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Olio extravergine: ecco le marche da evitare!

Italy for Tourist - Il sito per il Tursimo in Italia -
Pubblicato in Notizie Enogastronomiche · 25 Maggio 2019
Nuovo test relativo agli oli extravergine d’oliva. Le marche più vendute nei supermercati, discount ma anche nei negozi biologici sono davvero di qualità e possono definirsi "extravergine"?



I risultati del test
Gli esperti commissionati da Oko Test hanno valutato gli oli considerando eventuali difetti del gusto e l'impressione sensoriale generale ma, cosa ancora più importante, i tecnici di laboratorio sono andati alla ricerca all’interno delle bottiglie di sostanze nocive come pesticidi, plastificanti e residui di oli minerali.
Forte presenza di idrocarburi
Il problema principale riscontrato nella maggior parte degli oli analizzati è la forte contaminazione da residui di olio minerale. Si tratta di idrocarburi, sotto questo nome si nasconde un gruppo molto ampio di sostanze diverse che possono includere composti potenzialmente cancerogeni. Di particolare interesse sono gli idrocarburi aromatici a base di olio minerale MOAH che sono stati individuati in metà degli oli analizzati.

Più della metà degli oli contiene anche gli idrocarburi saturi MOSH / POSH. I primi si depositano nel fegato, nei linfonodi, nella milza e nel tessuto adiposo e i POSH possono comportarsi in modo simile ma la cosa è ancora in fase di studio.
Come fanno ad arrivare queste sostanze nelle bottiglie dei nostri oli? Okotest ha provato a dare una risposta anche a questo. Alcuni produttori sostengono che i componenti dell'olio minerale analizzati potrebbero essere anche di origine naturale ma in realtà i laboratori hanno valutato che si tratta proprio di idrocarburi derivati da petrolio. Tracce di MOAH possono arrivare in bottiglia dagli oli lubrificanti per le mietitrebbia, dai nastri trasportatori per oleifici, dalle motoseghe per il taglio degli ulivi ma anche da pesticidi a base di olio di paraffina, particolato e gas di scarico.
E’ stata riscontrata poi negli oli analizzati la presenza di diisobutilftalato, un plastificante che l'Unione europea classifica come una tossina riproduttiva e che dunque non dovrebbe certo trovarsi in nessun alimento.

  

Inoltre, quattro oli, a differenza di quanto dichiarato in etichetta, non erano propriamente extra vergine e risultavano essere rancidi nel test del gusto. Si tratta degli oli di Alnatura, Byodo e Naturata ma anche di quello De Cecco. Se un olio ha un sapore rancido vuol dire che è fortemente ossidato e ciò può essere dovuto o al frantoio che utilizzato olive raccolte troppo mature oppure che ha conservato male il prodotto finito.


Alla fine, solo due oli sono stati raccomandati come “buoni”.



Si tratta di un olio convenzionale, l’italiano Primoli I.G.P. Toscano, e di un prodotto di origine biologica: l’olio extravergine a marchio Rapunzel, e solo un olio è stato valutato  dal sapore molto buono: l'olio di Primoli.


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