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News Scavi di Pompei : Riaffiora intatto il Termopolio della Regio V
Il Magazine del turismo in Italia - Visit Italy
Pubblicato da Italy FOR Tourist in Campania · 26 Dicembre 2020
Collocato nella Regio V, davanti ad una piazza di grande passaggio all'angolo fra il vicolo dei Balconi e la casa delle Nozze d'Argento, il nuovo Termopolio era stata individuato e parzialmente scavato nel 2019, quando era riemersa l'impronta lasciata sulla cenere da uno dei grandi portoni in legno ed era stato ritrovato il balcone del primo piano, insieme con una prima parte del bancone, quella che si affacciava sulla piazza, tra le più frequentate a Pompei, con la sua bella fontana in marmo

Foto @Ansa

Tutto quasi fermo nel tempo al giorno dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., fissato dal materiale piroplastico che ne ha sigillato gli straordinari colori e conservato elementi fondamentali per ricostruire usi alimentari e abitudini dei romani di duemila anni fa. Tutto è conservato: le pentole in coccio con i resti delle pietanze più prelibate, dal capretto alle lumache e persino una sorta di "paella" con pesce e carne insieme. Il vino “corretto” con le fave e pronto per la mescita. E un grande bancone ad "elle" decorato con immagini così realistiche da apparire quasi in 3d: una coppia di oche germane, un gallo, un grande cane al guinzaglio


Foto @Ansa

Ma sono stati gli scavi successivi, arrivati al clou nelle scorse settimane, a restituire insieme alle straordinarie decorazioni, al pavimento intarsiato di marmi policromi e al quadro completo dell'ambiente la sorpresa di una grande mole di informazioni che questa bottega dell'antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia.
I resti dei piatti in menù, per esempio, "con l'impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza", come spiega l'archeozoologa Chiara Corbino, di fatto una specie di paella ante litteram. O il trattamento del vino, come racconta l'archeobotanica Chiara Comegna, che era corretto con le fave (servivano a sbiancarlo e nello stesso tempo a correggerne il gusto) ma anche conservato in un dolo che aveva sul suo fondo una tegola per separare i legumi dal liquido ed evitare di mescere il vino insieme con il suo poco gradevole fondo


Foto @Ansa

Senza parlare dello scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio: adulto ma di dimensioni così modeste da far pensare che già all'epoca si praticasse la selezione delle razze da compagnia. Ma quello che sembra raccontare il nuovo Termopolio è anche un altro tassello della tragedia umana che fu l'eruzione. Nel locale, dotato di secondo ambiente sul retro e di un piano superiore, sono stati trovati i resti di due uomini. Uno, all'incirca 50enne, stando all'ipotesi dell'antropologa Valeria Amoretti, era sdraiato su un letto nel retrobottega, le ossa dell'altro - fatta eccezione per un piede - sono state trovate in un grande vaso, con tutta probabilità occultate lì da scavatori forse addirittura del XVII secolo,



Questa bottega dell'antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia. I resti dei piatti in menù, per esempio, "con l'impiego congiunto di mammiferi, uccelli, pesce e lumache nella stessa pietanza", come spiega nella sua relazione l'archeozoologa Chiara Corbino, di fatto una specie di paella antelitteram. O il particolare trattamento del vino, come racconta a sua volta l'archeobotanica Chiara Comegna, che era corretto con le fave (servivano a sbiancarlo e nello stesso tempo a correggerne il gusto) ma anche conservato in un dolo che aveva sul suo fondo una tegola per separare i legumi dal liquido ed evitare di mescere il vino insieme con il suo poco gradevole fondo. Senza parlare dello scheletro di un cagnolino trovato a un passo da bancone, proprio vicino al dipinto che ritrae un cane al guinzaglio: adulto ma di dimensioni così modeste da far pensare che già all'epoca si praticasse la selezione delle razze da compagnia.

Guarda il Video con un'intervista al direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna



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