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Castello Svevo di Trani e il suo Fantasma

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Pubblicato da in DA VISITARE · 15 Giugno 2019


Nella cittadina di Trani, a pochi chilometri da Bari, è presente un magnifico castello che padroneggia su un centro storico bellissimo ed affascinante. Anche nel castello di Trani sembrerebbe dimorare uno spettro, almeno in base alla leggenda che circola da un po' di anni a questa parte.


LA STORIA DEL CASTELLO
Importante caposaldo sulla costa pugliese del sistema castellare Federiciano, nel XIII secolo il più moderno d'Europa, sorge a breve distanza dalla celebre cattedrale, strategicamente collocato al centro di una rada, i cui bassi fondali si sarebbero sempre rivelati un'ottima difesa naturale, sia dalla furia delle onde che da eventuali attacchi sul fronte settentrionale.
Su modello dei castelli crociati di Terra Santa, a loro volta debitori dei Castra Romani, ebbe semplice e funzionale impianto quadrangolare, rinforzato ai vertici da quattro torri quadrate di uguale altezza, paramento esterno a bugnato, un antemurale-muro di cinta percorribile, munito di frecciere e merlato-che delimita tre cortili sui fronti est, sud e ovest, fossato acqueo inondato dal mare.



Passato, col succedersi delle dinastie, prima agli Angioini, poi agli Aragonesi, fu sempre, fino ai nostri giorni, di pertinenza  demaniale, tranne un breve periodo (1385-1419), allorché fu assegnato al capitano di ventura Alberico da Barbiano, in grazia dei servigi resi a Carlo III di Durazzo in lotta per la successione con Luigi D'Angiò.



Conservando inalterata la valenza strategica della posizione, nel XVI secolo, con l'avvento delle armi da fuoco, il castello venne adeguato alle nuove tecniche difensive, rispondendo alla diffusa esigenza di rifortificazione delle coste mediterranee dell'Imero doi Carlo V di Asburgo, minacciate dall'avanzata turca. L'operazione comportò l'ispessimento del frone meridionale, meno protetto dalla natura e prospiciente l'aperta campagna, e la realizzazione di due bastioni agli spigoli opposti di sud-ovest (a punta di lancia) e nord-est (a pianta quadrata), assicurando la copertura a fuoco radente dell'intero perimetro della fortezza. Il Castello coprì ininterrottamente il suo ruolo di presidio militare, ad eccezione degli anni 1586-1677, quando fu sede della Sacra Regia Udienza della provincia di Terra di bari, finchè, nel XIX secolo, fu adibito a carcere centrale provinciale, destinazione cessata soltanto nel 1974. Restaurato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Puglia, dal 1979, è stato aperto al pubblico il 5 giugno 1998.



LA LEGGENDA DEL FANTASMA DI ARMIDA:
All'interno dell'antico maniero dimorerebbe lo spettro di Armida. Questa era una ragazza giovane e bella, tanto bella da essere causa di invidia di tutte le donne dell'antica Trani. Armida si sposò con il signore del castello, un uomo buono e nobile; la ragazza però non lo amava e questa convivenza forzata era per lei causa di tristezza e dolore. Secondo alcuni forse la ragazza fu costretta al matrimonio dalla sua famiglia.

Come in tutte le storie simili, Armida si innamorò di un giovane cavaliere che risiedeva e prestava servizio a corte; i due divennero presto amanti ma i loro incontri segreti, seppur rapidi e fugaci, non passarono inosservati. Il signore del castello venne a sapere dell'amore proibito, pugnalò a morte il giovane cavaliere ed imprigionò Armida in una cella del castello, dove la ragazza si lasciò morire in preda a dolore e sconforto.

Il fantasma di Armida apparirebbe con indosso un vestito grigio scuro, con i lineamenti del viso ben delineati ed i capelli lunghi e nerissimi; i suoi occhi sarebbero di un azzurro penetrante, brillanti a  a detta di alcuni.

Sarebbe uno spettro buono, non avrebbe mai spaventato qualcuno di proposito, anche se son certo che un incontro ravvicinato desterebbe paura e stupore in chiunque: alcuni dicono che sarebbe avvezza al contatto e che, prima di scomparire, si lascerebbe quasi sfiorare.

Trani sembra molto legata al suo fantasma nel castello e non mancherebbero le testimonianze di chi giurerebbe di aver intravisto lo spettro aggirarsi tranquillamente tra le sale del vecchio maniero. Una leggenda molto interessante ed affascinante.


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