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Pompei: ancora meraviglie mai viste

Italy for Tourist - Il sito per il Turrismo in Italia -
Pubblicato da in DA VISITARE · 18 Febbraio 2020
Una splendida notizia che coinvolge gli amanti dell'arte, della cultura, della storia e dell'archeologia italiana riporta la stampa a parlare di Pompei. Oggi, martedì 18 febbraio 2020, infatti il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini,  insieme al Direttore del parco archeologico, Massimo Osanna, ha dato il via alla riapertura al pubblico di tre importanti domus e ha messo ufficialmente  fine ai lavori di messa in sicurezza degli scavi avviati nel 2014. Tornano quindi alla fruizione del pubblico la Casa degli Amanti, la Casa della Nave Europa, e la Casa del Frutteto.



La magia della Casa degli Amanti, portata alla luce nel 1933, è l'unica casa di cui ancora si conservi, quasi intatto anche il secondo piano, addirittura con i suoi pavimenti in cocciopesto. La struttura della casa risale sicuramente al I secolo a. C. Le decorazioni dell’atrio rappresentano molluschi e pesci con medaglioni al cui interno sono rappresentati paesaggi idillici mentre il nome della casa risale ad un’iscrizione sulla destra dell’ingresso: Amantes, ut apes, vita(m) mellita(m) exigunt. Velle. (“Gli amanti,come le api, passano una vita dolce come il miele. Vorrei che fosse così”). Chiusa subito dopo il terremoto dell'Irpinia che l'aveva resa inagibile, riapre al pubblico per la prima volta dopo 40 anni. Questa dimora, il cui proprietario rimane avvolto nel mistero, si è ipotizzato fosse adibita a bordello.




La Casa della Nave Europa ha una evidente vocazione agricola come si può osservare dalla presenza della macina per le olive, ma anche per le piante allora considerate esotiche come ciliegio, pesco, albicocco.  A dare il nome all'abitazione è il graffito raffigurante una nave da carico chiamata Europa come la figlia del re di Tiro rapita da Zeus travestito da toro.



La Casa del Frutteto conserva il più bell'esempio di pittura di giardino della città. A differenza di altre case, qui la pittura è impiegata nella zona privata della casa in due piccoli cubicoli, spazi utilizzati per il riposo. Il primo dei due cubicoli presenta un giardino con piante ornamentali e da frutto come limoni e corbezzoli. Il secondo cubicolo è caratterizzato da tre alberi di diversa grandezza di cui quello al centro di maggiori dimensioni, un fico, è rifugio di un serpente, simbolo di prosperità.



Il restauro ha ridato al pubblico opere di rara bellezza.
Nell'arco di cinque anni anni, si è riusciti a impegare il finanziamento di 105 milioni di euro (75 europei e 25 italiani) per salvare dal degrado un Patrimonio dell'Umanità senza eguali.


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