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">l suo centro storico, dalla caratteristica forma a fuso, conserva intatto l’originale tessuto edilizio di stampo medioevale, e la possente Rocca Sforzesca, posta all’apice del paese si armonizza perfettamente con il resto dell’abitato, che segue il tracciato delle antiche mura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzarocca.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Successivamente trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi, la maestosa Rocca fu voluta da Caterina Sforza, che la riedificò alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca. I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito, per via ereditaria, alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Da visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina, le prigioni, le stanze di tortura, i camminamenti sulle torri. Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione Mascellani, mentre i sotterranei ospitano l'Enoteca Regionale dell' Emilia Romagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel centro storico, al quale danno colore e atmosfera i muri dipinti, meritano inoltre una visita la Chiesa prepositurale di S. Maria Assunta in Piscina, edificata nel XII sec. sui resti di una precedente chiesa romanica - contiene una tavola del 1492 di Marco </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Palmezzano, il Rivellino, dentro il quale è ricavata la porta settecentesca di accesso al borgo, e la Rocchetta di origini trecentesche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzamurales.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">“Il borgo dalle mura dipinte” o, se preferite, “il museo vivente”: così è conosciuta oggi Dozza. E ad accendere i fari su questo minuscolo borgo medievale ha contribuito senza dubbio la Biennale del Muro Dipinto, lanciata su iniziativa comunale negli anni Sessanta. Una manifestazione che nel tempo è diventata una permanente di arte di strada e che ha visto gareggiare artisti contemporanei già affermati e talentuosi esordienti per conquistare la possibilità di dipingere le facciate e le porte degli edifici del paese.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ed è così che ogni due anni, a settembre, nuove opere vedono la luce sui muri e sugli usci ancora liberi di questa piccola fortezza medievale che convive in totale armonia con il luccichio contemporaneo della “Street art”. Alcune cominciano a mostrare i primi segni del tempo tradite da una leggera patina velata, altre invece brillano ancora nei loro colori sgargianti. Muri d’autore, insomma, che raccontano in un susseguirsi continuo più di 200 storie, da oltre mezzo secolo.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Dozza,_Enoteca_Regionale1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">DA NON PERDERE</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Non si può lasciare Dozza senza aver visitato l’Enoteca Regionale. Situata nei suggestivi sotterranei della Rocca Sforzesca, si trovano esposte, e in vendita, oltre 800 etichette selezionate. Il percorso è organizzato secondo il criterio degli abbinamenti con i cibi. I locali ospitano inoltre un wine bar per degustazioni guidate da sommeliers professionisti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">SULLA TAVOLA</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dalle tagliatelle ai garganelli, ai tortelli di ricotta alla salvia, qui la pasta è fatta rigorosamente con la sfoglia tirata a mano. Tra i secondi dominano le carni ai ferri, come fiorentina e castrato. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Immancabile la piadina, da abbinare con formaggi molli, come il freschissimo squacquerone, e gli ottimi salumi. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">In fatto di vini la scelta è ricca, regna tra i rossi il Sangiovese DOC e fra i bianchi l’Albana DOCG.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dozza è attraversata dalla Strada dei Vini e Sapori Colli d’Imola.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">PER TENERSI IN FORMA</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzaverde.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il ciclista più appassionato può percorre la Vallata del Santerno, del Sillaro e la Val Sellustra, immerso nel paesaggio, e partecipare dello spettacolo che la natura offre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A 15 Km di distanza si trovano lo stabilimento termale di Castel San Pietro Terme e il Golf Club “Le Fonti", un bellissimo campo da golf a 18 buche nell’affascinante Valle del Sillaro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Guarda il Video del Borgo</b></span></div></div><a href="https://youtu.be/1t6oyZQBSsE">https://youtu.be/1t6oyZQBSsE</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Da visitare in Piemonte: Le Langhe  e il Roero]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000087"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Langhe e il Roero sono tra i paesaggi più affascinanti del </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/" target="_blank" class="imCssLink">Piemonte</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Immaginate una cartolina di quelle belle, piene di sfumature di colori caldi e romantici e di scorci incantevoli che ti fanno innamorare al primo sguardo per la bellezza che sfoggiano. Questa cartolina potete ottenerla ovunque se mettete piede nel meraviglioso territorio delle Langhe e del Roero, nel cuore della Regione Piemonte, in Provincia di Cuneo, non lontano da Torino, Cuneo e Milano. Un luogo ideale per rilassarsi e godere della natura, dell'arte e soprattutto dei piatti tradizionali che diventano perle di sapore tutte da assaggiare</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/langheroero1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Zone di colline, paesi e antichi borghi arrampicati sulle alture, vigneti e grandi tradizioni gastronomiche. Per gli amanti del cibo e del vino questa è sicuramente una delle zone d'eccellenza, il luogo ideale per rilassarsi e godere della natura, dell'arte e soprattutto del buon vino e della buona cucina.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La zona piemontese a cavallo tra Cuneo e Asti offre un susseguirsi di panorami spettacolari. Già solo attraversando la Strada romantica, un percorso che si snoda su 100 chilometri, si può assaporare la varietà di questi luoghi nella loro totalità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/langheroero2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ci si imbatte negli scoscesi profili delle Rocche del Roero, entrati a far parte dei Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, nelle colline della Langa del Barolo e del Barbaresco e nei loro vigneti, fino agli scenari dell’Alta Langa, dove domina il verde rigoglioso dei boschi. Chi lo desidera può fermarsi a visitare qualche cantina, alcune delle quali anche belle e di design e degustare il nettare locale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/langheroero3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I castelli medievali che sorgono nella zona rappresentano uno degli elementi caratterizzanti e peculiari del paesaggio. Tra i più belli ci sono il Castello di Barolo, che ospita il Museo del vino, un museo interattivo adatto anche ai bambini. Il Castello di Govone è visitabile ogni domenica da marzo a fine ottobre; il Castello di Grinzane Cavour ospita anche un ristorante; il Castello di Magliano Alfieri, Castello di Costigliole d’Asti, Castello di Mango, Castello di Monesiglio, Castello di Monticello d’Alba, Castello di Pralormo, Castello di Prunetto, Castello di Roddi, Castello di Saliceto e Castello di Serralunga d’Alba.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/langheroeroenoga.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Impossibile pensare alle Langhe senza associarle alla gastronomia. Il territorio è un susseguirsi di vigneti: i vini sono tra i prodotti tipici locali e i nomi delle località profumano di vino, Barolo, Barbaresco, Roero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma i prodotti tipici sono anche il tartufo, i salumi, i formaggi e le carni. Il celebre tartufo bianco di Alba, per il quale ogni anno si tiene un’importante fiera che richiama numerosissimi visitatori, anche oltre i confini nazionali, proprio ad Alba.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/WO-flZ1Ak5c">https://youtu.be/WO-flZ1Ak5c</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 05:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: Valle d'Aosta]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La più piccola Regione d'Italia è posta all'estremità nord - occidentale della penisola, al confine tra Francia e Svizzera. La Valle d'Aosta è costellata da vette maestose fra cui troviamo le cime più alte delle Alpi come il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso e sua maestà il Monte Bianco che, con i suoi 4810 m. non ha rivali in Europa: è il tetto del vecchio continente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Gioiello della regione è Courmayeur, considerata una delle più importanti stazioni sciistiche del mondo e culla dell'alpinismo, qui è nata la prima scuola per guide alpine.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/valleaostacorma.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div><div><br></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Istituita nel 1946 con l'abolizione della provincia di Aosta, la Valle D’Aosta è la regione più piccola d'Italia e anche quella meno popolata con un territorio completamente montano. Quando i territori dell’odierna Valle d'Aosta vennero conquistati dalle truppe romane, venne fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. L'arco di Augusto, la Porta Praetoria e le altre porte romane, il foro e il teatro romano, la cinta muraria e le torri sono alcuni tra i numerosi reperti di epoca romana che fanno valere ad Aosta il titolo di "Roma delle Alpi".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/valleaostaromani.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sotto l'Impero carolingio, fondato tradizionalmente con l'incoronazione di Carlo Magno a imperatore romano da parte di papa Leone III la notte di Natale dell'anno 800, si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo, Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin, tappe già menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Caratteristica delle regioni del nord d’Italia è la forte presenza di fiumi, laghi, passi e vallate più o meno noti. La Valle D’Aosta è attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po, che ne segna la valle principale da cui dipartono numerose valli secondarie con i loro affluenti, tra cui la Dora di Valgrisenche e il Lys. I maggiori laghi naturali sono il Lago Verney a La Thuile, il Lago delle Laures inferiore (fr. Lac des Laures inférieur) a Brissogne e il Gran Lago (fr. Grand Lac) di Champdepraz. Il lago di Beauregard e il lago di Place-Moulin sono bacini artificiali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/valleaosta1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I valichi di confine più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), il primo parco nazionale italiano istituito nel 1922, per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Il Parco naturale del Mont Avic (Parc naturel du Mont-Avic) è il primo parco regionale della Valle d'Aosta e si estende tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/valleaostaparchi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Nel contesto delle sue imponenti montagne e delle magnifiche valli è collocato il primo Parco Nazionale italiano istituito nel 1922, il Gran Paradiso dove è possibile osservare gli animali nel loro ambiente naturale: camosci, aquile reali, marmotte ed ovviamente lo stambecco, simbolo del parco.</span></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il turismo è il motore principale dell’economia della Valle D’Aosta. Modesto è invece l’apporto economico industriale e quello dell’agricoltura e dell’allevamento mentre è significativa la produzione artigianale e in particolare la scultura del legno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anche in Valle D’Aosta è fortissima la presenza di castelli. Di alcuni restano solo rovine, mentre altri sono ben conservati e sono vere e proprie attrazioni turistiche. Il castello più conosciuto è quello di Fénis ma bisogna ricordare anche il castello di Issogne, il castello di Verrès, il Forte di Bard e il castello di Saint-Pierre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellivalleaosta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Valle d'Aosta è una regione ricca di musei, dai piccoli musei comunali ai poli museali di maggiore rilevanza. Vanno segnalati:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">il Museo dell'artigianato valdostano di tradizione, sito nel comune di Fénis, che espone la grande ricchezza della tradizione artigianale valdostana, </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Forte di Bard con il Museo delle Alpi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo Archeologico Regionale di Aosta</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo regionale di scienze naturali della Valle d'Aosta</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo Manzetti, presso il Centro Saint-Bénin</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/mavartigianatovalleaosta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Tra le architetture religiose segnaliamo:</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Notre-Dame de Guérison nel comune di Courmayeur</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di Notre-Dame-des-Neiges in località Machaby, nel comune di Arnad</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di Vourry nel comune di Gaby</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di Plout, a Saint-Marcel</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario del Misérin nel comune di Champorcher</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di Cunéy nel Vallone di Saint-Barthélemy</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di Verdonaz (pron. Verdonà) di Notre-Dame-des-Neiges, nel comune di Oyace</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di San Grato nel comune di Valgrisenche</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Santuario di Fonteinte nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La cucina valdostana è anch’essa ricca di prodotti e ricette tipiche come la soupe à la valpelleneintse fatto con patate, cavoli lessati, fontina e brodo di carne, al forno, la carbonade, a base di carne bovina, e il blanc-manger, dolce a base di panna, zucchero e vaniglia, ma il tipico prodotto agro-alimentare valdostano è la fontina valdostana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/sportvaldostani.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Valle D’Aosta oltre agli sport convenzionali, annovera nella sua tradizione anche sport tradizionali valdostani, promossi dalla Federaxon Esport de Nohtra Tera: il fiolet: una pallina ovoidale posta su un sasso alto circa 20 cm viene colpita due volte dal giocatore con un bastone, prima per farla balzare in aria e subito dopo al volo per mandarla il più lontano possibile; il palet valdostano è una delle tante varianti del gioco delle piastrelle, diffuso a livello europeo fin dall'antichità; gioco di precisione, si gioca lanciando un disco verso un boccino; la rebatta si gioca a squadre o nei campionati individuali: scopo del gioco è quello di lanciare la pallina il più lontano possibile colpendola con una mazza; </span><span class="fs12lh1-5 ff1">lo tsan è un antico e popolare sport di squadra che ricorda vagamente il baseball e l'oina rumena.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Clicca per il Video</span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/W3NgzIo1PUE">https://youtu.be/W3NgzIo1PUE</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 07:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I Borghi della Toscana]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Toscana è una regione ricca di splendidi borghi medievali piacevoli da visitare in ogni momento dell'anno. Ci sono borghi più conosciuti, come Pienza e San Gimignano, ma anche tanti altri che sono meno frequentati, ma altrettanto belli.<br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghitoscani1.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In gran parte modellata su un territorio dolce e collinare, dalle forme morbide e dai colori a tinte pastello, molti villaggi e cittadine della Toscana meritano la classificazione di borgo storico: inserite in un tale paesaggio bucolico, ogni cittadella ha ancora da raccontare la sua eredità medievale fatta di mura, di torri, di rocche e di nuclei abitativi serrati in vie strette ed acciottolate.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghitoscani2.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Adagiati su morbide colline sono caratterizzati da centri storici con edifici in pietra in tinte color pastello, protetti da mura e bastioni. L'impressione che avrete è quello di fare un viaggio indietro nel tempo, riscoprendo la tranquillità dei piccoli centri e le vecchie tradizioni. L'occasione è inoltre perfetta per andare alla scoperta della natura incontaminata circostante.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le grandi città d'arte, come Firenze, Lucca, Pisa, Arezzo, Siena, sono mete obbligate nella vita di un turista che vuole conoscere l' Italia, tuttavia i segreti più profondi di un territorio sono spesso custoditi nel cuore della provincia, in quei luoghi modellati da un diverso scorrere del tempo e da abitudini capaci di svelare il vero fascino della scoperta, del viaggio. E sono i borghi, nella loro struttura, ad alternare opere artistiche, case, ristoranti a offrire una grande opportunità per chi intende il turismo come esperienza che va oltre un selfie.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">il territorio toscano è infatti punteggiato da piccoli borghi medievali immersi tra le colline ed abbracciati da una natura rigogliosa. Conservano tra le loro vie secoli di storia e portano avanti tradizioni che meritano assolutamente di essere scoperte.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghitoscani3.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La storia regionale è intrisa di vicende tra città contrapposte, in perenne guerra o confronto reciproco, anche nella realizzazione di monumenti di grande valore artistico ed architettonico. Non stupisce che ogni insediamento dovesse essere costruito con le caratteristiche di un borgo fortificato, ben protetto da mura e bastioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In Toscana si trova forse la più alta concentrazione di borghi medievali di tutta Italia; la capacità che hanno avuto le singole località di mantenere pressoché intatto l’immenso patrimonio architettonico di cui dispongono, fa sì che oggi quegli stessi paesi abbiano sviluppato una forte vocazione turistica.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghitoscani4.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'Appennino chiude a nord la regione e proprio qui troviamo alcuni centri che meritano un visita: nei pressi delle Alpi Apuane, in provincia di Massa Carrara, si erge la cittadina di Montignoso, sospesa tra mare e montagne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella provincia di Lucca, &nbsp;il cui centro storico protetto dalle mura è a sua volta uno splendido esempio di borgo fortificato – ecco i paesini di Barga e Coreglia Antelminelli, mentre nella zona del Mugello, in provincia di Firenze, il borgo di Scarperia, vicino al celebre autodromo, è uno dei più caratteristici. Ancora nel comparto appenninico, ma questa volta sulle pendici del Pratomagno, troviamo Poppi con il suo celebre castello.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghitoscani5.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anche la Toscana centrale è ricchissima di borghi e città fortificate. Nomi come San Gimignano, su cui svettano ben quattordici torri, la deliziosa Volterra, il borgo medievale di Monteriggioni con le sue mura o città storiche come Pienza non hanno bisogno di presentazioni aggiuntive.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Siamo nella terra del Chianti, e ogni villaggio ha una storia da raccontare: Castellina in Chianti, Radda in Chianti, ma anche le città termali di Chianciano Terme, Montepulciano e la vicina Bagno Vignoni hanno attraenti centri storici da scoprire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vicino ad Arezzo segnaliamo Monte San Savino, Lucignano dalla particolare forma ellittica, e la bella Cortona, con vista sul Lago Trasimeno e la sua affascinante storia etrusca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Scendendo verso sud lungo la costa, nella zona di Livorno, ci sono borghi come Montescudaio e Suvereto: più all'interno, nuovamente nella provincia di Siena, segnaliamo Buonconvento e Radicofani, quest’ultimo in Val d’Orcia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghitoscani6.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Maremma è ricca di rupi tufacee su cui sono sorte cittadelle fortificate. In provincia di Grosseto, un trittico da non perdere per la magia dei loro paesaggi sono le località di Sorano, Sovana e Pitigliano, mentre sulla costa grossetana segnaliamo le località di Talamone, con il celebre castello, e Capalbio, in posizione rialzata ad appena qualche chilometro dal mare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/zXVTDtNsruw">https://youtu.be/zXVTDtNsruw</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 06:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I musei archeologici italiani più spettacolari]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Italia_da_Visitare"><![CDATA[Italia da Visitare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div class="imTACenter"><strong><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Musei Capitolini: Centrale Montemartini di Roma</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/museicapitolini1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ difficile scegliere un museo archeologico nella città simbolo dell’antichità, ma tra i tanti luoghi d’arte che raccontano la storia dell’umanità c’è nella capitale un luogo davvero originale: la Centrale Montemartini, un impianto termoelettrico dei primi del Novecento, dismesso e trasformato in museo. Qui, in una straordinaria ambientazione di archeologia industriale, sono esposte sculture, epigrafi e mosaici, oltre a reperti antichi recuperati da altri musei capitolini. Tra i pezzi di maggiore pregio spiccano il frontone del tempio di Apollo Sosiano e il mosaico di santa Bibiana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il museo e le esposizioni temporanee sono aperti da martedì a domenica, dalle 9 alle 19;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><strong><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo archeologico nazionale di Napoli</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Museo-archeologico-nazionale-di-Napoli.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tre sono le collezioni del ricco museo archeologico del capoluogo campano: Farnese, con gli splendidi reperti romani, Pompeiana ed Egizia. Tra le opere più prestigiose esposte nel museo ci sono la Nike di Borgo Orefici e la Venere Callipigia; meritano una visita anche le recenti sale, nel Gabinetto segreto, riservate ai reperti a soggetto erotico provenienti soprattutto da Pompei ed Ercolano. Anche i reperti egizi sono di grande prestigio e occupano il terzo posto nel mondo dopo quelli de Il Cairo e di Torino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il museo di Napoli è aperto tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 9 alle 19.30;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><strong><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo archeologico Antonio Salinas di Palermo (<a href="http://www.sicilytourist.com/blog/?museo-archeologico-antonio-salinas-a-palermo" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui per Visitarlo</a>)</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/museosalinas2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sorge tra i chiostri e le fontane del complesso monumentale tardo cinquecentesco della Casa dei Padri della Congregazione di san Filippo Neri, a Palermo, e ospita la storia della Sicilia dalla preistoria al Medioevo. Tra i pezzi più prestigiosi della collezione archeologica, tra le più ricche d’Italia, ci sono le metope - fregi architettonici - dei templi di Selinunte, definito il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d’Occidente; le 17 gronde leonine del tempio di Himera, esposte nella corte chiamata agorà; e la ricostruzione del frontone del tempio C di Selinunte con la grande maschera della Gorgone. Quest’ultima occupa l’ala orientale dell’edificio con le otto sale che ruotano attorno al terzo cortile, coperto con una vetrata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9 alle 18, e la domenica e i festivi solo fino alle 13.30.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 05:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi da Visitare in Piemonte: Orta San Giulio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Orta San Giulio, il magico comune piemontese tra i borghi più belli d’Italia Il comune si estende per una parte sulla riva del Lago di Orta, dove si trova il principale nucleo abitativo del paese, e per un’altra parte sull’incantevole isolino di San Giulio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ortasangiulio1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La storia di questo piccolo borgo è molto antica. Già nel Medioevo faceva parte, ed era il centro più importante, delle Comunità della Riviera, un consorzio autonomo di comuni che è stato attivo fino alla metà del ‘700. La città, sempre durante il periodo medievale, aveva delle mura di cinta per la difesa di cui però non rimane nulla in quanto distrutte agli inizi del ‘300 e mai ricostruite. Gli abitanti ritenevano infatti che la posizione del paese fosse già naturalmente al riparo da possibili scorrerie. In effetti, nella sua lunga storia, Orta San Giulio fu saccheggiata un’unica volta, nel 1524 per opera degli Sforza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma veniamo alle bellezze di questo incantevole borgo piemontese. Il centro del paese è pieno di piccole viuzze dove poter passeggiare e ammirare scorci caratteristici. Al centro c’è inoltre la bellissima Piazza Motta, affacciata sul lago e circondata da splendidi edifici storici porticati tra cui il Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio che risale alla fine del ‘500. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/ortasangiulio2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un altro edificio caratteristico e storico di Orta San Giulio è la piccola Chiesa di Santa Maria Assunta il cui primo nucleo risale al 1485. Tra gli altri palazzi storici da vedere ad Orta ci sono sicuramente Palazzo Gemelli, un edificio del XVI, e Palazzo De Fortis Penotti. Quest’ultimo è un edificio in stile neoclassico di grande fascino divenuto nel 2007 Dimora delle Arti. Qui vengono spesso allestite mostre e organizzati eventi artistici e culturali. Al suo interno potrete ammirare “La sala Rosa”, il salone delle feste con uno splendido pavimento veneziano e con un grandissimo camino in marmo su cui troneggia il ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia, e poi “La Sala San Marco”, famosa per il bellissimo camino del ‘500 realizzato in pietra serena e con al centro lo stemma dei Visconti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/ortasangiulioisola.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E poi ovviamente c’è la parte del borgo che si trova sull’isolino di San Giulio, che già per la collocazione ha un fascino del tutto particolare. Su questo isolino si trova l’ex seminario, costruito alla fine dell’800 sui resti del precedente castello, che oggi ospita il convento delle suore benedettine di clausura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il racconto delle bellezze che lo caratterizzano non basta a far vivere l’atmosfera magica di questo piccolo borgo piemontese. Occorre davvero visitarlo, perché è sicuramente uno dei posti più belli che ci sono nella regione. Se state cercando la prossima meta per un week-end fuori città, ricco di storia, arte e paesaggi incantati, avete trovato il posto giusto per voi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/ortasangiulio3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il centro di Orta, completamente pedonalizzato, è caratterizzato da strette viuzze: la principale corre parallela alla riva del lago e si interseca con alcune ripide viette che si allontanano dal lago portando verso il Sacro Monte (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO) o verso l'ampia zona dei parcheggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner1.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Al centro del paese si trova Piazza Motta, vero e proprio salotto affacciato sul lago, dalla quale partono le imbarcazioni dirette all'Isola di San Giulio. La piazza è circondata su tre lati da edifici ben proporzionati allo spazio, per buona parte porticati. Sul lato nord si trova il broletto o Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio, risalente al 1582, costituito da un portico al piano terra, usato per il mercato, e una sala per riunioni al primo piano; qui si esercitava il potere legislativo, oltre che esecutivo per mezzo del Consiglio Generale (composto dai deputati del feudo vescovile) ed è considerato il simbolo del lungo periodo di autogoverno della regione. La costruzione è un connubio di elementi classici e rustici, come gli affreschi sulla facciata e l'irregolare scala esterna, le piccole colonne del portico e il tetto in beole. L'edificio culmina con una piccola torre campanaria. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">L'attuale sede del municipio di Orta è villa Bossi, con un bel giardino affacciato sul lago.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Di fronte al broletto inizia un'ampia strada in salita denominata "Motta" (via Caire Albertoletti), interamente pavimentata in sassi, alla cui sommità è posta la parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1485 e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo. La salita è fiancheggiata da antiche case tipiche e alcuni palazzi storici tra cui Palazzo Gemelli, risalente al XVI secolo caratterizzato da tre diversi corpi di fabbrica, la cornice arrotondata e alcuni dipinti in facciata e, sul lato opposto, il neoclassico palazzo De Fortis Penotti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-5" src=""  title="" alt=""/></a><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Fa parte del comune di Orta San Giulio l'unica isola del Lago d'Orta, l'isola di San Giulio, che dista circa 400 metri dalla riva. L'isola è dominata dall'edificio dell'ex seminario, costruito nel 1844 sulle rovine del castello. Il seminario ospita oggi il convento di monache benedettine di clausura Abbazia Mater Ecclesiae. Sull'isola si trova anche la Basilica di San Giulio, il più importante monumento romanico del novarese.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Guarda il Video</b></span></div></div><a href=" https://youtu.be/0IAEdt3u4fM"> https://youtu.be/0IAEdt3u4fM</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 05:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I mosaici più belli d’Italia, da Venezia alla Sicilia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Italia_da_Visitare"><![CDATA[Italia da Visitare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono molte <strong>le meravigliose opere mosaiche </strong>in Italia, ora vediamo insieme alcune di esse e le &nbsp;<strong>città italiane più ricche di mosaici </strong>da ammirare.</span></div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Basilica di san Vitale a Ravenna:</span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaici2.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per secoli i Romani e i Bizantini, e prima ancora i Sumeri, hanno utilizzato la tecnica del mosaico per decorare ville, terme, palazzi e chiese. Queste ultime hanno reso la città di Ravenna la capitale dei mosaici in Italia: qui si trovano i più alti esempi di capolavori musivi, patrimonio dell’Umanità per l’Unesco. I più belli si possono ammirare nella basilica di san Vitale: quando si entra è impossibile non emozionarsi di fronte agli enormi mosaici d’epoca bizantina che rappresentano con vividi colori scene sacre e personaggi storici come gli imperatori Giustiniano e Teodosia con i ministri e le matrone. Sul pavimento della chiesa è stata realizzata un’opera che rappresenta un labirinto, elemento iconografico spesso usato per obbligare il credente a redimersi attraverso la preghiera. Per gli appassionati di mosaici è bene recarsi anche al mausoleo paleocristiano di Teodorico e di Galla Placidia, alla basilica di sant’Apollinare, alla Domus dei tappeti di pietra e nel battistero degli Ariani, tutti luoghi d’arte ricoperti di bellissime e preziose tessere dai colori scintillanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Cattedrale di San Marco a Venezia:</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicisanmarco.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel capoluogo veneto si concentra la storia e il successo dei mosaici medievali in Italia: l’arte veneta, legata sia alle gusto occidentale del nascente stile gotico sia alle influenze orientali bizantine, si esalta nella magnifica basilica di san Marco con i suoi appariscenti mosaici dorati, simbolo della luce divina. Luogo del potere della Repubblica Veneziana, la celebre basilica mostra con i suoi sfarzi il potere dei Dogi attraverso un continuo arricchimento di colonne, fregi, marmi, sculture e ori portati a Venezia sulle navi dei mercanti che arrivavano dall’Oriente. I mosaici più antichi, molti dei quali restaurati dopo i numerosi incendi, risalgono all’XI secolo e sono quelli dell’ingresso e dell’abside con le figure dei santi, degli apostoli e del Cristo pantocratore. In seguito artisti veneziani e bizantini decorarono a mosaico l’atrio con storie dell’Antico Testamento, le cupole laterali con quelle dei santi, la cupola della Pentecoste e quella sull’altare maggiore. Le ultime decorazioni musive, invece, furono quelle della cappella Zen dove operò un importante arista bizantino. Interessanti sono anche i meravigliosi mosaici policromi del XII secolo che ricoprono il pavimento e quelli del battistero, eseguiti nel XIV secolo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Basilica Costantiniana di Aquileia:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicobasilicaaquileia.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br>La basilica di santa Maria Assunta di Aquileia ospita preziose opere musive policrome che rappresentano raffigurazioni cristiane, tra cui i celebri “Buon Pastore” e “Vittoria eucaristica”. La chiesa custodisce anche il magnifico mosaico pavimentale, considerato il più antico e il più grande in tutto l’Occidente. L’enorme opera risale al IV secolo e raffigura piante, animali fantastici, cieli e costellazioni; è ricca di allegorie e di simbologie, come la celebre lotta tra il gallo e la tartaruga, che rappresentano il bene e il male.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Duomo di Orvieto:</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicoduomoorvieto.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La facciata del duomo gotico di Orvieto è di una bellezza che lascia senza fiato: i suoi preziosi mosaici policromi, pensati e creati secondo un preciso schema iconografico, raffigurano gli episodi salienti della vita di Maria, una delle figure più venerate e onorate del cristianesimo cattolico. Le opere musive, in gran parte danneggiate e perdute nei secoli, mostrano anche il battesimo di Cristo e confluiscono verso l’alto con la scena dell’incoronazione della Madonna, passando dall’assunzione in cielo alla natività. La stessa cattedrale, caratterizzata da un enorme rosone, è considerata una delle più belle al mondo, ricca di affreschi e di opere d’arte.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Basilica di Santa Cecilia in Trastevere a Roma:</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicosantaceciliatrastevere.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel cuore di Trastevere, caratteristico quartiere nel centro di Roma, si trovano due basiliche decorate con preziosi mosaici dorati: santa Maria e santa Cecilia. Quest’ultima custodisce nell’abside un’opera musiva di immenso valore, commissionata da Papa Pasquale I nell’820, l’epoca di maggior splendore per la realizzazione dei grandi mosaici. L’opera a tessere vitree, simbolo di potere e di grandezza, raffigura il Cristo Redentore attorniato da santi e alla presena del Papa: sulla sinistra ci sono san Paolo, santa Cecilia e il pontefice che presenta il modellino della chiesa a Gesù e, sulla destra, san Pietro, santa Agata e san Valeriano. Al di sotto si trovano dodici agnelli con la testa rivolta verso lo Spirito Santo.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Museo archeologico di Napoli:</b><br></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicobattagliaisso.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Museo archeologico nazionale di Napoli ospita, tra gli altri, il bellissimo e famoso mosaico della “Battaglia di Isso”, scoperto nel 1831 presso una villa di Pompei. Con oltre un milione e mezzo di tessere policrome è la rappresentazione di una delle più famose battaglie condotte da Alessandro Magno. L’opera musiva, copia fedele di un dipinto dell’antico pittore greco Filosseno di Eretria, è solo una delle tante, ma di dimensioni minori, ritrovate tra le rovine di Pompei a dimostrazione della ricchezza dell’antica città campana, distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1">Cattedrale di Otranto:</span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicootranto.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il capolavoro della principale chiesa di Otranto, costruita sugli antichi resti di una domus romana nel 1068 per volontà del vescovo Guglielmo, è il suo pavimento: qui, lungo tutta la navata centrale, un monaco di nome Pantaleone adagiò nel 1163 milioni di tessere creando un immenso mosaico policromo. Nella sua vastità l’opera è una sorta di narrazione che inizia dal peccato originale e prosegue tra i passi della Bibbia e i riferimenti alla storia antica. Le figure sono tantissime e le scene elaborate richiamano alla mente la figura del labirinto tra i vizi e le virtù dell’uomo. La cattedrale, dalla facciata semplice e imponente, ospita anche sei altari e una bellissima cripta bizantina.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Villa Romana del Casale di Piazza Armerina</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicovilladelcasale.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel cuore della Sicilia la fastosa Villa imperiale del Casale di Piazza Armerina è famosa per i suoi preziosissimi mosaici, tra le massime espressioni dell’arte musiva. La Villa, lussuoso edificio patrizio costruito tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C., custodisce terme, sale e gallerie che ruotano intorno al gioiello della struttura, 3.500 metri quadrati di mosaici policromi pavimentali, perfettamente conservati. Le straordinarie opere d’arte dai colori vividi raffigurano esuberanti scene di caccia, corse con le quadrighe, giovani atlete in abiti succinti e saghe di eroi e miti come Ulisse e Polifemo, raffigurato con tre occhi. Nella villa, inserita nell’elenco dei beni dell’Unesco, è stato creato un percorso per i visitatori che, spostandosi tra i numerosi ambienti, possono rivivere la quotidianità dell’antica Roma.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><b class="fs12lh1-5 ff1">Duomo di Monreale - Palermo (per vedere il video spettacolare dell'interno del duomo <a href="https://www.sicilytourist.com/blog/?il-duomo-di-monreale" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui</a>) :</b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/mosaicomonreale1.png"  title="" alt=""/><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il duomo di Monreale è una delle testimonianze più impressionanti di quella stagione artistica straordinaria che la Sicilia visse nel XII secolo. Sulle pareti del duomo si snoda un ciclo musivo, conservatosi pressoché intatto, che racconta la storia della salvezza, dalla creazione del mondo alla resurrezione di Cristo, in un percorso che ha alle sue estremità le due figure imponenti del Cristo pantocratore dell’abside, le cui braccia si aprono in un abbraccio commovente che accoglie il fedele lasciandolo senza parole, e della Vergine nella controfacciata, la cui maternità è segno perenne del rinnovarsi della presenza di Cristo che accompagna la vita degli uomini, posto genialmente sopra la porta attraverso la quale i fedeli lasciano la basilica per portare nel mondo la loro speranza. Oltre alla sequenza narrativa vetero e neotestamentaria, le pareti della basilica ospitano una impressionante serie di ritratti di santi, testimonianze perenni della vita della Chiesa.</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 06:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Arcipelago della Gallura: La Maddalena]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Sardegna"><![CDATA[Sardegna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000071"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorrendo i suoi 45 chilometri di panorami mozzafiato scoprirai la Maddalena in una interminabile carrellata di scogliere, calette, spiagge e mare azzurro. All’interno del parco nazionale istituito nel 1994, l’isola è meta ideale di vacanze all’insegna della natura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/maddalenasardegna1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Maddalena ha però un posto d’onore anche nella storia di cui conserva testimonianza.</span><span class="fs14lh1-5 ff1">La sua posizione strategica, l’ha resa avamposto militare, prova ne sono le fortificazioni oggi visitabili, e attrasse, tra gli altri, Napoleone Bonaparte, respinto dalla flotta comandata dal maddalenino Domenico Millelire (1793), prima medaglia d'oro al valor militare della marina italiana. È stata a lungo base della Marina militare italiana e di quella statunitense, dismessa definitivamente a inizio 2008. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/maddalenasardegnachiesa.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sui vicoli lastricati del centro abitato si affacciano palazzi di fine XVIII secolo e la parrocchia di santa Maria Maddalena, nella cui sacrestia ha sede il museo diocesano d’arte sacra che oltre al tesoro della santa patrona, comprende anche il crocifisso e due candelieri d’argento donati dall’ammiraglio Nelson (1804), primo visconte Nelson e primo duca di Bronte. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/maddalenasardegna4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel porticciolo di Cala Gavetta si innalza una colonna con l’effigie di Giuseppe Garibaldi, che visse gli ultimi 26 anni a Caprera. Egli acquistò infatti, con l'eredità del fratello Felice, la metà settentrionale di Caprera fin dal 1856, vivendo inizialmente in una casupola finché si fece costruire, nello stile delle fazendas sudamericane, la famosa "casa bianca", oggi museo; pochi anni dopo, una colletta dei figli e degli ammiratori gli permise di comprare anche l'altra metà dell'isola. Nella natura di Caprera, Garibaldi fece la vita del contadino. Le sue spoglie vennero imbalsamate e sepolte in una tomba, in granito grezzo, appena dietro la casa, così come la sua cavalla bianca “Marsala” e alcuni asini. Da non dimenticare a Stagnali, borgo di Caprera, c’è il museo geomineralogico naturalistico. Potrai proseguire il tour culturale nel museo del Mare e nel museo archeologico navale Nino Lamboglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/maddalenasardegnamuseo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’attuale comunità della Maddalena nasce quando una colonia di pastori corsi vi si stabilì. Dal lungomare, dove attraccano i traghetti in arrivo da Palau, passeggiando tra vicoli e scalinate si arriva in piazza Garibaldi. Qui si può godere del piacere dello shopping o di un momento di ristoro nei tanti locali. Proseguendo si arriva al porticciolo di Cala Gavetta e superando il quartiere Moneta si può raggiungere il ponte-diga che collega la Maddalena all’isola di Caprera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/maddalenasardegna3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Maddalena è rinomata in tutto il mondo per le sue spiagge e per la limpidezza e la trasparenza delle sue acque che ricordano quelle caraibiche. Le più importanti spiagge maddalenine sono:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Bassa Trinita, Spalmatore, Monti d'a Rena (che prende il nome dalla montagna di sabbia sul lato destro), Carlotto (Cala Francese), Cala Lunga, Punta Tegge (con la sua ampia scogliera), Nido d'Aquila, Abbatoggia (le spiagge del Morto, dello Strangolato e altre piccole insenature) sono soltanto alcune delle suggestive distese di sabbia che rendono famosa La Maddalena e la Sardegna in generale. Le coste della Maddalena inoltre sono caratterizzate da graniti e porfidi e il modo migliore per apprezzarle è percorrere la strada di Spalmatore che si estende per una ventina di chilometri. Qualsiasi spiaggia vogliate raggiungere non potrete farlo in macchina ma dovrete sempre percorrere un po’ di strada a piedi inoltre essendo un luogo molto ventoso, siate pronti ad adattarvi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/m-9iOZA6yL8">https://youtu.be/m-9iOZA6yL8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 06:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Laghi Italiani: Lago di Breies]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009A"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando si attraversa la Val di Braies, si nota come il viaggio si faccia sempre più emozionante e si sente che sta per arrivare qualcosa di speciale. Poco infatti appare il</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><strong class="fs8lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lago di Braies. </span></strong><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago, in Alto Adige, è uno smeraldo incastonato tra la cime delle Dolomiti. Uno dei luoghi della Val Pusteria, a 28 chilometri da Brunico, che non si dimenticano facilmente: acque dalle sfumature verdi-turchesi, barchette di legno che sembrano quasi sospese sulla superficie dell’acqua e, tutt’intorno, foreste di abeti e montagne maestose, tra cui i Dodici Apostoli e la Croda del Becco. &nbsp;</span><span class="fs14lh1-5 ff1">È uno dei laghi più belli dell'Alto Adige ed è spesso definito come la "Perla dei laghi alpini". Stiamo parlando del leggendario Lago di Braies, che affascina tutti non solo con i suoi magnifici e abbaglianti colori, ma anche con la storia della sua creazione.</span></div></div><div class="imTAJustify"><strong><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></strong></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobraies1.jpg"  title="" alt=""/><strong><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></strong></div><div class="imTAJustify"><strong><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Situato a ca. 1500 m slm all’interno del Parco Naturale Fanes Senes Braies e circondato dalle pallide vette delle Dolomiti, il Lago di Braies risalta con le sue acque turchine dalle leggere sfumature verde smeraldo e con la sua posizione idilliaca in fondo alla Valle di Braies. Il Lago di Braies è d’altronde un luogo unico nel suo genere, dalla bellezza folgorante. Tanto da attirare ogni anno milioni di visitatori. Circa 15mila turisti al giorno (in estate) secondo le ultime stime. </span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobraies3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutto merito (o colpa) della popolarità acquisita grazie alle foto virali su Instagram e alla fiction Rai con Terence Hill, Un passo dal cielo, che lo aveva scelto come location (ora la produzione si è spostata in Veneto, nel Bellunese, nei dintorni del Lago di Misurina).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E così il segreto ben custodito della Valle di Braies, meta di ciclisti e appassionati di trekking, si è trasformato a poco a poco da oasi di pace a meta di attrazione per folle di turisti mordi e fuggi in cerca dell’ultimo selfie da postare sui social. Una volta arrivati, si può lasciare la macchina in uno dei diversi parcheggi presenti nella Valle di Braies. </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobraies5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Vi farà restare a bocca aperta con il suo imponente panorama montano. Impressionante è la famosa Croda del Becco, alta 2.810 m, in ladino Sas dla Porta: la sua denominazione tedesca "Torberg" indica, che secondo la leggenda il Lago di Braies era un tempo la porta (Tor) del regno sotterraneo dei Fanes. Semmai un visitatore che attraversa il lago in barca riuscirà mai a riscoprire questo regno, ce lo dirà solo il futuro, ma intanto vale la pena tentare. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobraies2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Direttamente al lago sorge la storica chiesetta dedicata alla Madonna, dove la coppia austriaca erede al trono pregò poco prima di essere assassinata a Sarajevo e dove agli inizi di maggio del 1945 vennero liberati i prigionieri più illustri di Hitler, che il Führer teneva nascosti proprio a Braies.</span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Davvero unico è il sentiero attorno al Lago. &nbsp;Il sentiero corre quasi tutto in piano e fu creato già nel 1910, al prezzo di 6000 corone di allora. La creazione del sentiero fu finanziata dagli ospiti e dai proprietari dell'Hotel “Pragser Wildsee”, che qui organizzavano giochi, lotterie e balli nell'hotel, che servirono a finanziare il sentiero. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Come Arrivare al Lago:</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobraies4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">D'estate, il Lago di Braies è una meta amatissima da visitatori di tutto il mondo. Questo ha portato alla chiusura della strada al traffico privato dal 10 luglio al 10 settembre. Durante questo periodo potete arrivare in macchina soltanto con presentazione di una prenotazione di parcheggio o di un permesso di transito valido, alloggiando nella Valle di Braies. I parcheggi devono però essere prenotati e pagati online. Sono a disposizione tre parcheggi a pagamento, uno direttamente al lago, gli altri due a circa 2 e 5 minuti di distanza. Più si parcheggia vicino al lago, più alte sono le tariffe.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Potete arrivare al lago anche con i mezzi pubblici: in treno fino a Monguelfo o Villabassa, poi continuare in autobus (linea 439 e linea 442). La novità di quest'anno: per salire sul bus navetta è richiesta la prenotazione online con pagamento anticipato. Il servizio viene garantito solo fino ad esaurimento dei posti disponibili.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Prenotazione bus ticket.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">In bici (ciclabile fino a Ferrara, poi continuare sulla strada statale) o a piedi (da Ferrara 1,5 ore, da Monguelfo 2,5 ore, da Villabassa 3 ore circa) il Lago di Braies è naturalmente accessibile in qualsiasi momento. È permesso il passaggio invece anche a chi, durante questo periodo, prenota un tavolo in uno dei ristoranti di Braies per il pranzo. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 05:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castello di Miramare e il suo Museo (Trieste)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Castello di Miramare è stato costruito tra il 1856 e il 1860 come residenza per l'arciduca Ferdinando Massimiliano d'Asburgo, poi imperatore del Messico, e per sua moglie Carlotta del Belgio. L'arciduca seguì personalmente sia la progettazione della dimora che l'allestimento del vasto parco (oltre 22 ettari), un giardino all'inglese e all'italiana, ricco di piante rare, sculture e laghetti, che scende con ampi gradoni verso il mare.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/miramare1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Affascinato dall’impervia bellezza del promontorio di Grignano, uno sperone carsico a dirupo sul mare, quasi privo di vegetazione, Massimiliano ne acquista vari lotti di terreno verso la fine del 1855. La posa della prima pietra del Castello avviene il 1° marzo 1856. Alla Vigilia del Natale del 1860 Massimiliano e la consorte, Carlotta del Belgio, prendono alloggio al pianoterra dell’edificio, che a quella data presenta gli esterni del tutto completati, mentre gli interni lo sono solo parzialmente, in quanto il primo piano è ancora in fase di allestimento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il palazzo, progettato dall’ingegnere austriaco Carl Junker, si presenta in stile eclettico come professato dalla moda architettonica dell’epoca: modelli tratti dai periodi gotico, medievale e rinascimentale, si combinano in una sorprendente fusione, trovando diversi riscontri nelle dimore che all’epoca i nobili si facevano costruire in paesaggi alpestri sulle rive di laghi e fiumi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel Castello di Miramare Massimiliano attua una sintesi perfetta tra natura e arte, profumi mediterranei e austere forme europee, ricreando uno scenario assolutamente unico grazie alla presenza del mare, che detta il colore azzurro delle tappezzerie del pianoterra del Castello, e ispira nomi e arredi di diversi ambienti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La realizzazione degli interni reca la firma degli artigiani Franz e Julius Hofmann: il pianoterra, destinato agli appartamenti privati di Massimiliano e Carlotta, ha un carattere intimo e familiare, il primo piano è invece quello di rappresentanza, riservato agli ospiti che non potevano non restare abbagliati dai sontuosi ornati istoriati di stemmi e dalle rosse tappezzerie con il simboli imperiali.</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellettoMIRAMARE.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">In parallelo alla costruzione del Castello, Massimiliano fa erigere nel parco il piccolo “Gartenhaus” anche chiamato “</span><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Castelletto</b></span><span class="fs12lh1-5 ff1">”, in quanto imita in scala ridotta gli esterni eclettici della residenza principale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Abitato saltuariamente da Massimiliano e Carlotta dal 1859 fino al 1860, il Castelletto gode di una notevole posizione panoramica: si affaccia sul porticciolo di Grignano ed è preceduto da una zona a parterre, abbellita da alberi e da una fontana nello spiazzo antistante alle serre. È dotato di una pianta a base quadrata, con terrazza, torretta e pergolata di ingresso, e la decorazione superstite al primo piano mostra numerose analogie con quella della prima residenza triestina di Massimiliano: Villa Lazarovich, che l’arciduca prese in affitto nel 1852 da Nicolò Marco Lazarovich, sistemandola secondo il suo personale gusto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Molti arredi di questa questa villa, sita sul colle di S. Vito, e tutt’ora esistente in via Tigor 23, furono fatti confluire a Miramare per esplicita disposizione di Massimiliano. Gli echi della tragica storia di Massimiliano e Carlotta risuonano anche nel Castelletto: qui, infatti, tra la fine del 1866 e l’inizio del 1867, i medici sorveglieranno strettamente Carlotta, colpita dai primi segni di un preoccupante squilibrio mentale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Negli anni ‘30 del Novecento, quando il Castello è abitato dai Duchi di Savoia-Aosta, il Castelletto diventa un museo aperto al pubblico, che vi può ammirare gli arredi del Castello che Amedeo di Savoia-Aosta non ha incluso nei suoi appartamenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/MIRAMAREPARCO1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Il Parco di Miramare</b>, con i suoi ventidue ettari di superficie, è il risultato dell’impegnativo intervento condotto nell’arco di molti anni da Massimiliano d’Asburgo sul promontorio roccioso di Grignano, che aveva in origine l’aspetto di una landa carsica quasi del tutto priva di vegetazione. Per la progettazione, Massimiliano si avvale dell’opera di Carl Junker, mentre per la parte botanica si rivolge inizialmente al giardiniere Josef Laube, sostituendolo in seguito con Anton Jelinek, già partecipante alla famosa spedizione della fregata “Novara” intorno al mondo. Grossi quantitativi di terreno vengono importati dalla Stiria e dalla Carinzia, e vivaisti soprattutto del Lombardo Veneto procurano una ricca varietà di essenze arboree e arbustive, moltissime delle quali di origine extraeuropea.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">I lavori, avviati nella primavera del 1856, sono seguiti costantemente da Massimiliano, che non smetterà di interessarsi al suo giardino anche una volta stabilitosi in Messico, da dove farà pervenire numerose piante.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella zona est prevale la sistemazione “a bosco” che asseconda l’orografia del luogo: alberi alternati a spazi erbosi, sentieri tortuosi, gazebi e laghetti, ripropongono i dettami romantici del giardino paesistico inglese.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La zona sud ovest, protetta dal vento, accoglie aree geometricamente impostate, come nel caso del giardino all’italiana antistante al “Kaffeehaus” o delle aiuole ben articolate intorno al porticciolo.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/SCUDERIEMIRAMARE.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Le Scuderie del Castello di Miramare</b>, progettate dall’ingegnere Carl Junker su incarico di Massimiliano d’Asburgo, vengono costruite tra il 1856 e il 1860. L’edificio, posizionato sulla via di accesso al Castello proveniente da Trieste, è collocato in un sito riparato e salubre, ed è sufficientemente lontano dalla residenza. Composto da un corpo centrale e da due ali laterali simmetriche, era destinato ai cavalli e alle carrozze. Nel periodo tra le due guerre, quando il Castello è abitato dai Duchi di Savoia-Aosta, le Scuderie subiscono alcune modifiche che ne alterano parzialmente l’aspetto originario.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Restaurate a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, vengono utilizzate per esposizioni temporanee. Dal 2018 un’ala ospita Il BIOdiversitario MArino (BioMa), il Museo immersivo dell’Area Marina Protetta di Miramare.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/MIRAMAREMUSEO.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Il museo</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il castello è adibito a museo. Al suo interno è conservata anche una pregevole raccolta di vasi orientali. Si possono ammirare le stanze che furono abitate da Massimiliano e dalla moglie Carlotta, le camere per gli ospiti, la camera di informazioni che racconta la storia del Castello e del Parco di costruzione, le stanze in cui abitava il Duca Amedeo d'Aosta con arredi del 1930 in stile razionalista.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Tutte le camere sono ben conservate e mantengono tutti gli arredi originali compresi di ornamenti, mobili e oggetti risalenti alla metà del XIX secolo. Particolarmente degni di nota sono la sala della musica dove Carlotta si esercitava nel suono del fortepiano visibile ora nella sala VII e la sala che rievoca l'arredamento navale della fregata Novara sulla quale Massimiliano era imbarcato quando prestava servizio nella Marina austriaca.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella camera XIX vi sono una serie di dipinti di Cesare Dell'Acqua raffiguranti la storia di Miramare. Infine, i visitatori possono ammirare la sala del trono, che è stata recentemente restaurata e riportata agli antichi splendori. Attualmente c'è un pianoforte e la sala viene utilizzata per concerti.</span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/QHOeBF6w41Q">https://youtu.be/QHOeBF6w41Q</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 05:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Isola di Procida Capitale italiana della cultura per il 2022]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'isola di Procida ha una superficie di 3,7 km². Il perimetro, estremamente frastagliato, misura circa 16 km. La superficie comunale ricopre interamente l'<b>isola di Procida</b> e il vicino isolotto di Vivara (0,4 km²), due isole del golfo di Napoli appartenenti al gruppo delle isole Flegree. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Estremo lembo del Golfo delle Sirene, Procida, è la terza in ordine di grandezza delle isole partenopee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/PROCIDA1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il rilievo più elevato è rappresentato dalla collina di Terra Murata (91 m), sovrastata da un borgo fortificato di origine medioevale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'isola si trova a una distanza minima dalla terraferma di circa 3,4 km (Canale di Procida) ed è collegata da un piccolo ponte alla vicina isola di Vivara.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le sue coste, in alcune zone basse e sabbiose, altrove a picco sul mare, danno vita a diverse baie e promontori che offrono riparo alla piccola navigazione e hanno permesso la nascita di ben tre porticcioli sui versanti settentrionale, orientale e meridionale dell'isola. Gran parte del suo litorale viene tutelata dall'area marina protetta Regno di Nettuno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tradizionalmente, il centro abitato viene diviso in nove contrade, dette <i>grancìe</i>: <i>Terra Murata</i> (il borgo più antico), <i>Corricella</i> (un caratteristico borgo di pescatori), <i>Sent'cò</i> con il porto commerciale di <i>Marina Grande</i>, <i>San Leonardo</i>, <i>Santissima Annunziata</i> (anche detta <i>Madonna della Libera</i>), <i>Sant'Antuono</i>, <i>Sant'Antonio</i> e <i>Chiaiolella</i> (un porto turistico nella parte meridionale dell'isola).</span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/PROCIDA4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Venuti la prima volta, si ritorna sempre volentieri. Oggi come ieri, Procida è un susseguirsi di casette colorate, antichi palazzi, vedute mozzafiato, vigneti, limoneti, e poi spiagge sabbiose, insenature, sentieri, stradine, natura, mare blu, gabbiani, profumi, colori, sapori.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Non è un’isola, non è uno scoglio, è un gioiello poggiato sul mare. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Tranquilla, misteriosa, con i suoi ritmi lenti, lontana dalla mondanità e dal caos delle isole vicine, Procida è la meta degli amanti della semplicità, della tradizione, della quiete. Procida emoziona, ispira, incanta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Procida è l’Isola della Cultura: è qui che sono state ambientate e scritte le pagine de “L’isola di Arturo”, il romanzo di Elsa Morante, vincitore del Premio Strega, che racconta la maturazione di un giovanetto, quasi segregato nell’incanto fermo dell’Isola di Procida; e sempre a Procida riconducono le parole di Alphonse De Lamartine nel suo “Graziella”, la giovane donna simbolo della bellezza procidana e del sacrificio per amore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/PROCIDA2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Per alcuni Procida è l’Isola dei Limoni, perché qui crescono limoni grossi come cedri, con un albedo (la parte bianca sotto la scorza gialla) così spesso da essere chiamato “pane”. Per altri Procida è l’isola de “Il Postino”, l’ultima pellicola del compianto Massimo Troisi.</span></div><div><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Recenti ritrovamenti </span><span class="fs12lh1-5 ff1">archeologici sulla vicina isola di Vivara (un tempo collegata a Procida) fanno ritenere che l'isola fosse già abitata intorno al XVI - XV secolo a.C., probabilmente da coloni Micenei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sicuramente, intorno al secolo VIII a.C. Procida fu abitata da coloni Calcidesi dell'isola di Eubea; a questi subentrarono in seguito i Greci di Cuma, la cui presenza è confermata sia da rilevamenti archeologici che dalla toponomastica di diversi luoghi dell'isola.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante la dominazione romana, Procida divenne sede di <i>ville</i> e di insediamenti sparsi sul territorio; sembra comunque che in questa epoca non esistesse un vero e proprio centro abitato: l'isola fu più probabilmente luogo di villeggiatura dei patrizi romani e di coltura della vite. Giovenale, nella terza delle sue Satire, ne parla come di un luogo atto ad un soggiorno solitario e tranquillo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div style="text-align: start;"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'isola subì le devastazioni dei Vandali e dei Goti; non cadde invece mai in mano longobarda, rimanendo sempre sotto la giurisdizione del duca bizantino (poi autonomo) di Napoli, nel territorio della <i>Contea di Miseno</i>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In quest'epoca l'isola cominciava intanto a mutare radicalmente la sua composizione demografica, divenendo luogo di rifugio per le popolazioni in fuga dalle devastazioni dovute all'invasione longobarda prima e, in seguito, alle scorrerie dei pirati saraceni. In particolare, sembra che l'isola abbia accolto le ultime popolazioni in fuga dal porto di Miseno, distrutto dai Saraceni nell'850. Tuttavia, un documento databile tra il 592 e il 602 riguardante un tributo in vino lascia intuire come già in questa epoca esistesse sull'isola un insediamento stabile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mutava radicalmente anche l'aspetto dell'isola: al tipico insediamento "diffuso" di epoca romana faceva posto un borgo fortificato tipico dell'età medievale. La popolazione si rifugiò infatti sul promontorio della <i>Terra</i>, naturalmente difeso da pareti a picco sul mare e in seguito più volte fortificato, mutando così il nome prima in <i>Terra Casata</i> e poi in quello odierno di <i>Terra Murata</i>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con la conquista normanna del meridione d'Italia, Procida sperimentò anche il dominio feudale; l'isola, con annessa una parte di terraferma (il <i>Monte di Miseno</i>, poi detto Monte di Procida), venne assoggettata alla famiglia di origine salernitana dei Da Procida (che dall'isola presero il nome), che controllarono l'isola per oltre due secoli. Di questa famiglia l'esponente di maggior spicco fu sicuramente Giovanni Da Procida, terzo (III) con questo nome, consigliere di Federico II di Svevia e animatore della rivolta dei Vespri Siciliani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante la guerra del Vespro l'isola fu infatti controllata dalla flotta del re aragonese di Sicilia ben 14 anni, dal 1286 al 1299, pur subendo diversi assedi da parte degli angioini di Napoli, che riuscirono a rientrare a Procida solo quando, dopo la morte di Giovanni da Procida, il suo figlio secondogenito, Tommaso da Procida, passò nel campo angioino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1339, comunque, l'ultimo discendente dei Da Procida vendette il feudo (con l'isola d'Ischia) alla famiglia napoletana dei Cossa, famiglia di ammiragli fedele alla dinastia francese dei D'Angiò, allora regnante su Napoli. Dei Cossa, esponente di maggior rilievo fu Baldassarre Cossa, eletto antipapa nel 1410 con il nome (poi ignorato nella storiografia vaticana) di Giovanni XXIII. In quest'epoca l'economia dell'isola rimaneva sempre prevalentemente legata all'agricoltura, con una lenta crescita delle attività legate alla pesca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/PROCIDA3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante la dominazione di Carlo V a Napoli l'isola fu confiscata all'ultimo Cossa e concessa in feudo alla famiglia dei d'Avalos d'Aquino d'Aragona (1529), fedele alla casa d'Asburgo. Il primo feudatario fu appunto Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto e generale di Carlo V, cugino di Fernando Francesco d'Avalos.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Continuavano intanto anche in quest'epoca le scorrerie dei pirati saraceni, accentuate ulteriormente dalla lotta tra gli Ottomani e l'impero spagnolo. Molto documentata e cruenta in particolare fu l'incursione del 1534, ad opera del pirata Khayr al-Din, detto il <i>Barbarossa</i>, conclusasi con devastazioni e con un gran numero di Procidani deportati come schiavi, e che volle poi ripetere l'impresa nel 1544.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il suo successore, Dragut, fece sì che l'isola fosse nuovamente devastata nel 1548, nel 1552, nel 1558 e nel 1562. Un'ulteriore incursione barbaresca è documentata nel 1585.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Testimonianze di questo periodo sono le torri di avvistamento sul mare, diventate in seguito il simbolo dell'isola, una seconda cinta muraria attorno al borgo della <i>Terra Murata</i> e l'inizio della costruzione del <i>Castello D'Avalos</i> (1563), ad opera degli architetti Giovan Battista Cavagna e Benvenuto Tortelli. Un miglioramento delle condizioni di vita nell'isola si ebbe tuttavia solo dopo la battaglia di Lepanto che ridusse di molto le attività della marina ottomana nel Mediterraneo occidentale, permettendo, finalmente, la nascita nell'isola di un'economia legata alla marineria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel XVII secolo l'isola venne occupata dalla flotta francese comandata da Tommaso Francesco di Savoia, sullo sfondo delle vicende legate alla rivolta di Masaniello e della nascita della seguente Repubblica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con l'avvento dei Borbone nel Regno di Napoli, nel 1734, si aveva intanto un ulteriore miglioramento delle condizioni socio-economiche dell'isola, dovuto anche all'estinzione della feudalità nel 1744 per opera di Carlo III, che inserì Procida tra i beni allodiali della corona, facendone una sua riserva di caccia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Statua della Madonna del porto di Procida</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In questo periodo la marineria procidana si avvia verso il suo periodo di massimo splendore, accostando a questa anche una fiorente attività cantieristica: fino a tutto il secolo successivo, vengono varati nell'isola bastimenti e brigantini che affrontano la navigazione oceanica; verso la metà del XIX secolo circa un terzo di tutti i "legni" di grande cabotaggio del meridione d'Italia proviene da cantieri procidani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La popolazione ascende fino ad un massimo di circa 16000 persone sul finire del XVIII secolo, ovvero circa una volta e mezza la popolazione attuale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1799 Procida prende parte alle sommosse che portano alla proclamazione della Repubblica Napoletana; con il ritorno dei Borbone, pochi mesi dopo, dodici Procidani, tra i più influenti e in vista dell'isola, vengono impiccati per questo nella stessa piazza dove era stato issato l'albero della libertà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Negli anni successivi (e in particolare nel "decennio francese"), l'isola vede diverse volte la guerra passare sul suo territorio con pesanti scontri e devastazioni, a causa della sua basilare posizione strategica nella guerra sul mare, contesa tra Francesi e Inglesi; le cronache riportano che nel solo 1809 circa 4000 persone abbandonarono l'isola al seguito delle navi inglesi sconfitte al termine della sesta coalizione antifrancese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anche per questi motivi, nel 1860 la caduta dei Borbone e l'unificazione italiana vengono accolte favorevolmente dalla popolazione. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Procida-notte.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il XX secolo vede la crisi irreversibile della cantieristica procidana, sotto la concorrenza dei grandi agglomerati industriali: l'ultimo grande brigantino procidano viene varato nel 1891.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1907 inoltre, Procida, a seguito di un referendum, perde il suo territorio di terraferma, che diventa un comune autonomo denominato Monte di Procida.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1957 l'isola viene raggiunta dal primo acquedotto sottomarino d'Europa, mentre negli ultimi decenni, la popolazione, fino agli anni trenta decrescente, comincia lentamente a risalire. L'economia rimane in gran parte legata alla marineria accanto alla crescita, negli ultimi anni, dell'industria turistica. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Procida è stata nominata </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Capitale italiana della cultura</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> per il </span><span class="fs12lh1-5 ff1">2022</span><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/C9TR6VCL_90">https://youtu.be/C9TR6VCL_90</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Roma: Il Mausoleo di Augusto]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Mausoleo di Augusto è la più grande tomba circolare al mondo. Il diametro misura 87 metri. Si componeva di un corpo cilindrico, al centro del quale si apriva verso sud una porta preceduta da una breve scalinata. All’interno, si trovava la cella sepolcrale che ospitava le urne con le ceneri dei parenti di Augusto. L’urna dell’Imperatore con ogni probabilità si trovava nel cilindro centrale, in corrispondenza della statua posta sulla sommità.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/mausoleoaugusyo1.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In prossimità dell’ingresso, forse su pilastri, erano collocate le tavole bronzee con incise le Res Gestae, il racconto delle imprese politiche di Augusto redatto da Augusto stesso (il testo è trascritto sul muro del vicino Museo dell’Ara Pacis).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/mausoleoaugusyocop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il cilindro centrale aveva un’altezza che raggiungeva i 40 metri; s’imponeva sulle colline vicine, proiettava la statua bronzea di Augusto che era posta sulla sua sommità, verso il cielo, così da essere visibile anche da molto lontano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel Mausoleo furono sepolti i congiunti e i discendenti di Augusto. Fu usato come tomba per più di un secolo. Ma quando gli imperatori successivi si costruirono sepolcri diversi, il Mausoleo fu lentamente lasciato in stato di abbandono.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tramontato l’Impero Romano, nel Medio Evo la famiglia Colonna fortificò il Mausoleo trasformandolo in castello. Attraversò quindi un periodo di declino, venne razziato e i suoi marmi furono saccheggiati per essere riutilizzati in altre costruzioni e monumenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mentre passava di mano in mano, il Mausoleo ospitò un giardino pensile, un anfiteatro per spettacoli di corride e fuochi artificiali, un teatro di posa e all’inizio del 900, con il nome di Auditorium Augusteo, fu una delle sale da musica più famose d’Europa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/mausoleoaugusyo2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In epoca fascista venne tentato il restauro del monumento: fu demolito l’Auditorium che sovrastava il Mausoleo e con esso le costruzioni che durante i secoli gli erano cresciute addossate. La guerra interromperà l’opera e da allora la tomba di Augusto sarà nuovamente abbandonata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il monumento, devastato da secoli di saccheggi e asportazione di materiali e definitivamente liberato dagli scavi solo nel 1936, con il suo diametro di 300 piedi romani (circa m 87), è il più grande sepolcro circolare che si conosca. La complessa struttura a piani sovrapposti è determinata da un basamento in travertino alto 12 metri e forse terminato in alto da un fregio dorico a metope e triglifi, sul quale poggia l'edificio circolare composto da sette anelli concentrici, collegati tra loro da muri radiali. Altre due linee di muri formavano una seconda serie di concamerazioni. Vi era infine il primo ambiente praticabile, al termine del lungo corridoio d'ingresso: un settore ad arco di cerchio, fronteggiato in origine da un muro di grande altezza e spessore rivestito di travertino, nel quale si aprivano due ingressi. Questo muro, conservato in piccola parte, costituisce certamente la sostruzione di un tamburo che doveva emergere dal tumulo, creando un secondo ripiano: siamo quindi di fronte ad una struttura complessa, a piani sovrapposti. Al di là del muro un corridoio anulare praticabile reggeva la cella anch'essa circolare, munita di un ingresso assiale e di tre nicchie simmetriche, in corrispondenza degli assi. Al centro un grande pilastro conteneva una stanzetta quadrata, che dovrebbe corrispondere alla tomba di Augusto, in significativa corrispondenza con la statua bronzea dell'imperatore che sorgeva alla sommità del pilastro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/mausoleoaugusyo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Davanti all'ingresso furono posti i due pilastri con affisse le tavole bronzee sulle quali era incisa l'autobiografia ufficiale dell'imperatore (Res gestae divi Augusti) la cui copia, incisa sul tempio di Augusto e di Roma ad Ankara e in edifici di altre province, è giunta fino a noi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per figurarci il sepolcro com'era originariamente, immaginiamo una grande recinzione muraria intorno alla base, e, al di sopra, due o più tronchi di cilindro sovrapposti, contornati da colonne. Il tutto rivestito di marmo e culminante in una statua di Augusto Il mausoleo doveva trovarsi all'interno di grandi giardini voluti da Augusto e aperti a tutti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I due obelischi in granito, portati dall'Egitto per ornare l'ingresso del mausoleo, sono stati successivamente riutilizzati e si trovano tuttora nella piazza del Quirinale e in quella dell'Esquilino. Quello di piazza del Quirinale proviene dalla demolizione, tra il 1772 e il 1776, del cinquecentesco Ospedale di San Rocco, a Ripetta. La tomba era ispirata a modelli orientali ed etruschi, che sulla sommità erano ricoperti di terra con piante sempreverdi. Alberi di cipresso sono stati piantati alla sommità nei recenti tentativi di restauro, ma il rudere rimane essenzialmente irriconoscibile, essendo stato assoggettato, nella sua lunga storia, a trasformazioni, forse più di qualunque altro monumento romano. Infatti è stato trasformato in fortezza, usato come cava di materiali, come vigneto, come arena per la corrida dei tori, come teatro e nell'Ottocento anche come ospizio per vecchie signore indigenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/mausoleoaugusyo3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella seconda metà dell'800 fino al 1936, il Mausoleo di Augusto, noto ai romani come Teatro Augusto, fu usato come sala da concerto e sede principale della Orchestra di Santa Cecilia, tanto che furono lì eseguite centinaia e centinaia di opere, con la partecipazione dei principali musicisti dell'epoca contemporanea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 2007 sono iniziati nuovi scavi archeologici del sepolcro e della piazza circostante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I primi restauri del complesso iniziarono nel 2008, concentrandosi maggiormente nella parte interna attraverso uno scavo stratigrafico che permettesse di delimitare la struttura originaria e portare quindi al recupero di quest'ultima. La prima fase del progetto vide la realizzazione di strutture temporanee per la sistemazione dei materiali archeologici, giacenti all'esterno della cella sepolcrale, e una serie di scavi che permise di elaborare, attraverso l'esame degli elementi rinvenuti, la ricostruzione dell'aspetto della struttura. Gli altri interventi furono mirati a consolidare le parti meno salde della struttura e alla messa in sicurezza dell'intera area in modo da poter valorizzare questo monumento antico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/mausoleoaugusyo4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel marzo 2014 è stato approvato dal consiglio comunale un intervento di restauro della piazza circostante con un intervento da 12 milioni di euro, volto a rinnovare la pavimentazione della piazza e ad installare nuove decorazioni e alberature oltre che una cavea per spettacoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Agli inizi del 2017 invece, è stato &nbsp;avviato un progetto per il restauro del monumento, realizzando un sito apposito per seguirne i progressi.Gli interventi si sono conclusi nel corso del 2020; dopo 14 anni di chiusura, &nbsp;il 1 marzo 2021, il Mausoleo di Augusto di Roma, il più grande sepolcro circolare del mondo antico è tornato accessibile con visite esclusivamente su prenotazione e gratuite fino al successivo 21 aprile (Natale di Roma).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 22 aprile, e per tutto il 2021, l’accesso resterà sempre gratuito per i residenti a Roma.I tour, della durata di circa 50 minuti, si svolgeranno dal martedì alla domenica dalle 9 alle 16 e con prenotazione obbligatoria sul sito Dal 21 aprile la visita sarà arricchita con contenuti digitali, in realtà virtuale e aumentata. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/LOKUNN8Fi4w">https://youtu.be/LOKUNN8Fi4w</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 11:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cartoline d’Italia tra borghi e paesaggi colorati]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Italia_da_Visitare"><![CDATA[Italia da Visitare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le case colorate dei borghi affacciati sul mare sono presenti ovunque lungo le coste d’Italia; se oggi le vivaci tonalità e le forti pennellate degli edifici seducono viaggiatori e naviganti, un tempo erano un segno di confortante riconoscimento per i marinai, che scorgevano le proprie case già dal mare. Da Nord a Sud della nostra penisola sono tanti i borghi colorati che sembrano uscire da opere d’arte, simili a tele di autori impressionisti; e altrettanto lo sono i paesaggi estivi che ricoprono l’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs16lh1-5 ff1">Burano</b><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Buranocartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ l’isola delle case coloratissime e della lavorazione dei merletti nella laguna veneta settentrionale: via Galuppi, nel cuore di Burano, è la strada più fotografata, unica e sorprendente con le sue abitazioni strette tra le calli, dipinte con colori brillanti, quasi abbaglianti. Si ipotizza che ogni tonalità sia il simbolo distintivo delle famiglie che in passato vivevano sull’isola veneta, non lontano da Venezia. Oggi Burano è una destinazione turistica molto vivace: si naviga o si passeggia lungo i tre canali interni - rio Pontinello, rio Giudecca e rio Terranova - che separano le 4 isole di Burano; tra gli scorci più suggestivi spicca il campanile storto, da ammirare salendo sul ponte di Terranova.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Vernazza</b> </span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/vernazzacopertina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ uno dei più spettacolari borghi in provincia di La Spezia, stretto tra la roccia e il mare del parco delle Cinque Terre: si erge su un promontorio che domina la piazza centrale, affacciata direttamente sul mare. Vernazza è un borgo piccolo e incantevole con le sue case colorate e i carrugi, i vicoli stretti, che arrivano al porticciolo naturale, l’unico delle Cinque Terre. Alla piazzetta del centro, sorvegliata dalla chiesa di santa Margherita di Antiochia costruita nel 1318, è necessario arrivarci a piedi: si lascia l’automobile nel parcheggio e si cammina lungo una strada panoramica, che regala scorci bellissimi del mare tra le abitazioni. Nel borgo si visitano anche il castello Doria, irregolare e con una torre cilindrica che svetta verso il mare, e il seicentesco convento dei Frati, abbellito da un chiostro. Lungo i vicoli e le stradine della piazza centrale si susseguono botteghe e negozietti che vendono prodotti di artigianato locale ed enogastronomici, in particolare il vino delle Cinque Terre e il passito Schiacchetrà. Dal centro del borgo si diramano alcuni dei sentieri più belli delle Cinque Terre, in particolare quelli che conducono al santuario della Madonna di Reggio e a quello di san Bernardino, da cui si gode un panorama che spazia dalla Corsica alle Alpi Marittime.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Boccadasse</b> </span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/boccadassecartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ un antico borgo di pescatori rimasto incastonato e protetto nella periferia di Genova, raggiungibile dal centro percorrendo corso Italia. Nel piccolo e caratteristico quartiere tutto sa di sale e di mare e l’intonaco color pastello, rosa e giallo delle abitazioni addossate l’une alle altre è sbiadito dal tempo e dal sole. E’ un luogo di grande suggestione e di attrazione turistica per la presenza sul lungomare delle case colorate, della piccola piazza Nettuno che si apre sulla baia, dei tanti punti panoramici e delle tipiche crêuze, le ripide viuzze a scalini. A Boccadasse, mentre alcuni pescatori continuano ancora la loro antica attività, sono fiorite gelaterie, ristoranti, locali e piccole gallerie d’arte. Nel quartiere merita una visita la chiesa di san Antonio, sorta su un’antica cappella con una sola navata, pavimenti in marmo, statue e dipinti; frequentata soprattutto da pescatori e marinai, ospita modellini di navi come ex voto. Dal 1827 ha un campanile, anch’esso con vista sul mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Varenna</b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/varennacartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si affaccia sul lago di Como di fronte a Bellagio, a cui è collegato con un servizio di battelli, ed è un borgo incantevole, caratterizzato da abitazioni colorate, strette viuzze e scalinate ripide. Varenna è un luogo ricco di fascino e di importanti edifici storici e artistici come Villa Monastero con un giardino botanico molto interessante, e il castello di Vezio che domina il centro abitato. Immancabile è una camminata sul lungolago, da tutti chiamata la “passeggiata degli innamorati”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Milano</b> </div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/linconmilanocartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In via Lincoln, vicino a corso Ventidue Marzo, è esplosa una tavolozza di colori: le facciate delle abitazioni e delle piccole villette con giardino hanno tinte vivaci e diverse una dall’altra, in contrasto con il grigiore milanese. Tutta la zona, definita arcobaleno, è diventata un’attrazione turistica, una piccola isola felice e colorata, che stupisce e che ricorda più i canali di Burano che una strada del semicentro milanese. Le tonalità pastello, le decorazioni floreali sulle cancellate e il passaggio stretto che non permette di parcheggiare l’auto, hanno trasformato il quartiere in un’oasi di silenzio e di bellezza. D’altronde le abitazioni vennero progettate e pensate nell’Ottocento da una cooperativa edilizia per gli operai che lavoravano nella zona: la Società Edificatrice Abitazioni Operaie, che esiste ancora, realizzò case semplici e a prezzi accessibili, recuperando un’area dismessa nel progetto “Città Ideale”. Oggi, le abitazioni colorate di via Lincoln hanno mantenuto la semplicità e la bellezza ma i loro prezzi sono lievitati enormemente e il quartiere da operaio si è trasformato in un luogo esclusivo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Val d’Orcia</b> </div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/valdorciacartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Colline gialle e verdi, punteggiate da cipressi, vigneti, torri e antichi casolari, uniti da tortuose e strette stradine polverose: nella Val d’Orcia, elegante e spettacolare vallata della Toscana in provincia di Siena, i paesaggi sembrano uscire da un quadro ed emozionano soprattutto all’alba quando la foschia mattutina lascia intravedere i dolci pendii e i primi raggi del sole illuminano la cima del monte Amiata. Cuore della Val d’Orcia è Montalcino, borgo dominato da una rocca pentagonale dall’aspetto possente da cui partono stradine gremite di botteghe artigiane. Il borgo è famoso per la produzione del vino Brunello ma anche per la presenza di luoghi dello spirito che meritano una visita: l’ex convento di sant’Agostino, che ospita una ricca collezione d’arte sacra dei grandi maestri senesi, e l’abbazia di sant’Antimo, capolavoro d’architettura benedettina e stupendo complesso monastico, fondato nel 781 da Carlo Magno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Tuscania</b> </div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/tuscaniacartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel cuore della Tuscia, tra Lazio, Toscana e Umbria, Tuscania è un borgo ricco di storia, famoso per le costruzioni nel tufo e per le necropoli d’epoca etrusca. Per raggiungerlo si attraversano infiniti campi di lavanda, che colorano e profumano per tutta l’estate quando si festeggia il raccolto. La Tuscia è una delle regioni italiane più grandi per la produzione di lavanda biologica; per ammirare lo spettacolo dei campi viola e lilla che circondano il borgo medievale di Tuscania, è possibile salire all’abbazia di san Giusto che regala paesaggi mozzafiato. Nel borgo medievale meritano una visita anche il museo archeologico e gli affreschi e i dipinti cinquecenteschi della vicina chiesa di santa Maria del Riposo, oltre alle necropoli Tomba di Pian di Mola, Tomba del Dado e Grotta della Regina. La cittadina regala scorci medievali molto suggestivi: piazza Bastianini, salotto del borgo con la cattedrale e la grande fontana e, fuori dal centro, le basiliche di santa Maria Maggiore e di san Pietro, con la cripta a 28 colonne e l’attigua area archeologica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Furore </b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/furorecartolina.jpg"  title="" alt=""/></span><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel cuore della Costiera amalfitana, sotto l’alto arco del ponte che sostiene la statale 163, la montagna si apre e l’acqua del mare entra nel fiordo di Furore, scenografica insenatura con una manciata di case coloratissime, aggrappate al dirupo. Il suggestivo e minuscolo borgo marinaro è stato dichiarato dall’Unesco, come tutta la Costiera, patrimonio dell’Umanità, un luogo delizioso da scoprire soprattutto via mare. Nel borgo vissero Anna Magnani e il compagno e regista Roberto Rossellini che, stregato dalla bellezza di Furore, vi girò il film “L’amore”. Un piccolo museo dedicato ai due grandi e amati personaggi del cinema è ospitato in una delle casette colorate.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Procida</b> </span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/procidacartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sempre in Campania, l’isola di Procida è un susseguirsi di case colorate: le sue nove antiche contrade ospitano abitazioni dalle facciate dipinte; in particolare il borgo di Marina Corricella che con il suo anfiteatro di case tinteggiate offre lo spettacolo policromo più bello. E’ un tratto di mare suggestivo, usato spesso come location di pubblicità e di film, come quello scelto da Massimo Troisi e Michael Radford per girarvi le scene de “Il Postino”. Marina Grande, o “Sent’Co” come la chiamano i procidani, è invece la prima cartolina che accoglie i turisti che sbarcano sull’isola del golfo di Napoli. Oltre alle case colorate meritano una visita l’ex carcere, oggi trasformato in museo, che domina il borgo di terra Murata e il monastero di santa Margherita e il santuario di santa Maria delle Grazie, poco più giù.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Salento</b></span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/salentocartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Distese di ulivi secolari su una terra rossa, generosa; muretti a secco, masserie e trulli immersi nella macchia mediterranea; borghi bianchissimi e barocchi aggrappati alle colline e alle scogliere a strapiombo su un mare color turchese e menta, incorniciato da spiagge sabbiose, baie incantevoli e pini marittimi. La penisola del Salento, da anni ormai meta di vacanze all’insegna della natura incontaminata e selvaggia e di appuntamenti culturali e artistici, è una tavolozza di colori contrastanti, un territorio che regala paesaggi bellissimi, che sembrano uscire da un quadro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Bosa</b><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/bosacarolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ un incantevole borgo sulla costa nord-occidentale della Sardegna, in provincia di Oristano. L’immagine più suggestiva di Bosa è il quartiere “Sa Costa”, centro storico del borgo e un fantastico intreccio di vicoli variopinti che si inerpicano sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina, risalente al XII secolo. Dall’alto si può ammirare il panorama di tutta la cittadina, punteggiata di colori vivaci. Il Lungotemo e il ponte vecchio regalano passeggiate romantiche lungo il Temo, l’unico fiume navigabile in Sardegna. Il borgo colorato di Bosa è famoso sin da metà 1800 per le produzioni di pellame d’alta qualità: a testimoniarlo c’è il museo delle Conce. Nel borgo meritano una visita anche il duomo con i suoi bellissimi affreschi e, dentro le mura del castello, la chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos, impreziosita da un ciclo di dipinti del 1370. Chi non vuole rinunciare al mare, può raggiungere Bosa Marina, località apprezzata per le splendide spiagge di s’Abba Druche, Porto Managu, Turas e Compoltitu.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Castelsardo </b><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/castelsardocartolina.jpg"  title="" alt=""/><b class="fs16lh1-5 ff1"><br></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs16lh1-5 ff1"><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel cuore del golfo dell’Asinara, sempre in Sardegna, il borgo di Castelsardo sorge su un promontorio che regala vedute mozzafiato; con i suoi infiniti scalini e il dedalo di vie su cui si affacciano le piazzette, le case colorate e gli slarghi in pietra, il centro storico conserva l’impianto originario del 1102. Qui, tra i monumenti più interessanti, spicca la cattedrale del 1503, visibile anche dal mare grazie al suo campanile fatto di maioliche colorate. Castelsardo, che fa parte dell’associazione dei borghi più belli d’Italia, è dominato da una fortezza che ospita il museo dell’Intreccio mediterraneo ed è sede di eventi culturali; meritano una visita anche il quartiere della Cittadella o Casteddu, un intrico di stradine contorte che regala al borgo un fascino immenso. Arricchiscono la sua bellezza le spiagge e i numerosi nuraghi eretti nell’area circostante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Cefalù</b> </span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-12" src="https://www.italyfortourist.com/images/cefalucartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sulla costa settentrionale della Sicilia, all'estremità del Golfo di Termini Imerese sorge la cittadina normanna di Cefalù, splendida località turistica e balneare, ogni anno meta di migliaia di turisti che vi giungono da diverse parti del globo per trascorrere le vacanze.. Non è difficile capire perché Cefalù, tra le località balneari più belle della Sicilia, sia stata inserita tra i borghi più belli d’Italia. Con le antiche rovine che affacciano sul mare e le sue spiagge, Cefalù è da sempre tra le località più amate dell'isola. Cefalù è una città costiera nel nord della Sicilia. È nota per la cattedrale normanna, una struttura del XII secolo simile a una fortezza con elaborati mosaici bizantini e alte torri gemelle. Nelle vicinanze, il Museo Mandralisca offre mostre archeologiche e una pinacoteca con un ritratto di Antonello da Messina. Le spiagge di Mazzaforno e Settefrati si trovano a ovest.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Marzamemi</b> </span><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-13" src="https://www.italyfortourist.com/images/marzamemicartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Marzamemi è una frazione marinara del comune di Pachino da cui dista circa 2 km, è inoltre situata a 20 km da Noto, capitale del barocco. Si trova in provincia di Siracusa. Ci sono luoghi che sanno di casa, di intimità, di amore. Ogni angolo, ogni scorcio sembra volerti parlare di sé, urlare a gran voce che la bellezza sta davvero nelle piccole cose. Nei pergolati di legno, nelle sedie azzurre come il mare e come l’immenso cielo che le sovrasta, come i merletti che ricopro vecchi tavoli in legno, nella luce abbagliante che la pietra sprigiona non appena incrocia i timidi raggi di sole. Nelle barche ormeggiate in riva, nel brusio della gente, nell’odore di mare… La bellezza sta in tutto questo e in tutto ciò che ci fa stare bene. E quando siete tristi, il mare è da sempre la cura di tutto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1">Isola di Linosa</b> </div><div class="imTACenter"><img class="image-15" src="https://www.italyfortourist.com/images/linosacartolina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel Canale di Sicilia, adagiata su un fondale sabbioso posto a circa 500 metri di profondità, Linosa è un'isola di origine vulcanica facente parte, insieme a Lampedusa e Lampione, dell'arcipelago delle Pelagie (dal greco Pelaghià, Isole d'alto mare).<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Splendida e selvaggia, nera di roccia lavica, con le sue coste alte e piene di insenature e con i suoi vulcani spenti che si stagliano contro il cielo azzurro, è &nbsp;l'ideale per trascorrere una vacanza in piena tranquillità, facendo i bagni di sole e di mare. L'isola ha un unico centro abitato, caratterizzato da</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">graziose costruzioni dai colori pastello che si raccolgono intorno al piccolo porticciolo, da cui è possibile effettuare escursioni a piedi, alla conquista delle vette, o in barca.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 05:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Arcipelago Isole Pontine: Isola di Ponza]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000064"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Isola di Ponza (in fondo a questa pagina il bellissimo video dell'isola), ricade interamente nella provincia di Latina nel </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. E’ la principale tra le Isole Pontine (o Ponziane). Una vera perla nel Mar mediterraneo e una delle mete turistiche balneari più importanti e ricercate della provincia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Coste sabbiose, bianche falesie, testimonianze storiche, grotte e acque limpide concorrono a creare un mosaico di bellezze davvero imperdibile; il tutto racchiuso in meno di 8 kmq.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Spiagge di sabbia finissima immerse in una natura selvaggia e avvolgente, dai profumi intensi tipici della macchia mediterranea. Sport all’aria aperta, escursioni in scenari naturali unici, tuffi in acque trasparenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ecco cosa ti aspetta in questo luogo di fascino, storia e antiche leggende. Ponza è quasi completamente collinare, ma la costa frastagliata che la contraddistingue è interrotta anche da calette e insenature, rifugio perfetto per i turisti durante la stagione estiva. Infatti l’isola è famosa soprattutto per il suo mare, la sua vita rilassata e tranquilla, adatta a chi è alla ricerca di una vacanza dai ritmi lenti e quieti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sempre gradevole è il suo clima tipicamente mediterraneo con estati non troppo calde e inverni mai troppo freddi. L’Isola di Ponza è una meta ideale per chi vuole rilassarsi e godersi un mare limpido e poco affollato, specie in tarda primavera o tarda estate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre alle spiagge e al mare, l’isola offre la possibilità di compiere splendide immersioni, oppure organizzare gite per scoprire le falesie e le grotte. Infine ci si può incamminare lungo alcuni itinerari che permettono di scoprire tutta l’isola, includendo, i borghi, i siti archeologici, le spiagge e le coste.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I siti Archeologici</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Isola di Ponza, grazie a ricerche e scavi effettuati nel corso degli anni, fu molto probabilmente popolata nel Neolitico. Fu occupata da diverse popolazioni; le principali, in ordine di tempo, furono i Fenici, poi i Greci, e nel 312 a.C. passò sotto il dominio dell’impero romano. Per questo sono state numerose testimonianze e reperti archeologici relativi a quell’epoca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra questi si possono visitare il Tunnel in tufo che collega Chiaia di Luna al porto di Ponza che risale all’età augustea. Sono presenti anche alcune ville romane come quella situata presso il promontorio di Punta della Madonna, edificata in età repubblicana; solo alcune piccole parti sono visibili. Un’altra villa di età imperiale si trova presso la località Sant’Antonio. Costruita in opus reticolatum, è suddiviso in varie strutture poste a differenti altezze. Una terza villa, infine, è posta in località Santa Maria, dove si possono ammirare alcuni pavimenti musivi e parti di muri dipinti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altre testimonianze di epoca romana erano presenti a Punta della Madonna, a Dragona e nelle grotte di Pilato e del Serpente; si trattava di cisterne e un acquedotto. Le cisterne potevano contenere circa 10.000 m³ di acqua. L’acquedotto serviva il porto e le ville marittime. Attualmente ne rimangono solo alcuni resti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sempre di età romana sono le Necropoli di Guarini e Bagno Vecchio, costituite da tombe ipogee (informarsi sull’accesso al sito I Guarini).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il tour tra i siti archeologici dell’Isola di Ponza comprende anche un Mitreo databile al III e al IV secolo d.C., posto nel cuore di Ponza. Ora si trova sotto un edificio moderno ed è formato da una nicchia con podio e una volta con pannello e segni zodiacali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma un viaggio a Ponza deve contemplare necessariamente la scoperta delle sue spiagge migliori, Le spiagge sono tutte raggiungibili a piedi lungo sentieri immersi nel verde, via mare, oppure con un pratico scooter a noleggio: Chiaia di Luna,fra le più note e affascinanti dell’isola. Inaccessibile via terra per motivi di sicurezza, puoi raggiungerla in barca, per un’esperienza di immersione totale nella bellezza delle sue acque cristalline., &nbsp;spiaggia di Frontone, spiaggia di Lucia Rosa, spiaggia di Cala Feola, cala Fonte, Spiaggia delle Felci, spiaggia delle grotte di Pilato: sono tra le più note dell’isola, ma non le uniche. La baia delle piscine naturali, nei pressi del villaggio di Le Forna, è un piccolo paradiso naturale di Ponza. Una destinazione consigliata anche per la balneazione dei bambini piccoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le proposte di cose da fare a Ponza, il giro dell’isola in barca è tra le più gettonate. Le imbarcazioni che circumnavigano l’isola permettono di scoprire scorci esclusivi dell’ isola, delle sue candide scogliere e assaporare il cambio di prospettiva a contatto con lo straordinario mare di quest’angolo di Tirreno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Infine, la scoperta di Ponza passa anche attraverso le papille gustative. I ristoranti dell’isola offrono l’occasione per assaporare i piatti tradizionali e, soprattutto, quelli a base di pesce appena pescato. i numerosi piatti pontini, che ancora oggi vengono proposti seguendo l’antica tradizione dell’Isola: tra questi ricordiamo, in particolare, la cosiddetta cianfotta ponzese, un misto di verdure cucinate in modo particolare. L’ottimo pescato consente di preparare i gustosi calamari ripieni, gli spaghetti alle vongole, gli spaghetti al fellone o la zuppa di lenticchie. In ultimo, segnaliamo i carciofi alla ponzese insaporiti con mentuccia e aglio, e lo squisito casatiello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponza10.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare all’Isola di Ponza</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per raggiungere l’Isola di Ponza si può usufruire dei servizi di navigazione con partenze da Terracina, Anzio, Formia e Ventotene.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I traghetti permettono di raggiungere l’Isola di Ponza con partenza da Terracina oppure da Ventotene (andata e ritorno).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E’ possibile usufruire del servizio aliscafi in partenza da Anzio nei pressi della Capitaneria di Porto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video su Ponza</span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/Mpzc9Cj4RGo">https://youtu.be/Mpzc9Cj4RGo</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 05:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Estate in Montagna: l'Alta Pusteria e le Dolomiti]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005D"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'affascinante Alta Pusteria , in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/trentinoaltoadige/" target="_blank" class="imCssLink">Alto Adige</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, deve la sua popolarità come meta turistica non solo alla singolare bellezza dei famosi monti pallidi – le leggendarie Dolomiti – ma anche alla cordialità dei suoi abitanti, alla fantastica offerta di attività e monumenti culturali e naturalmente alla sua gustosa proposta gastronomica. Per non parlare degli alloggi gestiti con tanta passione. Insomma, ci sono davvero tutte le premesse per una vacanza estiva semplicemente indimenticabile!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/valpusteriaestatenew1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'Alta Pusteria, nella zona delle Tre cime nelle Dolomiti, è un vero paradiso per gli amanti della natura e delle escursioni in montagna, proponendo un paesaggio variegato e decisamente stimolante. Che dire per esempio della spettacolare flora e fauna del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies o delle mille opportunità per esplorare l'incantevole territorio nella parte più a est dell'Alto Adige in occasione di passeggiate, gite in montagna o avventurosi tour d'arrampicata nel Parco Naturale Tre Cime? Momenti magici e speciali vi sono senz'altro garantiti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/alta-pusteria.estate-5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dominata da profonde vallate e immensi boschi di conifere e circondata da imponenti vette alpine e dalle pallide e maestose cime dolomitiche di Sesto e Braies, l’Alta Pusteria con i comuni di Sesto, San Candido, Dobbiaco, Villabassa e Braies è l’angolo più orientale dell’Alto Adige. Le escursioni nelle Dolomiti sono molto amate: ammirare il magnifico scenario naturale, i laghetti sperduti tra le montagne e respirare l’aria limpida scoprendo ogni volta scorci diversi. Lontano dalla vita mondana e dalla frenesia delle mete vacanziere più conosciute, questo angolo di paradiso nel cuore delle Dolomiti regala opportunità di relax, svago e attività fisica, unendo a tutto ciò l’atmosfera della tradizione pusterese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/alta-pusteria.estate-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cultura delle Dolomiti si respira nelle vie di Sesto, San Candido e Dobbiaco soprattutto in occasione dei numerosi eventi culturali estivi che riportano alla luce le tradizioni e la storia di questi magnifici paesi di montagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Alta Pusteria e le sue eccellenze, i parchi naturali di Fanes-Senes-Braies e delle Dolomiti di Sesto, le Tre Cime di Lavaredo (2.999 m), la Croda del Becco (2.810 m), la Cima dei Baranci (2.966 m), sono entrate di diritto fra i Patrimoni Naturali UNESCO, in riferimento alla loro unicità dal punto di vista geologico, botanico e paesaggistico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nello splendido Patrimonio Naturale UNESCO delle Dolomiti l’Alta Pusteria offre per la stagione estiva un variegato programma di escursioni che permette di scegliere tra una grande quantità di itinerari per tutti i gusti e secondo i diversi livelli di preparazione e difficoltà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In tutto il prestigioso riconoscimento UNESCO riguarda i nove gruppi dolomitici suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine, per un totale di 231 mila ettari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/alta-pusteria.estate-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La terra delle Tre Cime</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Dolomiti dell’Alto Adige vantano paesaggi da cartolina in ogni stagione. Tra queste ci sono le famose “Tre Cime di Lavaredo” che sono il simbolo dell’Alta Pusteria, questo monumento naturale sono la destinazioni di magnifiche escursioni in quota che partono da diversi punti della valle. Dall’alto Dolomiti, si gode di una vista magnifica sull’Alta Pusteria e sul Parco Naturale Tre Cime e il Parco Naturale Fanes Sennes Braies: flora e fauna incantano per la loro bellezza e per la natura incontaminata che ancora sanno offrire. Fra questi spicca il lago di Braies, una vera e propria perla delle Dolomiti, un angolo incantato circondato da splendide montagne ed un bosco verde che circonda le acque pure e cristalline. Questo piccolo ma splendido lago alpino è divenuto famoso al grande pubblico grazie ad una Fiction Rai ambientata proprio su queste montagne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Alta Pusteria in estate offre spazio anche ad arrampicate e vie ferrate con tour di varie difficoltà, una fitta rete di piste ciclabili per bici e mountain bike, percorsi dedicati al nordic walking e sentieri per escursioni a cavallo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cultura delle Dolomiti si respira nelle vie di Sesto, San Candido e Dobbiaco soprattutto in occasione dei numerosi eventi culturali estivi che riportano alla luce le tradizioni e la storia di questi magnifici paesi di montagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda l'incantevole video </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/NHYxVMbNr9s">https://youtu.be/NHYxVMbNr9s</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 05:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani Balneari: Lignano Sabbiedoro]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000072"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lignano Sabbiadoro (o Lignan, in dialetto friulano e veneto) è un comune appartenente alla provincia di Udine nel Friouli Venezia Giuali, al confine con il Veneto, situato su una penisola equidistante da Venezia e Trieste, tra la Laguna di Marano, il mare Adriatico e la sponda sinistra del fiume Tagliamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano-5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fiore all'occhiello della località sono ovviamente il suo splendido litorale (il suffisso "Sabbiadoro" non è da considerarsi casuale) ed il suo clima caldo e temperato, che registra temperature piuttosto fresche in estate e mai troppo rigide in inverno. Il litorale di Lignano Sabbiadoro è lungo circa 8 chilometri e presenta decine di stabilimenti più che attrezzati, all'interno dedicarsi è possibile sia dedicarsi una qualunque attività balneare: si va dagli sport acquatici (vela, windsurf, surk, kite ecc.) a quelli su sabbia (a tal proposito la Coil è una delle società sportive di beach soccer più importanti d'Italia), passando anche per attività meno note quali il SUP (Stand Up Paddle, una specie di incontro tra surf e canoa) o le escursioni in fat stand bikes. Nonostante una storia davvero recentissima (fino ai primi anni del Novecento si trattava di un minuscolo agglomerato urbano che contava poche decine di abitanti), oggi Lignano Sabbiadoro è una rinomata località turistica che smuove milioni di visitatori ogni anno.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Lignano_Sabbiadoro1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Al largo, quando è particolarmente sereno, si intravedono a le coste dell'Istria. L’agglomerato urbano è suddiviso in tre settori principali: Lignano Sabbiadoro, Lignano Pineta e Lignano Riviera. Le offerte viaggio a Lignano Sabbiadoro sono sempre vantaggiose e soddisferanno ogni tipo di esigenza.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano_terrazza_mare.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'elemento architettonico più noto e distintivo di Lignano Sabbiadoro è con ogni probabilità la sua Terrazza a Mare, ideata da Aldo Bernardis nel 1969 (per sostituire quella precedente ad opera del Valle) ed inaugurata ufficialmente nel 1972. Si tratta di una struttura posizionata nella zona più centrale del paese, che permette di usufruire dei servizi più svariati (è animata tanto da bar e negozi quanto da strutture alternative quali solarium) e, soprattutto, di godere di un tramonto semplicemente spettacolare.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano-copertina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Un'oasi in cui abbinare il relax a ogni tipo di divertimento, Lignano Sabbiadoro si trova a metà strada tra Venezia e Trieste, proponendo 8 Km di spiaggia finissima e dorata che le danno il nome e da un mare tranquillo, da molti anni consecutivi Bandiera Blu. La spiaggia è il luogo ideale per la pratica di tantissimi sport, partendo dalla vela e windsurf grazie a centri sportivi con ottimi istruttori, il beach volley, il jogging, possibilità di fare un giro a cavallo oppure di giocare a golf presso il Golf Club a 18 buche, aperto tutto l'anno che offre uno dei percorsi più belli affacciati sul mare. Se preferite la bicicletta potrete percorrere uno dei tanti itinerari tra le profumate pinete o andare alla ricerca di scorci suggestivi sulla laguna. Se invece preferite un break totale, all’insegna del relax, a disposizione ci sono le moderne Terme di Lignano.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano-6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">In realtà Lignano, racchiude tre località principali, ognuna con una sua peculiarità. Lignano Sabbiadoro per esempio, è la città dei mille ristoranti, dei bar all'aperto, dei lunghi giri per negozi e della vita notturna. Di notte, Lignano Sabbiadoro si accende di mille luci, grazie al suo vasto repertorio estivo di concerti ed eventi, oltre che alle discoteche, bar e pub che ne colorano la movida. Le vie e le piazze di Lignano sono un flusso cosmopolita di via vai notturni che popolano e rallegrano il paese. Lignano Pineta invece, è accarezzata dall'ombra dei giardini e si presenta con eleganti viali. Infine Lignano Riviera, rappresenta la zona più rilassante, immersa in una ricca vegetazione che si esprime al meglio con il fruscio ed il profumo dei pini marittimi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano-4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Lignano cerca di creare un'offerta mirata a soddisfare ogni tipo di esigenza sfruttando al meglio le sue risorse. Un’esigenza ricorrente è sempre riuscire a far godere a pieno il suo mare in tutta tranquillità e senza pensieri. Per le famiglie la spiaggia e gli hotel di Lignano propongono per i bambini aree dedicate al gioco e allo sport, con personale qualificato, a disposizione anche per servizi personalizzati di baby sitting. In spiaggia ci sono le mother's room e nei locali menù personalizzati e babyroom.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi invece vuole passare pomeriggi indimenticabili, i parchi tematici offrono una valida alternativa. L'Aquasplash, fra i primi parchi acquatici d'Italia è fornito di scivoli vertiginosi e grandi piscine, mentre Gulliverlandia, è il parco dei divertimenti pensato per tutte le età. Tra i più grandi, lo Strabilia, un super luna park sfavillante di luci e per i più piccoli, non manca all’appello i Gommosi e il Parco Junior. Chiude l’offerta il Parco Zoo Punta Verde, con più di 1500 animali.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/lignano-7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Se vi piacciono le gite fuori porta, in batana - la barca lagunare a fondo piatto o in bicicletta - si arriva fino a Marano, dove respirerete l'atmosfera autentica di un borgo di pescatori, che parlano ancora il dialetto veneto. Da qui via acqua, si raggiunge la Riserva naturale Foci dello Stella, dove un antico villaggio di casoni avvolto nella magia della sua suadente luce colora un regno dove vivono, tra i tanti altri, aironi e falchi di palude. La Riserva naturale Valle Canal Novo, poi, è un altro paradiso per il birdwatching. Nello spazio di un giorno o di un pomeriggio merita spazio organizzare un’avventura nell'entroterra per alternare al gusto della cucina di mare quello della gustosa cucina friulana. Paesi come Precenicco, Latisana e Palazzolo nascondono piccoli tesori d'arte e architettura che valgono una sosta ed insieme alle offerte viaggio last minute a Lignano Sabbiadoro sapranno soddisfare la vostra voglia pura di mare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video di Lignano Sabbiedoro</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/EgLi-a3bMak">https://youtu.be/EgLi-a3bMak</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 06:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le Spiagge di Calabria: Vacanza “Caribbean style” tutto Made in Italy]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Calabria"><![CDATA[Calabria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000050"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">780 sono i chilometri di costa calabrese: scogliere spettacolari e spiagge di sabbia candida incastonate tra falesie, terrazzi marini, grotte, archi e ponti di roccia e scogliere. Oltre ai nomi più famosi ce ne sono tantissime meno conosciute e il più delle volte a ridosso di centri urbani altrettanto caratteristici, per un turismo tra sole, mare e cultura del territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/TROPEA_-_SPIAGGIA1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le più famose non si possono non menzionare le spiagge di Tropea che peraltro lo scorso 5 Aprile 2021 ha appena trionfato nell’elezione del “Borgo dei Borghi 2021”. Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea e le sue spiagge sono una sicura meta da tenere in considerazione tra scorci suggestivi e un mare di un intenso colore turchese. Tropea è in provincia di Vibo Valentia e la spiaggia della Rotonda offre un litorale sabbioso e bianchissimo. È delimitata dallo scoglio di san Leonardo, oltre il quale si stende la piccole e tranquilla spiaggia del Cannone, nascosta dietro il molo del porto turistico, perfetta se si cerca la tranquillità più totale. È infatti una delle spiagge più piccole e meno frequentate della cittadina. Sempre a Tropea ricordiamo anche la spiaggia della Linguata, ai piedi della roccia, amata dai sub per il mare cristallino e la bellezza dei fondali, coperti nei primi metri da uno scoglio piatto e compatto. E poi la spiaggia del Convento &nbsp;e la spiaggia delle Grotte del Cavaliere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Baia-di-Riaci_calabria.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ci spostiamo in provincia di Cosenza per scoprire un paradiso per sub e appassionati di escursioni. Parliamo della spiaggia della baia di Riaci. È una delle più celebrate spiagge calabresi, per il paesaggio dominato da alte pareti di roccia calcarea e dallo Scoglio Grande, che emerge dalle acque vicinissimo alla riva. Sabbia bianca, mare cristallino e fondali da esplorare con pinne e maschera. E ancora, composta di sabbia e con alcuni scogli in acqua, la spiaggia di Praia a Mare è sicuramente una delle più belle anche per via dell’Isola di Dino. E che dire di quella dell’Arcomagno che si trova nel comune di San Nicola Arcella? Un arco di roccia che si apre sulla spiaggia e che al tramonta raggiunge il picco della suggestione. Più a sud c’è la bellissima spiaggia di Diamante, una spiaggia lunga otto chilometri davanti alla quale c’è la piccola isola di Cirella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggiaciro.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Partiamo alla volta di Crotone per scoprire le spiagge di Cirò, suggestivo comune medievale che sorge in posizione sopraelevata alle spalle della Marina. La costiera è cinta da una fitta pineta che si può esplorare percorrendo stretti e caratteristici sentieri nella natura. Proseguiamo con la Costa dei Saraceni, ricca di vegetazione selvaggia, con la sabbia pulitissima e l’acqua limpida e cristallina. Il tratto più suggestivo da vedere è quello situato nei pressi di Punta Alice. Ci spostiamo a Parco Marino Capo Rizzuto. Località protetta che si trova sull’omonima isola, ideale per chi ama fare immersioni. È inoltre a due passi da alcuni siti storici importanti. Spiaggia Torretta di Crucoli, situata tra Punta Alice (Cirò Marina) e il fiume Nicà, è una spiaggia attrezzata lunga 3 km che fiancheggia l’omonima località balneare. Costeggiata da una parte dal lungomare cittadino, e dall’altra da un bosco suggestivo, presenta una sottile sabbia dorata. E che dire della sabbia rossa della Spiaggia di Le Castella? Situata a qualche km da Capo Rizzuto, la particolarità di questo posto è proprio la sabbia, fine e rossa. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Andiamo a Catanzaro! La Spiaggia di Caminìa è situata presso la frazione omonima nel comune di Staletti, vicino alla più caotica Soverato e a circa 12 chilometri da Catanzaro. La spiaggia è caratterizzata da uno splendido litorale ampio e di sabbia chiara, incastonato tra due scogliere panoramiche che sono anche ricche di grotte e testimonianze archeologiche. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/pietragrande-spiaggia.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Spiaggia di Pietragrande è situata presso la frazione omonima nel comune di Montauro, a circa 10 chilometri da Catanzaro sul tratto di costa noto come Costa degli Aranci. La Spiaggia Copanello di Staletti è situata a circa 8 chilometri da Catanzaro nei pressi della celebre località balneare omonima, che si trova nel centro del golfo di Squillace, sempre sulla Costa degli Aranci. Si tratta di una spiaggia molto ampia e pittoresca, caratterizzata da un litorale di sabbia dorata interrotto per un tratto dalla suggestiva scogliera sulla quale sorge il paese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggia_di_roccella_ionica-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche Reggio Calabria non è da meno! Vicoli pittoreschi e sabbia bianca, questo è quello che troverete a Chianalea di Scilla mentre a Roccella Ionica offre una bellissima spiaggia insignita della Bandiera Verde delle Spiagge per la qualità e da Legambiente con la Bandiera Blu per l’acqua pulita in quella che è conosciuta come la Costa dei Gelsomini. Anche Bova Marina vanta la Bandiera Verde mentre a Falcomatà si può ammirare lo stretto di Messina in quello che è definito il kilometro più bello d’Italia, ossia il suo lungomare dotato anche di splendida spiaggia. Adesso sta a voi scegliere la vostra preferita oppure suggerirne di nuove.</span><span class="fs11lh1-5 ff2"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video e sogna anche tu....!</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><br></div><a href="https://youtu.be/r4RgweojddQ">https://youtu.be/r4RgweojddQ</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Jul 2022 05:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Itinerari Italiani: Viaggio nella Food Valley emiliana]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000067"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se il tuo viaggio in <a href="https://www.italyfortourist.com/" target="_blank" class="imCssLink">Italia</a> fa tappa a <strong><b>Bologna</b></strong>, sempre più<strong><b> </b><b>Food City</b></strong> – città del cibo – nel mondo, è probabile che ti chieda “<strong><b>dove trovo il meglio del cibo italiano qui vicino</b></strong>?” Ebbene, la risposta è facile: il <strong><b>cuore gastronomico dell’<a href="https://www.italyfortourist.com/emiliaromagna" target="_blank" class="imCssLink">Emilia Romagna</a> è la</b></strong> <strong><b>Food Valley che copre le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma.</b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs14lh1-5 ff1"><br></b></strong></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs14lh1-5 ff1">Eccoti un piccolo Itinerario nel parmense:</b></strong></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs14lh1-5 ff1"><br></b></strong></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si parte all'alba nel cuore dell'Emilia, da Fidenza in provincia di Parma, per scoprire paesaggi di colline e corsi d'acqua, di castelli e palazzi pieni di storia e dei tanti borghi che accolgono i visitatori in cerca di benessere e dei frutti di questa terra ricca e ospitale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/fidenza.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'itinerario comincia a Fidenza, e si &nbsp;prosegue, poi, a nord verso la frazione Roncole Verdi, dove ci si può fermare a visitare la casa natale di Giuseppe Verdi. Nell'attigua cittadina di Busseto tutto ricorda il grandissimo compositore: la statua che presidia la piazza centrale e Casa Barezzi, che oggi è un museo verdiano ma un tempo era la dimora dell'imprenditore che scoprì il talento del futuro genero, ospitandone la prima esibizione pubblica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/casanataleverdi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorrerne le stanze ricche di cimeli, lettere autografe, ritratti, documenti e spartiti è come fare un salto nell'Ottocento e nell'immortale musica del Maestro. Meritano una visita anche il teatro a lui dedicato, salotto cittadino ricavato nella Rocca duecentesca, il palazzo del Monte di Pietà, la Collegiata di san Bartolomeo, la chiesa di santa Maria degli Angeli e il museo nazionale Giuseppe Verdi che con il museo Renata Tebaldi è allestito nella Villa Pallavicino, tra le più belle e ricche residenze nobiliari del territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/guareschi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una breve deviazione per entrare nel mondo di Giovannino Guareschi, scrittore della celebre saga di Don Camillo e Peppone. A Fontanelle di Roccabianca (PR), il paese natale, dove esiste il museo del Mondo piccolo (attualmente chiuso per ristrutturazione). A Diolo esiste il Museo del Boscaccio a lui dedicato a cura di due benemeriti volontari, Cesare e Caterina Bertozzi. A Roncole Verdi (PR), frazione di Busseto, Giovannino Guareschi ha vissuto dal 1952 sino alla morte, 1968 ed esiste la Casa Museo Guareschi a lui dedicata di fianco alla casa natale del Maestro Verdi che ospita la mostra antologica permanente "Giovannino, nostro babbo", un centro studi e l'archivio di Guareschi composto da più di 200.000 documenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/museoculatello.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Proseguendo per una decina di chilometri verso nord e seguendo il corso del Po si arriva a Polesine Parmense, per apprezzare le autentiche eccellenze gastronomiche locali e si visita il museo del Culatello e del Masalén, tra i prelibati salumi che frollano nelle cantine di stagionatura più antiche del mondo. La giornata non può che terminare nelle Terme di Salsomaggiore e Tabiano, tempio del benessere; oltre agli stabilimenti dove rilassarsi ci sono altri monumenti da vedere: i castelli del sale a difesa delle preziose saline tra Tabiano, Contignaco e Scipione, e MuMab, il Museo del mare antico e della biodiversità, con fossili e resti oceanici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/termesalsomaggiore.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si può passeggiare lungo i sentieri delle dolci colline di Tabiano, al confine con il parco dello Stirone e Piacenziano, per poi concludere la giornata con un aperitivo in uno degli eleganti caffè storici di Salsomaggiore Terme. Se, poi, si vuole prolungare la visita di qualche altra ora, tornando verso Parma e viaggiando per una ventina di chilometri verso sudovest si arriva a Felino: le cantine del suo castello ospitano il museo del salame dove sono previste degustazioni e gli eventi "Fattorie aperte". Nei dintorni si passeggia lungo sentieri segnalati o si viaggia fino al parco regionale dei Boschi di Carrega. Nove chilometri più a sud da Felino, invece, si arriva al museo del prosciutto di Parma: siamo a Langhirano, nell' ex Foro Boario, una zona caratterizzata dalla lavorazione e stagionatura delle carni suine e dal suggestivo castello di Torrechiara, immerso tra i vigneti. </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Parco Archeologico di Ocriculum e Antiquarium Casale San Fulgenzio - Otricoli, Terni]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000088"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">È quanto rimane della città romana di Ocriculum, sorta ai lati di una deviazione della via Flaminia e in collegamento con un importante porto fluviale, il cosiddetto “Porto dell’Olio”, localizzato in corrispondenza di una profonda ansa del Tevere ora scomparsa. Il porto, attivo fino almeno il XV secolo, è oggi incluso in un percorso che salda la città antica al centro medievale, posto a circa 2 km a nordest dell’abitato romano. Il percorso prende avvio dall’Antiquarium di San Fulgenzio, centro di documentazione dell’intera area archeologica e sede dei reperti provenienti dagli scavi più recenti. In luce per circa 36 ettari, l’abitato mostra i principali monumenti pubblici e funerari, concentrati in corrispondenza dell’ingresso in città della via Flaminia (fontana e monumenti funerari), al centro dell’area urbana (“sala ottagonale” del complesso termale, “grandi sostruzioni”, “teatro”), e all’estremità meridionale (”anfiteatro”).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/ocricolum1ok.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Dell’antica Ocriculum, attualmente visitabile attraverso dei percorsi pedonali, sono attualmente ben visibili le principali strutture della città romana: una cisterna romana a vista su cui poggia l’Antiquarium del Casale di S. Fulgenzio, l’area del Foro e della Basilica, l’imponente monumento delle Grandi Sostruzioni, il Teatro, le Terme, un pilone monumentale d’ingresso, un grande Ninfeo, un tratto basolato dell’antica Via Flaminia su cui si affacciano un monumento funerario rotondo, una fonte pubblica, l’Anfiteatro, imponenti monumenti funerari e, a destra della città romana, lungo la Strada Statale, la Necropoli arcaica del VII sec. a.C. in località Crepafico. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/ocricolumanfi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Proseguendo lungo la strada comunale di S. Vittore la visita si dirama lungo due percorsi pedonali: il percorso secondario conduce alla Chiesa Paleocristiana di S. Vittore con una suggestiva vista sul tratto di Tevere dove è stato recentemente ricostruito un attracco fluviale; il percorso pedonale principale, entrando all’interno della città di Ocriculum, attraversa i resti di ambienti in opera reticolata, la cosiddetta Piccola Sostruzione e raggiunge l’area del Foro e della Basilica. Da questa zona provengono iscrizioni onorarie e di carattere pubblico ed un gruppo statuario dell’età Giulio–Claudia, trasportati ai Musei Vaticani e pertinenti alla Basilica e altre effigi imperiali, recuperate durante gli scavi pontifici settecenteschi, che attestano la presenza di un secondo monumento pubblico adibito al culto imperiale. Tutti questi edifici non sono attualmente visibili, restano solo scarsi resti murari, affioranti dal piano di campagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/ocricolum3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il percorso guidato, quasi ripercorrendo il tracciato dell’Antica Via Flaminia, giunge ad uno dei monumenti più imponenti della città di Ocriculum: l’Anfiteatro. Questo edificio, i cui assi maggiori misurano circa 120×98 m., si presenta in parte costruito, in parte addossato alla collina, scavata per consentire l’appoggio delle strutture murarie; tutta la parte esterna del monumento è scomparsa, ma della cavea rimangono alcuni tratti della galleria intermedia, delle gradinate, di una galleria più interna e di un basso corridoio. Rimangono inoltre i resti dei due ingressi principali sugli assi maggiori e, sul piano dell’arena, una parte del podio.</span></div><div style="text-align: start;"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Uscendo dall’area urbana di Ocriculum, infine, il tracciato fiancheggia numerosi monumenti funerari che si trovavano lungo il tracciato dell’Antica Via Flaminia; delle tombe rimangono i nuclei per lo più in opera cementizia di varie tipologie (a torre, a nicchia, rotondo) con rivestimenti in blocchi di travertino e di marmo, in parte reimpiegati nel centro storico di Otricoli. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/Otricoli-Tomba-a-Torre.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il primo monumento, detto Tomba a torre, è di grandi dimensioni, a pianta quadrata, ed è sormontato da un corpo circolare, riutilizzato per la costruzione in alto di una colombaia. L’ultimo monumento che si incontra uscendo dalla città di Ocriculum è una Tomba a nicchia di età imperiale, che emerge dalla terra fino all’imposta della volta; è costruita in opera cementizia con grosse scaglie di tufo miste a malta ed aveva un rivestimento in laterizio di cui rimangono soltanto alcuni tratti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-12" src="https://www.italyfortourist.com/images/ocricolum8ok.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La storia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ocriculum, alleata di Roma nel 308 a.C., dopo la battaglia di Mevania, svolse una funzione strategica come città di confine tra l’Umbria e la Sabina e come punto di scambio tra la viabilità fluviale e terrestre lungo la via Flaminia. I rapporti commerciali con Roma erano, infatti, intensi grazie sia al vicino porto fluviale sul Tevere detto Porto dell’Olio,di origine romana, ma usato anche per tutta l’età papale, che alla via Flaminia realizzata nel 220 dal console Flaminio. Ascritta alla tribù Arnensis, divenne municipio e, nella suddivisione operata da Augusto, venne assegnata alla Regio VI, di cui costituì l’estremo lembo verso la Sabina. In età imperiale ebbe vita fiorente con un’economia basata sull’agricoltura, sul commercio e sull’industria figulina e di tegole e mattoni; le bellezze naturali del territorio, inoltre, la rendevano anche un luogo adatto per la villeggiatura. La città venne distrutta fra il 569 ed il 605 d.C. durante l’invasione longobarda. Nella seconda metà del VII sec. d.C l’abbandono della città sviluppatasi su un’ansa del Tevere a vantaggio del recupero del colle preromano, fu dovuto ad un insieme di fattori tra i quali le numerose inondazioni del Tevere e gli spostamenti del letto del fiume. I primi scavi regolari, condotti durante il pontificato di Pio VI (1775/1799), portarono all’esplorazione di molti edifici monumentali, coma la Basilica e le Terme e le numerose opere d’arte rinvenute (mosaici, sculture, iscrizioni …) furono trasportate ai Musei Vaticani: in particolare un mosaico policromo, rinvenuto integro nelle Terme, e la testa colossale di Giove alta 58 cm., trasportate a Roma per via fluviale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Di particolare interesse anche:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Grandi Sostruzioni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Le Grandi Sostruzioni, situate a destra del percorso principale, rappresentano uno dei monumenti più caratteristici e imponenti di Ocriculum. Questo complesso, lungo circa 80 m. e costituito da 12 ambienti a volta disposti su due piani, fu costruito con lo scopo di contenere il terreno e, in età tardo repubblicana, doveva sostenere un edificio pubblico di cui non rimane traccia; un edificio imponente, quindi, che faceva parte di una grande terrazza probabilmente pertinente ad un santuario dedicato alla dea Valentia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/ocriculum3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Teatro</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il monumento, costruito in opus reticolatum a destra delle Grandi Sostruzioni utilizzando il pendio del terreno retrostante, è costituito da una cavea (gradinate), di m. 79 di diametro, divisa orizzontalmente in tre parti, sormontata da due ambulacri e collegata alla galleria tramite alcune aperture. Davanti alla cavea, su una spianata artificiale sorretta da sostruzioni, si trovava la scena (di cui non rimane nulla sul posto) adornata di statue e decorazioni tra cui probabilmente le due colossali Muse sedute, ora conservate nella sala a croce dei Musei Vaticani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/-terme.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Terme</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Le Terme sono l’unico monumento antico ricordato dalle fonti epigrafiche, relativamente alla costruzione, ai restauri e agli ampliamenti. Rimane ora visibile la cosiddetta sala ottagonale: i quattro lati maggiori sono alternati a quattro minori su cui si aprono nicchie, porte e ingresso principale, la copertura è del tipo a “conchiglia”. Da questa sala proviene il mosaico policromo ora conservato nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani raffigurante al centro una medusa e in due fasce divise in otto settori scene con lotta di centauri e Greci. Accanto alla sala ottagonale è conservata una sala rotonda di 9 m. di diametro in opus latericium, sulla cui muratura esterna restano tracce di rivestimento in cocciopesto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/24-Mausoleo-rotondo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Pilone Monumentale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La strada continua inoltrandosi all’interno della città dove si conserva il cosiddetto Pilone, un’alta costruzione rettangolare in opera reticolata. L’alto pilastro è interpretabile come uno dei piloni della porta monumentale che indicava l’ingresso all’area urbana: al di fuori di esso, infatti, sono ubicati i monumenti funerari, mentre superandolo si trovano gli edifici pubblici tra cui, alla sinistra, il ninfeo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ninfeo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il Ninfeo di Otricoli è una lunga sostruzione di m. 50, costruita in opera cementizia con rivestimenti in opus reticolatum. Il monumento, caratterizzato da una elegante parete che conteneva circa tre fontane pubbliche nella sua alternanza di nicchie semicircolari e rettangolari, è collegato, attraverso un sistema di cunicoli sotterranei ancora funzionanti, alla cisterna su cui è impostato l’Antiquarium del Casale San Fulgenzio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Guarda il Video del Parco</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/J6vwJ8wJjp0">https://youtu.be/J6vwJ8wJjp0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 05:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Monterosso al Mare]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A3"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Scogliere a picco, spiagge stupende, mare cristallino con alle spalle colline coltivate a vite e ulivo: ecco Monterosso al Mare, il paese più occidentale delle Cinque Terre. Uno dei gioielli assoluti della Liguria, in provincia de La Spezia, e dell'Italia tutta. </span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/monterosso-cinque-terre-liguria-italy-3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il Borgo è diviso in due parti da un promontorio con un tunnel di un centinaio di metri, da una parte la zona di Fegina (zona residenziale e stazione ferroviaria), dall'altra il porto vecchio (centro storico). </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Nella zona di Fegina sono presenti molte strutture turistico residenziali, una lunga spiaggia ed una originale statua alta 14 metri, Il Gigante, raffigurante il dio Nettuno.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Monterosso al Mare, panorama dalla statua di San FrancescoIl centro storico formato dai tipici "caruggi", caratteristici vicoli stretti liguri, è composto da ristoranti, negozi di souvenir, ceramiche e prodotti artigianali. Nel porticciolo dell'antico borgo partono i battelli delle Cinque Terre.</span></div></div><div><div style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5">Un luogo davvero magico, derivato dall’incessante lavorio di migliaia di anni tra roccia e acqua; oltre al borgo e al paesaggio circostante, tutto il territorio è disseminato di piccole spiagge e baie che stupiscono e ammaliano. E' lei una delle mete turistiche cult della riviera ligure, capace di unire la tradizione al glamour passando per il mare incantato.</span></div></div><div style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/monterosso-al-mare-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">Una cornice romantica e al tempo stesso caratteristica e turistica: potremmo definire così l'abitato di Monterosso al Mare. A tutto ciò fa da contrappunto l’attività umana, la cui inventiva vecchia di millenni ha trasformato l’entroterra con caratteristiche terrazze divise da un incredibile numero di muri e muretti a secco: c’è chi ha calcolato - pensate - che in tutto il perimetro di questo posto incantato, relativo non solo a Monterosso ma anche agli altri paesi che compongono le Cinque Terre (cioè Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore), la somma di tali muri sarebbe alta due metri e lunga undicimila chilometri!</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Una spiaggia che è la più estesa di tutte le Cinque Terre fa di Monterosso al Mare una meta ideale per il turismo balneare, legato all’incanto di un paesaggio straordinario tra acqua, roccia e coltivazioni a terrazze; la Torre Aurora del XVI secolo, uno dei simboli del luogo, sul Colle di San Cristoforo, separa il nuovo borgo a ridosso della costa (Fegina) con le abitazioni moderne e le strutture alberghiere, dalla parte vecchia, dominata dai resti del castello degli antichi signori di qui, gli Obertenghi, a strapiombo sul mare, con le case torri attraversate da stretti vicoli - chiamati carrugi.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5">Guarda il Video del Borgo</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/Aju4wr6J7s0">https://youtu.be/Aju4wr6J7s0</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jul 2022 05:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Arcipelago Toscano: Isola del Giglio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000070"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Giglio è una piccola isola che in soli 21 chilometri di estensione offre arte, cultura, divertimento e una natura da sogno, si trova di fronte al Monte Argentario, circondata dalla piccola isola di Montecristo, quella di Pianosa e l’Elba che si staglia imponente all’orizzonte. All'isola del Giglio </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/toscana/" target="_blank" class="imCssLink">in Toscana</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, più di ogni cosa si apprezzano le bellezze naturali. Un mare cristallino tra i più puliti in Italia, fondali con pareti e secche colorate da spugne e gorgonie, una costa estremamente varia con scogliere a picco sul versante di ponente e graniti lisci sul versante di levante, spiagge sabbiose, calette selvagge, antichi sentieri immersi in una natura ricchissima e panorami mozzafiato, rendono l'Isola del Giglio un vero gioiello della natura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Giglio_4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Protetta da un antico castello, guidata dalla natura selvaggia e incontaminata. E’ circondata da un mare dalle mille sfumature turchesi e verde smeraldo.<br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Giglio è una terra che ha subito un fenomeno migratorio particolare, dalle radicali trasformazioni della sua popolazione. La cultura del Giglio è fatta da senesi, greci, ma soprattutto genovesi e napoletani. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Questo mix lo ritroviamo nel cibo, tra panforte e pesto e nei canti popolari d’ispirazione napoletana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E’ un posto che, come tutte le isole, ha qualcosa di speciale, dove la natura ti accoglie e abbraccia in tutta la sua potenza rigeneratrice. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Nonostante i gruppi di turisti che sbarcano dalle crociere e imperversano le sue poche strade, l’isola è un posto da vivere con ritmi lenti dei suoi abitanti, lasciandosi cullare dallo sciabordio delle sue acque, amalgamandosi alle sue rocce.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Giglio_1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Perché visitare l’Isola del Giglio?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non si può dare una risposta esaustiva in poche parole, considerando la varietà di luoghi e spiagge che meritano una visita anche di poche ore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il mare del Giglio è da sempre conosciuto per la limpidezza delle sue acque e per gli splendidi fondali, pescosi e ideali per chi ama praticare escursioni subacquee o una semplice attività di snorkeling.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il territorio risulta un perfetto connubio tra splendidi panorami marittimi (con alternanza di grandi spiagge e piccole calette), e scorci dove la natura più selvaggia la fa ancora da padrone, che possono essere ammirati percorrendo uno dei numerosi sentieri sparsi lungo il territorio gigliese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di sicuro si tratta di un luogo ideale per chi desidera trascorrere una vacanza soggiorno in tutto relax lontano dal grigiore delle città, ma che permette anche di realizzare numerose attività di svago e sportive. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Giglio_3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’Isola del Giglio ha due soli centri principali, Giglio Porto e Giglio Campese. Nel mezzo dell’isola, Giglio Castello che fa da padrone. Dalla costa toscana, si arriva con il traghetto a Porto Giglio, adagiato sul versante orientale dell’ Isola. E’ il primo insediamento che si vede dalle navi traghetto provenienti da Porto Santo Stefano, ma di sicuro fu anche il primo insediamento civile, risalente all’epoca romana. Questa località, fu nell’arco della storia abbandonata e ripopolata a più riprese, poiché in molti periodi storici vivere nei pressi della costa risultava essere pericoloso, causa le frequenti scorribande piratesche. Giglio Porto è oggi un piccolo centro abitato, con caratteristiche casette colorate e strette tra loro che danno vita a vicoli e viottoli. Disposti paralleli a chiudere il golfo che si affaccia sul mare, i due fari che troneggiano sui rispettivi moli e l’antica Torre Saracena, di metà cinquecento. Soprattutto nella bella stagione, bar, negozi e ristoranti aperti anche fino a tardi sono affollati a qualsiasi ora. Il centro abitato offre anche tutti i servizi principali e da qui potrete raggiungere facilmente a piedi le spiagge di Cannelle, Caldane ed Arenella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sul versante opposto a Giglio Porto, Giglio Campese è un piccolo centro abitato distante circa 5 km da Giglio Castello, affacciato sul omonimo Golfo e caratterizzato dal famoso faraglione e dalla Torre Campese. Questo centro ha una storia molto più recente alle spalle, infatti la torre fu la prima costruzione realizzata per l’avvistamento di navi provenienti dal versante ovest dell’ isola, per darne immediato avviso al presidi di Giglio Castello. Questa torre è famosa soprattutto per l’eroico respingimento di parte di una flotta di pirati, verso fine settecento. Oggi la Torre è una residenza turistica privata. Con il boom economico, Campese intraprese un percorso di sviluppo basato sul turismo, rendendolo oggi l'insediamento turistico più importante dell'isola, con la sua ampia spiaggia e l’invidiabile mare cristallino. La sua posizione geografica inoltre, permette un'esposizione solare prolungata rispetto ad altri centri abitati della costa. Soprattutto in estate la sua spiaggia granulosa è frequentata da turisti e amanti delle immersioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Giglio_Castello1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Giglio Castello ed il borgo medievale - affascinanti per la struttura imponente delle sue mura - appaiono ancora più suggestivi se si segue il percorso lungo i camminamenti tra le feritorie ed i torrioni. Un'altra valida alternativa è esplorarlo attraverso i vicoli stretti ed interrotti da scale e baschetti (le tipiche terrazze con gradini esterni alle abitazioni). Una passeggiata intorno all’abitato fortificato offre, a sua volta, una vista mozzafiato sulle isole di Giannutri, Corsica, Elba e su un bel tratto della costa continentale. Il caratteristico ingresso principale del borgo, a tre porte addossate a ciclopici massi di granito, testimonia ancora oggi i nobili tempi passati delle incursioni piratesche e le signorie dominanti, come mostra anche lo stemma mediceo sull’ultima arcata. Alla sommità del borgo, in Piazza XIII novembre si staglia l’imponente Rocca Pisana, mentre sul lato ovest, si erge la Chiesa di S. Pietro Apostolo, restaurata nel Settecento in tipico stile tardo-barocco.</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/63ZtA1PisG8">https://youtu.be/63ZtA1PisG8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 06:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Friuli Venezia Giulia: Grado Isola del Sole]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005B"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Grado in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/friuli/" target="_blank" class="imCssLink">Friuli Venezia Giulia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, dove si respira benessere e ci si immerge nella natura, è un suggestivo borgo di pescatori dalla storia millenaria, sviluppatosi in epoca romana come porto di Aquileia e trasformatosi negli anni in una vivace ed elegante cittadina turistica, Grado è oggi conosciuta come l’Isola del Sole e per la sua particolare storia, la Prima Venezia è la perla delle località marine del Friuli</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/gradocop.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’isola di Grado, immersa nell’azzurro dell’Alto Adriatico, da quasi 130 anni è spiaggia, sole e mare, ma ha il suo genius loci radicato tanto nei quartieri turistici di nuova realizzazione quanto nella sua storia millenaria, nella gente che vi abita con le sue tradizioni e memorie di imprese, nella sua stupefacente natura sospesa tra mare e cielo; in quell’incantevole entroterra dove lo sguardo spazia tra reperti archeologici testimoni dell’origine del Cristianesimo (Aquileia), castelli e antichi borghi abbracciati da colline ricamate da pregiati vigneti (Collio). Sono proprio le sue caratteristiche geografiche, ambientali (una laguna ampia ben 16.000 ettari) e turistiche a renderla unica e sorprendente, capace di soddisfare soggiorni pieni di energia e di benessere, giornate a contatto con la natura (le riserve naturali sono a portata di bici) o con le inestimabili testimonianze storiche di una regione (il Friuli Venezia Giulia) tutta da scoprire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/grado2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sospesa tra la terra e il mare, Grado sorge in mezzo alla più settentrionale delle lagune dell’Adriatico e vanta oltre 1600 anni di storia, tutt’ora visibile percorrendo calli e campielli dell’antico castrum romano. Insignita della Bandiera Blu da 28 anni consecutivi, la nostra Isola vanta un mare tra i più puliti d’Europa e oltre cinque chilometri di spiagge interamente rivolte a sud.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Conosciuta come“Isola del Sole”, con la sua sabbia morbida e finissima dalle proprietà anche curative e &nbsp;gli ingressi controllati, Grado è una spiaggia che vanta un record assoluto in Italia: l’assegnazione di 31 Bandiere blu consecutive (oltre alle 10 Bandiere verdi consecutive, promosse dai pediatri italiani), riconoscimento europeo che attesta la qualità e la sostenibilità dei servizi erogati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/grado3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Appartenente un tempo ai domini dell’Impero austro-ungarico, &nbsp;Grado fu molto amata dall’aristocrazia asburgica che, fin dall’Ottocento, raggiungeva l’Isola per i bagni e le pregiate Terme marine che ancora oggi coniugano salute e bellezza e sono il luogo ideale per ridare vigore al corpo e allo spirito.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da quando nell’Ottocento gli Asburgo, con nobili e mercanti, intellettuali e ricchi borghesi, scelsero come meta prediletta per trascorrere salutari vacanze l’isola a loro vicina, la spiaggia di Grado è diventata sinonimo di eleganza, comfort, vivibilità, organizzazione e rispetto per l’ambiente. Da allora, la spiaggia “imperiale” continua a soddisfare anche le richieste dei turisti più esigenti, grazie al continuo e attento aggiornamento dei servizi offerti e al rinnovamento delle attrezzature dagli standard elevati. Grazie a ben 10 km di spiagge esposte a Sud, il soggiorno in questa incantevole località balneare del Friuli Venezia Giulia consente di godersi i raggi del sole per l’intera giornata. Se si aggiungono poi, gli stabilimenti balneari raffinati ed accoglienti; le aree gioco omologate per i bimbi; l’essere “spiaggia amica degli animali”; le terme sempre aperte; un antico e incantevole centro storico tutto da visitare; una via dello shopping ricchissima di proposte; un’ampia offerta sportiva; una garonomia unica, tipica e gustosa; una laguna dagli scorci fantastici, è facile intuire come una vacanza a Grado assuma facilmente il tratto delle emozioni profonde e della piena soddisfazione. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/grado4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Grado è oggi una località di mare organizzata: spiagge d'eccellenza ottimamente attrezzate offrono relax e divertimento per adulti e per bambini. I bassi fondali rendono infatti il litorale gradese particolarmente adatto alle famiglie. Una efficiente rete di piste ciclabili permette piacevoli escursioni nell’entroterra.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Come arrivare</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In auto: </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Grado è raggiungibile comodamente in automobile percorrendo l'autostrada A4 Venezia-Trieste oppure l'autostrada A23 Tarvisio-Venezia, con uscita al casello di Palmanova (28 km da Grado) e proseguendo sulla strada regionale 352.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In Pulmann: </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Numerosi bus di linea collegano Grado con le principali città italiane ed estere; i collegamenti diretti per Grado sono disponibili da Gorizia, Udine, Trieste e Venezia.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In treno: </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La stazione ferroviaria più vicina si trova a Cervignano (a 17 km da Grado).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In aereo: </span><span class="fs14lh1-5 ff1">L'aeroporto più vicino è il Trieste Airport, situato a 20 km da Grado.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/uRM_XrAAvGg">https://youtu.be/uRM_XrAAvGg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 05:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FIRENZE e Area Fiorentina]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiunque intenda visitare la </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/toscana/" target="_blank" class="imCssLink">Toscana</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> non potrà che passare da Firenze: la città del giglio è uno scrigno di tesori artistici e centro di una fervida vitalità. Oltre all’eccezionale patrimonio d'arte, testimonianza della sua secolare civiltà, è possibile godersi Firenze passeggiando al tramonto lungo gli incantevoli lungarni, addentrandosi tra i vicoli bohémien dell’Oltrarno o perdendosi nelle stradine di San Niccolò, dove passeggiando lungo le antiche mura sembrerà di finire come per incanto in un’altra epoca. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il capoluogo è notoriamente un forziere di inestimabili tesori, che non si esauriscono nelle maestose opere rinascimentali, ma si respirano in tutti gli spazi museali, nei giardini, nelle piccole piazze, nelle mostre di arte contemporanea e nei numerosi festival che durante tutto l’anno animano la città. Tuffarsi negli Uffizi e nel Museo dell'Opera del Duomo è una delle esperienze più belle da vivere se si è appassionati d'arte e una passeggiata al Giadino di Boboli è una continua scoperta, tra fontane, sculture e viali alberati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/europe-1803501_1280.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Scoprire Firenze significa percorrere i passi che furono di Dante, (di cui quest'anno si celebrano i 700 anni dalla morte </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="http://www.italyfortourist.com/blog/?news--dante-online-il-portale-per-i-700-anni-dalla-morte" target="_blank" class="imCssLink">clicca qui</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">), &nbsp;e di trovarsi di fronte alla sua casa. Qui nel volgere di pochi secoli vissero Cimabue e Giotto, padri della pittura italiana; Arnolfo e Andrea Pisano, rinnovatori di architettura e scultura; Brunelleschi, Donatello e Masaccio, padri del Rinascimento; e poi ancora Ghiberti e i Della Robbia, Filippo Lippi e il Beato Angelico, Botticelli e Paolo Uccello, e geni universali come Leonardo e Michelangelo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/duomofirenze.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il cuore di Firenze</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Impossibile non rimanere ammaliati dal centro storico di Firenze. Gli occhi rimangono incantati di fronte alla maestosa Cattedrale di Santa Maria del Fiore, conosciuta comunemente come il Duomo. Al progetto hanno lavorato alcuni degli artisti e degli architetti più famosi di tutti i tempi, come Arnolfo di Cambio, Brunelleschi, Donatello e Lorenzo Ghiberti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nella stessa piazza del Duomo, si erge il Battistero di San Giovanni, dedicato al patrono della città. Le porte bronzee, che raffigurano la storia dell'umanità e della Redenzione, sono un tripudio di bellezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se non vi spaventano i quasi 400 scalini, potete poi salire sul Campanile di Giotto, la torre campanaria di Santa Maria del Fiore, per una vista dall’alto della piazza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/palazzo-17588_1280.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un altro simbolo della città è senza dubbio Palazzo Vecchio o Palazzo della Signoria, oggi sede dell’amministrazione comunale. Le sale affrescate, la torre di Arnolfo, i cortili e gli stemmi vi condurranno in un tempo lontano e vi racconteranno avvincenti storie di politici, intrighi, leggende e pittori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Proseguendo la passeggiata verso il fiume Arno, ci troviamo ad attraversare in tutto il suo splendore Ponte Vecchio, uno dei più antichi di Firenze. La particolarità del ponte è quella di ospitare sui suoi lati botteghe di orafi e artigiani di pietre preziose.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/santa-maria-novella-1081775_1280.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I musei e le opere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le logge, le piazze, le chiese e perfino le strade di Firenze sono costellate delle opere dei grandi artisti del passato, ma il modo migliore per scoprirle è visitare i musei unici al mondo ospitati nel centro cittadino. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La straordinaria collezione della Galleria degli Uffizi, ad esempio, offre la possibilità di ammirare da vicino alcuni dei capolavori più amati di sempre, come la Nascita di Venere e la Primavera di Botticelli, il Tondo Doni di Michelangelo o lo Scudo con testa di Medusa di Caravaggio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Galleria Palatina, a Palazzo Pitti, che raccoglie le pitture dei "secoli d'oro", merita una visita anche per le cornici e gli esuberanti arredi. Da non perdere è il Bargello, con le sculture di Donatello, di Luca della Robbia, del Verrocchio, di Michelangelo, del Cellini, per la maggior parte provenienti dalla raccolta mediceo-granducale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se il Museo di San Marco propone le opere dell'Angelico, la Galleria dell’Accademia vi lascerà senza fiato per la sua ricca e variegata collezione di sculture e gessi, incoronata dal David di Michelangelo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo stesso artista ha lasciato la sua firma anche nel complesso delle Cappelle Medicee, situate in una parte della Cattedrale di San Lorenzo; mentre a pochi passi dall’imponente cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore progettata da Brunelleschi, ci si può addentrare nel Museo di Leonardo da Vinci per conoscere alcune curiose ricostruzioni di macchine illustrate dal Genio nei diversi Codici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponte-vecchio-2921511_1280.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando vi sentirete stanchi di vedere musei e gallerie d'arte, recatevi all' aperto e scoprirete che a Firenze è bello anche solo passeggiare per le belle strade del centro storico. Camminate fino a raggiungere l' Arno, soffermatevi sul romantico Ponte Vecchio e continuate fino all' Oltrarno, la parte più "nuova" di Firenze. Trascorrete una giornata ai giardini di Boboli oppure salite sopra la collina alle spalle di piazzale Michelangelo e raggiungete la Chiesa di San Miniato al Monte per godere di un' incredibile vista su Firenze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/shopfirenze.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le vie dello shopping</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Muoversi nel fortunato fazzoletto del centro storico, significa immergersi oltre che nel mondo dell’arte in quello del fashion: il centro storico di Firenze (Patrimonio dell’Umanità sin dal 1982) è infatti costellato di uno straordinario ventaglio di boutique di tutte le firme più importanti, essendo la città gigliata un punto di riferimento internazionale dell’alta moda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per una sosta originale, potete dirigervi verso le Officine del profumo Santa Maria Novella, ritenuta la farmacia più antica di tutta Europa, al cui interno sono custoditi vasi e alambicchi di ceramica di Montelupo Fiorentino, delle manifatture Richard-Ginori e Chini.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E quando ne avrete abbastanza dei vicoli affollati sarà giunto il momento di lasciarvi alle spalle il centro e dopo una corroborante ascesa liberare lo sguardo da Piazzale Michelangelo o da San Miniato al Monte, da cui potrete godere uno dei panorami più suggestivi di tutta Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/piazzalemichelangelo.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Area Fiorentina</b></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulle tracce dei grandiosi lasciti del passato, in questo viaggio circolare, è impossibile non passare per Vaglia e il suo Parco Mediceo di Pratolino (uno dei giardini all’inglese più belli della Toscana), così come per Lastra a Signa, in cui spiccano Villa Bellosguardo e il museo a Enrico Caruso. Visitate anche Figline e Incisa, zona che ha affascinato artisti e poeti e infine non tralasciate Calenzano e Pontassieve.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">È questo un territorio anche di una natura che sa perfettamente convivere con le opere dell’uomo. Destinazione di chi ama la pace e il riposo è sicuramente Vallombrosa, i boschi di Reggello meta di tutti i Fiorentini in cerca di refrigerio nella stagione estiva. Gli alberi secolari di questa foresta si avvicendano per accogliere, dopo una piacevole passeggiata, la sontuosa e nota Abbazia. Altrettanto da apprezzare i paesaggi collinari di Rufina, terra di vigneti; la collina di Fiesole, che, appena sopra Firenze, conserva un magnifico teatro di epoca romana; o di Londa, con il suo lago nel verde.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/slkjoRPGt5M">https://youtu.be/slkjoRPGt5M</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 06:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani Basilicata: Rotonda (Potenza)]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Basilicata"><![CDATA[Basilicata]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tante casine, una appiccicata all’altra in capo ad una collina che domina sul territorio circostante verde e immenso della Basilicata. Siamo a Rotonda, &nbsp;in provincia di Potenza, al confine con la Calabria e stiamo parlando del comune di Rotonda, sede del Parco nazionale del Pollino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il toponimo, secondo il geografo Leandro Alberti, deriva dalla disposizione delle case attorno al castello, oggi rudere, situato su di una collina che lo rendeva simile ad un unico blocco rotondo. Rotonda vanta diversi luoghi d’interesse storico e riconoscimenti artistici come ad esempio la scuola di maestri scalpellini, tradizione di cui si può avere una prima documentazione testimoniata dal portale del santuario della Madonna della Consolazione risalente già al 1574.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/VistaRotonda2.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa fare a Rotonda</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Borgo presenta diverse soluzioni d’intrattenimento nonché percorsi turistici e sportivi e un’interessante elenco di tipicità gastronomiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Parco Nazionale del Pollino la fa da padrone in termini di percorsi naturalistici adatti agli amanti dello sport e della natura. Con i suoi 192.000 ettari è oggi il parco più grande d’Italia e le varietà arboree che vi si trovano sono veramente degne di nota.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un esempio? raggiungete la Serra di Crispo, soprannominata il “Giardino degli dei” e vi troverete il rarissimo pino loricato, albero simbolo del parco. Pensate che il “Patriarca”, così viene chiamato, è il pino più antico perchè ha più di 900 anni! Ai piedi della Serra del Crispo troverete il Lago della Duglia, un laghetto di montagna a 1375 metri di quota e le gole del Raganello, uno spettacolare canyon creato dal fiume che si fa strada tra le montagne. E ancora la Grotta del Romito con i suoi graffiti preistorici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/VistaRotonda4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi ama il trekking, ci sono molti sentieri che partono dai paesi della zona (Rotonda, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Viggianello o Terranova di Pollino)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando arriva l’inverno, Rotonda e i comuni vicini si coprono di bianco per la neve caduta e anche gli amanti dello sci di fondo e delle ciaspole possono così scegliere uno dei tre tracciati sopra i 1500 metri s.l.m. che partono dai comuni di Terranova, Viaggianello e Rotonda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Canyon, cascate e piscine naturali sono a disposizione degli amanti del torrentismo, grazie alle acque del torrente Raganello. Partendo da Viggianello, si può fare rafting, altrimenti per i più intrepidi vi consigliamo un volo mozzafiato dalle vette di San Costantino Albanese su di un deltaplano. Il parco Nazionale del Pollino dispone inoltre di pareti per arrampicata, ferrate, sentieri da percorrere a cavallo o in mountain bike e siti adatti alla speleologia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Eventi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/VistaRotonda5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da maggio a settembre, per assistere ai riti arborei. A Rotonda in particolare, si celebra il matrimonio degli alberi, il cui rito affonda le radici nell'ancestrale mitologia celtica!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Benché differente da paese a paese, il rito quasi ovunque prevede il taglio di un albero del bosco, il cui tronco viene trascinato in paese da coppie di buoi. Nella piazza principale del paese, il tronco viene unito alla cima di un altro albero, celebrando così il “matrimonio tra gli alberi”. La cima, considerata la parte femminile, simbolo di fertilità e il tronco, che rappresenta il vigore maschile, formano così un altissimo totem su cui, al termine della cerimonia, si arrampicano i più coraggiosi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/rotondacentrostorico.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quello di Rotonda è probabilmente il matrimonio tra gli alberi il cui rituale rispetta in maniera più fedele l’antico rito celtico. La festa prende il nome di “L'a pitu e La rocca” e prevede il matrimonio tra un enorme faggio (L’a pitu) e un piccolo abete (La rocca). A guidare il gruppo di uomini che dovrà salire in montagna per abbattere il faggio e ripulirlo dalle fronde c’è il cosiddetto “capurale del faggio”, figura tradizionale di questa festività. Una curiosità: in passato, i fedeli gravati da malattie erano soliti camminare sul tronco per chiedere una grazia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">GIUGNO </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Festa patronale di Sant'Antonio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Festa dell'Albero. L’a’ pitu e la rocca di Rotonda</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">AGOSTO </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sagra della melanzana rossa e dei fagioli bianchi di Rotonda</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">NOVEMBRE</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Festa di fine raccolto</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Prodotti tipici</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'economia di Rotonda si basa principalmente sul turismo, legato al Parco nazionale del Pollino, ma l'agricoltura molto fiorente e con prodotti di alta qualità è sicuramente un punto fermo di questa parte della Basilicata. I vari riconoscimenti dei prodotti tipici di Rotonda come la Melanzana Rossa o il Fagiolo poverello, contribuiscono alla crescita dell'economia del piccolo centro, riscuotendo un certo successo sui turisti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ecco l’elenco dei tipici di Rotonda</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><a href="http://www.madeinitalyshopclub.com/magazinemadeinitaly/blog/?melanzana-rossa-di-rotonda " target="_blank" class="imCssLink">Melanzana rossa (Solanum aethiopicum), che ha ottenuto il riconoscimento della DOP, è una pianta conosciuta solo a Rotonda.</a> (clicca sul link per conoscerla)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fagiolo poverello (Phaseolus vulgaris), che ha ottenuto il riconoscimento della DOP.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pomodoro costoluto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Olio extravergine di oliva (miglior extravergine d'oliva della Basilicata nel 2005).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Paddraccio, formaggio prodotto con latte ovino e caprino, prodotto agroalimentare tradizionale della Basilicata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Rotonda è anche un paese da record, l'ultimo dei quali è entrato a far parte del libro dei Guinness dei primati del 2010, ovvero il bue più alto del mondo. Il nome di questo fantastico bue, di razza chianina, è "Fiorino" che misura ben 2 metri e 3 centimetri, un vero gigante della sua specie. L'animale viene utilizzato per le manifestazioni religiose come la festa patronale di Sant'Antonio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma altri record, non certificati, sono stati superati a Rotonda, come il panino più lungo e la salsiccia più lunga. Agli inizi degli anni novanta, si era tentato il record del panino imbottito di frittata più lungo del mondo, che misurava 500 metri. Nel 2006, durante i festeggiamenti di carnevale, si è tentato di battere il record della salsiccia più lunga del mondo, detenuto dal comune di Assemini che misurava 1008 metri. L'impresa non è riuscita, ma la salsiccia alla fine misurava 568 metri, una misura comunque da record. L'impresa, organizzata dalla Pro Loco cittadina, ha richiesto 7 quintali di carne che una volta arrostita è stata degustata dai rotondesi e dal resto dei presenti, giunti a Rotonda, in numero davvero considerevole. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video:</span></div><br></div><a href="https://youtu.be/kdSch31o60k">https://youtu.be/kdSch31o60k</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 05:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Cingoli - Il Balcone delle Marche]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Marche"><![CDATA[Marche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006A"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Grazie alla sua posizione panoramica sul territorio marchigiano, Cingoli è denominato il "Balcone delle Marche" e rientra tra i Borghi più belli d'Italia. Una vasta terrazza da cui è possibile godere della vista di gran parte del territorio marchigiano, con la cornice naturale del mar Adriatico e del monte Conero. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipost8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il territorio comunale di Cingoli è molto esteso, caratterizzato da un ricco patrimonio naturalistico e storico-architettonico. Suggestive per gli amanti della natura sono le passeggiate, possibili sia a piedi che in bicicletta nei boschi che attorniano Cingoli ognuno con qualche leggenda o eco del passato a renderlo più affascinante. Qualche esempio? Il percorso di Tassinete, oppure quello del Monte Nero, oppure quello per raggiungere la grotta di Santa Sperandia, e ancora, il percorso che porta al Cristo delle Marche. </span></div><div><br><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipost9.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ma andiamo con ordine. Il percorso di Tassinete prevede la percorrenza di una zona forestale di grande importanza per la presenza del Tasso o Taxus baccata, una conifera ormai molto rara a causa della deforestazione. Tanti e antichi alberi di Tasso tutti insieme sono difficili da trovare e qui ve ne è anche uno “monumentale” della circonferenza di quasi cinque metri la cui età è stimata tra i 900 e i 1000 anni. Proprio per la loro longevità infatti vengono anche chiamati “Alberi dell’Eternità”. Il Tasso non finirà mai di stupirvi perché se da un lato gli si attribuisce longevità, dall’altro è anche chiamato “Albero della Morte” dato che la sua corteccia, le bacche e le foglie contengono toxina, una sostanza mortale. La leggenda narra che fu una freccia di tasso quella che colpì a morte Re Riccardo, Cuor di Leone.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipost4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il percorso del Monte Nero conduce all’antico eremo silvestrino presso il Lago di Castreccioni o lago di Cingoli, qui si può ammirare il ponte dell’Intagliata. Il ponte, di origine medioevale, si trova in condizioni fatiscenti ma dona al visitatore una visione affascinante di luogo perso nel tempo. Ormai incastrato tra la vegetazione, il ponte dell’Intagliata faceva probabilmente parte di un sistema fortificato ma quello che lo rende ancora più affascinante sono “le cascatelle di Cingoli”. Il fiume Musone, infatti, in questo tratto passo sotto gli archi del ponte effettuando alcuni salti di pochi metri e generando delle piccole cascate, da qui “le cascatelle”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipost3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Altro interessante percorso è quello che vi permette di raggiungere il Santuario di Santa Sperandia, che risale al XIII secolo e al cui interno si trova il corpo della santa, patrona di Cingoli, nata a Gubbio ma vissuta e morta a Cingoli nel 1276. La storia ricorda il Miracolo delle Ciliegie: nel mese di gennaio la santa aveva chiamato alcuni muratori per il restauro e l'ampliamento del monastero. Preparò loro da mangiare e a fine pasto chiese loro se avessero avuto bisogno di qualcos'altro. I muratori, presi da spirito goliardico, risposero che avrebbero gradito delle ciliegie fresche. La santa, dopo aver fatto ricorso alla preghiera, vide apparirgli un angelo in atto di porgerle un cesto di ciliegie. Santa Sperandia le portò ai muratori, i quali sbalorditi per il prodigio, si gettarono ai suoi piedi, chiedendole perdono per l'insulsa ed irriverente beffa. Per raggiungere la grotta che fece da rifugio a Sperandia, bisogna scendere ben 430 gradini. Lungo il percorso incontrerai l’acqua di Santa Sperandia, ossia una piccola buca scavata nella roccia che rimane sempre piena anche nei periodi di siccità. La tradizione vuole che si sia formata per essere utilizzata da Santa Sperandia. Questo percorso, risale e si ricongiunge con il sentiero principale che porta proprio all’Eremo di Santa Sperandia. Percorrendo i 430 gradini effettuerete il percorso ad anello che vi porterà al punto di partenza ossia all’Eremo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/cristo-delle-marche-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Infine consigliamo di raggiungere il Cristo delle Marche ad Avenale di Cingoli. Raggiungendo la località Avenale, troverete l’indicazione per il Cristo delle Marche. Da qui salirete per una strada sterrata e dopo 5 chilometri circa arriverete ad un altopiano. Sulla sinistra una strada sterrata, indica Domus Bonfili, proseguite per circa 2 chilometri. Raggiunta Domus Bonfili girate attorno alla casa e resterete esterrefatti dal panorama che vi si aprirà davanti agli occhi e lì ad aspettarvi troverete il Cristo delle Marche. La statua è alta 2.70 mt ed è scolpita in pietra di granito nero africano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ovviamente Cingoli non è soltanto natura ma anche arte e cultura. Il centro si caratterizza per il susseguirsi di palazzi nobiliari dai colori caldi degli intonaci e dai portali rinascimentali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipost1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Numerose sono le chiese da visitare: la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, la Chiesa barocca di San Filippo Neri, la Chiesa di San Niccolò e la Chiesa di San Domenico, che custodisce la grande tela della Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto. Fra gli edifici di architettura civile si segnalano il Palazzo Municipale, Palazzo Conti, Palazzo Puccetti e Palazzo Castiglioni, nel quale nacque papa Pio VIII. Da non perdere la visita al Museo Archeologico, che conserva le testimonianze del vicino sito di Moscosi, risalente all’età del Bronzo, e alla Pinacoteca Comunale "D. Stefanucci". </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipost6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Fuori dalle mura cittadine sorgono la Collegiata di Sant’Esuperanzio, dalla bella facciata romanica, nel cui interno sono conservate numerose opere d’arte. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Non perdetevi neanche la deliziosa cucina tipica locale come la parmigiana di cardi, che qui si chiamano gobbi, le tagliatelle al sugo di cinghiale, i calcioni, la pizza di formaggio, e tra i dolci le ciambelle, i cavallucci e il celebre Serpe</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/cingolipos8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Oppure, se preferite, potete anche organizzare la vostra visita in base agli eventi più significativi che hanno luogo a Cingoli nel corso dell'anno. Ricordiamo: la ”9 Fossi” Gran Fondo di Mountain bike a carattere Nazionale (aprile), la rievocazione storica "Cingoli 1848" (luglio), l'Esposizione Nazionale Canina (luglio), e i Mercatini serali con artigianato e piccolo antiquariato (luglio e agosto).</span></div><br></div><a href="https://youtu.be/eWjBV1SJF28">https://youtu.be/eWjBV1SJF28</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 05:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Parco Castelli Romani ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000053"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Comunità del Parco è l'assemblea composta da tutti i Sindaci dei Comuni che hanno almeno una parte del loro territorio nel Parco, dalla XI Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini e dalla Città metropolitana di Roma Capitale. In particolare parliamo in un territorio che comprende Albano Laziale, Comune di Ariccia, Comune di Castel Gandolfo, Comune di Frascati, Comune di Genzano di Roma, Comune di Grottaferrata, Comune di Lanuvio, Comune di Lariano, Comune di Marino, Comune di Monte Compatri, Comune di Monte Porzio Catone, Comune di Nemi, Comune di Rocca di Papa, Comune di Rocca Priora, e il Comune di Velletri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/parcocastelliromani2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dall’unione di questi 15 comuni e dalla volontà dei suoi abitanti, il Parco dei Castelli Romani fu istituito, con la Legge Regionale n. 2 del 13 gennaio 1984 allo scopo di tutelare l’integrità delle caratteristiche naturali e culturali dei quindici Comuni che occupano l’antico Vulcano Laziale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ad oggi presenta una variegata offerta turistico/ricreativa che abbraccia varie tematiche e luoghi di interesse paesaggistico, naturalistico, storico/archeologico e architettonico. All’interno del parco è infatti possibile intraprendere di diversi percorsi, lunghe passeggiate, per godere dei profumi della natura o della fioritura delle orchidee o per percorrere strade dalla storia millenaria. Il parco gode della presenza di due laghi, quello di Nemi e di Albano. Vi troverete a percorre la via Francigena del sud mentre sulle coste dell’Albano apprezzerete sulle coste i colori dell’autunno, e il rosso delle foglie dei castagni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/parcocastelliromani4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago di Nemi inoltre ha nascosto nella profondità delle sue acque due navi romane appartenute a Caligola e il borgo di Nemi è anche il paese delle fragoline di bosco la cui sagra si svolge la prima settimana di giugno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Collegati al parco i tantissimi musei presenti nei vari comuni facenti parte del parco, per fare un esempio, le navi ritrovate nel lago di Nemi sono adesso custodite proprio all’interno del museo di Nemi, il Museo delle Navi Romane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/parcocastelliromani5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E ancora, non possiamo non citare nell’immensa offerta del Parco, la possibilità di ammirare le Ville Tuscolane, presenti nell’area dei comuni di Frascati e Monte Porzio Catone, e dei suoi importanti giardini all’italiana. Villa Aldobrandini, Villa Falconieri, Villa Torlonia, Villa Grazioli, Villa Rufinella, Villa Mondragone solo per citarne alcune. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/parcocastelliromani6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La vicinanza con la Roma papale ha contribuito alla costruzione di queste bellissime opere architettoniche nonché dimore storiche cinquecentesche. Dal Neolitico fino alla modernità dei murales di Rocca di Papa il Parco Castelli Romani accontenta il visitatore più esigente, divertitevi quindi a trovare il percorso più adatto a voi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il &nbsp;Bellissimo Video del Parco</span></div><br></div><a href="https://youtu.be/3zsNdH4BcV0">https://youtu.be/3zsNdH4BcV0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 06:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Portobuffolè (Veneto) ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Portobuffolé è un comune italiano di 755 abitanti della provincia di Treviso in Veneto, il più piccolo paese della provincia in termini sia di popolazione che di superficie. Il comune è stato inserito nel club de I Borghi più belli d'Italia. </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>(In fondo alla pagina potrai vedere il bellissimo video)</b></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffole1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Controverse le origini di Portobuffolè. Prima della sua nascita, sulla sinistra del Livenza, esisteva un umile villaggio di pescatori, agricoltori e pastori, la cui origine si fa risalire al terzo secolo avanti Cristo, chiamato Septimum de Liquentia. Septimum perchè distante sette miglia dall'antica città di Oderzo (Opitergium). La storia locale cristiana ricorda Septimum tra il 620 e il 700 d.C. in occasione della traslazione del corpo di S. Tiziano da Oderzo a Ceneda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Più tardi, in un documento del 997, apparve invece il termine "castello".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In quell'anno venne stipulato un contratto d'affitto tra il Vescovo di Ceneda Sicardo e il Doge di Venezia Pietro Orseolo II°. Su questo documento si legge: "... castro et portu... in loco Septimo... Castello e porto (fluviale) in località Settimo... ". In un altro documento: "... Castellarium Portus Buvoledi... " da cui si ebbe Portusbufoledi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffole2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo un periodo di probabile dominio carrarese, il castello di Portobuffolè passò al patriarcato di Aquileia. Nell'agosto 908, l'imperatore Berengario, su preghiera della moglie Bersilia, donò il castello al vescovo di Ceneda Ripalto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si avvicendarono altri feudatari. Nel 1166 Portobuffolè passò a Treviso, per ritornare nel 1242 ancora a Ceneda. Gerardo de' Castelli, istigato dai trevigiani, distrusse il castello, che fu ripreso e restaurato di nuovo dal vescovo di Ceneda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Infine Tolberto da Camino, marito della famosa Gaia, figlia del "... buon Gherardo... ", immortalata da Dante nel XVI canto del Purgatorio, divenne signore di Portobuffolè il 2 ottobre 1307.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Samaritana da Rimini, seconda moglie di Tolberto, sentendosi minacciata, dopo la morte del marito, dai parenti Rizzardo e Gerardo da Camino, temendo anche per la vita del giovane figlio Biancoino, raggiunse Venezia e chiese protezione al doge Dandolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Samaritana, con l'appoggio dei veneziani, potè rientrare nel castello solo nel 1336. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffole3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>DOMINIO VENETO</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il 4 aprile 1339 Portobuffolè, con decreto del senato Veneto e con delibera del Maggior Consiglio di Treviso, passò a Venezia. Ottenne un Consiglio Civico, un Consiglio Popolare e l'ordine dei nobili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Più tardi i Genovesi obbligarono i Veneziani a cedere la Marca trevigiana all'arciduca d'Austria, che la vendette a Francesco di Carrara. Una rivolta popolare riportò Portobuffolè, ancora una volta, a Venezia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo una breve parentesi di dominazione turca, Portobuffolè conobbe, sotto il dominio veneto, un periodo di grande splendore. La Repubblica Veneta concesse il titolo di Città, lo stemma gentilizio ed un podestà, che rimaneva in carica solo 16 mesi, con ampie mansioni politico-amministrative.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Portobuffolè divenne capoluogo di mandamento, sede di avvocati, notai, architetti ed artigiani, importante ed attivo centro commerciale e culturale.</span></div><div> </div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>DOMINIO FRANCESE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1797 Portobuffolè passò sotto il dominio francese. Ebbe un tribunale civile e criminale di prima istanza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con decreto del governo francese del 5 maggio 1797 la sua giurisdizione si allargò a Mansuè, Fossabiuba, Baite, Basalghelle, Cornarè, Rigole, Vallonto, Lutrano, Villalonga, Saccon di Lia, Camino, Stala di Oderzo, Levada, Fraine, Colfrancui, Campagnola, Burniola, Roverbasso, Campomolino e Codognè.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con la pace di Campoformido, il Veneto passò all'Austria e per Portobuffolè iniziò il declino. Perdette infatti il tribunale di prima istanza ed il Municipio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1807 cessò di essere anche distretto e nel 1816 la frazione di Settimo passò al comune di Brugnera fino al 1826.</span></div><div> </div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>EPOCA MODERNA</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Portobuffolè diede il proprio contributo per l'Unità d'Italia: alcuni giovani infatti andarono in Piemonte come volontari. Il 15 luglio 1866, tra l'entusiasmo popolare, entrò nella cittadina il primo drappello di soldati italiani. Anche nella Grande Guerra 1915/18 soffrì lutti e nel dopo guerra sopportò la crisi economica e l'emigrazione. Dignitoso fu l'atteggiamento della popolazione durante il periodo fascista. Nel secondo conflitto mondiale 1940/45 sopportò pesanti lutti e nuove emigrazioni oltre Oceano. Pian piano il paese risorse e divenne ben presto patria del mobile, grazie all'intelligenza e la tenace volontà della popolazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1965/66 due alluvioni sommersero il paese in un mare di fango, distruggendo il lavoro e le speranze di tanti anni di sacrificio. Lentamente venne la ripresa. Anche se, a malincuore, molte famiglie si allontanarono ed alcune industrie dovettero essere ricostruite in comuni limitrofi.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffole4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Si entra nel centro storico dalla Porta Trevisana, distrutta nel 1918, e subito si presenta la piccola e raffinata Piazza Beccaro, circondata da palazzi dalle importanti facciate, alcune delle quali affrescate. Da questa piazza si arriva alla splendida dimora trecentesca di Gaia da Camino, nobildonna colta e affascinante immortalata da Dante nel sedicesimo canto del Purgatorio. All'interno del palazzo si possono ammirare affreschi del XIV secolo che ritraggono guerrieri e personaggi del tardo medioevo e il Museo del ciclismo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Fu con il dominio veneziano che la città conobbe il periodo di maggior splendore diventando un importante scalo fluviale. La Serenissima concesse a Portobuffolè il titolo di Città, lo stemma gentilizio e un podestà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nell'incantevole centro storico, oltre alla casa-museo di Gaia da Camino, sono da ammirare la Dogana, il Monte di Pietà, la Loggia comunale, rifacimento del fondaco gotico, e il Duomo, che prima di diventare chiesa cristiana era una sinagoga ebraica. Al suo interno è conservato un crocefisso ligneo del '400 di scuola tedesca e uno splendido organo della casa Callido di Venezia con 472 canne di zinco e stagno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le vie, le piazze e i suggestivi angoli di Portobuffolè tornano una volta ogni due anni al loro splendore medievale in occasione della rievocazione storica "Portobuffolè, XIII Secolo" (l'ultimo sabato di giugno). Una festa molto suggestiva con oltre trecento figuranti in costume d'epoca.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffole5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Dalla piazza si arriva in breve a casa Gaia, una splendida dimora del trecento in cui visse fino alla morte, avvenuta nel 1311, la celebre e discussa Gaia da Camino. Fu lei a trasformare quella che era una casa torre in una piccola reggia. La facciata è ingentilita da bifore arricchite di colonnine sottili ed eleganti con capitelli a fior di loto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli affreschi conservati al primo piano raccontano un’atmosfera cortese che, tra una guerra e l’altra, regalava un po’ di serenità alla piccola corte affacciata sul placido Livenza. I canti dei trovatori e dei menestrelli, apprezzati da Gaia che si dilettava di poesia provenzale, sembrano risuonare in queste stanze dipinte. Dai muri interni di Casa Gaia occhieggiano i rappresentanti della cultura, un principino accompagnato dal servo, curvo sotto il peso di un librone, sei giovani guerrieri rivestiti di un’armatura finemente ricamata. Si nota anche un castello, forse proprio quello di Portobuffolè, e c’è chi sostiene che i due personaggi appena abbozzati siano i padroni di casa, Tolberto e Gaia. Al secondo piano appaiono città fortificate, ponti levatoi, torri e palazzi, paggi in conversazione: quanto basta a rinvigorire il nostro immaginario medievale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffolecop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La torre Comunale del X sec. è l’ultima che resta delle sette antiche torri del castello. è alta 28 m. e costruita in laterizio. Sull’orologio si trovava il buco dal quale i condannati erano calati nella sottostante prigione. La casa ai piedi della torre era un tempo il palazzo del Governo e reca ancora la scritta, tra due finestrini ovali: “fatta dalle fondamenta il 9 marzo 1187”. Sopra la porta del Monte di Pietà, fondato nel ‘500 dai Veneziani, vi è un raro esempio di “leon in moeca”, dall’aspetto terrificante che veniva rappresentato in tempo di guerra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Leone di San Marco domina anche in piazza Maggiore: qui vi erano gli uffici pubblici e risiedevano le famiglie più importanti. La casa Comunale ha un’ampia loggia ed eleganti finestre a sesto ovale. L’ampio salone, detto “Fontego”, era usato come deposito di cereali e sale che venivano smistati in varie parti del Veneto. Reca in facciata iscrizioni e stemmi cinquecenteschi dei podestà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Prima di diventare chiesa cristiana, il Duomo era una sinagoga ebraica. Consacrato nel 1559 e restaurato più volte all’interno e all’esterno, contiene un crocefisso ligneo del ’400 di scuola tedesca, un pregiato altare ligneo in radica rossa opera di un artista locale (1983) e uno splendido organo della casa Callido di Venezia con 472 canne di zinco e stagno, costato nel 1780 la bella cifra di oltre 4000 lire oro venete. Nei lavori di restauro dell’ex casa dell’Arcisinagogo, accanto al Duomo, è apparsa una pietra con il candelabro ebraico a sette braccia e alcune lettere dell’alfabeto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Dalla piazza si arriva al “Toresin” e a Porta Friuli, dove campeggia, sopra l’arco esterno, un Leone di San Marco che inneggia ai “diritti e doveri dell’uomo e del cittadino”, segno evidente del passaggio della Rivoluzione Francese. Il Ponte Friuli, costruito nel 1780 in pietra cotta, in sostituzione del ponte levatoio in legno, è a due grandi arcate e fiancheggiato da sei eleganti poggioli. Qui sotto scorreva il Livenza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Fuori del borgo, sono da vedere la chiesa di San Rocco con la Madonna della Seggiola, una scultura lignea del 1524; palazzo Giustinian, costruito nel 1695 dalla nobile famiglia veneta Cellini e poi passato ai Giustinian; l’oratorio di Santa Teresa, edificato dai Cellini, ricco di stucchi e affreschi; la chiesa dei Servi, consacrata nel 1505.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/portobuffole6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Percorsi ciclistici lungo il Prà dei Gai, pesca e canoa sul fiume Livenza. Il Prà dei Gai è il bacino naturale del fiume Livenza in caso di piena, e una grande oasi di verde quando non è inondato. Quando le acque del Livenza tornano lentamente nell’alveo, lasciano uno spessore di limo che rende fertile il terreno. Dal latte delle pecore e delle capre che vi pascolavano, fino a poco tempo fa si otteneva un pregiato formaggio chiamato “Gai”. Oggi è il posto adatto per una bella scampagnata (tradizionale quella 25 aprile, festa del patrono). Da Portobuffolè si possono raggiungere i luoghi più interessanti della Marca Trevigiana, tra i fiumi Piave e Livenza, come Oderzo e Motta di Livenza. Molte, in questo territorio, le occasioni gastronomiche.</span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/cD3t6ExX8q0">https://youtu.be/cD3t6ExX8q0</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 06:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il turismo riparte dai borghi italiani]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000095"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I borghi presenti nella penisola sono davvero numerosi e, nonostante le dimensioni ridotte rispetto ai centri cittadini, hanno tantissimo da offrire: cultura, tradizione, panorami naturali mozzafiato, arte, storia, tanti monumenti da visitare, nonché una cucina ricca e originale. Questi appena elencati sono alcuni dei motivi che hanno spinto tanti italiani a scegliere il borgo come mèta delle loro vacanze estive, facendo ripartire il turismo italiano, ma non sono gli unici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/rinaseorghi1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La rinascita del turismo è iniziata con le riaperture post lockdown, a partire da maggio 2020, anche se si è trattata di una ripresa lenta, che ancora oggi fatica a ripartire del tutto. Ad aver visto un forte incremento di prenotazioni a quanto pare sono stati i borghi italiani, che in effetti, durante l’estate 2021, hanno potuto vedere numerose richieste, soprattutto da parte di famiglie italiane. Queste ultime infatti hanno optato per visitare piccoli luoghi presenti nella penisola, &nbsp;in vista di una maggiore sicurezza.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/rinaseorghi2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La ripartenza del turismo italiano e le numerose prenotazioni all’interno di piccoli borghi sono dovute a una serie di motivazioni diverse. In primis, la possibilità di passare una vacanza in un territorio poco affollato, che può essere anche un vantaggio in un periodo in cui il Coronavirus è ancora presente, ma non solo. La struttura del borgo può anche garantire di passare dei giorni in totale relax, a contatto con una realtà naturale e distante dallo stress cittadino o comunque lontano dalla vita abitudinaria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un altro motivo che ha spinto tante famiglie italiane a scegliere il borgo come luogo in cui passare le vacanze è il fatto di poter vedere panorami naturali differenti, che possono essere montuosi, marini, collinari o pianeggianti e che magari garantiscono anche esperienze uniche, come passeggiate nei boschi o lo svolgimento di attività sportive particolari. In più, l’emergenza Covid ha spinto sempre più individui a soddisfare il proprio bisogno di stare all’aria aperta, soprattutto dopo lunghi mesi trascorsi in casa per via del lockdown.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/rinaseorghi3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Grazie alla ricchezza culturale e paesaggistica che ogni borgo è in grado di offrire, si può quindi affermare che se si volesse organizzare una vacanza, la mèta in questione sarebbe sicuramente una buona scelta.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 06:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Musei a Mantova: PALAZZO TE]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000098"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Palazzo Te si trova aMantova in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/lombardia/" target="_blank" class="imCssLink">Lombardia</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, e fu costruito tra il 1524 e il 1534, per volontà di Francesco Gonzaga. Oggi, l'intero complesso è sede del museo civico, e dal 1990, luogo in cui si tengono importanti mostre d'arte antica, moderna e di architettura. Il suo particolare nome è il risultato dell'abbreviazione di "Tejeto", la terza di tre isole, che si trovavano nei pressi di Mantova nel XV secolo, e sede scelta per la costruzione del palazzo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/palazzote1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Palazzo Te è caratterizzato dalle insolite proporzioni della sua forma quadrata: si presenta largo e basso, con l'altezza che si sviluppa in un solo piano, ed è circa un quarto della lunghezza. Il grande cortile centrale presenta quattro entrate, le cui più importanti sono: quella a nord-ovest, l'apertura di ingresso è un vestibolo quadrato, con quattro colonne che lo suddividono in tre navate; a sud-est c'è l'entrata principale, la cosiddetta Loggia Grande, all'esterno composta da tre grandi arcate su colonne binate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/palazzote2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pare che anche la facciata del Palazzo sia stata "colorata" in passato, e che il tutto si sia sbiadito a causa del tempo. Restano invece intatti e bellissimi gli affreschi che adornano le undici sale del Palazzo, arricchite da tendaggi e applicazioni di cuoio dorate e argentate, porte di legni intarsiati, bronzi e caminetti costruiti con l'ausilio di marmi pregiati. Ecco un piccolo excursus delle sale più importanti, utile alla visita:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Sala dei Giganti:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> è completamente ricoperta dall'affresco rappresentante la caduta dei Giganti, dipinto tra il 1532 e il 1535. L'opera rappresenta i giganti intenti a cercare di salire sul Monte Olimpo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/palazotecavalli.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Sala dei Cavalli:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> ambiente dedicato alle feste da ballo, è caratterizzata dalla presenza di sei ritratti a grandezza naturale, raffiguranti altrettanti cavalli, i preferiti dei Gonzaga. Anche in questa sala ampio spazio è dato alla mitogia greca, con figure di divinità che spuntano da dentro delle nicchie. Il simbolo del duca è ripreso all'interno del disegno del pavimento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/amorepsichepalazzote.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Sala di Amore è Psiche:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> era la stanza da pranzo del duca, ed è interamente affrescata con scene tratte dalla storia dei due amanti. A completare l'atmosfera, vari amori divini raffigurati sopra il caminetto, ed episodi della storia di Venere e Marte su altre due pareti. Questa stanza era il simbolo dell'amore del duca per Isabella Boschetti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Sala delle Aquile</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">: era la camera da letto di Federico, con l'affresco della caduta di Fetonte dal carro del sole, e da scuri stucchi di aquile ad ali spiegate nelle lunette agli angoli della stanza, accompagnate da affreschi di favole pagane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Sala del Sole e della Luna:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> indicata come "salotto" all'interno dei documenti ufficiali, la stanza fungeva da corridoio verso le più riservate salette delle Imprese e di Ovidio. L'affresco centrale, che raffigura i carri del Sole e della Luna da il nome alla stanza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Sala dei bassorilievi e Sala dei Cesari:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> sono salette in onore dell'imperatore Carlo V, da cui Federico ottenne nel 1530 il titolo di duca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Loggia d'onore: </b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">è la loggia che si affaccia alle pescherie, parallela a quella "Grande", che segna l'ingresso del palazzo e mostra il giardino. La volta è divisa in grandi riquadri nei quali è rappresentata storia biblica di Davide.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Palazzo-Te-Angolo-Segreto.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>L'angolo segreto</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Edificato nel 1530, l'appartamento della grotta si trova nell'angolo est del giardino. Composto da poche stanze di dimensioni modeste, il tutto se paragonato a quelle del Palazzo, è caratterizzato da una loggia che, apprendosi su di un piccolo giardino, mostra quanto sia rimasto dei vecchi affreschi. Dal giardino è poi possibile accedere alla grotta, zona utilizzata come bagno, ricreata in modo da dare l'idea di un ambiente naturale. Non ci sono ne marmi ne tantomeno materiali ricercati, e gli interni erano tappezzati di conchiglie oggi sparite. Il tutto era organizzato in modo da ricreare una vera e propria caverna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video Guida</span></div></div><a href="https://youtu.be/OBIdRvs1Gv0">https://youtu.be/OBIdRvs1Gv0</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 05:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scoperta al Parco Archeologico di Velia: spuntano i resti del più antico tempio arcaico dedicato ad Athena]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A2"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Straordinaria, la scoperta al Parco Archeologico di Velia: sono riemersi gli elmi della battaglia di Alaia che, collocata nel 540 a.C, corrisponde alla lotta epica e sanguinosa narrata da Erodoto, culminata con la vittoria dei greci. Tanta emozione, in quanto questi ritrovamenti chiariscono molti particolari di una storia che risale a più di 2500 anni fa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertascavi2i.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">“I rinvenimenti archeologici presso l’acropoli di Elea-Velia lasciano ipotizzare una destinazione sacra della struttura – ha detto il Direttore Generale dei Musei e Direttore Avocante del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Massimo Osanna. - Con tutta probabilità in questo ambiente vennero conservate le reliquie offerte alla dea Athena dopo la battaglia di Alalia, lo scontro navale che vide affrontarsi i profughi greci di Focea e una coalizione di Cartaginesi ed Etruschi, tra il 541 e il 535 a.C. circa, al largo del mar Tirreno, tra la Corsica e la Sardegna. Liberati dalla terra solo qualche giorno fa, i due elmi devono ancora essere ripuliti in laboratorio e studiati. Al loro interno potrebbero esserci iscrizioni, cosa abbastanza frequente nelle armature antiche, e queste potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la loro storia, chissà forse anche l’identità dei guerrieri che li hanno indossati. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertaelmo1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Certo si tratta di prime considerazioni che già così chiariscono molti particolari inediti di quella storia eleatica accaduta più di 2500 anni fa.” Gli scavi hanno anche chiarito la cronologia del principale tempio della città dedicato alla dea Athena. La costruzione del tempio maggiore, almeno di una sua prima fase, deve collocarsi cronologicamente dopo la struttura sacra riportata alla luce in questi ultimi mesi. In seguito, in età ellenistica, l’intero complesso riceverà una completa risistemazione con la realizzazione di una stoà monumentale che cingerà il tempio maggiore e il piano di uso si eleverà a coprire tutte le fasi precedenti. “La struttura del tempio più antico risale al 540-530 a.C., ovvero proprio gli anni subito successivi alla battaglia di Alalia – fa notare Osanna – mentre il tempio più recente, che si credeva di età ellenistica, risale in prima battuta al 480-450 a. C., per poi subire una ristrutturazione nel IV sec. a C. È possibile quindi che i Focei in fuga da Alalia l’abbiano innalzato subito dopo il loro arrivo, com’era loro abitudine, dopo aver acquistato dagli abitanti del posto la terra necessaria per stabilirsi e riprendere i floridi commerci per i quali erano famosi. E alle reliquie da offrire alla loro dea per propiziarne la benevolenza, aggiunsero le armi strappate ai nemici in quell’epico scontro in mare che di fatto aveva cambiato gli equilibri di forza nel Mediterraneo".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertascavi1i.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parla l'archeologo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">“Il lavoro ha condotto, grazie ad un’ampia squadra di professionisti e collaboratori, a dare risposta a questioni aperte da oltre settant’anni, su cui si sono espressi nel corso del tempo numerosi eminenti studiosi. I risultati hanno chiarito topografia, architettura, destinazione d’uso e cronologia delle varie fasi dell’Acropoli, dall’età del Bronzo al periodo ellenistico. – incalza l’archeologo del Parco, Francesco Uliano Scelza – Adesso si lavora ad ulteriori progetti che la presente ricerca ha ispirato, di fruizione, studio e valorizzazione. Tra questi, la rimodulazione dell’Acropoli, da rendere visibile e visitabile in ogni sua parte e la rielaborazione dei luoghi espositivi della Cappella Palatinae e della chiesa di Santa Maria, in modo da rendere ancora più attraente il già suggestivo paesaggio di Velia.” In considerazione dei risultati importanti delle nuove ricerche saranno programmate dal Parco nuove indagini per ricostruire la storia della colonia greca.</span></div><div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertascavi4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Era il 540 a.C quando davanti alle coste della Corsica, in quello che gli antichi chiamavano il mare di Sardegna, si svolse la prima grande battaglia navale della storia. Una lotta epica e sanguinosa di cui ci racconta Erodoto e che vide i potenti Focei, coloni greci insediati nella città corsa di Alalia, sotto l'attacco congiunto di etruschi e cartaginesi. Nello scontro, sostiene il partigiano Erodoto, i greci ebbero la meglio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E tuttavia le navi che erano riusciti a salvare non potevano più combattere, tanto che dovettero imbarcare le famiglie, abbandonare Alalia e a fare rotta verso il sud d'Italia, dove da abili mercanti quali erano, comprarono un pezzo di terra e fondarono Hyele poi rinominata Elea (Velia secondo i romani) la città della Magna Grecia che diede i natali al filosofo Parmenide.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertascavii.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Avviati l'estate scorsa sulla cima di quella che era l'acropoli della città, proprio sotto i resti ancora oggi evidenti del tempio dedicato ad Athena, gli scavi diretti da Francesco Scelza hanno riportato alla luce i resti di una struttura rettangolare di notevoli dimensioni, 18 metri di lunghezza per 7 di larghezza, risalente al VI secolo a. C. Al suo interno, su un pavimento in terra battuta, ceramiche dipinte tutte contrassegnate con la scritta Ire ("sacro") che ne attesta la dedica alla divinità, elementi architettonici decorativi in argilla cotta che risultano realizzati da maestranze cumane, non a caso forse una delle città greche in prima linea contro gli etruschi del mare, oltre a qualche frammento dell'antica copertura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertaceramica.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma non solo, perché accanto al vasellame il pavimento del tempio ospitava diverse armi in bronzo e in ferro. Ci sono, racconta Scelza, tanti frammenti di armi , quelli che al momento appaiono come i pezzi di un grande scudo decorato e due splendidi elmi in perfetto stato di conservazione: uno etrusco del tipo "a calotta", che gli esperti indicano come Negau dal nome della località slovena dove vennero ritrovati per la prima volta, l'altro di foggia calcidese. La sorpresa più grande è proprio qui: "Sono reliquie offerte ad Athena, con tutta probabilità proprio le spoglie della battaglia di Alalia", dice Osanna, che in attesa dell'insediamento della nuova direttrice Tiziana D'Angelo ha avocato a sé nell'ultimo anno la direzione del Parco. Certo si tratta di prime considerazioni. Liberati dalla terra solo qualche giorno fa, i due elmi devono ancora essere ripuliti in laboratorio e studiati. Al loro interno potrebbero esserci iscrizioni, cosa abbastanza frequente nelle armature antiche, e queste potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la loro storia, chissà forse anche l'identità dei guerrieri che li hanno indossati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/veliascopertaelmo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Già così però la scoperta del tempio arcaico con la sua datazione e con gli oggetti conservati al suo interno chiarisce molti particolari di quella storia di più di 2500 anni fa ."La struttura del tempio più antico risale al 540-530 a. C, ovvero proprio gli anni subito successivi alla battaglia di Alalia", fa notare Osanna. Mentre quella del tempio più recente, che si credeva di età ellenistica, risale in prima battuta al 480-450 a.C per poi subire una ristrutturazione nel IV sec. a C. E' possibile quindi che i Focei in fuga da Alalia l'abbiano innalzato subito dopo il loro arrivo in questo tratto di costa- oggi identificato tra Punta Licosa e Palinuro in provincia di Salerno- dove, com'era loro abitudine e come ci racconta una volta di più Erodoto, trattando con gli autoctoni Enotri si erano comprati la terra necessaria per stabilirsi e riprendere i floridi commerci per i quali erano famosi. Va da sé che la fondazione del tempio in questo processo doveva essere considerata di importanza nevralgica per il successo del nuovo insediamento e che la memoria della sanguinosa battaglia dovesse essere ancora molto viva, tanto da offrire alla dea, per propiziarne la benevolenza, le armi strappate ai nemici etruschi in quell'epico scontro in mare che di fatto aveva cambiato gli equilibri di forza nel Mediterraneo. Un po' la stessa cosa accadrà un secolo più tardi, nel 474 a. C. con la battaglia di Cuma. E se ad Alalia i greci alla fine furono costretti alla fuga, a Cuma saranno gli etruschi a soccombere, trascinando nel baratro almeno per un lungo lasso di tempo anche la vicina Pompei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Ritrovamento</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/2yAXvIvlFCo">https://youtu.be/2yAXvIvlFCo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 05:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Laghi Italiani: Lago di Bracciano]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000096"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> tra Roma e i Monti Sabatini si estende il lago di Bracciano (</span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><b>in fondo a questa pagina trovi il bellissimo video</b></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">) &nbsp;, ottavo bacino per estensione in Italia e terzo del centro Italia, dopo il lago Trasimeno e quello di Bolsena. Si tratta di un lago di origine vulcanica che, insieme a quello di Martignano, fa parte dell’area verde protetta del Parco naturale regionale di Bracciano – Martignano. Tutta l’area protetta si estende per 16.682 ettari e regala al visitatore un mosaico estremamente vario di attrazioni storiche e naturalistiche. Nella zona è possibile godersi momenti di relax nei lidi attrezzati oppure partecipare alle attività organizzate da diverse associazioni sportive, come il windsurf e la canoa. Inoltre, il Parco naturale offre numerosi itinerari da poter percorrere sia a piedi che in bicicletta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobracciano1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago di Bracciano, oltre a costituire una riserva d’acqua di grande importanza per la città di Roma, è una delle mete preferite dai romani durante il periodo primaverile ed estivo. Il paesaggio circostante fatto di dolci colline, boschi, casolari e borghi storici, invita a trascorrere una piacevole giornata o un week end lontano dal traffico caotico della città. Una meta perfetta per tutti coloro che amano la natura e nello stesso tempo sono affascinati dalla storia e dalle splendide testimonianze del passato.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/lagobracciano2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Al Lago di Bracciano si possono praticare piacevoli sport quali canoa e vela o si possono effettuare delle immersioni subacquee. Inoltre la presenza del Parco Naturale limita la navigazione a pochissime imbarcazioni a motore favorendo quindi la balneabilità in una delle tante spiagge che si possono incontrare facendo il periplo del lago. Non mancano ovviamente itinerari per praticare trekking o semplici passeggiate per scoprire angoli di natura praticamente intatta. Molte sono, inoltre, le opportunità per fare escursioni in bicicletta. La ciclovia dei laghi è infatti un anello di quasi 8 km di lunghezza che consente una vista panoramica sia sui laghi di Bracciano e Martignano, che sui Monti Sabatini &nbsp;e i vicini Monti della Tolfa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Essendo il Lago di Bracciano di forma pressoché circolare è possibile, anche nel corso di una sola giornata, visitare tutte le località più interessanti bagnate dalle sue acque. Partendo quindi da Bracciano con il suo maestoso Castello Orsini-Odescalchi, si può proseguire sulla provinciale che circonda il bacino (in senso antiorario) e raggiungere il pittoresco borgo di Anguillara Sabazia e la sua bellissima Collegiata di Santa Maria Assunta. Da qui, dirigendosi verso nord si giunge al terzo borgo del lago, ovvero, Trevignano Romano dove si vede troneggiare l’antica Rocca dei Vico e dove si possono effettuare gradevolissime passeggiate sul lungolago.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div><div><br></div></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/RnzZsQzZefk">https://youtu.be/RnzZsQzZefk</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 05:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lago di Garda (Sirmione) : Il Castello Scaligero di Sirmione e il suo Fantasma]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006B"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Castello di Sirmione accoglie i visitatori che arrivano nella bellissima località di Sirmione sul Lago di Garda sponda bresciana. Appena si arriva a Sirmione infatti non si può non ammirare subito il suo Castello che fa respirare un'atmosfera d'altri tempi. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello è bagnato su tutti i lati dalle acque del lago di Garda, e su uno di questi lati è stata realizzata, poco dopo la costruzione del castello, la darsena, che un tempo rappresentava il luogo di rifugio della flotta scaligera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/CASTELLO-SCALIGEROVIDEOCOP.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le mura e le tre massicce torri maggiori sono caratterizzate dalle merlature a coda di rondine che contraddistinguono ogni costruzione scaligera: dietro questi tre torrioni emerge l'imponente mastio, alto 47 metri, sotto al quale si trovavano le celle destinate ai prigionieri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un tempo si poteva accedere alla rocca sia dall'esterno del centro abitato sia dal borgo stesso tramite ponti levatoi, mentre oggi è possibile entrare soltanto dal borgo. Attraverso porte munite di efficaci sistemi di chiusura si accede al grande portico, all'interno del quale si erge una scala che conduce ad un ponte levatoio. Da qui, tramite una rampa di 146 gradini, si possono raggiungere i camminamenti di ronda delle mura,[1] dai quali si può apprezzare la darsena. Pure la darsena è difesa da torri che però, a differenza di quelle interne al castello, non sono caratterizzate dalla merlatura a coda di rondine ma da una struttura di base detta a punta di lancia. Questa caratteristica, insieme all'utilizzo di mattoni e pietre provenienti da zone vicine, denotano un periodo differente di costruzione. Su un lato della darsena si protrae un fossato esterno che sfocia direttamente sul lago.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellosirmione1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La costruzione della rocca ebbe inizio intorno alla metà del XIII secolo, probabilmente sui resti di una fortificazione romana. La sua realizzazione venne ordinata dal podestà di Verona Leonardino della Scala, meglio conosciuto come Mastino della Scala. La funzione del castello era quella difensiva e di controllo portuale, poiché la città di Sirmione, trovandosi in una posizione di confine, era maggiormente esposta ad aggressioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Circa un secolo dopo sono stati aggiunti due cortili e una fortificazione indipendente, unita tramite barbacane a quella principale, per aumentare le difese della fortezza. Nel 1405 Sirmione passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia durante la cui cui dominazione iniziò un'opera di rafforzamento delle strutture difensive. Fu in questo periodo che venne realizzata la darsena oggi visibile, anche se si suppone che fosse già presente una darsena scaligera, probabilmente lignea. Sirmione mantenne il primato di postazione difensiva fino al XVI secolo, quando, per motivi politici, la fortezza di Peschiera del Garda venne modernizzata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellosirmione5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Entrati nel castello di Sirmione si accede al cortile principale, rettangolare, circondato da alte mura e dalle torri angolari. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">A sinistra nel cortile si erge la torre di avvistamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Osservando le possenti mura si osserva la tecnica costruttiva, dall'utilizzo dei mattoni, cotti nelle vicinanze, e la pietra proveniente dalla vicina collina di Cortine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello ebbe il massimo splendore verso la fine del 1300, pur essendo fortezza di estrema importanza non fu mai sede di corte. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Oggi si può visitare anche la Darsena, esperienza davvero da non perdere!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre all’ingresso dei sotterranei ci sono dei resti murari del Monasteriolo di S. Salvatore di epoca longobarda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un gran portale ad arco introduce ad un primo rivellino e ad un primo ponte levatoio, entrambi sono collegati da un corridoio che conduce al secondo ponte levatoio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ai lati del corridoio si aprono gli ingressi al cortile della Darsena e del secondo cortile, dove una scala di 146 gradini, conduce ad un lungo camminamento di ronda, fino ad una postazione di guardia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La rocca non aveva funzione residenziale perciò gli unici elementi decorativi esistenti sono picche o pigne in pietra poste sui camminamenti. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Proseguendo si arriva all’interno della Torre Angolare che conduce ai camminamenti, con i tipici merli ghibellini a coda di rondine. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello è visitabile solo in orari e giorni prestabiliti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/castellosirmione3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Visitare La Darsena del Castello</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La darsena odierna è probabile sia quella costruita dalla Repubblica di Venezia, sul modello dell’Arsenale di Venezia. in sostituzione della vecchia darsena in legno. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Un portico interno custodisce un lapidario romano e medievale; una scala del secondo recinto, cui si accede da un ponte levatoio, sale ai camminamenti sulle mura da dove si ammira la suggestiva darsena, antico rifugio della flotta scaligera. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Da Marzo 2018 la Darsena si può visitare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il fantasma di Ebengardo</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello-scaligero-sirmionefantasmi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Ancora oggi c’è chi giura di aver visto il fantasma di Ebengardo, aggirarsi fra le mura della rocca Scaligera afflitto.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Egli è indossa abiti scuri, come era usanza per i cavalieri dell’epoca.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Piange ed è inconsolabile: non riesce a trovare pace perché in quella maledetta notte di 700 anni fa non fu in grado di salvare l’amore della sua vita.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La storia di Ebengardo e Arice </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La tragedia incombe sull’esistenza di Ebengardo e si manifesta nelle fattezze di un nobiluomo veneto, sconosciuto ai due ma che in qualche modo sarà loro legato per l’eternità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il marchese Elaberto di Feltrino era un uomo di bell’aspetto, che ispirava una certa sicurezza in chiunque vi si imbattesse. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante una notte invernale funestata da una pioggia incessante e battente, costui bussò alla porta della rocca di Sirmione al galoppo del suo destriero, chiedendo alloggio fino all’alba del giorno seguente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ebengardo e Arice mossi a compassione decisero di mettere a disposizione del loro ospite la grande dimora nella quale vivevano. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Il fato volle che Arice, donna affascinante e aggraziata – o almeno così ce la descrivono le cronache – esercitasse nel nobile Elaberto un sentimento talmente forte da non poter essere domato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Bastarono pochi sguardi e le attenzioni che una gentile padrona di casa riserverebbe ad un qualsiasi ospite in difficoltà, per far innamorare perdutamente il marchese. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma non si trattava di un amore platonico: </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Elaberto intendeva dare uno sfogo ai suoi desideri e così, notte tempo, raggiunse la bellissima Arice nei suoi appartamenti del castello. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Fece di tutto per corteggiarla, ma poiché il suo cuore apparteneva ad Ebengardo, la nobildonna fu irremovibile. Elaberto però non accettò il rifiuto e dopo aver fallito anche con un approccio più carnale e manesco, accecato dall’ira estrasse un pugnale e la uccise.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le urla di Arice destarono dal letto Ebengardo che con una corsa folle e disperata cercò di raggiungere la camera da letto della ragazza. Il cavaliere arrivò troppo tardi per salvarla, ma in tempo per cogliere sul fatto il suo assalitore, ancora con il pugnale sanguinante fra le mani. I due ingaggiarono una lotta feroce nella quale Ebengardo ebbe la meglio riuscendo ad uccidere Elaberto con il suo stesso pugnale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La vendetta non risanò però le ferite dell’anima di Ebengardo dilaniata dal dolore, costretto a rinunciare per sempre alla sua donna amata. Come un derelitto, prigioniero nel suo stesso castello, Ebengardo si rifugiò fra quelle mura in attesa che il tempo consumasse il suo corpo, lontano dal calore della voce di Arice e senza più speranze. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Morì, solo, ma nemmeno la morte riuscì a porre fine alle sue sofferenze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/museo-archeologico-di-sirmione.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Museo</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">All'interno dell'ampio portico interno del castello è stato allestito un lapidario romano e medievale, oltre che una breve mostra in cui su alcuni pannelli sono riportate le informazioni più importanti sulla rocca. Si può accedere inoltre ai camminamenti di ronda delle mura e, tramite delle rampe di scale in legno restaurate recentemente, si può giungere fino in cima al mastio, la torre più alta della fortezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><i class="fs12lh1-5">Guarda il Video del Castello e della Darsena da Drone</i></div></div><a href="https://youtu.be/6uelt1qxFm8">https://youtu.be/6uelt1qxFm8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 05:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Calabresi: Pizzo Calabro]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Calabria"><![CDATA[Calabria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000075"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pizzo si può raggiungere in auto percorrendo l’autostrada (Salerno-Reggio Calabria, uscita Pizzo), o in treno dalle stazioni di Vibo Valentia/Pizzo e Lamezia Terme Centrale. L’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme. Pizzo gode di un ottimo clima sia in estate, in cui fa molto caldo, essendo sul mare, che di inverno. Il paese è costituito da un centro storico e da alcune zone più dislocate che fanno sempre parte del paese di Pizzo che si innalza su un masso tufaceo su cui nasce e si sviluppa il borgo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/pizzocalabro3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla rocca si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose che creano un vero spettacolo per gli occhi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma Pizzo Calabro non è soltanto spiagge, ma anche storia, cultura, tradizione e tanta gastronomia e aggiungerei anche tanta inventiva, infatti Pizzo Calabro anche se sarebbe eccessivo annoverarla tra le cittadine più romantiche è sicuramente tra quelle che fanno bene al cuore. Già da qualche anno infatti a Pizzo Calabro si possono trovare il “vicolo del bacio” e il “vicolo degli abbracci”. In breve sono stretti passaggi tra abitazioni che proprio per il loro essere angusti costringono i passanti a procedere uno per volta o addirittura abbracciarsi. Il “vicolo del bacio” in particolare procede in salita con una scalinata. La nota assolutamente positiva è che questi due vicoli diventano per molti un motivo in più per manifestazioni d’affetto di cui non saremo mai stanchi. Ma il centro storico e i suoi vicoletti tipici sono sicuramente tutti da esplorare anche per assaporare la vera atmosfera di Pizzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello-aragonesepizzo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Immancabile la visita al Castello Aragonese! Il castello di Pizzo, noto anche come Castello Murat, (Gioacchino Murat, re di Napoli) che qui nel 1815 venne prima imprigionato e poi fucilato il 13 ottobre dello stesso anno. Il castello è visitabile ed ospita un museo, dove è allestita una mostra che descrive gli ultimi giorni del suo illustre prigioniero, dall'incarcerazione al processo, fino alla confessione che precedette la fucilazione. Il Castello Aragonese di Pizzo sorge in posizione centrale e panoramica accanto Piazza Repubblica. E’ possibile fare delle visite guidate e dei tour e la location ospita inoltre vari eventi nel corso dell’anno. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se vi siete appassionati alla storia del Castello di Murat, allora dovete fare una visita anche al Duomo di S. Giorgio Martire. Edificato nella seconda metà del ‘500, sorge nel centro storico di Pizzo, a pochi metri dalla piazza e qui è stato sepolto Re Gioacchino Murat, dopo la fucilazione avvenuta al Castello Aragonese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/pizzocalabrochiesa.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altra visita obbligatoria è quella alla Chiesetta di Piedigrotta. Una chiesa scavata nella roccia le cui origini oscillano tra le leggenda di un gruppo di marinai naufraghi e la storia di una famiglia di artisti che rende la chiesetta a tutt’oggi incredibile per i suoi stupefacenti interni che ogni anno affascinano migliaia di turisti. La leggenda di cui non vi è traccia nella storia, narra che una nave in balia della tempesta e i suoi marinai iniziarono a pregare il quadro della Madonna di Piedigrotta presente sulla nave e facendo voto alla Vergine che, in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna. Avvenne il naufragio e i marinai a nuoto raggiunsero la riva. Insieme a loro anche il quadro della Madonna di Piedigrotta e la campana di bordo datata 1632. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine. La storia invece vede una famiglia di artisti, i Barone, che nel corso delle generazioni dal 1880 sino agli anni 60 del Novecento ampliò e decorò la grotta con statue di pietra scolpita. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La tradizione continuò fino a raggiungere un discendente dei primi artisti, che viveva in Canada ma che decise di occuparsi della chiesetta che ormai era stata preda di atti vandalici, cosicché nel giro di qualche anno la chiesetta tornò al suo splendore. L’artista ricevette un ringraziamento pubblico nella Sala Consiliare del Comune di Pizzo ad opera dell’assessore e del Sindaco. Oggi la Chiesa è il secondo monumento più visitato in Calabria dopo i Bronzi di Riace.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/pizzapund1i.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E la “Pizzapundi”? Una foto su questa passeggiata sul mare va sicuramente fatta. Presente sin dagli anni ’60 la Pizzapundi permette di fare una suggestiva camminata passando sugli scogli e se vi piace camminare come veri sportivi, raggiungere la Croce di Pamboffa sarà un gioco da ragazzi grazie al percorso di media difficoltà che porta ad un crocefisso all’aperto a circa 400 m sul livello del mare. Il panorama all’arrivo merita sicuramente, e anche qui qualche fotografia va fatta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Piazza del Repubblica vanta un incredibile affaccio sul mare “U’ Spunduni” che garantisce un panorama mozzafiato sul golfo sino a Tropea. La suggestione è incredibile soprattutto se siete amanti dei tramonti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/pizzocalabrorebubblica.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Vi segnaliamo altre chiese da visitare. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Chiesa dei Morti ossia La Chiesa dei S.S. Martiri del Purgatorio e di Maria S.S. delle Grazie. Il curioso nome le è stato attribuito perché la cripta contiene una fossa di tumulazione in cui sono stati rinvenuti vari scheletri seduti e verticali, un ambiente con tombe a scolo. La scoperta è del 1973 e avvenne durante alcuni lavori di rifacimento della pavimentazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La più antica chiesa di Pizzo è la Chiesa della Madonna del Carmine e poi la Chiesa di S. Francesco di Paola e Santo Rocco costruita come ringraziamento dopo una epidemia di peste che si crede cessò proprio grazie all’intercessione di S. Rocco. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/gelatopizzocalabro.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo tante visite, passeggiate ed escursioni non si può non gustare il famoso gelato di Pizzo che può definirsi un motivo a parte per la visita del borgo calabrese. Il tartufo di Pizzo è un prodotto tipico della pasticceria calabrese nato a Pizzo, per opera di Giuseppe De Maria ("Don Pippo").</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ne esistono diverse varianti, tutte buonissime e da provare. Fate attenzione, quindi, potreste passare la giornata a mangiare gelato!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 06:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cosa Fare e Vedere in Umbria]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Chiedersi</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><strong><b><span class="cf1">cosa vedere in Umbria </span></b></strong><span class="cf1">significa confrontarsi con una terra di santi, di artisti, di chiese e castelli, di antichi borghi e città d’arte. </span>L’Umbria è un luogo capace di incantare chiunque decida di visitarla. Il suo territorio è disegnato da splendide colline, vigneti e uliveti, boschi e campi coltivati che rendono il suo <strong><b>paesaggio inconfondibile</b></strong>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/cosavedereumbria2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La cultura e le tradizioni di tempi antichi sopravvivono nel folklore e nelle <b>s</b>agre di paese. &nbsp;Regione verde, cuore d’Italia, terra di San Francesco. Sono alcuni degli appellativi con cui è spesso definita l’Umbria, unica regione del centro Italia a non essere bagnata dal mare. Verde lo è senza dubbio, e del cuore non ha solo la posizione. Ci sono luoghi in Umbria che sanno emozionare in modo unico, come il Pian Grande sui Sibillini, un altopiano che in primavera, fiorito, regala un colpo d’occhio unico al mondo. Ma anche Assisi, con la Porziuncola e la basilica di S. Francesco, fa battere forte il cuore. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/cosavedereumbria1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Incastonata tra Toscana, Lazio e Marche, l’Umbria sembra uno dei capolavori creati dal pennello del Pinturicchio o del Perugino (nati entrambi a Perugia nel 1400): in tutta la regione ci sono scorci paesaggistici e naturali unici, come le Fonti del Lituano, la cascata delle Marmore a pochi chilometri da Terni, oppure il Lago Trasimeno, che è riuscito a sorprendere anche Goethe, Stendhal e Byron per la sua bellezza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Come una sorta di ombelico da cui tutto, prima o poi, passa, l’Umbria è da sempre per l’Italia luogo di incontro di storie e culture che attraverso i secoli hanno plasmato l’identità del territorio. Viaggiare in Umbria significa andare a trovare il passato là dove le sue tracce sono più evidenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/cosavedereumbriacopertina.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Trattandosi del cuore verde d’Italia, l’Umbria regala a chi ci passa momenti di totale meraviglia grazie ai suoi paesaggi che molto spesso sembrano sfondi del desktop per quanto sono perfetti e naturalmente favolosi. Non è un caso che il più grande amante della natura storicamente documentato, San Francesco d’Assisi, stesse da queste parti. Per gli amanti del verde e delle passeggiate in mezzo ai boschi, qui c’è molto da vedere e da fare.</span><span class="fs16lh1-5 cf2 ff2"> </span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/ggM5loP-VcA">https://youtu.be/ggM5loP-VcA</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali Marche: San Ginesio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Marche"><![CDATA[Marche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">San Ginesio è un bellissimo borgo medievale </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i>(in fondo a queta pagina il bellissimo video)</i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, ricco di monumenti come la Pieve Collegiata (1090) , unico esempio di stile gotico fiorito nelle Marche, la possente cinta muraria del XIV sec. che conserva ancora camminamenti di ronda, feritoie e torrioni, delimita il centro storico, il Teatro "G. Leopardi", la Chiesa di San Francesco (XI sec.), la Pinacoteca. Percorrendo la principale via del borgo, si raggiungono i giardini di Colle Ascarano da dove è possibile ammirare un panorama unico che spazia dal mar Adriatico al Gran Sasso e ai Monti della Laga. La grande piazza centrale è intitolata ad Alberico Gentili (1552-1608), il figlio più illustre di San Ginesio, giurista presso la corte di Elisabetta I d'Inghilterra considerato il padre del diritto internazionale . Poco più di 3.000 abitanti, colpito dal terremoto del 2016 (rientra nel cratere sismico), il piccolo centro è Bandiera Arancione del Touring Club e fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia: si trova nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, a 700 mt di altitudine. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/San-Ginesio-Chiesa-di-Santa-Maria-Assunta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il borgo, soprannominato anche "il paese delle 100 chiese", &nbsp;sorge anche in un sito panoramico che consente la vista dei comuni di Civitanova Marche, Gualdo, Ripe San Ginesio, Sant'Angelo in Pontano, Penna San Giovanni e Monte San Martino, delle frazioni di Passo San Ginesio, Pian di Pieca e Santa Croce (appartenenti al comune stesso), della frazione di Sassotetto (comune di Sarnano) e la vista del mare Adriatico e delle pale eoliche di Serrapetrona. All'interno del territorio comunale nasce e scorre il torrente Fiastrella, presente già in epoca romana con il nome Flussorius, che sfocia nel Chienti.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/San_Ginesiocopvideo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La prima citazione conosciuta del nome è <i>"castrum Sancti Genesij"</i>, risalente al 995. È probabile che il luogo precedentemente denominato <i>"Avia" o "Oppidum esculanum"</i> mutasse nel toponimo <i>San Ginesio</i> dopo il passaggio dei Franchi di Carlo Magno. Il Santo patrono del borgo non è <i>Genesio di Arles</i>, né il <i>Genesio di Brescello</i>, come scritto da Gaetano Moroni, ma Genesio di Roma, mimo fatto martirizzare nel 303 dall'imperatore Diocleziano per essersi rifiutato di rappresentare in scena, in modo burlesco, il battesimo sacramento dei Cristiani. Per questa ragione il Santo è diventato il patrono della gente di teatro. Nel 1601, papa Clemente VIII concesse a San Ginesio la reliquia del Santo consistente in un braccio sinistro; ma siccome il martire Ginesio e il martire Eleuterio erano stati sepolti insieme, per evitare confusioni, le "sante braccia sinistre" inviate furono due. Da allora le reliquie sono conservate nella maggiore chiesa del luogo, denominata col nome di Collegiata. </span></div><div class="imTAJustify"><span style="text-align: start;" class="fs11lh1-5 ff2"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/sanginesio2.jpg"  title="" alt=""/><span style="text-align: start;" class="fs11lh1-5 ff2"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span style="text-align: start;" class="fs11lh1-5 ff2"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span style="text-align: start;">La storia di San Ginesio inizia intorno al</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">I millennio a.C.</span><span style="text-align: start;">, quando i</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">Senoni</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">si stanziarono nel territorio. Con l'arrivo dei</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">romani</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">i galli Senoni vennero sconfitti e conquistati, più precisamente dal</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">III secolo a.C</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">al</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">I secolo d.C. </span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">San Ginesio si presenta con</span><span style="text-align: start;"> </span><span style="text-align: start;">pianta urbanistica a croce</span><span style="text-align: start;">, circondato da un imponente giro di mura castellane dove sono ancora visibili i rompi-tratta e tutte le strutture difensive dell'epoca, dal camminamento di ronda, alle feritoie per arcieri e ai torrioni.</span></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con la caduta dell'Impero Romano, i Goti e i Longobardi, questi ultimi spodestati da Carlo Magno, distrussero gli insediamenti di pianura, costringendo gli abitanti ad arroccarsi e a rifugiarsi nelle colline più interne, dove i nobili erano soliti recarsi per le loro battute di caccia. Con l'arrivo dei Normanni nel X secolo, la borgesia prese la decisione di costruire una fortificazione sul colle più alto per dominare il passaggio a valle da un luogo adatto: così nacque San Ginesio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/sanginesio4.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal Conero ai Sibillini al Gran Sasso, ampio è il panorama che si può godere da questo borgo, tanto che gli è stato dato l'attributo di "balcone dei Sibillini". La città ha un impianto urbano medioevale ed è racchiuso da mura con torri e baluardi. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il monumento principale del borgo è la collegiata, di fondazione romanica, con una facciata tardo gotica, un ricco portale e una sontuosa decorazione in cotto. Il patrimonio museale di San Ginesio è raccolto nella pinacoteca Gentili, con una sezione antica, con dipinti dalla metà del XV sec. fino al XVII, e una sezione moderna, con opere contemporanee, strumenti musicali e arredi sacri. Molto importante l'Archivio storico comunale, giunto intatto dal 1199 fino ad oggi, ricostruendo fedelmente secoli di storia marchigiana. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/olleggiata-sangnsio.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell'intero mese di agosto, il Palio anima i vicoli e le piazze dei quattro rioni del paese, rievocando l'atmosfera del passato con rievocazioni, sfilate in costume, la Giostra dell'anello e altri spettacoli antichi. Da gustare sono il vino rosso San Ginesio DOC e il Polentone di San Ginesio, preparato con la farina di granoturco e servito con sugo di carne o in bianco (con salsiccia, costate di maiale e funghi) e con il formaggio pecorino.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Come Arrivare</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In Auto - </b>Da Nord e da Sud</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Prendere l'autostrada A14 (da nord in direzione di Ancona e da sud in direzione di Napoli), uscire a Civitanova Marche, prendere la SS 77 in direzione di Tolentino/Macerata, uscire in direzione Macerata Ovest/Sforzacosta, proseguire in direzione di Ascoli Piceno, continuare sulla SP 78, attraversare Maestà, Passo San Ginesio, seguire indicazioni per San Ginesio.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Da Macerata Prendere la SP 77, attraversare Sforzacosta, continuare sulla SP 78, attraversare Passo San Ginesio, Passo Sant'Angelo e proseguire seguendo la indicazioni per San Ginesio.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In treno</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La stazione ferroviaria consigliata è Tolentino.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Si prosegue con gli autobus extraurbani della linea Sasp.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In autobus</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Autolinee SASP </span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In Aereo	</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Aeroporto Ancona (78 km circa)</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>In Nave 	</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Porto di Ancona (81 km circa).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">E' collegato con i porti della Grecia, Croazia, Turchia, Albania, Montenegro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il bellissimo video del Borgo</span></div><div><br></div></div></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/bVwKKUoPs0A">https://youtu.be/bVwKKUoPs0A</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 06:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali in Toscana: Poppi (Arezzo)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000099"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Poppi, si trova in </span><b><span class="fs14lh1-5 ff1">Toscana </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><a href="https://www.italyfortourist.com/toscana/" target="_blank" class="imCssLink">(visita la Toscana cliccando qui)</a></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">,</span></b><span class="fs14lh1-5 ff1"> in provincia di Arezzo, è inconfondibile per la sua posizione sulla cima di un colle. Questo, l’antico borgo e il castello possono mostrarsi molto diversi secondo la stagione, da dove li guardiamo, dalla direzione della luce del sole.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Poppi_-_2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Senza dubbio l'elemento di maggiore attrazione e interesse di Poppi è il Castello dei Conti Guidi. Questo edificio risale al XIII secolo ed è uno dei monumenti più visitati dell'intera provincia aretina. Di particolare interesse in questo castello sono la Biblioteca Rilliana che conserva 25.000 volumi antichi, il salone delle feste, l'alta torre che offre incredibili panorami e la cappella dei Conti Guidi decorata da affreschi trecenteschi di Taddeo Gaddi, allievo di Giotto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/PoppiCastelloContiGuidi6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altra importante meta turistica di Poppi è la Badia di San Fedele. La chiesa è da ammirare per la sua imponente struttura architettonica risalente al XIII secolo e per le pregevoli opere d'arte, in primis una Madonna con Bambino di fine Duecento. Interessanti da visitare a Poppi sono anche la chiesa dedicata ai Santi Marco e Lorenzo e l'Oratorio della Madonna del Morbo, edificio a pianta esagonale del XVII secolo. Come già detto tutto il centro storico del paese merita un'attenta visita per l'architettura dei suoi palazzi, gli eleganti borghi accompagnati da portici, gli stretti vicoli. Entrando nel paese da porta Fronzola colpisce la nostra attenzione la "Torre dei Diavoli", la sua storia legata alle vicende della Contessa Madelda la rendono luogo di particolare suggestione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Poppi_-_1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Varie manifestazioni culturali e folkloristiche si svolgono periodicamente a Poppi. La più interessante è certamente il "Gusto dei Guidi" che si tiene ogni anno in agosto. Si tratta di un evento dedicato al vino toscano e ai prodotti alimentari tipici casentinesi. Visitare Poppi in questa occasione significa poter accedere a diversi ambienti affascinanti di antichi palazzi come cantine e giardini normalmente chiusi alle visite turistiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da Poppi si possono godere suggestivi scorci paesaggistici sull'intera valle del Casentino. Nella verde campagna ad ovest del paese si trova un bel campo da golf con vista sul paese. Ai piedi del colle di Poppi, lungo la strada regionale, si trova Ponte a Poppi, nome che deriva dalla presenza di un grande ponte che attraversa il fiume Arno. Qui, dirigendosi verso Stia, sono da vedere la Chiesa di Certomondo e il convento dei Frati Cappuccini. Poco più avanti, alla rotonda, si trova la Colonna di Dante. Questa è posta all'inizio della Piana di Campaldino, luogo di dantesca memoria che nel 1289 fu teatro della sanguinosa Battaglia di Campaldino tra Guelfi e Ghibellini</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/Croce_Pratomagno.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di grande interesse è anche l'intero territorio del Comune di Poppi che si estende dalle pendici del Pratomagno fino al crinale appenninico. A questo territorio appartiene Camaldoli, località di notorietà internazionale sia come luogo di fede che come centro d'interesse culturale e naturalistico. Vicino a Camaldoli si trova l'antica stazione turistica montana di Badia Prataglia dove è da visitare la bella chiesa con una straordinaria cripta, una volta parte integrante dell'antica abbazia risalente alla fine del X secolo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/parco-nazionale-casentinesi.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questo centro, immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è punto di partenza di molte escursioni naturalistiche. Sulla strada tra Camaldoli e Poppi si trova Moggiona, un paese che fino a qualche decennio fa ha basato per secoli la sua economia sull'artigianato del legno. Oggi quest'antica "arte" che era per lo più finalizzata alla realizzazione di "bigoni" (termine dialettale per chiamare le bigonce, contenitori di legno fatto a doghe per la raccolta dell'uva) e piccoli oggetti è ricordata da un interessante ecomuseo qui presente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lierna è un altro piccolo borgo da visitare, la parte antica del paese è di grande interesse, così come la bella chiesetta posta sulla cima di una scalinata in cui sono conservate belle opere d'arte seicentesche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sul versante del Massiccio del Pratomagno è da conoscere Quota, piccoli e ripidi borghi ci condurranno tra l'architettura particolarmente interessante e curata di questo paesino. Da Quota parte la strada carrabile che porta al crinale della nota montagna, divisione geografica tra Casentino e Valdarno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Piatto del Borgo:</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il piatto locale è il tortello di patate, che differisce dal raviolo solo nel ripieno: al posto di spinaci e ricotta, qui c’è l’incomparabile tubero Dop del Casentino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/panno12.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Artigianato tipico del Borgo:</span></div><div style="text-align: start;"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">E’ il celebre “panno lana”, originario di Stia ma diffuso in tutto il Casentino, con tessitura artigianale e un punto vendita anche a Poppi. Il panno Casentino, indossato in origine dai monaci e dai montanari, è giunto a noi in una varietà di tinte che privilegia i tradizionali colori arancione e verde.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Guarda il Video del Borgo</span></div></div></div></div><a href="https://youtu.be/00irh6WdiUw">https://youtu.be/00irh6WdiUw</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 06:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Val Rendena e i suoi Borghi]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Val Rendena si estende lungo una ventina di chilometri dal paesino di Verdesina fino ai 1.650 m. di Campo Carlo Magno. Una lungo percorso all’interno del quale si incontrano caratteristici piccoli borghi, spesso solo una manciata di case fitte attorno a minuscole piazze dominate da svettanti campanili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Piccoli centri urbani che custodiscono storia e tradizioni, ma perfetti spunti per programmare una vacanza in Trentino Alto Adige. All’interno del Parco Naturale Adamello-Brenta, la Val Rendena si apre a scorci impensabili su cime e vette maestose, pascoli fioriti, boschi, ghiacciai perenni, valli e guglie di roccia delle Dolomiti di Brenta</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorrendo la Val Rendena si susseguono dalla bassa valle i caratteristici centri di Villa Rendena, lavrè, Darè, Vigo Rendena. I paesi di Strembo, Bocenago e Caderzone Terme si affacciano sulle due rive del fiume Sarca. L’alta Val Rendena si fa vivace con i borghi di Giustino, Massimeno, Pinzolo, il centro maggiore della valle e di Carisolo, porta aperta sull’affascinante Val di Genova ad ovest e sulla strada che si erpica verso Madonna di Campiglio, passando per Sant’Antonio di Mavignola. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/valrendenamadonna1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi ama i paesi di montagna, la Val Rendena e le valli Giudicarie in Trentino sono dei piccoli gioielli, alcuni dei Borghi più Belli d’Italia come Rango nel Bleggio e San Lorenzo in Banale e costituiscono una tappa fondamentale per una vacanza in Val Rendena ed in Trentino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’antico paese di Rango è abitato da circa 120 persone ed è chiamato: “il paese dove il tempo si è fermato”. È un borgo da scoprire a piedi, nel centro storico tra le antiche case. Per chi ama percorrere sentieri nella natura, da qui partono vari percorsi tematici, come I Sentieri dell’Arte, della Storia, della Natura e della Fede.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Inoltre, è possibile anche per i più piccoli e per gli amanti del turismo esperienziale, partecipare a visite didattiche nelle realtà contadine oltre che degustare i prodotti tipici locali. Durante il mese di dicembre, questo piccolo borgo apre le sue porte ai Mercatini di Natale, dando spazio ad associazioni, agricoltori, artigiani e piccole realtà locali che fanno rivivere le antiche corti e case di un tempo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Rango-Panorama.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">San Lorenzo in Banale è un borgo “diffuso” nei pressi di Comano. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questo incantevole borgo è un piccolo agglomerato di case, a 800 metri di altitudine, a pochi km di distanza dal Lago di Molveno e dalla località turistica della Paganella, Andalo, vicino alle Terme di Comano ed è un tesoro di cultura, arte e tradizione, da visitare per riprendere fiato tra una passeggiata in montagna e un’attività sportiva come percorsi in mountain bike e trekking. Da vedere la Casa del Parco chiamata “C’era un Volta”, un edificio del Settecento dove all’interno è possibile scoprire un’antica abitazione contadina e rivivere le tradizioni del passato. Così come Casa Mazoleti, Casa Moscati e Casa Martignoni, le antiche case del paese, circondate da vicoli, orti, sculture e balconi rossi di gerani. Per gli amanti dell’arte, non va dimenticata una visita alla Chiesa di San Rocco e San Sebastiano, dove potrete ammirare affreschi del Baschenis del ‘500.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I borghi rurali in Val Rendena</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Val Rendena essendo immersa nel Parco Naturale Adamello Brenta, è possibile praticare trekking e mountain bike, ma sono da non perdere l’antica Chiesa di San Vigilio a Pinzolo decorata con la Danza Macabra del Baschenis, Caderzone Terme per le proprietà curative delle sue acque ed ogni 15 di Agosto, la Festa degli antichi mestieri di Bocenago.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Val_Rendenaadamello.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Madonna di Campiglio è sicuramente la località più famosa della Val Rendena. Nasce con un ospizio con chiesetta e nel corso del tempo, grazie anche all’acquisto nel 1868 da Giovan Battista Righi di Strembo che trasformò il convento nello Stabilimento Alpino inizia la storia turistica di Madonna di Campiglio. Nata come stazione turistica estiva per la nobiltà mitteleuropea, tra cui la principessa Sissi e l’imperatore Franz Josef.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1910 un gruppo di “skiatori inglesi” scoprì la bellezza invernale di Madonna di Campiglio, elevandola al rango di stazione sciistica tra le più belle dell’arco alpino. Da quel momento la Perla delle Dolomiti è entrata nella storia dello sci, grazie anche ai grandi eventi sportivi internazionali che ha ospitato, come la 3Tre, ("tre gare nel Trentino") una tra le più antiche gare di sci d'Europa, fondata nel 1949. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/valrendenamadonna2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da non perdere una volta arrivati a Madonna di Campiglio la Chiesa Santa Maria Antica, il Salone Hofer, prestigioso salone delle feste all’interno della struttura dell’hotel Des Alpes, l’antico Stabilimento Alpino. Il nome deriva dalla presenza dei dipinti in stile liberty realizzati da Gottfried Hofer. Legata all’imperatrice Sissi, c’è anche Piazza Imperatrice a ricordo delle tante passeggiate che Sissi, accompagnata dalla guida alpina Dallagiacoma, fece durante i suoi soggiorni a Madonna di Campiglio. Il cosiddetto Sasso di Sissi (o piazza Imperatrice), indica il punto in cui la sovrana amava sostare e ammirare il panorama. Il “Sasso della Sissi” riporta la scritta in italiano e in tedesco: ”A memoria-erinnerung 6 – 14 sett. 1889”. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/vallesinella_cascate_val1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i punti di interesse naturalistico segnaliamo le Cascate di Vallesinella. (cascate Alte, cascata di Mezzo e cascata di Sotto) sono tra le cascate più note del Trentino, altro ottimo spunto per un turismo all’insegna della natura e del relax. Ma anche l'enogastronomia tipica è un ottimo motivo per visitare la Val Rendena. Tra i tanti prodotti tipici ricordiamo il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.madeinitalyshopclub.com/magazinemadeinitaly/blog/index.php?prodotti-tipici--salame-all-aglio-della-val-rendena---trento" target="_blank" class="imCssLink">salame all'aglio</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, lo speck, il vino Santo Trentino DOC e la Susina di Dro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/sWxnkIAYGNA">https://youtu.be/sWxnkIAYGNA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 06:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali Piemontesi: Arignano]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000097"><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5 ff1">Arignano è un Borgo Medievale della città metropolitana di Torino in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.italyfortourist.com/piemonte/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Piemonte</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Dista circa 23 chilometri ad est dal suo capoluogo. Situato su una collina a nord-ovest del Monferrato e a nord-est della città di Chieri, è attraversato dal torrente Levanetto. </span></span><span class="fs14lh1-5 ff1">Le sue origini sono certificate da due diplomi imperiali firmati da Ottone III e da Arrigo I, datati intorno all'anno 1000, a favore del vescovo di Torino, Amizone.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal XIII fino al XVIII secolo fu feudo della città di Chieri e vennero coinvolte diverse famiglie tra le quali i Costa della Trinità, ultimi feudatari. Fu anche feudo dei Garibaldi, dei Costa e dei Polonghera.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/avignano1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Rocca</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La rocca, o Rocca di Arignano, è per la prima volta citata nell'anno 1047 in un diploma dell'imperatore Enrico III a favore del Capitolo di San Salvatore di Torino. Non è comunque l'attuale castello, la cui costruzione, sulle rovine del precedente, è da attribuirsi alla fine del XIII secolo in concomitanza della più imponente ristrutturazione del territorio chierese avvenuta alla fine della guerra tra il potentissimo marchese Guglielmo VII del Monferrato e la confederazione dei comuni, tra i quali Chieri e Asti, appoggiati da Amedeo V di Savoia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Del complesso iniziale formato da un basso muro di protezione, un palazzo di abitazione e un mastio quadrato, perno per la difesa, sono tuttora visibili una parte del mastio e poco altro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello superiore fu danneggiato pesantemente nel XIV secolo dalle milizie di ventura di Facino Cane; venne poi ristrutturato e ampliato nel secolo successivo, ma ne fu modificato l'impianto difensivo precedente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/avignano2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torre residua della Rocca</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il palazzo venne circondato da cortine rafforzate su tre angoli da torri quadrate, divenendo il centro del complesso architettonico. Solo una di queste torri è sopravvissuta alle inclemenze del tempo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre all'evoluzione dell'arte della guerra, che - grazie all'utilizzo delle bocche da fuoco - fece decadere il castello, al suo scadimento contribuì la costruzione nel XVIII secolo della villa dei Costa della Trinità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nelle vicinanze della villa sorgono due edifici, costruiti in stile neogotico, un tempo adibiti a scuderie e depositi della carrozze. Nonostante tale funzione, sono di gradevole aspetto, anche se degradati, e possono essere inseriti nell'ambito dell'architettura piemontese neogotica del periodo di Carlo Alberto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Villa Bianca (o Villa Costa)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Costruita nel XVIII secolo a un centinaio di metri dalla Rocca, la Villa fu voluta dai conti Costa della Trinità. È ornata da numerosi affreschi a grottesche e stucchi in stile barocco, oltre a contenere al proprio interno una cappella. Nel XIX secolo fu sede di numerose feste destinate alla nobiltà piemontese, mentre nel suo giardino si potevano rimirare piante esotiche e fiori rari. A metà del XX secolo, con il declino dei Costa, la Villa venne frazionata in diversi lotti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/avignano3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Castello inferiore</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Denominato Castello Quattro Torri era originariamente una casaforte a pianta quadrata con quattro torrette cilindriche e un dolce cortile ad arcate. Venne edificato verso la metà del XV secolo dai Costa di Arignano nel momento in cui la vecchia rocca perse il suo ruolo strategico. Dopo circa un secolo il castello iniziò a decadere e venne trasformato in un cascinale. Attualmente un restauro accurato ha riportato l'edificio all'antico splendore ed è ora circondato da un parco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa parrocchiale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'antico mastio si affaccia sulla piazza della parrocchiale dell'Assunzione di Maria Vergine, patrona del paese assieme al vescovo san Remigio. La chiesa, in stile barocco, è ad una navata con due cappelle laterali : fu edificata nel 1781 dai Conti della Trinità al posto di una più antica, risalente al XV secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Borgo</span></div></div><a href="https://youtu.be/Oe5Rmr8zWWs">https://youtu.be/Oe5Rmr8zWWs</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Capoluoghi di Provincia Veneti: Verona la città dell'amore]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000093"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Verona: città patrimonio Unesco e patria di Romeo e Giulietta, con i suoi territori fuori città, è anche storia, cultura, musica, architettura e mondanità. Terra di grandi tradizioni, dall'opera all'enogastronomia. &nbsp;</span><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">Il centro storico di Verona è senza dubbio un luogo ricco di luoghi caratteristici che vale la pena visitare ogni momento dell’anno. Il punto di partenza ideale non può che essere la centralissima Piazza Bra. Qui è possibile ammirare le antiche mura dell’Arena di Verona, sede ogni anno di uno dei più famosi festival lirici d’Europa, e i Portoni della Bra.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/verona.jpg"  title="" alt=""/><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli altri tanti monumenti della città possono essere raggiunti con una piacevole passeggiata costeggiando il vicino fiume Adige che vi farà rimanere a bocca aperta ad ogni passo. Magari partendo proprio da Corso Porta Nuova, la via dello Shopping di Verona, che collega Piazza Bra a Piazza Erbe.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cf1">Che siate più interessati alla storia, all'arte, alla celebre Opera in Arena o semplicemente al buon vino, a Verona troverete pane per i vostri denti. Che viaggiate soli, in coppia, in famiglia o con gli amici, Verona pullula di attività e luoghi per tutti i gusti.</span><span class="cf1"> </span><b><span class="cf1">Siete pronti? La grande bellezza scaligera vi attende!</span></b></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/castelvecchio_notteverona.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Castelvecchio, per esempio, il più imponente monumento della città o il Teatro Romano di Verona, in cui ancora oggi si svolgono rappresentazioni teatrali durante la bella stagione, si trovano entrambi a poche decine di minuti a piedi dall’Arena. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Una visita a Verona non può comunque dirsi completa senza aver dato un’occhiata alla casa di Giulietta e al suo celebre balcone, reso famoso in tutto il mondo per la tragica storia d’amore di Romeo e Giulietta.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Verona-balconegiulietta1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nelle vicinanze di Verona ci sono altri luoghi molto interessanti da visitare. Il caratteristico paese di Valeggio sul Mincio, conosciuto in tutto il Nord Italia per i suoi tortellini Nodo d’Amore, la Lessinia, una zona ricca di prelibatezze gastronomiche, e il santuario Madonna della Corona, una chiesa aggrappata al Monte Baldo che sembra essere sospesa tra terra e cielo.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Verona-piazza_delle_erbe.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le dolci anse dell'Adige che l'attraversano e le colline che la cingono dal lato settentrionale ne determinano la bellezza e l'armonia paesaggistica. Favorita dalla sua collocazione geografica, essa aveva probabilmente già un suo nucleo reto-etrusco ed euganeo, ma le prime notizie certe risalgono al IV secolo a.C.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">In epoca romana fu un centro politico e commerciale di prima grandezza, di cui oggi rimangono tracce fastose, dall’Arena &nbsp;al &nbsp;teatro Romano, dall’arco dei Gavi a &nbsp;porta Borsari, dall'area archeologica di &nbsp;porta Leoni a quella degli &nbsp;scavi Scaligeri. &nbsp;Quest’ultima zona, situata al centro della città, a due passi da piazza delle Erbe, è divenuta durante il Medioevo sede del potere politico e amministrativo, e in essa si trovano armoniosamente accostate o fuse insieme le vestigia di epoche diverse: dai resti romani ai grandi palazzi del Sette-Ottocento, passando attraverso l’architettura medievale, quella fiorita sotto la signoria degli Scaligeri, quella rinascimentale.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/mura-comunali-di-verona.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tratto interessante e meno conosciuto sono le antiche mura della città delle quali si conservano ancora cospicue porzioni in ottimo stato; presenti in perimetri via via più estesi a seconda dell’epoca della costruzione, conferiscono un aspetto particolare alla città e ci permettono di ricostruirne la storia.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Se delle due cinte successive erette dai Romani rimane ben poco (solamente un breve tratto della prima lungo l’attuale via Diaz, e una parete delle "Mura di Galieno", presso l'Arena), le mura comunali tra Castelvecchio e Ponte Aleardi, ricostruite dopo l’inondazione del 1239, sono ancora in ottimo stato. Il perimetro fatto erigere dalla signoria scaligera, concluso nel gennaio 1325, che racchiudeva un’area di 450 ettari, fu sostanzialmente confermato dai Veneziani nel Cinquecento e così pure nell’Ottocento dagli Austriaci, che fecero di Verona una delle quattro città fortificata del quadrilatero. Per saperne di più vai agli itinerari dedicati alle mura comunali scaligere, alle fortificazioni veneziane e &nbsp;alla cinta magistrale asburgica.</span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Arena-di-Verona-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le porte monumentali, le mura (in ottimo stato di conservazione per ampi tratti) e le fortificazioni, alcune ancora oggi in buone condizioni, testimoniano l’importanza strategica della città, ben difesa dalle aggressioni esterne.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Verona, da sempre, è anche cultura: numerose istituzioni, quali la &nbsp;Biblioteca Civica e la &nbsp;Capitolare (il cui Scriptorium era attivo già dal V secolo d.C.), l’Accademia Filarmonica (la più antica del mondo) e la &nbsp;Fondazione Arena, la &nbsp;Società Letteraria &nbsp;e l’antica Accademia d’Agricoltura, Scienze e Lettere, l’Università &nbsp;e il &nbsp;Conservatorio, &nbsp;ne mantengono intatta la vivacità culturale. E numerosi sono sempre stati i suoi visitatori, alcuni dei quali illustri, come Dante, Mozart, Goethe e Ruskin. Verona attira ancora oggi ospiti da tutto il mondo con la sua Arena, con il mito di Giulietta e Romeo e con la sua raffinata bellezza.</span></div><div><br></div><div></div></div></div><a href="https://youtu.be/qCOo4EP15t0">https://youtu.be/qCOo4EP15t0</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 07:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli d'Italia: Il Castello di Rocca Calascio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Abruzzo"><![CDATA[Abruzzo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra le colline d'Abruzzo, in provincia dell'Aquila, si trova il Castello di Rocca Calascio, uno dei manieri più elevati d'Europa, posizionato a circa 1.500 metri di altitudine. La bellezza di questo luogo è incredibile tanto che ha fatto da scenografia a molti film, tra i quali ricordiamo Lady Hawke, il Nome della Rosa, il Viaggio della Sposa e The American. Il borgo antico ed il Castello di Rocca Calascio sono disabitatati da secoli, ma la zona lascia davvero senza fiato. Il panorama che si può ammirare è spettacolare tant che sembra di essere sospesi in un'atmosfera magica. Il National Geographic lo ha dichiarato tra uno dei più Castelli del mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castelloroccacalascio1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Calascio e la sua Rocca con il Castello si trovano all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti alla Laga. Il borgo è talmente spettacolare e suggestivo che sembra come sospeso nel tempo. La fondazione della fortezza risale all'anno 1000, anche se il primo documento che ne attesta l'esistenza risale al 1380. Nel 1500, Rocca Calascio, insieme al borgo di Santo Stefano di Sessanio diventò un possedimento della famiglia dei Medici. Ma purtroppo, a causa di un terremoto nel 1703, l'area venne abbandonata e la maggior parte degli abitanti si trasferirono nel vicino paese di Calascio. Il Castello distrutto da questa sciagura naturale, fu restaurato e ricostruito tra il 1986 ed il 1989. La struttura attuale è interamente realizzata in pietra bianca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castelloroccacalascio2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La rocca sorge ad un’altitudine di 1.460 metri sul livello del mare e da lì si può ammirare una delle vedute più spettacolari dell’Appennino, con alle spalle la catena del Gran Sasso d’Italia e l’altopiano di Campo Imperatore e davanti la Maiella e la catena del Sirente-Velino, riuscendo a scorgere in lontananza anche la Conca Peligna.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Rocca Calascio è tra i siti più elevati della rete di castelli, fortificazioni e torri che, durante il medioevo, garantivano la protezione del territorio e facilitavano le comunicazioni in tutto il Centro Italia.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il castello, che domina la Valle del Tirino e l’Altopiano di Navelli, e si trova a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, era utilizzato nell’antichità come punto d’osservazione militare, per la sua posizione molto elevata.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La fondazione della rocca risalirebbe addirittura all’anno Mille, anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1500, insieme al borgo di Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio diventò possedimento della famiglia dei Medici, fino al terremoto del 1703.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castelloroccacalascio3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Fortunatamente, i restauri conservativi, eseguiti tra il 1986 ed il 1989, hanno consentito il recupero architettonico e funzionale della struttura, diventata una delle principali attrazioni turistiche in Italia.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">A partire dagli anni Ottanta, la rocca è stata scelta come ambientazione di film celebri, tra cui “Lady Hawke” e “Il nome della rosa”, e di recente è stato il set per la serie della Rai “Padre Pio” e di alcune alcune scene del film “The American” con George Clooney.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi è possibile visitare il castello gratuitamente, passando per l’affascinante borgo medioevale sottostante, abbandonato &nbsp;nel corso del XX secolo.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Rocca Calascio è una meta turistica molto frequentata, anche grazie al “Rifugio della Rocca”, situato proprio sotto l’antica torre di guardia, che propone soggiorni in camere ed appartamenti dell’albergo diffuso, ricavati negli antichi ruderi del borgo.<br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Poco distante dal castello, circondati da un paesaggio mozzafiato, si può ammirare la suggestiva Chiesa di S. Maria della Pietà, altra imperdibile attrazione della rocca più alta d’Italia.<br></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castelloroccacalascio4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La struttura del castello è formata da un mastio centrale e una cinta muraria alternata a quattro torri. L'accesso si trova sul lato orientale attraverso una rampa di legno, che un tempo aveva la funzione di ponte levatoio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Rocca Calascio è diventato celebre per essere stata la fantastica ambientazione del film Ladyhawke di Richard Donner nel 1985. Ma non solo, la bellezza e la suggestione del Castello ha fatto da sfondo anche ad altri film importanti come il Nome della Rosa, Il viaggio della sposa e più recentemente The American con George Clooney. Oggi il castello è visitabile gratuitamente.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il borgo si trova a nord ovest rispetto al castello e si può distinguere in due parti, una parte alta adiacente al castello e una più a valle. La parte alta venne abbandonata subito dopo il disastroso terremoto del 1703 e da allora è rimasta disabitata. L'altra parte, invece, è stata abitata fino al primo dopoguerra ed è stata oggetto di opere di restauro per il recupero del prezioso sito.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Chiesa_di_Santa_Maria_Della_pieta_roccacalascio.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Oltre al Castello da vedere è anche la Chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempio eretto nel 1596, lungo il sentiero che conduce a Santo Stefano di Sessanio. La Chiesa fu costruita per celebrare un evento importante: la vittoria della popolazione locale contro una banda di briganti. Anche se bisogna sottolineare che da altre fonti si evince che la chiesa esisteva già dal 1451, probabilmente costruita su disegno del Bramante. La chiesa di forma ottagonale, custodisce all'interno un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa ed una scultura di San Michele armato.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">GUARDA IL VIDEO</span></div></div><a href="https://youtu.be/Sx05ZjGxxzQ">https://youtu.be/Sx05ZjGxxzQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali Lombardi: Castellaro Lagusello - Mantova]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008A"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il borgo di Castellaro Lagusello, a vederlo, sembra uscito fuori dalla pagina di un libro di favola. Lo scenario è proprio quello. E’ un borgo romantico Castellaro, dove si respira un’aria d’altri tempi, a tratti malinconica e nostalgica per il suo paesaggio, le sue colline, i campi e poi il lago. Siamo nel comune di Monzambano, in provincia di Mantova su una piccola collina che si affaccia su un laghetto. La bellezza di questo paesaggio di colline moreniche, di campi arati, di malinconie autunnali quando scendono le prime nebbie, evoca le origini: una rocca medievale che si specchia in un laghetto, e prima ancora, i poderi dei coloni romani e, ancora più indietro nel tempo, i villaggi di palafitte, le paludi, gli dei, i ghiacciai che, ritirandosi, lasciano questo specchio d’acqua a perenne ricordo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellaroLagusello4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><i>“Lasciate ogni preoccupazione, o voi che entrate”</i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">… Chi arriva qui, abbandonando in soli quindici minuti l’autostrada Milano-Venezia, entra in un’altra dimensione, quieta e bucolica; si immerge in atmosfere virgiliane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il borgo fortificato di Castellaro si specchia nel suo laghetto a forma di cuore, un angolo dell’anfiteatro morenico gardesano che è stato oggetto di attente cure da parte dell’amministrazione. Si sono salvate le antiche mura guelfe, la pavimentazione in pietre di fiume, i sassi a vista della canonica e delle case: come di quella avvolta dai rampicanti, di fronte a villa Arrighi-Tacoli, che non ci si stancherebbe mai di guardare perché rimasta intatta dal Duecento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellaroLagusello1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Nome e La Storia:</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Castellaro nasce nell’XI secolo come semplice “castelliere”, cioè come cinta muraria ancora senza case all’interno: un temporaneo rifugio affacciato su un “lagusello”, un piccolo lago.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Età del bronzo, insediamenti su palafitte sono presenti intorno al lago.</span></div><div class="fs14lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Età romana, tracce di un abitato sono state rinvenute in una località vicina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">1145, in un documento di Papa Eugenio che riporta l’elenco delle pievi dipendenti dalla diocesi di Verona, viene citata per la prima volta la plebem de Castellaro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La costruzione del borgo fortificato si fa risalire all’XI- XII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">1391, Gian Galeazzo Visconti cede il fortilizio a Francesco Gonzaga, ma se lo riprende l’anno dopo e lo tiene fino al 1405, quando Castellaro passa di nuovo ai Gonzaga restando in loro possesso sino al 1441.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">In quell’anno il baricentro si sposta di nuovo da Mantova a Verona, sotto la sovranità della Repubblica Veneta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">1637, la Serenissima si disfa della piccola fortezza che agli inizi del Seicento aveva perso del tutto la sua funzione difensiva. Castellaro e il lago vengono messi all’asta e comprati, per 545 ducati, dai conti Arrighi. La struttura rimane quella della corte medievale, con mura merlate atte a contenere le case dei contadini con i loro orti, e la curtis alta, la residenza gentilizia, al posto del presidio militare. 1815, Castellaro entra a far parte del Regno del Lombardo-Veneto.</span></div></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellaroLagusello3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Visita al Borgo:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si entra nel piccolo borgo dal lato settentrionale attraverso un’ampia porta che era dotata fino al Settecento di un ponte levatoio. Un’alta torre quadrata, detta dell’orologio, sovrasta la porta a sua protezione. Subito s’incontra, inoltrandosi fra le rustiche case, la chiesa barocca dedicata a San Nicola in cui è custodita una Madonna in legno del Quattrocento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dai vicoletti laterali, in cui regna un silenzio rotto solo dallo zampettare delle galline nei cortili, si giunge alla piazzetta terminale su cui si affaccia l’ottocentesca villa Arrighi (oggi proprietà dei conti Tacoli e visitabile solo su richiesta), che ingloba un fortilizio padronale con mura di cinta a merli guelfi e bifore, dalle quali si gode una bella vista sul lago e la campagna circostante. La villa è la trasformazione del preesistente castello feudale e incorpora la chiesetta gentilizia di San Giuseppe che, ultimata nel 1737, conserva alcuni dipinti del Seicento. La chiesa si apre sull’esterno, sulla piazzetta dalla quale si accede allo specchio d’acqua scendendo una breve scalinata. Le barche di legno ormeggiate vicino alla riva aggiungono incanto all’idillio di questo luogo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Monzambano_castello.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mirabile è anche la visione da sud del borgo, che abbraccia la cinta muraria risalente all’XI secolo (coeva all’antico castello e un tempo scandita da nove torri), il laghetto ornato di canne palustri e la rigogliosa natura intorno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Monzambano merita una visita il castello medievale (XII-XIII secolo) la cui costruzione originaria sarebbe contemporanea alla calata degli Ungari. Al suo interno vi è la settecentesca chiesa di San Biagio, di probabile origine romanica.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La bellezza di questo paesaggio di colline moreniche, di campi arati, di malinconie autunnali quando scendono le prime nebbie, evoca le origini: una rocca medievale che si specchia in un laghetto, e prima ancora, i poderi dei coloni romani e, ancora più indietro nel tempo, i villaggi di palafitte, le paludi, gli dei, i ghiacciai che, ritirandosi, lasciano questo specchio d’acqua a perenne ricordo.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video:</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/ztmJb4Fuk7g">https://youtu.be/ztmJb4Fuk7g</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 06:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali Italiani: MILLESIMO (Savona) ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Millesimo è un antico borgo in <a href="https://www.italyfortourist.com/liguria" target="_blank" class="imCssLink">Liguria</a>, in provincia di Savona, sulle rive del fiume Bormida e conserva ancora "la Gaietta" o "ponte vecchio", torretta di guardia con merli ghibellini, che fu la porta d’accesso a Millesimo dal lato ovest del borgo, raro esempio di ponte altomedievale fortificato che racconta perfettamente l’intatta atmosfera che si respira a Millesimo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il borgo ha una caratteristica forma triangolare, il cui centro culmina con il castello che divenne centro del potere dei marchesi Del Carretto e nel XV secolo passò ai Visconti di Milano e nel settecento entrò a far parte del regno dei Savoia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/millesimo1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parte del territorio comunale fa parte del Parco naturale regionale di Bric Tana e Bric Mongarda ove sono presenti anche anfratti, doline e grotte in cui sono state ritrovate testimonianze preistoriche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Piccolo ma pieno di particolarità da scoprire e visitare se si vuole programmare una gita fuori porta diversa dal solito. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si comincia dal portico in cui venne firmato l’atto di fondazione del nuovo borgo di Millesimo. Il documento, datato al 9 novembre 1206, fu firmato dal nuovo marchese e signore del feudo di Millesimo Enrico II Del Carretto, proprietà ereditata dal padre Enrico I Del Carretto “il Guercio” oggi proprietà privata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si prosegue con Villa Scarzella edificata nel 1855. Dal 1989, anno dell’acquisto da parte del municipio, la villa è sede del centro visitatori del parco naturale regionale di Bric Tana e della Valle dei Tre Re e del museo napoleonico. La sede museale, aperta al pubblico nel 1989 comprende un’ampia raccolta di stampe, carte geografiche, manifesti e bandi risalenti all’epoca napoleonica, nonché plastici delle relative battaglie e guerre combattute. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/millesimoborgocop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Palazzo comunale nasconde impronte storiche spesso ritrovabili solo in centri più conosciuti, infatti qui nel 1796 Napoleone Bonaparte ricevette le bandiere dei borghi della val Bormida conquistate all’esercito piemontese e all’interno della sala consigliare è conservato l’altare dove il 17 agosto del 1809 il pontefice Pio VII, prigioniero del Bonaparte, ufficiò la Santa Messa. Già palazzo signorile della famiglia Del Carretto, fu costruito intorno al XII secolo e risistemato nel 1580, pregevoli le sale dell’edificio abbellite con numerose armature, scudi e alabarde. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Passando agli edifici religiosi, ricordiamo il Santuario di Nostra Signora del Deserto. A seguito di una miracolosa guarigione, ufficialmente riconosciuta dalla chiesa, fu eretta la prima cappella attorno al muro della casa di campagna sul quale nel 1618 il canonico Pietro Paolo David aveva fatto dipingere una raffigurazione della Vergine divenuta oggetto di culto mariano. La costruzione del santuario come lo conosciamo oggi cominciò nei primi anni dell’800.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santuario_Deserto_Millesimo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Monastero di Santo Stefano, originariamente di proprietà del monastero di San Pietro di Savigliano, fu donato nel 1216 alle monache cistercensi di Santa Maria de Betton dopo l'acquisto da parte di Enrico II Del Carretto, marchese di Millesimo. Il monastero, soppresso nel 1802 e oggi inglobato nell'eclettico castello Centurione Scotto (XIX secolo), di proprietà privata, è quello che probabilmente attira più interesse attorno al borgo. Si dice infatti che le indagini paranormali che ebbero luogo nella residenza, effettuate dal Marchese Carlo con l’ausilio dei più rinomati medium dell’epoca, avevano lo scopo di mettersi in contatto con il figlio Vittorio, tragicamente morto all’età di 26 anni, nel 1926. Tutto si svolge attorno alla seduta spiritica del 29 luglio 1928, uno degli episodi più conosciuti di quegli anni è la “smaterializzazione” del marchese Carlo dalla stanza dove si effettuava la seduta. Gli altri partecipanti alla seduta trovarono il marchese in una stanza usata come magazzino, colma fino a metà d’avena, sdraiato in una posizione tale che con i piedi bloccava la porta. La Società per la Ricerca Psichica di Londra analizzò l’episodio, ma non lo ritenne meritevole di credito e Sir Arthur Conan Doyle, uno dei più famosi adepti della Società, diede le proprie dimissioni proprio a seguito dei dubbi manifestati dalla Società stessa in merito al caso di Millesimo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se quindi vi piace allontanarvi dal turismo di massa riscoprendo luoghi pieni di fascino, di storia e mistero, Millesimo è il posto giusto per voi, dato che a soli 30 minuti di auto si raggiunge anche la costa Ligure e la provincia di Savona.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/EI2rmlyJ8GY">https://youtu.be/EI2rmlyJ8GY</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 06:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Frosolone (Isernia, Molise)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Molise"><![CDATA[Molise]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, il caratteristico comune di Frosolòne sorge a circa 900 metri s.l.m., in uno dei territori più caratteristici della provincia di Isernia, dove storia, cultura e tradizioni coesistono in grande armonia. Di origini molto antiche, il borgo fu abitato sin dall’epoca pre-romanica da popolazioni sannitiche dei cui insediamenti restano tracce nelle mura megalitiche ancora oggi visibili.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/FROSOLONEVISTA.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Grazie alla sua ordinata e pulita struttura urbana Frosolone offre al visitatore la possibilità di percorrere le rilassanti e suggestive viuzze del centro storico dove potrà gustare le classiche atmosfere medievali. Pur non avendo monumenti di grande richiamo, &nbsp;Frosolone conserva alcune architetture e luoghi di un certo interesse come il Palazzo Baronale della nobile famiglia Zampini che lo possiede dal 1771. Fu sede principale dei feudatari di Frosolone finché non venne acquistato agli inizi dell’Ottocento dalla famiglia Zampini. &nbsp;Il palazzo si presenta massiccio con una parte della struttura quadrangolare e un’altra parte rettangolare dove si alternano pietra e intonaco. Nella parte superiore spicca il loggiato cinquecentesco con sette archi e nella parte inferiore quattro grandi arcate in pietra.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/frosolone2.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'etimologia di Frosolone è dibattuta ma sembra riconducibile al latino fre(n)sus da frendere ‘macinare, triturare’, attraverso la forma *fresulu a cui è aggiunto il suffisso -ōne, in riferimento a un posto franoso, con detriti di roccia. Devono essere considerate paretimologie le ipotesi che fanno derivare il nome Frosolone dal frosone, che alcuni identificano come l'uccello presente nel gonfalone comunale, così come quella che lo associa a un non identificato insediamento sannitico citato da Livio, Fresilia e quella secondo la quale Frosolone sarebbe stato fondato da monaci benedettini provenienti da Frosinone, che avrebbero dunque chiamato il nuovo insediamento con il nome del loro luogo di provenienza.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/frosolone1.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Adagiato su un promontorio e incastonato in un paesaggio da sogno, il borgo di Frosolone è come uno scrigno ricco di storia: la storia dei terremoti, che nel corso dei secoli hanno segnato i muri ma non hanno piegato la voglia di rimboccarsi le maniche degli abitanti, e la storia degli artigiani esperti conoscitori dell’arte della lavorazione del metallo per preparare coltelli e lame. Ancora oggi a Frosolone, in provincia di Isernia e situato a poco più di trenta chilometri da Campobasso, ci sono botteghe che portano avanti una tradizione che fino al secolo scorso animava decine di negozietti del paese. Ma il piccolo borgo molisano circondato su tre lati da scarpate conserva anche importanti pagine di storia dell’arte, custodite nelle chiese che costellano il territorio, e una altrettanto importante tradizione agricola, con alcuni pastori ancora impegnati nella transumanza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Il museo dei ferri taglienti</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per celebrare la tradizione artigianale di fabbricazione di coltelli, alla fine del secolo scorso è stato aperto a Frosolone un vero e proprio museo che racchiude oggetti e attrezzi che descrivono l’evoluzione di quest’arte che nel borgo molisano ha stabilito la sua capitale. Centinaia i pezzi in esposizione grazie all’impegno del Comune. Gli spazi che ospitano il Museo dei ferri taglienti, dove tempo fa era possibile anche vedere all’opera le mani degli artigiani impegnati nella forgiatura, hanno riaperto le proprie porte ai visitatori nelle scorse settimane dopo la chiusura imposta dall’emergenza sanitaria scoppiata a inizio 2020. La riorganizzazione imposta dalla crisi di carattere sanitario richiede tuttavia la prenotazione della visita, che si può concordare contattando il municipio e i volontari che accompagnano il pubblico durante la visita. Tra il patrimonio conservato nelle sale anche attrezzi appartenuti ad alcuni tra i migliori lavoratori di forbici e coltelli di Frosolone del secolo scorso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/frosolonecoltelli.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In mostra inoltre ci sono lame da taglio militari messe a disposizione dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e i prodotti realizzati durante le manifestazioni organizzate negli anni recenti con la partecipazione di artigiani impegnati nella forgiatura a mano davanti agli occhi dei turisti. Dal 1996 Frosolone ospita infatti una vera e propria Mostra-mercato delle forbici e dei coltelli organizzata abitualmente nel mese di agosto. Bancarelle e botteghe, per tradizione, espongono i propri lavori in una tre-giorni di festa che ha guadagnato con il passare del tempo una rilevanza di carattere nazionale. Nel 2020 le limitazioni imposte per prevenire i contagi da coronavirus hanno spinto i promotori dell’evento verso una riflessione sull’opportunità di non organizzare la proposta con le modalità tradizionalmente scelte per la manifestazione, da sempre premiata dai visitatori. Tra gli appuntamenti entrati nel calendario tradizionale del borgo, infine, anche una sfilata estiva dei carri allegorici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/FROSOLONE3.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Il borgo medievale più forte del terremoto</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le testimonianze della storia antica di Frosolone sono ancora presenti, nonostante i terremoti che a più riprese hanno fatto tremare la terra sotto il paesino in provincia di Isernia. L’impianto medievale del borgo è ancora visibile. Le tre porte di Santa Maria, San Pietro e Sant’Angelo, con i loro archi, un tempo segnavano l’accesso al cuore dell’abitato. Passeggiare lungo le strade del paese, tuttavia, permette ancora di respirare un’atmosfera ricca di fascino. Da vedere, a Frosolone, non ci sono soltanto le botteghe dei coltellai. Merita attenzione anche il Palazzo baronale, con le sue arcate e un loggiato cinquecentesco. Anch’esso è un’eredità medievale che nel corso dei secoli ha cambiato forma e funzione ma resta a impreziosire il centro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/frosolonechiese.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Infine le chiese: il borgo dello splendido Molise ne conta ancora numerose, alcune delle quali danneggiate dalle scosse sismiche registrate nel corso dei secoli e poi recuperate. Su tutte va ricordata la chiesa di Santa Maria Assunta, con le sue tele dipinte e il campanile imponente. Poi San Pietro, con accanto il complesso dedicato a Santa Chiara, fondato nel 1367 e divenuto con il passare del tempo persino carcere. Infine la chiesa di San Michele Arcangelo che ancora mostra l’impianto duecentesco. Degna di una visita anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie, fuori dal centro. Trova spazio all’esterno del nucleo di antica formazione di Frosolone, inoltre, una fontana dedicata all’Immacolata risalente al secolo scorso e arricchita da lavatoi laterali. Poco distante dalle case, poi, capita tuttora di vedere gli animali degli allevatori locali, alcuni dei quali ancora dediti alla transumanza insieme alle loro bestie.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div></div><a href="https://youtu.be/yXg8VDd5FWE">https://youtu.be/yXg8VDd5FWE</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 06:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Toscani Medievali: Pienza - Città Ideale -]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Pienza è un piccolo borgo nel sud della Toscana, nella famosa Val d'Orcia, assolutamente da visitare. Si trova a circa 20 km a est di Montalcino e qualche km ad ovest di Montepulciano nella bellissima regione della Val d'Orcia a sud di Siena, tra soffici e poetiche colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell'Orcia con una vista mozzafiato.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/pienza1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pienza è una città di infinita bellezza, un borgo affacciato sulle dolci colline della Val d’orcio, ricco di storia e fascino. Pienza è famosa nel mondo per almeno tre buoni motivi:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nota come “la città ideale” voluta da Papa Pio II Il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e si trova all’interno del Parco della Val d’Orcia che a suo volta è patrimonio dell’umanità. Quindi è doppiamente patrimonio dell’umanità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pienza è un sogno divenuto realtà. Papa Pio II (da cui Pienza prende il nome) volle realizzare la città ideale proprio nel luogo dove era nato, conosciuto all’epoca col nome di Corsignano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ancora oggi questo splendido borgo toscano è un esempio unico per l’organizzazione degli spazi urbani. Le prospettive geometriche, le impressionanti volumetrie della Cattedrale e del palazzo Piccolomini, l’accurato riempimento degli spazi al centro del vecchio borgo medievale rappresentano una notevole testimonianza del genio architettonico dell’epoca. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Potrete passeggiare per le vie di Pienza toccando con mano la vera anima del Rinascimento Italiano.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Pienza_Piazza_Pio_II.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa vedere a Pienza</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Passeggiando per il centro storico, nella Piazza Pio II, immancabile è la visita al Duomo, la Cattedrale dell'Assunta. Al suo interno ospita importanti e notevoli dipinti dei più rinomati artisti del tempo, mentre il bel campanile dalla forma ottagonale si erge sopra l'antica cripta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di fronte al Duomo si può notare il Palazzo Comunale, edificio storico risalente alla metà del 1400 con la sua caratteristica principale: l'ampio loggiato cha ha sulla facciata. Sempre nella Piazza principale, spicca l'imponente Museo-Palazzo Piccolomini con il suo giardino pensile dal quale si può ammirare un panorama davvero unico su tutta la Val d'Orcia, da Montalcino fino al Monte Amiata. A completare la chiusura della piazza centrale si può visitare il Palazzo Borgia, sede del Museo Diocesano di Pienza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/pienza2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dentro l’ex conservatorio di San Carlo, si trova oggi il Museo Archeologico di Pienza, un edificio di origine medievale, con in mostra collezioni archeologiche ed etrusche ed un percorso espositivo che documenta la storia urbanistica e architettonica del territorio di Pienza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A pochi passi dal centro storico, con una breve passeggiata si arriva alla Pieve di Corsignano: una chiesa romanica con tre navate, le cui origini risalgono al VII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Nei dintorni:</span></div></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre al centro storico, nei dintorni di Pienza ci sono tanti tesori scoprire. Assolutamente da non perdere La Cappella della Madonna di Vitaletà. Sicuramente l’avrete vista in una cartolina. Questa piccola chiesetta con i suoi cipressi è uno dei luoghi simbolo della Val d’Orcia. La troverete ad appena 5 Km da Pienza in direzione San Quirico lungo la Strada Provinciale 146 di Chianciano ma per raggiungerla dovrete camminare un po’.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Cap_vitaletapienza.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">A meno di di 1 km da Pienza, subito sotto le mura della città potrete visitare la Pieve di Corsignano. Una chiesetta in stile romanico dalle antichissime origini. Entrando sulla destra si trova la fonte battesimale originale dove furono battezzati sia Papa Pio II che suo nipote Papa Pio III.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalla Pieve di Corsignano proseguendo per la strada sterrata che scende verso la Val d’Orcia raggiungerete i campi resi celebri dal film Il Gladiatore.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/gladiatore-valdorcia.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Colline ondulate, antichi borghi, vigneti e torri: la Val d'Orcia è una terra molto speciale, un angolo di campagna senese dove la natura e l’opera dell’uomo si sono unite in un connubio perfetto. In un weekend si possono scoprire tutti i gioielli di questo fantastico territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Merita una menzione anche Monticchiello, piccola frazione del comune che, col suo Cassero, le mura e la porta medievale svetta sullo splendido paesaggio della valle. Gli abitanti del borgo tengono viva l’antica tradizione del Teatro Povero, testimone della vivacità culturale del paese e dell attaccamento della popolazione alla propria storia e identità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/monticchiellomedievale.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Prodotti tipici</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per completare il viaggio non può mancare una sosta golosa a tavola, per scoprire i prodotti tipici del territorio, come il pecorino di Pienza, lo zafferano, il pregiato Tartufo, i salumi di Cinta senese e i pici: spaghettoni fatti a mano e conditi con un sugo all’aglio o un ragù di oca. Il tutto ovviamente accompagnato da un calice di vino locale: Brunello di Montalcino, rosso di Montalcino e Orcia Doc.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><b>Guarda il Video di Pienza</b></span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/kiD0misWDSM">https://youtu.be/kiD0misWDSM</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 06:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Frosinone: Certosa di Trisulti]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel territorio di Collepardo, comune insignito dal Touring Club Italiano del marchio di qualità “Bandiera Arancione”, sorge, a circa 800 m. d’altezza, sotto la cresta rocciosa del monte Rotonaria, tra il verde dei boschi che la circondano, la Certosa di Trisulti, splendido esempio di architettura religiosa in montagna.</span><span class="fs12lh1-5 ff1">È collocata tra boschi di querce, nella cosiddetta Selva d'Ecio, alle falde del monte Rotonaria (Monti Ernici), a 825 m di altitudine e a 6 km a nord-est del centro abitato.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questo posto cosi solitario ed ideale per la preghiera è affidato ai Cistercensi, che ancora oggi danno il benvenuto ai visitatori tra chiostri silenziosi ed antichi laboratori di farmacia ed erboristeria.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/certosatrisulti1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le sue origini risalgono all’anno Mille, quando S. Domenico da Foligno, monaco benedettino, fondò in questo posto di selvaggia bellezza e solitudine, già luogo di eremitaggi, come ci testimonia la vicina mistica grotta della Madonna delle Cese, incavata nella montagna e costruita sotto un’alta rupe, un monastero dedicato a S. Benedetto. Per volere del papa anagnino Innocenzo III, nel 1204 l’abbazia e i beni passarono ai Certosini, che curarono la costruzione di un nuovo monastero più conforme alla loro vita e regola monastica. Il cenobio è un complesso organico di edifici, viali e giardini in un breve piazzale che si affaccia su una voragine boscosa. Su questo piazzale troviamo l’antica Foresteria in stile romanico-gotico, detta “Palazzo di Innocenzo III”, che infatti qui amava soggiornare, ed è oggi sede dell’importante biblioteca che vanta oltre 36.000 volumi. Di fronte sorge la chiesa abbaziale dedicata a S. Bartolomeo. Rimaneggiata nel corso dei secoli, è di stile settecentesco, con facciata neoclassica. L’interno ad una navata è divisa da un’iconostasi in due parti, quella dei conversi e quella dei Padri, secondo la peculiare caratteristica della chiesa certosina; in ambedue notevoli sono i cori in legno. Alle pareti si possono ammirare i dipinti di Filippo Balbi, mentre la volta a botte è decorata con affreschi di Giuseppe Caci. Mirabili sono i due chiostri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/certosatrisulti2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il più piccolo racchiude il cimitero certosino, a sinistra del quale si apre la sala capitolare (con pavimento ad intarsio sul fondo di noce scuro), sulle cui pareti si ammirano otto quadri sulla Maddalena, probabilmente opera del Caci. Il grande chiostro, del 1700, invece, si trova su un piano più basso rispetto a quello della chiesa, ed è di stile Rinascimentale. Un’attenzione particolare va anche rivolta alla sagrestia, notevole per i suoi mobili in noce di scuola certosina e per gli affreschi realizzati nella volta che rappresentano la vita della Vergine. Gioiello della Certosa è la Farmacia, sistemata in una palazzina con antistante giardino caratterizzato da siepi di bosso, modellate in forme curiose dai stessi frati, un tempo orto botanico. Essa fu realizzata nel secolo XVIII, ma da sempre i monaci della Certosa hanno raccolto sulle montagne circostanti erbe con cui preparare medicamenti, unguenti, droghe che riponevano in vasi di terracotta maiolicata. Questi si possono ancora ammirare ben allineati in una delle due deliziose salette. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Ancora oggi permane la produzione di liquori tradizionali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/farmaciariuslti.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le sale della farmacia sono arredate con mobili settecenteschi e belle scaffalature in legno, sulle quali appaiono in bella mostra scatole di faggio e vasi in vetro e ceramica. Singolare è la decorazione pittorica, soprattutto del cosiddetto, salottino del Balbi, il salotto d’attesa che ha preso il nome del principale decoratore dell’intero complesso, il pittore napoletano Filippo Balbi, che fra il 1857 e il 1865 soggiornò a lungo nella Certosa per rifugiarsi dall’assedio borbonico ed eseguì numerosi dipinti. L’attenzione del visitatore è però attirata dalle volte a crociera della sala principale della spezieria, decorata sul finire del Settecento da Giacomo Manco in stile pompeiano, in ossequio alla moda esplosa dopo i primi ritrovamenti di pitture in Pompei ed Ercolano. Infine, sempre nella Farmacia, si può ammirare un suggestivo dipinto del Balbi, a grandezza naturale, raffigurante Frà Benedetto Ricciardi, direttore della Farmacia fino al 1863 anno della sua morte.</span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questo dipinto, per gli abili giochi di prospettiva, mostra un’impronta di forte realismo. Per tutte queste particolarità, per la varietà di stili e di temi, per l’importanza storica ed artistica, la Certosa di Trisulti, abitata e gestita dai padri Cistercensi dal 1947, fu dichiarata Monumento Nazionale nel 1890.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/TRISULTICERTOSACOPERTINA2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ristrutturata nel XVII secolo, stupisce il visitatore per la bellezza della sua chiesa dedicata a S. Bartolomeo e la farmacia, o meglio spezieria, dando la sensazione di essere tornati in dietro nel tempo e poter incontrar, da un momento all’altro, uno dei monaci dall’abito bianco. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Per entrare nella certosa, racchiusa da mura, bisogna varcare il grande portale sormontato da un busto di San Bartolomeo, opera di Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo Buonarroti. Sopra di esso si apre una caditoia che rievoca lotte di altri tempi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una prima abbazia benedettina fu fondata nel 996 da san Domenico di Sora: di essa restano alcuni ruderi a poca distanza dall'odierno complesso. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">L'abbazia attuale fu costruita nel 1204 nei pressi della precedente, ma in un sito più accessibile, per volere di papa Innocenzo III dei conti di Segni e fu assegnata ai Certosini. La chiesa abbaziale di San Bartolomeo fu consacrata nel 1211. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel piazzale principale si trovano l'antica foresteria romanico-gotica detta "Palazzo di Innocenzo III", che si caratterizza per il portico e la terrazza e che ospita un'antica biblioteca (36.000 volumi), e la chiesa di San Bartolomeo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La facciata della chiesa di San Bartolomeo fu realizzata nel 1768 dall'architetto Paolo Posi. Alla originaria struttura gotica si è sovrapposto, negli anni, &nbsp;un impianto decorativo barocco<br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/trisultisanbartolomeo1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">La chiesa è dedicata alla Vergine Assunta, a san Bartolomeo e al fondatore dei certosini san Bruno ed è stata più volte rimaneggiata, cosicché all'originaria struttura gotica si è sovrapposto un impianto decorativo barocco; la facciata è del 1798 ed è stata realizzata dall'architetto Paolo Posi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Conformemente alla tradizione architettonica certosina, la chiesa &nbsp;è divisa in tre parti: Coro dei Fratelli Conversi, Coro dei Padri e Presbiterio. I due cori, divisi tra loro da un muro divisorio, comunicano tramite una splendida porta lignea, opera dell'intagliatore altoatesino Giuseppe Kofler. Il quadro a sinistra di questa porta raffigura San Giovanni Battista, il quadro a destra San Michele Arcangelo. Si tratta purtroppo di copie in quanto gli originali sono stati rubati da mani sacrileghe. Sotto gli altari si trovano i corpi di due santi martiri riccamente vestiti: San Benedetto e San Bonifacio. Il dettaglio del pavimento del Coro dei Padri riproduce la stessa forma del pavimento della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma &nbsp;(F. Girolami). Notevoli i due cori lignei: uno, del 1564, è opera del certosino Mastro Iacobo e l'altro del certosino frate Stefano. Nella chiesa sono conservate pregevoli opere pittoriche di Filippo Balbi, tra cui un dipinto sulla strage degli innocenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/trisultisanbartolomeo2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Sull'altare maggiore il Tabernacolo settecentesco di Mattia Venturesi e la Pala di Vincenzo Manenti raffigurante la Madonna in trono con Bambino e i Santi Bartolomeo e Bruno. Nella pareti della navata, le quattro grandi tele ottocentesche di Filippo Balbi con storie certosine e dell’antico testamento e, dello stesso autore, la serie di ovali con santi e beati dell’ordine. La collezione riproduce anche le tele di XVII e XVIII secolo conservate sugli altari delle cappelle laterali e la decorazione della sala capitolare realizzata da Giacomo Manco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/trisultisanbartolomeo3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli affreschi della volta, raffiguranti una Gloria del Paradiso, sono stati realizzati da Giuseppe Caci nel 1683; &nbsp;di Vincenzo Manenti è la pala d'altare che raffigura una Madonna in trono con il Bambino e i santi Bartolomeo e Bruno, quest'ultimo fondatore dell'ordine certosino.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner1_wfuqgehx.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>L'antica farmacia</b></span><span class="fs12lh1-5 ff1"> è un ambiente affascinante e prezioso. &nbsp;E' decorata con realistici trompe-l'œil di ispirazione pompeiana e presenta arredi settecenteschi di Giuseppe Kofler e scaffalature in legno con i vasi in vetro cui venivano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti, le antiche ricette di magici infusi che i monaci realizzano con erbe medicinali ed aromatiche coltivate nei loro giardini. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Interessante il giardino antistante la farmacia in cui le siepi di bosso ripropongono forme animali: un tempo era l'orto botanico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/giardinofarmacia-triuslti.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">L'antica farmacia, è costituita da vari ambienti su due livelli. Segue lo stile pompeiano in voga sul finire del Settecento anche la decorazione della volta a crociera della sala principale, ideata dal Filippo Balbi e affrescata da Giacomo Manco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Salottino di Filippo Balbi. Sul pavimento musivo una enorme clessidra alata inscritta in un cerchio, attorno alla quale sono disposti i nomi delle virtù umane (ma non solo teologiche): costanza, saggezza, moderazione, verità, sincerità, obbedienza, pazienza, compassione, perseveranza, fedeltà, perfezione, rettitudine. Al centro, la scritta "Memini, volat irreparabile tempus" ("Ricorda, il tempo vola irreparabilmente"). Esternamente, sfere e cuori concentrici, in bianco e rosso – Foto di Emilia Trovini</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/salottinofarmacizatrisulti.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il salotto d'attesa è detto Salottino del Balbi: anch'esso è stato decorato — in maniera molto originale — dal pittore napoletano; il dipinto che ritrae frate Benedetto Ricciardi, all'epoca direttore della farmacia, si distingue per l'elevato realismo e la complessa costruzione prospettica. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Nella farmacia si possono vedere i vasi in cui erano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video dell'bbazia di Trisulti</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/g5EKj3-vK6g">https://youtu.be/g5EKj3-vK6g</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 07:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Medievali in Umbria: TODI (Perugia)]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A1"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un centro medievale ben conservato, magnifici palazzi, incantevoli giardini e panorami della valle del Tevere: ecco gli ingredienti di una delle cittadine di collina più affascinanti dell'Umbria. Todi, che dista circa 2 ore di auto da Roma, si trova nell'area sud-occidentale della provincia di Perugia. L'uscita autostradale più vicina è quella di Orvieto, mentre nel territorio comunale è presente la stazione di Todi Ponte Rio della Ferrovia Centrale Umbra. Grazie a un invidiabile fascino vecchio stile, Todi rappresenta un antidoto ideale alla maggior parte delle destinazioni italiane, caratterizzate da un'intensa presenza turistica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Todi_panoramaCOP.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il cuore della città è un quartiere medievale protetto da cerchi concentrici di mura erette in periodi storici diversi. Il primo, il secondo e il terzo cerchio delle mura risalgono rispettivamente al periodo etrusco, a quello romano e al Medioevo. La città è ricca di chiese, tra le quali vale la pena ricordare il Tempio di San Fortunato. Fuori dalle mura del centro storico sorge il capolavoro rinascimentale del XVI secolo, Santa Maria della Consolazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Todi_panorama1.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fu una delle città a contatto con la civiltà etrusca che prosperava sulla riva destra del Tevere. In epoca romana fu colonia e municipio. Grazie alla sua posizione arroccata e al suo solido sistema difensivo non dovette subire le distruzioni delle invasioni barbariche e poté continuare a vivere in relativa tranquillità anche durante le turbolenze dell'Alto Medioevo. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel XII secolo divenne libero Comune, inaugurando un periodo molto fortunato, nel quale la città si arricchì di pregevoli monumenti. La sua indipendenza non durò a lungo a causa delle continue lotte contro Spoleto, Orvieto e Narni. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1230 nacque a Todi il poeta religioso più rappresentativo del XIII secolo: Jacopo Benedetti noto come </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Jacopone da Todi</span><span class="fs14lh1-5 ff1">.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'instabilità politica e militare continuò fino al XVI secolo, quando, dopo varie dominazioni, entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Todi_panorama2.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">ARTE, CULTURA, AMBIENTE</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Todi è cinta da tre concentriche cerchia di mura, che testimoniano l'estensione raggiunta dalla città rispettivamente in epoca umbro-romana, romana e medievale. Poco prima di entrare nel cuore del centro storico si incontra l'imponente chiesa di Santa Maria della Consolazione, una delle opere più alte del Rinascimento in Umbria, iniziata nel 1508 su progetto attribuito al Bramante e conclusa nel 1617 con il contributo di insigni architetti dell'epoca.</span></div> &nbsp;<div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel cuore della città si ammira la splendida piazza del Popolo, una delle più belle d'Italia, dove si affacciano i volumi monumentali dei palazzi laici e del complesso religioso: il palazzo del Popolo, detto anche palazzo Vecchio, uno tra i più antichi edifici comunali italiani, eretto tra il 1214 ed il 1228 con un'ampia loggia a pilastro centrale al piano terra e il palazzo del Capitano (fine XIII secolo), detto palazzo Nuovo in stile gotico. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Un cavalcavia seicentesco unisce i due palazzi che sono oggi sede municipale e dei musei comunali.</span></div><div class="fs14lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify">Il Duomo, intitolato a Maria Santissima Annunziata, del XII secolo poi ampliato in fasi successive nel corso del XIII e XIV secolo, si apre al termine di una ripida scalinata e presenta in facciata uno splendido rosone centrale.</div><div class="imTAJustify">Da vedere anche l'abside romanica a due piani, della fine del XII secolo e all'interno della chiesa, in controfacciata, il <em>Giudizio Universale</em> di Ferraù Fenzoni. Accanto al Duomo sorge il palazzo Vescovile. Dirimpetto al Duomo si può osservare il palazzo dei Priori, realizzato tra il 1334 ed il 1347 in forme gotiche e con una torre quadrangolare.</div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Todi_panorama3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> <div class="fs14lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify">Opera di notevole pregio artistico è il tempio di San Fortunato (XIII-XV secolo), collocato in cima a un'imponente scalinata, è un notevole esempio di stile gotico umbro. All’interno la cripta che conserva le spoglie del frate-poeta Jacopone da Todi e, in un sacello isolato, quelle dei santi protettori della città: Fortunato, Callisto, Cassiano, Degna e Romana.</div></div></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da piazzale IV Novembre, punto più alto della città dove si trovano i ruderi della Rocca distrutta nel 1503, si può ammirare uno splendido panorama sulla vallata del Tevere e su tutto il territorio della campagna sottostante: dai muraglioni del parco della Rocca è ancora oggi possibile scorgere i resti dei castelli che un tempo formavano un sistema difensivo particolarmente efficace ed articolato. Tra i numerosi avamposti uno dei più suggestivi è il castello di Montenero, immerso in una fitta pineta a dominio di tutto il versante meridionale del territorio comunale.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nei dintorni da vedere il complesso di Collevalenza (chiesa e Santuario dell'Amore Misericordioso), tra gli esempi più coraggiosi in Italia di moderna architettura religiosa, disegnato dall'architetto madrileno Giulio Lafuente e realizzato nel 1965, oggi meta di frequenti pellegrinaggi e sede di convegni e ritiri spirituali. Notevole anche il convento di Montesanto, edificio religioso di stampo tradizionale, famoso per aver ospitato, nei primi del '400, il ritiro di San Bernardino: davanti all'ingresso della chiesa, in quella occasione, fu piantato un tiglio ancora visibile. Sopra l'altare si trovava, fino all'arrivo delle truppe napoleoniche, una splendida pala raffigurante l'Incoronazione della Vergine realizzata da Giovanni di Pietro detto lo Spagna, che oggi arricchisce il patrimonio artistico del Museo Pinacoteca, ospitato all'ultimo piano dei Palazzi del Podestà e del Capitano del Popolo.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/palomba-alla-ghiottaetodi.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">ENOGASTRONOMIA</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cucina locale, rimanendo fedele alle più longeve tradizioni umbre, non lascia niente al caso. Sulle tavole tuderti troveremo sicuramente il pan caciato o nociato, ovvero un piccolo pane di forma rotonda con un impasto a base di noci, formaggio e uvetta. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">D'inverno la vera leccornia è la palomba alla ghiotta: piccioni cotti allo spiedo che, in genere, vengono accompagnati da un buon bicchiere di </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Grechetto di Todi DOC</span><span class="fs14lh1-5 ff1">, un vino che seppe ammaliare persino il grande Plinio il Vecchio.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div> &nbsp;<div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">RICONOSCIMENTI</span></div><div class="fs14lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify">Per la prima volta Todi è stato riconosciuto comune virtuoso in termini di sostenibilità ambientale e qualità della vita, con l'assegnazione della bandiera "Spighe Verdi" 2020 da parte di FEE Italia – Foundation for Environmental Education e Confagricoltura. </div><div class="imTAJustify">Tanti gli indicatori presi in considerazione, tra cui l’educazione allo sviluppo sostenibile; la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; la valorizzazione delle aree naturalistiche e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti. &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter">Guarda il Video del Borgo</div><div class="imTACenter"><br></div></div></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff2"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff2"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 ff2"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/AdW5BRUae20">https://youtu.be/AdW5BRUae20</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 06:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli Medievali: Rocca Roveresca di Senigallia ]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Marche"><![CDATA[Marche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A0"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La Rocca di Senigallia, così come appare oggi è il prodotto di un processo evolutivo verificatosi attraverso i secoli. Il monumento risulta articolato in due rocche, l'una inglobata dentro all'altra: il corpo centrale, destinato a residenza signorile, è circondato dalla costruzione destinata alla difesa militare. Il grande complesso architettonico è frutto di fasi costruttive succedutesi nel corso dei secoli a partire dalla prima torre difensiva di epoca romana; a seguire la rocca voluta dal cardinal Albornoz nel XIV secolo, l'ampliamento dei Malatesta alla metà del XV secolo e infine l'intervento roveresco degli anni Ottanta del XV secolo. Quest'ultima ristrutturazione rinascimentale predomina sulle altre. La Rocca può essere definita uno straordinario libro di storia: infatti è il risultato della sovrapposizione di strutture difensive succedutesi nei secoli, fin dalle origini della città, in un sito di determinante importanza strategica.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/rocca-roveresca-senigallia-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">All'interno si individuano i resti dei massicci blocchi tufacei della fondazione romana, in grande evidenza nella parete del cortile a sinistra di chi entra; di fronte all'ingresso si notano invece i resti di una millenaria torre quadrangolare in blocchi calcarei poi inglobata (seconda metà XIV secolo) nella Rocchetta voluta dal cardinale Egidio Albornoz, a ridosso della quale verso la metà del secolo successivo (XV) sorse la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesti. L'intervento conclusivo (1476-1482) fu affidato da Giovanni della Rovere a Baccio Pontelli e Luciano Laurana, gli architetti ducali. Nella sua storia millenaria la Rocca, arresasi nel 1503 a Cesare Borgia che a Senigallia compì la celebre strage descritta da Nicolò Machiavelli, non fu solo una fortezza, ma anche una dimora signorile, nonchè sede di una scuola di artiglieria fondata da Guidubaldo II della Rovere nel 1533. Estintasi la dinastia ducale, dopo il ritorno nel 1631 della città sotto il dominio della Chiesa, la Rocca fu dapprima utilizzata come carcere pontificio, successivamente come orfanotrofio. Oggi ospita mostre d'arte e prestigiose manifestazioni culturali.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/rocca-roveresca-senigallia-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Rocca Roveresca mostra all'esterno una struttura semplice e regolare dovuta al progetto di Baccio Pontelli che circondò la residenza signorile con una cinta quadrilatera ai cui angoli sono posti quattro bassi torrioni circolari, collegati fra loro e con il corpo centrale, da un organico sistema di comunicazione, verticale e orizzontale. L'apparente irregolarità degli spazi interni e dei percorsi è una caratteristica delle fortificazioni alla "moderna" e quindi cercata dallo stesso Pontelli, con lo scopo di creare un senso di disorientamento. La complessità della struttura, dovuta anche alle stratificazioni storiche e progettuali, si manifesta dunque all'interno dove la dislocazione degli spazi risulta labirintica. Il cortile adempiva al duplice uso di cortile di casermaggio e di cortile di rappresentanza con un pozzetto decentrato tipico del rinascimento ed è funzionalmente elemento di raccordo tra l'ingresso dall'esterno, dal quale si accede attraverso il ponte levatoio e tra la parte residenziale e quella militare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/rocca-roveresca-senigallia-cortile.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cortile</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tale cortile appare tipicamente quattrocentesco; tuttavia conserva chiare tracce delle costruzioni precedenti e consente una lettura delle quattro fasi principali vissute dalla Rocca. Di fronte all'ingresso principale possiamo vedere un muro della torre su cui si leggono tutte le vicende architettoniche della rocca: dalla base romana, alla prosecuzione della Rocchetta trecentesca, dovuta all'opera del cardinal Albornoz intorno al 1350, alla prima rocca quattrocentesca, fatta costruire un secolo dopo da Sigismondo Pandolfo Malatesta, ai segni dell'età roveresca, che consistono nel taglio in alto del maschio presente nelle precedenti costruzioni, in seguito alle nuove esigenze dovute all'introduzione dell'artiglieria. Questa parte della Rocca, frutto di molti cambiamenti succedutesi nel tempo, indica chiaramente che la zona su cui essa sorge è sempre stata considerata punto strategico della città per la costruzione di una fortificazione che costituisse il fulcro delle opere di difesa. Il muro con le arcate che si vede sul lato destro del cortile fa parte della cortina trecentesca, anche se esse furono rafforzate quando si rese necessario l'ampliamento della sezione del muro difensivo per creare piani di spostamento per l'artiglieria, in muratura, che sostituirono i camminamenti di legno. La cisterna della raccolta delle acque, posta accanto al pozzetto quattrocentesco risale al XIV secolo. Essa è circolare con un andamento verticale leggermente a pigna. La sua collocazione di particolare bellezza e funzionalità ci permette di affermare che nei secoli l'attuale cortile fu sempre destinato a spazio libero, più o meno ampio, circondato da mura difensive. Analoga cosa si può dire per l'ingresso: esso in tutte le costruzioni ha mantenuto la stessa posizione, come dimostra l'andamento delle mura difensive delle rocche precedenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/rocca-roveresca-di-senigalliatorroni.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torrioni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ai vertici della struttura principale si sviluppano quattro torrioni di forma circolare come era tipico del periodo di transizione di fine XV secolo. Le “cronache cittadine” quattrocentesche narrano che il primo torrione ad essere edificato è quello a mare, a nord verso Fano, il secondo, quello a mare ad est verso Ancona, il terzo ad ovest verso l'antistante piazza e l'ultimo a sud. La successione delle costruzioni rivela che i pericoli più minacciosi per Senigallia alla fine del quindicesimo secolo erano considerati quelli che potevano venire dal mare, fatto particolarmente vero nei periodi di costruzione della rocca roveresca, quando le incursioni dei turchi minacciavano tutta la costa adriatica. Ciò è testimoniato anche dalla presenza nel lato nord-est della fortezza, quello a mare, di poche aperture e di un'unica porta apribile esclusivamente dall'interno, costruita successivamente. I torrioni, nonostante le apparenze sono tutti di dimensioni differenti e, facendo il giro del terrazzo, si può notare come essi fossero costruiti a difesa del corpo centrale della rocca, evidenziando ancora una volta l'originalità di questo monumento che mostra, in effetti, come le rocche siano due, l'una completamente inglobata nell'altra. Attraverso il vetro della struttura posta a difesa dell'opera di restauro, si possono vedere i merli della prima rocca quattrocentesca e le strutture architettoniche che consentivano la mobilità del ponte levatoio. Affacciandosi da uno dei torrioni a mare è possibile immaginare meglio quale fosse la potenzialità difensiva della rocca. La sua massiccia struttura era circondata da un fossato pieno d'acqua, la cui immissione era regolata da un sistema di portelle e contenuta da un muro di cinta, grosso modo circolare, come risulta da antichi disegni. Tutt'attorno al terrazzo sono visibili troniere con la scritta IO DUX –IO PRE e, all'esterno, il grandioso coronamento di beccatelli in bianca pietra d'Istria che costituisce un piacevole contrasto con il mattone impiegato per l'intera costruzione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/rocca-roveresca-senigallia-sale.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sale interne</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per quanto riguarda la struttura interna, la zona residenziale si sviluppa su tre livelli, serviti da una scala a due rampe, con accesso dal cortile interno. Il livello inferiore era adibito alla guarnigione e all'alloggiamento per gli ufficiali della milizia preposta alla difesa della rocca. In fondo al corridoio terminale di quest'appartamento è ancora possibile una rilettura delle fasi di costruzione e ristrutturazione della rocca: quella trecentesca, malatestiana di cui si può intravedere lo sperone sotto la grata, e roveresca. I locali superiori (tre saloni) erano riservati alla rappresentanza e alla residenza del Duca. La sala posta al piano del terrazzo fa parte della zona destinata da Giovanni Della Rovere a residenza della sua corte nei momenti di emergenza. Infatti, contemporaneamente a questi appartamenti, egli diede inizio all'edificazione di un vero e proprio palazzo, oggi distrutto di cui resta solo un bellissimo stemma, riproposto in maniera semplificata al secondo piano di questo edificio. Lo stemma di Giovanni Della Rovere che consiste in una sfinge senz'ali sormontata da sette serpenti e posta sopra un cimiero, era anche raffigurata in un bassorilievo collocato sul torrione sud. Questa sala era uno dei tre saloni di rappresentanza, quelli in cui avrebbero potuto svolgersi le feste della corte e dei quali oggi è visibile solo questo. Il locale fu destinato a cappella, presumibilmente in epoca pontificia, quando la rocca fu adibita a carcere. Attraverso lo scalone principale della zona destinata a residenza, si accede al vero e proprio appartamento ducale. La disposizione degli ambienti è estremamente semplice, dato lo spazio molto limitato in quanto questa era considerata una residenza per i momenti di emergenza. Si possono notare in questa sala i capitelli finemente lavorati, e sulla destra rispetto all'ingresso, i due che raffigurano la sfinge non alata, emblema di Giovanni Della Rovere. Anche qui compaiono le scritte IO DUX – IO PRE che si riferiscono ai titoli maggiori che il Della Rovere ebbe: quello di Duca di Sora e quello di Prefetto di Roma. Anche il matrimonio con Giovanna Da Montefeltro comportò l'acquisizione, nello stemma roveresco, del cosiddetto “quarto di parentela”, cioè delle bande azzurre e oro con l'aquiletta della casata montefeltresca. Questi stemmi sono inseriti al centro delle volte dei soffitti di questo appartamento e, a seconda che vi compaiono o no lo stemma dei montefeltro è possibile risalire alla loro datazione. Infatti, prima del 1478, data del matrimonio, troviamo nell'arme roveresca due roveri, uno dei quali sarebbe stato sostituito dalle bande urbinati. Il motivo delle foglie di rovere e delle ghiande è presente sulle cornici delle porte e delle finestre. Di particolare interesse è la cappellina di questo appartamento: essa è a pianta quadrilatera sormontata da una cupola. Notevole è la soluzione della smussatura degli angoli dei muri attraverso stucchi che conferisce alla cappellina un aspetto armonioso. Il granaio era un locale di servizio della zona residenziale, caratterizzato soprattutto dalla presenza di un grosso serbatoio destinato probabilmente a contenere il grano necessario per i rifornimenti a coloro che risiedevano nella rocca particolarmente in caso di assedio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/rocca-roveresca-senigallia-sotterranei.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sotterranei</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nei sotterranei sono ubicate, in un locale quadrangolare le celle per i detenuti. Queste anguste prigioni furono ricavate da luoghi probabilmente strutturati in origine per essere cannoniere. Sono vere e proprie celle di morte, come si può rilevare dalle piccole prese d'aria che consentivano, più che la sopravvivenza, una lenta agonia. Non è possibile precisare quando sia avvenuta la trasformazione delle cannoniere in celle, probabilmente quando la rocca fu adibita a carcere. Dal percorso per accedere al piano superiore è visibile l'antica torre difensiva romana costruita con pietra calcarea spugnosa lavorata in grossi blocchi rettangolari bugnati, alcuni dei quali corrosi ma in complesso molto ben conservati, in quanto la torre fu inglobata nelle successive ristrutturazioni che l'hanno protetta dall'azione corrosiva degli agenti atmosferici. Per collegare questi ambienti venne realizzata una bellissima scala a chiocciola tuttavia mai usata. Lo conferma la mancanza dei lavori di protezione che avrebbero dovuto attenuare la pericolosità dei ripidi gradini monolitici. Non sono, infatti, mai state trovate tracce di una ringhiera. Tutta realizzata in pietra bianca d'Istria, essa è sicuramente il pezzo di maggior pregio della struttura sia dal punto di vista stilistico che da quello ingegneristico.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/7C34y8w_qGU">https://youtu.be/7C34y8w_qGU</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 07:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Città d'Arte in Piemonte: Torino - La prima Capitale d'Italia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009D"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torino è una aristocratica “vecchia signora” di più di duemila anni, le cui vestigia sono ancora visibili nei principali monumenti, nelle vie, nelle piazze e nel sottosuolo... una vecchia signora rinata dalle proprie ceneri più dinamica, innovativa e moderna che mai ma sempre orgogliosa del proprio grande passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/torinocop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La prima Capitale d’Italia ti invita a scoprire la sua storia antica e moderna, le Residenze Reali, i palazzi e i musei, i parchi e i viali alberati, il fiume e le alture, i ristoranti e i caffè storici, le lunghe vie porticate e i quartieri multietnici, i grandi eventi e i tanti piccoli piaceri che da sempre la rendono unica, in equilibrio tra la razionale urbanistica romana, il misurato sfarzo del barocco piemontese e l’originalità dell’architettura moderna e contemporanea. Torino va scoperta passo dopo passo, anche percorrendo strade e piazze con il naso all’insù, e soprattutto vissuta.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con i suoi musei di livello mondiale come il Museo Nazionale del Cinema e i Musei Nazionali dell’Automobile, le residenze reali, le magnifiche piazze e le chiese. Durante il vostro viaggio a Torino troverete tutto ciò che rende l’Italia un paese affascinante.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/torino1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 1997 le Residenze Reali di Torino e del Piemonte sono Patrimonio Mondiale dall’UNESCO. Nel loro insieme offrono uno straordinario affresco della storia del Piemonte e dell’Italia, con particolare riferimento agli avvenimenti che hanno portato all’unità nazionale: un circuito culturale, storico, architettonico e ambientale unico, fruibile e visitabile, con un valore universale eccezionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Torino città fanno parte del Patrimonio Mondiale, i Musei Reali (Palazzo Reale, Biblioteca Reale, Armeria Reale, Giardini Reali, Palazzo Chiablese), il Castello del Valentino, Palazzo Carignano, Palazzo Madama, Villa della Regina, l’Archivio di Stato, Palazzo della Prefettura, Cavallerizza Reale, l’Accademia Militare, la Regia Zecca di Stato, la facciata del Teatro Regio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/torino2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da non dimenticare la Riserva della Biosfera Collina Po, insignita del titolo UNESCO all'interno del Programma MaB (Man and Biosphere), un territorio lontano dallo stereotipo dell’area naturale classica ma con una ricchezza ambientale e paesaggistica che pochi grandi centri urbani vantano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torino si è conquistata a pieno titolo anche l’immagine di città innovativa, dinamica e in continua evoluzione, con spazi nuovi e grandi boulevard realizzati ex-novo o recuperati da zone industriali grazie ad architetti di fama mondiale: luoghi che hanno contribuito a conferirle il riconoscimento di Città Creativa Unesco per il Design.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/torino_piazza_castello.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Eccovi un piccolissimo esempio di cosa vedere a Torino:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Piazza Castello</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La famosa Piazza Castello e i monumenti storici che la circondano. Non potete mancarla durante il vostro viaggio a Torino, dato che è dove si trovano alcuni dei monumenti più importati come palazzo Madama o Palazzo Reale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante l’estate, questa piazza è anche famosa per i suoi rinfrescanti getti d’acqua o come location perfetta nella quale gustare un buon gelato italiano. Ci sono numerose gelaterie nei dintorni di questa piazza e nelle strade vicine. Dall’altro lato di Piazza Castello, in cui si trovano le torri di Palazzo Madama, è possibile vedere il memoriale della Prima Guerra Mondiale, in omaggio a Emanuele Filiberto, secondo Duca d’Aosta.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/TORINO-PALAZZO_REALE.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Palazzo Reale</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questo magnifico palazzo è chiaramente una delle cose da non perdere durante il vostro viaggio a Torino. &nbsp;L’ingresso principale del Palazzo Reale si trova in Piazza Castello. Costruito nel 1646, servì da residenza reale fino al 1865. Oggi è possibile visitare le varie sezioni del palazzo: Gli appartamenti del re, con decorazioni lussuose dorate ovunque. La Libreria Reale e i suoi 200,000 libri, tra cui figurano capolavori come l’autoritratto o il Codice sul volo degli uccelli di Leonardo da Vinci. L’Armeria Reale e la sua impressionante collezione di cavalli imbalsamati con i loro cavalieri armati. La galleria Sabauda, ​​che espone dipinti dal 14° al 20° secolo. I giardini reali (ingresso gratuito)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Torino-Museo-del-cinema.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Il museo del cinema / Mole Antonelliana</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Situato all’interno della Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema è per molti il ​​miglior museo della città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pochissime persone lo sanno: Torino è il luogo di nascita del cinema italiano! Non c’è da meravigliarsi se la città abbia bisogno di avere un meraviglioso museo dedicato alla settima arte. Le mostre sono molto ben strutturate e ripercorrono la storia del cinema con tutti i tipi di oggetti, dalle prime cineprese agli elmi della saga di Star Wars.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell’enorme sala principale, i sedili del cinema sono addirittura disposti per guardare dei film proiettati su 2 schermi giganti posizionati sul soffitto.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma se così tante persone visitano il museo, è soprattutto per la sua attrazione unica: l’ascensore panoramico con le pareti trasparenti che vi porteranno sulla piattaforma della Mole. Il luogo perfetto per godere di una vista a 360° su Torino.<br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/TORINO-Borgo_medievale.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Il Borgo Medievale di Torino</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il borgo medievale di Torino si trova nel cuore del Parco del Valentino. Fu creato nel 1884 per la mostra generale italiana che si svolse a Torino. Ricrea l’atmosfera di una tipica città piemontese del 15° secolo: è possibile vedere un ponte levatoio, dei negozi di artigianato e persino una cappella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si può inoltre visitare la fortezza, una ricostruzione di una residenza Signorile. Al suo interno, è possibile vedere la stanza delle armi, la sala da pranzo, le cucine ed i sotterranei che ospitano la prigione.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/Basilica_di_Superga_TORINO.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>La Basilica di Superga</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante il vostro viaggio a Torino sarà possibile vederla da lontano mentre passeggerete per le strade della città: la collina, alta 670m, con la basilica di Superga costruita sulla parte superiore cattura davvero l’attenzione. Da lì, la vista sulla città e sulle Alpi è mozzafiato!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per arrivarci, si consiglia di andare in auto o in funicolare per avere un’esperienza più tipica. Se desiderate andare lì a piedi, nessun problema, ma la salita non sarà facile!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La basilica è davvero notevole per la sua enorme facciata circolare con una cupola. All’interno è presente la cripta con le tombe del re di Casa Savoia e quelle dei principi e delle principesse. È anche possibile salire attraverso una stretta scala a chiocciola per accedere al balcone nella parte superiore della cupola e godere di una vista sulla collina circostante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La basilica è tristemente nota per la tragedia avvenuta nel 1949. L’aereo che trasportava la squadra di calcio del Torino, si schiantò su quella collina, demolendo anche una parte del convento. Da allora, è stato eretto un monumento funebre e la popolazione torinese viene a visitarla ogni anno nell’anniversario della tragedia.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Vedo su Torino</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/QoEzZjhFmdY">https://youtu.be/QoEzZjhFmdY</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Feb 2022 06:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi e Località Sciistiche: Courmayeur Mont Blanc]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009B"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Courmayeur si estende ai piedi del massiccio del Monte Bianco, in un anfiteatro verdeggiante cinto da foreste di conifere, montagne e ghiacciai. &nbsp;Pur essendo una località turistica di rilevanza internazionale, Courmayeur conserva un’atmosfera alpina autentica, che si avverte sia passeggiando tra i negozi del centro sia nei villaggi che circondano l’abitato principale e che si spingono fino alla testa della valle centrale, dove la Dora della Val Veny e la Dora della Val Ferret confluiscono nella Dora Baltea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/courmayer1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">C'è una cosa che rende Courmayeur Mont Blanc un posto unico al mondo: la sua posizione ai piedi del Monte Bianco. Già per questo meriterebbe una visita, ma in realtà ci sono tanti altri motivi che rendono questa località una delle più importanti delle Alpi, in inverno come d'estate.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Sciatori, snowboarder, alpinisti, freerider, amanti dello sci nordico: per loro Courmayeur è un'attrazione irresistibile. Anche l’estate non risparmia nessuno: trekking, alpinismo e trail running sono i protagonisti indiscussi della calda stagione. Per non nominare l’emozione unica dell’heliski. Per chi all’adrenalina preferisce una tranquilla e silenziosa passeggiata, a piedi o in bici, non mancano all’appello snow bike, fat bike e ciaspole.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’atmosfera alpina si ritrova anche negli alberghi e nelle altre strutture ricettive, dall’albergo di lusso al rifugio alpino e al campeggio, nei caffè storici del centro e nei ristoranti sulle piste: a Courmayeur accoglienza, amore per la tradizione e rispetto dell’architettura locale sono curati nel dettaglio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/courmayer2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">COSA VEDERE</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Santuario di Notre-Dame de la Guérison: posta all’ingresso della Val Veny, letteralmente ai piedi del ghiacciaio della Brenva, questa chiesetta – dice la tradizione – è teatro, dal ‘600, di guarigioni miracolose. Nell’edificio attuale, del 1867, le pareti sono interamente tappezzate di ex voto, stampelle e doni portati dai fedeli miracolati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa parrocchiale dei Santi Pantaleone e Valentino: il suo campanile, verosimilmente edificato tra l’XI e il XII secolo, ha una cuspide, modificata in un secondo tempo ed esempio rarissimo in Valle d’Aosta, a forma di tiara a ricordo, sembra, del soggiorno dei papi ad Avignone. Il tempio, risalente al Settecento, ospita, tutti del XVIII secolo: un interessante altare maggiore in marmo nero, una tela raffigurante il martirio di San Sebastiano e una singolare tela ex voto, che si ispira all’invasione da parte delle truppe francesi della Valle d’Aosta, invasione che risparmiò Courmayeur.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Museo Alpino Duca degli Abruzzi: per conoscere le grandi imprese che hanno segnato la storia dell’alpinismo, non può mancare una visita a questo museo, inaugurato nel 1929. Sono qui raccolti documenti, cimeli e attrezzature da scalata. La Società Guide Alpine di Courmayeur, nata nel 1850, è la più antica d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/courmayer3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">NATURA E SPORT</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Luogo privilegiato che comprende due vallate laterali che confluiscono in un’ampia conca ai piedi del massiccio del Monte Bianco, Courmayeur è una scenografia naturale di paesaggi spettacolari e variegati, che permettono attività sportive rilassanti o adrenaliniche, d’estate come in inverno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chi dice Courmayeur dice Monte Bianco. Conquistata la vetta della montagna nel 1786, Courmayeur è una delle capitali storiche dell’alpinismo e dell’escursionismo di montagna. Ancor oggi le pareti del gigante bianco costituiscono la meta più ambita per gli alpinisti di tutto il mondo. Oggigiorno però il Monte Bianco non è una prerogativa dei soli alpinisti. Chiunque infatti può avvicinarsi alle sue vette grazie all’avveniristica funivia Skyway. Dai 1300 metri di Entrèves si raggiungono dapprima i 2173 metri del Pavillon du Mont Fréty, ove sorge il giardino botanico alpino Saussurea e quindi i 3466 metri di Punta Helbronner.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le due vallate laterali sono paradisi naturali e racchiudono paesaggi diversi, mutevoli nel corso delle stagioni. In estate, ad esempio, la Val Veny offre paesaggi molto vari da Entrèves fino al Col de La Seigne, al confine con la Savoia. Costeggiando il ghiacciaio della Brenva, la vallata si presenta all’imbocco stretta, selvaggia e aspra, per poi trasformarsi in un’ampia conca pianeggiante. Sul fronte del ghiacciaio si è formato un laghetto, racchiuso dalla sua morena. Dallo specchio d’acqua si può assistere ai movimenti del ghiacciaio che ogni tanto lascia cadere blocchi nell’acqua formando piccoli iceberg. Anche la vallata gemella, la Val Ferret, regala esperienze indimenticabili, come semplicemente passeggiare o fare sci di fondo al cospetto delle magnifiche Grandes Jorasses.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In inverno il comprensorio di sci alpino di Courmayeur è frequentato da sciatori di tutto il mondo. Il domaine Chécrouit-Val Veny, sovrastato dalla catena del Monte Bianco si estende su 100 Km tra piste tradizionali e fuori pista. Di quest’ultima disciplina sono eccezionali la discesa sul ghiacciaio del Toula e la discesa della Vallée Blanche, che attraversa il ghiacciaio della Mer de Glace per raggiungere Chamonix, sul versante francese del Monte Bianco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/courmayer4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sono comunque innumerevoli gli sport della neve che si possono praticare a Courmayeur, come le fat bikes o lo sleddog, visto che la materia prima non manca mai!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Località perfettamente attrezzata per tutti gli sport, Courmayeur dispone, ad esempio, di un palazzetto dello sport con patinoire accessibile tutto l’anno. In Val Ferret è inoltre presente un’area sportivo-ricreativa, accessibile sia in estate sia in inverno.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">PER I PIÙ PICCOLI</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In estate come in inverno, le possibilità di svago per i bambini sono innumerevoli. Neanche a dirlo, sulle piste di questa località i bambini possono imparare i classici sport montani, ma anche snowboard, telemark e fuori pista, accompagnati dai maestri di due scuole di sci. Il Fun Park Dolonne, adatto ai bambini e agli adulti, è un’attrattiva molto gettonata sia per la sua posizione strategica prossima alla telecabina sia per i servizi offerti. Durante la stagione invernale è un parco giochi sulla neve che dispone di un campo da sci per principianti, piste per slittini e ciambelloni, giostra, gonfiabili, oltre a un noleggio di bici da neve, bob, come pure ristoranti e bar. In estate invece offre trampolini elastici, gonfiabili, pista con ciambelle, vasca con palline, mini parete di arrampicata, carrucola tirolese, accampamento indiano, sabbiera e altri giochi di equilibrio e agilità. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/courmayer5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche il parco giochi Club des Sports, nell’omonima area sportiva della Val Ferret, è un paradiso per i bimbi. In inverno, vi si trovano piste di bob con volante e slittini ed è possibile noleggiare motoslitte e fat bikes. In estate ci sono tappeti elastici, mini golf, strutture per il tiro con l’arco, ping-pong, calcio balilla, altalene, scivoli, una piccola parete d’arrampicata ed è possibile noleggiare mini quad e monopattini elettrici e bici di ogni tipo. Per gli adolescenti c’è il paintball.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un’altra attrazione esclusiva della Courmayeur estiva è una piscina riscaldata posta a 1750 metri, nelle verdi praterie di Plan Chécrouit, raggiungibile a piedi o con gli impianti di risalita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In questa località è possibile poi praticare l’equitazione, grazie a CheVal d’Aoste Mont Blanc.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il capoluogo e le sue frazioni dispongono di vari parchi gioco. A Courmayeur sono infine presenti un miniclub sulle piste di sci a Plan Chécrouit e una ludoteca presso il Courmayeur Sport Center.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare con i mezzi pubblici: Giunti in treno o pullman ad Aosta, si prende il bus a destinazione di Courmayeur.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video</span></div></div><a href="https://youtu.be/AD22AamnSkk">https://youtu.be/AD22AamnSkk</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 06:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Restituito a Venezia il Ponte di Rialto]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il ponte più antico di Venezia per attraversare il Canal Grande nasce a nuova vita, a conclusione di un restauro di 5 milioni e 5 euro e con un costo 'umano' di circa 80mila ore di lavoro, 5.500 metri quadri di ponteggi e 130 tra restauratori, operai e tecnici. A riscrivere la storia di Rialto e del suo ponte, prima in legno poi in pietra, è il gruppi Otb di Renzo Rosso che ha finanziato l'intera operazione, riportando le lancette del tempo al 1591, data della ultima edificazione. I lavori di restauro, iniziati con un progetto del 2012, sono stati tenuti a battesimo, sotto la regia della madrina Cristiana Capotondi, dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, dal presidente del Veneto Luca Zaia, dal sindaco Luigi Brugnaro, dallo stesso Rosso, dal Patriarca Francesco Moraglia e da Andrea Bocelli che ha cantato dalla cima del ponte l'Inno d'Italia e l'aria 'Nessun dorma'.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Ponte-di-Rialto-cop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un ritorno all'antico splendore che ha avuto il senso di un'Italia pronta a recuperare di corsa e con energie nuove il tempo perduto a causa della pandemia, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Non a caso le opere sono state concluse con sei mesi di anticipo rispetto alle previsioni, permettendo di destinare risorse anche al ripristino conservativo della pavimentazione dei sottoportici di Rialto. Si è lavorato su bassorilievi, targhe e mascheroni che decorano il ponte, utilizzando una pulitura al laser e a vapore, una stuccatura con malte a base di calce formulate appositamente, con la realizzazione di un sottofondo della pavimentazione in calce e cocciopesto, l'impermeabilizzazione con guaine elastiche e i consolidamenti strutturali con fibre di carbonio e acciaio duplex.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ponterialto2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Venezia è una città bellissima, merita giustamente rispetto, è il simbolo del turismo italiano nel mondo, quindi va tutelata ancora di più" ha detto Garavaglia, sottolineando i risultati turistici conseguiti dall'Italia in questo mesi. "Dopo di che, guardiamo al futuro: l'estate è andata bene, molto bene, non è ancora finita - ha continuato - abbiamo una coda di estate molto interessante e poi ci mettiamo a lavorare per l'inverno, perché ciò che ci interessa avere è anche una serena stagione invernale". Per il sindaco Brugnaro perno fondamentale del rilancio della città resta il rifinanziamento governativo della Legge speciale per Venezia. "Il consiglio comunale di Venezia - ha ricordato - all'unanimità aveva approvato la richiesta di finanziamento a Roma già un anno fa, perché quello che viene dato oggi alla città non è assolutamente sufficiente per far fronte a tutte le criticità. Chiediamo quindi al governo che anche nel piano di Recovery riesca a trovare questi fondi. Si tratta della stessa cifra che finanziavano prima del Mose, per salvare Venezia mi sembra doveroso agire in questo senso", ha concluso. Se i turisti hanno accolto con meraviglia il nuovo 'look' del ponte, qualche critica, anche sui social, è arrivata dagli stessi abitanti della città lagunare. Oggetto del contendere la 'mattonella' grande quanto un 'masegno' (il lastrone in pietra d'Istria della pavimentazione), fatta apporre in cima al ponte per ricordare il contributo del gruppo di Renzo Rosso al restauro. Qualcuno lo ha definito "un vistoso lenzuolo", altri hanno criticato la scelta del metallo chiedendo un immediato intervento della Soprintendenza.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 06:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Valle d'Aosta siti culturali gratis ]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ingressi gratis per i giovani nei castelli e siti archeologici valdostani anche per tutto il prossimo anno. La giunta regionale ha approvato la prosecuzione sino al 31 dicembre 2022 dell'iniziativa avviata lo scorso luglio che consentiva l'accesso senza alcun costo nei siti culturali regionali a tutti gli under 25.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/gratis-castelli-val-daosta1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'offerta comprende, tra le altre cose, i principali castelli (Issogne, Fénis, Verrès, Sarriod de la Tour di Saint-Pierre, Gamba di Chatillon, Savoia di Gressoney-Saint-Jean), il Forte di Bard, le strutture aostane dell'Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, del Teatro Romano, del Museo Archeologico, del Criptoportico e della Chiesa di San Lorenzo, oltre a diverse sedi espositive.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 06:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi d'Italia: Illegio il Borgo dei Mulini]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000084"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Illegio, piccolo scrigno d'arte, è un borgo montano non lontano da Tolmezzo, una splendida gemma incastonata tra i monti della Carnia in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b><a href="https://www.italyfortourist.com/friuli/" target="_blank" class="imCssLink">Friuli Venezia Giulia</a></b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Giungere in questo antico borgo (che fu probabilmente l'insepugnabile e mitica fortezza di Ibligo ricordata da Paolo Diacono a proposito dell'ultima resistenza dei Longobardi) significa entrare in un pacifico frammento di mondo lontano dal frastuono dell'Occidente, trovando una dimensione di tranquillità in cui potrai ascoltare, pensare e vedere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/illegio1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La prima cosa che vi consigliamo, ad Illegio, è camminare lungo il percorso dei mulini, alcuni dei quali ancora in funzione accanto al Touf, un laghetto con sorgente che scaturisce dal cuore del paese. Nei pressi della sorgente fate una sosta per ammirare la Corte Isule o Corte Anzil, una grande casa colonica carnica con un ampio porticato di accesso, volumi di stalle e fienili affiancati e, nei pressi del rio Touf, un mulino a grano e una pista di orzo.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/illegio2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal Paese, un sentiero sale in mezz'ora alla Pieve di San Floriano, scrigno di intatta bellezza medioevale del IX secolo, che sorge a 750 metri di quota potendo ammirare uno splendido panorama sui monti circostanti. e su tutta la valle. Può essere visitata tutte le domeniche e su richieste durante la settimana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Recenti scavi archeologici, hanno portato alla luce il sito paleocristiano di San Paolo (IV secolo), una fortificazione longobarda, una piccola chiesa carolingia e i resti delle dimore medioevali dei castellani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Incantevole il percorso dei mulini: da scoprire il cinquecentesco Mulin dal Flec ancora in funzione accanto al Touf, la risorgiva che scaturisce dal cuore del paese. I sentieri che partono da Illegio permettono di raggiungere il Mte Sernio e la splendida conca di Lunze o di congiungersi al Cammino delle Pievi in Carnia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/pievesanflorianoillegio.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">PIEVE DI SAN FLORIANO</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un'altra passeggiata che vi consigliamo di fare ad Illegio è quella che sale in mezz'ora alla Pieve di San Floriano, scrigno di intatta bellezza medioevale, che sorge a 750 metri di altitudine e dalla quale si può ammirare uno splendido panorama sui monti circostanti. Informatevi prima sugli orari di apertura se volete vedere l'interno. Qui trovate il sito dell'ufficio del turismo di Illegio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">SAPORI DELLA TRADIZIONE</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Imperdibili &nbsp;i cjarsons, il piatto tipico della Carnia!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/cjalsons1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">MOSTRE D'ARTE</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anziché isolarsi tra le montagne, Illegio ha saputo negli anni ad aprirsi al turismo e alla cultura. Infatti, la sua propensione all'arte si manifesta nell'allestimento di numerose mostre, che hanno fatto arrivare, in un paese così piccolo, opere di grandissimo pregio alcune di artisti di fama internazionale come Picasso, Tiziano e Caravaggio. Un motivo in più per visitare questo bellissimo borgo incastonato tra le montagne del Friuli!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Io, però, se devo essere sincero, lo preferisco nella sua tranquillità, lontano da visitatori di mostre e bus turistici, ammirandolo nella sua versione più autentica e suggestiva.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video del Borgo</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/SBlZhwi4n8c">https://youtu.be/SBlZhwi4n8c</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Jan 2022 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Archeologia a San Casciano dei Bagni in Toscana: Putti e monete, il miracolo degli scavi]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000092"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A San Casciano dei Bagni, </span><span class="imTALeft fs14lh1-5 ff1">magnifico borgo termale alle porte della Val d'Orcia,</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> in Toscana, in provincia di Siena con un'economia che da sempre conta molto sulle terme, gli scavi archeologici sovvenzionati dal comune, in concessione dal ministero della Cultura, stanno riportando alla luce la grande vasca di un complesso termale legato ad un santuario che fu romano e prima ancora etrusco. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/sancascianotesoro1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E le sorprese, racconta &nbsp;l'archeologo Jacopo Tabolli, sono "continue e straordinarie". Per la ricchezza dei reperti che settimana dopo settimana vengono restituiti dal fango, come quel putto in bronzo di meravigliosa e antichissima fattura ritrovato in estate, con le sembianze di un bimbo seduto e una tenerezza che Tomaso Montanari ha recentemente associato ai Gesù bambini del rinascimento toscano. Ma anche per i particolari di un racconto che a due millenni di distanza contribuisce a ricomporre la storia di un territorio e a riempirne i vuoti, gettando le basi, chissà, anche per un nuovo turismo.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra la terra e il fango che ancora circondano lo scavo, l'emozione è palpabile. "Quello che stiamo scavando è un deposito votivo incredibile", spiega appassionato Tabolli, ricercatore all'Università per Stranieri di Siena e coordinatore del progetto, una scoperta di quelle che si potevano fare nel Settecento o nell'Ottocento, soprattutto per lo stato di conservazione dei reperti. Preziosa per la montagna di dati che offre agli studiosi e in qualche modo davvero unica, anche per quelle 2500 monete in perfetto stato, quasi fosse riemerso intatto il caveau di quella banca a cielo aperto che doveva essere il santuario dell'antica San Casciano. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/sancascianotesoro2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Un sogno inseguito da almeno 15 anni", racconta la sindaca Agnese Carletti. Il primo passo nel 2007, quando il comune promosse lo scavo condotto dalla Soprintendenza che riportò alla luce i resti della necropoli di Balena, non lontano da dove si scava oggi, con tombe del II e I sec. a C. che già avevano attratto l'attenzione degli studiosi per le loro iscrizioni bilingue, in etrusco e latino, a testimonianza del processo di progressiva acculturazione di una romanità incombente. Nel 2018 viene finanziata l'esplorazione geofisica dell'area del Bagno Grande, alle spalle delle terme cinquecentesche ancora oggi in funzione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell'agosto 2020 la prima grande sorpresa, con il ritrovamento di un altare dedicato ad Apollo. Il resto è la cronaca degli ultimi mesi, con le nuove campagne che hanno riportato alla luce i particolari della monumentale vasca a forma allungata dove i fedeli venivano a bagnarsi nell'acqua rigenerante che qui sgorga a 38-42 gradi, ma anche ad affidare offerte ed ex voto agli dei.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E sono proprio gli oggetti, le raffinate decorazioni dell'immensa piscina con le orme scolpite di fedeli e animali, le orecchie dedicate alla divinità affinché ascoltasse le preghiere, il toro in bassorilievo che segna il punto in cui l'acqua veniva fatta defluire, i richiami al tema sacrificale e al mondo agropastorale oltre agli altari dedicati a Iside e Fortuna Primigenia a raccontare la storia di questo posto magico, come un film che si arricchisce di nuovi particolari mano a mano che gli archeologi scendono in profondità. Le ipotesi sono affascinanti. L'idea è che questo fosse un santuario davvero importante, fulcro delle antiche Aquae Clusinae, le fonti di Chiusi, un luogo di frontiera meta di una frequentazione internazionale almeno fino al regno di Marco Aurelio, e dunque ai primi due secoli dell'Impero, rimasto poi in funzione fino al V secolo d.C., quando venne abbandonato, forse dopo un terremoto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/sancascianotesoro3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma proprio gli ultimissimi ritrovamenti, sottolinea l'archeologo, dimostrano che le radici della fama di questa sorgente alla pendici della montagna di Cetona, partivano da lontano, anzi da lontanissimo. Dagli etruschi e forse da prima di loro, espressione di un fortissimo culto legato al tema della maternità e dell'infanzia di cui si trovano testimonianze nelle grotte, nelle campagne e nei borghi di questo spicchio di Toscana. Tante sorgenti e tante antiche devozioni come pezzi di un puzzle che il disvelamento delle potenti tracce etrusche nel santuario poi riutilizzato dai romani, comincia ora a ricomporre, offrendo l'idea di un culto che a San Casciano passa di mano e si rinnova adattandosi via via ai nuovi signori del territorio: cambiano i nomi delle divinità e cambia anche la lingua come dimostrano le iscrizioni "tradotte" della vicina necropoli, ma l'idea che quest'acqua calda offerta dalla terra possa curare i malanni e aiutare persino il nascere di nuove vite rimane uguale, come sarà poi con i Medici e oltre fino al decadimento di fine Ottocento. "La speranza è che scendendo riusciremo a ricostruire la storia ancora precedente", dice Tabolli, che lavora in squadra con il collega Emanuele Mariotti e un team di ragazzi arruolati nell'impresa. Tant'è, un piccolo miracolo sono anche i fondi messi insieme dall'amministrazione di San Casciano per finanziare l'avventura. Un investimento per l'identità, la memoria e il futuro di questo virtuoso borgo storico, che ora spera nel sostegno di chi potrebbe disporre di risorse maggiori.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Montagne Italiane: Montagna Pistoiese]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000090"><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Montagne pistoiesi si arrampicano sull’omonima catena appenninica, l’Appennino Pistoiese appunto. Offrono un panorama ricco di dolci colline immerse nel verde, con musei e percorsi di trekking tutti da visitare e tour enogastronomici da leccarsi i baffi.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/appeninopist1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Lassù sulle montagne si respira un’aria buona e fresca. Ci si allontana piano piano dal traffico, dallo smog e dalla confusione. Iniziano a sorprendermi i graziosi borghi dove scorre una vita lenta, dove tira un vento gustoso. Anche le macchine diminuiscono la loro velocità e si lasciano travolgere dalla calma del luogo. A pochi minuti da Pistoia esiste un paradiso chiamato montagna pistoiese. Questo territorio comprende i comuni montani di Abetone, Cutigliano, Marliana, Piteglio, Sambuca Pistoiese e San Marcello Pistoiese e Pescia, Montale e Pistoia parzialmente montani.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La Montagna Pistoiese è ricca di boschi tranquilli, ideali per chi ama fare trekking nella natura, passeggiate a cavallo, seguire percorsi all'insegna della cultura, fra paesaggi emozionanti e cucina tradizionale. L'Appennino infatti è costellato di piccoli centri medievali, con pievi e piazze che raccontano storie e con trattorie che vi faranno gustare il buono che c'è in montagna, come piatti a base di castagne e funghi.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/appeninopist2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Per raggiungere questa zona, se non hai la macchina, puoi usare il treno e scendere nella stazione di Pracchia e San Mommè. Al confine tra la provincia di Modena e quella di Bologna troverai un paesaggio caratterizzato da alte vette, come il Corno alle Scale, da numerosi fiumi, come il Lima, da boschi e foreste con flora rigogliosa e ricca di conifere, castagni e faggi. Se ami passeggiare in mezzo alla natura hai trovato il tuo luogo ideale. Infatti la zona è ricca di sentieri trekking CAI [Club Alpino Italiano] e GEA [Grande Escursione Appenninica] e itinerari per cicloturisti, scorci meravigliosi e angoli nascosti dove trovare funghi porcini e mirtilli. Durante il tuo cammino se alzi gli occhi al cielo potresti anche avvistare un’aquila reale o scorgere dietro un albero una simpatica marmotta. Se sei allenato raggiungi il Rifugio del Montanaro a Poggio dei Malandrini [2 ore di cammino da Maresca e Gavinana], nella Foresta del Teso, dotato anche di posti letto. Nelle Foreste pistoiesi potrai, inoltre, imbatterti nei resti delle carbonaie.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Sicuramente se deciderai di passare un weekend in questa zona avrai l’imbarazzo della scelta sulle tappe da fare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Iniziando il tour dai numerosi borghi medievali di Popiglio, Piteglio, Sambuca, San Marcello, Cutigliano e Serra Pistoiese ricordati che ognuno di essi nasconde un tesoro. Un delizioso centro storico fatto di ricordi e vie pittoresche. Le bellezze naturali di certo non mancano. L’Abetone, ad esempio, che con i suoi dolci pendii regala panorami unici.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/appeninopist3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Altre tappe sicuramente da non perdere sono:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Ponte Sospeso</b>: una passerella pedonale mozzafiato che unisce i due versanti del torrente Lima tra Mammiano Basso e Popiglio. Lungo, stretto, traballante ed alto. Sarà emozionante percorrerlo per ammirare il panorama da un punto di vista sospeso nel vuoto. Fu costruito nel 1923 per permettere agli operai delle fabbriche di raggiungere il posto di lavoro in meno tempo. Inizia a percorrerlo e l’adrenalina ti salirà dalla punta dei piedi su veloce fino al cervello. Guarda avanti e non ti fermare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Osservatorio Astronomico di Pian dei Termini:</b> dotato di due cupole di osservazione e di telescopi newtoniani per ammirare il cielo stellato nelle notti estive.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Ecomuseo della Montagna Pistoiese situato a Palazzo Achilli di Gavinana e ben integrato con i comuni vicini. Consiste in sei itinerari all’aperto [itinerario del ghiaccio, del ferro, dell’arte sacra, della vita quotidiana, naturalistico e della pietra] alla scoperta dei luoghi magici che vivono lassù e da musei del territorio come il Museo della Gente dell'appennino pistoiese a Rivoreta. Hanno una newsletter settimanale (bi-settimanale in inverno) con tutte le informazioni sugli eventi - controllate il loro sito prima di andarci per vedere cosa potete fare!</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Museo ferrucciano: dedicato al condottiero italiano Francesco Ferrucci che proprio qui a Gavinana morì.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La Maceglia: monumento ai partigiani Sergio Giovannetti e Franco Prioreschi morti qui nel 1944.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tante sono inoltre le manifestazioni e gli eventi che animano la montagna pistoiese in estate: dal Festival del Mirtillo dell’Abetone al Palio dei Ciuchi di Cireglio, dal trekking sotto le stelle alla sagra del neccio di Pracchia (leggi di altri piatti fatte con le castagne in Toscana).</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Oasypistoiaa.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Inoltre da segnalare in questa zona l’Oasi Dynamo nata nel 2006 nei comuni di San Marcello Pistoiese e Piteglio. Oasi affiliata al WWF che offre attività naturalistiche e sportive, campi estivi ed escursioni per famiglie. All’interno del Dynamo Camp, luogo di terapia ricreativa, vengono ospitati gratuitamente bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi o croniche sia in terapia attiva che nella fase di post ospedalizzazione. Se hai voglia di passare del tempo qui per vedere da vicino questa realtà non perderti la giornata a porte aperte “Festa del Dynamo Camp” [che viene fatta ogni anno in questo periodo] di domenica 5 ottobre 2014.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La Montagna Pistoiese regala davvero momenti unici e attimi indimenticabili lassù circondati da boschi e foreste, dove soffia il vento e tira un’aria fresca.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Nf1Dg-KvdgM">https://www.youtube.com/watch?v=Nf1Dg-KvdgM</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 06:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ecco il Progetto "Nuova vita ai borghi"]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000094"><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nuova vita ai borghi, un miliardo dal Pnrr.</span><span class="fs8lh1-5"> </span></span><span class="fs14lh1-5 ff1">È la sfida al via per dare nuova vita e attrattività ai piccoli centri di cui è costellata l'Italia con il rilancio di almeno 250 borghi. "Stiamo gestendo una grande operazione di valenza culturale sociale", racconta il ministro della Cultura Dario Franceschini presentando in dettaglio il progetto e l'avviso pubblico per l'accesso alle risorse del Piano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Borghi-antichi-italianirecuper1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Nel nostro Paese - spiega - si è parlato per molti anni di recupero delle aree interne e dei borghi, ma non ci sono stati mai grandi interventi finalizzati a concretizzare questo obiettivo. Ciò che qualche anno fa poteva essere un intervento di natura sociale, oggi diventa una nuova opportunità grazie a condizioni come la banda larga, lo smart working, le nuove tecnologie. Il nuovo piano va esattamente in questa direzione" e prepara il territorio anche "al ritorno dei grandi flussi turistici" con "una cifra molto importante: 1 miliardo di euro". Due le linee di azione individuate per finanziare almeno 250 borghi, 21 dei quali scelti dalle Regioni e 229 selezionati con avviso pubblico. In particolare, la prima linea di intervento prevede 420 milioni di euro per progetti pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica in 21 borghi a rischio abbandono o abbandonati, individuati da Regioni e Province autonome entro il 15 marzo 2022. Si prevedono 20 milioni di euro per ciascun borgo con progetti pilota che portino l'insediamento di nuove funzioni e infrastrutture nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come ad esempio scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d'artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA) dove sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali. Alla presentazione delle candidature seguirà una fase negoziale condotta da un Comitato tecnico istituito dal MiC al quale partecipano un rappresentante delle Regioni, uno dell'ANCI e uno delle associazioni partecipanti al Comitato di coordinamento borghi. Entro maggio 2022, l'ammissione a finanziamento e l'assegnazione delle risorse.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Borghi-antichi-italianirecuper2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La seconda linea prevede invece 580 milioni di euro totali. Di questi, 380 sono per finanziare almeno 229 progetti locali di rigenerazione culturale presentati dai Comuni in forma singola o aggregata (fino a un massimo di tre Comuni) con popolazione residente complessiva fino a 5000 abitanti. La selezione verrà compiuta dalla Commissione di valutazione prevista dall'avviso pubblico che si chiude il 15 marzo 2022, con circa 1,6 milioni di euro a borgo. Gli altri 200 milioni di euro andranno per sostenere micro-piccole-medie imprese già insediate o che intendono insediarsi all'interno dei borghi selezionati e che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali (fino a un totale complessivo tra le due componenti di circa 2,53 milioni di euro a borgo). In coerenza con le disposizioni del Pnrr, il 40% delle risorse complessive sarà destinato alle otto regioni del Mezzogiorno e gli interventi dovranno essere portati a termine entro giugno 2026. (Avviso pubblico su http://www.cultura.gov.it/borghi). Un'operazione complessiva, conclude Franceschini, che "potrebbe diventare un prototipo. La strategia non punta solo al ripopolamento delle aree interne, ma ci predispone a quando nel mondo torneranno a esserci i grandi numeri del turismo internazionale, per evitare che ci si ritrovi come a gennaio 2019, con il problema dell'overbooking nelle grandi città d'arte e invece il deserto in luoghi minori, bellissimi, ma non capaci di attrarre turismo. Questa è la prima volta che l'operazione ha questa dimensione e coinvolgimento istituzionale ai vari livelli e crediamo davvero possa invertire una tendenza e prepararci al futuro".</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Dec 2021 08:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: San Daniele del Friuli ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">San Daniele del Friuli (San Denêl in friulano) è un comune italiano &nbsp;del Friuli-Venezia Giulia, capoluogo della UTI "Collinare". La città è nota in tutto il mondo per la produzione dell'omonimo prosciutto crudo DOP. In fondo a questa pagina troverai il Video</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">San Daniele è il centro principale del Friuli Collinare ed è considerata una delle perle del Friuli Venezia Giulia, conosciuta a livello internazionale per la produzione della trota affumicata e del famoso prosciutto San Daniele è anche conosciuta come "la Sistina del Friuli" e può essere considerata il punto di partenza e di arrivo della Strada dei Castelli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/San_Daniele_1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il comune di San Daniele, arroccato sulla sommità di un colle a 252 m s.l.m., è al centro del Friuli e domina la pianura circostante. Il territorio gode di un'aria particolare che dona ai prosciutti (prodotti localmente), un sapore unico e inconfondibile conosciuto in tutto il mondo. A poca distanza dal colle, le limpide acque del Tagliamento sono la naturale dimora della trota (qui chiamata "la regina di San Daniele") che viene allevata e lavorata in modo artigianale. La città può vantare la vicinanza al Mare Adriatico a sud e alla Carnia a nord. San Daniele era in contatto con San Daniele in Carinzia (Sankt Daniel im Gailtal) collegato con la storia del Patriarcato di Aquileia e con San Daniele del Carso (monte San Daniele) in Slovenia (Stanjel na Krasu) per comune storia originaria[non chiaro]. Città raccolta ed accogliente con diversi tesori artistici, fa parte delle Città Slow.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre ad essere famosa per le sue produzioni gastronomiche, san Daniele, annovera alcuni importanti siti d’interesse storico artistico, primo su tutti il Duomo di San Michele Arcangelo fu eretto a più mani nel corso del secolo XVIII. Nell'autunno del 1944, la facciata fu danneggiata da un bombardamento alleato all'inizio della sequenza che portò nei mesi successivi alla quasi completa distruzione dell'abitato e alla fuga degli abitanti. Fu anche sfiorato dalle cannonate di alcuni carri armati nazisti in ritirata nella primavera del 1945 oltre che dal sisma del 1976 di magnitudo 6.5 &nbsp;della scala Richter che colpì il Friuli, e i territori circostanti, con ulteriori scosse l'11 e 15 settembre. E' ricordato come il quinto peggior evento sismico che abbiano colpito l'Italia nel '900.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/San_Daniele_7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alla sua destra è posto l'antico palazzo del Comune, oggi Biblioteca Guarneriana che conserva preziosi codici miniati. La Biblioteca guarneriana è la biblioteca pubblica tra le più antiche in Italia, fondata nel 1466 da Guarnerio d'Artegna, il quale donò alla chiesa di S. Michele 173 codici manoscritti; la raccolta comprende numerose opere miniate, una rara edizione dell'Inferno di Dante del XIV secolo, la Bibbia Levantina e numerose edizioni stampate del Cinquecento, dono dell'arcivescovo Giusto Fontanini alla sua città. È affiancata da un cinquecentesco campanile iniziato nel 1531 e rimasto incompiuto, su disegno di Giovanni da Udine. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/San_Daniele_6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo del territorio è ospitato presso il chiostro dell'ospedale vecchio già convento dei Domenicani, ristrutturato dopo il sisma del 1976, è concepito sia come sede dinamica ed attiva di conservazione e studio che come laboratorio culturale aperto a tutto il comprensorio collinare. Il patrimonio museale consistente in circa 23.000 tra opere ed oggetti inventariati, è articolato in tre fondamentali sezioni: archeologica, storico-artistica con opere medioevali, moderne e contemporanee, etnografica. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da visitare a San Daniele del Friuli ricordiamo la Casa del Trecento, sezione locale dell'Associazione Nazionale Alpini, la Chiesa di Sant'Antonio Abate, celebre per i suoi meravigliosi affreschi, realizzati tra il 1497 e il 1522 da Martino da Udine, meglio conosciuto come Pellegrino da San Daniele, al punto da esser nota come "La Sistina del Friuli", la Chiesa di Santa Maria della Fratta, risalente al XIV secolo, la Chiesa di Sant'Andrea in località Picaron, risalente all'XI secolo, la Porta Gemona, progettata da Andrea Palladio nel 1579 in una torre testimonianza dell'antico castello medioevale. Porta Gemona, localmente detta Portonat, è una porta ad arco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A fine giugno, si festeggia il prosciutto di San Daniele. Festa all'insegna del buon umore e dei sapori tipici, con visite guidate ai prosciuttifici. San Daniele può essere il punto di partenza e di arrivo della Strada dei Castelli e del prosciutto, un percorso di quasi cento chilometri articolato tra colline, manieri e botteghe per gourmet. L'itinerario offre innumerevoli varianti e interessa una manciata di paesi tra cui Fagagna comune membro dei borghi più belli d'Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/San_Daniele_5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Monumenti e luoghi d'interesse</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Biblioteca guarneriana, biblioteca pubblica tra le più antiche in Italia, fondata nel 1466 da Guarnerio d'Artegna, il quale donò alla chiesa di S. Michele 173 codici manoscritti; la raccolta comprende numerose opere miniate, una rara edizione dell'Inferno di Dante del XIV secolo, la Bibbia Levantina le cui miniature costituiscono un'interessante commistione tra elementi occidentali e levantini e numerose edizioni stampate del Cinquecento, dono dell'arcivescovo Giusto Fontanini alla sua città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Duomo di San Michele Arcangelo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Museo del territorio, ospitato presso il chiostro dell'ospedale vecchio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Casa del Trecento</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Sant'Antonio Abate, celebre per i suoi meravigliosi affreschi, realizzati tra il 1497 e il 1522 da Martino da Udine, meglio conosciuto come Pellegrino da San Daniele, al punto da esser nota come "La Sistina del Friuli".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Santa Maria della Fratta, risalente al XIV secolo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Sant'Andrea in località Picaron, risalente all'XI secolo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Porta Gemona, progettata da Andrea Palladio nel 1579 in una torre testimonianza dell'antico castello medioevale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Guarda il Video</b></span></div></div><a href="https://youtu.be/aXBESyTwzGM">https://youtu.be/aXBESyTwzGM</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Dec 2021 06:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Piemonte - Capoluoghi di Provincia da visitare: VERCELLI]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007B"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Situata nell’area nord-orientale del Piemonte, la provincia di Vercelli si estende lungo il corso del fiume Sesia. Paesaggi, multiformi e ricchi di fascino, variano dalle massicce vette alpine alle vaste pianure. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Diverse aree protette interessano il territorio tra cui il Parco Naturale Lame del Sesia con ambienti umidi e garzaie, il Parco Fluviale del Po (tratto Alessandrino-Vercellese), luogo ideale per il birdwatching e il Parco Naturale Alta Valsesia, parco alpino per eccellenza che si estende fino al Monte Rosa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/vercelli1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le pianure del vercellese sono l’ideale per passeggiate in bicicletta tra risaie e aironi, in ambienti incontaminati. Spettacolare è il panorama delle risaie che contraddistingue il vercellese. Arrivando in treno, in macchina o a piedi magari lungo la via Francigena, si rimane incantati dallo spettacolo unico delle terre del riso che acquista tutto il suo fascino in primavera, quando le risaie allagate regalano uno spettacolo idilliaco altrimenti conosciuto come “mare a quadretti”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/pianurevercellese.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il percorso alla scoperta di risaie e antiche cascine conduce ad Arborio, la località rinomata per la produzione dell’omonima qualità di riso, inoltre Vercelli rappresenta un centro importante lungo le Vie Francigene perché proprio a Vercelli si uniscono diversi percorsi che portano a Roma. Primato d'eccellenza inoltre per il capoluogo di provincia che rappresenta l'unico luogo in cui si incontrano due importanti cammini: il Cammino di Santiago e l'itinerario di Sigerico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutto il territorio è colmo di arte e storia come è evidente dalle architetture del centro storico di Vercelli. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/vercelli-sant-andrea.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Simbolo della città da più di 800 anni, l’Abbazia di Sant’Andrea è un eccezionale esempio di fusione di elementi romanici e gotici. L'abbazia custodisce, oltre ad un magnifico chiostro, una delle sale capitolari più belle d’Italia dove nel 1310, alla presenza dell'imperatore Enrico VII, venne firmata la pace tra guelfi e ghibellini vercellesi. Ma è conosciuta anche per la storia del misterioso lago sotterraneo. Si narra infatti che sia stata costruita su di un lago sulle cui acque pare fosse ancorata una zattera, adoperata dai più coraggiosi per raggiungere l’altra sponda. Questo ambiente pare, sia raggiungibile tramite i cunicoli della chiesa che si snodano sotto l’edificio. Questi luoghi, all’epoca, erano fondamentali per la sopravvivenza e spesso venivano utilizzati per spostarsi in segreto senza essere visti. Al lago sotto Sant’Andrea vi si può accedere, calandosi all’interno dei tombini di fronte all’entrata della chiesa. La struttura sottostante presenta una serie di pilastri simmetrici che sostengono la volta che arricchiscono un ambiente buio, pulito e umido. E’ facile dunque pensare che, un tempo, questo luogo fosse utilizzato come cisterna per ospitare un migliaio di metri cubi d’acqua. Un altro ambiente parallelo perfettamente identico è stato ritrovato scendendo attraverso un altro tombino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/DuomoVercelli.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'imponente Cattedrale di Sant’Eusebio, altro simbolo cittadino, conserva al suo interno, sospeso al centro della navata maggiore, uno splendido crocifisso in lamina d’argento di epoca ottoniana, considerato uno dei più importanti esempi di arte sacra del Medioevo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La chiesa di San Cristoforo è conosciuta anche come la Cappella Sistina di Vercelli, è completamente affrescata e conserva al suo interno alcuni dei più importanti capolavori del Rinascimento piemontese come la pala della Madonna degli Aranci, le Storie di Maria Maddalena, le Storie di Maria Vergine, la Crocifissione e l'Assunzione della Vergine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le varie attrattive, da non perdere il Museo Borgogna che raccoglie una delle collezioni di opere d’arte più importanti del Piemonte, con dipinti realizzati tra il Rinascimento e l’Ottocento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Vercelli, conserva ancora intatte, alcune tracce del suo glorioso passato. Le più significative, disposte su tutto il territorio urbano, sono senz'altro le torri medievali, veri e propri simboli di potere che fanno di Vercelli l’unica città turrita del Piemonte. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/torreaancgelovercelli1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ne è un esempio la magnifica Torre dell'Angelo, che si affaccia sulla centrale Piazza Cavour. Secondo la leggenda popolare il nome della torre deriva da un episodio miracoloso: un angelo sarebbe intervenuto per salvare una persona che stava precipitando dalla costruzione dopo esservi salito. Altre fonti, di tipo letterario, riportano il miracoloso intervento operato da S. Mauro su di un uomo precipitato dalla torre nell’anno 543. La tesi in esame però non regge molto. Altre leggende riferiscono che fu la Torre ad essere salvata dall’angelo. Si racconta infatti che la costruzione, non consolidata bene da un punto di vista strutturale, stesse crollando, quando un angelo miracolosamente la salvò dalla sua rovina. Ma ciò che la rende veramente famosa è lo spettacolo che offre a coloro che, la sera del 6 gennaio, giorno dell’Epifania, attendono la discesa della Befana che calandosi con una corda sparge caramelle agli astanti, grandi e piccini.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Vercelli_PiazzaCop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La piazza, da sempre cuore economico e pulsante della città e probabile sede dell'antico foro romano, è completamente circondata da portici e deve il suo nome al monumento che si erge al centro dedicato al conte Camillo Benso. A poca distanza si trova Piazza Palazzo di città, conosciuta anche come piazza dei pesci, per via del mercato ittico che qui si svolgeva, che conserva l'antico broletto, sede del comune cittadino tra il Duecento e l'Ottocento. A poca distanza lungo via Duomo si affacciano alcuni tra i palazzi nobiliari più belli della città. Altri interessanti palazzi nobiliari si possono ammirare lungo Corso Libertà, importante via commerciale che attraversa tutto il centro storico. Da non perdere poi i suggestivi vicoli come via Foa, che un tempo ospitava il ghetto ebraico cittadino, dove si può ammirare la stupenda Sinagoga in stile moresco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ovviamente la nostra visita non può concludersi senza provare la cucina tipica del luogo. I Bicciolani citati in apertura sono un esempio di leccornia vercellese ma non dimenticate i piatti a base di riso come la “panissa” o la “brudera”. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Dec 2021 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ferrara, tra arte, storia e mistero. Tips and Tricks per scoprire la città emiliana.]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000059"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ferrara (in fondo a questa pagina trovi un bellissimo video della Città) è una splendida città d’arte da assaporare passeggiando per le sue strade, scoprendo in ogni angolo il suo carattere di magnifica capitale del Rinascimento e cogliendo da questo glorioso passato le ragioni del suo presente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/ferrara5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli Estensi la governarono per tre secoli e le diedero l’aspetto che ancora oggi conserva: un’urbanistica unica che armoniosamente fonde Medioevo e Rinascimento e ne fa la prima città moderna d’Europa. Proprio per questa sua caratteristica, è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Mondiale dall’Umanità. E’ una città silenziosa, a misura d’uomo, da percorrere a piedi o in bicicletta, rivivendo ad ogni passo magiche atmosfere del passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ferraracop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non esistono fonti certe sull'etimologia del nome Ferrara, quello che è certo è che la presa del potere da parte degli Estensi diede nuova linfa alla città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal loro insediamento gli Estensi governarono per quasi tre secoli rendendola capitale di uno stato piccolo ma culturalmente attivissimo. Ercole I d'Este fece raggiungere alla città il massimo splendore realizzando, nel 1492, l'Addizione Erculea, il progetto urbanistico di Biagio Rossetti che rese Ferrara “la prima città moderna d'Europa”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'Addizione Erculea è considerata la più importante e innovativa opera urbanistica del Rinascimento italiano e il suo valore storico e culturale ha influito in modo determinante nell'assegnazione del titolo di patrimonio dell'umanità nel 1995 assegnato dall'UNESCO per il centro storico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se Ferrara è una bellissima città dove vivere lo è anche da visitare grazie alla propensione, dei residenti e non solo, all’uso della bicicletta che permette di fare su e giù per la città godendo a pieno di tutte le sue bellezze culturali e architettoniche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/ferrara3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il luogo maggiormente identificativo è il Quadrivio degli Angeli, incrocio tra l'asse nord-sud (da Porta degli Angeli al Castello Estense) e l'asse est-ovest (da Porta Mare a Porta Po), su cui affacciano Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Il Castello Estense, la casa dei duchi d’Este, una delle corti più prestigiose d’Europa, anche chiamato Castello di San Michele, è il monumento più rappresentativo della città di Ferrara. Visitabile in tutte le sue parti, vi farà tornare alla vita del ‘400. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E che dire di Palazzo Schifanoia? Sì, avete letto bene, costruito nel 1385, il nome scelto (letteralmente: schifare la noia) intendeva sottolineare la sua funzione presso la corte estense, cioè di edificio destinato al riposo ed allo svago. Al suo interno si possono ammirare gli affreschi del Salone dei Mesi mentre la sala degli Stucchi o delle Virtù mostra un pregevole soffitto a cassettoni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/ferrara2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cattedrale è un’altra meta che non potete evitare arrivando a Ferrara. Dedicata a San Giorgio, al suo fianco spicca il campanile, attribuito a Leon Battista Alberti. Sul fianco sud della Cattedrale, affacciata direttamente sulla piazza Trento-Trieste, vi è una lunga loggia sostenuta da colonne in marmo bianco. Questo porticato è la Loggia dei Merciai, o anche “degli strazzaroli” luogo che vi permetterà di vedere come il passato si sia fuso al presente perché quello che una volta era casa di artigiani e botteghe, ora è ritrovo di passeggiate. La cultura e la maestria architettonica si uniscono nel Palazzo dei diamanti, oggi Pinacoteca Nazionale e Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, con i suoi ottomila cinquecento (per altri dodicimila) blocchi di marmo che vanno a comporre una facciata tridimensionale di grande effetto, chiamata bugnato. La leggenda vuole che un vero diamante sia stato nascosto da Ercole I d’Este (si dice che fosse una gemma della sua stessa corona). Solo il duca ne conosceva l’esatta posizione assieme al capomastro addetto ai lavori che pagò il prezzo di questo segreto; il signore di Ferrara, infatti, ordinò di accecarlo e tagliargli la lingua, in modo che non potesse far sapere la posizione del tesoro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altra leggenda legata alla città e alle sue opere architettoniche è quella che vede protagonista la Chiesa di Santa Maria in Vado, che deve il suo nome ad un guado del Po presente nei dintorni dell'edificio. Secondo la tradizione nella chiesetta preesistente a quella edificata in seguito, vi avvenne un miracolo eucaristico nel 1171. Da un'ostia spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la volta soprastante e il punto dove si suppone siano ancora presenti le macchioline di sangue può essere raggiunto tramite una piccola scala che parte da una delle cappelle.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il numero degli edifici religiosi comprendente quelli ancora in funzione, quelli non più sede di culto, quelli ancora presenti ma sconsacrate, quelli scomparsi, e gli edifici totalmente o parzialmente demoliti sono veramente tanti e tutti da scoprire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/ghettoebraicoferrara.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E ancora il Ghetto ebraico, i Musei Civici e la casa di Ludovico Ariosto sono altri esempi di tips and tricks per scoprire Ferrara ma come accennato in apertura esistono anche percorsi in bicicletta per un turismo lento e sempre più ecosostenibile. A tal proposito sono da menzionare anche i parchi urbani ma soprattutto l’Orto botanico dell'Università che si trova nel giardino del Palazzo Turchi di Bagno. Le zone dedicate all'esposizione all'aperto delle piante ricoprono un'area di 4.500 mq ospitando circa 700 specie ma l'orto botanico è costituito anche da tre serre aventi un'area di 243 m2 al cui interno vengono ricoverate piante particolarmente importanti per gli studi e le ricerche e contano circa 1.300 specie tropicali e subtropicali. Nel periodo di bella stagione queste piante vengono spostate nelle aree espositive all'esterno arrivando così a creare una quarta sezione detta delle piante esotiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se alla fine il vostro motivo per visitate Ferrara non è storico-architettonico e neanche naturalistico allora sarà sicuramente enogastronomico. Per i più golosi la cucina emiliana sarà il tocco perfetto per una visita indimenticabile della bella Ferrara. Cappellacci di zucca, prosciutto e melone sono solo alcune delle delizie che vi aspettano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/uiCW562vasg">https://youtu.be/uiCW562vasg</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 07:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Da Visitare in Toscana: Regione del Chianti]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000089"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Regione del Chianti, </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/toscana/" target="_blank" class="imCssLink">in Toscana</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, è ormai universalmente sinonimo di dolce e attraente paesaggio collinare, indissolubilmente legato a vini superlativi. Da diversi anni tutta la zona è diventata una delle mete turistiche più ricercate per i paesaggi incontaminati, i borghi medievali, i castelli, le chiese, i monasteri e le ville che punteggiano molti itinerari. Indiscutibilmente l’altro motivo del grande successo del territorio sono i vini eccellenti, tra i migliori del mondo, e la buona cucina in generale. La zona riunisce assieme territori che, amministrativamente, appartengono alle province di Arezzo, Firenze e Siena. Queste danno origine ad altrettante denominazioni convenzionali della produzione vinicola: Chianti aretino, Chianti fiorentino e Chianti senese. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Borghi, castelli &amp; naturalmente... filari di vigneti nel Chianti!</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/chianti1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Pochi territori possono offrire un panorama così ricco e suggestivo come quello del Chianti: verdi colline disegnate da chilometri e chilometri di vigneti e oliveti, borghi stretti tra ampie mura medievali, strade sinuose, castelli e fortezze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/chianti3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Storicamente il territorio è stato sempre oggetto di contesa tra le maggiori entità politiche del Medioevo e del Rinascimento che, ognuna per proprio conto, costruirono numerosi castelli e borghi fortificati. Fortunatamente molti di questi sono sopravvissuti alle contese e si sono conservati in buone condizioni fino ai giorni nostri. La maggior parte del Chianti è, amministrativamente, suddivisa tra le province di Firenze e Siena, due città che, in varie fasi storiche, si sono confrontate anche aspramente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I comuni di questa zona contribuiscono alla quasi la totalità della produzione del vino Chianti, uno dei più famosi in tutto il mondo. Il Consorzio Vino Chianti, costituito nel 1927, riunisce oltre 2.500 produttori e la Denominazione Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.) Chianti venne autorizzata nel 1984.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/chianti2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per accedere rapidamente in automobile a qualsiasi area del Chianti è quasi obbligatorio utilizzare la Superstrada Firenze-Siena (RA 3) scegliendo una delle numerose uscite presenti lungo tutto il tracciato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Due sono gli itinerari principali per visitare il Chianti. La via Chiantigiana (SR 222) è una strada che attraversa tutta l’area vinicola. Sono numerose le deviazioni che permettono di visitare pievi, castelli o borghi storici. L’attuale via Cassia (SS 2) corrisponde, almeno nel tratto toscano, all’antica strada romana e a parte del tracciato della via Francigena (o Romea). Oltre che da tante architetture civili e religiose di valore entrambe le strade sono affiancate da numerose aziende agricole dove è possibile assaggiare e anche acquistare i vini direttamente dal produttore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/chioantivinopan.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le vacanze nella regione del Chianti sono un’ottima occasione per trascorrere qualche giorni di relax tra le pittoresche colline della Toscana. Tra sconfinate distese verdi, vigneti, ulivi e foreste, potrete respirare aria pura e godervi una serie di panorami da cartolina. Questa regione è rinomata per i suoi meravigliosi borghi medievali, disseminati di castelli, chiesette e palazzi d’epoca. Ma il vero motivo per organizzare il vostro viaggio nella regione del Chianti è, naturalmente, quello di assaggiare uno dei vini più pregiati e conosciuti d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da oltre 2000 anni, in questa zona si producono alcune delle migliori varietà di vino di tutto il Bel Paese. Su tutte, naturalmente, spicca il Chianti Classico, imbottigliato per la prima volta nel 1716. Quasi tutti i ristoranti e le cantine della regione offrono degustazioni gratuite o a pagamento. In qualsiasi parte del Chianti decidiate di soggiornare, ci sarà sempre un’azienda vinicola a pochi passi da voi. Se siete interessati, potete prendere parte alle visite guidate delle cantine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altro motivo per cui vale assolutamente la pena visitare questa regione sono i suoi pittoreschi villaggi. Tra tutti, spiccano la medievale Radda in Chianti, Castellina in Chianti, con le sue meravigliose tombe etrusche, e Greve in Chianti, un grazioso comune tra Siena e Firenze.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/chiantiparcosulture.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le principali località turistiche del Chianti sono ben collegate tra di loro. Ma se volete apprezzare al meglio le bellezze del posto e i paesaggi mozzafiato, potete sempre noleggiare una bici. A Pievasciata si trova il Parco sculture del Chianti, attrazione amata da grandi e piccini. Tra vecchie querce e altri alberi secolari, potrete ammirare una serie di installazioni d’arte provenienti da ogni angolo del mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se vi piacciono le tradizioni popolari e le sagre di paese, avrete soltanto l’imbarazzo della scelta. D’estate, gli eventi da non perdere sono i festival enogastronomici di San Casciano e Tavarnelle. D’autunno, invece, a Impruneta si tiene la Festa dell'Uva. La Festa della Stagion Bona a Panzano in Chianti segna l’inizio della primavera a suon di musica e spettacoli dal vivo. </span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante tutto l’anno si svolgono numerosi eventi che, legati alle più autentiche tradizioni, sono tutte occasioni per conoscere e avvicinarsi al Chianti e ai suoi prodotti tipici, primo tra tutti il vino.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/O4e2wboaLvg">https://youtu.be/O4e2wboaLvg</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 06:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I borghi più belli d'Italia: 12 new entry nell'associazione]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nata nel 2001 per valorizzare e tutelare il grande patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico dei piccoli comuni italiani, l'associazione ha inserito 12 nuovi borghi che hanno superato i 72 parametri di certificazione necessari, raggiungendo complessivamente su tutto il territorio nazionale 325 località. «Accogliamo con un caloroso benvenuto» ha dichiarato il presidente Fiorello Primi «i borghi nuovi arrivati, congratulandoci con loro per aver superato l'iter di valutazione per l'ammissione nella nostra associazione che, sempre di più e sempre meglio, vuole rappresentare una punta avanzata del sistema dei borghi in Italia. Un sistema e una rete che, anche a seguito degli effetti della pandemia, hanno assunto una primaria importanza per uno sviluppo del nostro Paese più sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/borghi1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5">Ci sono borghi già affermati che portano ulteriore notorietà all'associazione e altri che, pur essendo ugualmente affascinanti e ricchi di tesori artistici e culturali, sono meno conosciuti e hanno bisogno del nostro traino per farsi conoscere e apprezzare. E' questo il vantaggio che offre la nostra rete» prosegue il presidente «ed è per questo che chiediamo ancor una volta al governo, che sta elaborando il piano di investimenti relativi al PNRR, una particolare attenzione e una lungimirante strategia per dare a queste fondamentali entità territoriali e comunitarie i mezzi e gli strumenti necessari per continuare a essere la vera spina dorsale dell'Italia».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/pieve.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per scoprire i 12 borghi partiamo dal </span><a href="https://www.italyfortourist.com/trentinoaltoadige/" target="_blank" class="imCssLink"><i class="fs14lh1-5 ff1"><b>Trentino</b></i></a><span class="fs14lh1-5 ff1"> dove sono stati premiati due comuni: Luserna e Pieve Tesino. Il primo è un piccolo paesino di montagna a sudest di Trento, immerso nella natura dell'Alpe Cimbra. Nel borgo il tempo sembra essersi fermato anche solo per la lingua che vi si parla, il cimbro, frutto di antiche tradizioni culturali di confine. Pieve Tesino sorge tra torbiere e boschetti e un bellissimo orto botanico in provincia di Trento: è il borgo dove nacque Alcide De Gasperi e dove oggi si può visitare la sua casa-museo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Spostandoci in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b><a href="https://www.italyfortourist.com/lombardia/" target="_blank" class="imCssLink">Lombardia</a></b></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> scopriamo il nuovo borgo in provincia di Lecco: è Bellano, piccola cittadina sulla sponda orientale del lago di Como, caratterizzato da strade strette ed edifici colorati. Dal suo porticciolo turistico si possono ammirare altre belle città del Lario, come Bellagio o Menaggio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Campiglia_marittima,_.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Si scende in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b><a href="https://www.italyfortourist.com/TOSCANA/" target="_blank" class="imCssLink">Toscana</a></b></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> fino a Campiglia Marittima per scoprire il suggestivo borgo medievale della costa degli Etruschi, in provincia di Livorno. La sua storia è segnata dalla presenza di giacimenti minerari e dall'estrazione di rame, piombo argentifero, ferro e marmo, essenziali per il commercio. Oggi si passeggia tra i vicoli stretti e gli archi in pietra e tra le interessanti testimonianze architettoniche del dominio di Firenze durante il Quattrocento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Passando nel </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> si arriva a Castelnuovo di Porto, a una sessantina di chilometri da Roma, nuovo borgo medievale da scoprire con le sue mura e la Rocca Colonna che domina il magnifico parco di Veio, area naturale protetta.</span></div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Crecchio è il nuovo borgo abruzzese tra le colline della provincia di Chieti: è un piccolo centro medievale in posizione strategica con un ricco patrimonio culturale e artistico, a partire dal castello ducale che ospita la duecentesca torre dell'ulivo e il museo dell'Abruzzo bizantino e altomedievale.</span></div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Petritoli è la new entry delle Marche in provincia di Fermo: domina la verde e fertile vallata dell'Aso tra olivi, gelsi e colline con una vista spettacolare che spazia dai monti Sibillini alla costa adriatica. Il borgo ospita chiese e conventi ricchi di opere d'arte e palazzi signorili trasformati in musei.</span></div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter fs14lh1-5 ff1"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/noceraumbra1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Nocera Umbra, in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/umbria/" target="_blank" class="imCssLink">Umbria</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> provincia di Perugia, è il nuovo borgo umbro ammesso nell'associazione: è un suggestivo centro medievale circondato da boschi e dominato da una torre civica risalente all'XI secolo, ricostruita dopo il sisma del 1997; è l'unico elemento rimasto di un'antica fortezza che svetta dal punto più alto. Il centro storico è ricco di scorci panoramici e viuzze suggestive, chiese e un'importante pinacoteca; ma il borgo è famoso soprattutto per le sue acque minerali dette "bianche" o "sante" e conosciute anche ai tempi di san Francesco.</span></div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Scendendo verso la Puglia si arriva ad Alberobello, nuovo associato ma borgo molto famoso per i suoi trulli, già tutelati dall'Unesco. Storicamente servivano ai contadini come ripari temporanei o ai piccoli proprietari terrieri come abitazioni, caratterizzate da una struttura rettangolare con un tetto di forma conica in pietre incastonate e spesse mura, costruite direttamente sulle fondamenta e realizzate con la tecnica della muratura a secco, senza malta e senza cemento. Oggi sono monumenti protetti del patrimonio culturale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;La </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.sicilytourist.com/" target="_blank" class="imCssLink">Sicilia</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> accoglie 2 nuovi borghi: in provincia di Siracusa c'è Buccheri, famoso per la produzione di olio d'oliva nel cuore dei monti Iblei, e sui monti Erei vicino a Enna si trova Calascibetta, borgo noto per le sue numerose chiese e la necropoli di Realmese, sito archeologico dell'età del Ferro.</span></div><div class="imTAJustify fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Infine La Maddalena è il nuovo associato e famosa località sarda in provincia di Sassari: è la sorella maggiore di circa 60 isole e isolotti che compongono l'omonimo arcipelago a nordest della Sardegna, di fronte alle coste galluresi. Ed è anche l'unica abitata all'interno del parco nazionale con la sua cittadina storica, ex base militare italiana e americana.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 11:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli Italiani: Castello Sarriod de La Tour - Valle d'Aosta -]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000085"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Situato in una zona pianeggiante che termina a strapiombo sulla Dora Baltea, circondato da alberi di mele che al momento della fioritura danno un aspetto fiabesco al complesso, il maniero risale nella sua parte più antica ai secoli XI e XII. Nei secoli successivi la struttura architettonica ha subito interventi di ampliamento e sviluppo, condotti non sempre in modo organico: essi hanno conferito l’aspetto irregolare e composito che oggi contraddistingue il castello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTourcop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">All’interno della cappella è visibile un importante ciclo di dipinti murali del primo Duecento, mentre all’esterno, nella sala contigua, sono presenti affreschi quattrocenteschi. Singolare e affascinante è la cosiddetta “sala delle teste”, che prende il nome dalla decorazione del soffitto ligneo, le cui mensole sono intagliate con personaggi curiosi, talvolta scurrili, ed esseri fantastici e mostruosi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Castello Sarriod de la Tour, situato su un pianoro pianeggiante a Saint-Pierre è il frutto di diverse campagne costruttive che gli hanno conferito l’attuale aspetto irregolare che lo contraddistingue.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il castello. oggi circondato da rigogliosi meleti, è attestato già dal XII secolo. Esso appartenne alla famiglia Sarriod de la Tour che lo mantenne fino al 1923 quando venne venduto alla famiglia Bensa di Genova. Dal 1970 appartiene alla Regione Autonoma <b><a href="https://www.italyfortourist.com/valleaosta/" target="_blank" class="imCssLink">Valle d’Aosta</a></b>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guardandolo dall'alto del castello di Saint-Pierre, il castello Sarriod de La Tour appare come un insieme irregolare di edifici circondati da una cinta muraria, situato in una zona pianeggiante un po' al di fuori del centro abitato e vicino alla Dora Baltea. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Portandosi alla destra del fiume è possibile notare come la posizione del castello non sia così priva di difese naturale, e che i lati di sud est poggiano su uno sperone roccioso a strapiombo sulla Dora.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per entrare nel castello bisogna innanzitutto superare la cinta muraria esterna. L'originale cinta muraria del XIV secolo fu fortemente modificata dai lavori eseguiti intorno al 1470 da Antoine de Sarriod de La Tour: le mura furono munite di torrette difensive a pianta circolare e fu aperto un nuovo ingresso sul lato orientale, strategicamente più protetto. Il nuovo ingresso, da cui si accede ancora oggi, è costituito da un elegante portale a sesto acuto, sopra il quale è scolpito lo stemma dei Sarriod de la Tour, sormontato da una caditoia merlata sorretta da un doppio ordine di beccatelli. &nbsp;All'interno, gli edifici più notevoli sono il massiccio donjon con le sue finestre crociate, la cappella e la cosiddetta "sala delle teste".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Originariamente uno degli edifici più antichi del castello, la cappella situata sul lato meridionale del maniero fu modificata più volte nel corso dei secoli. La struttura originale era probabilmente sormontata da un soffitto ligneo, i cui resti sono stati datati intorno al 1250, e sono ancora visibili su tre pareti alcuni frammenti di un antico ciclo pittorico risalente allo stesso periodo raffigurante episodi religiosi come l'Adorazione dei Magi, l'ingresso di Cristo a Gerusalemme e la Crocifissione. La cappella è ora sormontata da una volta barocca aggiunta nel 1700, che taglia a metà gli antichi affreschi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'antico ingresso della cappella fu invece decorato tra 1478 e 1483 durante i lavori voluti da Antoine de Sarriod de La Tour, che dedicò la cappella alla Vergine e a San Giovanni Evangelista, e presenta due riquadri ancora ben conservati raffiguranti la Crocifissione di Cristo e San Cristoforo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La "sala delle teste", situata al primo piano dell'ala settentrionale, era il salone di rappresentanza del castello e prende il nome dalla decorazione del soffitto ligneo, sorretto da una serie di mensole intagliate realizzate nel XV secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le mensole intagliate sono in tutto 171 e raffigurano una varietà di soggetti, da volti di nobildonne e gentiluomini con copricapi all'ultima moda del tempo a figure carnevalesche, dagli animali domestici e selvatici come cani, anatre, lupi e cinghiali e creature fantastiche tra cui la sirena, l'unicorno, il drago e una serie di mostri di aspetto diabolico.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Uno degli elementi di interesse del castello è dato dalle opere d'arte che esso conserva, riferite ad un arco di tempo che va dalla metà del XIII alla fine del XV secolo. Gli affreschi più antichi si trovano nella cappella del castello, costruita al piano terra della torre meridionale, le cui pareti furono interamente affrescate verso il 1250. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Si tratta di un ciclo pittorico riportato alla luce solo in tempi recenti che si presenta, in modo alquanto frammentario, su tre pareti della cappella, sopra o sotto la volta fatta edificare nel Settecento per abbassare l'aula originaria; la "picchiettatura" effettuata ai tempi dell'edificazione della volta, per consentire all'intonaco di meglio aderire alle pareti, ha reso precari gli affreschi posti più in basso; meglio si sono conservati gli affreschi sopra la volta. Si riconoscono, nel locale sotto la volta, una Adorazione dei Magi (con la Madonna in trono raffigurata secondo l'antica iconografia della Sedes Sapientiae) e negli strombi di una finestra due "figure di Sante" (quella di destra è la Maddalena), sotto le quali figure prese a prestito dai bestiari medievali: due sirene dalla coda bifida e la inconsueta rappresentazione del "grillo parlante", che ricorda un blemma. Sopra la volta, si riconoscono i frammenti di una Crocifissione; la parte superiore della scena dell' Ingresso di Cristo a Gerusalemme e le Teste di quattro santi (forse il frammento di un'Ultima Cena); poi frammenti con gli Strumenti della Passione ed una raffigurazione dell'Inferno</span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Il ciclo rappresenta una delle rare testimonianze della prima pittura gotica in Valle d'Aosta. L'ignoto autore degli affreschi, convenzionalmente chiamato "Maestro di Saint-Pierre", appartiene verosimilmente allo stesso atelier che ha realizzato gli affreschi coevi della Chiesa antica di Santa Maria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Su una quarta parete della cappella che fu molto probabilmente riedificata nei primi decenni del XV secolo si riconoscono, sopra la volta barocca, i resti di un affresco con San Michele Arcangelo e Santa Margherita; l'autore è un pittore dell'area eporediese, già dubitativamente indicato in Giacomino da Ivrea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altri affreschi, databili in anni a ridosso del 1478, furono eseguiti nel vano che immette nella cappella del castello su incarico di Antoine Sarriod de La Tour dopo la sua decisione di riconsacrare l'antica cappella. Sono visibili due dipinti di alta qualità raffiguranti una Crocifissione con un Cristo che richiama pateticamente alla mente le sculture lignee presenti nelle chiese valdostane, ed un San Cristoforo dal volto sofferente che incede imponente su quello che pare un laghetto alpino popolato da una grande moltitudine di pesci, mentre il Bambino s'aggrappa teneramente ai suoi capelli. I due affreschi sono opera di un ignoto artista – al quale è stato dato il nome di "Maître d'Antoine de Sarriod de La Tour" – che si muove nell'ambito di quella scuola franco-piemontese che si connota per lo sforzo di assimilazione del linguaggio della pittura fiamminga, anche sulla scia dei dipinti approdati a Chieri sin dalla prima metà del XV secolo.</span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/CastellodiSarrioddelaTour5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel salone principale del castello, situato al primo piano dell'ala settentrionale, si può osservare un lavoro di intaglio di grande pregio ed interesse per la storia della scultura lignea in Valle d'Aosta. Si tratta del soffitto del salone costellato da una serie di mensole intagliate con figure di forma diversa che decorano i punti di intersezione con le travi: esse giustificano l'appellativo di "sala delle teste" dato alla stanza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sono complessivamente 171 le figure intagliate che compongono una sorprendente varietà di soggetti: ai volti di nobildonne e gentiluomini con copricapi all'ultima moda si alternano grottesche figure carnevalesche[6] e creature fantastiche che paiono derivate da un bestiario medievale.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/SBuXpZxu_4c">https://youtu.be/SBuXpZxu_4c</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Nov 2021 06:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ROMA: riapre L'Arco di Giano  con le parole perdute delle donne]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000086"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'arco di Giano è un tetrapilo di Roma, risalente all'epoca costantiniana. Tuttora conservato, sorge presso la chiesa di San Giorgio in Velabro, poco distante dal Tempio di Ercole e dal Tempio di Portuno, ed era stato edificato, ai margini del Foro Boario probabilmente alla metà del IV secolo. Probabilmente deve essere identificato con l'Arcus Divi Constantini citato dai Cataloghi regionari presso il Velabro.<br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/arcogianoriapre2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Un omaggio al mondo femminile, ma soprattutto un invito a scardinare le logiche opprimenti della violenza di genere, al di là dei secoli e delle culture: il 5 novembre sarà "Nu-shu Le parole perdute delle donne", la nuova azione scenica di Raffaele Curi, a celebrare l'attesa riapertura dell'Arco di Giano, unico arco onorario a pianta quadrangolare al centro della città, intitolato al dio bifronte proprio per la sua forma, chiuso al pubblico dopo l'attentato del 28 luglio 1993. Edificato dai figli di Costantino per celebrarlo dopo la sua morte nel IV secolo, il monumento tra i principali del Foro Boario sarà infatti fruibile gratuitamente a partire dal 13 novembre, grazie alla sinergia tra la Soprintendenza Speciale di Roma e la Fondazione Alda Fendi - Esperimenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/arcogianoriapre1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il pubblico potrà dunque visitarlo ogni sabato, dalle 10 alle 14, e dall'ultima domenica di marzo, con l'ora legale dalle 16 alle 20. La sera del 5 novembre, alle 21.15 e poi alle 21.45, l'action di Curi della durata di 9 minuti sottolineerà questa riapertura nel segno del Nu-shu, l'unica lingua al mondo esclusivamente femminile, un idioma segreto sviluppato in Cina tanto tempo fa dalle donne del popolo Yao, nella provincia dello Hunan, e da loro gelosamente custodito e tramandato per generazioni, con lo scopo di non farsi comprendere dagli uomini. In una scena movimentata solo da un uomo, 70 sontuosi kimono nuziali in seta bianca, rievocheranno la presenza e le storie di altrettante donne, chiamate da Curi a svelare al pubblico il loro volto e la forza della loro voce sulle note dell'aria "Je veux vivre dans le rêve" tratta da "Romeo et Juliette" di Charles Gounod, nella versione del soprano Nadine Sierra. </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Nov 2021 08:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Aspromonte Geopark in Rete mondiale Unesco]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Calabria"><![CDATA[Calabria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000054"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'Aspromonte e i suoi tesori naturalistici entrano a far parte dell'Unesco Global Geoparks, la Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco. Si materializza così un'occasione unica per valorizzare il prezioso patrimonio (8 Geositi di rilevanza internazionale, 89 geositi censiti), le specificità culturali, identitarie e naturalistiche di un'area che ne esalta la straordinaria valenza geologica dell'Aspromonte, ponendolo all'attenzione mondiale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/aspromontegeoparkunesco2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> Con la particolarità delle sue rocce, l'Aspromonte ha una storia geologica di estremo rilievo che ha permesso di avviare il percorso di candidatura all'Unesco nel 2017, promuovendo le peculiarità del massiccio che rivelano una storia antica, complessa e unica. L'ingresso nella Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco consentirà al Geoparco Aspromonte di rendere possibile la valorizzazione del patrimonio geologico in stretta connessione con quello naturale e culturale, che può portare importanti ricadute in termini sociali ed economici sul territorio, anche e soprattutto in chiave turistica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"L'ingresso nella rete mondiale dei Geoparchi Unesco - ha dichiarato il presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte, Leo Autelitano - è per noi motivo di orgoglio, ma soprattutto è incentivo a lavorare con sempre maggiore attenzione e maggiore slancio per ottenere risultati visibili sul territorio. La nostra candidatura è stata accolta - ha aggiunto Autelitano - grazie al lavoro incessante del team del progetto Geoparco, e al supporto fornito dalle altre istituzioni, le associazioni e tutto il popolo dell'Aspromonte. Da qui in avanti il nostro compito sarà quello di continuare a lavorare insieme, coinvolgendo tutti gli attori del territorio e tutto il popolo dell'Aspromonte nel percorso di valorizzazione costante dei geositi e dei loro significati, fatti di tradizioni, di cultura, di identità e di speranza. Sarà anche occasione per far divenire l'Aspromonte il luogo deputato per incontri di studio e approfondimento sulle scienze geologiche".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/aspromontegeoparkunesco3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aspromonte Geopark, in definitiva, nasce con l'intento di salvaguardare e valorizzare uno dei più particolari patrimoni geologici del Mediterraneo centrale. Il suo territorio è caratterizzato da una grande diversità paesaggistica, da peculiarità geo-ambientali e dalla presenza di interessanti realtà storico-culturali radicate in un antico passato influenzato da diverse civiltà. Nel lungo percorso verso il riconoscimento internazionale, l'Aspromonte Geopark ha attivato numerose forme di animazione territoriale per informare sulla strategia del geoparco e agevolare il processo di sensibilizzazione, informazione, comunicazione e conoscenza, favorendo la costruzione di un'idea-azione condivisa di sviluppo ecosostenibile del territorio. </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 06:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani da visitare: Guadiagrele - Abruzzo]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Abruzzo"><![CDATA[Abruzzo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007A"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">D’Annunzio nel suo “Trionfo della morte” lo definisce “la città della pietra” per via della roccia bianca che ne caratterizza l’architettura ma è anche detto “Terrazza d’Abruzzo” perché affaccia sull’Adriatico. Inserito nell’elenco dei Borghi dei Borghi, Guardiagrele è un piccolo gioiello di circa 8000 anime. Il nome, nonostante le diverse teorie, è di origine incerta, quello che invece è certo, è il legame con la Maiella, la “montagna madre” dell’Abruzzo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Guardiagrele_copertina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A testimonianza di questo legame, nel centro storico di Guardiagrele, è scolpita la frase: “La Maiella Madre che vi guarda e vi benedice in eterno”. Le sue caratteristiche morfologiche, l’hanno resa famosa in tutto il mondo come la Bella addormentata d’Abruzzo, appellativo che trae origine dalla leggenda della ninfa Maja, la ninfa più bella delle Pleaidi, figlia maggiore di Atlante e Pleione, e madre del gigante Ermes, figlio di Zeus. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La leggenda narra che in seguito a gravi ferite riportate da Ermes in battaglia, Maja fuggì dalla Frigia e, dopo un lungo viaggio, si addentrò nel Gran Sasso alla ricerca di un’erba miracolosa che avrebbe potuto salvare il figlio. Tuttavia in quel periodo la montagna era totalmente coperta di neve e Maja non riuscì a trovare le erbe curative che avrebbero potuto salvare la vita al figlio. Al suo ritorno nella grotta lo trovò senza vita e sovrastata dal dolore, lo seppellì sul Gran Sasso. Vagò per le montagne in preda alla disperazione finché si accasciò morente sulla montagna che oggi porta il suo nome, la Majella. I pastori, che trovarono il corpo, impietositi dalla sua storia straziante, la seppellirono con tutti gli onori. Da quel momento, guardando la montagna, un profilo di una donna guarda verso il mare. La gente del luogo narra che tutt’oggi, quando il vento sfiora le pareti delle montagne, è possibile udire i lamenti disperati di Maja.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Guardiagrele1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma la Maiella non è soltanto luogo di leggende ma anche di divertimento, infatti sono disponibili percorsi di trekking, parchi avventura, grotte da scoprire e paesaggi incontaminati da esplorare per una vacanza all’insegna della natura e dello sport. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink">(Sei un ristorante, una guida, un hotel, ecc...? 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FERRARI”, ANTIQUARIUM MEDIEVALE “ANTONIO CADEI”, MUSEO DEL COSTUME, MUSEO DEL DUOMO) che raccontano Guardiagrele dalle origini ai tempi più recenti attraverso la sua storia, la sua arte, il suo costume, la sua tradizione e il suo artigianato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Guardiagrele2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sede del “Centro d’eccellenza per l’artigianato d’Abruzzo”, Guardiagrele è una vera fucina dell’artigianato Made in Italy: ferro battuto, ceramica, legno tornito, rame lavorato, tombolo, coperte e costumi abruzzesi, pietra lavorata, arte orafa e gioielli sono tutte arti sapientemente portate avanti dalle maestranze del luogo. Altra nota che si può aggiungere al lungo elenco di eccellenze è la produzione dolciaria e pasticcera: torroni, amaretti, marzapane e, soprattutto, le “sise delle monache” o anche “tre monti”, sono uno dei motivi per conoscere Guardiagrele. Perché questi nomi? Non è facile rispondere. Due sono le teorie principali una vuole che tale espressione derivi dall’abitudine di alcune suore del monastero delle Clarisse di Guardiagrele, che inserivano al centro del petto una protuberanza in modo da rendere meno evidenti i seni. Proprio in questo monastero si preparavano i dolci. Più verosimile è invece la seconda teoria che li chiama “Tre Monti”: la tipica forma di questo dolce farebbe riferimento a Gran Sasso d'Italia, Majella e Sirente-Velino ossia i tre massicci montuosi abruzzesi, i più alti dell'intera catena appenninica. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink">(Sei un ristorante, una guida, un hotel, ecc...? Inserisci qui la tua pubblicità!)</a></span></span></b></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non siete ancora soddisfatti? Cercate i numerosissimi eventi che a Guardiagrele ogni anno vengono organizzati: da quelli legati alla tradizione fino a quelli internazionali passando per quelli culturali ed enogastronomici.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 07:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli Italiani: CASTEL TIROLO]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Sparsi in tutta la regione del Tirolo si trovano tantissime fortezze e castelli. luoghi di grande bellezza, storia e avolte mistero. Alcuni ristrutturati e magari adibiti a mueo, possono essere visitati. Nella nostra carrellata di visite virtuali partiamo alla volta di Castel Tirolo (Schloss Tirol in tedesco), situato nella provincia autonoma di Bolzano), il maniero da cui ebbero origine i conti del Tirolo e la culla del territorio che da loro prese il nome.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/casteltirol3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il sito su cui sorge è stata abitato fin dalla preistoria, ma il fascino della sua storia risiede nel suo continuo rinascere. Gli archeologi nel 1993 hanno anche scoperto una chiesa paleocristiana. Si trattava in realtà di tre chiese, costruite l'una sui resti dell'altra, la più antica delle quali, con le fondazioni in muratura e la struttura in legno, risale alla tarda epoca romana. La seconda è invece del VI secolo (anche se sul suo utilizzo come edificio di culto prima della successiva aggiunta dell'abside ancora si discute); la costruzione più recente, a tre absidi, risale all'VIII-XI secolo. Il primo insediamento fortificato risale all'XI secolo; tracce di esso si trovano nei sotterranei del palazzo signorile, a sud, e della annessa cappella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La seconda fase di costruzione è datata 1139-1140, epoca alla quale risale il mastio. Si tratta di una torre quadrata, le cui mura hanno, alla base, uno spessore di oltre 5 metri. Della costruzione originaria rimangono solo i primi tre piani. Non è chiaro se la costruzione sia stata interrotta per l'edificazione del vicino refettorio (la Mushaus, iniziata nel 1172 e più volte rimaneggiata fino al XX secolo), o se essa sia stata danneggiata nell'incendio del 1302; di certo nel 1532 un documento ne parla come di un rudere e così essa risulta anche nella più antica raffigurazione (1620). È stata completata tra il 1902 e il 1904, con pietre recuperate da un vicino maso medievale, distrutto da un incendio nel 1900.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/casteltirol1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La terza grande fase di costruzione avviene sotto il conte Mainardo II, attorno alla metà del XIII secolo. Mainardo fece costruire, sul versante est, un altro palazzo, del quale oggi non c'è più traccia: è stato "inghiottito" dalla sottostante forra dei castagni (ted.: Köstengraben), le cui acque hanno eroso la roccia fino al crollo dell'edificio. L'attuale edificio e il camminamento risalgono al XIX secolo. Allo stesso periodo si fa risalire la sopraelevazione della cappella: la parte inferiore è consacrata a San Pancrazio, quella superiore, riservata alla nobiltà, a santa Elisabetta d'Ungheria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/casteltirolonew2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vi soggiornò per anni la contessa Margherita di Tirolo-Gorizia, detta Margherita Boccagrande o Boccalarga o Maultasch (Castel Tirolo, 1318 – Vienna, 3 ottobre 1369), fu l'ultima contessa del Tirolo (1335-1363) del casato di Gorizia ultima della sua dinastia e donna piuttosto moderna. Nel 1330 Enrico, duca di Carinzia e conte di Tirolo, sottoscrisse un trattato con Ludovico il Bavaro, che gli garantiva la successione in linea femminile, se la figlia Margherita si fosse sposata con il consenso del sovrano. Nel 1335 Giovanni Enrico, dopo la morte del duca, assunse la reggenza del Tirolo; Nel novembre 1341 Margherita - cosa inusuale per una donna - ripudiò il marito Giovanni Enrico, esiliandolo dal Tirolo, e il 10 febbraio 1342 si unì in matrimonio con Ludovico di Brandeburgo, figlio dell'imperatore Ludovico il Bavaro. Il matrimonio suscitò grande scalpore nell'intera Europa, anche perché per motivi politici il papa Clemente VI non volle dichiarare nulle le precedenti nozze. Margherita e Ludovico, inoltre, erano parenti di terzo grado: per tale motivo i due neo-sposi furono scomunicati e la contea del Tirolo fu colpita da un interdetto. Nonostante ciò alcuni difesero la coppia, a cominciare da Marsilio da Padova e Guglielmo di Ockham, i quali, nei loro scritti, presero le parti di questo “matrimonio civile” che, contrariamente alla prima unione, era stato benedetto dalla nascita di un bambino. Margherita trascorse gli ultimi anni della sua vita a Vienna, dove la sua residenza avrebbe dato il nome di “Margaretengrund” (terreno di Margherita) ad un intero sobborgo. La contessa, però, continuò a fare i suoi soggiorni estivi a Predazzo. Margherita morì il 3 ottobre 1369 all'età di 51 anni e fu sepolta a Vienna nella chiesa dei Minoriti: venne tumulata accanto a Isabella d'Aragona, moglie di Federico il Bello, duca d'Austria. Il soprannome "Maultasch" (letteralmente "muso a borsa" e traducibile con "bocca sfigurata", "bocca grande" o "bocca larga") comparve per la prima volta attorno al 1366 in una versione bavarese della "Cronaca Universale Sassone" (Sächsische Weltchronik) e venne ripreso in una "Cronaca austriaca" (Österreichische Chronik) del 1393. L'espressione valeva più o meno come "prostituta, donna di facili costumi", e così veniva impiegata principalmente nella propaganda papale e in Boemia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/casteltirolonew4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A partire dal 1425 al soprannome venne attribuito un valore letterale (Maultasch significa bocca a borsa), facendo così ritenere che il volto di Margherita fosse caratterizzato da una bocca deforme (Filippo Villani nel 1400 la definì "medusa"). Pertanto la leggenda che vuole Margherita di particolare bruttezza è probabilmente infondata: i contemporanei, al contrario, l'hanno descritta come assai gradevole. I ritratti, in ogni caso, mostrano una donna non bella ma neppure così brutta. Pure l'ipotesi che il soprannome derivi da un suo parlare sboccato non ha alcun fondamento storico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una terza spiegazione fa derivare questo soprannome da una delle località dove Margherita probabilmente amava soggiornare, castel Neuhaus presso Terlano (BZ), allora noto al volgo come castel "Maultasch", nome derivante dalla sottostante dogana, il cui nome origina dal latino "mala tasca" ("trappola per topi"). All'interno del castello è presente la presunta camera nuziale della contessa Margarete di Tirolo, nel cosiddetto “Mushaus”. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il castello rimase la residenza principale della contea fino al 1420, quando Federico IV d'Asburgo trasferì la propria sede ad Innsbruck.</span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/casteltirolonew3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Molto importanti sono i portali romanici del palazzo e della cappella, ricchi di bassorilievi. Tra gli storici non c'è accordo sulla data e sull'origine di questi portali: per alcuni sarebbero addirittura - almeno parzialmente - da far risalire alla chiesa a tre absidi i cui resti sono stati trovati poco distante, per altri furono commissionati dal conte Alberto III di Tirolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi il castello è aperto al pubblico solitamente da metà marzo fino ai primi di dicembre di ogni anno e un ulteriore punto di forza per la visita di castel Tirolo è la splendida vista mozzafiato sulla conca di Merano.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/casteltirolonew5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1919, il castello divenne proprietà della provincia, la quale ha ristrutturato l'intero maniero. Nel 2003 è stato aperto il Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano, che al giorno d'oggi rappresenta ed espone oggetti della storia della regione del Tirolo in ben 20 tappe. Nei pressi del castello si può visitare inoltre il "Centro Recupero Avifauna Castel Tirolo" che offre dimostrazioni dei rapaci, e poco sotto il castello, sopra il sentiero, ci sono le Piramidi di Terra del Tirolo. Il Castello si raggiunge con una piacevole camminata di 30 minuti al castello, attraversando una vecchia galleria e passando dalle menzionate Piramidi di Terra. Il sentiero è chiuso al traffico.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 05:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Emilia Romagna: Grazzano Visconti]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000081"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cf1">In Emilia-Romagna c’è una miriade di affascinanti borghi antichi</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">dove passare una vacanza alla scoperta del patrimonio artistico, storico, culturale e gastronomico locale. </span>Il borgo di Grazzano Visconti è il falso storico più bello d’Italia, un unicum in tutta la storia del nostro BelPaese. Passeggiare tra le strade e le vie del borgo dà l’impressione di essere nel Medioevo, ma questo grazioso luogo medievale non lo è mai stato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/grazzano_visconti_borgo1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Grazzano Visconti si colloca a circa 15 km a sud di Piacenza, nell’area del comune di Vigolzone, lungo la Strada Statale 654. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Fu proprio in questo territorio che all’inizio del ‘900 il</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Duca Giuseppe Visconti di Modrone</span><span class="fs14lh1-5 ff1">, padre del celebre regista</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Luchino Visconti</span><span class="fs14lh1-5 ff1">, fece realizzare, su indicazioni tecniche dell’architetto Alfredo Campanini (uno dei protagonisti del Liberty milanese), questo piccolo borgo attorno a un preesistente castello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Antichi documenti testimoniano l’esistenza di un centro abitato in questa zona . Il nome Grazzano sembra infatti proprio derivare da un certo &nbsp;<em>Graccus Graccianum</em>, signore locale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dai testi risulta che, verso la fine del 1300, Gian Galeazzo Visconti (signore di Milano) avesse concesso alla sorella Beatrice, già sposa del nobile piacentino Giovanni Anguissola, il permesso di costruire in quest’area un &nbsp;castello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nonostante alterne vicende e lotte di confine e proprietà, quest’ultimo &nbsp;rimase in capo agli Anguissola di Piacenza fino al 1870 quando, come per destino, tornò nuovamente sotto il controllo dei Visconti di Modrone. Fu però con la presa di possesso di &nbsp;Giovanni Visconti che la &nbsp;vita di Grazzano cambiò per sempre il suo destino.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/grazzano_visconti_borgo2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Oggi è impossibile non rimanere incantati dalla bellezza del borgo di Grazzano. Il centro ha un’atmosfera magica data dall’unione dell’architettura neomedievale e l’accuratezza dei dettagli e dei decori che ne abbelliscono ogni suo angolo, rendendolo unico.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le botteghe e i laboratori artistici attirano ogni anno un gran numero di turisti che vengono qui per ammirare l’atmosfera dell’abitato e godere dei numerosi eventi come rievocazioni storiche, feste in costume o eventi botanici.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalla chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano, al Museo delle Cere e delle Torture, l’intero abitato merita una visita, se non altro per le casette dalle facciate affrescate e per le strade lastricate.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre al castello con il suo ampio fossato, una visita merita sicuramente il grande parco annesso. Si tratta di circa 120.000 mq di verde in cui si sintetizzano elementi eclettici diversi che vanno dagli stilemi del giardino all’italiana a quello francese e inglese.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello_di_Grazzano_Visconti1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Parterres, ponticelli, fontane e statue parlano di un’armoniosa serenità così come gli angoli più remoti del parco, dove ricercare il silenzio e la contemplazione. Il suono dell’acqua percorre tutto il parco, ricco di fontane ma anche lungo i piccoli fossati che corrono paralleli alle aiuole, nei pressi dei viali o dentro il bosco.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/castello_di_Grazzano_Visconti2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Come ogni castello che si rispetti anche quello di Grazzano ha il suo fantasma. Si narra che lo spettro di Dama Aloisa, sposa di un capitano di milizia morta di dolore a causa del tradimento del marito, si aggiri proprio tra il parco e le mura della dimora.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo stesso duca Giuseppe (padre di Giovanni) sembra l’avesse avvistata, tanto da ritrarla in un dipinto dal quale poi, in un secondo momento, presero vita anche tutte le statue: Una in particolare, quella che troneggia al centro del parco.<br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video del Borgo</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/kdtXt-hLjSI">https://youtu.be/kdtXt-hLjSI</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scoperta a Ercolano: ritrovato lo scheletro dell'ultimo fuggiasco]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000082"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A 25 anni dagli ultimi scavi, arriva da Ercolano, una scoperta che potrà portare nuova luce sugli ultimi momenti di vita della cittadina seppellita come la vicina Pompei dall'eruzione del 79 d.C.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/scheletroercolano2.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il teatro è quello dell'antica spiaggia della cittadina, lo stesso luogo dove nell'ultima sistematica campagna di scavi, condotta negli anni '80 e '90 del Novecento, vennero riportati alla luce, ammassati nei piccoli magazzini affacciati sull'antico arenile, i resti di più di 300 fuggiaschi che avevano cercato riparo nell'attesa di essere portati in salvo dalla flotta di Plinio il Vecchio. I nuovi scavi, che hanno impegnato per settimane gli archeologi del Parco, sono legati all'allestimento di un percorso che consentirà ai visitatori di raggiungere la monumentale Villa dei Papiri ripercorrendo quella che nella città antica era la passeggiata sul lungomare e che ancora oggi rimane l'unico fronte a mare completamente conservato di una città romana.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/scheletroercolano1.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo scheletro parzialmente mutilato di uomo che la valanga di fuoco e gas sputata dal Vesuvio in eruzione ha fermato a un passo dal mare e dal miraggio della salvezza. A 25 anni dagli ultimi scavi, arriva da Ercolano una scoperta che potrà portare nuova luce sugli ultimi momenti di vita della cittadina seppellita come la vicina Pompei dall'eruzione del 79 d.C.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Un ritrovamento da cui ci aspettiamo moltissimo", sottolinea appassionato il direttore Francesco Sirano, dal 2017 alla guida del Parco Archeologico patrimonio dell'Umanità. Mentre il ministro della cultura Franceschini applaude e parla di "scoperta sensazionale".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I resti dell'uomo, un maschio di età matura che secondo i primi esami antropologici dovrebbe avere avuto tra i 40 ed i 45 anni, sono stati trovati alla base dell'altissimo muro di pietra lavica che oggi chiude l'antico fronte a mare. Era riverso con la testa all'indietro in direzione del mare e circondato da pesanti legni carbonizzati, persino la trave di un tetto che potrebbe avergli sfondato la testa. Le ossa appaiono di un rosso acceso, "è l'impronta lasciata dal sangue della vittima", dice l'archeologo spiegando che si tratta di una conseguenza del particolarissimo processo di combustione provocato a Ercolano dalla corrente di magma, cenere e gas arrivata dal Vesuvio.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/ercolanischeletro2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Gli ultimi momenti qui furono istantanei, ma terribili - sottolinea - Era l'una di notte, quando il flusso piroclastico esploso dal vulcano raggiunse per la prima volta la cittadina con una temperatura di 300-400 gradi, anzi, secondo alcuni studi anche 500-700 gradi. Una nube bollente che correva verso il mare ad una velocità di 100 chilometri all'ora ed era così densa da non avere ossigeno". Un inferno in terra "che in pochi minuti travolse e inghiottì la parte più alta della città, sradicando i tetti e falcidiando uomini e animali con un calore tale da far evaporare i corpi". Per l'uomo appena ritrovato una morte atroce, che "deve aver visto in faccia", chissà, forse dopo essersi voltato a cercare la ragione di quel fragore sordo che sentiva alle sue spalle o per la luce che all'improvviso doveva aver squarciato il buio della notte, fa notare l'archeologo, che ora insieme agli esperti del suo team, tra i quali i professionisti messi a disposizione dal Packard Humanities Institute (che ha donato anche il progetto di sistemazione dell'area) si interroga sull'identità di questa nuova vittima e sul suo ruolo nelle ultime ore della città. Di certo non si trovava al riparo con tutti gli altri che aspettavano accalcati nei magazzini dei pescatori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/villapapiri.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Potrebbe trattarsi di un soccorritore, un compagno dell'ufficiale di Plinio che negli anni '80 era stato trovato ad una ventina di metri di distanza da questo punto, sempre sulla spiaggia", ipotizza. Un militare, quindi, che magari stava allestendo una lancia per portare in salvo in alto mare un primo gruppo di persone. "Oppure uno dei fuggiaschi, che si era allontanato dal gruppo per raggiungere il mare sperando di riuscire a imbarcarsi su una delle lance di salvataggio, chissà forse l'ultimo e più sfortunato di un gruppo che era riuscito a prendere il largo", dice. Tante al momento le ipotesi possibili, anche quella che il poveretto fosse di vedetta in attesa delle navi di soccorso, visto che Plinio il Giovane (nipote del grande ammiraglio e studioso che nell'eruzione del 79 d.C perse la vita) racconta che le quadriremi armate dallo zio avevano dovuto rinunciare all'ultimo all'approdo, fermate da un improvviso peggiorare della situazione.</span></div></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tant'è, proprio per capire qualcosa di più, lo scheletro verrà ora rimosso con l'aiuto di speciali lame di metallo insieme ad una porzione più grande della roccia lavica nel quale è incastonato e lo scavo proseguirà in laboratorio. I primi esami in situ, intanto, hanno rilevato le tracce accanto allo scheletro di quelli che sembrano essere tessuti e metalli. "Potrebbe trattarsi di una borsa con gli attrezzi da lavoro, ma anche di armi e monete", anticipa Sirano. La curiosità è tanta, anche perché rispetto a 25 anni fa le tecniche e gli strumenti di indagine si sono molto evoluti, "Oggi abbiamo la possibilità di capire di più", spiega. Rimasto per secoli sotto un muro di pietra alto più di 26 metri, anche il povero fuggiasco potrebbe aggiungere nuovi particolari al racconto di quella notte.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 05:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ecco Hydra museo multimediale Cascata delle Marmore]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000080"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Raccontare le particolarità storiche e culturali della Cascata delle Marmore, attraverso un'esperienza immersiva che si avvale dell'utilizzo delle più moderne tecnologie espositive: è con questo obiettivo che è nato a Terni Hydra - Museo multimediale Cascata delle Marmore, un'esposizione multimediale collocata nel Belvedere Superiore dell'area turistica. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/museocascate_delle_marmore,_02.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ospitato nei locali seminterrati della scuola Don Milani di Marmore, il museo propone plastici territoriali, modelli tridimensionali, installazioni di realtà aumentata/virtuale, app digitale per la fruizione di contenuti, per comprendere la complessa interazione tra evoluzione geologica ed intervento umano, iniziata più di 2000 anni fa, che ha prodotto il contesto della Cascata come è conosciuto oggi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/museo-hydra-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'obiettivo è far &nbsp;comprendere la complessa interazione tra evoluzione geologica ed intervento umano, iniziata più di 2000 anni fa, che ha prodotto il contesto della Cascata come è conosciuto oggi. Nell'intento dei progettisti l'esposizione si proporrà anche come una «porta» sul territorio stesso, promuovendo le possibilità di esperienze sportive, culturali, enogastronomiche. Nel museo, gestito dalla società Museo della Cascata, è prevista anche un'aula didattica, per l'organizzazione di laboratori per le scuole e di momenti di incontro e di studio.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel museo è prevista anche un'aula didattica, per l'organizzazione di laboratori per le scuole e di momenti di incontro e di studio sulle tematiche dell'esposizione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 05:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Castelli Italiani: Rocca Sforzesca di Dozza]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Rocca di </span><b class="ff1"><span class="fs14lh1-5">Dozza, borgo dai muri dipinti sulle colline tra Imola e Bologna </span></b><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><i><a href="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?borghi-medievali--dozza-il-borgo-degli-afreschi-e-dei-murales" target="_blank" class="imCssLink">(clicca qui per visitare il borgo)</a></i></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, è un complesso medievale ancora visitabile all'interno, dove si ammirano la cucina antica, la sala delle torture, le prigioni, i vari appartamenti arredati con mobilio originale e dipinti, le torri e un'enoteca nei sotterranei con prodotti tipici della zona che rendono la Rocca di Dozza unica nel suo genere. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzarocca3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Rocca di Dozza è un complesso monumentale di origine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito, in epoca rinascimentale, a residenza nobiliare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Storia della Rocca è fatta di evoluzioni architettoniche e trasformazioni tanto da abbracciare un periodo lungo cinquecento anni: dal 1300 al 1795 per restare uguale fino ai giorni nostri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Possiamo pertanto suddividere i periodi di trasformazione in FORTEZZA MEDIEVALE (1300-1480), FORTEZZA RINASCIMENTALE (1480-1554), RESIDENZA RINASCIMENTALE (1565-1594), RESIDENZA SETTECENTESCA (1795).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzacopertinarocca.png"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Periodo medievale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le origini della Rocca risalgono al sec. XIII. Nel corso del Medioevo, la posizione strategica al confine tra Bologna e la Romagna, rende la fortezza di Dozza oggetto di forti contese. L’accesso alla Rocca avviene tramite un ponte che aggetta su un fossato, un tempo pieno d’acqua. Un portone ferrato immette nel palazzo, mentre un corridoio conduce a un cortile che presenta colonne con capitelli finemente decorati e due logge di gusto rinascimentale. Vicino all’ingresso un grosso torrione circolare detto Torresino è posto a presidio della parte più importante dell’edificio. Di minori proporzioni è invece l’altro torrione, il cosiddetto Torrione dei Bolognesi. I torrioni, così come tutto il resto del fortilizio, erano scoperti, ed erano coronati da merli. Tale coronamento prevedeva, alternativamente, delle aperture al centro dei merli, attraverso le quali era possibile tirare le frecce e osservare, protetti, le mosse degli aggressori. Sotto, in corrispondenza di queste aperture, si possono vedere tuttora dei fori circolari, che servivano per fare passare le bocche dei lunghi fucili, detti spingarde. Sul pavimento, per il tiro verticale, erano realizzati ulteriori fori, le cosiddette caditoie, dalle quali si poteva attaccare il nemico che si fosse spinto fin sotto le mura della Rocca. Non possediamo descrizioni o piante dell’antico castello medievale ma in occasione dei restauri architettonici è stato rinvenuto l’arco dell’antico portale di ingresso decorato con simbologie araldiche. Un altro elemento riferibile al periodo medievale è l’impianto del mastio leggibile nelle stanze interne della Torre Maggiore composta di tre stanze a pianta quadrata, voltate in muratura, sovrapposte fra loro, collegate da una scala interna e dotate di una cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzarocca4.png"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">FORTEZZA RINASCIMENTALE (1480-1554)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’attuale aspetto esterno della Rocca è ascrivibile al tardo quattrocento, quando Dozza entrò a far parte della signoria Riario – Sforza. Nel 1473, Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV, si unisce a Caterina Sforza, figlia del Duca di Milano e nipote di Ludovico il Moro, ed ottiene dallo zio Papa il vicariato di Imola, fino ad allora sotto il dominio sforzesco, cui si aggiunse nel 1480 la signoria di Forlì. Girolamo, e dopo la sua morte, Caterina, apportarono consistenti interventi di fortificazione su tutti i castelli del loro Stato, di cui facevano parte una serie di possedimenti minori fra cui Dozza. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">RESIDENZA RINASCIMENTALE (1565-1594)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel corso del Cinquecento il castello ed il feudo di Dozza furono ceduti da Papa Clemente VII al Cardinale Lorenzo Campeggi, nunzio apostolico di alto prestigio che svolse importanti missioni diplomatiche presso i sovrani dell’epoca, quali il re d’Inghilterra Enrico VIII e l’imperatore Carlo V. L’impianto distributivo del palazzo (cortili, atrio, androne e scale) e l’organizzazione del piano nobile, così come oggi ci appaiono, sono in prevalenza riconducibili alla signoria dei Campeggi che, nella seconda metà del Cinquecento, intraprese massicci interventi di trasformazione allo scopo di trasformare la Rocca da fortezza a sede di rappresentanza diplomatica. Le trasformazioni, che hanno fatto della Rocca una residenza signorile, hanno insistito proprio sull’eliminazione degli elementi di carattere principalmente militare. Tutta la struttura è stata coperta e i vuoti tra i merli hanno assunto la funzione di finestre. Sul lato sud-ovest inoltre la merlatura è stata abbattuta e sono rimasti solo gli archetti. Le modifiche maggiori sono tuttavia avvenute all’interno dell’edificio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/dozzarocca5.png"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">RESIDENZA SETTECENTESCA (1795).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1728, con la morte di Lorenzo Campeggi, ultimo maschio della casata, il marchesato di Dozza perviene per eredità a Francesca Maria Campeggi, moglie di Matteo Malvezzi, la quale trasferisce i diritti feudali a quest’ultima famiglia. Il figlio di Francesca, Emilio fu il primo marchese che unificò il nome dei due casati in Malvezzi-Campeggi. Nel 1798, con l’entrata in vigore delle leggi napoleoniche, la Rocca fu sul punto di essere confiscata ma il marchese Giacomo riuscì a dimostrare che il castello era un bene privato. Dunque il feudo di Dozza fu abolito, ma la Rocca rimase di proprietà dei Malvezzi-Campeggi che ne fecero la loro residenza fino al 1960. Le puntuali descrizioni dell’inventario del 1795 riferiscono di un Palazzo già compiuto, sia in pianta che in elevazione. Tutti gli ampliamenti realizzati in quest’epoca sono determinati dallo sviluppo e dall’incremento degli usi residenziali, compresa la costruzione degli appartamenti del piano secondo (ora destinati a sede espositiva).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/DOZZAroccamuseo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Museo è parte integrante del complesso monumentale della Rocca di Dozza. Fanno parte del Museo le opere d’arte e gli arredi storici legati alle famiglie Campeggi e Malvezzi che, dal secolo XVI e fino al 1960 l’abitarono. Il Museo comprende anche collezioni d’arte contemporanea relative alla Biennale del Muro Dipinto, poiché ospita i bozzetti, i documenti archivistici e bibliografici afferenti al Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Visita la Rocca Sforzesca attraverso il Video</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/1t6oyZQBSsE">https://youtu.be/1t6oyZQBSsE</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 05:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alle porte di Milano nasce la prima oasi rurale d'Italia: 'Oasi Ca' Granda]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000065"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alle porte di </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="http://www.italyfortourist.com/blog/?milano" target="_blank" class="imCssLink">Milano</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> in <a href="https://www.italyfortourist.com/lombardia/" target="_blank" class="imCssLink">Lombardia</a>, tra prati e boschi, lungo canali e risorgive, potrai ammirare antiche cascine, cappelle, chiese e abbazie donate nei secoli da tanti benefattori alla “Ca’ Granda”. <br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Oasi-Ca--Granda3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Volare in mongolfiera su pianure, fiumi e boschi. Immergersi nella natura correndo in bici lungo canali e risorgive. Riscoprire la vera cucina tradizionale lombarda con un pranzo in agriturismo. O fare la spesa a chilometro zero, mentre si va alla scoperta di antiche abbazie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Oasi-Ca--Grandacop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sono alcune delle esperienze ora possibili nell'Oasi Ca' Granda, ultimo progetto di valorizzazione della Fondazione Patrimonio Ca' Granda per far rivivere e scoprire al grande pubblico quel grande tesoro di natura e cultura che va dal Ticino all'Adda, frutto di sei secoli di donazioni. Un territorio con una storia unica, vicino a Milano, le cui origini risalgono indietro nei secoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Oasi-Ca--Granda2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il suo nome deriva infatti da quello dell'antico Ospedale Maggiore di Milano, l'attuale Policlinico: fondato nel 1456, fin dalle origini fu chiamato affettuosamente "Ca' Granda" perché accoglieva e curava tutti, in particolare i più bisognosi. Papi, nobili e borghesi donarono alla Ca' Granda terreni e cascine: da affittare per sostenere le cure gratuite e da coltivare per nutrire pazienti, poveri e orfani. Un'eredità difesa nei secoli dagli insediamenti urbani, della quale, dal 2015, si prende cura la Fondazione, impegnata a valorizzare le qualità agricole, ambientali e culturali del patrimonio affidatole: 8.500 ettari di terreno, 100 cascine, tre chiese e un'abbazia. Ora l'Oasi apre le sue porte al pubblico tra percorsi, attività, tappe golose e un ricco calendario di eventi ed esperienze da vivere all'aria aperta e in piena sicurezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/AbbaziaMirasole_chiostro.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Primo appuntamento, il weekend di "presentazione" del 19-20 giugno con speciali benvenuto nelle cascine, agriturismi, botteghe e fattorie didattiche. L’Oasi Ca’ Granda si presenta a tutti nel weekend del 19 e 20 giugno quando cascine, agriturismi, botteghe e fattorie didattiche daranno un benvenuto speciale a tutti i visitatori con attività all’aria aperta. Appuntamento clou domenica 20 giugno all’abbazia di Mirasole dove si terranno laboratori per bambini, giochi antichi, visite guidate nelle campagne circostanti e una mostra fotografica nei chiostri. Tutte le attività sono gratuite, previa registrazione, con un numero di posti limitato per garantire il rispetto delle misure anti Covid.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Toscana: Parco Costiero della Sterpaia]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Parco Costoerp della Sterpaia, in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/toscana/" target="_blank" class="imCssLink">Toscana</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, le cui spiagge sono state insignite dal 2008 della Bandiera Blu, si estende nell’ampio golfo compreso tra Piombino e Follonica e occupa una superficie di circa 296 ettari. Un luogo magico e denso di fascino, tappa imperdibile per chi visita la Val di Cornia.Spiagge e una bella foresta planiziale, che corrono paralleli per 296 ettari, tra Piombino e Follonica, al confine settentrionale della Maremma. Questo è il Parco costiero della Sterpaia, un paradiso per chi ama le lunghe camminate sulla spiaggia, a soli 5 km da Follonica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/Parco-della-Sterpaia2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il parco si estende per 10 km lungo il litorale costiero nell’ampio Golfo tra Piombino e Follonica. 300 ettari tra arenili, dune ed una rara foresta umida costellata di querce secolari ed una ricca fauna di piccoli animali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Percorrendo la strada cosiddetta “geodetica” che collega Piombino a Riotorto si raggiunge un organizzato sistema di parcheggi (a pagamento) che permette un accesso regolamentato alle molte spiagge della costa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La zona gode del riconoscimento della Bandiera Blu (dal 2008 a tutt'oggi) anche per il 2021 per la qualità delle acque e per i servizi offerti. Il parco, pur conservano le sue caratteristiche originali, è infatti attrezzato al suo interno con servizi igenici pubblici, docce, accessi per diversamente abili, tavoli per pic nic e punti ristoro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Parco-della-Sterpaia5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un mare da Bandiera Blu, 8 km di spiaggia, 124 ettari di aree dunali e retrodunali e 155 ettari tra boschi e radure agricole. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Questo è il tesoro che caratterizza il Parco della Sterpaia. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Per accedere al parco e alle spiagge vi sono strade che si diramano dalla strada cosiddetta “Geodetica”, collegante Piombino a Riotorto: un articolato sistema di parcheggi permette, infatti, un accesso regolamentato alle molte spiagge della costa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Parco-della-Sterpaia3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">È un’area molto particolare e preziosa, con caratteristiche tipiche dell’antico paesaggio costiero della Maremma. Gli itinerari al suo interno permettono di godere della vista di un paesaggio incontaminato, tra querce secolari, flora e fauna, che conducono il visitatore fino alle dune sabbiose e al mare. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Parco costiero della Sterpaia è conosciuto soprattutto per il suo mare cristallino, dai fondali chiari e sabbiosi, e per la sua lunga e ampia spiaggia di fine sabbia dorata, nascosta da piccole dune, a cui si accede da sentieri che attraversano un vasto bosco di alberi secolari come lecci, tamerici, sugheri e frassini e lasciano intravedere la spiaggia da fitti cespugli di macchia mediterranea. Alcune dune, più estese, ospitano lembi di pineta costiera, dove è piacevole sostare nelle afose giornate estive all’ombra delle ampie chiome dei pini domestici, cullati dal rumore delle cicale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Parco-della-Sterpaia6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Come arrivare al Parco Costiero della Sterpaia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalla SS1 Aurelia uscire a Vignale-Riotorto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Proseguire verso Piombino lungo la strada della base geodetica e seguire le indicazioni “Parco costiero della Sterpaia”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le strade che portano agli accessi al parco e alle spiagge si dipartono dalla strada cosiddetta “geodetica” che collega Piombino a Riotorto; un articolato sistema di parcheggi permette un accesso regolamentato alle molte spiagge della costa.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 05:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Vogogna (Valla Ossola - Piemonte)]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Vogogna è un antico paese circondato dalla catena del Monte Rosa, ed è entrato a far parte del Parco Nazionale della Val Grande. E' immerso nel verde della Valle Ossola e a pochi chilometri dai magnifici laghi, Maggiore, Orta, Mergozzo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Vogogna_veduta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">L'origine del suo particolare nome sarebbe da attribuire ai Galli Agoni, un antico popolo che risiedeva nella zona prima dei Romani. Vogogna deriverebbe quindi da Vallis Agonum, villaggio degli Agoni.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le prime testimonianze documentarie relative a Vogogna risalgono però al 970 d.C., in un documento notarile. Negli anni dopo il mille il borgo, un semplice villaggio contadino, si lega in un rapporto simile al vassallaggio con il vicino paese di Pieve Vergonte.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">La distruzione del castello di Pietrasanta, presso il Toce, avvenuta a causa di un'alluvione nel 1328, porterà Vogogna ad assurgere a centro della vita politico-amministrativa della Bassa Ossola e quindi sede della Giurisidizione dell'Ossola Inferiore. Conserverà tale ruolo per quasi cinquecento anni, fino al 1818. Accanto a questa funzione civile, il borgo ricopriva anche una rilevante importanza strategica, grazie alla sua posizione favorevole sulla strada che collega la pianura con Domodossola e con il Vallese svizzero.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Vogogna_castello.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo il periodo di prosperità conosciuto nei secoli tra il XIV e il XVII sotto la guida prima dei Visconti, poi degli Sforza e dei Borromeo, Vogogna affrontò la decadenza sotto la dominazione spagnola prima (1535 - 1706) e austriaca poi (1706 - 1743). Neppure l'avvento dei Savoia, accolto con fervida speranza, restituì al paese l'antica importanza: fu infatti relegato al rango di semplice comune.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">All'interno del borgo medievale, rivalorizzato dalla pavimentazione in ciottoli di fiume, si trovano palazzi, chiese, castelli e rocche che raccontano l'importanza storica, civile e miliare del luogo essendo inoltre posizionato nella strada di collegamento tra la pianura e Domodossola e il vallese svizzero. Le famioglie nobili Visconti e i Borromei sono i fautori delle bellezze architettoniche presenti a Vogogna. Il Castello Visconteo con la torre rotonda domina il borgo, la sua vallata e i monti circostanti. Nel 1798 il castello divenne proprietà comunale ed utilizzato come prigione per delinquenti comuni e detenuti politici. Chiuso al pubblico nel 1970, dopo un restauro iniziato nel 1990, è stato riaperto nel 1998. Dal 1998 al 2004 l'interno della struttura è stato completato con le nuove infrastrutture inaugurate il 4 giugno del 2005. Oggi è un polo museale per gli appassionati di storia medioevale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/palazzopretoriovogogna.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le vestigia della rocca rasa al suolo in seguito ad invasioni nemeiche e il palazzo pretorio sono altri siti di interesse storico. In particolare il palazzo petorio è un palazzetto gotico sostenuto da archi acuti poggianti su tozze colonne, edificato nel 1348 e sede fino al 1819 del governo dell'Ossola Inferiore. Costruito da Giovanni Visconti signore di Milano custodisce il mascherone celtico risalente alla seconda età del ferro (III e II secolo a.C). Intorno al Pretorio si trovano le dimore più signorili, come Villa Biraghi Lossetti (1650) a fianco della chiesetta di Santa Marta e Casa Marchesa, la più antica abitazione nobiliare nel borgo (1350).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il percorso prosegue lungo ciò che rimane delle antiche mura (via Sotto le Mura).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da qui si risale sul terrapieno dei contrafforti in via Sopra le Mura per ammirare l'angolo inferiore del borgo, chiamato in dialetto "Cantun Suta". Un buio passaggio arcuato porta al settecentesco Palazzo dell'Insinuazione, da dove si raggiunge la suggestiva piazzetta del Pozzo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'artigianato si fonde all'architettura quanto si nota che molte delle case di Vogogna sono costruite con la tipica pietra locale, la beola di cui sono presenti ancora le cave da cui inoltre si ricava la beola grigia, pietra di grande valore architettonico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/turismovogogna.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma Vogogna non è solo storia. Il borgo infatti è una perfetta meta per un turismo ecosostenibile. Lunghissime escursioni si possono effettuare lungo il parco nazionale della val grande, la più grande area wilderness d'Italia, ossia un luogo dove la natura è nel suo stato originario, non ancora contaminata da interventi umani che abbiano compromesso l'habitat favorevole alla conservazione delle varie diversità biologiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Addirittura il centro storico di Vogogna è all'interno del parco e sono possibili escursioni in scenari suggestivi, quali la mulattiera che dal castello porta alla frazione montana Genestredo e alla Rocca, i sentieri che collegano la piana dell'Ossola attraversano gli alpeggi abbandonati, alle aree interne più selvagge del parco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ma l'ecosostenibilità di Vogogna si estende anche alla produzione energetica grazie alla presenza di una centrale idroelettrica e di altri progetti in tal senso. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Riconosciuta "città sostenibile per bambini e bambine" nel 2000, riceve il titolo di “Città” nel 2001 è "Comune fiorito" nel 2004 (3 fiori nel 2004 e due fiori nel 2005); Vince il I premio di Italia Medioevale per la promozione del territorio nel 2005, il borgo di Vogogna è ancora pronto a stupire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il video del Borgo</span></div><br></div><a href="https://youtu.be/a7pyhj3qHHQ">https://youtu.be/a7pyhj3qHHQ</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 05:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Umbri: Borgo Medievale di NARNI]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Umbria"><![CDATA[Umbria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Andiamo in Umbria, nella provincia di Terni, alla scoperta di Narni, l’antica Narnia, la città sotterranea che ha ispirato le celebri “cronache”. </span><span class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1">Adagiato sull’ultima propaggine dei monti Sabini verso la conca ternana il borgo di Narni presenta la singolare caratteristica di essere difesa per metà dalle mura in doppia cinta e per l’altra parte dallo scoscendimento sulla valle del Nera, impervio e composto di molti speroni rocciosi.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/narniveduta3.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il territorio intorno al borgo di Narni (Narnia in latino) era già abitato nel Paleolitico, come attestano i ritrovamenti in alcune delle grotte di cui è composto il territorio. Intorno all'inizio del primo millennio gli Osco-Umbri si stabilirono nella zona chiamando Nequinum il loro insediamento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 300 a.C. la cittadella rientrò negli interessi di Roma, che la fece assediare con il console Quinto Appuleio Pansa ottenendo tuttavia risultati infruttuosi vista la sua impervia posizione. Ci volle oltre un anno per compiere l'impresa, avvenuta nel 299 a.C. grazie al tradimento di due persone locali che permisero ai Romani l'ingresso tra le mura. Divenne così colonia romana, e centro strategico lungo la via Flaminia. Per punire il sostegno dato ai Galli, e considerando Nequinum di cattivo auspicio (in latino, nequeo significa "non posso", e nequitia significa "inutilità".), i romani cambiarono il nome della città in latino di Narnia, dal nome del vicino fiume Nar, l'attuale Nera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/FIUMENERANARNI1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lungo il fiume Nera, nei pressi della frazione di Stifone, dove anticamente si trovava il porto della città romana, è stato infatti recentemente individuato il sito archeologico di quello che appare come un cantiere navale romano. Divenne Municipium nel 90 a.C. Nel 27 a.C. l'imperatore Augusto fece lastricare tutta la via Flaminia, sistemare i vecchi ponti e costruirne di nuovi, secondo molti autori anche il grande ponte sul Nera sotto Narni fu costruito in questo periodo, e infatti prende il suo nome.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nell'anno 30 d.C. vi nacque Nerva, ultimo italico tra gli imperatori romani. Di epoca paleocristiana è la citazione di Narnia ad opera di Tertulliano, nell'Apologeticum, in un elenco di "falsi dei" redatto nel primo secolo, in quanto la città era antica dimora del dio Visidianus (Narnensium Visidianus). Nel 96 d.C. il Senato e il popolo romano nominarono imperatore il narnese Cocceio Nerva, sotto il suo governo i Romani videro ritornare l'epoca della libertà, secondo Tacito quei 16 mesi di regno furono un periodo di pubblica felicità. Tra l'altro fece cessare le persecuzioni contro i cristiani, restaurare le via Appia e Valeria, costruire il Foro e il Tempio di Minerva.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una leggenda narnese vuole che, in epoca medievale, nel territorio tra Narni e Perugia ci fosse un Grifone, contro il quale le due città, tra loro in guerra, si erano coalizzate. Una volta ucciso, come trofeo Perugia si tenne le ossa del Grifone (bianca) e Narni la pelle (rossa). Per questo il Grifone di Perugia è bianco e quello di Narni è rosso.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/GRFONENARNIA.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo la caduta dell' Impero Romano d'Occidente (476 d.C), Narni si trovava in traiettoria rispetto alle mire di conquista delle orde barbariche dirette a Roma, e vide quindi smantellate le proprie mura (545 d.C.) ad opera di Totila, re dei Goti, ma secondo alcuni autori il vescovo della città S. Cassio nè impedì la distruzione. Succedutisi ai Goti i Longobardi e costituitosi il grande Ducato di Spoleto, che si estendeva fino al Lazio, la città diventò una fortezza di confine tra il potente Ducato e lo stato romano. Alternativamente persa e riconquistata dai Duchi di Spoleto ed appartenuta per un breve periodo ai beni della Contessa Matilde di Canossa, nel 741 la città venne assegnata dai Franchi allo Stato della Chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A partire dall’XI secolo la città medievale (che si ribellerà nel 1112 a papa Pasquale II, nel 1167 a Federico Barbarossa, e nel 1242 si schiererà con Roma e Perugia contro l'impero) proietta la sua influenza territoriale su San Gemini, Stroncone, Calvi, Otricoli e Castiglione. Nel XIl secolo si innalza la Cattedrale, immediatamente fuori del perimetro murato antico che viene ampliato per includere il polo religioso. </span><span class="fs12lh1-5 ff1">L'urbanistica medievale disegna un impianto irregolare, che progressivamente occupa il colle avendo come cerniera l'odierna piazza Garibaldi.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/narnivia1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le trasformazioni sono radicali: la Platea Major sostituisce il foro romano, si costruiscono i grandi edifici civili e religiosi come il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Priori, la Cattedrale di San Giovenale, le chiese di Santa Maria Impensole, San Domenico e Sant' Agostino decorate con opere di artisti di fama quali Benozzo Gozzoli, il Vecchietta, Pier Matteo d'Amelia, lo Spagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel XIV secolo Narni entra a far parte dei territori controllati dal papato perdendo così la sua indipendenza, e sotto il pontificato di Gregorio XI viene costruita dal cardinale Albornoz un’imponente Rocca che la domina dall’alto. Con la perdita dell’autonomia politica inizia la decadenza economica e culturale in cui si inserisce l’episodio del sacco dei Lanzichenecchi (17 luglio 1527) e la peste che questi si portarono al seguito; la città non fu distrutta, ma le perdite umane furono notevoli. Negli anni successivi i superstiti avviarono la ricostruzione e alcuni cittadini illustri restituirono prestigio alla città, gli Arca, i Cardoli, gli Eroli, i Cesi e i Sacripante. Nel 1664 fu fondata la Biblioteca Comunale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/narnivia2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Rivoluzione Francese e le sue armate mutano completamente il vecchio ordinamento in Italia: nel 1789 Narni fa parte della prima Repubblica Romana, caduta la quale viene restaurato il dominio papale. Durante il periodo rivoluzionario e napoleonico Narni torna quindi a seguire le sorti dello Stato Pontificio, successivamente annesso all'impero Francese. Dopo il 1814 la Restaurazione cerca di rafforzare le vecchie strutture e l'ordinamento dello stato, ma i nuovi fermenti non vengono meno; nel 1831 Narni si unisce all'effimera rivolta contro Gregorio XVI. Nel 1849 la seconda Repubblica Romana accende speranze ed illusioni, e la progressiva evoluzione risorgimentale, cui partecipano in larga misura patrioti narnesi, conduce all'annessione dell'Umbria all'Italia, formatasi nel 1859-60. Nel 1856 viene inaugurato il teatro comunale con la rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi. Il 23 settembre 1860, dopo che il 21 dello stesso mese la città era stata occupata dalle truppe piemontesi, si arrende la Rocca, mettendo così fine al dominio pontificio su Narni con grande entusiasmo della popolazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La nascita della festa che connota il borgo di Narni si perde nei meandri della storia. Solo grazie al riordino degli statuti avvenuto nel 1371 si ha notizia certa della "Corsa all’Anello". Le festività in onore del Santo Patrono Giovenale duravano tre giorni e prevedevano riti e ludi che riunivano in città le autorità religiose e comunali, i rappresentanti dei Castelli sottoposti alla giurisdizione della città. Le autorità comunali organizzavano manifestazioni e gare varie esaltando così l’abilità dei giovani narnesi che dimostravano la loro preparazione nella difesa della città contro chiunque attentasse alla sua libertà. Tre giorni prima della festa del patrono, il 3 maggio, il "Dominus Vicarius" faceva leggere il "Banno" con il quale si invitavano i giovani dei tre Terzieri cittadini a gareggiare e tutto il popolo a festeggiare in onore di San Giovenale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/CORSAANELLO.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"> Dopo aver reso omaggio nella Cattedrale alle spoglie del Santo, il popolo si radunava nella Piazza dei Priori, da dove partivano a turno ed in ordine d’importanza i cavalieri dei Terzieri lanciandosi al galoppo verso l’anello cercando di infilarlo con la lancia. L’anello era posto all’inizio della Via Maggiore (oggi Via Garibaldi) ed era tenuto ad una certa altezza dal suolo da due tenui cordicelle tirate tra gli opposti caseggiati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ricalcando la tradizione ormai consolidata nel tempo, tutti gli anni, nelle due settimane precedenti la seconda Domenica di Maggio, Narni rivive giornate appassionate e affascinanti. Un centro storico che vede trasformarsi attraverso ambientazioni medievali di vicoli e piazze, rievocazioni e manifestazioni di natura culturale ed artistica, cortei in costume con abiti sapientemente e filologicamente ricostruiti a tal punto da sembrare quadri viventi. Accanto a ciò si aggiunge il clima rovente di una tenzone equestre che non è seconda a nessun’altra rievocazione storica italiana. L’avvenimento coinvolge tutta la città, ancora oggi agglomerato medievale arroccato, saldamente e con tenacia ardita, su di un monte ricco di verde e di strapiombi dove l’occhio ha difficoltà a saziarsi in quanto offre la natura e la storia del luogo. Per piu di quindici giorni, tra manifestazioni varie e cortei, la gente si riunisce in locande o taverne quasi a prepararsi con l’animo e la mente all’apoteosi finale: una corsa veloce e misurata nella precisione che un gruppo di cavalieri arditi affronta, perché un Terziere alla fine debba prevalere sugli altri conquistando l’anello d’argento e ne vanti gloria per l'anno intero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/NARNISTEMMA.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Narni: il leone, la strega e…il borgo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">C’era una volta, molto tempo fa, una città chiamata Narnia. Ebbene si, perché Narnia altro non è che l’antico nome latino dell’odierna </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Narni, in Umbria. Questo ameno luogo, centro geografico dell’Italia, rappresenta quanto di più incantevole la nostra terra ha da offrire. La città è arroccata su un colle, a 260 metri di altitudine, ed è stata definita come uno dei borghi più belli dell’Umbria. In effetti la storia del borgo di Narni è stata davvero ricca di eventi: abitata fin dal Neolitico (come testimoniano i reperti), cadde ben presto nelle mani dell’Impero Romano. Il nome del borgo passò quindi da Nequinum a Narnia, e venne incorporato nel regno. Sebbene le notizie sul borgo di Narni risalgano al 600 a.C, è solo a partire dal Medioevo che il suo aspetto subisce una trasformazione, per diventare come lo vediamo noi oggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questa perla architettonica, capace di far sognare qualsiasi viaggiatore, ha ammaliato anche C.S. Lewis. Il famoso scrittore statunitense scrisse il celeberrimo libro Le cronache di Narnia, ispirandosi proprio al borgo di Narni. Lewis però a Narni non c’era mai nemmeno capitato per sbaglio.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/narnivia.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il borgo di Narni ha mantenuto nel tempo gran parte delle sue caratteristiche medievali. Un colossale arco d’ingresso, sormontato da due torri merlate, accoglie il visitatore. A questo punto le possibilità sono due: proseguire a piedi per godere del magnifico panorama, oppure avvalersi degli ascensori (per chi non ama le scarpinate). Proseguendo per le vie di Narni sembra di essere stati catapultati nel passato. L’elemento centrale, la pietra, è ovunque, e la si trova sui tetti e i campanili. Sulla strada principale ci aspetta poi la splendida Cattedrale di San Giovenale, una chiesa romanica del 1145. Dietro l’altare di San Giovenale si nasconde una grotta, dove è stato conservato il sarcofago con le spoglie del Santo. Nel centro di Narni, poi, abbiamo Piazza dei Priori, dove sono presenti due importanti palazzi, quello dei Priori appunto, e quello comunale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/narniporta.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questo rappresenta il vero simbolo della città, ed è stato edificato unendo le tre torri che oggi costituiscono gli estremi della struttura. Un’altro luogo sacro che vale la pena visitare è la Chiesa di Santa Maria Impensole, eretta nel 1175 dai Benedettini. Addirittura si racconta che questa sia stata edificata sopra i resti di un tempio pagano, forse dedicato a Bacco, il dio dell’ebbrezza. Narni non smette di sorprendere, soprattutto quando ci si addentra nella parte sotterranea del borgo. La zona sotterranea venne scoperta quasi per caso nel 1979, da dei giovani speleologi. Qui è possibile immergersi completamente nelle tradizioni e nella storia dell’antica Umbria, dove si fa avanti anche qualche mistero, e perché no, qualche curiosità sulla vita quotidiana del tempo. Una bella passeggiata nel borgo di Narni è l’ideale per riscoprire pace e tranquillità, oltre che respirare un po’ di antico splendore!</span></div></div><a href="https://youtu.be/KIMWtzV1L8I">https://youtu.be/KIMWtzV1L8I</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 05:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Visitare i Borghi: Borgo Valsugana]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Trentino_Alto_Adige"><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Borgo Valsugana (El Bórgo in dialetto locale, Burg in Suganertal in tedesco, desueto) è un comune italiano di 7 010 abitanti della provincia di Trento: è l'undicesimo centro abitato della provincia per popolazione, il terzo della Valsugana ed il principale della Comunità Bassa Valsugana e Tesino.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Borgo è situata in una strozzatura della Valsugana e si è sviluppato attorno al fiume Brenta stretta tra il monte Ciolino a Nord e il monte Rocchetta a Sud, entrambi non molto elevati. Il suo centro storico è l'unico in tutto il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/trentinoaltoadige/" target="_blank" class="imCssLink">Trentino</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> ad essersi sviluppato su entrambe le sponde di un fiume (a differenza del centro storico di Trento, per esempio, che occupa una sola sponda dell'Adige).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgovalsugana7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Capoluogo politico e amministrativo della valle, Borgo Valsugana offre il più rimarchevole paesaggio fluviale urbanizzato superstite in Trentino. Dominato dal imponente Castel Telvana l’abitato è attraversato dal fiume Brenta, che ha contribuito a conferirgli una deliziosa impronta Veneta. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgovalsugana1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cosa c'è da vedere a Borgo Valsugana?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il corso Ausugum con le sue botteghe e i portali barocchi, le chiese di S. Anna, di San Rocco, San Francesco, della Pieve e il monastero di San Damiano, Castel Telvana (privato), il ponte Veneziano, sul fiume Brenta, il Palazzo Ceschi. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgovalsugana5.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dalle origini all'età romana</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I primi nuclei abitativi stabili si insediarono nella bassa Valsugana a partire dalla tarda età del bronzo. Si trattava soprattutto di popolazioni retiche e venetiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La romanizzazione del territorio avvenne probabilmente nel I secolo d.C., quando esso venne annesso al Municipium di Feltria della X Regio. In quest'epoca la valle assunse il nome di “Vallis Ausuganea”, dall'antico nome di Borgo, che era appunto “Ausugum” (nome che oggi conserva la via più importante del centro storico). In un secondo tempo il nome si modificò in “Burgum Ausugi”, con l'aggiunta di “Burgum”, dal germanico burgs ("luogo rialzato fortificato"). Il termine ausugum è stato sicuramente romano ma forse nato dai residenti non romani, quindi i venetico-reti, quindi di lingua retico prealpina; potrebbe essere anche di derivazione greca visti i notevoli traffici che i greci ebbero con gli scambi commerciali fra gli empori commerciali di Adria e Spina, ma sicuramente di altri porti sui fiumi che arrivavano alla base delle prealpi venete, dalla Laguna, non così lontana da Bassano. Anche il paese di Susegana e gli abitanti del basso Veneto, gli Eugaei hanno quasi la stessa "radice". Il Borgo di Ausugum potrebbe però derivare dal nome della popolazione che i romani trovarono in questo luogo, che è l'area più larga e centrale di tutta la valle e quindi aveva un maggior numero di abitanti. I primi mercanti romani che qui arrivarono con i loro carri di mercanzie nel 250 a.C., forse li chiamarono Ausugi, come i Drixinates della larga valle dell'Agno (da cui derivò il borgo di Drixinum-Trissino) e gli Arusnates veronesi e forse gli abitanti dell'alta valle dell'Astico gli eventiali "Asticones". Non è cambiato nei millenni il meccanismo della nascita del nome di una popolazione, specialmente se questa popolazione era orograficamente delimitata dalle montagne. In tedesco e quindi anche in longobardo, l'inizio della parola aus significa da, cioè provenriente da... sugi, asugi, sugum..</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La costruzione della Via Claudia Augusta Altinate, importante arteria viaria che collegava Altino (nei pressi dell'odierna Venezia) ad Augusta (in Baviera), favorì la creazione di nuovi insediamenti abitativi nella valle e diede notevole impulso economico al paese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgovalsugana3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Medioevo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell'alto Medioevo il paese continuò a essere interessato da un intenso traffico commerciale sia attraverso l'antico percorso della Via Claudia Augusta, sia attraverso la Via Paulina, tragitto mercantile più recente. All'inizio del II millennio vennero creati il Principato Vescovile di Trento e la Contea Vescovile di Feltre, alla quale vennero aggregati anche Borgo e il resto della Valsugana Orientale, per ragioni storiche e per la difficoltà di comunicazioni con Trento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Verso la fine del Duecento avvennero i primi insediamenti di coloni di lingua tedesca, provenienti in gran parte dalle zone germanofone delle Alpi meridionali, le cui tracce sono evidenti ancor oggi nella toponomastica locale e in diversi cognomi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castel_Telvana_-Borgo_Valsugana-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gran parte della costruzione attuale del Castel Telvana risale al 1331, con l'eccezione del palazzo superiore, risalente al periodo romano. Il castello fu dominio dei signori di Castelnuovo, di Caldonazzo e dei signori di Welsperg, che lo ingrandirono nel Cinquecento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per tutto il Trecento la Valsugana fu oggetto di una dura contesa tra i conti del Tirolo e diverse città venete, passando ripetute volte da una parte e dall'altra. La valle farà parte della Repubblica di Venezia per una breve parentesi tra il 1410 e il 1413, prima di passare definitivamente sotto il diretto dominio del Tirolo e di conseguenza del Sacro Romano Impero Germanico. Si stabilirono così i cosiddetti “welsche konfinen”, ovvero i confini tra Tirolo e Stati italiani che resteranno praticamente invariati fino alla Grande Guerra. Il passaggio della Valsugana Orientale ai duchi d'Austria diede origine ad una seconda ondata di immigrazione tedesca, che portò nel territorio soldati, artigiani, armaioli e minatori (provenienti soprattutto dalla Baviera).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'Ottocento</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1796 le campagne napoleoniche segnarono la fine di un lungo periodo di tranquillità: Napoleone Bonaparte stesso giunse a Borgo e vi pernottò con 15.000 uomini, per vincere gli austriaci il giorno successivo presso Bassano del Grappa. Nel 1809 anche la Valsugana Orientale fu coinvolta dalla sollevazione hoferiana, che interessò la popolazione di tutto il Tirolo storico, ribellatosi alla dominazione franco-bavarese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1862 un furioso incendio distrusse una vasta porzione del paese, lasciando circa 1670 persone senza tetto. Fra le case ricostruite fu aperta una larga via che venne dedicata a tutti i fratelli che generosamente aiutarono il paese, come ancora oggi si legge su una lapide di “Via Fratelli”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante la Terza guerra di indipendenza del 1866 la Valsugana fu teatro di alcune fortunate azioni delle truppe italiane. Per la sua posizione, insieme agli altri territori trentini di confine il comprensorio di Borgo divenne uno dei settori più fortificati dell'arco alpino. Un notevole progresso per lo sviluppo della valle fu raggiunto nel 1896 con l'inaugurazione della ferrovia della Valsugana, che arrivava all'epoca solo fino a Grigno, al confine con il Regno d'Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Novecento</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con lo scoppio della prima guerra mondiale il 24 maggio 1915, la Valsugana si venne a trovare proprio sulla linea del fronte, che in luglio si spostò proprio tra Roncegno Terme e Borgo. Per vari mesi questa zona fu terra di nessuno, e l'anno successivo gli abitanti furono costretti a sfollare, in parte verso l'Austria, in parte verso l'Italia. Per la Bassa Valsugana fu una catastrofe: l'intera zona venne sottoposta a furiosi bombardamenti, che provocarono la distruzione di circa un terzo dei fabbricati di Borgo e il danneggiamento più o meno grave dei restanti due terzi. Alla fine della guerra, nel novembre 1918 Borgo venne annessa all'Italia, assieme al resto del Trentino, all'Alto Adige e all'Ampezzano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgovalsugana2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La seconda guerra mondiale, pur con tutti i disagi legati ad ogni conflitto, non causò danni materiali ingenti. Nel 1943 il Trentino fu praticamente annesso al Terzo Reich assieme alle province di Bolzano e Belluno, formando la zona d'operazione dell'Alpenvorland. Poco prima della resa, il 2 maggio 1945 i tedeschi fecero saltare in aria la Casa Romani, sede del loro comando, provocando un incendio che danneggiò notevolmente anche le case vicine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1953 venne installato nell'Ospedale di S. Lorenzo una bomba al cobalto, chiamata Eldorado A per la telecobaltoterapia, la prima nel suo genere in Europa, facendo di Borgo Valsugana un centro d'eccellenza nella cura dei tumori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il 19 agosto 1954 morì nella sua casa in Val di Sella (comune di Borgo) lo statista Alcide Degasperi, originario proprio della Valsugana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Monumenti e luoghi d'interesse</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Castel Telvana</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Architetture religiose</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa arcipretale della Natività di Maria, interessante edificio settecentesco con alcuni dipinti [7] e le reliquie del santo patrono, il campanile progettato da Tommaso Temanza e la vicina chiesa di San Rocco, piccola ma interamente affrescata da Francesco Corradi. Nelle vicinanze si trova il palazzo dove dormì Napoleone Bonaparte di passaggio in Valsugana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Sant'Anna, un tempo parte di un esteso convento ed ora uno dei pochi edifici rimasti dopo l'incendio del 1862 che distrusse gran parte del paese. Altro edificio rimasto è l'attuale municipio, che presenta ancora un grazioso chiostro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Santuario della Madonna di Onea, all'estremo limite occidentale del paese, in posizione un tempo isolata ed ormai inglobata nell'agglomerato urbano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulle pendici del monte Ciolino, sul versante settentrionale della valle, si trova il convento dei frati francescani e delle suore clarisse, da cui si ha un'incantevole vista su Borgo e sulle montagne circostanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Sant'Antonio di Padova, nella frazione di Olle.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Architetture militari</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Castel Telvana si trova una quota leggermente superiore e in posizione strategica e panoramica, in parte diroccato ed in parte adibito a residenza privata, caratterizzato da una torre quadrangolare alta e stretta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Architetture civili</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il centro storico (ed in particolare la zona denominata "Borgo vècio", ovvero "Borgo vecchio") è caratterizzato da numerosi palazzi antichi, con interessanti portali, affreschi e altre decorazioni. Nelle vicinanze della chiesa arcipretale e lungo il Brenta si trova l'ex-filanda, notevole edificio industriale ora riconvertito e sede del Polo scolastico superiore (Istituto di istruzione "A. Degasperi"). Sulla sponda opposta del fiume è stato da poco realizzato il parco della pace "Alfredo Giorgio Dall'Oglio".</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Aug 2021 06:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VENEZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000052"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La storia è parte integrante di Venezia (in fondo a questa pagina un bellissimo video) si trova in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/veneto/" target="_blank" class="imCssLink">Veneto</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. La città che è stata per 1100 anni la capitale della Serenissima Repubblica di Venezia ed è conosciuta a questo riguardo come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell'Adriatico: per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo, dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, che ha contribuito a farne la seconda città italiana dopo Roma con il più alto flusso turistico. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/venezia1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La vicinanza con l'Impero franco, il rapporto privilegiato con l'oriente Bizantino e contemporaneamente la distanza da Costantinopoli ne fece uno dei principali porti di scambio tra l'Occidente e l'Oriente, permettendo lo sviluppo di una classe mercantile dinamica e intraprendente che nel corso di quattro secoli circa trasformò la città da remoto insediamento e avamposto imperiale a potenza padrona dei mari, ormai totalmente indipendente. Il toponimo "Venezia" (e le sue antiche varianti: Venédia, Venétia, Venésia, Venéxia, Vinegia) era utilizzato inizialmente per indicare tutta la terra delle popolazioni venete preromane. Una regione, quella veneta, ricca di storia che si fonde con quella di Venezia tant’è che l'elemento principale della bandiera e dello stemma è il leone di San Marco, che è stato per diversi secoli simbolo della Repubblica di Venezia. Quando a seguito di un’invasione dei Longobardi del 568, i bizantini persero gran parte della zona, mantenendo solamente la fascia costiera, il termine Venetia, un tempo riferito a tutto il Veneto, viene ad indicare solo la zona delle lagune. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/emblemavenezia.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">È annoverata fra le Repubbliche marinare; a ricordo di ciò il leone di San Marco, emblema della Serenissima, appare nelle insegne marine della bandiera italiana unitamente ai simboli di Genova, Pisa e Amalfi. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, con il passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali. Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico ed era la più importante potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente e nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Alla fine del 700, per mano di Napoleone, Venezia perse la sua indipendenza durata 1000 anni, per proclamare il "Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia". Durante il primo decennio dalla perdita della sovranità della Repubblica di Venezia, vennero compiuti molti interventi sulla città. All’inizio dell’800 passò dall’essere austriaca a francese per poi essere italiana con l’Unità d’Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/venezia2_9s6yhgm3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con una così importante storia, i luoghi da visitare sono veramente tanti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I monumenti del comune di Venezia si trovano quasi totalmente nel centro storico e nelle isole della laguna. Il luogo più celebre della città è Piazza San Marco, l'unica nel centro storico ad essere caratterizzata dal toponimo "piazza": le altre piazze sono chiamate infatti "campi" o "campielli". Quindi la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, e il campanile di San Marco. Altri importanti monumenti veneziani sono l'Arsenale, la basilica di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto. Venezia è celebre anche per i suoi caffè storici e per essere sede del museo Peggy Guggenheim, dove si trovano grandi opere di artisti. Nella laguna importanti mete turistiche sono le isole di Murano, Burano e Torcello. L'isola del Lido è invece una rinomata località balneare, nonché sede del celebre festival del Cinema di Venezia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/venezia3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra gli altri importanti edifici religiosi, abbiamo: la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la Chiesa di San Francesco della Vigna, la Chiesa di San Zaccaria, la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, la Chiesa del Redentore, quest'ultima realizzata presso l'isola della Giudecca su progetto di Andrea Palladio, e la Basilica di San Pietro di Castello che annovera due cappelle ad opera del Veronese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Venezia è ricca di palazzi signorili, affacciati su campi, calli, rii e canali, antiche residenze delle più ricche famiglie veneziane dell'epoca d'oro della città. A parte le scuole e gli edifici istituzionali quasi tutti i palazzi sono identificati con il nome della famiglia che li ha fondati o che più vi ha lasciato il proprio segno, spesso nel nome vengono citate due o più famiglie oppure è specificato il ramo della famiglia. Molte residenze private mantengono invece la tradizionale denominazione Ca', che indicava il nome della casata e dell'edificio. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Venezia, vista la sua antica vocazione commerciale, sono inoltre presenti i fondachi, antichi edifici di origine medioevale adibiti a magazzino e a ricovero per i mercanti stranieri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/venezia5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per la sua conformazione Venezia dispone di 435 ponti tra pubblici e privati che collegano le 118 isolette su cui è edificata, attraversando 176 canali. Il principale canale che taglia la città, il Canal Grande, è attraversato da quattro ponti: il ponte di Rialto è il più antico (edificato intorno al XVI secolo); il ponte dell'Accademia; il ponte degli Scalzi, questi ultimi costruiti sotto la dominazione asburgica e ricostruiti nel XX secolo, e infine il ponte della Costituzione, posto in opera nel 2008.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Venezia ai tempi della Serenissima possedeva molti teatri, per rappresentazioni sia musicali che drammaturgiche o di commedia, molti dei quali ospitati all'interno di palazzi patrizi, come ad esempio il teatrino di Palazzo Grassi o in fabbriche di indubbio interesse architettonico, come il settecentesco Teatro La Fenice (1792), il Teatro Goldoni (risalente al 1622, anche se completamente ristrutturato negli anni settanta) e il Teatro Malibran.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parte integrante della cultura veneziana sono le famose gondole, le tipiche imbarcazioni che permettono una più facile percorrenza dei canali. L’uso delle imbarcazioni è un’ovvia necessità in una città come Venezia e se da un alto la gondola tende la mano alla storia e alla cultura della città, anche come esempio di artigianalità tipica, dall’altra fa da connessione con le moderne imbarcazioni che sono d’uso anche alle forze dell’ordine. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/venezia6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altra particolarità tutta veneziana è la toponomastica. Ogni via, vicolo ecc… ha nomi spesso in dialetto veneziano che si riferiscono a eventi realmente accaduti, personaggi più o meno noti che hanno contribuito alla particolarità di Venezia, questi sono i Nizioleti e nascondono storie incredibili. (</span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="http://www.italyfortourist.com/blog/?una-curiosita-di-venezia--la-toponomastica" target="_blank" class="imCssLink">Visita i NIZIOLETI Cliccando qui</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Non possiamo non citare tra gli eventi più famosi che si svolgono a Venezia, il festival del Cinema e il Carnevale, la Biennale di Venezia e la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare oltre a tanti altri eventi anch’essi ottimi spunti e occasioni per visitare Venezia. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una città incredibile, che il mondo intero ci invidia, dotata di un fascino antico e misterioso che si cela in ogni angolo, vi consigliamo di viverla nelle sue vie e nei suoi caffè, immergetevi nell’atmosfera veneziana all’insegna di un turismo lento ed esperienziale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ecco il Video di Venezia</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><br></div><a href="https://youtu.be/GmfxtxNqDXA">https://youtu.be/GmfxtxNqDXA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 05:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Costieri: Petacciato]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Molise"><![CDATA[Molise]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000079"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Petacciato si trova nel Molise in provincia di Campobasso. Petacciato, è la “terrazza dell'adriatico” perchè gode di un panorama mozzafiato che va dal promontorio del Gargano, alle Isole Tremiti, fino ai monti della Majella. A rendere Petacciato una piccola meraviglia sono però le sue dune sulla spiaggia, poco antropizzata, che si allunga per circa 7 km in una distesa di natura incontaminata (Petacciato Marina). </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/petacciato1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le dune, in un ambiente tutelato e selvaggio, nidificano uccelli rari quali il Fratino e il Cavaliere d'Italia e a rendere ancora più bella la simbiosi tra flora e fauna c’è la pineta, che per due chilometri separa il mare dalla strada e avvolge le spiagge con i suoi pini marittimi a ombrello, concedendo ombra e profumando l’aria. Con la sua acqua cristallina e i fondali bassi e sabbiosi, Petacciato si rivela una scelta ottima anche per i bambini. La spiaggia non manca dei servizi e dei comfort necessari per tutte le esigenze e negli ultimi anni è stata installata l'area dedicata ai diversamente abili. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/petacciato2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La storia di Petacciato non è meno interessante delle sue bellezze naturali. Il piccolo borgo che conta solo 3.700 abitanti, è il più piccolo dei centri della costa molisana ed ha una storia molto antica. In passato fu occupato dai Frentani, subì gli assalti dei Goti (V secolo), dei Bizantini (VI secolo), dei Longobardi (VII secolo). Le invasioni barbariche, più verosimilmente quella da parte dei Longobardi, furono secondo gli studiosi anche la causa della fine di Buca (o Buba), una città costiera dotata di un importantissimo porto, poi misteriosamente inghiottita dalle acque dell'Adriatico. L'esatta ubicazione “dell'Atlantide dell'Adriatico” è ancora avvolta nel mistero, molte fonti storiche comunque la collocano proprio a Petacciato. Il piccolo centro molisano ha vissuto anche il dominio dei D'Avalos, una nobile famiglia napoletana che contribuì notevolmente a ridare al paese uno sviluppo economico, sociale, culturale e religioso. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/petacciato5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La principessa Ortensia D'Avalos, in sposa al duca Giovanni Quarto di Belgioioso dal quale non ebbe figli, visse a Petacciato tra le mura del Palazzo Ducale, che spogliò dall'architettura e dagli arredamenti medievali per conferirgli l'aspetto di un elegante palazzo signorile. La costruzione originaria del Palazzo ducale (o Castello), risalente all'epoca medievale, era sicuramente diversa dall'attuale. Sulla facciata ovest, l'attacco del ponte levatoio lascia ipotizzare l'esistenza di un fossato, ora non più esistente, circondante il Castello. In epoca rinascimentale, dopo aver subìto la quasi totale distruzione, perse le caratteristiche di Castello per assumere quelle di Palazzo signorile. Come dicevamo, quindi, sarà Ortensia d'Avalos che nella seconda metà dell'800, rinnovandolo innalzerà un altro piano. Per la realizzazione vennero utilizzati materiali di provenienza locale estratto dalle cave esistenti in Petacciato (pietra e pozzolana), l'esterno dell'edificio mantenne le sembianze di una struttura medievale e furono costruiti beccatelli e merlatura. In questo periodo il Palazzo riempì le sue stanze di collezioni di monete, statue, bronzi e di un piccolo museo zoologico della fauna di queste parti, ricco di animali cacciati dallo stesso Duca e poi imbalsamati. Con il cambio di proprietà il palazzo non fu più abitato e perse il fascino di un tempo ma con l’acquisizione da parte del comune e dopo numerosi interventi di ristrutturazione, del palazzo sito in piazza Belgioioso oggi è fruibile al pubblico lo spazio esterno ed alcune aree interne: il salone principale del pian terreno, il secondo piano e il seminterrato, ovvero le aree ristrutturate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/petacciato4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Petacciato, nonostante la sua millenaria storia, è divenuto un Comune autonomo soltanto nel 1923, distaccandosi da Guglionesi. Molti furono anche gli insediamenti religiosi presenti sul territorio. Sono ancora visibili alcuni resti del Monastero e dell'annessa Chiesa di San Paolo e poi l'unico arrivato fino ai giorni nostri ossia la "vecchia" chiesa di San Rocco oggi conosciuta come chiesa di Santa Maria, situata nel centro storico e costruita tra il XI e il XIII secolo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche a Petacciato le tradizioni non mancano e quella più longeva è quella de "Lu Sant'Antonje", una rappresentazione cantata delle tentazioni subite da Sant'Antonio Abate, che si tiene ogni 16 Gennaio al "calar del sole".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante il vostro soggiorno consigliamo di gustare tutta la bontà della tradizione culinaria molisana ma qui segnaliamo un piatto freddo, l’insalata di maiale, tipico della cucina locale, di facile esecuzione e poco conosciuto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Petacciato può essere anche un interessante punto di partenza, lontano dal turismo di massa, per raggiungere gli altrettanto interessanti vicini borghi dell’entroterra o della costa. Essendo quasi al confine con l’Abruzzo, poi, il soggiorno a Petacciato è una divertente occasione per un soggiorno multiregionale.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 07:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Pompei: dal 12 agosto apre al pubblico l'antica tavola calda]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007D"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Apre al pubblico dal 12 agosto il termopolio della Regio V, l'antica tavola calda di Pompei, portata in luce durante gli ultimi scavi in un'area della città antica mai prima indagata, con visite straordinarie al cantiere della casa di Orione e della casa del Giardino. I termopoli, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura, erano molto diffusi nel mondo romano, dove era abitudine per il ceto medio e basso consumare il prandium (il pasto) fuori casa. Sebbene nella sola Pompei se ne contino almeno una ottantina, ricorda una nota del Parco archeologico di Pompei, il termopolio della Regio V si distingue per l'eccezionale decorazione del bancone dipinto, con le immagini della Nereide a cavallo di un ippocampo e di animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale. </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/blog/?news-scavi-di-pompei---riaffiora-intatto-il-termopolio-della-regio-v" target="_blank" class="imCssLink">CLICCA QUI PER SAPERE TUTTO DELLA SCOPERTA ..</a></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/regiovpompei1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'impianto commerciale era emerso in due momenti diversi. Era stato indagato solo in parte nel 2019, durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici. Considerate l'eccezionalità delle decorazioni e al fine di restituire la completa configurazione del locale - ubicato nello slargo all'incrocio tra il vicolo delle Nozze d'argento e il vicolo dei Balconi - nel 2020 si è deciso di predisporre un ulteriore intervento finalizzato al completamento dello scavo, al restauro degli ambienti e degli apparati decorativi presenti. Al contempo è stata realizzata una nuova copertura lignea a protezione del bancone dipinto, e si è proceduto al rifacimento dell'antico meniano (balcone) a sbalzo, su cui è stata collocata parte dell'originaria pavimentazione in cocciopesto rinvenuta nel corso dello scavo. </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 11:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Piemontesi Lacustri: Mergozzo]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000073"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Mergozzo è uno dei più bei borghi lacustri del territorio del Lago Maggiore in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/" target="_blank" class="imCssLink">Piemonte</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Affacciato sulle rive dell'omonimo lago, separato dal Lago Maggiore a seguito delle continue inondazioni del Toce, questo incantevole paese lacustre è un'ambita meta di villeggiatura già a partire dalla stagione primaverile.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Mergozzocopertina.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il paese si affaccia sull'omonimo lago che dista solo un paio di chilometri dal Lago Maggiore ed in particolare dal Golfo Borromeo e dunque da Fondotoce e Feriolo. La località ed il lago sono circondati dai monti: da un lato il Montorfano ed i suoi ca. 800 metri di altitudine lo separano dalla Valle del Toce, dall'altro si innalzano i primi rilievi della Val Grande, che raggiungono i 1500 metri d'altezza, come le creste frastagliate dei Corni di Nibbio.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/mergozzo1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il borgo, caratterizzato da stretti viottoli formati da case in pietra addossate le une alle altre, conduce alla piazza centrale del paese dominata dall'antico olmo secolare: secondo documenti storici, la pianta si trovava nella piazza di Mergozzo già 400 anni fa; ora, completamente cava, è stata insignita del titolo di albero monumentale del Piemonte.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Mergozzo è terra di antichi insediamenti, come dimostra la ricca raccolta del museo Antiquarium, dove sono esposti materiali relativi alla preistoria e all'età del Bronzo, ma anche gli antichi strumenti utilizzati per l'escavazione e la lavorazione del granito del Montorfano e del marmo di Candoglia.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Mergozzolungolago.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutta la zona circostante Mergozzo è un tripudio naturale di colori e forme. Le cime aspre e i verdi boschi che si specchiano nel lago compongono un magnifico paesaggio, grazie ad un meraviglioso effetto pittorico, in cui i colori e le tonalità sono sapientemente mescolati e giustapposti. Sono infatti frequentemente organizzate delle escursioni guidate. Pochissimi chilometri separano Mergozzo ed il suo lago dal Parco Nazionale della Val Grande.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/mergozzospieggie.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Splendide e affollate, specie durante la bella stagione, le spiagge del Lago di Mergozzo sono numerose e adatte a tutti, ideale meta per un… bagno di sole o un rinfrescante tuffo nelle sue acque. Lasciate le spiagge saranno i vicoli di Mergozzo a narrare storie più antiche ed estremamente affascinanti: questo piccolo e grazioso borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano è uno dei centri abitati più caratteristici dell’intera Val d’Ossola e il suo lungolago è un gioiello di rara eleganza, con le sue case color pastello .</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/olmomergozzo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il simbolo della città è l'Olmo secolare che si trova, dal 1600, sulle rive del Lago di Mergozzo al centro della piazza principale della città. L'Olmo è uno degli alberi monumentali del Piemonte.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Di fianco alla Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta troviamo il bellissimo e curatissimo Porticato delle Cappelle, realizzato nel 1642. Di fronte alla Chiesa parte una viuzza con una lunga scalinata, chiamata La Scarpia, fatta di pietra anch'essa, che conduce inerpicandosi al rione detto Il Sasso, la parte più antica di Mergozzo: una bella piazzetta, tutta lastricata di pietra e una chiesetta dedicata a S. Elisabetta, e, nella parte più alta, quello che ai tempi era il castello medioevale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/mergozzzochiesa.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Da visitare è anche il piccolo Museo archeologico, nato nel 1969 come Antiquarium, che illustra gli usi e costumi dei popoli che in questa zona abitarono sin dall'antichità.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Mergozzo si compone di varie frazioni tra le quali spicca Candoglia per la presenza della Cava di marmo che fu regalata dagli Sforza alla Veneranda Fabbrica del Duomo: con il marmo qui estratto è stato dunque realizzato il Duomo di Milano. Ancora oggi si usa questo stesso marmo per le ristrutturazioni e i rifacimenti necessari a mantenere il buono stato del simbolo di Milano.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/mergozzospieggielago.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago di Mergozzo:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">A due passi dalle località più famose del Lago Maggiore, come Stresa, Verbania e Arona, il Lago di Mergozzo è una vera e propria perla ambientale della Val d’Ossola. Anticamente i due laghi erano un tutt’uno ed il Lago di Mergozzo rappresentava il lembo più occidentale del Lago Maggiore. Le continue esondazioni e alluvioni del fiume Toce hanno contribuito a creare nei secoli un lembo di terra che ha portato alla separazione dei due bacini d’acqua e quindi alla formazione del Lago di Mergozzo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Lago di Mergozzo, piccolo e un po’ nascosto, è conosciuto come uno dei laghi più puliti della penisola: grazie infatti alla mancanza di attività industriali, al divieto d’uso di barche a motore e a una rete fognaria efficiente le sue acque sono tra le più limpide d’Italia. Questo primato, insieme alla bellezza unica delle sue rive, lo rende meta turistica molto gettonata soprattutto tra gli appassionati di sport acquatici come la canoa, il kayaking, il windsurf e tra gli amanti della pesca sportiva.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div></div><a href="https://youtu.be/zDnQImao1yA">https://youtu.be/zDnQImao1yA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 05:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Italiani: Santa Margherita Ligure ]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Liguria"><![CDATA[Liguria]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000069"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Santa Margherita Ligure (in fondo a questa pagina trovi un bellissimo video) è situata sulla Riviera di Levante della </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><a href="https://www.italyfortourist.com/liguria/" target="_blank" class="imCssLink"><b>Liguria</b></a></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, nella parte orientale del Promontorio di Portofino e nella parte più interna del Golfo del Tigullio. L’abitato, che dista meno di 40 km da Genova, è circondato da colline ricoperte di vegetazione mediterranea sulle quali si trovano ville e giardini con vista sulla Costa dei Delfini, che unisce la città a Portofino. Similarmente a molti altri comuni del Levante, a Santa Margherita è possibile godere di paesaggi marini e collinari di suggestiva bellezza, che spesso si incontrano, dando origine alle scogliere liguri. Il paesaggio preservato nei secoli, racconta l’intera storia della città e di una collettività operosa e tenace. Questo aspetto si intuisce nel meticoloso lavoro di terrazzamento dei terreni acclivi per sfruttare intensamente la coltura dell’ulivo, ma anche negli acciottolati delle vie che si inerpicano per i pendii e nei frantoi e casolari superstiti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Margherita-Ligure2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">C'è tanto da scoprire in questa cittadina che ha una forte vocazione turistica. Si può passeggiare nei giardini del lungomare o nelle vie del centro per fare shopping, si possono percorrere le vecchie “creuse” le viuzze che salgono dal castello al convento dei Padri Cappuccini, fino alla Chiesa di S. Giacomo di Corte, o ancora raggiungere le frazioni panoramiche, come Nozarego o S.Lorenzo della Costa, alla ricerca di pace e tranquillità. Uno dei simboli della città, è Villa Durazzo. Edificata nel XVII secolo dai Marchesi Durazzo sopra una collina panoramica, posta nella zona centrale dell'abitato di S. Margherita, furono in seguito aggiunte cinque dépendances volute dai nuovi proprietari, i Principi Centurione. Dal 1973 la villa e la sua meravigliosa cornice del parco sono divenuti proprietà comunale. L’area verde di Villa Durazzo permette ai visitatori di passeggiare, rilassandosi all'ombra di alberi secolari. Il giardino all'italiana, con i vialetti dai ciottoli arrotondati e dalle aiuole che disegnano forme sinuose bordate da siepi di bosso, è ornato da fontane e da statue in stile neoclassico. Il parco è arricchito dalla presenza di maestosi lecci, posti in prossimità della villa e da un gran numero di esemplari arborei, talvolta imponenti, di specie vegetali provenienti da tutto il mondo. In estate la villa è sede di numerosi eventi e manifestazioni, e in aprile ospita Erba Persa, mostra delle piante aromatiche e mediterranee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Margherita-Ligurevilla.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il paesaggio, preservato per quanto è possibile dalle alterazioni più gravi dell’espansione edilizia, racconta l’intera storia della città e di una collettività operosa e tenace. Questo aspetto si intuisce nel ciclopico lavoro di terrazzamento dei terreni acclivi per sfruttare intensamente la coltura dell’ulivo, ma anche negli acciottolati delle vie che si inerpicano per i pendii e nei frantoi e casolari superstiti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Castello_di_Paraggi-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un altro simbolo di Santa Margherita è il Castello. Costruito sullo scoglio di S. Temo, il Castello di piccole dimensioni fu edificato durante il XVI secolo e fu utilizzato come fortezza a difesa delle incursioni di pirati e corsari. Oggi la costruzione è aperta al pubblico ed ospita mostre e manifestazioni culturali ed artistiche. Per chi desidera concludere la giornata con un’ottima cena a base di pesce o specialità liguri, Santa Margherita offre un’ampia scelta di ristoranti e pizzerie. Sia sul lungomare che nel centro storico una miriade di locali che soddisfano ogni esigenza - dal ristorante esclusivo alla trattoria dove si possono gustare le specialità liguri. Da non dimenticare anche gli ottimi ristoranti situati sulla collina retrostante la cittadina di S. Margherita, a San Lorenzo della Costa. E per i più giovani paninoteche, birrerie e spaghetterie nel centro completano l’offerta culinaria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Margherita-Ligure1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A “Santa” vi accolgono eleganti palazzi con splendidi trompe l’oeil e strade con ammirabili risseu fra le vie del centro, con numerose boutique di grandi firme. E’ una delle capitali del turismo e anche della gastronomia, grazie a un dono naturale. I gamberoni rossi di Santa Margherita, proposti in tutti i locali vista mare. L’accoglienza turistica fa parte della storia della città: numerosi gli alberghi di alto livello, adatti sia per vacanze che per l’organizzazione di convegni. Il porticciolo di Santa è a due passi dal centro ed accoglie barche da diporto, pescherecci e i battelli per splendide gite sul mare. Le spiagge sono attrezzate ed esiste anche una spiaggia libera per cani. Da visitare Villa Durazzo-Centurione due ville e un ampio parco seicentesco nel quale si trova un interessante giardino all'italiana con risseu, il Castello di Santa Margherita Ligure presso il lungomare (1550) e l’antica Abbazia della Cervara, complesso monastico del 1361 a strapiombo sul mare con splendidi giardini all’inglese, oggi di proprietà privata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Margherita-Ligurespiagge.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le Spiagge di Santa Margherita Ligure si distendono nella suggestiva cala tra Rapallo e Portofino, a ridosso del comune di Santa Margherita Ligure, antico borgo di pescatori affacciato sul golfo del Tigullio. Si tratta di incantevoli spiaggette, molte delle quali libere ma dotate di servizi di ristoro, dalla notevole varietà di arenile e fondali: dalla scogliera della punta di San Michele di Pagana alla sabbiosa spiaggia di Paraggi. Prive di infrastrutture sono invece le spiagge nelle vicinanze "del Covo", locale notturno che offre nelle vicinanze un bel parcheggio. Il mare è ovunque molto bello, turchese, cristallino e straordinariamente limpido, ideale per fare il bagno e nuotare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In direzione Portofino, visitate la baia di Paraggi, con la spiaggia attrezzata e le acque cristalline circondate da ricca vegetazione. Agli amanti del diving consigliamo qui un’immersione fra gli splendidi fondali e un relitto di nave affondata nel 1917.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Santa-Margherita-Ligurerelitto.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Uscire la sera...</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A Santa Margherita negli anni sessanta, per i giovani era un “must” ritrovarsi la sera davanti al Cinema Centrale per fare quattro chiacchiere e programmare la serata. I giovani di oggi si danno appuntamento in piazza Martiri della Libertà, ossia di fronte ai Giardini a mare. Nella caratteristica piazzetta, una miriade di bar, offrono musica e “happy hours”. Aperitivi e drinks dopo cena anche nella zona di Corte - sul porto. Anche gli stabilimenti balneari ed in alcune spiagge attrezzate organizzano aperitivi e serate con accesso libero a tutti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/gamberi-santa-margherita.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi desidera concludere la giornata di vacanza con un’ottima cena a base di pesce o specialità liguri, Santa Margherita offre un’ampia scelta di ristoranti e pizzerie. Sia sul lungomare che nel centro storico una miriade di locali che soddisfano ogni esigenza - dal ristorante esclusivo alla trattoria dove si possono gustare le specialità liguri. Da non dimenticare anche gli ottimi ristoranti situati sulla collina retrostante la cittadina di S. Margherita, a San Lorenzo della Costa. E per i più giovani paninoteche, birrerie e spaghetterie nel centro.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi ha voglia di prolungare la serata fino a notte fonda alcuni locali di tendenza a ridosso del mare offrono ottima musica e la possibilità di ballare in uno scenario suggestivo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/Onzz0MdOfmE">https://youtu.be/Onzz0MdOfmE</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 06:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Viaggi nell'antica Roma: lo spettacolo al Foro di Augusto]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006F"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> è una miniera di storia e archeologia. Nel foro di Augusto a Roma, dalla tribuna realizzata in via Alessandrina su Via dei Fori Imperiali, gli spettatori potranno tornare a godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico, accompagnati dalla voce di Piero Angela e dalla visione di magnifici filmati e proiezioni che ricostruiscono il luogo così come si presentava nell'antica Roma.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/foroaugustoroma2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il racconto del Foro di Augusto inizia dai marmi ancora visibili nell'area. Attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore. Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l'età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di poco più di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall'attuale Inghilterra ai confini con l'odierno Iraq, comprendendo gran parte dell'Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono all'espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell'Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/foroaugustoroma1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dopo Augusto, del resto, altri imperatori come Nerva e Traiano lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni. Era la grande metropoli dell'antichità: la capitale dell'economia, del diritto, del potere e del divertimento. Lo spettacolo, fruibile in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese) e con tre repliche di 40 minuti ogni sera e si svolgerà nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19: ingresso contingentato (massimo 70 persone a replica), misurazione della temperatura, utilizzo di audioguide protette da involucro monouso e auricolari monouso, distanziamento interpersonale di un metro con segnaposti sulle tribune. I biglietti possono essere acquistati anche sul posto, previa compilazione della scheda anagrafica con i dati personali del visitatore, e nei Tourist Infopoint. </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 06:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Turismo in Italia: Bene gli agriturismi e i tour del cibo della tradizione]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000078"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sono 33,5 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell'estate 2021 che fa registrare una sostanziale stabilità nelle partenze rispetto allo scorso anno (-1%). È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe', dalla quale si evidenzia che a pesare sono nell'ordine le difficoltà economiche, la paura del contagio ed i timori per il futuro. La gran parte dei vacanzieri - sottolinea la Coldiretti - ha scelto di ritardare le partenze che sono concentrate nei mesi di luglio e soprattutto agosto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/bio-agriturismi-in-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A cambiare profondamente rispetto allo scorso anno è invece - continua la Coldiretti - la presenza di turisti stranieri con un balzo del 32% fra luglio e agosto secondo le proiezioni di Coldiretti su dati Isnart. Le vacanze 2021 evidenziano una netta preferenza degli italiani verso le mete nazionali. Ben un italiano su tre (33%)in vacanza resta all'interno della propria regione e solo il 6% prevede di andare all'estero. Se la spiaggia - spiega Coldiretti - resta la meta preferita, tiene il turismo in montagna e quello di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi. La maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto di riaprire le seconde case di proprietà, o di alloggiare in quelle di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono le pensioni e gli alberghi e molto gettonati sono gli agriturismi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/bio-agriturismi-in-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra gli svaghi preferiti c'è la ricerca del cibo e il vino locali è diventata la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2021 con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l'acquisto di souvenir. L'Italia è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico - conclude la Coldiretti - grazie al primato dell'agricoltura più green d'Europa con 315 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5266 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 80mila operatori biologici e la piu' grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 05:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[RisorgiMarche torna ai prati, ma anche bike e escursioni]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Eventi%2C_sagre_e_Concerti_in_Italia"><![CDATA[Eventi, sagre e Concerti in Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000074"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra conferme e nuovi format torna RisorgiMarche, la grande kermesse musicale nata per sostenere le comunità colpite dal sisma del 2016, riuscita ad andare in porto anche lo scorso anno, a dispetto della pandemia. La manifestazione torna sui prati, ma ci sono anche nuovi, insoliti format, come Il festival in un giorno e l'anello ciclabile, sempre all'insegna della solidarietà e della sostenibilità. "Ci siamo ancora - dice Neri Marcorè, ideatore e direttore artistico della manifestazione - e lo faremo con un programma di qualità grazie anche alla collaborazione dei Comuni e con l'entusiasmo che già lo scorso anno ci aveva permesso di raggiungere un grandissimo apprezzamento da parte del pubblico e delle comunità locali nonostante le restrizioni legate all'emergenza sanitaria". </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/risorgimarche2021-4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Sin dalla prima edizione - aggiunge il direttore esecutivo Giambattista Tofoni - ci siamo concentrati su tre elementi chiave: solidarietà, inclusione sociale ed ecosostenibilità. RisorgiMarche è nato con l'obiettivo di creare economia per le aziende locali ed incentivare un turismo solidale nelle zone maggiormente colpite dai terremoti del 2016, aspetti che in questo 2021 implementeremo attraverso un programma articolato". Sarà anche un'edizione che guarda al futuro del festival, pronto a svilupparsi attraverso varie modalità: il concerto sui prati, il concerto nei borghi, il concerto escursione, l'anello ciclabile, il festival in un giorno e alcune tappe al di fuori del cratere ma sempre in linea con le finalità della manifestazione. Ancora in evoluzione il calendario, che dal 16 luglio al 31 agosto porterà RisorgiMarche in diverse località del territorio regionale. La prima tappa, il 16 luglio, è un concerto di Raphael Gualazzi a Villa Fermani di Corridonia (Macerata). A seguire ci saranno Simona Molinari, il 22 luglio al Castello della Rancia di Tolentino, Lucio Corsi il 27 luglio a San Severino Marche. Ginevra Di Marco canterà brani di Tenco il 4 agosto a Offida, gli Extraliscio porteranno il loro punk da balera al Parco Fluviale di Monte Urano (Fermo) il 10 agosto. Bobo Rondelli, recentemente insignito della Targa Faber alla carriera, il 12 agosto a Fiuminata, nel Maceratese, presenterà 'Cuore libero'. Il 17 agosto tappa a Monte San Martino per 'Il Festival in un giorno': dalle 15 il borgo, interamente pedonalizzato per l'occasione, si animerà con tre concerti l (il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, Erica Boschiero e Cristina Donà) in altrettanti suggestivi spazi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/risorgimarche2021-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutti i concerti sono pomeridiani. RisorgiMarche proporrà il 22 agosto il nuovo format dell'anello ciclabile; un percorso ad anello che intercetterà 3 spazi in cui si svolgeranno 3 concerti replicati ogni 2 ore. Oltre all'anello centrale di circa 15 chilometri con un dislivello minimo, per i più allenati ed esperti sarà possibile vivere esperienze nei circuiti esterni grazie a proposte dei Comuni, delle associazioni locali, delle guide cicloturistiche e altre realtà locali. Il 29 agosto sarà la volta di un concerto escursione nel territorio di Muccia.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/risorgimarche2021-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gran finale il 31 agosto con il ritorno sui prati montani. Ma nel corso di una pandemia che ha completamente cambiato il quotidiano ed i confini della crisi, Marcorè e Tofoni hanno voluto ampliare la missione di RisorgiMarche, guardando oltre il cosiddetto cratere sismico, come nel caso di Monte Urano. E tra le novità anche l'apertura al cinema, anch'esso solidale, con la collaborazione con Furgoncinema e l'Associazione AriStoria. Come nella precedente edizione, per partecipare ai concerti di RisorgiMarche sarà necessario acquistare un biglietto, sui circuito Ciaotickets, con la possibilità di scegliere tra "solidale" a 5 euro e "sostenitore" a 20 euro. "RisorgiMarche è riuscito ad accendere maggiormente i riflettori sulle zone terremotate e a portare tantissime persone a scoprire i nostri meravigliosi territori grazie alla musica e allo spettacolo" osserva il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, ricordando il progetto dell'ente di valorizzazione dei borghi, dei centri storici e delle aree interne. "Vogliamo che RisorgiMarche sia parte integrante della più ampia azione di rilancio dei borghi e del territorio - aggiunge l'assessore alla Cultura Giorgia Latini -, con eventi più a stretto contatto con le comunità".</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 05:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BorgodiVino 2021: Un viaggio nel gusto e nella bellezza da vivere in un weekend]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Eventi%2C_sagre_e_Concerti_in_Italia"><![CDATA[Eventi, sagre e Concerti in Italia]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000076"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le eccellenze enogastronomiche entrano <strong>tra vicoli, rocche e scorci di terra e di mare</strong> per offrirvi weekend unici di riscoperta dei territori, da esplorare a passo lento e calice alla mano. Un viaggio gustoso che attraversa l’estate, tra <strong>degustazioni, percorsi formativi ed esperienze diffuse</strong> dove i vini e i loro protagonisti si raccontano in cornici di grande suggestione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgodivino1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cisternino in Puglia, </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.sicilytourist.com/blog/index.php?borghi-di-sicilia--cefalu--palermo-" target="_blank" class="imCssLink">Cefalù</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> in </span><a href="https://www.sicilytourist.com/" target="_blank" class="imCssLink"><b class="fs14lh1-5 ff1"><i>Sicilia</i></b></a><span class="fs14lh1-5 ff1">, Grottammare nelle Marche, Brisighella in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/emiliaromagna/" target="_blank" class="imCssLink">Emilia-Romagna</a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> e Nemi nel </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><i><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio </a></i></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">sono i protagonisti della manifestazione "Borgo DiVino in tour", iniziativa dedicata al mondo del vino e del turismo enogastronomico, promossa dall'associazione "I Borghi più belli d'Italia" e organizzata da Valica, la prima tourist marketing company in Italia. L'appuntamento itinerante si svolge da luglio a settembre e si divide in 5 tappe che permettono di scoprire e degustare più di 400 etichette di vini eccellenti da 100 cantine diverse sparse per il nostro territorio, partendo da 5 tra i borghi più belli d'Italia. Oltre alla degustazione dei vini, presentati direttamente dai produttori o da sommelier professionisti, sono previsti anche abbinamenti di cibi e prelibatezze locali o regionali da degustare tra i vicoli, le piazze, le rocche e davanti a meravigliosi scorci di terra e di mare, da esplorare a passo lento e con un calice in mano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/borgo-divino-2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> La tappa inaugurale di Borgo DiVino, dal 2 al 4 luglio, è Cisternino, uno dei "paesi bianchi" più amati della Puglia, nel cuore della Valle d'Itria; dal 9 all'11 luglio è la volta di Cefalù, in provincia di Palermo, uno dei più celebri affacci sul mare della Sicilia. La terza e la quarta tappa sono sul versante Adriatico: il borgo antico marchigiano di Grottammare, in programma dal 23 al 25 luglio; e Brisighella, in provincia di Ravenna, dal 6 all'8 agosto. La tappa finale del tour si svolge dal 10 al 12 settembre a Nemi, il borgo laziale che, pur non rientrando nell'associazione "I Borghi più belli d'Italia", è stato scelto come location storica che ha ospitato le precedenti 6 edizioni di Borgo DiVino. «Anche per l'estate 2021» ha dichiarato Fiorello Primi, presidente dell'associazione "I Borghi più belli d'Italia", «i borghi si candidano a essere le mete preferite di un turismo domestico che sceglie di trascorrere le vacanze in sicurezza, alla scoperta dell'Italia più autentica e genuina. I Borghi più belli d'Italia si preparano quindi ad accogliere i visitatori con l'offerta che da sempre li contraddistingue: un mix di bellezza, arte, storia, natura, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche che raccontano l'unicità dei nostri territori e ci riconducono alle nostre origini».</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Jul 2021 05:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rimini: Ponte di di Augusto e Tiberio, detto anche Ponte del diavolo ]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Emilia_Romagna"><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000051"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il ponte, iniziato da Augusto nel 14 e completato da Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l'iscrizione che corre sui parapetti interni, si impone per il disegno architettonico, la grandiosità delle strutture e la tecnica costruttiva. Poco spazio è concesso invece all'apparato figurativo, comunque &nbsp;intriso di significati simbolici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In pietra d'Istria, si sviluppa in cinque arcate che poggiano su massicci piloni muniti di speroni frangiflutti ed impostati obliquamente rispetto all’asse del ponte, in modo da assecondare la corrente del fiume riducendone la forza d’urto, secondo uno dei più evidenti accorgimenti ingegneristici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/pontetiberio3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La deviazione del Marecchia prima e, più recentemente, i lavori per la predisposizione di un bacino chiuso, hanno messo in luce i resti di banchine in pietra a protezione dei fianchi delle testate di sponda; recenti sondaggi hanno poi rivelato che la struttura del ponte poggia su un funzionale sistema di pali di legno, perfettamente isolati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il ponte è sopravvissuto alle tante vicende che hanno rischiato di distruggerlo: dai terremoti alle piene del fiume, dall’usura agli episodi bellici quali l’attacco inferto nel 551 da Narsete, durante la guerra fra Goti e Bizantini di cui restano i segni nell’ultima arcata verso il borgo San Giuliano, e, da ultimo, il tentativo di minarlo da parte dei Tedeschi in ritirata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/pontetiberio1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Le Leggenda del Ponte :</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La leggenda narra che il Ponte di Tiberio di Rimini fu chiamato poi anche Ponte del Diavolo perché durante la costruzione, ogni giorno che gli operai ne finivano un pezzo, il giorno dopo questo cadeva. Tiberio che non sapeva più come fare invocò il diavolo e gli chiese aiutato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il diavolo accettò di aiutarlo ma in cambio chiese l’anima del primo che lo avrebbe poi attraversato. Tiberio accettò il patto, il diavolo si mise subito al lavoro e nel giro di una notte fu terminato il ponte, solido, imponente e bellissimo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ora non restava che inaugurarlo con una parata come era di tradizione, ma per liberarsi del patto col diavolo che avrebbe preso l’anima del primo che vi passava, Tiberio, facendolo passare come segno propiziatorio, fece passare un cane prima di tutti. Il diavolo che era dall’altra parte ad aspettare rimase così senza nulla.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Infuriato il diavolo cercò quindi di abbattere il ponte con una cornata, ma era così solido che non ce la fece e pare che in mezzo al ponte stesso vi siano proprio i segni delle corna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/pontetiberio2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Ponte di Tiberio compie 2mila anni: il Ponte &nbsp;iniziato nel 14 d.C. sotto Ottaviano Augusto e completato nell'anno 21 d.C. sotto Tiberio il ponte sarà al centro del 'Festival del Mondo Antico', giunto alla 23/a edizione che lo celebrerà con una serie di iniziative a partire dal 7 luglio, nelle serate dei mercoledì e venerdì, a cui si aggiunge il week end del 24 e 25 tra lectio magistralis, live, paesaggi sonori e narrativa digitale che si svolgeranno nella Piazza sull'acqua, invaso a ridosso del ponte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Il Festival è la cornice naturale per accogliere questo importante anniversario - osserva Giampiero Piscaglia, assessore comunale alla Cultura - con una serie di iniziative ed eventi che, a causa della pandemia, saranno proposti in un'inedita formula organizzativa con diversi appuntamenti estivi, distribuiti nel mese di luglio e ambientati all'aperto".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Festival continuerà anche in autunno con la presenza di Massimo Recalcati e un momento di approfondimento scientifico con la presentazione del volume dedicato al ponte che segnerà la conclusione delle celebrazioni. </span><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 05:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Incommensurabili Bellezze d'Italia: LA GROTTA AZZURRA DI CAPRI]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000068"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">L'ingresso alla Grotta, era &nbsp;stato interdetto il 3 novembre 2020 per la Pandemia. e se circa 500 persone hanno visitato la Grotta Azzurra a Capri (Napoli) nel giorno della sua riapertura IL 29 MAGGIO 2021, cominciata alle 9 fino alla chiusura alle 16.30, un motivo ci sara' pure vero? &nbsp;</span><span class="ff1"><b class="cf1"><span class="fs14lh1-5">VISITARE LA GROTTA AZZURRA (</span></b><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">in fondo a questa pagina trovi un bellissimo video della Grotta con audio originale</span></span><b class="cf1"><span class="fs14lh1-5">) &nbsp;DI CAPRI è u</span></b></span><b><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">n'esperienza da provare almeno una volta nella vita.</span></b></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/GROTTAAZZURRACAPRI3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La grotta Azzurra ha una apertura parzialmente sommersa dal mare, dalla quale filtra la luce esterna che, in questo modo, crea un'intensa tonalità del colore blu, che rappresenta la caratteristica peculiare dell'antro. Prestigioso ninfeo dell'età romana, dopo un lungo declino la grotta divenne conosciuta a partire dal 1826, quando fu visitata dall'artista tedesco August Kopisch.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/GROTTAAZZURRACOPERTINA.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">E' l'attrazione più famosa di Capri. Da tutto il mondo accorrono per vederla, anche solo per pochi minuti. Al suo ingresso si formano lunghe code. E' la Grotta Azzurra: larga 25 metri e lunga 60 con un ingresso alto meno di un metro. Per entrare bisogna stendersi sul fondo di una barchetta a remi che scivola attraverso il piccolo arco. Dentro ci si ritrova a galleggiare nel buio, su un'acqua così azzurra da sembrare trasparente.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/GROTTAAZZURRACAPRI2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">La colorazione blu della grotta è dovuta alla presenza della soglia sottomarina (che si apre esattamente sotto l'ingresso) attraverso cui penetra la luce. La finestra subacquea agisce da filtrante, assorbendo i colori rossi e lasciando passare quelli blu. Curioso notare che, a causa del fenomeno della riflessione totale, la soglia non riesce ad illuminare l'antro se il mare è completamente calmo - quindi c'è bisogno di un movimento dell'acqua, per quanto questo possa essere minimo. </span><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Lo sfolgorio color argento degli oggetti immersi, invece, è riconducibile ad un altro fenomeno: sulla superficie dell'oggetto aderiscono diverse bolle d'aria che, avendo un indice di rifrazione differente da quello dell'acqua, lasciano uscire la luce.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/GROTTAAZZURRACAPRI4.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">In età romana, ai tempi di Tiberio, la Grotta era utilizzata come un ninfeo marittimo. L'antro, infatti, costituiva una vera e propria appendice subacquea ad una villa augusto-tiberiana detta di Gradola, oggi ridotta a pochi ruderi. Testimoni di quest'utilizzo sono le numerose statue romane, rappresentanti Poseidone, un tritone ed altre creature marine che in origine dovevano esser state disposte lungo le pareti della caverna. Le statue, trovate nel 1963 dopo alcune indagini archeologiche, sono oggi custodite nel Museo della Casa Rossa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Fu l'archeologo Amedeo Maiuri, impegnato in diverse indagini archeologiche a Capri nel Novecento, ad intuire il carattere di ninfeo marittimo della grotta Azzurra</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/GROTTAAZZURRACAPRI5.JPG"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">L'antro maledetto</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Dopo il tramonto dell'Impero romano, la Grotta fu condannata ad un lungo ed inesorabile declino. Non fu completamente dimenticata, tanto che il nome di «Gradola», per esempio, figurava già nel 1696 in una carta geografica dell'Isolario di Vincenzo Coronelli; ciò malgrado, nessuno osava avventurarsi al suo interno, poiché alcune antiche leggende capresi volevano la grotta abitata da spiriti e diavoli. Chi avesse visitato l'«antro maledetto», come i due preti , avrebbe perso il senno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/ingresso-grotta-azzurra.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">L'ingresso alla Grotta Azzurra è possibile solo salendo su delle piccole barchette a remi che possono contenere al massimo 4 persone per volta. Il biglietto d'ingresso si paga al botteghino galleggiante ancorato all'ingresso della grotta. Dopo aver fatto il biglietto il marinaio vi chiederà di stendervi sul fondo della barca in modo da poter passare sotto lo stretto ingresso. Una volta dentro vi farà fare il giro della Grotta cantando canzoni napoletane che creano una particolare eco tra le pareti rocciose.</span></div></div><a href="https://youtu.be/7aytsgJwPUM">https://youtu.be/7aytsgJwPUM</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 06:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tra paradiso e nuovi sentieri ha riaperto il Latemarium]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aria pura, natura incantata. In una parola: montagna. In due: montagna estiva. Dove: ad Obereggen, ad appena 20 minuti da Bolzano nel </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/friuli/" target="_blank" class="imCssLink">Friuli Venezia Giulia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, e nel cuore delle Dolomiti all'ombra del Latemar, massiccio dichiarato Patrimonio Mondiale dall'Unesco. Con le consorelle trentine Pampeago e Predazzo, costituisce quel magico mondo chiamato Latemarium aperto da sabato 5 giugno al 3 ottobre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/latenarium1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Novità 2021: &nbsp;la realizzazione di due nuovi sentieri Latemar.Bike dedicati alla bicicletta, tradizionale o e-bike. Nuove perle della collana Latemarium, un progetto ambientalistico concretizzatosi in una fitta rete di sentieri tematici, ideali per escursioni a piedi in famiglia ed in bicicletta. Altra novità: oltre a salire in quota con la seggiovia Oberholz, che dà il nome ad una delle mitiche piste del comprensorio invernale Ski Center Latemar, il Latemarium è raggiungibile dalla cabinovia Ochsenweide (aperta dal 3 luglio al 29 agosto). Un nuova opportunità per salire ad una altezza inferiore alla punta più alta di Obereggen ma altrettanto agevole per iniziare le escursioni. Già perché lassù sulla punta, a quota 2096 metri, si erge una altra perla della collana: il rifugio Oberholz di Obereggen, conosciuto a livello internazionale fin dal 2016 quando venne inaugurato grazie ad una struttura architettonica sorprendente nel rapporto esterno-interno. Tutti accomunati dalla voglia di una vacanza in serenità. A partire da bambini e fanciulli che, con i loro familiari, saranno gli assoluti protagonisti di questa inedita estate. Le terrazze panoramiche Latemar.360° offrono una vista mozzafiato sulle catene montuose dominate dai ghiacciai. Il percorso Avventura Latemar. Natura permette alle famiglie di ampliare in modo divertente le proprie conoscenze su flora e fauna. Chi ama, invece, la tranquillità può scegliere il percorso Latemar.Panorama: tre chilometri ai piedi delle pareti rocciose ed isole per la sosta. Le stazioni interattive che si incontrano lungo il sentiero Latemar.Alp, percorribile anche con passeggino, raccontano ai visitatori il mondo agricolo alpino. A Pampeago il Latemar.Art mette in mostra opere di artisti famosi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/latenarium3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il massimo per gli appassionati di sport alpini è un'escursione lungo il sentiero Latemar.Torredipisa, costeggiando canaloni e torrioni rocciosi fino a raggiungere il rifugio Latermarhütte/Torre di Pisa, a 2.671 metri con vista verso il maestoso gruppo della Marmolada. Sul Passo Feudo, sopra il paese di Predazzo, il percorso didattico Dos Capèl racconta la storia di un mare tropicale e di grandi vulcani, ed accompagna con il percorso Latemar.Geotrail in un viaggio che porta indietro a 245 milioni di anni fa, alla scoperta della geologia della regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/latenarium2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per un rientro a Obereggen all'insegna del benessere si può scegliere il percorso tematico Latemar.Relax, che si snoda lungo dolci pendii coperti di prati. Il Latemarium è raggiungibile attraverso la tradizionale seggiovia Oberholz e, da questo anno, anche dalla cabinovia Ochsenweide (aperta dal 3 luglio al 29 agosto) con orario continuato dalle ore 8,30 alle ore 18. Alla stazione a valle di Obereggen, il noleggio Ski Siegfried, questa estate apre il noleggio di E-Bikes (biciclette elettriche) e mountain bikes. </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 05:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ercolano: Sta per ripartire il lavoro di scavo]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000056"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ad Ercolano proprio in queste settimane sta per ripartire il lavoro di scavo. Gli archeologi sono tornati sull'antica spiaggia per completare le ricerche avviate quarant'anni fa - erano i primi anni '80 - quando qui furono ritrovati i resti di 300 fuggiaschi.Scavi funzionali alla conservazione del sito archeologico patrimonio dell'umanità, ma che serviranno anche a riportare alla luce nella sua completezza l'antico percorso che dalla spiaggia conduceva alla maestosa Villa dei Papiri. E intanto è di questi giorni una ricerca, firmata dal direttore Francesco Sirano, che accende nuova luce sull'identità di una delle vittime ritrovate e catalogate nel corso della prima campagna. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/ercolano1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Inizialmente identificato come un semplice soldato, racconta il direttore, quest'uomo, di cui si sono conservati parte dell'armatura e gli strumenti da lavoro che portava con sé in una sorta di zainetto, ha avuto in realtà un ruolo più importante. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un uomo in divisa, che il furore del vulcano aveva scaraventato a terra e ucciso in pochi secondi, la faccia affondata nella sabbia, le braccia piegate in avanti a cercare appoggio. "Potrebbe trattarsi - spiega- di un ufficiale della flotta che partecipava alla missione di salvataggio lanciata da Plinio il Vecchio per soccorrere le popolazioni dei centri e delle ville affacciate su questa parte del Golfo di Napoli". </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un militare della marina arrivato per soccorrere i disperati di Ercolano, da ore ammassati a centinaia sulla spiaggia e dentro ai fornici che normalmente venivano usati per il ricovero delle reti e degli attrezzi da pesca. E che invece non ce l'ha fatta, ucciso anche lui in pochi devastanti attimi dalle correnti piroplastiche scese dal Vesuvio che qui hanno travolto case, persone e cose con una velocità di 80- 100 chilometri orari, un uragano bollente che con la sua furia ha trascinato anche decine e decine di corpi in mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/ercolano4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Una delle particolarità del sito archeologico di Ercolano è proprio che le condizioni dell'eruzione, per un gioco di venti e di correnti diverse rispetto alla vicina Pompei, hanno consentito la conservazione del materiale organico, dai mobili ai tessuti. Lo scheletro protagonista di questa storia, classificato con il numero 26, è stato ritrovato con le tracce dell'armatura e di una bisaccia, una sorta di zainetto a forma quadrangolare, che conteneva piccoli attrezzi da carpenteria. Attorno alla vita un ricco cinturone in cuoio ricoperto da lamine di argento e oro, da cui pendeva una spada anch'essa decorata e dotata di una impugnatura in avorio. Sull'altro lato del corpo un pugnale, ugualmente prezioso. Accanto al cadavere un gruzzolo di monete, in tutto 12 denari d'argento e due d'oro, una somma che all'epoca corrispondeva allo stipendio mensile di un pretoriano. Le analisi sulle ossa hanno rivelato che si trattava di un uomo tra i 40 ed i 45 anni, abituato all'attività fisica e in buona salute. Un militare, dunque, ma di quale corpo? Esclusa l'ipotesi che fosse di stanza ad Ercolano, premette Sirano, "perché non sono note guarnigioni dell’esercito nell’area vesuviana", restano due possibilità: che si tratti di un pretoriano oppure di un membro della flotta arrivata per i soccorsi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/ercolano3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La presenza di pretoriani nel I secolo è documentata nel Golfo di Napoli e anche a Pompei, sottolinea, seppure sempre per incarichi particolari. Ci sono però due elementi che sembrano favorire la seconda ipotesi, quella che si trattasse di un militare della flotta, anzi di un ufficiale impegnato in quella missione impossibile per la salvezza della gente di Ercolano: da un lato la ricchezza della panoplia di armi, molto simile a quelle ritrovate nel 1900 in uno scavo in località Bottaro di Pompei indosso a quello che sembra essere stato se non proprio l'ammiraglio della flotta di Plinio il Vecchio almeno un alto ufficiale della marina; dall'altro gli attrezzi da lavoro che aveva nello zainetto e che lo farebbero identificare in un faber navalis, una figura ben conosciuta sulle navi militari romane, in pratica un geniere, specializzato nei lavori di carpenteria. Non ultimo, aggiunge, la consistente somma di denaro che aveva con sé e il fatto che i resti dell'uomo siano stati ritrovati a poca distanza da quelli di un'imbarcazione militare. In attesa che vengano completati i nuovi restauri sulle armi, l'ipotesi resta aperta. Ma le novità che emergono dalla ricerca, sottolinea Sirano, sono già una conferma di più dell’eccezionale interesse storico-archeologico di un'indagine sull’antica spiaggia di Ercolano. Da qui, dice, potranno arrivare tanti nuovi elementi per un ricostruzione storico archeologica degli ultimi attimi di vita della cittadina campana. Ma anche validi spunti di ricerca per la ricostruzione dei corpi militari dell’antica Roma. Intanto, grazie alla collaborazione con la Fondazione Packard, si sta preparando il terreno per i nuovi scavi. I lavori interesseranno un'area di circa 2 mila metri e vedranno impegnati a fianco del Parco i professionisti dell'Herculaneum Conservation Project. Le aspettative sono alte. E chissà che dai nuovi ritrovamenti non arrivino altri tasselli di questa storia.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 May 2021 05:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Toscana: San Casciano torna alla luce un santuario romano]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000060"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Scoperta eccezionale presso il Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si) in Toscana : Un santuario romano di età imperiale è tornato alla luce durante la campagna di scavi nel sito dell'area del 'Bagno Grande' a San Casciano dei Bagni (Siena), area ricca di vestigia archeologiche. Tra i reperti scoperti, spiegano da San Casciano, ci sono altari iscritti che recano i nomi delle divinità venerate nel santuario: Apollo, Fortuna Primigenia e Iside.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/sancascianoscoperta1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante gli scavi è anche emersa una statua in marmo finemente scolpita che rappresenta Igea. Il tutto è emerso nello scavo stratigrafico di un orto abbandonato a pochi metri dalle polle pubbliche del Bagno Grande (foto in basso) in uso ancora oggi. La statua in marmo di Igea è stata toccata con mano, ancora prima di emergere con chiarezza dal fango caldo, dai giovani archeologi di diverse università italiane e internazionali: Siena, Pisa, Firenze, Roma La Sapienza, Sassari, Dublino e Cipro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/sancascianoscoperta5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tutte le scoperte fatte nel corso della campagna di scavi saranno presentate il 22 maggio in occasione dell'inaugurazione del nuovo percorso espositivo alle 'Stanze Cassianensi'. L'iniziativa è del Comune di San Casciano dei Bagni e della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, in collaborazione con l'Associazione archeologica Euthyiche avidiena</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/sancascianoscoperta4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’impianto monumentale del santuario scoperto a San Casciano dei Bagni, borgo che vanta il marchio di qualità turistico-ambientale Bandiera Arancione conferito dal Touring Club Italiano, è riconducibile all’età Augustea: a quel tempo, il santuario aveva la forma di un edificio con copertura a compluvio su un bacino centrale circolare, poggiante su quattro colonne tuscaniche e con un propileo di ingresso a sud delimitato da due colonne a base attica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il santuario di Apollo sorgeva sopra un luogo considerato sacro già in epoca etrusca e durante l’Ellenismo. A seguito di un drammatico incendio, avvenuto probabilmente verso la metà del I secolo dopo Cristo, tra l’età Flavia e quella Traianea, l’edificio venne ricostruito e poi ampliato. I tre altari in travertino dedicati rispettivamente ad Apollo, Fortuna Primigenia e Iside, emersi dopo gli scavi, sono deposti nel cuore del santuario, sul bordo della vasca di sorgente calda che sgorga a 42 gradi.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 May 2021 05:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ecco le Bandiere Blu assegnate alle più belle spiagge per il 2021]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=A_Proposito_di_Italia"><![CDATA[A Proposito di Italia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000058"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sono da poco state assegnate le nuove Bandiere Blu 2021, l’ambito premio internazionale riconosciuto dalla ong danese Foundation for Environmental Education (FEE) che rende omaggio ad alcune tra le spiagge più belle al mondo. In Italia, quest’anno sono ben 385 i lidi che presto vedranno sventolare la Bandiera Blu per la stagione estiva in avvicinamento.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/spiaggia-bandiera-blu-2021.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sebbene i numeri siano cambiati (nel 2020, le spiagge riconosciute erano addirittura 407), il podio delle regioni italiane che sono state maggiormente premiate rimane invariato rispetto allo scorso anno. La prima posizione spetta ancora una volta alla <a href="https://www.italyfortourist.com/liguria" target="_blank" class="imCssLink">Liguria</a>, che vanta ben 30 Bandiere Blu: le splendide spiagge che hanno ottenuto il riconoscimento sono distribuite lungo tutta la Riviera, e spiccano perle incantevoli come Camogli, il cui borgo colorato si affaccia direttamente sulle acque turchesi, e Loano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/camogli-liguria.jpg"  title="" alt=""/><br><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">Spiaggia di Camogli</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Al secondo posto troviamo la </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/toscana/" target="_blank" class="imCssLink">Toscana</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, con 19 località premiate: la regione vede nuovamente riconosciuti alcuni dei suoi lidi più rinomati, come la bellissima Cala Piccola del Monte Argentario. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/cala-piccolatoscana.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">Cala Piccola del Monte Argentario</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiude il podio la Campania, che quest’anno ha ricevuto 18 Bandiere Blu, la maggior parte delle quali situata nel Cilento – dove si trovano alcune delle mete balneari più apprezzate dai turisti. Ancora una volta, la quarta posizione spetta alle Marche: si riconfermano 15 le Bandiere Blu ottenute, tra cui la splendida spiaggia di Portonovo che regala un panorama mozzafiato lungo la Riviera del Conero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/coneroblu.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">Riviera del Conero</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Al quinto posto, ecco le calette da sogno della Sardegna: sono 14 le località che hanno guadagnato l’ambito riconoscimento, la maggior parte delle quali si trova nel nord della regione. Tuttavia, merita menzione di nuovo la bellissima spiaggia del Poetto, mezzaluna dorata a due passi dalla città di Cagliari. Subito dopo, con 13 Bandiere Blu troviamo la Puglia: le meravigliose mete balneari del Salento, come ad esempio l’incantevole spiaggia di Marina di Pescoluse, sono state particolarmente premiate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/marina_di_pescoluseblu2021.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">Marina di Pescoluse</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con 10 Bandiere Blu a testa, il settimo posto è conteso tra Abruzzo, Calabria e </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/trentinoaltoadige/" target="_blank" class="imCssLink">Trentino Alto Adige</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. Scendendo ancora nella classifica, troviamo il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/lazio/" target="_blank" class="imCssLink">Lazio</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> con 9 spiagge e il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/veneto/" target="_blank" class="imCssLink">Veneto</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> con 8 località premiate. La </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.sicilytourist.com/" target="_blank" class="imCssLink">Sicilia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> e l’Emilia Romagna si fermano a 7, mentre la Basilicata può vantare 5 Bandiere Blu. A chiudere l’elenco, il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/" target="_blank" class="imCssLink">Piemonte</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> con le sue 3 spiagge riconosciute, il </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/friuli/" target="_blank" class="imCssLink">Friuli Venezia Giulia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> con 2 premi e la </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/LOMBARDIA/" target="_blank" class="imCssLink">Lombardia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> e il Molise, ciascuna delle quali ha visto un solo riconoscimento (la spiaggia di Gardone Riviera per la prima e il Lido di Campomarino per la seconda).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/gardonerivierablu2021.jpg"  title="" alt=""/><br><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">Spiaggia di Gardone Riviera (Lago di Garda - Brescia)</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 May 2021 05:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Stromboli, la colata lavica in mare e la nube piroplastica attrazione per i turisti]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Sicilia"><![CDATA[Sicilia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Lo spettacolo dell’eruzione dello Stromboli, </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.sicilytourist.com/" target="_blank" class="imCssLink">in Sicilia</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">, cominciata ieri, con la lava che finisce in mare diventa una attrazione per i primi turisti che hanno raggiunto le Eolie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/stromboli3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nuova forte eruzione a Stromboli, con un'alta colonna di fumo, lancio di di lapilli incandescenti e fuoriuscita di lava. La colata, che sta scendendo a mare, lungo la sciara del fuoco, una zona desertica dell'isola, ha provocato anche una frana. Diverse barche, yacht, gommoni si sono riversati con vacanzieri a bordo lungo la sciara del fuoco dove è visibile l’eruzione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/stromboli1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'attività dello Stromboli, già intensa da alcuni giorni, è seguita dai vulcanologi dell'Ingv e della protezione civile. Il boato è stato avvertito distintamente dagli abitanti e dai turisti che hanno cominciato in questi giorni ad affollare l'isola.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video dell'eruzione</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 May 2021 11:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Circeo, Grotta Guattari: ECCEZIONALE SCOPERTA, ritrovati i resti di 9 uomini del Neanderthal]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000055"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E' un viaggio nel tempo lungo oltre 100 mila anni quello che stanno facendo archeologi, paleontologi, antropologi, archeobotanici che da ottobre 2020 sono impegnati nella Grotta Guattari al Circeo (Lt) in una nuova campagna di scavo condotta dalla soprintendenza archeologica delle province di Latina e Frosinone in collaborazione con l'Università di Tor Vergata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/9crani1circeo5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un tuffo in un passato lontanissimo in cui questo lembo di territorio era abitato dagli uomini di Neanderthal, i 'cugini' più anziani e poi misteriosamente estinti dell'homo sapiens, e là dove ora si trovano spiagge e terre coltivate si estendevano a perdita d'occhio verdi praterie. Ma anche da animali feroci, iene, rinoceronti, orsi delle caverne. Esemplari grandissimi come lo spropositato megalocervo oppure antichi come l'uro, una razza di bovino poi estinta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di fatto, spiegano gli esperti che da mesi sono al lavoro tra le rocce e le ossa sparse in questo mondo sotterraneo a due passi dal mare che fu della maga Circe, una sorta di smisurata banca dati che sarà utilissima per ricostruire la storia, ma anche l'ecosistema di queste terre in un arco di tempo lontanissimo, per i non addetti ai lavori persino difficile da immaginare, che va da 125 mila a 50 mila anni fa. Scoperta casualmente nel 1939, la Grotta Guattari, studiata a suo tempo dal paleontologo Alberto Carlo Blanc, deve la sua eccezionalità ad un crollo che circa 60 mila anni fa l'ha sepolta sigillandone l'apertura e facendo sì che tutto si mantenesse così com'era, in pratica una sorta di capsula del tempo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/9crani1circeo4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli scheletri umani ricomposti, racconta, "appartengono tutti ad individui adulti, fatta eccezione forse solo per uno che potrebbe essere di un giovane". Tra loro una sola femmina. Ma non si tratta di persone vissute tutte nella stessa epoca: i più vicini a noi sarebbero vissuti tra i 50 mila ed i 68 mila anni fa, il più antico addirittura tra i 100 mila ed i 90 mila anni fa. Adesso tutto questo materiale dovrà essere studiato, fa notare il direttore del servizio di antropologia del Sabab Lazio Mario Rubini, ma già dalle prime indagini sono arrivate tantissime informazioni, "un'analisi sul tartaro dei denti - anticipa - ha mostrato per esempio che la loro dieta era molto variata, mangiavano molti prodotti cerealicolo vegetariani, frutto della raccolta, ed è noto quanto una buona alimentazione sia fondamentale per lo sviluppo dell'encefalo" . Tant'è, con i nuovi ritrovamenti, ribadisce Rubini, il sito del Circeo diventa "assimilabile per importanza a quello di El Sidron in Spagna o a quello di Krapina nell'ex Jugoslavia. La cosa incredibile al momento è che ci ha restituito molti individui, tanti da accendere una luce importante sulla storia del popolamento dell'Italia".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/9crani1circeo3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'ENIGMA DEI CRANI APERTI</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E' la particolarità che accomuna tutti i crani ritrovati all'interno della grotta Guattari al Circeo (LT). Una grande apertura alla base del cranio. Come se la mano di qualcuno fosse intervenuta per aprire quelle teste, magari per mangiarne il cervello.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 1939, quando venne ritrovato il primo cranio, poggiato in terra al centro di quello che sembrava un cerchio di pietre, si era pensato ad un rito di cerebrofagia. Il paleontologo Alberto Carlo Blanc aveva parlato allora di "cannibalismo rituale" e a dimostrazione della sua teoria aveva fatto una comparazione con una collezione di crani provenienti dalle tribù antropofaghe della Melanesia. Il ritrovamento oggi di altri teschi con le stesse caratteristiche potrebbe far pensare ad una conferma dell'ipotesi avanzata dal paleontologo novecentesco, peraltro poi largamente discussa e contestata dagli studi successivi nei quali altri studiosi hanno immaginato come più probabile che il cranio fosse stato svuotato invece da un animale, facilmente le stesse iene che nell'ultimo periodo di 'vita' della grotta l'hanno abitata facendone la loro tana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/9crani1circeo2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La realtà, avverte oggi Rubini, è che le possibilità da valutare sono diverse. "Dobbiamo considerare che nel nostro mestiere quello che ci troviamo sotto gli occhi è sempre il frutto dell'ultima 'mano' intervenuta - spiega -. Potrebbe quindi essere stato l'uomo ad aprire il foro occipitale e la iena a finire di sgranocchiarlo, oppure potrebbe essere stata la iena stessa ad aprirlo per assicurarsi un cibo dalle alte qualità nutrienti, oppure ancora potrebbe semplicemente trattarsi di una rottura dovuta al caso". La soluzione, insomma, al momento non c'è. "Stiamo indagando", ripete l'antropologo, "al momento l'unica cosa certa è che abbiamo un femore mangiato da una iena, che su quell'osso ha lasciato persino l'impronta dei denti. D'altra parte sappiamo che le iene amano rosicchiare le parti terminali delle ossa lunghe perché sono molto ricche di calcio e questo serve al loro metabolismo". Per i crani aperti, però, l'interrogativo rimane aperto. "E' uno dei tanti che ci auguriamo di sciogliere - sottolinea Rubini - la soluzione di questi enigmi sarà fondamentale per ricostruire la storia del popolamento dell'Italia dal profondo passato ad oggi".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Bellissimo Video Racconto delle scoperte rilasciato dell' Ufficio Stampa Ministero della Cultura</span></div><div><br></div></div><a href="https://youtu.be/r7PzWS5W5Co">https://youtu.be/r7PzWS5W5Co</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 May 2021 06:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MILANO]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Milano, fondata intorno al 590 a.C. da una tribù celtica fu conquistata dagli antichi Romani nel 222 a.C. e con il passare dei secoli accrebbe la sua importanza sino a divenire capitale dell'Impero romano d'Occidente, nel cui periodo fu promulgato l'editto di Milano, che concesse a tutti i cittadini, quindi anche ai cristiani, la libertà di culto.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In prima linea nella lotta contro il Sacro Romano Impero in età comunale, divenne prima signoria per poi essere innalzata a dignità ducale alla fine del XIV secolo, rimanendo al centro della vita politica e culturale dell'Italia rinascimentale. All'inizio del XVI secolo perse l'indipendenza a favore dell'Impero spagnolo per poi passare, quasi due secoli dopo, sotto la corona austriaca: grazie alle politiche asburgiche, Milano divenne uno dei principali centri dell'illuminismo italiano. Capitale del Regno d'Italia napoleonico, dopo la Restaurazione fu tra i più attivi centri del Risorgimento fino al suo ingresso nel Regno d'Italia sabaudo diventando teatro di numerosi eventi della storia d'Italia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/milano2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Principale centro economico e finanziario della penisola italiana, Milano ne guidò lo sviluppo industriale, costituendo con Torino e Genova il "Triangolo industriale", in particolar modo durante gli anni del boom economico quando la crescita industriale e urbanistica coinvolse anche le città limitrofe, creando la vasta area metropolitana milanese. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In ambito culturale, Milano è il principale centro italiano dell'editoria ed è ai vertici del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del Teatro alla Scala e alla sua lunga tradizione operistica. È inoltre tra i principali poli fieristici europei e del disegno industriale, ed è considerata una delle capitali mondiali della moda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/milano1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Arrivando a Milano, come accade in tutte le città italiane, le possibilità di scelta per scoprire e vivere Milano sono tantissime e in una città così moderna sono presenti ancora feste e tradizioni religiose e secolari. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le tradizioni milanesi ricordiamo il Carnevale Ambrosiano, evento annuale di carattere storico e religioso le cui manifestazioni coinvolgono la città di Milano, l'intera arcidiocesi di Milano e i territori di alcune delle diocesi vicine durante il quale sono protagoniste, tra le altre, le maschere milanesi di Meneghino e della Cecca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Degno di nota è anche il Tredesin de Mars, festa tradizionale milanese nata per commemorare l'annuncio del Cristianesimo alla città da parte di san Barnaba.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per chi ama perdersi tra i banchetti dei mercatibi segnaliamo la fiera di Sinigallia, storico mercatino delle pulci che si svolge ogni sabato nei pressi della Darsena di Porta Ticinese, e gli Oh Bej! Oh Bej!, antico mercatino tipico del periodo natalizio che si tiene generalmente dal 7 dicembre, giorno di sant'Ambrogio, fino alla domenica successiva. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per gli amanti dei libri ecco una carrellata di biblioteche. Ce ne sono tante a Milano alcune di pubblica lettura &nbsp;tutte visitabili, aperte da lunedì a sabato con orario continuato e offrono accesso gratuito a libri e multimediali, quotidiani e riviste, risorse digitali e banche dati. Parte integrante della loro attività è l’organizzazione di iniziative culturali per favorire l’incontro con libri, autori e temi da approfondire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Se ne contano numerose altre di natura pubblica e privata, generale e settoriale, in aggiunta alle biblioteche di ateneo. Citiamo la Biblioteca Ambrosiana, fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo, fu anche la prima biblioteca in Italia a essere stata aperta e resa fruibile al pubblico. Conserva un patrimonio notevole di codici miniati e il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, la Biblioteca Braidense, voluta nel 1770 da Maria Teresa d'Austria e la Biblioteca Trivulziana, che conserva il Codice Trivulziano di Leonardo da Vinci. Nel 1890 venne istituita la Biblioteca comunale centrale di Milano, sede principale del sistema bibliotecario della città che si articola in ventiquattro punti di prestito e lettura distribuiti uniformemente sull'intero territorio comunale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/milano3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fra le biblioteche universitarie vanno citate la Biblioteca Campus Leonardo del Politecnico di Milano, a oggi la più importante biblioteca scientifica in Italia, e quella dell'Università degli Studi, particolarmente ricca e articolata soprattutto per quanto concerne le facoltà di giurisprudenza, scienze politiche e lettere e filosofia, contenendo circa 500 000 volumi. Di grande interesse per la storia della musica e del teatro è la Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi, istituita nel 1807 da Napoleone Bonaparte, che divenne durante il Regno Lombardo-Veneto l'archivio musicale dello Stato con l'obbligo di conferirvi copia di tutte le opere musicali pubblicate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quando si viaggia non si possono escludere le visite a musei e monumenti, e Milano possiede un notevole tesoro artistico ripartito in più collezioni; la città è un centro estremamente vitale di mostre e di attività culturali, con iniziative e centri d'apprendimento legati alla storia e alla scienza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Pinacoteca di Brera è sicuramente la galleria d'arte più completa e celebre di Milano: ospita al suo interno una collezione tra le più ricche al mondo, contenendo opere dei più importanti artisti del panorama italiano e internazionale, dal XIV al XX secolo. La più antica galleria d'arte milanese è invece la Pinacoteca Ambrosiana, fondata nel Seicento dal cardinale Federico Borromeo assieme alla Biblioteca Ambrosiana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/Palazzo_Reale_di_Milano.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Palazzo Reale di Milano, in sinergia con il Palazzo della Ragione e la Rotonda della Besana, è la principale sede espositiva di mostre temporanee. Il castello Sforzesco è invece sede di musei permanenti, come il Museo d'arte antica (con la Sala delle Asse di Leonardo da Vinci), il Museo degli strumenti musicali, il Museo del mobile, la collezione d'Arti applicate e una pinacoteca che raccoglie oltre 200 dipinti della pittura italiana dal XIII al XVIII secolo. Di recente costituzione è il Museo del Novecento, che è ospitato all'interno del Palazzo dell'Arengario e dell'adiacente Palazzo Reale e che espone opere d'arte moderna realizzate nel corso del XX secolo, mentre quelle del XIX secolo hanno sede nella neoclassica Villa Reale, già Villa Belgiojoso Bonaparte, esempio edilizio di grande eleganza, progettato da Leopoldo Pollack.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/madonnina-duomo.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il patrimonio archeologico dalla preistoria all'età romana è esposto principalmente al Civico museo archeologico di Milano presso i resti dell'antico circo romano, oltre che all'Antiquarium nel parco dell'anfiteatro, mentre alla storia della Milano cristiana sono dedicati il Museo diocesano e il Museo dell'Opera del Duomo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i musei a carattere scientifico si possono annoverare il Museo nazionale della scienza e della tecnologia, celebre anche per la mostra permanente su Leonardo da Vinci e per il sottomarino Enrico Toti, e il Museo civico di storia naturale di Milano, il più grande museo di storia naturale italiano e tra i più importanti musei naturalistici d'Europa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/museo-archeologico-milano.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Grazie all'operato dei cardinali Borromeo e alla sua importanza nei domini italiani, prima spagnoli e poi austriaci, in un periodo a cavallo tra il Seicento e la prima metà del Settecento, Milano visse una vivace stagione artistica durante la quale assunse il ruolo di centro propulsore del barocco lombardo, di cui il barocco milanese fu la corrente dominante. Degna di nota fu anche la stagione neoclassica milanese. Importante per la storia dell'arte fu anche il liberty milanese, ed è stata la culla di alcuni movimenti d'arte moderna come il Futurismo e il movimento artistico chiamato Novecento. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/Teatro_alla_Scala,_Milano.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parlando d'arte non si può non fare un accenno ai teatri. A Milano le sale sono numerose e ogni anno vengono messi in scena circa trecento spettacoli. I teatri milanesi sono sparsi per tutta la città. Brera, il quartiere notturno per eccellenza, ne ospita tre, altre sale si trovano lungo corsi trafficati o vicoli nascosti, piazze note e strade decentrate. Il Teatro alla Scala, che è uno dei teatri più famosi al mondo, conosciuto per essere il "tempio della lirica". Deve il nome alla demolita chiesa di Santa Maria alla Scala (fondata da Regina della Scala, della dinastia degli Scaligeri di Verona). Il Teatro degli Arcimboldi, che prende il nome dalla Bicocca degli Arcimboldi, villino nobiliare costruito nella seconda metà del XV secolo come dimora di campagna della famiglia Arcimboldi. Fra i teatri di prosa il Piccolo Teatro di Milano, fondato nell'immediato dopoguerra da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, è il più antico teatro stabile italiano. Al teatro leggero sono dedicati il Teatro Manzoni, il Teatro Nuovo e il Teatro San Babila.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/lago-di-lugano.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Un centro economico, dell'editoria, della ricerca, della moda e del design con un patrimonio architettonico e artistico che si mescola al dinamismo delle metropoli moderne attrae visitatori da tutto il mondo posizionandosi tra le città più visitate al mondo. La sua posizione a circa 50 km dai grandi laghi lombardi (Lago di Como, Lago Maggiore, Lago di Lugano e il Lago d'Iseo), la cui bellezza paesaggistica gode di rinomanza mondiale, la rendono un'ottima base di partenza anche per il turismo di prossimità. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">Le destinazioni lacustri</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> sono anche note perchè i grandi nomi della musica e della letteratura romantica italiana (tra cui Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Giuseppe Parini, Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, ecc.) erano soliti soggiornare sui laghi durante la loro permanenza a Milano, spesso ospiti nelle ville dei nobili milanesi, contribuendo così allo sviluppo di un turismo culturale che a partire dal Settecento legò la grande città alle vicine bellezze naturali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A proposito di turismo di prossimità, sono da considerarsi ottime idee anche le Cascine di Milano, piccole località di Milano che mantengono la propria fisionomia rurale. Il territorio comunale comprende le località di Belgioioso, Cascina Malandra, Chiaravalle, Cascina Chiesa Rossa, Figino, Ronchetto delle Rane, Cantalupa, Cascina Cascinetta, Cascina Selvanesco, Vaiano Valle e le Cascine Guascona e Guasconcina.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Oltre alle tradizionali attività colturali e zootecniche, non è raro imbattersi in iniziative agrituristiche e didattiche, punti vendita di prodotti aziendali o locali, spazi per il tempo libero e lo svago.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In alcuni parchi urbani le cascine hanno cambiato radicalmente destinazione e si dedicano ora a servizi di pubblica utilità di difficile collocazione in contesti residenziali. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alcune cascine “urbane”, che si sono evolute riconvertendo la loro destinazione e inserendo nuove e diverse funzioni, hanno comunque mantenuto l’impianto architettonico originale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/FieraRhoMilano1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli eventi internazionali di cui Milano è sede sono un'altro ottimo motivo per organizzare un viaggio in città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Dal 1920 nel capoluogo lombardo viene organizzata la Fiera di Milano, considerata uno dei poli fieristici più moderni e importanti in Europa. La Fiera di Milano è costituita dai due poli espositivi di Fieramilano (situato in un'area al confine tra i comuni di Rho e di Pero) e di Fieramilanocity (situato nel quartiere Portello del comune di Milano). Altri eventi di rilievo organizzati a Milano sono il Salone Internazionale del Mobile, il Fuori Salone, la Settimana della moda di Milano, la Borsa internazionale del turismo, il Micam, l'EICMA, Bookcity e l'Artigiano in Fiera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/risotto_zafferanomilano.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">E la gastronomia? Non è forse un ottimo motivo per raggiungere Milano?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Molto varia per gli apporti delle campagne circostanti, delle tradizioni del territorio che la circonda e anche per le diverse dominazioni straniere succedutesi nei secoli, la cucina milanese oggi conserva alcuni piatti tradizionali, talvolta "rivisitati" e resi "light". E allora che si tratti di tradionale o rivisitata, una degna vacanza a Milano deve prevedere la degustazione dell'ossobuco con risotto alla milanese, piatto della tradizione gastronomica ambrosiana, risotto giallo allo zafferano nelle sue numerose varianti, cotoletta alla milanese, minestrone alla milanese, la busecca, la cassoeula, il fritto misto alla milanese, i mondeghili, il rustin negàa, la trippa alla milanese, l'aspic, la barbajada, l'insalata di nervetti e il salame Milano. Tipo di pane originario di Milano è la michetta. Tra i dolci, oltre al panatton (panettone), degne di nota sono la carsenza, la charlotte alla milanese, la colomba pasquale (che si è diffusa in tutta Italia), il pan dei morti, il pan meino, la veneziana e la carsenza, dolce delle festività natalizie che si consuma, per tradizione, nel giorno di Capodanno. </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.madeinitalyshopclub.com/" target="_blank" class="imCssLink">Clicca qui per le ricette tipiche Milanesi</a></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video su MILANO</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/PY-CePEAf-w">https://youtu.be/PY-CePEAf-w</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 06:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Verbania: attracco per barche elettriche al porto]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Piemonte"><![CDATA[Piemonte]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Anche le imbarcazioni a propulsione elettrica potranno attraccare al pontile del porto di Intra a Verbania (VCO) in </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b><a href="https://www.italyfortourist.com/piemonte/" target="_blank" class="imCssLink">Piemonte</a></b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">. E' stato aperto il cantiere per la realizzazione di una nuova struttura di attracco al servizio delle unità da diporto in navigazione sulle acque del Lago Maggiore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/porto-intra2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Con la consegna del cantiere alla ditta vincitrice dell’appalto, sono paartiti il 1 Marzo &nbsp;i lavori per la realizzazione di una nuova struttura di attracco al servizio delle unità da diporto in navigazione, anche con propulsione elettrica, sulle acque del Lago Maggiore, per sosta temporanea presso il “Porto Vecchio” di Intra del Comune di Verbania.La soluzione, dal costo di 94 mila euro, recepisce e sviluppa le richieste volute dall’Amministrazione Comunale in merito alla necessità di un dotare il sito di una nuova infrastruttura deputata all’approdo e alla sosta temporanea di imbarcazioni, permettendo questo in maniera accessibile, sicura, sostenibile e a basso impatto ambientale.“</span></div><div class="imTAJustify"><em><span class="fs14lh1-5 ff1">Questo intervento </span></em><span class="fs14lh1-5 ff1">– dichiara il sindaco Silvia Marchionini –</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><em class="fs8lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">si inserisce in un quadro più complessivo di interventi a Intra che prevede anche la riqualificazione di piazza Ranzoni e del lungolago di Intra (con progetti che presenteremo nei prossimi mesi) e i lavori sugli attraversamenti pedonali di C.so Mameli partiti settimana scorsa</span></em></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/porto-intra3.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><em><span class="fs14lh1-5 ff1">Il nuovo pontile </span></em><span class="fs14lh1-5 ff1">– sottolinea l’assessore all’ambiente Giorgio Comoli –</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><em class="fs8lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">fa parte del progetto più complessivo (denominato Mobster) sulla mobilità elettrica da noi presentato e che vede, oltre al nuovo pontile l’acquisto di una barca elettrica da utilizzare presso la Riserva Naturale di Fondotoce e sulla foce del Toce (che sarà consegnata nei prossimi mesi), nonché l’installazione in città di dieci punti di ricarica per auto e bici elettriche, già avviate in questi giorni</span></em></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><em><span class="fs14lh1-5 ff1">Il porto offre oggi </span></em><span class="fs14lh1-5 ff1">– conclude l’assessore ai lavori pubblici Nicolò Scalfi –</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><em class="fs8lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">complessivamente circa 90 posti per imbarcazioni e natanti, di cui 30 presso un pontile galleggiante, ed i rimanenti in adiacenza allo scivolo interno del molo; per il nuovo ormeggio si prevede la realizzazione di un nuovo pontile galleggiante posto parallelamente alla banchina di accesso a terra, prevedendo una passerella di accesso della lunghezza di circa 10 m e larghezza m 2,30, con doppio corrimano laterale, collegato al pontile galleggiante formato da un elemento modulare della lunghezza complessiva di circa 12 m e larghezza m 2,30. Inoltre verrà predisposta l’installazione di una stazione di ricarica elettrica rapida consistente in pozzetto a terra di consegna alimentazione elettrica e cavidotto sino al pontile galleggiante</span></em></div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 06:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Archeologia: Roma: scavi nel Foro di Cesare]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ampliare l'area archeologica del Foro di Cesare, recuperando altri resti del Tempio di Venere Genitrice per ricostruirlo in futuro. Con questo obiettivo principale sono iniziate oggi le operazioni di scavo archeologico sul lato orientale del Foro di Cesare. Si prevede di concludere le indagini del primo lotto (quello finalizzato a rinvenire i reperti del portico orientale della piazza) già ad agosto di quest'anno. Sul posto per l'occasione anche la sindaca Virginia Raggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/forocesare2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I lavori sono condotti dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con l'Accademia di Danimarca, che ha donato 1.500.000 euro grazie alla Fondazione Carlsberg di Copenaghen e alla Aarhus University Research Foundation. Come la prima fase delle indagini, presentate il 26 ottobre 2017 in occasione della visita a Roma di Sua Maestà la Regina di Danimarca Margrethe II, anche questa seconda fase rientra negli accordi stipulati in quello stesso anno. "Roma ci riserva continue sorprese: l'avvio degli scavi del Foro di Cesare ci consente di riportare alla luce diverse fasi di vita di questo antico settore urbano che presenta una stratificazione molto ricca, come emerso dalle indagini condotte dalla Sovrintendenza negli ultimi decenni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/forocesare1.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ringrazio Sua Maestà la Regina di Danimarca Margrethe II e l'Accademia di Danimarca per questo importante atto di mecenatismo. Con il sostegno di tutti, continuiamo a scoprire la nostra storia", dice Raggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le operazioni di scavo sono state precedute da un programma di ricerche finalizzato alla conoscenza delle varie fasi di vita del complesso monumentale, attraverso indagini d'archivio, unitamente alla catalogazione e allo studio dei reperti, in particolare ceramici, rinvenuti negli scavi del 1998-2000.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nell'inverno del 2019 è stata effettuata una pulizia preliminare dell'area, grazie alla quale sono stati messi in luce resti di strutture murarie pertinenti ai piani terra degli edifici moderni (XVI-XX secolo) demoliti negli anni Trenta del secolo scorso per l'apertura di via dei Fori Imperiali. "La ripresa degli scavi al Foro di Cesare è una nuova tappa del percorso di conoscenza e di valorizzazione di una delle aree archeologiche più importanti al mondo, dal 2019 aperta al pubblico in modo stabile. Grazie all'Accademia di Danimarca per questo importante contributo economico e scientifico", spiega la sovrintendente capitolina Maria Vittoria Marini Clarelli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Foro_di_Cesare_-_tempiovenere.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Soddisfatte anche la direttrice dell'Accademia di Danimaca a Roma, Charlotte Bundgaard, e il direttore scientifico del progetto per conto della stessa accademia Jan Kindberg Jacobsen: "Siamo molto lieti dell'avvio dei lavori. Contribuiremo alla ricerca con grande entusiasmo". Secondo la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo "lo scavo del Foro di Cesare costituisce una nuova importante occasione di ampliamento della conoscenza dell'area forense nella sua integrità".</span></div></div><a href="https://youtu.be/GdiUy72MImw">https://youtu.be/GdiUy72MImw</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 05:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: FRIULI VENEZIA GIULIA]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Friuli_Venezia_Giulia"><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">l Friuli-Venezia Giulia è composto da due regioni geografiche con caratteristiche storico-culturali diverse: la regione storico-geografica del Friuli e la Venezia Giulia. La demarcazione tra le due regioni storico-geografiche è costituita dalla foce del fiume Timavo, presso San Giovanni di Duino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tutta la parte settentrionale del Friuli-Venezia Giulia è costituita da territorio montano, solcato da vallate in corrispondenza di corsi d'acqua come il Tagliamento e il Fella. La parte ad ovest del Fella, che comprende le Alpi e le Prealpi Carniche, separate dall'alto corso del Tagliamento, viene chiamata Carnia. A sud delle Prealpi Giulie è posto invece l'altopiano del Carso che si spinge a sud fin quasi all'Alto Adriatico. Il territorio del Friuli Venezia Giulia è ricco di passi alpini, anonimi, e laghi oltre a essere intervallato da colline e pianure.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/friuli1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I passi sono: Passo di Sant'Osvaldo, Forcella di Monte Rest, Sella Chiampon, Sella Chianzutan, Passo Mauria, Passo Pura, Sella di Riota, Forcella Lavardet, Cima Sappada, Sella di Monte Zoncolan, Passo di Monte Croce Carnico, Passo Duron, Passo del Cason di Lanza, Passo di Pramollo, Valico di Sella Nevea, Valico di Coccau, Valico di Fusine, Passo del Predil, Passo di Tanamea, Valico di Basovizza, Valico di Caresana, Valico di Devetachi, Valico di Fernetti, Valico di Fusine, Valico di Jamiano, Valico di Merna, Valico di Monrupino, Valico di Noghere, Valico di Pesek, Valico di Prebenico, Valico di Rabuiese, Valico di San Bartolomeo, Valico di San Pelagio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'area collinare genera il principale prodotto del settore agricolo, il vino, la cui qualità, soprattutto la qualità bianca, è conosciuta in tutto il mondo, ricordiamo il verduzzo friulano, ramandolo, picolit, terrano e il vitovska.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'area pianeggiante che dalle colline arriva fino al mare Adriatico fa parte della cosiddetta pianura friulana, appartenente alla pianura veneto-friulana, ed è usualmente distinta in alta e bassa friulana. Nella bassa pianura il paesaggio è quello delle pianure irrigue, mentre nell'alta pianura il paesaggio è quello delle praterie aride ("magredi" o grebanos in lingua friulana). L’alta pianura friulana ha caratteristiche diverse nelle sue sezioni orientale e occidentale, separate dal corso del fiume Tagliamento. La seconda, percorsa dagli ampi greti ghiaiosi dei torrenti Cellina e Meduna, è spiccatamente più arida della prima.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/friuli8.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anche l’area costiera può essere ulteriormente suddivisa in due sotto aree, l'occidentale e centrale (in corrispondenza del Friuli) e quella orientale (Venezia Giulia), separate dalla foce del fiume Timavo. A ovest di questa la costa è bassa e sabbiosa con ampie lagune (laguna di Grado, Laguna di Marano e Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo) oltre a famose località balneari quali Grado e Lignano Sabbiadoro. A est la costa è rocciosa dove l'altopiano carsico incontra l'Adriatico, fino al confine con la Slovenia. Sul finire della provincia di Gorizia e tutta quella di Trieste vi è infatti una porzione del Carso, caratterizzato da notevoli fenomeni geologici quali doline, numerose grotte (tra cui la Grotta Gigante) e fiumi sotterranei come il Timavo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La regione possiede importanti fiumi come il Tagliamento che scorre dalla Carnia fino all'Adriatico sfociando tra Lignano Sabbiadoro e Bibione. Altro fiume importante della regione è l'Isonzo in Venezia Giulia che nasce dalle Alpi Giulie e scorre fino al mare. I laghi più importanti della regione, tutti di piccole/medie dimensioni e posti in territori montani, sono: Lago di Cavazzo, Lago del Predil, Lago di Barcis, Lago di Sauris, Lago dei Tramonti, Lago di Doberdò, Lago di Ravedis, Lago di Ragogna, Lago del Vajont, Lago di Cà Zul, Lago di Cà Selva, Lago di Cornino, Laghi di Fusine, Lago di Verzegnis, Lago di Pramollo, Lago di Bordaglia, Lago Avostanis.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le zone litoranee (soprattutto lagunari) ed alpine sono quelle maggiormente incontaminate, nonostante alcune di esse siano meta di consistenti flussi turistici (Grado e Lignano Sabbiadoro sulla costa, Tarvisio e il Tarvisiano, Forni di Sopra, Ravascletto e Arta Terme nelle Alpi). Il territorio friulano presenta una gran varietà di specie vegetali (oltre 3 000) molte delle quali proprie della zona. Dal punto di vista faunistico il Friuli Venezia Giulia può essere diviso in tre zone: l'area alpina, l'area della collina/pianura e la zona della laguna. Ogni area è caratterizzata dalla presenza di specifiche specie come orsi, linci europee e i lupi, passando per lepri, volpi, fagiani e cinghiali, fino all’aquila reale, l'airone cenerino, l'airone rosso e la garzetta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La storia naturale ha visto due eventi tragici in Friuli nel secondo dopoguerra: il disastro del Vajont del 1963 (che colpì i comuni friulani di Erto e Casso, oltre alla località veneta di Longarone), nonché il terremoto del 1976, i cui effetti mutarono il volto e la struttura socio-economica delle zone colpite.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/friuli7.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Cenni storici</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La popolazione italica originaria del territorio delimitato ad ovest dal fiume Livenza, a nord dalle Alpi carniche, ad est dalle Alpi Giulie e dal fiume Timavo, a sud dal Mar Adriatico, era quella degli Euganei di origine pre-indoeuropea. Roma intervenne nell'Istria con tre spedizioni militari (221, 178-177 e 129 a.C.), interessata al controllo delle regioni subalpine orientali. La regione subì un processo di romanizzazione analogo a quelle della altre parti dell'Impero, e le popolazioni sottomesse si limitarono a conservare memoria delle loro origini preistoriche nei toponimi (la desinenza "acco" dei nomi di molte località friulane si deve ai contadini gallo-romani). A lungo rimase vivo il culto di divinità locali, illiriche nell'Istria orientale, galliche (Beleno) in Friuli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente il Friuli entrò a far parte del Regno di Odoacre e successivamente di quello ostrogoto di Teodorico. La riconquista bizantina voluta dal grande Giustiniano (535-553) fu, per la Regione, di breve durata: nel 568 i Longobardi la occuparono. I Longobardi lasciarono un profondo segno nella storia del Friuli, creando un forte ducato, che fin dalle sue origini rivestì una funzione militare e politica di primo piano nell'ambito del regno longobardo. Durante tutta la sua esistenza, il Ducato del Friuli si configurò come una vera e propria barriera contro le minacce degli Avari e degli Slavi. Alla dominazione Longobarda seguì quella franca, che iniziò a partire dagli ultimi decenni dell'VIII secolo. I Franchi riorganizzarono il Ducato del Friuli su base comitale e lo inserirono nel Regnum Italicum. Fu poi trasformato in Marca del Friuli nell'846. A cavallo tra i secoli IX e X il Friuli fu coinvolto nella lotta per il controllo d'Italia. Il 3 aprile del 1077 è una data particolarmente significativa per la storia del Friuli: in questa giornata infatti l'imperatore Enrico IV concesse al Patriarca Sigeardo di Beilstein, per la sua fedeltà al potere imperiale, la marca del Friuli con prerogative ducali: nasce lo Stato patriarcale di Aquileia (chiamato a partire dal XIII secolo Patria del Friuli). La Patria del Friuli si impose ben presto come una delle più ampie e potenti formazioni politiche dell'Italia del tempo, dotandosi, fin dal XII secolo, anche di un Parlamento, espressione massima della civiltà friulana sotto il profilo istituzionale. Tale organismo prevedeva una rappresentanza assembleare anche dei comuni e non solo dei nobili e del clero. Con l'attenuarsi dell'autorità imperiale e l'attivazione da parte dei patriarchi di una politica guelfa, cominciò la fase di crisi dell'intero Patriarcato, indebolito dalle contese tra la nobiltà libera e quella legata all'Impero, dagli scontri tra Udine e Cividale e fra i comuni Friulani che cercavano di resistere alle aggressioni veneziane, goriziane e di altri come Ezzelino III da Romano. Dopo una serie di congiure Sigismondo d’Ungheria deciso a reclamare la corona imperiale a Roma invade il Friuli evento che porta la guerra tra la Repubblica di Venezia e il Regno d'Ungheria poiché la prima mirava al controllo dei passi alpini mentre il secondo cercava uno sbocco sul mare Adriatico. Il 16 giugno 1420 Tristano di Savorgnan entra a Udine con il vessillo di San Marco e anche il conte di Gorizia è costretto a prendere l'investitura da Venezia che raccoglie quasi completamente l'eredità di Aquileia. Il papa riconobbe il nuovo stato di cose nel 1445; il Patriarca di Aquileia Ludovico Trevisan dovette quindi accettare l'annessione a Venezia della Patria del Friuli; al patriarca rimaneva l'amministrazione della sola città e del contado di Aquileia e dei castelli di San Daniele del Friuli e di San Vito al Tagliamento. All'amministrazione della Repubblica Veneziana, che permise al Friuli una notevole tranquillità, nonostante le scorrerie turche della seconda metà del XV secolo, si deve però anche una brusca decadenza del sistema economico. Un'importante rivolta popolare, fatto storico molto noto e conosciuto come il "Giovedì grasso del 1511" (Joibe grasse 1511), scoppiò a Udine il 27 febbraio ad opera di cittadini udinesi affamati, in seguito supportati dai contadini, e si estese successivamente all'intero territorio della Patria del Friuli. I contadini ribellatisi contro i padroni feudali, ma che non si erano espressamente mossi contro Venezia, ottennero un sia pur poco efficace riconoscimento di individualità politica con l'istituzione della casa della contadinanza. In Friuli ci fu una grande varietà di ordinamenti ma in tutto il Friuli l'attività politica decadde gravemente perché Venezia escluse la nobiltà locale da ogni ufficio pubblico e in pratica anche dalla milizia. Nobiltà e popolo rimasero rinchiusi all'interno di forme tradizionali di vita ed anche l'economia ridotta a subalterna di quella dominante venne progressivamente a decadere. L'espansione di Venezia fu fermata dagli Asburgo che avevano realizzato un solido dominio nella parte orientale della regione. Con una politica fondata su matrimoni e diritti di successione si erano impossessati completamente di Trieste nel 1382, nel 1400 della contea di Duino e nel 1500 di quella di Gorizia. Tra il 1615 ed il 1617 Venezia e l'Austria si affrontarono nuovamente militarmente per il possesso della fortezza di Gradisca d'Isonzo. La cosiddetta guerra di Gradisca che si concluse con il ritorno allo status quo precedente. Da allora Venezia si arroccò dietro una nuova potentissima fortezza, denominata Palma (poi Palmanova) proprio al centro della pianura friulana: una struttura monumentale, con soluzioni per l'epoca avveniristiche, con una rigorosa struttura geometrica a forma di stella a nove punte, in grado di opporsi ai Turchi e di contenere i tentativi espansionistici degli Asburgo. I lavori di fortificazione ebbero inizio, con la posa della prima pietra, il 7 ottobre 1593. Il governo austriaco protestò vivacemente per l'erezione della nuova fortezza, temendo che Venezia se ne potesse servire come base avanzata per occupare la contea di Gorizia, ma non poté impedirne la costruzione. Quindi a partire dal 1516 l'Impero Asburgico controllò il Friuli orientale, mentre il Friuli occidentale e centrale rimase veneziano fino al 1797, anno del Trattato di Campoformido. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nel 1815, il Congresso di Vienna sancì la definitiva unione di Veneto e Friuli con la Lombardia austriaca, venendosi in tal modo a costituire il Regno Lombardo-Veneto. Nel 1848 durante la Prima Guerra d'Indipendenza, il Friuli conobbe una breve stagione indipendente nel tentativo di passare allo Stato Italiano. Le fortezze di Osoppo e Palmanova, comandata dal generale Carlo Zucchi, costituirono i punti di difesa per l'insurrezione. La risposta da parte dell'esercito asburgico fu violenta, interi paesi vennero dati alle fiamme, fra cui Jalmicco vicino a Palmanova, Visco, e Bagnaria, che assunse vicino al nome l'aggettivo di Arsa a ricordo di questi eventi. Il Friuli centrale (attuale provincia di Udine) e il Friuli occidentale (attuale provincia di Pordenone) furono annessi all'Italia nel 1866 insieme al Veneto subito dopo la Terza Guerra di Indipendenza, mentre il Friuli orientale (la cosiddetta Contea di Gorizia e Gradisca) rimase soggetto all'Austria fino al termine della Prima guerra mondiale. Durante la Prima guerra mondiale il Friuli, che all'epoca si trovava diviso tra Regno d'Italia e Austria-Ungheria (Provincia di Udine per il Regno d'Italia; una parte della Contea di Gorizia e Gradisca per l'Impero d'Austria-Ungheria), fu teatro delle operazioni belliche, che ebbero conseguenze gravose per la popolazione civile, soprattutto dopo la disastrosa rotta di Caporetto. Nella Bassa Friulana si sentì particolarmente forte l’esigenza sanitaria dovuta alla prossimità al fronte e, tra 1916 e 1917, nel comune di San Giorgio di Nogaro fu ospitata l’Università Castrense.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Durante il periodo del fascismo il Friuli dovette subire un processo di assimilazione culturale, di cui furono vittime soprattutto la popolazione slovena e quella tedesca. Forte fu anche la pressione sulla comunità friulana, che il fascismo tentò di usare in funzione anti-slava. L'assimilazione comportava anche la proibizione dell'uso delle lingue slovena, tedesca, nonché l'italianizzazione forzata di cognomi e nomi sloveni, tedeschi e friulani. Fatto poco noto, la popolazione tedesca della Val Canale fu obbligata (come quella dell'Alto Adige) a optare: le fu imposto, cioè, di scegliere se italianizzarsi o trasferirsi in Germania. La maggior parte della popolazione di lingua e cultura tedesca, scelse di abbandonare l'Italia e fu sostituita da popolazione proveniente da altre regioni italiane o da friulani. Tra gli optanti vi furono anche alcuni sloveni della Val Canale, mentre altri appartenenti a questo gruppo etnico, provenienti dal Goriziano, emigrarono nel Regno di Jugoslavia, in Argentina e in altri paesi. La maggioranza della comunità slovena decise però di non abbandonare le proprie terre nonostante le pressioni da parte delle autorità fasciste.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A partire dal mese di giugno del 1940 il Friuli fu coinvolto, come il resto d'Italia, nella Seconda guerra mondiale e ne seguì le sorti. Lutti, restrizioni e disagi di ogni tipo si acuirono soprattutto a partire dall'inverno del 1942-1943 con i primi bombardamenti aerei su alcuni centri abitati della Regione. Dopo l'8 settembre 1943 il Friuli venne sottoposto al controllo diretto del Terzo Reich, interessato ad avere uno sbocco sull'Adriatico e a sottrarre le zone confinarie all'influenza della Repubblica Sociale Italiana. Anche il movimento partigiano acquistò una forza sempre maggiore tanto da creare la Repubblica libera della Carnia nel 1944. Nell'inverno 1943-1944 penetrò nelle zone montuose del Friuli orientale (Slavia Friulana) anche il movimento di resistenza sloveno a egemonia comunista, che vi restò attivo fino alla fine della guerra. Nell'inverno 1944-45 gli scali ferroviari di Udine e della Val Canale, i ponti sul Tagliamento ed altri obiettivi strategici, subirono nuovi e pesanti bombardamenti aerei anglo-americani. Il 2 maggio 1945 l'intera Regione poteva considerarsi completamente libera dall'occupazione nazista.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Al termine della seconda guerra mondiale si propose il problema della definizione dei confini tra la Jugoslavia e l'Italia e nel 1945 nacque a Udine l'Associazione per l'Autonomia Friulana. Nel 1947 dall'Associazione per l'Autonomia Friulana si staccò il più radicale Movimento Popolare Friulano. I due movimenti ebbero una vita di pochi anni. L'autonomismo friulano conobbe un nuovo sviluppo a partire dagli anni sessanta. In quell'epoca iniziò il dibattito sulla creazione della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e - parallelamente - di un'università in Friuli. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/friuli6.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Economia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una voce importante dell'economia friulana è costituita dal turismo, con le località balneari di Lignano Sabbiadoro e Grado e il centro storico di Udine. Nella stagione invernale le località alpine (Forni di Sopra, Forni Avoltri, Ravascletto-Zoncolan, Paluzza e Sauris in Carnia, Tarvisio, Sella Nevea, Piancavallo, Pramollo e Claut) sono frequentate per le mete sciistiche. Sono inoltre mete turistiche la longobarda Cividale del Friuli, il centro medioevale di Venzone ed il sito archeologico di epoca romana di Aquileia, i centri storici di Gorizia e di Pordenone. Dal punto di vista ambientale e naturalistico assume sempre maggiore importanza tutta la regione alpina della Carnia, il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane, il Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie e l'oasi faunistica della Laguna di Marano. Altre località turistiche: in provincia di Udine San Daniele del Friuli, Gemona del Friuli, Palmanova, Villa Manin, Villanova di Lusevera, Tarcento, Cervignano del Friuli, Tolmezzo e Sauris, in provincia di Gorizia Cormons, Grado, Monfalcone, il sacrario di Redipuglia e Gradisca d'Isonzo, in provincia di Pordenone Spilimbergo, Sacile, Porcia, Valvasone, San Vito al Tagliamento, Cordovado e Sesto al Réghena con la sua splendida Abbazia del XII secolo. Negli ultimi anni il territorio di Trieste sta conoscendo crescenti interessi e valorizzazioni turistiche, con il Castello di Miramare fra i siti più visitati. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L’agricoltura anche se non più come un tempo è un settore di punta, ad alto contenuto tecnologico. Già nel XVIII secolo ebbe inizio una sensibile industrializzazione del Friuli. In particolare l'industria tessile conobbe, grazie al carnico Jacopo Linussio, una espansione in tutta la regione friulana. Nel secolo successivo si andò affermando l'industria della seta. Proprio a causa dell'importanza dell'industria serica, il paesaggio friulano è caratterizzato dalla presenza di filari di gelsi, delle cui foglie si nutrono i bachi da seta. Con la crisi dell'industria della seta del XX secolo, la coltivazione dei gelsi ha perso la sua funzione economica e, pertanto, è in rapida diminuzione il loro numero. A causa della diffusione e dell'importanza di questo tipo di albero, in alcuni dialetti lingua friulana (per esempio nella zona di Udine) la parola morâr, che originariamente indicava solo il gelso, è passata a significare "albero" in senso generico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nell’area triestina vi sono parecchie compagnie assicurative, alcune fondate a Trieste fin dal periodo Asburgico o loro eredi. Nel settore dell'industria ci sono stabilimenti che trattano la metallurgia e la meccanica industriale e navale, in funzione dalla fine dell'Ottocento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/terme-di-monfalcone.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Terme</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Terme di Arta, a Arta Terme, 400 m slm, è attivo un centro termale dal quale sgorga l'acqua minerale "pudia" (acqua solfato-calcico-magnesiaca-sulfurea termale) conosciuta ed utilizzata fin dall'antichità, a una temperatura di 9 °C. Nello stabilimento viene esercitata la cura idropinica, la fangoterapia, la balneoterapia e cure inalatorie con areosol, nebulizzazione e insufflazione;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Terme Marine di Grado, a Grado, apprezzate già ai tempi dell'impero austro-ungarico. Utilizzano l'acqua di mare nei trattamenti di riabilitazione, idroterapici estetici e di bellezza;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Terme Romane di Monfalcone, a Monfalcone. Utilizzano una fonte geotermica curativa nei trattamenti termali e percorsi di bellezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Terme a Lignano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/particolare-museo-carnico.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Musei</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo storico della Grande Guerra "La Zona Carnia nella Grande Guerra 1915-1918" a Timau di Paluzza; una delle migliori esposizioni sulla prima guerra mondiale in Friuli Venezia Giulia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo carnico delle arti popolari "Michele Gortani" a Tolmezzo. Attualmente ospitato nel secentesco Palazzo Campeis. L'esposizione coinvolge tutti gli aspetti della vita e delle tradizioni della Carnia nell'arco temporale XIV - XIX secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Museo "La Mozartina", a Paularo, del Maestro Giovanni Canciani (1936-2018), ospitato nel palazzo settecentesco "Scala". Percorso espositivo di strumenti musicali d'epoca, tutti restaurati, funzionanti e suonabili dai visitatori che lo sappiano fare. Trattasi di un Museo del "Suono", come amava dire il suo creatore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/Montasio-638x425.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Cucina</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra i prodotti tipici segnaliamo Prosciutti di San Daniele, Prosciutto crudo di Sauris, Formaggio montasio, Brovada, Salame friulano, Frico, Gubana delle Valli del Natisone e la Rosa di Gorizia è una varietà locale di radicchio tipica della zona di Gorizia. L’elenco è ancora molto lungo dato che il panorama gastronomico riflette le diverse componenti del Friuli Venezia Giulia, riuscendo anche a operare sintesi come nel Goriziano o a Trieste, dove la cucina fonde in tre uniche culture italiana, slava e germanica ed in certi casi anche greche ed ebraiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il vino è una costante in Friuli Venezia Giulia che oggi si esprime in una produzione di grande qualità suddivisa in 10 zone Doc e 3 zone DOCG.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ricordiamo il Friulano (vitigno), Friuli Annia Refosco dal peduncolo rosso, Friuli Isonzo Verduzzo friulano, Friuli Annia Verduzzo friulano, Ramandolo, Picolit, Schioppettino, Ribolla gialla, Prosecco friulano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">GUarda il Video sul Friuli Venezia Giulia</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/TY61K4CmrmM">https://youtu.be/TY61K4CmrmM</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 06:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Borghi Veneti: MONTAGNANA PERLA MEDIEVALE]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Le origini del borgo sono molto antiche. I primi insediamenti risalgono al IV-III millennio a. C e già dal XII-VIII sec. a.C. in località Borgo San Zeno (a pochi passi da Porta Padova) fiorì, lungo la riva sinistra del paleoalveo del Fiume Adige, un centro abitato dai Veneti Antichi, una popolazione proveniente dall’Asia Minore dedita a caccia, allevamento, agricoltura, tessitura e lavorazione della ceramica.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Montagnana deve la sua cinta muraria alla signoria dei Da Carrara, anche se la leggenda ha legato in modo indissolubile il suo nome con quello di Ezzelino III da Romano, che attaccò e distrusse la città con un grande rogo nel 1242, ma che ne avviò anche la ricostruzione, erigendo il mastio di Castel San Zeno ed i due tratti di cortina ai suoi lati. La costruzione proseguì a cura del Comune di Padova, che nel 1275 fece erigere il tratto di mura adiacenti alla Rocca degli Alberi, tutto in mattoni e privo di camminamento. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/MONTAGNARA5P.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le parti rimanenti furono elevate tra il 1342 ed il 1362, a tratti alterni di cotto e trachite dei Colli Euganei, dai signori da Carrara. Francesco il Vecchio affidò i lavori della costruzione del complesso della Rocca degli Alberi a Franceschino de’ Schici. La città decise nel 1405 la sua dedizione a Venezia, il cui dominio, con alterne vicende, perdurò fino alla caduta della Repubblica.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Fra le città fortificate del Veneto è quella che meglio ha saputo conservare le sue mura merlate guelfe. Circondato da un fossato a prato, intervallato da 24 torri, l’imponente anello fu costruito dai Carraresi su precedenti fortificazioni.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/MONTAGNARA2P.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La struttura della città, straordinario esempio di centro murato, tuttora ben conservato, si percepisce già dall’esterno, con un breve giro delle fosse in senso antiorario: la cortina muraria di circa 2 chilometri, a forma rettangolare irregolare, coronata da merli di tipo guelfo ed intervallata da 24 torri semiesagonali, è circondata da un terrapieno con fossato, con due accessi originari aperti verso est in direzione di Padova e verso ovest in direzione di Legnago. La visita a piedi ha inizia dal lato sud-ovest delle mura, nei pressi della Porta XX Settembre, aperta nel 1885 da Camillo Boito. Si prosegue verso sinistra sul terrapieno all’esterno della cinta, fino a scendere nel vallo in corrispondenza della torre d’angolo occidentale, e, superato il fossato, a raggiungere la circonvallazione. Andando verso destra, in breve ci si trova davanti a Porta Legnago, sovrastata dal complesso carrarese della Rocca degli Alberi. Costruita tra il 1360 ed il 1362, rappresenta uno tra i più importanti e meglio conservati esempi di architettura militare medievale, costituito da un mastio alto circa 35 metri, da un cassero verso la città e dalla porta articolata in tre ridotti, preceduta da un rivellino nel vallo. Entrati in città, si imbocca di fronte la porticata via Matteotti, l’antica via Granda, asse centrale dell’abitato, da cui una breve digressione a sinistra su via N. Sauro porta alla settecentesca Chiesa di S. Benedetto, mentre poco più avanti, sempre dalla via centrale, si imbocca a destra via dei Montagnana, per costeggiare gli archivolti della cinta in via Mure Sud verso sinistra e raggiungere il retro della quattrocentesca Chiesa di S. Francesco. Lasciate alle spalle le mura, si percorre la via che segue il fianco dell’edificio, per sbucare in piazza Vittorio Emanuele II, da dove si prende via Carrarese, in vista del possente Castel S. Zeno, con Porta Padova. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/MONTAGNARA3P.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il complesso si articola in 3 parti: il mastio di Ezzelino, la porta con 2 rivellini ed il fortilizio ezzeliniano, dotato di 2 torri angolari poste in diagonale, da dove inizia la prima muraglia costruita alla metà del XIII secolo con soli mattoni. Uscendo dalla porta, si noti il Palazzo Pisani, su disegno del Palladio. Attraversato il vallo, si rientra dalla pusterla di S. Zeno, che immette in piazza Trieste, da cui in breve si raggiunge attraverso via Marconi la piazza centrale, dove si affaccia l’imponente Duomo, con importanti opere pittoriche all’ interno. Via Roma conduce a Porta Vicenza, aperta nel 1504 per collegare la città al fiume Frassine ed a Vicenza. Uscendo verso destra, si consiglia di concludere la visita costeggiando il quadrante nord-est delle mura, fino a ritornare a Castel San Zeno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/MONTAGNARA4P.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quindi c'è molto da vedere in questo borgo veneto medievale: ad esempio Villa Pisani, dimora edificata attorno al 1550 su progetto del Palladio, che si differenzia dalla tipica villa di campagna in quanto inserita nel centro storico. Altri gioielli veneziani sono il settecentesco Monte di Pietà, l’elegante Palazzo Valeri affiancato a un palazzo con due splendidi camini a corolla. Sulla piazza si affacciano anche l’ottocentesco Palazzo della Loggia, il risorgimentale Palazzo Santini, e il quattrocentesco Palazzo Pomello-Chinaglia, mentre dove sorgeva una chiesa del X secolo ora risplende il Duomo dedicato a S. Maria Assunta, che vanta una pala d’altare di Paolo Veronese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le tante prestigiose dimore vi ricordiamo anche l'imponente Palazzo Sanmicheli - ora sede del Comune - e il Palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Montagnana è luogo di partenza ideale per i più importanti centri d’arte e cultura del Veneto. Nelle immediate vicinanze si trovano Villa Pojana del Palladio, nella lista Unesco insieme alle altre ville palladiane del Veneto, a Poiana Maggiore; il trecentesco castello di Bevilacqua con il suo grande parco; Villa Correr a Casale di Scodosia, bellissima villa veneta di fine Seicento. In mezz’ora si raggiunge il polmone verde dei Colli Euganei con il borgo di Arquà Petrarca; le cittadine di Este e Monselice; l’area naturalistica dei Colli Berici; le ville venete in provincia di Vicenza; il castello di Soave nel veronese. In un’ora o poco più si arriva a Padova, Venezia, Vicenza, Verona, Mantova e al lago di Garda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/MONTAGNARA6P.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di interesse naturalistico per il camperista e le sue uscite in bicicletta, c’è il percorso del Fiumicello, manufatto medievale ampliato in epoca veneziana come via fluviale per il trasporto di merci e persone. Le sue sponde sono attorniate di piante verdi autoctone, tra cui il gelso, fino a ottant’anni fa fonte di integrazione di reddito per le famiglie contadine con l’allevamento del baco da seta. Ora l’argine è diventato una pista ciclabile con percorso vita che congiunge Montagnana al fiume Frassine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/MONTAGNARA7prosciutto.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il prodotto tipico del borgo è <b><a href="https://www.madeinitalyshopclub.com/magazinemadeinitaly/blog/?il-prosciutto-veneto-berico-euganeo-d-o-p-" target="_blank" class="imCssLink">il prosciutto crudo dolce di Montagnana</a></b>, lavorato e stagionato secondo la tradizione, ha un gusto dolce e morbido dovuto alla sapiente dosatura di sale. E’ molto apprezzato in abbinamento al melone, altro prodotto del territorio. Sono 15 i comuni compresi tra i padovani Colli Euganei e i vicentini Monti Berici in cui si produce il prosciutto crudo Veneto Berico-Euganeo Dop. La denominazione di origine protetta è stata assegnata nel 1996 per garantirne lo stretto legame con il territorio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video dal Drone</span></div></div><a href="https://youtu.be/zm1eM1acFx8">https://youtu.be/zm1eM1acFx8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 05:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Aosta: La Roma delle Alpi]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Valle_d%27Aosta"><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aosta è il capoluogo di regione della <a href="https://www.italyfortourist.com/valleaosta/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.italyfortourist.com/valleaosta/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Valle d'Aosta</a>. È situata nei pressi di località sciistiche e del Parco Nazionale del Gran Paradiso, caratterizzato da un giardino botanico alpino, sentieri e specie quali stambecchi e aquile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/aosta4.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aosta è stata fondata dai Romani nel 25 A.C. - all'inizio dell'età augustea - col nome di Augusta Praetoria. La colonia, edificata nei pressi della confluenza del torrente Buthier col fiume Dora, è un modello esemplare di urbanistica. Per l'importanza dei resti romani ancora visibili, Aosta venne definita la Roma delle Alpi. Della città romana Aosta conserva importanti monumenti quali l'Arco d'Augusto, la Porta Pretoria, il teatro, il criptoportico forense, la cinta muraria quasi interamente conservata. L'impianto urbanistico, rigidamente ortogonale, che suddivideva la città in insulae, è ancora oggi riconoscibile nel tessuto urbano attuale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/aosta3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di notevole importanza anche le testimonianze medievali, in particolare la Collegiata di Sant’Orso con la basilica paleocristiana di San Lorenzo, la chiesa romano gotica, il campanile del XII secolo, il quattrocentesco priorato, il famoso chiostro istoriato romanico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sulla centrale Piazza Chanoux, elegante centro vitale della città, si affacciano il Municipio ottocentesco in stile neoclassico e il settecentesco Hotel des Etats.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aosta è al centro della regione, da qui in meno di un’ora si raggiunge ogni angolo della Valle d’Aosta. Con soli 34.000 abitanti, Aosta è una città a misura d’uomo che vi stupirà piacevolmente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostaarcodiaugusto.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Della città romana Aosta conserva importantissimi monumenti quali un ponte, l’Arco d’Augusto, la Porta Pretoria, il teatro, il criptoportico forense, la cinta muraria quasi interamente conservata. L’impianto urbanistico, rigidamente ortogonale, che suddivideva la città in insulae regolari, risulta ancora oggi ben leggibile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostateatroromano.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Teatro romano</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Appena all’interno della cinta muraria è visibile in tutta la sua imponenza la monumentale facciata meridionale del teatro romano di Aosta, alta ben 22 m., scandita da robusti contrafforti e alleggerita da 4 serie di aperture sovrapposte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L’opera venne realizzata in una fase successiva alla fondazione della città e fu ampliata ulteriormente nei secoli successivi. La cavea è inscritta in un recinto rettangolare che si suppone sostenesse una copertura. L’edificio pubblico era di notevoli proporzioni, si stima infatti che la cavea potesse ospitare oltre 3.000 spettatori, a riprova della grande importanza della città in epoca romana.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostacriptoportico.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Criptoportico</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A fianco del sagrato della Cattedrale, è visitabile il criptoportico forense, imponente struttura semi ipogea che concludeva in maniera monumentale il lato settentrionale della grande spianata forense, regolarizzando la pendenza naturale del terreno. Questa lunga doppia galleria con volta a botte che racchiudeva l’intera area sacra, rappresentava un prolungamento del porticato del Foro e fungeva da sostegno per un porticato fuori terra. Da confronti con altri siti analoghi, in considerazione della vicinanza con la coppia di templi della città, si ritiene avesse impieghi prevalentemente rituali. Alcune emergenze archeologiche fanno pensare ad un suo successivo utilizzo come magazzino. La visita, di grande interesse e suggestione, consente anche di osservare scorci della basilica paleocristiana e parte delle strutture della cattedrale romanica, addossate al criptoportico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostaportapretoria.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mura e porte</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cinta muraria romana è ancora quasi completamente conservata ma solo in alcuni tratti conserva ancora l’originale, elegante paramento murario in travertino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Porta Pretoria di Aosta è impreziosita da marmi pregiatiL’ingresso principale alla città romana era la Porta Praetoria un’mponente struttura composta da tre fornici e da una doppia cortina di mura che delimitavano uno scenografico cavedium. La facciata è impreziosita da marmi locali e lunensi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aosta medievale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le testimonianze di epoca medievale comprendono il complesso di Sant’Orso, la cattedrale, le torri costruite lungo le mura romane, in particolare la Tour Bramafan, antica residenza dei visconti di Aosta e la Tour du baillage, residenza del balivo e per secoli carcere della città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostacolleggiata.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sant’Orso</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La collegiata di Sant’Orso è probabilmente il più importante complesso monumentale di epoca medievale della città. Al suo interno spicca lo straordinario chiostro istoriato romanico risalente al XII secolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il chiostro romanico e la Collegiata di Sant'Orso ad AostaLa chiesa dei SS Pietro e Orso venne ripetutamente trasformata nel corso della sua storia. Sui resti di una basilica paleocristiana venne edificata una nuova costruzione in epoca carolingia, sostituita a sua volta, intorno all’anno mille, da una grande chiesa romanica a tre navate, con le pareti completamente affrescate. Nella seconda metà del XV secolo, per volontà del grande mecenate Giorgio di Challant, la chiesa subì importanti trasformazioni tese a conferire alla costruzione un aspetto tardo gotico. In particolare vennero costruite delle volte a crociera, al di sopra delle quali sono ancora visibili, eccezionalmente ben conservati, gli affreschi romanici degli inizi dell’XI secolo. Gli affreschi del sottotetto sono visitabili solo a piccoli gruppi accompagnati dalle guide.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le numerose trasformazioni quattrocentesche, spiccano gli stalli lignei del coro, magnifico esempio di scultura del gotico flamboyant. Sul sagrato si affacciano il massiccio campanile del XII secolo, che in origine era una torre con funzione difensiva; il Priorato, raro esempio di impiego del cotto in Valle d’Aosta; un tiglio plurisecolare; la piccola chiesa sconsacrata di San Lorenzo, al di sotto della quale è possibile visitare un’interessante basilica paleocristiana del V secolo, disseminata di tombe tra cui quelle dei primi vescovi della diocesi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostacattedrale.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La cattedrale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Recenti scoperte mostrano come nella principale chiesa della diocesi si siano succeduti numerosi cantieri, in epoche diverse, sovrapponendo o fondendo vari stili, fino a formare un’opera originale e complessa. Prima una chiesa paleocristiana, più volte modificata nei secoli successivi, poi la grande cattedrale romanica, completamente affrescata, edificata attorno all’anno mille, poi ancora le importanti variazioni trecentesche prima di giungere alla profonda trasformazione operata in epoca tardo gotica. Ulteriori apporti in stile barocco e neoclassico ne hanno infine definito l’aspetto attuale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da alcuni anni è stato realizzato un percorso per visitare gli interessantissimi scavi archeologici al di sotto del pavimento attuale. Una visita consente di ripercorrere l’evoluzione di questo edificio di culto dal IV all’XI secolo, dalle trasformazioni operate su una ricca domus romana per accogliere una prima comunità di cristiani, fino alla cattedrale romanica del mille. Attenzione: gli scavi sono visitabili solo in occasione di aperture straordinarie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Gli affreschi romanici nel sottotetto della cattedrale di AostaUn altro percorso estremamente suggestivo conduce al sottotetto dove, al di sopra delle volte tardo gotiche, sono visibili gli stupendi affreschi romanici datati primo quarto dell’XI secolo, splendidamente conservati. Il sottotetto è visitabile solo con una guida, l’accesso è limitato a piccoli gruppi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner3.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">A ridosso della Cattedrale, sconosciuto ai più, vi è un chiostro quattrocentesco, realizzato in sostituzione di uno romanico. Questo chiostro, a pianta trapezoidale, è una splendida espressione del tardo gotico, caratterizzato dall’alternanza di vari materiali: bardiglio grigio per i pilastri; calcare per i conci degli archi, gesso cristallino per i capitelli. Le decorazioni dei capitelli comprendono motivi vegetali, figure umane e zoomorfe, iscrizioni. Iniziato dall’architetto savoiardo Pierre Berger nel 1443, venne concluso solo nel 1460 dal lathomus Marcello Gérard di Saint-Marcel. Molto interessante è l’alternanza – all’esterno e all’interno delle colonne e dei contrafforti – di elementi cilindrici e poligonali, collocati in modo da produrre un sorprendente effetto visivo, carico di complessi significati simbolici. Purtroppo nel XIX secolo il chiostro venne sventrato per accogliere la cappella del Rosario che, pur lasciando intatta la maggior parte delle colonne, ha cancellato l’originale spazialità dell’opera. Il chiostro non è abitualmente visitabile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il deambulatorio accoglie oggi il Museo del Tesoro della Cattedrale, un’interessante esposizione di sculture, oreficerie e altri oggetti sacri e profani di alto valore storico e artistico. Ingresso a pagamento, tariffa 4 euro, apertura 15h-17h.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostatorre.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le torri</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La torre dei balivi, un tempo prigione oggi sede del onservatorio regionale.Le torri che scandivano le mura romane vennero trasformate in epoca medievale per divenire residenza dei signori locali. Tra le più note vi è la Torre del lebbroso, resa celebre da un racconto del savoiardo Xavier de Maistre, realmente ispirato al lebbroso Pietro Bernardo Guasco che vi fu a lungo rinchiuso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Poco noto, ma di grande importanza storica e architettonica, è il castello di Bramafam, costruito sulla Porta principalis dextera della cinta romana, che fu dimora dei visconti di Aosta – che poi presero il nome di Challant – fino al 1295. E’ costituito da una grande torre cilindrica, alta quasi 25 m e con un diametro di 9,60 m – tra i primi esempi nella nostra regione di questo tipo di struttura difensiva – e da un grande corpo rettangolare con eleganti bifore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Torre dei Balivi. L’imponente torre all’angolo nord orientale della cinta muraria della città venne abitata nel XII secolo dalla famiglia De Palatio per poi passare sotto il controllo dei Conti di Savoia che vi insediarono il balivo, una sorta di prefetto. La torre ospitava anche la prigione la cui presenza dovette infine infastidire il balivo che chiese e ottenne di essere trasferito in altra sede. La torre venne dunque adibita esclusivamente a carcere e tale rimase fino al 1984. La sopraelevazione venne realizzata quasi interamente con blocchi di puddinga e travertino, provenienti dalla spoliazione dell’anfiteatro e delle mura romane. Importante la recente scoperta di un un blocco lavorato alla base dell’angolo sud-est, recante simboli benauguranti a basso rilievo, riferibili ai riti di fondazione della città. La torre è attualmente sede della Fondazione Istituto Musicale della Valle d’Aosta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostapiazza.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Municipio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il municipio di Aosta, costruzione di stile neoclassicoLa piazza antistante la facciata neoclassica del Municipio è da due secoli il cuore della città. Sul lato occidentale dell’edificio sorge l’Hotel des Etats, storica sede del Conseil des Commis, antico governo della regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La piazza si apre là dove, fino in epoca napoleonica, sorgeva la chiesa di San Francesco, in passato vero centro politico e religioso della regione. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">La Piazza è oggi intitolata a Emile Chanoux, leader e martire della Resistenza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostamar.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Museo Archeologico Regionale (MAR)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le sale del Museo Archeologico Regionale sono allestite secondo un percorso tematico-cronologico, carico di suggestioni, che copre un periodo che va dal 7000 a.C. al VII secolo d.C. L’esposizione inizia con due delle importanti stele antropomorfe scoperte nel sito di Saint-Martin de Corléans e alcuni bei ritrovamenti protostorici. Un’intera sala accoglie il grande plastico di Augusta Praetoria. Prosegue poi proponendo belle suppellettili e vari ritrovamenti di epoca romana: i resti di un letto funebre, epigrafi, corredi, resti di statue, ornamenti, oggetti e strumenti di uso quotidiano. Didattiche e suggestive le ricostruzioni di ambienti e botteghe. </span><span class="fs14lh1-5 ff1">I piani superiori del MAR ospitano importanti esposizioni temporanee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Area megalitica di Saint Martin de Corléans</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Alla periferia occidentale della città è stato recentemente aperto al pubblico l’importantissimo sito archeologico di Saint-Martin de Corléans, una vasta area di culto delimitata da un’aratura rituale, con numerose strutture megalitiche, allineamenti di pali, menhir, dolmen e grandi stele antropomorfe decorate, la cui fase più antica risale al neolitico finale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-13" src="https://www.italyfortourist.com/images/aostanotte1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Di notte, la città illuminata offre stimoli e suggestioni particolari. Alcuni siti non sono visitabili all’interno, è vero, ma molti monumenti sono ben illuminati e diversi luoghi assumono di notte un fascino particolare. Vale perciò la pena, a nostro avviso, di dedicare un’ora a una visita guidata serale al centro storico di Aosta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Aosta offre una buona scelta di locali notturni nei quali trascorrere le proprie serate. La movida si divide tra la principale discoteca situata in periferia e altri locali in centro storico come pub e cocktail bar nei quali è possibile passare delle ore più tranquille ascoltando musica e sorseggiando un buon drink.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Come arrivare:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> il miglior modo per raggiungere Aosta è in auto o in treno in quanto la città si trova lungo la Statale 26 che attraversa l'intera regione e vicino all'Autostrada A5 che la collega a Torino, la principale città da prendere come riferimento. Da Torino infatti sono diversi i collegamenti ferroviaria giornalieri verso Aosta, infatti anche l'aeroporto più comodo è quello di Torino poiché dispone di un servizio diretto per la stazione ferroviara dalla quale poi si prosegue in treno fino a destinazione</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Come muoversi:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> per visitare Aosta è sufficente spostarsi a piedi nel suo piccolo centro storico che tra l'altro inizia proprio davanti alla stazione, perciò una volta scesi dal treno sarete già in centro</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Cosa vedere nei dintorni:</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1"> la Valle d'Aosta vanta molti castelli e non molto distante dalla città si trovano il Castello Reale di Sarre e il Castello di Fénis situati rispettivamente a 9 e a 20 minuti d'auto. Altro interessante luogo è la Riserva Naturale de Gargantua a 10 minuti di distanza</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 06:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il 25 marzo 2021 Venezia compie 1600 anni]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cominceranno giovedì prossimo, 25 marzo, le celebrazioni per i 1600 anni di fondazione della città di Venezia. Momento che le leggenda fa risalire alla posa della prima pietra della chiesa di San Giacomo di Rialto (San Giacometto) il 25 marzo del 421. In realtà gli storici non concordano su una data esatta, perchè quel periodo fu segnato dall'evoluzione di continui flussi migratori, dagli insediamenti dei primi aitanti negli isolotti della laguna ai quali si aggiunse l'arrivo dei veneti che fuggivano dalla terraferma dai primi assalti dei barbari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/venezia2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Giovedì, alle ore 11 , in concomitanza con l'Annunciazione, nella Basilica di San Marco il Patriarca Francesco Moraglia celebrerà una messa che, date le regole anti-Covid in vigore, sarà trasmessa in diretta televisiva attraverso il network 'Antenna 3' e il profilo Facebook di 'Gente Veneta'. Nel pomeriggio, alle 16, tutte le</span><span class="fs14lh1-5 ff1"> chiese del patriarcato sono state invitate a suonare le campane a distesa. Alle ore 18.30 sarà invece la Rai a tributare un omaggio alla Città lagunare, mandando in onda su Rai 2 uno speciale dedicato a Venezia con il quale, attraverso immagini e musica, si racconteranno i 16 secoli di storia della Serenissina, con uno sguardo al futuro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Gli eventi per l'anniversario proseguiranno sino al 2022. Sono 235 le proposte di iniziative, presentate da 135 soggetti, giunte in seguito alla call lanciata dal Comitato per le celebrazioni dei 1.600 anni, istituito dal Comune di Venezia..</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/1600veneziacop.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il via alle celebrazioni per i 1600 anni di Venezia con la messa celebrata nella Basilica di San Marco dal Patriarca Francesco Moraglia, giovedì 25 marzo alle ore 11. Un evento che, a causa della situazione Covid, sarà trasmesso in diretta da un netto televisivo locale e su Facebook. Sempre giovedì 25, ma nel pomeriggio, alle 16, tutte le chiese del patriarcato suoneranno le campane a distesa, mentre alle ore 18.30 la Rai tributerà un omaggio a Venezia mandando in onda uno speciale in cui si racconteranno, con immagini e musica i 1600 anni di storia della città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/1600venezia3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">LE ALTRE MANIFESTAZIONI</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Quello del 25 marzo prossimo sarà solo il primo di tanti eventi che sono in calendario fino al 2022 nella città di Venezia. Al momento, un call internazionale lanciata dal Comitato organizzativo per le celebrazioni dei 1600 anni, del Comune di Venezia ha raccolto 235 iniziative, presentate da 135 soggetti. Al momento sono confermati due appuntamenti in presenza previsti entro l’estate: il Salone Nautico all'Arsenale (che si terrà dal 29 maggio al 6 giugno) e dal 22 maggio la Biennale Architettura.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 06:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Turismo: Ue presenta la proposta per i pass verdi Covid "per salvare l'estate"]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Notizie_sul_Turismo"><![CDATA[Notizie sul Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il nuovo pass Covid Ue "non è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi" tra i Paesi Ue, "facilitare gli spostamenti dei cittadini europei" e far ripartire il turismo in vista dell'estate, dice il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, in un'intervista a un gruppo di media internazionali, tra cui l'ANSA. "Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue", sottolinea Reynders, precisando che, "per evitare ogni forma di discriminazione" offre "tre alternative" per tornare a viaggiare: "dimostrare l'avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione al Covid".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/passverdi1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Col certificato vaccinale puntiamo ad aiutare gli Stati membri a ritornare" a mobilità in sicurezza e coordinata. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa per la presentazione di un nuovo pacchetto di misure per revocare le limitazioni ai viaggi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I cittadini europei potranno tornare a viaggiare quest'estate fornendo la prova di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. Sono i contenuti chiave del nuovo pass Covid. Il certificato, che dovrebbe essere disponibile da giugno in formato digitale o cartaceo, sarà interoperabile e legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul mercato, ha spiegato il commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/comparto-turistico.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"La situazione epidemiologica sta peggiorando. L'Ue sta cercando di collaborare con le esportazioni ma le strade corrono in entrambe le direzioni, ci deve essere <strong><b>reciprocità e proporzionalità</b></strong>. Se la situazione non cambia, dovremo riflettere di <strong><b>far dipendere l'export sul livello di apertura dei Paesi" riceventi</b></strong>. E "rifletteremo se con i Paesi che hanno tassi più alti di vaccinazioni c'è proporzionalità", ha detto von der Leyen.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"<strong><b>L'Ue è la regione che ha esportato di più</b></strong>, 41 milioni di dosi a 33 Paesi, ma vogliamo vedere reciprocità. Non sta tornando niente verso l'Ue", ha aggiunto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">"Dall'Ue abbiamo esportato dieci milioni di dosi" alla</span><strong class="fs14lh1-5 ff1"><b> </b><b>Gran Bretagna, "è il primo Paese per l'export dall'Ue</b></strong><span class="fs14lh1-5 ff1">", senza contare che il Regno Unito produce il vaccino AstraZeneca. "Stiamo ancora aspettando che arrivino dosi dal Regno Unito in modo che ci sia reciprocità". Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.</span><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 06:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Farsi conoscere, Vaccini e pass, per turismo è ora di prepararsi all'estate]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Notizie_sul_Turismo"><![CDATA[Notizie sul Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Moltiplicare la presenza su Internet per far sapere al mondo che la vostra struttura è pronta a ricevere i turisti in sicurezza, vaccinazioni a tutti coloro che sono a contatto con il pubblico, green pass che dimostrino l'avvenuta vaccinazione o il tampone negativo e poi basta pessimismo ma messaggi "positivi".</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Secondo il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, non c'è nemmeno un minuto da perdere ma l'Italia ha tutte le carte in regola per risalire la china. Anche perché timidamente in Grecia si cominciano a rivedere le prime prenotazioni per giugno e non bisogna farsi trovare impreparati.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src=""  title="" alt=""/></a><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;"Dopo un lungo anno tutto di chiusure - spiega - non bisogna assolutamente spostare la luce in fondo al tunnel di 7-8-10 mesi perché alla fine l'imprenditore getta la spugna... Ormai Pasqua la diamo per persa, adesso ci sono le zone rosse ma nei giorni di festa sembra di capire che ci sarà un vero e proprio lockdown con misure ancora più stringenti. Quindi uno degli appuntamenti importanti per il break di primavera salta. Poi ci sono i ponti di primavera, un'altra cartina al tornasole per la stagione, ma cadono in due domeniche normali. Quindi rimbocchiamoci le maniche e pensiamo subito all'estate".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner2_1wype05m.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;"In questi giorni - aggiunge - . i nostri diretti competitor stanno già lavorando, in particolare vediamo la Grecia molto aggressiva: hanno fatto le isole Covid free, dal 14 maggio si può andare se si ha il tampone, etc etc. E noi stiamo ancora a guardare? Già dobbiamo dare segnali forti alla clientela su cosa stiamo facendo per prepararci e che cosa potranno fare e trovare venendo in Italia, cercando di dare segnali positivi e non far parlare solo i virologi. Mi arrabbio quando sento che dicono che 'sarà un'estate senza ombrelloni' e che ci riprenderemo tra 8-15 mesi. Basta dare previsioni pessimistiche . Gli imprenditori così consegnano le chiavi e mollano tutto".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Secondo Bocca la soluzione è essere realistici basandosi su dati scientifici senza fare previsioni "a chi la spara più grossa o più paurosa": "Fanno male non solo alle persone ma anche alle aziende e all'immagine dell'Italia che certo non è da meno della Grecia o di altri paesi del Mediterraneo".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.italyfortourist.com/inserisci-struttura.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/banner3.jpg"  title="" alt=""/></a><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Altro fattore cruciale secondo il presidente degli albergatori è la priorità nelle vaccinazioni: "Con tutto il rispetto - sottolinea - quando sentiamo professori universitari e avvocati che passano davanti alle categorie che hanno contatto diretto con le persone e la clientela... Non parlo solo del personale dell'hotel ma cassieri dei supermercati, camerieri dei ristoranti, personale delle pulizie di ogni tipo, tutti questi lavoratori si vedono passare davanti professori universitari che sono stati in ateneo 3 mesi fa l'ultima volta? Ma cerchiamo di essere seri, scegliamo dei criteri che stiano in piedi!".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Dal punto di vista delle prenotazioni stanno arrivando le prime dai clienti italiani: "Ci dicono però - rivela Bocca - che gli stranieri hanno molta voglia di venire in Italia ma vogliono sapere cosa succederà nel nostro Paese con i contagi e soprattutto se potranno venire. L'America dice che per fine giugno avrà vaccinato tutti, l'Inghilterra sta correndo: per noi questi due mercati sono importantissimi. Verrà tutta gente vaccinata e quindi accogliamoli con i tappeti rossi e soprattutto facciamoci trovare pronti. Secondo me accelerando sui vaccini, le prenotazioni anche last minute arriveranno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Inoltre gli alberghi sono posti sicuri, dall'inizio delle crisi, facendo i debiti scongiuri, non abbiamo registrato nessun caso...".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Infine le isole Covid free. "Sento in questi giorni i messaggi dalla Grecia come 'Kastellorizo è la prima isola del Mediterraneo Covid free'. Figuriamoci se facessimo passare anche noi quel messaggio: vaccinassimo tutti gli abitanti e dicessimo che Capri è Covid free, Ischia oppure l'Elba o Ponza. I turisti farebbero a gara per venire da tutto il mondo. Abbiamo in questo momento anche l'intera Sardegna con pochi contagi... Cominciamo a lavorare sulle isole. Sono queste le azioni da fare e i messaggi da dare. Se diciamo ai turisti stranieri che abbiamo vaccinato i professori universitari o gli avvocati ai turisti non importa nulla...".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Infine sui programmi a lungo termine per il settore che vale più del 13% del pil Bocca conclude: "Va bene tutto, a partire dall'importantissimo Recovery Fund ma abbiamo un problema forte di immediatezza e di emergenza da risolvere subito per non far morire le imprese. Quindi i ristori, la proroga delle scadenze fiscali, sono quelle le mosse che le imprese che sono a fatturato zero si aspettano ora. Certo pensare che è passato un anno e siamo nella stessa situazione del 2020, con la gente che non ne può più e o è esasperata o depressa, è tremendo...".</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 13:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La festa di San Giuseppe in Italia]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Cultura%2C_Tradizioni%2C_Religiosit%C3%A0"><![CDATA[Cultura, Tradizioni, Religiosità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Già nel 1871 la Chiesa Cattolica aveva proclamato San Giuseppe, festeggiato il 19 marzo, protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale, per tale motivo coincide con la festa del papà.. Come sintetizzava papa Leone XIII: «In Giuseppe hanno i padri di famiglia il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, concordia e fedeltà coniugale; i vergini un tipo e difensore insieme della integrità verginale. I nobili imparino da lui a conservare anche nella avversa fortuna la loro dignità e i ricchi intendano quali siano quei beni che è necessario desiderare. I proletari e gli operai e quanti in bassa fortuna debbono da lui apprendere ciò che hanno da imitare».<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiuseppe1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I primi a celebrarla furono dei monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399. Venne poi promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V, ed estesa a tutta la Chiesa nel 1621 da Gregorio XV. Fino al 1976 il giorno in cui la Chiesa celebra san Giuseppe era considerato in Italia festivo anche agli effetti civili, ma ciò venne eliminato con la legge n. 54 del 5 marzo 1977.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Goethe, in viaggio a Napoli alla fine del ‘700, così descriveva la Festa di San Giuseppe: “Oggi era anche la Festa di San Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli cioè venditori di pasta fritta…sulle soglie delle case grandi padelle erano poste sui focolari improvvisati….Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell’olio bollente, un terzo le preparava per venderle ai passanti”. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/tavole-san-giuseppe.jpeg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Secondo alcuni storici la zeppola, intesa come dolce di pasta fritta, ha origini nell'Antica Roma: le matrone romane, in occasione dei “baccanali” del 17 Marzo, usavano offrire frittelle di frumento fritte nello strutto e intinte nel miele, ma da nord a sud le tradizioni regionali raccontano diversi modi di celebrare la festa e un'altrettanta pluralità di preparazioni tipiche. Al Nord e particolarmente in Emilia-Romagna, si preparano le “raviole”, ovvero fagottini di pasta frolla a forma di mezzaluna ripiene di marmellata di prugne o di mele cotogne, poi spolverate di zucchero a velo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Famose in tutta Italia sono le squisite “Zeppole di San Giuseppe”, di origine campana. Sembrerebbe che questa prelibatezza, come spesso accade, nasca come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento napoletano di S.Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. Ma c’è anche chi ne attribuisce “l’invenzione” alle monache della Croce di Lucca, o a quelle dello Splendore. Quello che è certo è che la prima zeppola di San Giuseppe “certificata” risale al 1837, ad opera del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs16lh1-5 ff1"><a href="https://www.madeinitalyshopclub.com/ricettedicucina/" target="_blank" class="imCssLink">Clicca qui per leggere le ricette tipiche</a></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sempre in Campania, in un piccolo paesino di nome Cascano, situato nell’entroterra e facente parte del comune di Sessa Aurunca (in provincia di Caserta), si rende onore all’amato santo con una tradizione secolare che inizia alcuni giorni prima della festa. Dal 10 marzo in poi viene celebrata una messa ogni sera, detta novena, al termine della quale alcune famiglie dispensano gratuitamente pagnotte, le cuccetelle, e vino alle persone che accorrono in segno di devozione. Talvolta viene cotta e donata ai passanti anche una mistura di fagioli e ceci, la cosiddetta menestella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/preghiera-san-giuseppe.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In Toscana, a Firenze la festa crebbe d' importanza a partire dal 1720, quando Cosimo III° dei Medici volle considerare San Giuseppe protettore della propria famiglia e di tutti i suoi discendenti. Ogni 19 Marzo ampi festeggiamenti in onore del Santo, sia civili che religiosi , si svolgevano con solenni parate di personaggi importanti e lunghi cortei di carrozze addobbate per le feste di gala che sfilavano lungo le vie della città. A sera una grande processione concludeva il suo tragitto all'interno della Chiesa di San Giuseppe dove veniva officiata la Messa solenne. Il popolo, dopo la funzione religiosa, si spostava nella vicina Piazza Santa Croce per partecipare alla tradizionale fiera molto amata dal popolo. Nella fiera si trovava una larga scelta di oggetti artigianali di uso comune per la vita di tutti i giorni e tanti buoni prodotti dolciari e fu proprio durante una fiera che alcuni artigiani pasticceri ripresero una antica usanza offrendo sui loro banchi le dolci "frittelle di riso". Da quel tempo, nel giorno di San Giuseppe sulle tavole fiorentine al termine del pranzo, non è più mancata la squisita "frittella". L'Accademia della Crusca così descrive la frittella fiorentina: "vivanda fatta di una fetta di mela , di una foglia di borrana, di un poco di riso e di zibibbo, intrisi con pasta quasi liquida e fritti nella padella con olio e strutto". A Firenze l'uso di mangiare questo dolce casalingo, è entrato nel vocabolario: per la troppa golosità, infatti, si tendeva a macchiarsi i vestiti tant’è che si chiama “frittella” una macchia d'unto ben visibile sopra la stoffa del proprio abito. Ancora oggi il 19 Marzo di ogni anno, i fiorentini partecipano in Piazza Santa Croce alla fiera di San Giuseppe, che mantiene ancora molte delle caratteristiche del passato. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/sangiuseppecop1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In alcuni paesi della Sicilia ogni 19 Marzo si usava invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe, e sempre in questa occasione, un sacerdote benediva la tavola ed i poveri erano serviti dal padrone di casa. L’estro dei pasticcieri e l’abilità delle suore dei monasteri hanno trasformato la tipica frittella, che in dialetto è chiamata "sfinge", in un dolce prelibato, dedicandola al Santo. I "sfingi ri San Giuseppe", come si chiamano a Palermo, proprio perché consumate in occasione della ricorrenza del santo, hanno alcune caratteristiche particolari: una forma irregolare e sono condite con crema di ricotta, grani di pistacchio e scorza d’arancia candita. </span><span class="fs14lh1-5 ff1"><i><b><a href="http://www.sicilytourist.com/blog/?la-festa-di-san-giuseppe-in-sicilia--storia-e-tradizioni" target="_blank" class="imCssLink">Clicca qui per leggere la Tradizione in Sicilia</a></b></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Inoltre in Sicilia ogni sera del 19 Marzo una grande fiamma viene accesa nei quartieri più importanti di Palermo e nei vari paesi nei pressi del Capoluogo siciliano. Accendere una vampa in onore del santo è una delle pratiche più diffuse in questa particolare giornata. Grandi falò vengono appiccati in strade idonee per l’accensione. Tutto il legname che si ha a disposizione viene ammucchiato in un punto strategico per dare fuoco al materiale raccolto. L’accensione del falò è quindi un rito di passaggio; annuncia un nuovo tempo e l’inizio della festa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">In Liguria, a La Spezia, la Fiera di San Giuseppe è stata istituita nel 1654, su richiesta presentata dal Consiglio della Comunità di La Spezia al Senato Genovese, per assecondare la devozione popolare e per dare un nuovo slancio al commercio. La Fiera si tiene ogni anno il 19 marzo, in occasione della festa del Santo patrono della città. La fiera, della durata di 3 giorni, vede partecipare oltre 600 commercianti ambulanti, provenienti da ogni parte d'Italia, che espongono nella zona compresa tra piazza Europa, i giardini pubblici e il lungomare della passeggiata Morin. Tutta la città è coinvolta e sono abitualmente previste varie manifestazioni collegate all'evento. La Fiera di San Giuseppe è inoltre un'occasione per gustare alcuni tipici prodotti come i brigidini, lo zucchero filato, le mele candite e la porchetta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La tradizione si allunga anche a tante altre piccole realtà locali sparpagliate su tutto il territorio nazionale, veramente tante per essere raccontate tutte, ma sicuramente facenti parte dell’immenso patrimonio folkloristico e culturale italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 12:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Musei: Le mostre del 1 week end di Marzo 2021]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Italia_da_Visitare"><![CDATA[Italia da Visitare]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Da Carla Accardi a Pippa Bacca, da Francesca Woodman a Lisetta Carmi, e poi Gea Casolaro, Marisa Merz, Antonietta Raphaël e Marinella Senatore: è dedicata ad artiste italiane di generazioni diverse che, in differenti contesti storici e sociali e con vari linguaggi, hanno raccontato se stesse e la propria avventura dell'autenticità la mostra "Io dico io - I say I" allestita alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dal 1 marzo al 23 maggio, a cura di Cecilia Canziani, Lara Conte e Paola Ugolini. "Le altre opere. Artisti che collezionano artisti" arriva alla Galleria d'arte Moderna di Roma dal 26 febbraio al 2 maggio: una nuova tappa, dopo quelle al Museo Carlo Bilotti, al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese e al Museo di Roma in Trastevere, del progetto che dal febbraio 2020 ha coinvolto 86 artisti chiamati esporre le proprie opere accanto a quelle di altri artisti da loro amate.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/museodiromaintrastevere.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;MILANO - Una mostra en plein air per raccontare AlUla, una delle regioni archeologiche più importanti dell'Arabia Saudita, attraverso gli scatti del fotografo canadese-statunitense Robert Polidori: fino al 28 marzo sarà visitabile gratuitamente lungo Corso Vittorio Emanuele "AlUla - Journey Through Time", composta da 30 pannelli, che documentano la straordinarietà dal punto di vista culturale, storico e naturalistico di un'area ancora poco conosciuta nella quale si trovano testimonianze di oltre 200.000 anni di storia dell'evoluzione dell'essere umano, dalla preistoria fino ai giorni nostri passando per i misteriosi regni di Lihyan e Dadan, i nabatei e l'epoca romana. Alla Galleria Giovanni Bonelli fino al 3 aprile il dialogo tra Massimo Kaufmann e Gonçalo Mabunda, artista mozambicano: nel percorso, a cura di Giorgio Verzotti, 10 maschere e 4 troni che Mabunda ha concepito utilizzando gli scarti bellici - proiettili, bombe, fucili - entrano in relazione con 8 dipinti realizzati nell'ultimo decennio dall'artista milanese. Sarà visitabile per il momento soltanto virtualmente (con le visite in diretta di Art.Live!, primo appuntamento il 7 marzo) la grande mostra tutta al femminile "Le Signore dell'Arte. Storie di donne tra '500 e '600", allestita a Palazzo Reale dal 2 marzo al 25 luglio. A comporre il percorso 150 opere di 34 artiste, tra cui Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, per documentare l'eccezionalità del loro talento ma anche delle loro vite. A cura di Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, la mostra presenta dipinti provenienti da ben 67 prestatori diversi, alcuni esposti per la prima volta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/mostremarzo2021.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;MONTEBELLUNA (TREVISO) - Verrà inaugurata domani, a un anno dal primo lockdown, presso il Memoriale Veneto della Grande Guerra (Meve) la mostra "Istantanee dal presente. Testimoni al tempo del Covid19. Il rumore nel silenzio". L'originale esposizione nasce con l'obiettivo di restituire l'esperienza della pandemia raccontata dai partecipanti nel corso del progetto "Istantanee dal Presente" attraverso una raccolta di foto, disegni, racconti e oggetti. Ad arricchire il percorso espositivo il progetto fotografico "Il rumore nel silenzio", curato dal fotografo Daniele Macca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;ORANI (NU) - Al Museo Nivola arriva la realtà virtuale dal 24 febbraio al 31 maggio grazie al progetto "Good Tales - Making Art Easy", a cura di Silvia Greca Rita Floris: con l'obiettivo di regalare al pubblico un'esperienza di visita coinvolgente e immersiva, il format consiste in un gioco adatto a tutte le età che si svolge in un ambiente virtuale, attraverso il quale si può interagire con le opere della collezione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/resize.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;LECCE - Paolo Gioli, pittore, fotografo e cineasta è protagonista di "Antologica/Analogica. L'opera filmica e fotografica (1969-2019)", progetto al via dal 5 marzo, realizzato da Cineclub Canudo grazie al sostegno dell'Italian Council (VIII edizione, 2020) e della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;L'iniziativa, a cura di Bruno Di Marino, si compone di 3 mostre, due in Puglia (a Lecce e a Bisceglie) che apriranno a marzo, una a Pechino, in programma a giugno, volte a documentare la ricerca e la continua sperimentazione di Gioli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;ONLINE - Una mostra in forma di film per sensibilizzare sulla delicata tematica dell'abuso sui minori: è "Child Abuse", a cura di Eleonora Frattarolo, con la regia di Davide Mastrangelo, che presenta opere di Maurizio Cattelan, Giosetta Fioroni, James Rielly e altri 12 artisti, tra sculture, video d'artista, dipinti, fotografie, installazioni. "Child Abuse" sarà disponibile sul sito prochildproject.org, su www.aosp.bo.it, sito del Policlinico San'Orsola-Malpighi e su piattaformaventiventi.genusbononiae.it.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/Manolo_Valdes_mostra_locarno.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;CHIASSO - "La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica" è ospitata negli spazi del m.a.x museo di Chiasso dal 2 marzo al 12 settembre: a cura di Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini, la mostra presenta al pubblico 200 incisioni ad acquaforte, a bulino e a puntasecca, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie per indagare il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico attraverso la produzione incisoria dell'antico nel Settecento e nell'Ottocento.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Mar 2021 13:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Archeologia: POMPEI Il CARRO CERIMONIALE di Civita Giuliana.]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b>Il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata</b></strong>, annunciano il rinvenimento di un reperto straordinario, emerso integro dallo scavo della villa suburbana in località Civita Giuliana, a nord di Pompei, oltre le mura della città antica, nell’ambito dell’attività congiunta, avviata nel 2017 e alla luce del <strong><b>Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2019,</b><b> </b></strong>finalizzati al <strong><b>contrasto delle attività illecite ad opera di clandestini nell’area.</b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 ff1"><br></b></strong></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/carropompei1.jpg"  title="" alt=""/><strong><b class="fs12lh1-5 ff1"><br></b></strong></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 ff1"><br></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b>Un grande carro cerimoniale a quattro ruote</b></strong>, con i suoi elementi in ferro, le bellissime decorazioni in bronzo e stagno, i resti lignei mineralizzati, le impronte degli elementi organici (dalle corde a resti di decorazioni vegetali), è stato rinvenuto quasi integro nel porticato antistante alla stalla dove già nel 2018 erano emersi i resti di 3 equidi, tra cui un cavallo bardato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un ritrovamento eccezionale, non solo perché aggiunge un elemento in più alla storia di questa dimora, al racconto degli ultimi istanti di vita di chi abitava la villa, e più in generale alla conoscenza del mondo antico, ma soprattutto perché restituisce un reperto unico - mai finora rinvenuto in Italia – in ottimo stato di conservazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/carropompei3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il progetto di scavo in corso ha una duplice finalità: da un lato cooperare nelle indagini con la Procura di Torre Annunziata, per arrestare il depredamento del patrimonio culturale ad opera di clandestini che nella zona avevano praticato diversi cunicoli per intercettare tesori archeologici; dall’altro portare alla luce e salvare dall’azione di saccheggio una delle ville più significative del territorio vesuviano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli scavi, che hanno permesso di <strong><b>verificare anche l’estensione dei cunicoli dei clandestini</b></strong> e i danni perpetrati al patrimonio, sono stati accompagnati costantemente da attività di messa in sicurezza e restauro di quanto emerso via via. Lo scavo, infatti, ha mostrato fin dall’inizio una notevole complessità tecnica-operativa in quanto gli ambienti da indagare sono in parte al di sotto e a ridosso delle abitazioni moderne, con conseguenti difficoltà sia di tipo strutturale che logistico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/carropompei2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 ff1">LO SCAVO</b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Gli interventi portati avanti nel corso degli ultimi mesi hanno richiesto un’attenta pianificazione da parte di <strong><u><b>un</b><b> </b><em><b>team</b><b> </b></em><b>interdisciplinare che ha coinvolto archeologi, architetti, ingegneri, restauratori</b></u><b>,</b><b> </b><u><b>vulcanologi, operai specializzati</b></u><b> </b></strong>ma anche, man mano che lo scavo procedeva<strong><b>,</b><b> </b><u><b>archeobotanici</b><b> </b></u></strong><u>ed<strong><b> </b><b>antropologi</b></strong>.</u> Si è quindi proceduto ad uno scavo che ha raggiunto i 6 metri di profondità rispetto al piano stradale, mettendo in sicurezza sia i fronti di scavo che le possenti strutture murarie – conservate fino a 4 m. - che emergevano nel corso delle indagini</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b>Lo scavo dell’ambiente dove si è rinvenuto il carro ha mostrato fin dall’inizio la sua eccezionalità</b></strong>: si tratta infatti di un portico a due piani, aperto su una corte scoperta, che conservava in tutta la sua interezza il <strong><u><b>solaio ligneo carbonizzato con il suo ordito di travi.</b></u></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nell’ottica interdisciplinare adottata costantemente negli scavi del Parco Archeologico di Pompei si sono condotte <strong><u><b>analisi archeobotaniche del legno</b></u></strong> che hanno mostrato come il solaio fosse stato realizzato in legno di quercia decidua (Quercus sp. – cfr. robur - farnia), un legno frequentemente utilizzato in età romana per realizzare elementi strutturali. Anche la porta sul lato sud della stanza, che metteva in comunicazione il portico &nbsp;con la stalla dove negli scorsi anni si sono rinvenuti 3 equidi, conservava la sua struttura in legno carbonizzato che è stato analizzato e identificato come faggio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong><b>Il solaio ligneo è stato accuratamente consolidato, pulito e rimosso dall’area di scavo per permettere il proseguimento delle indagini</b></strong>. </span><strong class="fs12lh1-5 ff1"><u><b>Il 7 gennaio</b></u></strong><span class="fs12lh1-5 ff1"> è emerso dalla coltre di materiale vulcanico che aveva invaso il portico, proprio al di sotto del solaio ligneo rimosso, un elemento in ferro che dalla forma lasciava ipotizzare &nbsp;la presenza di un manufatto di rilievo sepolto.</span></div><div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo scavo proseguito lentamente nelle settimane successive – per la fragilità degli elementi che si progressivamente emergevano, ha portato alla luce <strong><b>un carro cerimoniale,</b><b> </b></strong>risparmiato miracolosamente sia dai crolli delle murature e delle coperture dell’ambiente sia dalle attività clandestine, che con lo scavo di due cunicoli lo hanno sfiorano su due lati, <strong><b>senza averne compromessa la struttura.</b></strong></span></div><div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/microscavopcarropompei.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><strong><b class="fs12lh1-5 ff1">IL MICROSCAVO</b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sin dal momento della sua individuazione lo scavo del carro si è rivelato particolarmente complesso per la fragilità dei materiali e le difficili condizioni di lavoro; si è quindi dovuto <strong><b>procedere con un vero e proprio</b><b> </b><u><b>microscavo</b></u><b> </b><b>condotto dalle restauratrici del Parco specializzate nel trattamento del legno e dei metalli.</b></strong> Parallelamente, ogni volta che si rinveniva un vuoto, è stato <strong><u><b>colato del gesso</b></u><b> </b><b>per tentare di preservare l’impronta del materiale organico</b></strong> non più presente. <strong><b>Così si è potuto conservare il timone e il panchetto del carro, ma anche impronte di funi e cordami, restituendo così il carro nella sua complessità.</b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Considerata l’estrema fragilità del carro e il rischio di possibili interventi e danneggiamenti di clandestini per la fuga di notizie, <strong><b>il team ha lavorato anche tutti i fine settimana a partire dalla metà di gennaio, sia per garantirne la conservazione che per dare un segno forte dell’azione di tutela sul Patrimonio esercitata dal Parco in sinergia con la Procura di Torre Annunziata ed i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, coadiuvati da investigatori del Comando Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata.</b></strong> Questa collaborazione ha portato anche alla partecipazione di tecnici del Parco al processo in corso contro i presunti scavatori clandestini che negli ultimi anni hanno così pesantemente colpito questa villa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Terminato il microscavo in situ, attualmente i vari elementi del carro sono stati trasportati in laboratorio all’interno del Parco archeologico di Pompei, dove le restauratrici stanno procedendo a completare la rimozione del materiale vulcanico che ancora ingloba alcuni elementi metallici e a iniziare i lunghi lavori di restauro e ricostruzione del carro.</span></div></div><a href="https://youtu.be/ZnjGIIkele4">https://youtu.be/ZnjGIIkele4</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 09:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: LA LOMBARDIA]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lombardia"><![CDATA[Lombardia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Lombardia è la regione con il maggior numero di comuni su tutto il territorio nazionale. La superficie della Lombardia si divide quasi equamente tra pianura, zone montuose e collinari.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardia1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La regione viene divisa in cinque aree: alpina (Alpi Lepontine e Retiche), prealpina (Alpi Orobie e Prealpi Lombarde), alta pianura (Varesotto, Brianza), bassa pianura (Lomellina, Pianura Padana, Oltrepò Mantovano), appenninica (Oltrepò Pavese) tutte attraversate da decine di fiumi (tra cui il Po, fiume più grande d'Italia) e bagnata da centinaia di laghi di origine naturale e artificiale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le vallate alpine lombarde sono più ampie e larghe e le principali sono la Val Camonica, la Val Trompia, la Val Sabbia, la Valtellina, la Val Seriana, la Val Brembana, la Valsassina, e la Valassina I passi internazionali più importanti che si trovano sulle Alpi lombarde e che mettono in comunicazione la regione con la Svizzera sono il passo del Maloja (1.815 m) e il passo del Bernina (2.323 m), situati in territorio elvetico e il passo dello Spluga (2118 m), conosciuto fin dall'antichità per il suo agevole transito. La moderna arteria stradale che lo attraversa costruita tra il 1821 e il 1823, trae origine dalla via Spluga d'epoca romana realizzata alla fine del I secolo a.C., anche se alcune tracce fanno supporre il suo attraversamento anche in epoche precedenti. I passi nazionali più importanti sono invece il passo dello Stelvio (2759 m) e il passo del Tonale (1883 m), che mettono in comunicazione la Lombardia con il Trentino-Alto Adige. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardia.jpg"  title="" alt=""/></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Questi passi alpini rivestono una grande rilevanza anche da un punto di vista storico, visto che da sempre permettono una facile comunicazione tra la Lombardia e i suoi territori confinanti. Da essa sono poi conseguiti costanti traffici commerciali, che hanno contribuito allo sviluppo della regione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La regione è costellata da molti laghi di grandi e piccole dimensioni, i principali dei quali sono:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago di Garda (o Benaco), di origine glaciale, è il più grande d'Italia con una superficie di 370 km². </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago Maggiore (o Verbano). </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago di Como (o Lario) è caratterizzato da una forma a Y rovesciata, con la punta di Bellagio che segna la separazione in due rami. Completamente scavato nella cerchia prealpina, è il primo in Italia come sviluppo perimetrico (180 km) e il quinto in Europa come profondità (410 m).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago d'Iseo (o Sebino) ha la forma di una S. Vi è situata l'isola lacustre più grande d'Europa, Monte Isola.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago di Lugano (o Ceresio), situato in Lombardia, ma anche Svizzera e ha una superficie di 48,7 km². Sulle sue sponde si trovano i comuni italiani di Porto Ceresio, Valsolda e Porlezza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago d'Idro (o Eridio)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il lago di Varese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I laghi di Mantova (Lago Superiore, Lago di Mezzo e Lago Inferiore)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardialaghi1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per il territorio lombardo passano centinaia di fiumi e torrenti, il più rilevante dei quali è il Po che con i suoi 652 km è il più lungo d'Italia e poi Adda, Oglio, Ticino, Mincio, Chiese, Agogna, Lambro, Serio, Mella, Terdoppio, Brembo, Olona, Staffora, Seveso, Mera, Olona meridionale, Cherio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Lombardia è stata la prima regione italiana a legiferare sulle aree protette di livello regionale (1983) introducendo concetti innovativi nella tutela del territorio, istituendo parchi fluviali (il primo in Europa fu il Parco naturale lombardo della Valle del Ticino nel 1974), parchi agricoli e parchi locali; tutte idee e approcci usati anche nella legislazione nazionale (legge n. 394 del 6 dicembre 1991). Il sistema delle aree protette lombardo consta di 24 parchi regionali (su 26 parchi individuati dalla legge n. 86/83), 65 riserve e 30 monumenti naturali, oltre alla presenza del Parco nazionale dello Stelvio. In totale le aree protette ricoprono più del 29% del territorio regionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La flora e la fauna vivono principalmente nelle zone di montagna dove, a differenza della pianura, la presenza dell'uomo è meno evidente. Basta una passeggiata lungo i sentieri delle montagne della Lombardia per vedere liberi lupi, stambecchi, cervi, caprioli, camosci, lepri, volpi, tassi, galli forcelli, francolini di monte, ermellini e marmotte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Inoltre la Lombardia condivide con la Svizzera il sito del Monte San Giorgio, inserito nel patrimonio mondiale dell'umanità per l'eccezionale valore paleontologico dei depositi fossiliferi che si trovano nelle rocce della montagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardiaantica1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cenni Storici</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel VII secolo il termine "Lombardia" prese a designare specificatamente il territorio dell'attuale regione, detta in precedenza Liguria o Neustria, anche se continuò ancora per alcuni secoli a designare in senso lato l'intera Italia centro-settentrionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel 774 il re dei Franchi Carlo Magno con il dominio franco diede inizio alla struttura politica feudale che caratterizzò l'Alto Medioevo mentre fregiava del titolo di re d'Italia il proprio secondo figlio maschio Pipino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Cominciò a diffondersi un modello politico nuovo, il comune medievale ma a partire dal XIII secolo il modello comunale entrò in crisi e venne presto soppiantato dalle nascenti Signorie: i Gonzaga a Mantova, i Visconti e poi gli Sforza a Milano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel XV secolo la Lombardia divenne nuovamente terra di conquista: prima arrivarono i Veneziani da est, poi i Francesi rivendicarono la restante parte del Ducato di Milano che poi fu ceduto, dopo lunghi anni di guerra, agli Spagnoli che vi rimasero a lungo, formalmente ancora sotto l'egida del Sacro Romano Impero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Durante questa dominazione la regione conobbe, dopo un primo periodo di prosperità, una progressiva decadenza, aggravata nel XVII secolo da epidemie di peste. Nel 1714 il Ducato di Milano, in seguito alla guerra di successione spagnola passò per eredità dagli Asburgo di Spagna agli Asburgo d'Austria; la Lombardia conobbe nuovamente, dopo secoli di divisione, l'unità politica e amministrativa sotto l'egida di Napoleone Bonaparte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardiarisorgimento.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Lombardia fu poi un importante centro del Risorgimento, con le Cinque giornate di Milano del marzo 1848 e il successivo plebiscito, le Dieci Giornate di Brescia del 1849, i Martiri di Belfiore a Mantova negli anni tra il 1851 e il 1853. L'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna avvenne in seguito alla seconda guerra di indipendenza nel 1859, guerra durante la quale la Lombardia fu il principale teatro di battaglia (battaglie di Montebello, Palestro, Magenta, Solferino e San Martino e San Fermo). Nel 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, la Lombardia entrò a far parte del moderno Stato italiano. Per quanto riguarda la battaglia di Solférino, fu durante questo conflitto che Henry Dunant ha preso l'iniziativa di creare la Croce Rossa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il fronte alpino della prima guerra mondiale attraversò il versante alpino lombardo orientale, e nel primo dopoguerra Milano fu il centro dei Fasci italiani di combattimento. Milano divenne poi Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza dopo la sua liberazione dal fascismo durante la seconda guerra mondiale, mentre la resistenza partigiana si spargeva nelle valli e nelle province.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Negli anni del boom economico, Milano fu uno dei poli del "triangolo industriale" dell'Italia del nord. Gli anni di piombo ebbero ampia rilevanza in Lombardia, con la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969 e la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel 1974.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Negli anni ottanta del XX secolo Milano divenne simbolo della crescita economica del Paese, e simbolo del rampantismo economico-finanziario della "Milano da bere". La città di Milano, nei primi anni 1990, fu l'origine della serie di scandali noti come Tangentopoli emersi dalle indagini giudiziarie della procura milanese note come Mani pulite.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/milanolombardiaregione.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La Lombardia è la prima regione d'Italia per importanza economica e insieme al Baden-Württemberg (Germania), alla Catalogna (Spagna) e all'Alvernia-Rodano-Alpi (Francia), compone il gruppo definitosi quattro motori dell'Europa ossia le quattro regioni intensamente industrializzate dell'Unione europea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Inoltre è parte del cuore economico d'Europa e della cosiddetta “Banana blu”, termine usato per indicare una dorsale economica e demografica dell'Europa occidentale. Il nome si ispira alla forma curvata di questa dorsale e al colore dominante della bandiera dell'Unione europea, il blu. Questa dorsale è conosciuta anche con il nome di megalopoli europea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Milano è, unitamente a Londra, Amburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Parigi, una delle sei capitali economiche europee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">L'industria è dominata da imprese di piccole e medie dimensioni, perlopiù a conduzione familiare, ma anche da grandi aziende. A Milano e provincia sono concentrate circa il 26% delle imprese dell'industria lombarda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Nel terziario, rilevante è il peso del commercio e della finanza. A Milano hanno sede anche la Borsa Italiana, tra le principali piazze finanziarie europee, e la Fiera di Milano, che a oggi è il più grande spazio espositivo d'Europa. Importanti sono anche le attività bancarie, dei trasporti, della comunicazione e dei servizi alle imprese. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardiaarte.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il turismo (delle città d'arte, delle montagne e dei laghi) ha un peso significativo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra le bellezze naturali vanno annoverati al primo posto i laghi prealpini sulle cui sponde ville patrizie, orti, giardini, terrazze e borghi antichi si alternano a fitti nuclei di seconde case.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Altri importanti flussi turistici interessano le vallate alpine (in particolare la Valtellina) e le numerose città storico-artistiche, ricche di monumenti e di testimonianze del Medioevo e del Rinascimento. A tal proposito ricordiamo: l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, conservata all'interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, le Statue del Sacro Monte di Varese, Il Capitolium nel foro romano di Brescia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Tra i luoghi maggiormente visitati bisogna ricordare la Pinacoteca di Brera, l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, il Museo Archeologico di Sirmione con le Grotte di Catullo, il Castello Scaligero e Villa Carlotta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Rilevanti dal punto di vista turistico sono anche i dieci patrimoni mondiali dell'umanità riconosciuti dall'UNESCO presenti in Lombardia, che la portano a essere la regione italiana con il maggiore numero di siti di questo tipo:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Incisioni rupestri della Val Camonica</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa e Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie con "L'Ultima Cena" di Leonardo da Vinci (Milano)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Crespi d'Adda</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sacro Monte del Rosario (Varese);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso (Ossuccio).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Monte San Giorgio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mantova e Sabbioneta</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Ferrovia retica nel paesaggio dell'Albula e del Bernina</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Longobardi in Italia: i luoghi del potere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Foro romano di Brescia con il Palazzo Maggi Gambara;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia con la Basilica di San Salvatore, il Coro delle monache, le chiese di Santa Giulia e di Santa Maria in Solario, le Domus dell'Ortaglia e il Museo di Santa Giulia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Castelseprio e Gornate Olona:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Parco archeologico di Castelseprio con la Torre di Torba;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Chiesa di Santa Maria foris portas.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Mura venete di Bergamo</span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/lombardiaarte1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Per via delle diverse vicende storiche delle sue province e della varietà del suo territorio, la cucina lombarda presenta una tradizione culinaria molto variegata: se per i primi piatti la cucina lombarda spazia da risotti, a zuppe e pasta ripiena, in brodo o meno, a una variegata scelta di secondi piatti di carne si aggiungono piatti di pesce della tradizione dei numerosi laghi e fiumi lombardi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">I prodotti enogastronomici dell'area lombarda spaziano dai più classici e noti in tutta Italia come la bresaola della Valtellina, il salame Milano, i formaggi Grana Padano, gorgonzola e la crescenza, fino ad arrivare ai noti vini tra cui il Franciacorta e i rossi della Valtellina, passando per le decine di prodotti sconosciuti al di fuori dei confini non solo della regione ma dell'area o del comune di produzione. Legate all'antica tradizione contadina lombarda sono la cassoeula (uno stufato di maiale e verze) e la busecca (trippa alla milanese).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Piatto simbolo della Lombardia, nelle sue innumerevoli declinazioni, è il risotto, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e annoverato fra i simboli della cucina italiana. Da non dimenticare la classica cotoletta alla milanese, le varie versioni della polenta, la selvaggina, i salumi, i brodi e le zuppe, così come il panettone, la mostarda, la colomba pasquale e il torrone. La grande diffusione di molti di questi prodotti li ha resi tipici della cultura enogastronomica italiana oltre che di quella lombarda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Le feste e gli incontri tradizionali in Lombardia sono molto numerosi: città e paesi propongono infatti calendari ricchi di manifestazioni, alcune delle quali di origine antichissima.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La fiera degli Oh Bej! Oh Bej! si tiene a Milano il 7 e l'8 dicembre di ogni anno e ricorda la nomina di Sant'Ambrogio a vescovo della città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il carnevale ambrosiano si celebra a Milano, nell'intera arcidiocesi di Milano e nei territori di alcune delle diocesi vicine. Dura fino al primo sabato di quaresima.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Carnevale di Bagolino, molto particolare e di antichissima tradizione, si celebra a Bagolino, antico e pittoresco borgo che conserva le caratteristiche architettoniche medievali e che è situato nella Valle del Caffaro, in provincia di Brescia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">Il Palio di Legnano si tiene nell'omonima città, nella città metropolitana di Milano, l'ultima domenica di maggio. Il palio di Legnano è la rievocazione storica con cui si celebra la vittoria del Lega Lombarda sull'imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano (29 maggio 1176). L'evento prevede un corteo storico tra le vie della città e una corsa ippica tra le otto contrade in cui è divisa Legnano che chiude la manifestazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1">La rievocazione storica del giuramento di Pontida si tiene a Pontida, in provincia di Bergamo, il 7 marzo e si ricorda il leggendario giuramento della Lega Lombarda che avrebbe dovuto essere il preludio della vittoriosa guerra dei comuni lombardi contro il Barbarossa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://youtu.be/Oh03fY-kSDo">https://youtu.be/Oh03fY-kSDo</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Matera La città dei Sassi - Patrimonio Unesco]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Basilicata"><![CDATA[Basilicata]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso i millenni di questa lunghissima storia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/matera2.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La città di Matera è bellissima e seducente, proprio come l’aveva descritta Carlo Levi nel romanzo Cristo si è fermato a Eboli: i suoi Sassi sono un intrico di vicoli bianchi come la calce, dove le chiese e le case rupestri sono scavate nella roccia di tufo lungo le ripide pareti del torrente Gravina. Unici al mondo, i Sassi sono abitazioni autonome e allo stesso tempo collegate, con pavimenti e tetti che si intersecano, come casa Grotta su vicolo Solitario, ora museo, che offre uno spaccato di vita familiare con oggetti e spazi condivisi dalle persone con gli animali. La roccia, in realtà, è tufo marino, materiale friabile che nei secoli si è trasformato in archi, colonne e scale naturali che caratterizzano la città, aggrappata in modo verticale ai Sassi Barisano e Caveoso, le due rocce più antiche che circondano la Civita, il primo nucleo che si trova nella parte più elevata. Qui sorgono l’imponente duomo e i resti di numerose torri, come Metellana, Quadra e Capone. Dai Sassi si dirama un labirinto di gallerie e vicoli bui, così stretti che non vedono mai il sole: Sasso Barisano è ricco di edifici con portali scolpiti e fregi mentre Caveoso è disposto ad anfiteatro con le case simili a grotte, che scendono a gradoni, tanto addossate una all’altra da sembrare un unico muro. Nel nucleo di case appaiono scale e piazzette dove si trovano ancora i resti di un labirinto di cisterne, enorme opera di ingegneria idraulica ispirata al sistema dei vasi comunicanti che si estende sotto tutta la città e che corrisponde a un moderno sistema fognario. Di sera le piccole abitazioni si illuminano trasformando la città in un magico presepe.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/matera4.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Matera è una città dalla storia affascinante e complessa: città di confine, di contrasti, di competizione e fusione tra paesaggi, civiltà, culture, diverse. Dalla <strong>civiltà rupestre</strong> a quelle di matrice bizantina ed orientale, all’avvento dei Normanni, il sistematico tentativo di riduzione della città rupestre alle regole della cultura della città europea: dal romanico, al rinascimento, al barocco, gli ultimi otto secoli di costruzione e rifinitura della città hanno tentato di plasmare, vincere le naturali resistenze del preesistente habitat rupestre, determinando architetture e sistemazioni urbane di particolare qualità ed originalità.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oggi, nuovamente nel segno della cultura urbanistica europea, gli aspetti della sfida della riqualificazione, del recupero sostenibile, della riconquista dell’identità perduta sono le attività che hanno riportato alla ribalta questa città unica diventata a ragione patrimonio mondiale dell’umanità.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sulla scorta di questa particolare vicenda storica, Matera offre oggi ai suoi visitatori l’affascinante sensazione di scoprire, sul filo originale della propria cultura, delle proprie emozioni, le tracce, a volte apparentemente umili, a volte colte, di quella competizione che ha a lungo caratterizzato la città.</span></div></div></div></div><div style="text-align: start;"></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/matera6.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I Sassi di Matera</span></div><div style="text-align: start;"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L’architettura irripetibile dei <strong>Sassi di Matera</strong> racconta la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente e al contesto naturale, utilizzando con maestria semplici caratteristiche come la temperatura costante degli ambienti scavati, la calcarenite stessa del banco roccioso per la costruzione delle abitazioni fuori terra e l’utilizzo dei pendii per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorici.</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La struttura architettonica è costituita da due sistemi, quello immediamente visibile realizzato con le stratificazioni successive di abitazioni, corti, ballotoi, palazzi, chiese, strade orti e giardini, e quello interno e invisibile a prima vista costituito da cisterne, neviere, grotte cunicoli e sistemi di controllo delle acque, sistemi essenziali per la vita e la ricchezza della comunità.</span></div></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/matera3.png"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">E’ qui che Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson, due registi molto diversi tra loro, hanno deciso di girarvi i propri film - rispettivamente Il Vangelo secondo Matteo, del 1964, e La passione di Cristo, del 2004 – ritenendo che il capoluogo lucano fosse lo scenario più vicino a Gerusalemme che si potesse trovare in Europa. In effetti è difficile trovare un luogo al mondo con più vicoli ciechi, scale che salgono e poi si fermano contro una parete chiusa, strade che portano a un muro, buchi, grotte, anfratti, scalone di pietra riuniti in poche centinaia di metri.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Qui tutte le pietre sembrano un’opera d’arte e non è un caso che molti artisti, stregati dall’energia emanata dai Sassi e affascinati dalla sua lunga storia, ancora oggi risiedano a Matera; le loro botteghe artigianali si aprono nei muri di tufo, bucati da piccoli negozietti e atelier e da tantissimi ristoranti e trattorie. Molte delle grotte sono state abilmente trasformate in alberghi, regalando agli ospiti un’esperienza unica, impagabile, perché alloggiare dentro un patrimonio dell’umanità è davvero un evento raro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il video</span></div></div></div><a href="https://youtu.be/5w4R2_89nNs">https://youtu.be/5w4R2_89nNs</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 06:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Regioni Italiane: Il Veneto]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca Ur,]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Veneto"><![CDATA[Veneto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Veneto è una</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> regione che comprende al suo interno molte forme del paesaggio naturale: dalla fascia costiera affacciata sull'Adriatico alla pianura veneto-friulana uniforme e monotona, che poi si innalza nei dodici rilievi dei Colli Euganei e dei Colli Berici, fino ad arrivare alle Alpi nella parte più settentrionale comprendendo la maggior parte delle Dolomiti. Una regione ricca di storia che si fonde con quella di Venezia tant’è che l'elemento principale della bandiera e dello stemma è il leone di San Marco, che è stato per diversi secoli simbolo della Repubblica di Venezia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/veneziabandiera1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Numerosi sono i passi dolomitici che attraversano l'area montana regionale: Passo di Giau, Passo di Valparola, Passo Fedaia, Passo di Falzarego, Passo di Campolongo, Passo Duran, Forcella Staulanza, Passo della Mauria, Passo di Monte Croce di Comelico, Passo Tre Croci, Passo Xomo, Passo Cibiana, Passo Buole, Passo San Boldo, Forcella Lavardet, Passo Croce d'Aune, Forcella Aurine, Cima Sappada, Sella di Riota.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/passidolomitiveneto.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sono presenti importanti fiumi (Po, Adige, Brenta, Piave, Livenza, Bacchiglione, Tagliamento) e il Lago di Garda che fa caso a sé, dato che, grazie alla sua dimensione, mediamente mite per tutto l'anno, possiede caratteristiche subtropicali con inverni miti ed estati molto calde. Dal freddo delle Dolomiti a quello mediterraneo della costa adriatica, il Veneto riassume tutte le temperature d'Europa. In Veneto vi sono un parco protetto nazionale e cinque regionali: parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo, Parco regionale dei Colli Euganei, Parco naturale regionale della Lessinia, Parco naturale regionale del Fiume Sile, Parco regionale del Delta del Po e vi sono anche sei Riserve naturali regionali, quattordici Riserve naturali statali, due Zone umide di importanza internazionale, nove Foreste demaniali regionali e diversi Parchi e Riserve regionali di interesse locale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/parcoColli_Euganei.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Cenni storici</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli Euganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei Veneti, secondo la leggenda classica originari della Troade e della Paflagonia in Anatolia, oggi Turchia. Le prime infiltrazioni di tribù germaniche nel territorio della regione ebbero luogo già nel 168-169 d.C. con il saccheggio di Oderzo per opera dei Quadi e dei Marcomanni. Fu tuttavia a partire dal V secolo che le incursioni si fecero ripetute e più devastanti, con gli Unni, gli Eruli, infine con gli Ostrogoti di Teodorico, che stabilirono il loro regno sul Veneto e sull'Italia nel 493. Nel 568 d.C., però ebbe luogo la formidabile e devastante invasione dei Longobardi. Fu in quella fase che in Veneto venne a crearsi una separazione tra la zona continentale, sotto il dominio longobardo, e quella costiera, ancora dipendente dall'Impero bizantino.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Le terre venete appartenenti al nuovo regno longobardo vennero divise tra i ducati, di Vicenza, Verona e Ceneda. Il tessuto sociale della Terraferma conobbe un rapido declino; una certa continuità della vita cittadina fu garantita dai vescovi, divenuti riferimenti autorevoli in campo morale, culturale e sociale. Vi sorsero fondazioni monastiche legate o dipendenti dall'abbazia di Bobbio che crearono le basi per lo sviluppo dell'agricoltura, con la diffusione di vigneti, castagneti, oliveti, mulini e frantoi. Si riaprirono le vie commerciali e di comunicazione: olio, sale, legname, carne, ecc. Fra queste il grande Priorato di San Colombano di Bardolino, con il territorio del lago di Garda, dei fiumi Adige, Mincio, la zona della Valpolicella e del veronese, fra le varie produzioni vitivinicole e di olio del territorio monastico si distinguevano anche le peschiere del Garda, il cui pesce veniva commercializzato grazie alla conservazione sotto sale e olio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.italyfortourist.com/images/venetocennistorici1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La zona bizantina venne invece dapprima unita nel 580 ai superstiti territori settentrionali nel costituire l'eparchia Annonaria, per essere poi resa nel 584 provincia autonoma dipendente dall'Esarcato d'Italia col nome di Venetia maritima. Dall'entroterra le autorità politiche e religiose romano-venete, assieme a parte delle popolazioni, trovarono rifugio nei principali centri lagunari che già da un secolo avevano incominciato a svilupparsi, andarono quindi a costituire, nel 697, durante il regno dell'imperatore Leonzio, il ducato di Venezia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">A partire dai primi decenni dopo il 1000, si assistette in tutto il Veneto a un decollo economico e a una ripresa della vita sociale nelle città principali, che incominciarono a esercitare un controllo egemonico sul loro contado. Dalla fine del X secolo, poi, Venezia incominciò la sua espansione marittima nell'Adriatico, del quale prese a configurarsi come potenza egemone fino a farlo diventare il Golfo di Venezia, e ad accrescere enormemente i propri privilegi e commerci in Oriente. Il milleduecento fu contraddistinto dall'espansione del potere veneziano in tutto il Mediterraneo orientale, culminato con la Quarta crociata e la creazione nel 1205 dell'Impero latino di Costantinopoli, nel quale a Venezia era garantito il dominio sulla quarta parte e mezza dell'impero di Romània assumendo il nome di Stato da Mar includendo, oltre ai territori dell'Istria e della Dalmazia, le isole Ionie, Creta, Cipro, e tutta una serie di basi e piazzeforti nel Peloponneso, nell'Egeo e in Anatolia. Nonostante il mare fosse la fonte primaria della propria ricchezza, Venezia non perse mai interesse per l'entroterra. Fu a partire dal XIV secolo che la Serenissima incominciò a intervenire in modo sempre più deciso nella politica regionale. Il potere e l'influenza crescente della repubblica suscitarono le gelosie dei suoi vicini, che costituirono nel 1379 una formidabile coalizione ma la Repubblica di Venezia conquistò l’entroterra padano-veneto e l'unità del Veneto fu praticamente ricomposta. Per queste terre, oltre alla fine dei conflitti e alla instaurazione di un governo stabile e rispettato, le dedizioni alla Serenissima significarono, di solito, la concessione di particolari statuti di autonomia che garantivano, in cambio dell'atto di soggezione a Venezia e dell'accettazione di governatori inviati dal Senato Veneto, il mantenimento di gran parte degli istituti e delle leggi preesistenti: lo Stato da Tera nasceva, di fatto, come sorta di stato federale ante litteram. Nella seconda metà del Quattrocento e agli inizi del Cinquecento, la repubblica di Venezia espanse ulteriormente i propri possedimenti e la repubblica veneta, fra Stato da Mar e Stato da Tera, costituiva un impero multietnico abitato da veneti, lombardi, friulani, istriani, romagnoli, dalmati, croati, albanesi, pugliesi, greci e ciprioti finchè il 14 maggio 1509 ad Agnadello nel cremasco, le truppe venete sono sbaragliate dall'esercito di Luigi XII di Francia: in pochi giorni gran parte dello Stato da Tera è occupato dal nemico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.italyfortourist.com/images/veneziaantica.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Al declino dei commerci e dell'impero marittimo della Serenissima incominciato nel Cinquecento, si accompagnò una crescente attenzione del patriziato per la proprietà fondiaria di terraferma, riducendo progressivamente il dinamismo del ceto dirigente e portando sempre più verso la stagnazione sociale e politica della repubblica. Alla fine del XVIII secolo fermenti rivoluzionari e borghesi percorrevano anche la repubblica veneta, mentre dalle Alpi irrompevano le truppe di Napoleone Bonaparte, disceso nella campagna d'Italia. Venezia rifiutò di schierarsi, dichiarando la propria neutralità e al contempo rifiutando di mobilitare le truppe a difesa dei propri territori. Il Veneto divenne campo di battaglia tra gli opposti schieramenti. La Terraferma venne infine occupata dalle truppe francesi, cui venne permesso di entrare nelle città.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Veneto rimase dunque sotto amministrazione austriaca dal 1797 al 1805 quando, in seguito alla Pace di Presburgo, venne annesso al Regno d'Italia di dominazione francese, nell'ambito del quale rimase per un decennio. Con la caduta di Napoleone il dominio austriaco venne ristabilito con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'unione del Veneto al Regno d'Italia avvenne nel 1866.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il 24 maggio 1915 l'Italia entrò nel primo conflitto mondiale (primo colpo di cannone sparato dal Forte Verena) a fianco delle potenze dell'Intesa. Il collasso del fronte nella notte del 24 ottobre 1917, durante la battaglia di Caporetto, trasformò di colpo il territorio veneto nel cuore del nuovo fronte. Sotto la minaccia dell'accerchiamento e della sconfitta totale, l'esercito tentò un ripiegamento in breve trasformatosi in rotta. La via che minacciava i capoluoghi veneti si presentava completamente spalancata per l'imperial-regio esercito austro-ungarico. Nel disperato tentativo di difendere Venezia e la sua preziosa base navale, l'esercito italiano tentò di riorganizzarsi prima sulla Livenza, quindi si attestò sul Piave, dove si impegnò in una lunga battaglia di resistenza. I territori a nord del fronte rimasero quindi in mano austriaca sino al 1918 e alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto. La prima guerra mondiale lasciò sul territorio gravissimi danni. Interi paesi vennero cancellati lungo la linea del Piave, così come in montagna (Asiago venne completamente rasa al suolo) mentre le campagne risultavano incolte e spopolate. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.italyfortourist.com/images/guerra_mondiale.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'enorme povertà lasciata dalle macerie della guerra favorì una massiccia emigrazione, diretta in massima parte verso i paesi dell'America latina e altre regioni d'Italia. La seconda guerra mondiale apportò nuove distruzioni. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 il territorio venne occupato dalle truppe germaniche. Verona divenne una delle capitali della RSI, con l'insediamento di importanti comandi militari e di alcuni ministeri. In questo periodo enormi distruzioni vennero causate dai bombardamenti aerei (particolarmente feroce quello che colpì e rase al suolo gran parte di Treviso). E altri massicci bombardamenti su Padova e Verona e in particolare Vicenza, anche questa quasi rasa al suolo. Enormi distruzioni patì in particolare poi il polo industriale di Marghera, ripetutamente colpito dai bombardamenti alleati.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il territorio veneto divenne quindi terreno delle azioni di guerriglia durante la Resistenza partigiana. Con la resa incondizionata dell'occupante tedesco il 29 aprile 1945 il Veneto venne infine liberato dal nazi-fascismo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.italyfortourist.com/images/turismo-veneto1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Turismo</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Veneto detiene il primato di regione più visitata d'Italia. I settori turistici possono essere suddivisi nei seguenti ambiti: Città d'arte, Mare, Montagna, Terme, Lago. In Veneto sono presenti otto beni inseriti nella lista dei siti patrimonio dell'umanità redatta dall'agenzia UNESCO, in quanto rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale: Venezia e la sua Laguna, Città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto, Orto botanico di Padova, Città di Verona, Le Dolomiti, Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi, Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Citiamo inoltre come luoghi di grande interesse storico, architettonico e naturalistico Palazzo Ducale a Venezia, Villa "la Rotonda" di Andrea Palladio a Vicenza, L'orto botanico di Padova, Vista da colle San Pietro di Verona, Le Tre Cime di Lavaredo nel cuore delle Dolomiti bellunesi, L'ingresso alla fortezza di Peschiera, Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anche i teatri oltre che sotto l’aspetto culturale sono un’importantissima pagina turistica del Veneto. Ricordiamo Teatro La Fenice, Teatro Malibran, Teatro stabile del Veneto Carlo Goldoni, Teatro Verdi (Padova), Teatro Olimpico, Teatro Filarmonico (Verona), Teatro romano di Verona, Teatro comunale Mario Del Monaco di Treviso, Teatro Accademia di Conegliano, Il Teatro Accademia di Conegliano, Teatro Rivoli di Valdagno, il teatro più grande del Veneto e uno dei più grandi del nord est. È chiuso dal 30 giugno 1981. Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Salieri di Legnago, Teatro "Mario Del Monaco" di Treviso, Teatro de la Sena di Feltre, Teatro Sociale di Villa Bartolomea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Carnevale_di_Venezia_-_2010_-4357681981-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Feste tradizionali</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festa del Redentore: si svolge la terza domenica di luglio a Venezia con spettacoli pirotecnici e processioni fino alla Basilica del Redentore, costruita come voto cittadino per la fine della peste del 1575-1576. Anche in tutto l'entroterra la gente si ritrova alla sera per mangiare all'aperto e assistere agli spettacoli pirotecnici organizzati nei vari paesi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festa della Madonna della Salute: si celebra il 21 novembre a ricordo della fine della lunga pestilenza che decimò la popolazione veneziana fra il 1630 e il 1631. Un ponte di barche viene approntato per l'occasione, mentre la popolazione si reca in processione presso la Basilica di Santa Maria della Salute, aperta per l'occasione fino a sera tarda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Carnevale di Venezia: festa di antichissima tradizione, prevede una nutrita serie di spettacoli di vario tipo in città, sia nei teatri sia all'aperto per tutto il periodo carnevalesco. Un tempo durava dall'Epifania fino al mercoledì delle Ceneri: oggi il periodo è limitato ai sei giorni che vanno da giovedì grasso al martedì grasso successivo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Regata delle Antiche Repubbliche Marinare: si svolge ogni anno in un giorno compreso tra la fine di maggio e l'inizio di luglio, ed è ospitata a rotazione da Amalfi, Pisa, Genova e Venezia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festa della Sensa: si svolge a Venezia a partire dall'anno 1000, il giorno dell'Ascensione. Prevede una serie di manifestazioni, fra le quali un corteo storico di barche che di fronte alla Chiesa di San Nicolò del Lido di Venezia celebra la cerimonia dello Sposalizio del Mare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-8" src="https://www.italyfortourist.com/images/festa_santantoniovenetopadova.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festa di Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno, e prevede una processione per le vie del centro di Padova.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Brusa vecia: si svolge la sera dell'Epifania e prevede l'incendio di un fantoccio raffigurante la Befana e simboleggia il buttarsi alle spalle le cose vecchie per essere pronti ad accogliere il nuovo anno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festa del Panevin: si svolge nei giorni vicini all'Epifania, e prevede dei falò in piazza o nei cortili delle case di campagna, attorno ai quali ci si trova per mangiare la pinza (dolce veneto) e vin brulé. La sua origine è antichissima e pare risalga a riti protostorici. Attualmente è ancora molto diffusa e sentita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Regata Storica: si svolge la prima domenica di settembre a Venezia e coinvolge la cittadinanza in una gara di voga alla veneta accompagnata da sfilate in barche storiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Partita a scacchi di Marostica: la partita a scacchi di Marostica si svolge nella piazza sotto il castello di Marostica che ricorda una scacchiera e rievoca una partita che, secondo la tradizione odierna, si sarebbe svolta verso l'anno 1454 tra due nobili giovani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vendri gnocolar: si svolge l'ultimo venerdì del Carnevale di Verona, ed è caratterizzata dalla maschera del papà del gnoco, la più antica maschera veronese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Bati marso o bruxa marso: festa popolare che avviene ai primi di marzo in quello che un tempo era il Capodanno veneto. In questi giorni si bruciano dei falò per risvegliare la natura e alcuni bambini girano per il paese e la campagna facendo rumori con pentole o utensili di lavoro. Tali riti sopravvivono soprattutto nella fascia pedemontana da Verona e Vicenza fino a Treviso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Eventi culturali</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Molti gli eventi che animano la vita culturale della regione, alcuni dei quali anche di richiamo internazionale. Fra tutti, vanno segnalati i seguenti:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Biennale di Venezia: ente no-profit di promozione artistica che si divide nei settori musica, architettura, danza, cinema (di cui la mostra del cinema è una produzione) e teatro.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festival lirico areniano: si tiene ogni estate all'Arena di Verona, dove vengono allestite le opere liriche più famose.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Veneto Jazz Festival: festival di danza e musica jazz che si svolge nei luoghi più suggestivi della regione, soprattutto nella pedemontana (Bassano del Grappa, Marostica, ecc.).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Carnevale di Venezia, uno dei carnevali più conosciuti al mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Operaestate Festival Veneto: festival di spettacolo dal vivo che si tiene a Bassano del Grappa nei mesi estivi annualmente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Incontri asolani - Festival internazionale di musica da camera: rassegna di musica da camera di richiamo internazionale, ha luogo nei luoghi suggestivi di Asolo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Premio Campiello (Venezia): premio letterario</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mostra internazionale dell'illustrazione per l'infanzia di Sarmede: mostra che si svolge ogni anno e che raccoglie illustrazioni per l'infanzia provenienti da tutto il mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Cortina InConTra: è una serie di incontri che avvengono a Cortina d'Ampezzo, dove alcuni ospiti illustri dibattono di cultura, attualità, politica e società. Molti i politici che vi prendono parte, facendo di questo evento uno dei più seguiti durante i mesi estivi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Rassegna internazionale di canto corale di Mel, in provincia di Belluno è un festival suddiviso in tre serate in cui si esibiscono tra la fine di giugno e l'inizio di luglio cori polifonici provenienti da tutto il mondo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vivavoce: festival internazionale di musica a cappella; si tiene principalmente in teatri e chiese di Treviso e Castelfranco Veneto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Festival nazionale dei sosia d'Italia: festival nazionale di musica e spettacolo live di sosia di personaggi famosi nazionali e internazionali; si tiene principalmente a Bibione[64].</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-9" src="https://www.italyfortourist.com/images/Teatro-Romano-verona.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Estate teatrale veronese: rappresentazioni teatrali principalmente al teatro romano di Verona, dove viene messo in scena soprattutto William Shakespeare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Treviso Suona Jazz: festival di musica jazz della città di Treviso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Premio Camposampiero. Premio Nazionale Biennale di poesia religiosa. Palio</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Diverse città inoltre organizzano il palio, tra cui vale la pena citare:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Palio di Noale: rievocazione storica del Palio pedestre disputato a Noale nel 1339 e 1347 sotto la signoria dei Tempesta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Palio di Feltre: si disputa la prima domenica di agosto. Oltre alla corsa di cavalli prevede la gara di tiro con l'arco, la staffetta e il tiro alla fune.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Palio della Marciliana: si disputa a Chioggia (VE) la terza domenica di giugno di ogni anno. È una gara di tiro con la balestra da banco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Palio dei 10 Comuni del Montagnanese: si disputa la prima domenica di settembre. Oltre alla corsa di cavalli prevede la tenzone degli arcieri, la corsa dei gonfaloni e il tiro alla fune.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Palio del drappo verde di Verona: si tratta di una rievocazione del Palio istituito nel 1208.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-10" src="https://www.italyfortourist.com/images/cucinaveneto.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Cucina</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La presenza di zone umide molto importanti, quali il Delta del Po, e la presenza di numerosi fiumi e corsi d'acqua hanno permesso la coltivazione di moltissime specie vegetali. Inoltre, la varietà di terreni e di altitudini, hanno reso possibile la diversificazione delle colture.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Alcune delle produzioni tradizionali regionali:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Asparago di Badoere</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ciliegia della Val d'Alpone</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ciliegia di Cazzano di Tramigna</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ciliegia di Marostica</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Brodo di giuggiole di Arquà Petrarca</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Olio extravergine d'oliva Garda</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Riso Nano Vialone Veronese</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Prosciutto Veneto Berico-Euganeo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Sopressa di Valli o Vicentina</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Formaggio Asiago</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Formaggio Piave</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Formaggio Morlacco, stagionato solo per 15 giorni</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Formaggio Bastardo, prodotto sul Monte Grappa</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Formaggio delle malghe del Monte Cesen</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mais Marano</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Mais Biancoperla</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Formaggio Monte Veronese</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Melone del Delta polesano</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Riso del Delta del Po</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Anguilla del Delta del Po</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Vongola verace del Polesine</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Cozza di Scardovari</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Moscardino di Caorle</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Canestrello bianco di Caorle</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Broccolo fiolaro di Creazzo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><b>Piatti tipici</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il contributo delle culture con le quali, storicamente, la Repubblica di Venezia entrò in contatto, è evidente anche nella tradizione culinaria della regione. Infatti, la presenza di elementi provenienti da culture del Medio e dell'Estremo Oriente si può riscontrare sia nei piatti veneziani sia in quelli regionali. Tuttavia, va evidenziata la differenza tra zone montane, zone di pianura e zone costiere, dove la diversità di prodotti offerti dall'agricoltura o dalla pesca ha determinato una diversità anche culinaria, prediligendo piatti a base di carne e formaggi nelle zone montane, ortaggi, carni suine e ovine in pianura, piatti di pesce nelle zone costiere e dei laghi, o nelle campagne ricche di canali e risaie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I piatti tipici più apprezzati:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Agnolini, Sarde in saor, Gamberi in saor (<a href="https://www.madeinitalyshopclub.com/ricettedicucina/blog/index.php?id=000000011" target="_blank" class="imCssLink">leggi la ricetta cliccando qui</a>), Fegato alla veneziana, Risi e bisi, Pandoro e nadalin ecc…</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra i vini e i liquori ricordiamo Acqua di melissa, Brodo di giuggiole, Liquore alla prugna, Liquore Fragolino, Grappa veneta di vario tipo, Amaro al radicchio rosso di Treviso, Amaro del Cansiglio, Barancino, Maraschino, Tagliatella, Spritz.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-11" src="https://www.italyfortourist.com/images/degustazionevinivenetoregione.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Tra i vini veneti più famosi vanno ricordati i seguenti: Valpolicella, Valdadige, Lessini Durello, Lugana, Custoza, Recioto di Gambellara, Amarone della Valpolicella, Recioto della Valpolicella, Bardolino, Raboso, Soave, Recioto di Soave, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (da ricordare particolarmente la tipologia Superiore di Cartizze), Cabernet di Treviso, Breganze Torcolato</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5 ff1"><b><i>CLICCA E GUARDA IL BELLISSIMO VIDEO SUL VENETO:</i></b></span></div><div class="imTACenter"><br></div></div><a href="https://youtu.be/i4REYcZuzow">https://youtu.be/i4REYcZuzow</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 09:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Toscane: Walking experience: per conoscere l'Isola del Giglio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Raccontare la storia e l'identità della comunità gigliese, scoprire le ricchezze del territorio, gustare le sensazioni e i sapori della natura, i panorami mozzafiato, un'attività di walking experience all'avanguardia, con la creazione di percorsi tematici ed una mappatura gps dei sentieri dell'Isola del Giglio (Grosseto) per informare i visitatori di cosa stanno scoprendo durante il loro cammino. E' il progetto del Comune, sposato anche dal Parco dell'Arcipelago Toscano, come confermato in un incontro tra il sindaco Sergio Ortelli, l'assessore al Turismo Walter Rossi, il vicepresidente del Parco Stefano Feri ed il direttore Maurizio Burlando.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/igiglioexperience1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"Camminare per i sentieri non è più soltanto una scelta per gli sportivi o per gli amanti del trekking, anzi - afferma Rossi - oggi è una passione molto diffusa e per tutte le età. Significa scoprire in modo più autentico e profondo i territori che si percorrono. La nostra isola, con i suoi oltre 60 chilometri di sentieri affacciati sul mare, ha davvero molto da raccontare ed ha tutte le carte in regola per divenire una meta ambita anche per questa specifica realtà, nonché proiettarsi alla promozione del turismo destagionalizzato. Per queste ragioni l'amministrazione comunale porterà al rifacimento di tutta la segnaletica e al rilascio di una nuova mappa dei sentieri".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/igiglioexperience3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">L'assessore spiega come sarà disponibile la sentieristica per l'appassionato. "La mappa sarà anche in versione digitale, poiché sarà possibile, tramite un apposito link, effettuare il download dei tracciati Gps che potranno essere utilizzati con il proprio smartphone tramite le più diffuse app specifiche per la sentieristica". Importante è la sinergia tra il Comune ed il Parco, come conferma il sindaco Ortelli. "Nell'ottica di una proficua sinergia, ormai consolidata su più fronti - conclude il primo cittadino- l'Ente Parco dell'Arcipelago Toscano ha sposato il progetto dell'amministrazione comunale gigliese ed è stato fatto un accordo di collaborazione per la realizzazione del progetto".</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 05:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli Uffizi riapriranno il 21 gennaio 2021]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Lo ha annunciato il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt riaprendo questa mattina il giardino di Boboli. "Invito tutti i fiorentini e i toscani a venire a visitare i nostri musei - ha detto Schmidt - che sono stati chiusi per 77 giorni".</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/uffiziriaprono2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Galleria degli Uffizi, saranno aperti dalle 8,30 alle 18,30 dal martedì al venerdì. Sarà possibile visitare le 40 sale del secondo piano, con la mostra sul dipinto 'Esperimento su di un uccello inserito in una pompa pneumaticà di Joseph Wright of Derby, capolavoro in prestito dalla National Gallery di Londra e la mostra archeologica 'Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane'. Palazzo Pitti sarà aperto dalle 8,30 alle 13,30 dal martedì al venerdì. Qui sarà accessibile la Galleria d’Arte moderna, il Tesoro dei Granduchi e la galleria Palatina, compresa la mostra sul restauro del dipinto di Raffaello con Il Papa Leone X e due cardinali. Il museo della Moda e del costume resterà chiuso per lavori di allestimento. La validità delle tessere annuali Passepartout, inclusa Passepartout Family è prorogata di 77 giorni, per compensare quelli della chiusura.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"Noi siamo ben consapevoli che nei prossimi mesi ci rimetteremo tanto - ha aggiunto il direttore Schmidt - tuttavia queste aperture non hanno un senso economico nel breve termine, quanto piuttosto stanno rendendo ai proprietari di questi spazi e questi capolavori l’accesso, cioè al popolo italiano. Queste opere che abbiamo nei musei statali sono di proprietà di ogni italiano, e noi siamo solo i custodi e quindi li rendiamo anche fisicamente accessibili. Poi c'è anche un senso ancora più profondo: il valore della cultura e dell’arte per l’umanità". Parlando poi del futuro dei musei, Schmidt ha concluso dicendo che "la nostra speranza è quella che dalla zona gialla arriveremo nella zona bianca, e che poi il problema a livello mondiale sarà risolto entro quest’anno. Tuttavia anche a rischio che possa essere un’apertura a singhiozzo è una grande boccata d’aria, enorme, anche fosse per una-due settimane. Chi ha occasione di venire nei musei adesso è il momento".</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 13:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Emergenza CoronaVirus: VISITE VIRTUALI AI MUSEI ITALIANI]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Cultura_e_Tradizioni"><![CDATA[Cultura e Tradizioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Il coronavirus sta mettendo alla prova l’intero paese e i suoi milioni di abitanti, in quarantena forzata per scongiurare il rischio contagio. Non alzate bandiera bianca, però: da casa potete entrare gratis direttamente nei musei chiusi. Come? </span><span class="cf1"><strong><b>Grazie ai tour virtuali</b></strong></span><span class="cf1">. Non c’è coronavirus che tenga dinanzi alla voglia di distrarsi e immergersi nella cultura artistica, distanti ma comunque vicini, anche se &nbsp;</span><span class="cf1"><strong><b>grazie alla tecnologia.</b></strong></span></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È il momento di restare a casa per cercare tutti di sconfiggere il Covid19. Ma cosa fare tra quattro mura per non annoiarsi? Ebbene una soluzione è quella di fare una passeggiata virtuale tra le sale dei più bei musei italiani</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il Ministero dei Beni Culturali e per il Turismo ha creato una nuova pagina denominata la “Cultura non si ferma” che aggrega mediante sei sezioni ovvero musei, cinema, libri, educazione, teatro e musica proprio la cultura <i><a href="https://storico.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_422536076.html" target="_blank" class="imCssLink">(la trovi cliccando qui)</a></i>. A tale pagina sarà possibile trovare iniziative promosse in modo virtuale organizzate dai luoghi della cultura.</span></div></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><strong><b><span class="cf1"><br></span></b></strong></span></div><div><strong><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ecco alcuni esempi:</span></b></strong></div><div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">la </span><span class="cf1"><strong><b>Pinacoteca di Brera di Milano</b></strong></span><span class="cf1"> dove si troverà il “Cristo Morto” di Andrea Mantegna, la “Canesta” di Caravaggio ed anche “Il bacio” di Hayez,</span></span></li><li><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">il </span><span class="cf1"><strong><b>Museo Leonardo da Vinci</b></strong></span><span class="cf1"> ed il </span><span class="cf1"><strong><b>Museo della Scienza e della Tecnologia</b></strong></span><span class="cf1"> di Milano dove ci sarà un palinsesto tematico con delle rubriche diverse ogni giorno. Ad esempio il sabato di parlerà di spazio ed astronomia a trecentosessanta gradi mentre la domenica ci si lascerà coinvolgere da Leonardo da Vinci e dalle nuove Gallerie...</span></span></li></ul></div></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1"><strong><b><span class="cf1"><br></span></b></strong></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/visitavirtuale.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><strong><b><span class="cf1"><br></span></b></strong></span></div><div><strong><b><span class="fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></b></strong></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Inoltre sul sito del MINISTERO PER I BENI CULTURALI a questo link</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><a href="https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/index.html#&panel1-1" target="_blank" class="imCssLink">https://www.beniculturali.it/</a></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">trovate la lista dei musei che aderiscono a #iorestoacasa aprendo virtualmente le porte per mostrarci da remoto le collezioni. Nella lista troverete Pinacoteca di Bologna, Galleria Borghese, Cenacolo Vinciano,Museo etrusco di Villa Giulia, Pilotta di Parma, Museo delle Civiltà, Museo archeologico nazionale delle Marche, Museo Salce di Treviso, Museo archeologico di Aquileia, Villa d’Este e Villa Adriana, Parco Archeologico di Ostia antica, Museo archeologico di Taranto, Napoli, Reggio Calabria, Musei Reali di Torino, Pompei, il Colosseo, gli Uffizi, Palazzo Reale di Napoli, il Museo Egizio, le Gallerie nazionali di arte antica - Palazzo Barberini e Galleria Corsini, la Galleria nazionale d’arte moderna e Contemporanea di Roma, il Museo archeologico di Cagliari, il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il Museo d’Arte Orientale di Venezia, Capodimonte, il Museo Omero di Ancona, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Museo di San Martino, la Galleria dell'Accademia di Firenze, le Gallerie dell'Accademia di Venezia e la Basilica di San Francesco di Assisi.</span></span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1">Museo Egizio, Torino</span></b></b><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/RTEmagicC_MUSEO_EGIZIO_VISITA_VIRTUALE_597.JPG.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1"><br></span></b></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1"><br></span></b></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Il museo Egizio di Torino organizza videotour attraverso i canali social per raccontare gli oggetti della collezione del Museo Egizio. Con l'iniziava #laCulturaCura, potrete fare un viaggio virtuale tra i tesori del museo di Torino.</span><span class="cf1"> </span><span class="imUl cf1"><i><a href="https://museoegizio.it/" target="_blank" class="imCssLink">Qui le informazioni</a></i></span></span></div><div><span class="imUl fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1">Gallerie Uffizi, Firenze</span></b></b><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/Galleria-degli-Uffizi-in-Realta-Virtuale-come-visitare-il-museo-da-casa-.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1"><br></span></b></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1"><br></span></b></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Parte l'iniziativa Uffizi Decameron. Ogni giorno, sui profili social degli Uffizi: Instagram, Facebook e Twitter, verranno pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.</span><span class="cf1"> <span class="imUl"><i><a href="https://www.uffizi.it/" target="_blank" class="imCssLink">Qui tutte le informazioni</a></i></span></span><span class="cf1"><i><a href="https://www.uffizi.it/" target="_blank" class="imCssLink">.</a></i></span></span></div></div><div><span class="fs16lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1">Musei Vaticani</span></b></b><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/museos-vaticanos-escaleras-bramante-1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1"><br></span></b></b></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16lh1-5 ff1"><b><b><span class="cf1"><br></span></b></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">I Musei Vaticani presentano una vasta collezione di importanti sculture d'arte e classiche curate dai Papi nel corso di molti secoli. Potrete fare un tour virtuale del parco del museo e delle mostre iconiche, incluso il soffitto di Michelangelo della Cappella Sistina. Per maggiori informazioni ecco il</span><span class="imUl cf1"> </span><span class="imUl cf1"><i><a href="http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it.html" target="_blank" class="imCssLink">link ufficiale</a></i></span><span class="cf1">.</span></span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 06:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News: Dante è online il portale per i 700 anni dalla morte]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Oltre trenta istituzioni fiorentine - riunite in un Comitato organizzatore coordinato dal Comune di Firenze - racconteranno la storia di Dante e della sua mai dimenticata Firenze, la città dove nacque e in cui partecipò attivamente alla vita politica, divenendo prima Cavaliere e poi Priore, prima di essere esiliato nel 1302, in un programma, digitale e non, attraverso conferenze, giornate di studi, eventi e mostre aperte al grande pubblico. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/caasa-di-ante-a-firenze.jpg"  title="" alt=""/><br><span class="fs9lh1-5 ff2"><b>Casa di Dante oggi anche Museo a Firenze</b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs9lh1-5 ff2"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="imTALeft">"Avremo numerosi appuntamenti di tutte le discipline artistiche e culturali e grazie a questo sito internet unico, </span><span class="imTALeft"> &nbsp;</span><span class="imTALeft"><b><a href="http://www.700dantefirenze.it" target="_blank" class="imCssLink">www.700dantefirenze.it</a> </b>e<b> </b></span><span class="imTALeft"> potremo essere sempre aggiornati su quello che c'è da seguire", anticipa l’assessore comunale alla Cultura, Tommaso Sacchi, che è anche presidente del Comitato organizzatore. "Siamo certi che il 2021 sarà davvero un anno della rinascita per la cultura e siamo felici di ricominciare proprio dal padre della nostra lingua"</span></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 11:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Scavi di Pompei : Riaffiora intatto il Termopolio della Regio V]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Campania"><![CDATA[Campania]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Collocato nella Regio V, davanti ad una piazza di grande passaggio all'angolo fra il vicolo dei Balconi e la casa delle Nozze d'Argento, il nuovo Termopolio era stata individuato e parzialmente scavato nel 2019, quando era riemersa l'impronta lasciata sulla cenere da uno dei grandi portoni in legno ed era stato ritrovato il balcone del primo piano, insieme con una prima parte del bancone, quella che si affacciava sulla piazza, tra le più frequentate a Pompei, con la sua bella fontana in marmo</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"><br></span></div><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/fototermopoli2.jpg"  title="" alt=""/></div><span class="fs8lh1-5 cf1 ff3"><i><b>Foto @Ansa</b></i></span></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1">Tutto quasi fermo nel tempo al giorno dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., fissato dal materiale piroplastico che ne ha sigillato gli straordinari colori e conservato elementi fondamentali per ricostruire usi alimentari e abitudini dei romani di duemila anni fa. </span><span class="imTAJustify fs12lh1-5 ff1">Tutto è conservato: le pentole in coccio con i resti delle pietanze più prelibate, dal capretto alle lumache e persino una sorta di "paella" con pesce e carne insieme. Il vino “corretto” con le fave e pronto per la mescita. E un grande bancone ad "elle" decorato con immagini così realistiche da apparire quasi in 3d: una coppia di oche germane, un gallo, un grande cane al guinzaglio</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/fototermopoli4.jpg"  title="" alt=""/><br><div><i><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff3">Foto @Ansa</span></b></i></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ma sono stati gli scavi successivi, arrivati al clou nelle scorse settimane, a restituire insieme alle straordinarie decorazioni, al pavimento intarsiato di marmi policromi e al quadro completo dell'ambiente la sorpresa di una grande mole di informazioni che questa bottega dell'antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia.</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">I resti dei piatti in menù, per esempio, "con l'impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza", come spiega l'archeozoologa Chiara Corbino, di fatto una specie di paella ante litteram. O il trattamento del vino, come racconta l'archeobotanica Chiara Comegna, che era corretto con le fave (servivano a sbiancarlo e nello stesso tempo a correggerne il gusto) ma anche conservato in un dolo che aveva sul suo fondo una tegola per separare i legumi dal liquido ed evitare di mescere il vino insieme con il suo poco gradevole fondo<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/fototermopoli3.jpg"  title="" alt=""/><br><div><i><b><span class="fs8lh1-5 cf1 ff3">Foto @Ansa</span></b></i></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Senza parlare dello scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio: adulto ma di dimensioni così modeste da far pensare che già all'epoca si praticasse la selezione delle razze da compagnia. Ma quello che sembra raccontare il nuovo Termopolio è anche un altro tassello della tragedia umana che fu l'eruzione. Nel locale, dotato di secondo ambiente sul retro e di un piano superiore, sono stati trovati i resti di due uomini. Uno, all'incirca 50enne, stando all'ipotesi dell'antropologa Valeria Amoretti, era sdraiato su un letto nel retrobottega, le ossa dell'altro - fatta eccezione per un piede - sono state trovate in un grande vaso, con tutta probabilità occultate lì da scavatori forse addirittura del XVII secolo,</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/fototermopoli5.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Questa bottega dell'antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia. I resti dei piatti in menù, per esempio, "con l'impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza", come spiega nella sua relazione l'archeozoologa Chiara Corbino, di fatto una specie di paella antelitteram. O il particolare trattamento del vino, come racconta a sua volta l'archeobotanica Chiara Comegna, che era corretto con le fave (servivano a sbiancarlo e nello stesso tempo a correggerne il gusto) ma anche conservato in un dolo che aveva sul suo fondo una tegola per separare i legumi dal liquido ed evitare di mescere il vino insieme con il suo poco gradevole fondo. Senza parlare dello scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio: adulto ma di dimensioni così modeste da far pensare che già all'epoca si praticasse la selezione delle razze da compagnia.</span></div><div style="text-align: start;"><strong><b><span class="fs11lh1-5 cf2 ff4"> </span></b></strong></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs10lh1-5 ff1">Guarda il Video con </span><span class="imTALeft cf1"><span class="ff1"><span class="fs10lh1-5">un'intervista al direttore del Parco Archeologico </span><span class="fs10lh1-5"><i>Massimo Osanna</i></span></span></span></b></div></div><a href="https://youtu.be/iaGYTy27J70">https://youtu.be/iaGYTy27J70</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 12:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Via a libera alla valorizzazione del percorso fra Firenze e Lucca]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Toscana"><![CDATA[Toscana]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Un percorso di 110 km da Firenze a Lucca che attraversa 17 comuni sulle tracce di San Jacopo. Lo prevede la delibera che ha avuto oggi il via libera del Consiglio comunale di Firenze, dopo l'ok della giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell'assessore al Turismo Cecilia Del Re. Con l'approvazione del tracciato sul territorio del Comune di Firenze e della convenzione per l'esercizio associato delle funzioni, parte ora la valorizzazione integrata dell'offerta turistica. I comuni interessati sono Firenze, Sesto Fiorentino, Calenzano, Prato, Montemurlo, Montale, Pistoia, Serravalle Pistoiese, Pieve a Nievole, Monsummano Terme, Montecatini Terme, Massa e Cozzile, Buggiano, Uzzano, Pescia, Capannori, Lucca.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/PERCORSITOSCANALUCCA1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"Un percorso affascinante e alternativo - ha detto l'assessore Del Re - che sul territorio comunale parte da piazza della Signoria per arrivare alle ville di Castello, lungo un tracciato di circa 10 km. Un'opportunità per incrementare un'offerta turistica diversa da quella tradizionale, incentivando la scoperta di località e territori più ampi rispetto al centro storico della città e per promuovere un approccio sostenibile e lento al turismo, anche nell'ottica della ripartenza post Covid. Con questa convenzione sarà possibile progettare un'offerta integrata e lavorare al potenziamento e miglioramento del tracciato, in modo da attivare strumenti di promozione".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.italyfortourist.com/images/PERCORSITOSCANALUCCACOP.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il progetto di valorizzazione è stato presentato alle amministrazioni interessate dall'associazione senza scopo di lucro 'Comunità Toscana il Pellegrino di Firenzè, che riunisce alcune tra le maggiori competenze in ambito regionale in merito a itinerari storici e vie di pellegrinaggio. Una nota stampa di Palazzo Vecchio spiega come la creazione di un raggruppamento territoriale è stata promossa dalla Regione Toscana per supportare una migliore gestione del percorso escursionistico e riconoscere la titolarità di azione per la gestione dell'itinerario e di eventuali fondi e contributi per la realizzazione di opere utili alla fruibilità del percorso, alla valorizzazione e comunicazione dell'itinerario. Il ruolo di capofila sarà svolto dal Comune di Pistoia.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 08:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[News Archeologia: Roma Torna alla luce una nuova parte dei Fori Imperiali]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Lazio"><![CDATA[Lazio]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/foriimperiali3.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Una testa di età imperiale del dio Dioniso, una seconda testa dell'imperatore Augusto in età giovanile, sempre di epoca imperiale, mai mostrata al pubblico. E poi oltre 60 frammenti del Fregio d'Armi del Foro di Traiano, che rappresentano le spoglie belliche dei popoli vinti e quelle dei vincitori, e un frammento di fregio storico in marmo bianco a grana fine, inquadrabile cronologicamente tra il I e il II secolo d.C.: arrivano direttamente dal sottosuolo del primo tratto di via Alessandrina alcuni incredibili tesori della Roma antica, rinvenuti nello scavo archeologico appena concluso e illustrato alla presenza della sindaca VirginRaggi, grazie al quale è tornata alla luce una nuova porzione dei Fori Imperiali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/foriimperiali2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Con questa opera, curata da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali su concessione del ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo - Parco Archeologico del Colosseo e resa possibile grazie al contributo della Repubblica dell'Azerbaigian (per un importo complessivo di 1.000.000 di euro), finalmente con un unico sguardo si potrà ammirare la piazza del Foro di Traiano con il complesso monumentale dei Mercati di Traiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.italyfortourist.com/images/foriimperiali1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Dopo una campagna preliminare nel 2016, il progetto di scavo si è svolto ininterrottamente da marzo 2018 fino allo scorso novembre sotto la direzione scientifica degli archeologi della soprintendenza capitolina: l'intervento, oltre ad aver reso noti una nuova porzione della piazza del Foro di Traiano, capolavoro dell'urbanistica romana anche grazie all'opera dell'architetto Apollodoro di Damasco, e i resti delle abitazioni del quartiere medievale, ha fornito una serie di dati utili a ricostruire la storia del centro monumentale della città. Inoltre il progetto rende possibile la riunificazione visiva e fisica delle aree monumentali dei Fori di Traiano, Augusto e Nerva, creando un percorso unificato tra i Fori imperiali e il Foro romano - Palatino, per una fruizione senza barriere, frutto della collaborazione tra Comune di Roma e Mibact. "Abbiamo un tesoro preziosissimo nascosto sotto i nostri piedi, continuiamo ad aprire questo scrigno e a mostrare al mondo frammenti della nostra identità. Roma è patrimonio dell'umanità", ha detto oggi la sindaca Raggi, "questo lavoro ci dà speranza, dobbiamo continuare a guardare al futuro con fiducia: ora siamo in era Covid, ma chi lavora in questo settore deve avere una nuova spinta e deve essere sostenuto". "Stiamo tentando di ricomporre il mosaico dell'antichità", ha detto Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei Archeologici e storico-artistici di Roma Capitale. "Con lo scavo del 1998, durante il quale si è cercato di recuperare il marmo conservato sotto il terreno libero dai monumenti, è cambiata la nostra visione del Foro di Traiano, voluto dall'imperatore per celebrare le vittorie in Dacia. Ora grazie all'accordo tra le istituzioni, questo progetto, che accoglie quanto proposto nelle Linee Guida del 2008, riunifica il tessuto lacerato senza elementi di frattura tra le diverse aree, restituisce in elevato i monumenti dei Fori per renderli comprensibili e abbatte le barriere della conoscenza". "Se reperiremo nuove risorse il progetto proseguirà - ha proseguito - intanto stiamo progettando una passerella, in parte già realizzata, da disporre sull'area dei Fori".</span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1">Guarda il Video</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div></div><a href="https://youtu.be/cG7A7uueP0c">https://youtu.be/cG7A7uueP0c</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 06:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Messa di Natale: Ecco le norme anti Covid]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Cultura_e_Tradizioni"><![CDATA[Cultura e Tradizioni]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Il Dpcm con le nuove misure per le feste natalizie non risparmia nemmeno la messa di Natale, appuntamento che richiama tantissimi fedeli e che solitamente viene organizzata tra le 22.30 e le 24. Anche in questo caso la pandemia di Coronavirus stravolgerà le abitudini e le messe di Natale saranno celebrate in orari «compatibili» con il coprifuoco e dunque in anticipo rispetto al solito.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La Conferenza Episcopale Italiana assicura, ancora una volta, che le norme per prevenire i contagi verranno rispettate. Non solo: i parroci avranno dai loro vescovi l’indicazione di orientare i fedeli nelle diverse celebrazioni che si fanno a Natale. E dunque la questione 'orari delle messe' dovrebbe essere archiviata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/messa-di-Natale1.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">«Sarà cura dei Vescovi suggerire ai parroci - si legge nel documento condiviso dai vescovi al termine del Consiglio Permanente - di 'orientare' i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Per la «Messa nella notte», così la chiama correttamente la Cei, chiarendo indirettamente che una Messa di mezzanotte semplicemente non esiste, «sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto 'coprifuoco'». Niente balletto degli orari dunque: ogni parroco deciderà come meglio fare. L’importante è garantire che i fedeli possano stare a casa alle 22 e che non siano tutti concentrati in una sola Messa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.italyfortourist.com/images/messenatale2.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">D’altronde se si pensa che in Vaticano, ormai dai tempi di Benedetto XVI, la Messa di Natale del 24 dicembre si celebra ben prima della mezzanotte, la questione dell’orario si svuota da sé. L’Unione europea nelle sue indicazioni sulle feste natalizie invita ad «evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti». Una linea, a dire il vero, già seguita nelle chiese europee.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In Italia ci sono da maggio, cioè dal momento in cui le celebrazioni sono riprese in presenza, precise indicazioni, dalle porte di entrata e uscita, al limite dei posti a sedere, dalla richiesta ai sacerdoti di igienizzarsi le mani prima della Comunione alle restrizioni sul numero di persone che possono stare sull'altare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Chi non dovrà cambiare invece abitudini sono gli abitanti di Belmonte Castello, piccolo borgo in provincia di Frosinone: qui la messa di Natale si celebra alle 21 ormai da anni. La funzione religiosa viene anticipata dal sacerdote che 'preferisce' celebrare la messa della mezzanotte nella chiesa di un paese limitrofo, Terelle, conosciuta in tutto il mondo per la produzione delle castagne.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 13:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VIMINALE: “AUTOCERTIFICAZIONE PER SPOSTAMENTI A NATALE”]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Notizie_sul_Turismo"><![CDATA[Notizie sul Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Attenzione nei controlli alle principali arterie di traffico e nelle stazioni per vigilare sul rispetto delle norme e delle limitazioni che riguardano gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e, tra i Comuni, nelle giornate di Natale, S.Stefano e Capodanno. E' quanto chiede un passaggio della circolare del Viminale indirizzata ai prefetti, dove si legge: "Attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del Dpcm".</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/autocertificazione-spostamenti-natale-capodanno-modulo-pdf.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"Il ricorso al potere di ordinanza regionale, con efficacia limitata all’ambito provinciale per il quale dovesse rendersi necessario il suo esercizio, si configura come intervento «di chiusura», ipotizzabile nel caso in cui l’azione diretta a riattivare la didattica in presenza dovesse incorrere in criticità di varia natura, non superabili attraverso l’espletamento della fase di coordinamento". Lo scrive il capo di Gabinetto, Bruno Frattasi, nella circolare inviata a tutte le prefetture a seguito del Dpcm dello scorso 3 dicembre, in merito alle riaperture delle scuole superiori in presenza dal 7 gennaio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">"Si osserva come la partecipazione al tavolo di coordinamento dei sindaci e dei sindaci metropolitani - sottolinea la circolare - potrà altresì consentire, per il raggiungimento delle finalità in discorso, la più ampia valutazione di iniziative attivabili anche su altri piani e con l’eventuale coinvolgimento di altri settori parimenti «sensibili» rispetto alla domanda che investe il sistema del trasporto pubblico".</span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">La circolare inviata ai prefetti dal ministero dell’Interno presieduto da <strong><b>Luciana Lamorgese</b></strong> invita a prestare massima attenzione ai controlli che dovranno essere esercitati nelle principali arterie di traffico e nelle stazioni, così da vigilare sul rispetto delle norme e delle limitazioni che riguardano gl <strong>i spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio </strong>e, tra i &nbsp;<strong>Comuni </strong>, nelle giornate di <strong>Natale, S.Stefano e Capodanno</strong></span><span class="imTALeft fs13lh1-5 cf1 ff2">.</span></div></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs12lh1-5 ff1"><script> showboxlinka613bae32fdf8f1a33411bcc82f74651 = {'showThumbs': false,'media': [{'type': 'image','url': 'https://www.italyfortourist.com/files/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.png','width': 763,'height': 1079,'description': ''}]};</script>
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			<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 06:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vaticano: Musei e Ville Pontificie chiusi fino al 15 gennaio]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Musei_Italiani"><![CDATA[Musei Italiani]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">In coordinamento con i provvedimenti varati dalle Autorità italiane per far fronte alla situazione sanitaria, i <b><b>Musei Vaticani</b></b> continueranno a rimanere chiusi al pubblico <b><b>sino al 15 gennaio 2021 (compreso)</b></b>. È ugualmente prorogata la sospensione delle attività di interesse turistico, museale e culturale presso le <b><b>Ville Pontificie di Castel Gandolfo</b></b>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">È previsto il rimborso diretto automatico per tutti i biglietti già acquistati per visite guidate o ingressi prenotati nel periodo di chiusura su indicato. </span><span class="imTALeft fs11lh1-5 ff2"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><span class="imTALeft">È quanto si legge sul sito dei</span><span class="imTALeft"> &nbsp;</span><strong class="imTALeft">Musei vaticani</strong></i></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff2">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/Musei_vaticani_-_cortile_della_pigna_01161.jpg"  title="" alt=""/><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><b>Il visitatore non dovrà quindi procedere con una richiesta formale di rimborso.</b><br></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Scusandoci per il disagio, si invita, in caso di necessità, a contattare i Musei all’indirizzo mail </span><b class="fs12lh1-5 ff1"><u><b><a href="mailto:help.musei@scv.va?subject=&amp;body=" class="imCssLink">help.musei@scv.va</a></b></u></b><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 ff1">per eventuali richieste di informazioni o assistenza.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Ulteriori riferimenti utili sono reperibili sul sito web ufficiale <span class="imTALeft"><a href="http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it.html" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it.html', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it.html</a></span></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 13:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Effetto Covid: l’Italia perde la metà delle presenze turistiche nel 2020]]></title>
			<author><![CDATA[Italy FOR Tourist]]></author>
			<category domain="https://www.italyfortourist.com/blog/index.php?category=Notizie_sul_Turismo"><![CDATA[Notizie sul Turismo]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">Nei primi otto mesi del 2020, l’emergenza Coronavirus avrebbe già bruciato ben 173,5 milioni di presenze e oltre 48 milioni di arrivi con una contrazione rispettivamente del 52,5% e del 51,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In picchiata anche gli incassi comunali dell’imposta di soggiorno: oltre 211 milioni di euro. Sforbiciata di ben 16 miliardi di euro di spesa turistica, con quasi la metà, pari a 7,2 miliardi, concentrata in Veneto, Toscana e Lombardia che presentano un tasso di internazionalizzazione dei sistemi turistici ben al di sopra del 50%.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="https://www.italyfortourist.com/images/coronavirus_manda_a_picco_il_turismo1.jpg"  title="" alt=""/><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">È quanto emerge da una stima a consuntivo dell’Istituto Demoskopika sulla base degli incassi dell’imposta di soggiorno rilevati dal sistema Siope incrociati con i dati dell’Istat sui movimenti turistici regionali relativi al 2019 e con i dati sul turismo internazionale della Banca d’Italia. Per il Molise, – precisa la nota dell’Istituto di ricerca – non essendo presente l’imposta di soggiorno, si è ipotizzato uno scenario identico a quello medio italiano. Per i Comuni del Lazio, infine, l’imposta di soggiorno riguardante, nello specifico, l’ammontare più che rilevante riferito a Roma Capitale, è stata stimata, poiché la voce non è chiaramente identificabile nel sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE). Si precisa che la stima dei movimenti turistici è “condizionata” da un eventuale blocco temporaneo dell’imposta di soggiorno deciso in qualche comune oltre che dalla mancata o parziale trasmissione degli incassi dell’imposta al sistema SIOPE.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">“Il Governo – dichiara il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – decida se il turismo è davvero un settore strategico per la propria economia. Si attivi, nella forma e nella sostanza, a condividere con i portatori di interesse del comparto un unico Piano di ripresa del turismo italiano contenente consapevolmente obiettivi, strategie, azioni, risorse finanziarie e indicatori di risultato. Altrimenti – conclude il presidente dell’Istituto di ricerca – al danno di un mancato impatto sul sistema turistico italiano dei provvedimenti assunti dalle istituzioni ai vari livelli si aggiungerà la beffa di una frammentata governance che rallenterà, in un ostacolante circuito vizioso, la ripresa del turismo italiano”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><strong>Flussi turistici: la pandemia scoraggia oltre 48 milioni di turisti nel Belpaese</strong>. Da gennaio ad agosto dell’anno in corso, Demoskopika stima una diminuzione di 48,2 milioni di arrivi pari a una flessione del 51,1 per cento rispetto allo stesso arco temporale del 2019 che hanno ridotto di 173,5 milioni i pernottamenti nel sistema alberghiero ed extra-alberghiero italiano. Una flessione generata prioritariamente dalle destinazioni regionali che, presentando un elevato livello di internazionalizzazione turistica, risentono più delle altre della rilevante contrazione dei turisti stranieri. Analizzando, in particolare, il quadro per singolo sistema turistico regionale emerge che il Veneto, con un tasso di internazionalizzazione pari al 65,3%, avrebbe ridotto gli arrivi di 9,3 milioni (-63,3% rispetto al 2019) e le presenze di 35,6 milioni (-65,1% rispetto al 2019). A seguire, in valore assoluto, Lombardia con una contrazione pari a 6,6 milioni di arrivi (-55,8%) e 16,4 milioni di presenze (-57,4%), Toscana con una riduzione pari a 6,1 milioni di arrivi (-59,2%) e 21,7 milioni di presenze (-60,7%), Lazio con una riduzione pari a 4,8 milioni di arrivi (-54,7%) e 15,2 milioni di presenze (-55,8%) e l’Emilia Romagna con una riduzione pari a 4,6 milioni di arrivi (-52,4%) e 18,1 milioni di presenze (-55,6%). Da evidenziare che, in chiave percentuale, è la Sicilia a presentare tra i “conti più salati”, preceduta solo dal Veneto: -2,2 milioni di arrivi e – 6,8 milioni di presenze con un calo rispettivamente pari al 59,9% e al 61% rispetto ai primi otto mesi del 201</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 13:03:00 GMT</pubDate>
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