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Borghi Italiani Marinari : Santa Maria di Leuca
Il Magazine del turismo in Italia - Visit Italy
Pubblicato da Francesca Ur, in Puglia · 11 Luglio 2021
Santa Maria di Leuca (in fondo a questa pagina trovi uno spettaccolare video) è ormai nell’immaginario collettivo il punto di confine fisico fra i due mari, Mar Ionio e Mar Adriatico. Questa particolarità ha dato origine nel corso del tempo a tante leggende e storie che hanno aumentato l’indiscusso fascino della località salentina.
Splendide spiagge e mare azzurro la rendono un’ottima meta per le vacanze estive ma Santa Maria di Leuca offre tantissimi altri spunti per una vacanza lunga o breve di sicuro interesse.




Dall'ottobre 2006 il territorio di Santa Maria di Leuca rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Un fondale ricco di meraviglie accoglierà i sub che vogliono godere dei colori delle gorgonie, dei coralli rossi e di incontri inaspettati con tartarughe e altri splendidi esemplari marini. Ma i fondali di Leuca nascondono anche, fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, lo scafo del sommergibile oceanico italiano Pietro Micca, affondato durante la seconda guerra mondiale col suo equipaggio di 58 marinai, e la Madonnina sommersa. La statua pesante circa 4 tonnellate e alta circa 3 metri è posta a 15 metri di profondità.



Ma torniamo in superficie! Una famosa leggenda narra che Santa Maria di Leuca (o forse Porto Badisco, ma più probabilmente Castro) sarebbe stata il primo approdo di Enea e anche di San Pietro, il quale, arrivato dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione. L’arrivo di San Pietro è peraltro celebrato dalla presenza della colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica. Una scalinata di 296 gradini collega la Basilica al sottostante porto facendo da cornice alla cascata monumentale dell'Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare.



Leuca è una località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche, costruite secondo vari stili per la maggior parte dagli architetti Ruggieri e Rossi. Verso la fine del XIX secolo si contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato.
Tra le ville meglio conservate e che più caratterizzano il luogo si ricordano: Villa Daniele, Villa Gioacchino Fuortes oggi Antonio Fuortes (sede della locale Pro Loco Leuca), Villa Mellacqua, Villa La Meridiana (già Villa Ruggieri), Villa Tamborino-Cezzi, Villa Loreta Stefanachi, Villa Episcopo, Villa Colosso, Villa Arditi, Villa De Francesco, Villa Seracca, Villa Ramirez-De Castro, Villa Felicita, Villa Maruccia (già Villa Sangiovanni).



Durante la II guerra mondiale, a molte ville furono sottratti gli elementi decorativi metallici (balaustre, ringhiere, ecc.) necessari per la produzione di armi; inoltre nello stesso periodo quasi tutte le ville furono requisite ai proprietari e utilizzate per l'accoglienza agli sfollati. Alcune subirono gravi danni e, alla fine della guerra, furono ristrutturate in maniera tanto radicale da essere spesso rovinate. Altre ville sono andate in disuso, mentre solo alcune conservano ancora l'aspetto originario, sia esterno sia interno. Per celebrare le sue meraviglie architettoniche, Santa Maria di Leuca organizza ogni anno “Ville In Festa” un’occasione imperdibile per poter visitare alcuni angoli incantevoli della cittadina e i giardini delle più belle ville ottocentesche che impreziosiscono il lungomare. Altra testimonianza di questo passato di nobiltà sono le bagnarole in pietra, tipiche strutture realizzate in prossimità del mare e riservate alle donne dell’aristocrazia salentina, le quali potevano così accedere al mare al riparo da occhi indiscreti e dal sole.



Altro elemento architettonico che non può mancare durante una visita a Leuca è la Torre dell'Uomo Morto o Torre dell'Omomorto, una delle centinaia di torri che si trovano con cadenza regolare lungo tutta la fascia costiera salentina. Oltre che come elementi di difesa, tali torri servivano soprattutto ad avvistare l'eventuale presenza e avvicinamento delle navi dei Turchi e a dare l'allarme verso l'entroterra attraverso segnali luminosi che venivano immediatamente trasmessi da una torre a quella successiva. La denominazione Uomo Morto è dovuta ad alcune ossa umane ritrovate al suo interno.
E poi il faro! Da sempre in tutto il mondo elemento di grande fascino per qualsiasi località marinara, il faro di Santa Maria di Leuca è situato sulla Punta Meliso. Fu progettato dall'ingegner Achille Rossi e attivato per la prima volta il 6 settembre 1866. E’ alto 48,60 m dalla base e si trova a 102 m sul livello del mare. Emette tre fasci di luce che, in particolari condizioni meteorologiche, sono visibili a oltre 40 km. Con una scala a chiocciola di 254 gradini si può salire alla gabbia dell'apparato di proiezione.




Nel 1937 l'alimentazione del faro, che fino a quel momento era a petrolio, fu trasformata a energia elettrica. La lanterna originale venne costruita a Parigi e sostituita più volte (1941 e 1954) insieme all'apparato rotatorio. Il posto migliore per osservare l’abbraccio dei due mari potrebbe essere il belvedere di Punta Meliso ai piedi del Faro dove si trova la grande piazza ed il colonnato della Basilica de Finibus Terrae. Da qui si ha anche un bella vista su tutto il panorama di Leuca, il porto turistico, la splendida baia costeggiata dal lungomare.
Ma l’elemento più affascinante che circonda questi luoghi sono sicuramente le molte leggende che nel corso del tempo hanno arricchito la cultura di Leuca. Dai miti pagani a quelli cristiani il passaggio era inevitabile e si dice che fu San Pietro a ‘metterci una croce sopra’ (quindi dimentichiamo tutto e ricominciamo daccapo), frase che anticamente stabiliva che gli antichi tempi dovessero essere sostituiti dalle mura di una chiesa.



Da sempre il santuario di Santa Maria di Leuca o De Finibus Terrae è luogo di pellegrinaggio redentivo. Ma non solo per i peccatori vivi, bensì anche per le anime di chi è già trapassato che secondo la credenza vengono qui in pellegrinaggio per arrivare prima in paradiso o quanto meno per liberarsi della terra dei vivi.
Anche l’incontro dei due mari ha prodotto miti e leggende che si tramandano da secoli. Una leggenda vuole che nelle notti di tempesta, delle streghe ballino e urlino nelle cavità rocciose e che non esitino a portare via chiunque si avvicini agli scogli. Altra leggenda legata all’urlo dei due mari che si incontrano, è quella del pianto di un bambino. La leggende nasce nel periodo delle invasioni saracene, quando una donna, innamoratasi di un saccheggiatore, diede alla luce un figlio ma impazzi è lo gettò dalla scogliera. Leggenda o realtà, nessuno lo sa ma di certo le donne che subivano gli assalti degli invasori saraceni, partorendo i loro figli erano destinate all’emarginazione e alla conseguente pazzia.



Alloggiare in paese quasi sempre permette con una piccola passeggiata a piedi di raggiungere il lungomare e le calette di sabbia di Leuca, i lidi e gli stabilimenti balneari a ridosso del lungomare.
Leuca è una ridente cittadina che offre tantissime occasioni di svago tra eventi, sagre e feste patronali e locali sul mare. Il lungomare è una vera passeggiata nel blu del cielo e del mare, nonché il percorso dello shopping più esclusivo, sede dei locali più glamour di Leuca e degli eventi più importanti. Il toponimo Leuca deriverebbe dal Greco leukos, bianco, un nome con il quale gli antichi naviganti in transito da e per l’antica Grecia, volevano indicare questo approdo tra le scogliere. Ancora oggi, a colpire lo sguardo di chi arriva a Leuca, è senz’altro la sensazione di spazio, di luce, del bianco di cui si accendono le case e le pietre.





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