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Lago di Garda (Sirmione) : Il Castello Scaligero di Sirmione e il suo Fantasma
Il Magazine del turismo in Italia - Visit Italy
Pubblicato da Francesca Ur, in Lombardia · 31 Marzo 2022
Il Castello di Sirmione accoglie i visitatori che arrivano nella bellissima località di Sirmione sul Lago di Garda sponda bresciana. Appena si arriva a Sirmione infatti non si può non ammirare subito il suo Castello che fa respirare un'atmosfera d'altri tempi. Il castello è bagnato su tutti i lati dalle acque del lago di Garda, e su uno di questi lati è stata realizzata, poco dopo la costruzione del castello, la darsena, che un tempo rappresentava il luogo di rifugio della flotta scaligera.



Le mura e le tre massicce torri maggiori sono caratterizzate dalle merlature a coda di rondine che contraddistinguono ogni costruzione scaligera: dietro questi tre torrioni emerge l'imponente mastio, alto 47 metri, sotto al quale si trovavano le celle destinate ai prigionieri.
Un tempo si poteva accedere alla rocca sia dall'esterno del centro abitato sia dal borgo stesso tramite ponti levatoi, mentre oggi è possibile entrare soltanto dal borgo. Attraverso porte munite di efficaci sistemi di chiusura si accede al grande portico, all'interno del quale si erge una scala che conduce ad un ponte levatoio. Da qui, tramite una rampa di 146 gradini, si possono raggiungere i camminamenti di ronda delle mura,[1] dai quali si può apprezzare la darsena. Pure la darsena è difesa da torri che però, a differenza di quelle interne al castello, non sono caratterizzate dalla merlatura a coda di rondine ma da una struttura di base detta a punta di lancia. Questa caratteristica, insieme all'utilizzo di mattoni e pietre provenienti da zone vicine, denotano un periodo differente di costruzione. Su un lato della darsena si protrae un fossato esterno che sfocia direttamente sul lago.



La costruzione della rocca ebbe inizio intorno alla metà del XIII secolo, probabilmente sui resti di una fortificazione romana. La sua realizzazione venne ordinata dal podestà di Verona Leonardino della Scala, meglio conosciuto come Mastino della Scala. La funzione del castello era quella difensiva e di controllo portuale, poiché la città di Sirmione, trovandosi in una posizione di confine, era maggiormente esposta ad aggressioni.
Circa un secolo dopo sono stati aggiunti due cortili e una fortificazione indipendente, unita tramite barbacane a quella principale, per aumentare le difese della fortezza. Nel 1405 Sirmione passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia durante la cui cui dominazione iniziò un'opera di rafforzamento delle strutture difensive. Fu in questo periodo che venne realizzata la darsena oggi visibile, anche se si suppone che fosse già presente una darsena scaligera, probabilmente lignea. Sirmione mantenne il primato di postazione difensiva fino al XVI secolo, quando, per motivi politici, la fortezza di Peschiera del Garda venne modernizzata.



Entrati nel castello di Sirmione si accede al cortile principale, rettangolare, circondato da alte mura e dalle torri angolari. A sinistra nel cortile si erge la torre di avvistamento.
Osservando le possenti mura si osserva la tecnica costruttiva, dall'utilizzo dei mattoni, cotti nelle vicinanze, e la pietra proveniente dalla vicina collina di Cortine.
Il castello ebbe il massimo splendore verso la fine del 1300, pur essendo fortezza di estrema importanza non fu mai sede di corte. Oggi si può visitare anche la Darsena, esperienza davvero da non perdere!
Oltre all’ingresso dei sotterranei ci sono dei resti murari del Monasteriolo di S. Salvatore di epoca longobarda.
Un gran portale ad arco introduce ad un primo rivellino e ad un primo ponte levatoio, entrambi sono collegati da un corridoio che conduce al secondo ponte levatoio.
Ai lati del corridoio si aprono gli ingressi al cortile della Darsena e del secondo cortile, dove una scala di 146 gradini, conduce ad un lungo camminamento di ronda, fino ad una postazione di guardia.
La rocca non aveva funzione residenziale perciò gli unici elementi decorativi esistenti sono picche o pigne in pietra poste sui camminamenti. Proseguendo si arriva all’interno della Torre Angolare che conduce ai camminamenti, con i tipici merli ghibellini a coda di rondine. Il castello è visitabile solo in orari e giorni prestabiliti.



Visitare La Darsena del Castello
La darsena odierna è probabile sia quella costruita dalla Repubblica di Venezia, sul modello dell’Arsenale di Venezia. in sostituzione della vecchia darsena in legno. Un portico interno custodisce un lapidario romano e medievale; una scala del secondo recinto, cui si accede da un ponte levatoio, sale ai camminamenti sulle mura da dove si ammira la suggestiva darsena, antico rifugio della flotta scaligera. Da Marzo 2018 la Darsena si può visitare.

Il fantasma di Ebengardo



Ancora oggi c’è chi giura di aver visto il fantasma di Ebengardo, aggirarsi fra le mura della rocca Scaligera afflitto.
Egli è indossa abiti scuri, come era usanza per i cavalieri dell’epoca.
Piange ed è inconsolabile: non riesce a trovare pace perché in quella maledetta notte di 700 anni fa non fu in grado di salvare l’amore della sua vita.
La storia di Ebengardo e Arice
La tragedia incombe sull’esistenza di Ebengardo e si manifesta nelle fattezze di un nobiluomo veneto, sconosciuto ai due ma che in qualche modo sarà loro legato per l’eternità.
Il marchese Elaberto di Feltrino era un uomo di bell’aspetto, che ispirava una certa sicurezza in chiunque vi si imbattesse. Durante una notte invernale funestata da una pioggia incessante e battente, costui bussò alla porta della rocca di Sirmione al galoppo del suo destriero, chiedendo alloggio fino all’alba del giorno seguente.
Ebengardo e Arice mossi a compassione decisero di mettere a disposizione del loro ospite la grande dimora nella quale vivevano. Il fato volle che Arice, donna affascinante e aggraziata – o almeno così ce la descrivono le cronache – esercitasse nel nobile Elaberto un sentimento talmente forte da non poter essere domato.
Bastarono pochi sguardi e le attenzioni che una gentile padrona di casa riserverebbe ad un qualsiasi ospite in difficoltà, per far innamorare perdutamente il marchese. Ma non si trattava di un amore platonico: Elaberto intendeva dare uno sfogo ai suoi desideri e così, notte tempo, raggiunse la bellissima Arice nei suoi appartamenti del castello. Fece di tutto per corteggiarla, ma poiché il suo cuore apparteneva ad Ebengardo, la nobildonna fu irremovibile. Elaberto però non accettò il rifiuto e dopo aver fallito anche con un approccio più carnale e manesco, accecato dall’ira estrasse un pugnale e la uccise.
Le urla di Arice destarono dal letto Ebengardo che con una corsa folle e disperata cercò di raggiungere la camera da letto della ragazza. Il cavaliere arrivò troppo tardi per salvarla, ma in tempo per cogliere sul fatto il suo assalitore, ancora con il pugnale sanguinante fra le mani. I due ingaggiarono una lotta feroce nella quale Ebengardo ebbe la meglio riuscendo ad uccidere Elaberto con il suo stesso pugnale.
La vendetta non risanò però le ferite dell’anima di Ebengardo dilaniata dal dolore, costretto a rinunciare per sempre alla sua donna amata. Come un derelitto, prigioniero nel suo stesso castello, Ebengardo si rifugiò fra quelle mura in attesa che il tempo consumasse il suo corpo, lontano dal calore della voce di Arice e senza più speranze. Morì, solo, ma nemmeno la morte riuscì a porre fine alle sue sofferenze.



Museo
All'interno dell'ampio portico interno del castello è stato allestito un lapidario romano e medievale, oltre che una breve mostra in cui su alcuni pannelli sono riportate le informazioni più importanti sulla rocca. Si può accedere inoltre ai camminamenti di ronda delle mura e, tramite delle rampe di scale in legno restaurate recentemente, si può giungere fino in cima al mastio, la torre più alta della fortezza.

Guarda il Video del Castello e della Darsena da Drone



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